Lettera alla ricina inviata ad Obama

Attentato-Boston-15-aprile-2013-028-590x350Un pacco sarebbe stato inviato all’ufficio del senatore dell’Alabama Richard Shelby, un democratico che ha sostenuto parecchie misure sul controllo delle armi. Sono intervenute le squadre anti-bomba per bonificare gli edifici.

La polizia ha fermato e interrogato un uomo in uno degli edifici del Senato. Era in possesso di buste sigillate in uno zaino e agiva in modo sospetto. Lo riporta la Cnn

Lettera alla ricina inviata ad Obama
Anche la lettera sospetta inviata a Barack Obama, conterrebbe tracce di ricina come le altre due missive inviate a due senatori. Lo affermano fonti investigative al Wall Street Journal a conoscenza dei risultati dei test compiuti. La ricina è una sostanza naturale molto velenosa e potenzialmente letale per l’uomo se ingerita o inalata. La lettera contenente sostanze sospette recapitata al presidente americano, Barack Obama, è stata ricevuta ieri, 16 aprile, il giorno dopo l’attentato di Boston, al centro di smistamento e controllo della posta presidenziale, in Maryland. La lettera – secondo quanto riportano fonti investigative – è ‘simile’ a quella inviata ieri al senatore Wicker, contenente tracce di ricina, sostanza altamente velenosa e letale per l’uomo, ed è stata intercettata dal personale dello Us Postal Service che si occupa di controllare tutta la corrispondenza inviata alla Casa Bianca e al Congresso.

E un’altra lettera, risultata positiva alla ricina è stata recapitata al Senato americano, rende noto la ABC.

Boston: inquirenti temono ‘lupo solitario’
A due giorni dall’attentato sul traguardo della maratona di Boston prosegue la caccia ai responsabili della strage, costata la vita ad almeno tre persone, tra cui un bimbo di 8 anni, e il ferimento di altre 176. A tredici di loro è stato necessario amputare gli arti inferiori, dilaniati dalle esplosioni. Gli ospedali hanno dimesso più o meno la metà dei feriti. Ma ci sono timori per le sorti di tre bambini, soprattutto per quelle di un piccolo di 5 anni. In stato critico anche un bambino di 10 anni e una bambina di 9, che hanno ferite multiple alle gambe.

Fonti riservate molto addentro alle indagini, citate dal network televisivo ‘Cnn’, hanno riferito come gli inquirenti abbiano più di un sospetto sull’ipotesi che ad agire non sia stato né un commando né comunque un gruppo clandestino organizzato, bensì un semplice ‘lupo solitario‘: un terrorista isolato e auto-sufficiente, senza legami e senza complici. ‘E’ l’eventualità che ci preoccupa maggiormente’, hanno ammesso le fonti anonime. ‘Nessuna traccia, nessun elemento, nessuna informazione’.

La possibilità che si tratti di un attentatore il quale avrebbe agito da solo sembra avallata anche dal fatto che per l’innesco sarebbe stata impiegata una ‘miscela esplosiva improvvisata a combustione lenta’: per esempio clorato di potassio misto a zucchero oppure la cosiddetta ‘flash-powder‘, un tipo di polvere pirica in genere utilizzato per confezionare petardi o fuochi di artificio. Si tratta in entrambi i casi di sostanze comunissime, facilmente reperibili, efficaci e il cui acquisto non desta sospetti.

Corrispondono inoltre alle semplici istruzioni contenute in un articolo apparso nel 2010 su ‘Inspire’, sito on-line in lingua inglese curato da al-Qaeda nella Penisola Arabica. Le relative indicazioni, che i militanti islamisti erano contestualmente sollecitati a seguire, a quanto sembra hanno finito con l’essere fatte proprie anche da frange dell’estrema destra americana, come i ‘suprematisti’ bianchi.

Per il resto, le indagini hanno permesso di raccogliere un gran numero di frammenti metallici, in particolare chiodi privati della testa o cuscinetti a sfera, e i resti di quelle che si ritiene fossero le pentole a pressione riempite di esplosivo mescolato alla mitraglia, ma anche diversi brandelli di tessuto nero in nylon, forse appartenuti a un borsone o a uno zaino nel quale erano state nascoste le bombe, e pezzi di cavo elettrico collegati a parti di piccoli contenitori, batterie o circuiti stampati: probabilmente l’innesco.

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In arrivo Twitter Music: la nuova app. presentata in contemporanea con il Coachella Festival

Twitter_Music_2534366aQuestione di ore, e Twitter sarà il social più ‘sonoro’ del web. Non per i cinguettii che gli utenti di tutto il mondo si scambiano, ma per le note di una app dedicata ad appassionati di musica, che potranno seguire brani e artisti preferiti e trovare news e segnalazioni a misura del proprio profilo. Secondo AllThingsD, blog del Wall Street Journal, la Twitter Music verrà annunciata ufficialmente nel weekend. Forse – si legge – in occasione del seguitissimo Festival di musica californiano di Coachella (che si svolge in una zona desertica alle spalle di Los Angeles) approfittando magari della folla di sponsor attratti dall’evento.

MUSICA SU MISURA – Il servizio, che dovrebbe fornire suggerimenti ‘personalizzati’ riguardanti artisti e brani musicali, e sul quale già a marzo circolavano rumors, si baserà sulle indicazioni contenute nel profilo dell’utente e dei suoi contatti. La condivisione dei contenuti in streaming attraverso l’app sarà gestita da Soundcloud, startup berlinese che permette ai musicisti di collaborare, promuovere e distribuire musica. Gli utenti saranno anche in grado di guardare video musicali forniti da Vevo, il servizio di video della Universal Music e Sony. Che l’app fosse già in circolazione, lo si è letto, nelle ultime ore, su alcuni tweet pescati in rete. Come quello del conduttore di American Idol, Ryan Seacrest, che diceva di essere alle prese con la nuova app musicale e di trovarla molto divertente.

LE STAR – La mossa – risultato dell’acquisizione da parte del sito di microblogging della software house ‘We Are Hunted‘, specializzata in musica e classifiche, che ha la sua base a San Francisco ed è stata lanciata nel 2007 in Australia, avvenuta già un anno fa – si inserisce in una manovra che sembra spingere sempre più Twitter sulla strada della ‘media company’. Offrendo strumenti progettati per condividere e interagire attraverso contenuti interni, anziché portando sulla propria piattaforma servizi di terzi. Twitter, d’altronde, è anche il social più usato da star e starlette della musica. E può consentire, con un po’ di fortuna, di entrare in contatto reale con loro. Per non dire che alcuni degli account più seguiti sono proprio quelli di popstar internazionali, da Lady Gaga (35 milioni di follower) a Justin Bieber (35,9 milioni).

CLASSIFICHE – Ideata da uno sviluppatore australiano, Stephen Phillips, nel 2007, We Are Hunted ha prosperato generando cataloghi della musica che circola in rete, attingendo a blog, social media, bacheche di messaggi. Dagli elenchi ottenuti, è possibile ascoltare la musica in streaming, organizzare classifiche, condividere. Tracciare «le 99 canzoni emergenti nel mondo sul social web in tempo reale», si leggeva qualche tempo fa sul sito. Dove ora compare la sagoma azzurra dell’uccellino che conferma: ‘We Are Hunted has joined Twitter‘. E si informano gli utenti che tutti i profili attivati verranno chiusi. Per accedere all’applicazione (di cui è disponibile online un’anteprima, per chi volesse già registrarsi) e iniziare ad ascoltare musica, non è necessario essere iscritti a Twitter. In un primo momento, però, il servizio sarà accessibile solo a utenti con sistema operativo IOS.

SPOTIFY – Rispetto al più diretto concorrente, Spotify, che conta 6 milioni di abbonati in tutto il mondo, Twitter entra nel mercato della musica in streaming (che gli analisti inglesi hanno stimato in 60 milioni di euro) con una forza di fuoco di 200 milioni di utenti, che si scambiano una media d 400milioni di tweet al giorno. E a differenza di Spotify, Twitter Music consentirà di trovare tutti i brani più in voga del momento, scovando preziosi suggerimenti per scoprire altre canzoni e accedere a link diretti all’acquisto su iTunes.

https://music.twitter.com/

(fonte Corsera)

Marea nera: al via il processo civile alla British Petroleum

golfo-del-messico-il-disastro-bp-in-numeriAvrà inizio oggi, a New Orleans, la prima fase del processo civile sul disastro ambientale provocato nel golfo del Messico dalla piattaforma Deepwater Horizon, nell’aprile del 2010. In questa fase, saranno determinate le colpe della British Petroleum e la dinamica dei fatti. La seconda fase del dibattimento, che dovrebbe cominciare a settembre, servirà a stabilire quanto petrolio sia finito in mare.

Il processo non servirà a determinare, invece, l’ammontare delle multe per la Bp e i rimborsi per i danneggiati, in prima fila le autorità locali, che saranno decisi in un processo a parte, che probabilmente non si svolgerà prima del 2014, secondo il Wall Street Journal.

Al centro c’è la tragedia del 20 aprile 2010: quel giorno un’esplosione distrusse la piattaforma Deepwater Horizon per l’esplorazione petrolifera, provocando la morte di 11 persone e danni immensi all’ambiente (in mare finirono almeno 5 miliardi di barili di greggio) e all’economia locale.

La Bp ha reso noto di aver già speso più di 24 miliardi di dollari per le spese relative alla marea nera e stima in 42 miliardi il costo definitivo.

Twitter sotto attacco hacker: reimpostate 250 mila password

tweetDopo il New York Times e il Washington Post un’altra vittima illustre sarebbe caduta sotto i colpi di hacker cinesi: Twitter. Ne ha dato notizia il social network con un post sul suo blog in cui si spiega come nell’ultima settimana siano state osservate una serie di attività ‘inusuali’  e come sia stato arrestato un attacco in corso.

Secondo il team di sicurezza di Twitter gli hacker (o sarebbe meglio dire cracker) sarebbero riusciti a compromettere ‘soltanto’ 250.000 account in tutto il mondo, entrando in possesso di informazioni limitate riguardo agli utenti: username, email, password criptate (dunque difficili da decifrare).

 A tutti gli utenti colpiti dall’attacco, Twitter ha reimpostato la password e inviato una mail, con mittente ‘@postmaster.twitter.com’ in cui si richiede la scelta di una nuova parola chiave. L’oggetto del messaggio è il seguente: ‘Twitter ha reimpostato la password del tuo account”.  L’email inviata da Twitter prosegue così: “Twitter pensa che il tuo account sia stato compromesso da un sito internet o un servizio non associato a Twitter. Abbiamo reimpostato la tua password per evitare altri tentativi di accesso al tuo account da parte di questi servizi. Dovrai creare una nuova password per il tuo account Twitter. Puoi farlo cliccando su questo link’.

A divulgare la notizia un portavoce del social network, Jim Prosser, il quale ha avvertito che, sebbene almeno uno degli attacchi sia stato bloccato proprio mentre era in corso, i pirati informatici potrebbero comunque essere riusciti ad avere accesso a identità, password, indirizzi e-mail e altri dati relativi agli utenti, 250.000 dei quali come minimo sono pertanto a rischio. A titolo di ‘misura precauzionale’, le password interessate sono state così criptate o direttamente annullate, e messaggi di avvertimento sono in corso di notifica ai diversi interessati. ‘Gli assalitori erano estremamente sofisticati’, ha sottolineato il direttore della sicurezza della società titolare, Bob Lord. ‘Non è stata opera di dilettanti né riteniamo si sia trattato di un incidente isolato’, ha aggiunto. ‘Crediamo anzi che altre compagnie e organizzazioni siano state attaccate in tempi recenti con modalità analoghe’.

Ma l’allarme resta alto anche per i recenti cyber-attacchi contro il New York Times e il Wall Street Journal. Ma a differenza dei due organi di informazione, Twitter non ha fornito alcun dettaglio sull’origine o la metodologia degli attacchi. ‘Questo attacco – è stato spiegato – non è stato il lavoro di dilettanti, e non riteniamo sia un incidente isolato. Gli aggressori sono estremamente sofisticati’. A Twitter non si danno per vinti dunque e spiegano che stavano già lavorando in collaborazione con le autorità Usa proprio per rintracciare gli aggressori.

Non è la prima volta comunque in cui Twitter, che il mese scorso annunciò di aver raggiunto un numero globale di non meno di 200 milioni di utenti attivi dei propri servizi, finisce nel mirino degli hacker: nel 2010 dovette infatti acconsentire con il governo degli Stati Uniti a sottoporsi per dieci anni a sistematiche revisioni dei suoi sistemi di tutela della privacy, proprio per non aver saputo salvaguardare le informazioni personali degli iscritti.

Contro Apple e Samsung arriva ‘X Phone’, il nuovo smartphone di casa Google

1221-google-motorola-x-phone_full_600Google è al lavoro con gli ingegneri di Motorola per realizzare uno smartphone in grado di sfidare i modelli dei due colossi del settore, Samsung e Apple. Il prototipo su cui si sta lavorando è soprannominato ‘X Phone’ dai responsabili interni al gruppo famoso per il suo motore di ricerca.

Dopo essere stata acquisita per 12,5 miliardi da Google nel luglio 2011, Motorola aveva lavorato finora alla realizzazione di smartphone che utilizzano il sistema operativo Android.

Secondo il Wall Street Journal però, Motorola starebbe iniziando a ideare dei dispositivi in grado di competere con gli iPhone e gli iPad della società di Cupertino (California) e con i corrispondenti prodotti Galaxy del colosso sud-coreano.

Google non commenta le indiscrezioni ma l’amministratore delegato di Motorola, Dennis Woodside, afferma: ‘stiamo investendo in una tecnologia che farà qualcosa di diverso rispetto all’approccio attuale’. In un’intervista al Wall Street Journal, Woodside ammette che Motorola ha avuto momenti difficili ma che ora ha l’appoggio e le risorse di Google per fare grandi cose: solo un miliardo di persone su sette al mondo usa uno smartphone, quindi ci sono ‘incredibili opportunità’. Il mercato degli smartphone è previsto in forte crescita anche il prossimo anno e l’ingresso di Google potrebbe rappresentare una vera rivoluzione.

Newtown teatro della strage, cordoglio da tutto il mondo

Newtown - strage Ha sentito gli spari e le urla, ma invece di ripararsi, ha avuto la prontezza di accendere il megafono per dare l’allarme prima di uscire nel corridoio e cadere sotto i colpi del killer. Dawn Hochsprung, 47 anni, preside della scuola, è una delle vittime del massacro. In base a quanto scrive il Wall Street Journal, che riporta la testimonianza di una terapista della scuola, la preside era seduta insieme a lei e ad altri membri del personale per una riunione. Poco prima, secondo il New York Times, Hochsprung aveva aperto la porta d’ingresso ad Adam Lanza, perché lo aveva riconosciuto.

Il giovane, infatti, era figlio di Nancy Lanza, una delle insegnanti della stessa scuola. ‘La preside e la psicologa si sono subito alzate per andare a chiedere aiuto, non ci hanno pensato due volte a uscire dalla stanza, senza temere quello che si sarebbero trovate di fronte’, racconta la terapista. Secondo un’altra insegnante, Carrie Usher, è stata proprio la preside ad accendere il megafono per diffondere le urla e i pianti all’interno della scuola e avvertire gli altri per farli mettere al riparo, probabilmente salvando loro la vita.

Centinaia di persone hanno preso parte venerdì sera alla veglia in memoria delle 27 vittime, tra cui 20 bambini, del massacro avvenuto alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, nel Connecticut. Alla veglia, nella chiesa cattolica di Saint Rose of Lima, sono state accese 27 candele sull’altare, una per ciascuna vittima. La chiesa era gremita e le persone rimaste fuori si sono unite in cerchio, alcune recitando preghiere, altre cantando ‘Silent night’.

Benedetto XVI invoca la consolazione della preghiera per sostenere la comunità ‘con la forza dello spirito che trionfa sulla violenza’ e ‘con il potere del perdono, della speranza e dell’amore che riconcilia’. Dolore, vicinanza e preghiera per le famiglie delle vittime della tragedia sono i sentimenti espressi dal Papa in un messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, in cui si parla di ‘tragedia insensata’ ed ‘evento scioccante’ che ha toccato molte famiglie.

Messaggi sono arrivati, tra gli altri, dal presidente russo Vladimir Putin e dal presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, dal premier giapponese Yoshihiko Noda e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.  ‘Gli americani sono un grande popolo, sapranno reagire” scrive in un tweet il ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi esprimendo ‘orrore per la strage di bimbi innocenti’ e rivolgendo i suoi ‘pensieri e cordoglio alle famiglie’.

Parole di cordoglio indirizzate ai familiari delle vittime anche dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast che condanna ‘l’uccisione di gente indifesa e il terrorismo in tutte le sue forme’, precisando che ‘i bambini e gli adolescenti uccisi negli scontri a Gaza, negli Usa, in Afghanistan o Pakistan, in Iraq o in Siria, non sono diversi gli uni dagli altri da un punto di vista umanitario’ e per questo motivo ‘ognuno dovrebbe adoperarsi per riportare pace, sicurezza e tranquillità in tutto il mondo’.

Anche la National Football League chiede alle squadre di osservare un momento di silenzio prima delle partite in programma nel weekend. Visibilmente provati dalla tragedia anche i protagonisti del campionato Nba. La stella degli Oklahoma Thunder, Kevin Durant, scende in campo ieri con la scritta ‘Newtown Ct’ sulle scarpe. ‘Vorrei fare di più – dice – Le parole non possono descrivere quello che è successo’. Come lui esprimono la propria partecipazione al dolore delle famiglie e del paese moltissimi sportivi, dal fuoriclasse dei Boston Celtics Kevin Garnett all’allenatore dei Golden State Warriors Mark Jackson, a LeBron James, star dei Miami Heat.

Ha una relazione extraconiugale, si dimette il direttore della Cia, il generale Petraeus

La notizia ha avuto una risonanza internazionale ed arriva qualche giorno dopo la certezza di Obama di nuovo presidente. Il generale David Petraeus è caduto per una relazione extraconiugale, in puro stile americano. Ma dietro questo classico scandalo appaiono altre faccende, la rivalità fra Cia e Fbi, il rischio – grave e forse concreto – di una falla nella sicurezza. L’amante segreta del generale dimessosi ieri, è Paula Broadwell, giovane autrice della biografia sul direttore della Cia intitolata ‘All In: The Education of General David Petraeus‘. La donna è finita al centro dei riflettori. L’Fbi, scrive la stampa Usa, aveva avviato un’indagine sulla donna perché sospettata di aver tentato di accedere all’email del generale per cercare materiale riservato.

Broadwell, studiosa di Harvard, si è laureata a West Point, dove ha studiato anche Petraeus. Secondo funzionari governativi, l’Fbi aveva avviato un’inchiesta che non era affatto concentrata sulla relazione clandestina nè sul generale Petraues, bensì su una “vicenda potenzialmente di rilevanza penale”. Nel corso dell’indagine è avvenuta poi una verifica sulla sicurezza di un computer utilizzato da Petraeus, e allora gli agenti dell’agenzia federale avrebbero trovato prove della relazione ma anche altri problemi di sicurezza. Due settimana fa, l’Fbi ha avuto un incontro con Petraues per discutere la situazione.

Official photo of General David Howell Petraeu...

Official photo of General David Howell Petraeus, USA Commander, U.S. Central Command (Photo credit: Wikipedia)

Appare chiaro che l’annuncio delle dimissioni è stato rimandato a dopo l’elezione presidenziale. ‘Ho mostrato poco buonsenso, questo comportamento in un leader è inaccettabile’, ha dichiarato il generale parlando della propria relazione. ‘Ha servito gli Stati Uniti in modo straordinario per decenni’, si legge nella risposta del presidente Barack Obama.

‘Come direttore della Cia, ha continuato a servire con il suo caratteristico rigore intellettuale, con dedizione e patriottismo’.

Per Obama appena rieletto la vicenda era certamente indigeribile ma ha ‘riflettuto’ per 24 ore prima di accettare la lettera di dimissioni del generale. ‘Sono sicuro che la Cia continuerà a portare avanti la sua missione essenziale. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a Dave e Holly Petraeus, che con il loro lavoro hanno fatto così tanto per aiutare le famiglie dei militari. Gli auguro tutto il meglio in questo momento difficile’.

Gli account di posta elettronica di dirigenti della Cia, anche quelli personali, sono considerati molto delicati per la sicurezza nazionale. Paula Broadwell, scrittrice sposata e con due figli, insegna al Center for Public Leadership di Harvard .

La relazione extraconiugale che ha portato alle dimissioni di David Petraeus (60 anni) da direttore della Cia era durata meno di un anno, dal suo congedo dall’esercito nell’agosto 2011 fino alla primavera scorsa. Lo scrive il Wall Street Journal mentre i media Usa danno ampio spazio all’inchiesta dell’Fbi che ha fatto emergere l’affaire tra Petraues e la sua biografa Paula Broadwell.

Apple presenta iPad mini, l’ultima invenzione in tema di tablet

iPad mini

iPad mini (Photo credit: patrick-allen)

Domani la Apple presenterà liPad Mini. Cupertino ha mandato alcuni giorni fa una serie di inviti per un evento che si tiene il 23 ottobre. Nell’invito, accanto a un disegno colorato in cui si indovina il logo della casa di Cupertino, si legge: ‘Abbiamo ancora qualcosina da farvi vedere’, giocando su un ambiguo little more che prefigura, secondo la maggior parte degli analisti, la presentazione dell’iPad mini.

La release era stata annunciata in anteprima dal Wall Street Journal senza ricevere una conferma ufficiale. Gli analisti si chiedono se sarà boom per questo nuovo prodotto che si affianca al più grande iPad e che, però, non era – a quanto raccontano i bene informati – ben visto da Steve Jobs.

Il dispositivo dovrebbe avere un display da 7,85 pollici – ma non un Retina display, vero bonus dell’iPad 3 – e dovrebbe essere basato sulla stessa piattaforma dell’attuale iPad 2.

Ma l’informazione che fa più gola è però quella relativa al prezzo: le voci più insistenti riportano che il mini-tablet costerà tra i 250 e i 300 dollari. L’obiettivo è quello di posizionarsi in una fascia di mercato che in questo momento è occupata dalle tavolette low cost della concorrenza, in particolare il Nexus 7 di Google presentato a giugno a San Francisco e dai primi di settembre disponibile anche in Italia e dal Kindle Fire di Amazon, in versione anche Hd, presentato il 6 settembre a Santa Monica in California, in spedizione dal 25 ottobre.

In Italia, se si ripetono i tempi già sperimentati per l’iPhone 5, potrebbe arrivare dal 9 novembre in poi. Apple, secondo quanto si è appreso, avrebbe ordinato ben 10 milioni di iPad mini, o Ai ro mini iPad come è possibile che si chiami, da mettere in vendita entro la fine dell’anno, quasi il doppio dei Kindle Fire ordinati da Amazon, segnale che indica molta fiducia nel prodotto.

http://www.apple.com/it/

Indignados tornano in piazza a Madrid

Indignados di nuovo in piazza a Madrid contro le politiche di austerity del governo, mentre proprio oggi il premier Rajoy si è detto pronto a chiedere un nuovo salvataggio per il paese, se i costi di finanziamento resteranno a lungo troppo alti.

La manifestazione di protesta di migliaia di indignados, ieri sera nella capitale spagnola, si è conclusa con un bilancio di 64 feriti e 28 arresti. Migliaia di persone si erano concentrate dinanzi al Congresso dei deputati spagnoli per denunciare ‘il sequestro della democrazia’ e i tagli decisi dalle politiche di austerity del governo.

Gli organizzatori volevano avvicinarsi alla ‘camera bassa’ del Parlamento, riunita in seduta plenaria. Nei momenti di maggiore tensione la polizia ha caricato i manifestanti e sparato proiettili di gomma nella centralissima piazza di Nettuno. Oggi è prevista una nuova manifestazione alle 19.

Rajoy ha annunciato la creazione di un nuovo organismo di monitoraggio del deficit, alla luce delle nuove riforme strutturali che saranno varate questa settimana. In un’intervista al Wall Street Journal, Rajoy, sulla possibilità di Madrid di richiedere un salvataggio, dice: ‘Al momento non posso dirlo’, il governo deve valutare se le condizioni poste per il salvataggio ‘sono ragionevoli’.

Tuttavia Rajoy dice che se i tassi rimarranno ‘troppo alti troppo a lungo vi posso assicurare al 100% che chiederò questo salvataggio’.  Domani il governo di Madrid adotta una legge di bilancio che potrebbe prevedere nuove misure di austerity e su cui incombe l’ombra del salvataggio internazionale del paese.

Il giorno dopo la finanziaria, Madrid diffondera’ i risultati dell’audit da cui sapremo di quanti soldi ha bisogno la Spagna per salvare il suo sistema bancario. Dei 100 miliardi di euro stanziati da Bruxelles, Madrid finora ha lasciato intendere che ne utilizzerà 60. A quel punto probabilmente si capirà meglio se Madrid intende richiedere o meno un intervento della Bce per l’acquisto di bond.

Il primo passo comunque saraà la finanziaria, che il governo si appresta a varare domani e che dovrebbe contenere circa 39 miliardi di euro tra tagli alla spesa e aumenti fiscali. Tra il 2012 e il 2014 la Spagna avrà bisogno di rastrellare sui mercati oltre 150 miliardi di euro per finanziare il suo bilancio: 61 quest’anno, 39 nel 2013 e 50 nel 2014.

Tra le misure di austerità in cantiere per il 2013 ci sono 15 miliardi di euro di aumenti fiscali, di cui 7 miliardi provenienti dalle regioni, che gestiscono la sanità e la scuola. Altri risparmi arriveranno dall’abbassamento dei sussidi di disoccupazione, dal congelamento delle assunzioni nel settore pubblico e dal taglio delle spese sociali. Sulle pensioni è in corso un duro dibattito all’interno del governo.

Il premier Mariano Rajoy, in campagna elettorale, ha promesso di non toccarle, ma sarà difficile che riesca a mantenere questo impegno. Il governo ieri ha lasciato intendere che a novembre l’aumento indicizzato delle pensioni ci sarà, ma è probabile che sarà seguito da un’accelerazione della riforma previdenziale, che prevede l’innalzamento dell’età pensionabile.

http://www.democraciarealya.es/

Lagarde: per rafforzare l’Eurozona garanzie a lungo termine. Dal Fmi i suggerimenti per il futuro

Christine Lagarde, Managing Director, Internat...

Christine Lagarde, Managing Director, International Monetary Fund (Photo credit: Wikipedia)

I leader europei devono prendere rapidamente tutte le azioni coordinate necessarie a rafforzare l’Eurozona. Ma non basta: devono anche inviare segnali più forti e più chiari per quel che riguarda i piani di lungo termine dell’unione monetaria. Solo sapendo cosa accadrà fra dieci anni gli investitori potranno tornare ad avere fiducia. E’ il messaggio che la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, invia al Vecchio Continente in un momento in cui le preoccupazioni per un acuirsi della crisi economica tornano ad agitare i sonni di tutti.

Il prossimo 9 ottobre a Tokyo, durante il meeting annuale del Fondo, saranno rese note le nuove previsioni sulla crescita. E dalle prime indiscrezioni emerge un quadro cupo, dovuto a una situazione che negli ultimi mesi è peggiorata. Il Fmi dovrebbe indicare un 3,5% di crescita mondiale quest’anno e un 3,9% per il prossimo.

In questo contesto a preoccupare maggiormente è sempre l’Europa, che non ha ancora superato la grave crisi dei debiti sovrani. Una crisi che minaccia tutti gli altri. ‘Mai come adesso – spiega lagarde in un’intervista sul sito del Wall Street Journal – il lungo termine ha un impatto sul breve termine. Per questo – afferma – è importante ricapitalizzare le banche, rafforzare il fondo di salvataggio degli Stati in difficoltà e unificare la vigilanza sulle banche della zona euro. Ma è importante – aggiunge Lagarde – anche realizzare quelle promesse più di lungo termine di un rafforzamento dell’unione monetaria, pena vanificare tutto ciò che viene fatto nell’immediato. Perché ‘bisogna ancorare le aspettative della gente’, a partire dagli investitori ‘che devono essere convinti che l’attuale Unione sopravviverà nel tempo’.

Lagarde torna quindi a plaudire al presidente della Bce, Mario Draghi, per la decisione di intervenire sul mercato dei titoli per aiutare i Paesi in difficoltà che si impegnano sul fronte del risanamento e delle riforme. Ed ha ribadito come il Fondo sia pronto a fare la propria parte. Ma – ha ammonito – l’apporto del Fmi sarà deciso indipendentemente, e non in base alla volontà della Bce o ai desideri dei leader europei. Dunque, ha aggiunto, nessun diktat.

Infine, la direttrice del Fmi si è detta ottimista sulla situazione delle banche spagnole: un prossimo rapporto – spiega -dimostrerà come per ricapitalizzarle ci vorranno meno soldi di quanto si temeva. Circa 40 miliardi di euro come il Fondo aveva già stimato, e non i 100 miliardi messi finora sul tavolo.

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