Strada stretta, lo Shuttle non passa abbattuti 400 alberi

Passa lo Shuttle, abbattiamo gli alberi. E’ il pericolo contro il quale sembra dover incorrere la California per il suo addio allo shuttle Endeavour: il centro spaziale californiano taglierà circa 400 alberi per spostarlo dall’aeroporto di Los Angeles al museo nell’Exposition Park.

Di fatto eliminerà piante che intralciano il traffico prima del passaggio dello Shuttle fra il 19 e il 20 settembre, promettendo di seminarne il doppio con cura e criteri di scelta. Dopo aver destato proteste e malcontenti, dando l’annuncio di voler sradicare le centinaia di piante che avrebbero ostacolato il percorso dello shuttle attraverso le strade di Los Angeles e della cittadina di Inglewood, il centro spaziale della California recupera consensi promettendo di investire fino a 3 milioni di dollari per piantarne due volte tanto, lasciando scegliere ai singoli quartieri quali specie.

Secondo il Los Angeles Times, che riporta la notizia, la rimozione delle piante sarebbe stata comunque auspicabile. Si tratta di alberi che disturbano il passaggio pedonale, che per la maggior parte non superano i 5 metri, e che non rientrano nelle specie significative per la flora cittadina. Il museo di Exposition Park ha inoltre assicurato che, entro massimo 5 anni, i nuovi alberi raggiungeranno l’altezza di quelli recisi, e che per i primi anni saranno curati affinchè crescano bene.

Dopo circa 20 anni di onorato servizio, 25 lanci e 299 giorni in orbita lo Space Shuttle Endeavour, sta per compiere il suo ultimo viaggio. Destinazione Los Angeles, in California, dove l’attende la meta finale della sua carriera: il California Science Center. Ma quest’atterraggio sembra il più difficile di tutti, perché a causa della larghezza sarà necessario abbattere centinaia alberi e alzare le linee telefoniche per permetterne il transito lungo il percorso di 12 miglia che va dall’aeroporto al museo. Una scelta che sta suscitando molte polemiche tra i cittadini dei comuni interessati, ma che per James Butts, sindaco di Inglewood, è una buona opportunità.

‘Abbiamo la grande occasione – spiega – non solo di rimpiazzare con alberi nuovi i vecchi alberi, le cui radici invasive stavano rovinando la strada, ma anche di piantare due alberi per ogni vecchio albero abbattuto che è una cosa buona per il nostro piano di riforestazione e comunque avremo un buon ritorno pubblicitario per il fatto che l’Endeavour attraverserà la nostra cittadina’.

Il museo ha pagato i lavori per rendere possibile il passaggio dello Shuttle, che non può viaggiare in autostrada perché la sua altezza gli impedisce di passare sotto i ponti. I cittadini, però, restano perplessi anche perché – dicono – ‘il cambiamento del panorama con l’abbattimento degli alberi, farà abbassare il valore delle case’. La decisione, tuttavia, è presa e, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora, la navetta passerà di qua per andare verso la nuova casa.

 Lo Space Shuttle Endeavour compirà i suoi ultimi viaggi fra il 19 e il 20 settembre, quando un velivolo da trasporto porterà l’orbiter a Los Angeles, dove sarà messo in mostra permanente presso il California Science Center. Endeavour – dice la NASA – sarà traghettato alla base Dryden Air Force nel deserto del Mojave il 19 settembre, atterrando a mezzogiorno. Il trasporto della navetta sarà effettuato al Los Angeles International Airport il 20 settembre. L’orario di arrivo deve essere ancora annunciato. Lo shuttle sarà caricato su un  camion e portato in strada, attraversando il centro prima di arrivare al museo di scienze. La NASA dice che il pubblico non sarà consentito sulla base aerea per vedere l’Endeavour traghettare, ma dovrebbe essere possibile vedere entrambi gli aerei dalla zona Boron.

http://www.nasa.gov/mission_pages/shuttle/shuttlemissions/sts127/main/index.html
http://science.ksc.nasa.gov/shuttle/resources/orbiters/endeavour.html

Advertisements

Ilva: sigilli a Taranto, è disastro ambientale. In 8mila a difendere il posto di lavoro

Ottomila operai hanno lasciato la sede di lavoro e alle 14 sono usciti dai cancelli dello stabilimento Ilva di Taranto per protestare contro il provvedimento di sequestro ordinato dalla Procura della Repubblica nell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici della fabbrica in cui si lavora l’acciaio. Il serpentone degli ottomila si è diretto verso il centro città per raggiungere la prefettura. Alcuni presidi sono rimasti fuori e dentro lo stabilimento. La Procura sta eseguendo le misure cautelari previste da un’ordinanza del gip Patrizia Todisco nei confronti di 8 indagati fra dirigenti ed ex dell’Ilva, per i quali sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Cinque di questi erano già indagati e avevano nominato propri consulenti nell’ambito dell’incidente probatorio. I provvedimenti sono stati firmati ma non ancora notificati. Gli arresti riguardano il patron Emilio Riva, presidente dell’Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli è succeduto nella carica e si è dimesso un paio di settimane fa, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, il dirigente capo dell’area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell’area agglomerato, Angelo Cavallo. La misura cautelare però, riguarderebbe anche altri tre dirigenti.

Il gip di Taranto Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro senza facoltà d’uso dell’intera area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva. I sigilli sono previsti per i parchi minerali, le cokerie, l’area agglomerazione, l’area altiforni, le acciaierie e la gestione materiali ferrosi. Individuate anche tre figure tecniche (due funzionari dell’Arpa Puglia e uno dei Dipartimenti di prevenzione dell’Asl di Bari) che dovranno sovrintendere alle operazioni e garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Della gestione delle fasi che attengono al personale si occuperà un commercialista e revisore contabile.

Intanto i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero selvaggio all’Ilva di Taranto. Restano i presidi all’esterno dello stabilimento e il blocco del ponte girevole. Durante una riunione azienda-sindacati in fabbrica, è stata indetta per le 7 di giorno 27 luglio un’assemblea dei lavoratori all’interno dell’acciaieria.

In Italia il Gruppo Riva Fire che fa capo alle acciaierie Ilva conta sedi aziendali a Taranto, Genova, Novi Ligure (Al), Racconigi (Cn), Varzi (Pv) Patrica (Fr) Marghera (Ve). Soltanto lo stabilimento di Taranto, quello interessato dal sequestro ha 11.454 operai speciali, 1.386 impiegati quadri e in 19 sono dirigenti. Per un totale di 12.859. Più della metà del numero di dipendenti complessivo pari a 21.711 unità.

Oggi il Gruppo possiede 36 siti produttivi, di cui 19 in Italia (dove viene prodotta la parte prevalente dell’acciaio – oltre il 62% – e dove l’azienda realizza il 67% del proprio fatturato) ed altri in Germania, Francia, Belgio, Spagna, Grecia, Tunisia e Canada.

http://www.ilvataranto.com/
http://www.fiomnetwork.it/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/16/economia-trivellazioni-sicilia-meglio-loro-blu-di-quello-nero-greenpeace-si-rivolge-a-santa-rosalia/

Milano: telecamere sospese in Area C, da domani la decisione del Consiglio di Stato

Hanno deciso. Niente più telecamere nell’Area C, la zona a traffico limitato del centro città di Milano. Le auto che dallo scorso 16 gennaio potevano entrare pagando un ticket di 5 euro, tornano a circolare liberamente dopo il provvedimento del Consiglio di Stato a favore di un parcheggio privato.

Il provvedimento deciso dall’amministrazione Pisapia aveva ridotto del 34 per cento il traffico cittadino nella popolosa zona del centro. Da oggi le telecamere dei Bastioni saranno spente.

Stando a quanto rivela in una nota il Comune di Milano, il Cds ha dato ragione al ricorso proposto da Mediolanum Parking Srl, un’autorimessa che ha sede nel cuore della metropoli meneghina, con un’ordinanza depositata ieri. Mentre il Tar Lombardia, il 6 giugno scorso, aveva rigettato l’istanza della stessa società per la sospensione di Area C.

Gli automobilisti che arrivavano in zona Madonnina e per i quali era prevista una sospensione per il prossimo mese di agosto, potranno da oggi  avere accesso all’Area C fino alla metà di settembre.

‘Registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato, contraddicendo anche numerose decisioni del Tar Lombardia che si era espresso in modo inequivocabile respingendo tutte le richieste di sospensiva presentate e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi’ dice Pierfrancesco Maran, assessore alla Mobilità – Siamo certi che la zona C sarà confermata dall’udienza di merito che auspichiamo possa essere fissata nel più breve tempo possibile.  Area C in sei mesi ha ridotto il traffico del 34% nel centro città, il numero degli incidenti e ha consentito ai milanesi di respirare meno sostanze velenose. Ha quindi avuto un innegabile impatto positivo per la qualità della vita di tutti. Oggi registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi’.

Contro il provvedimento di sospensione del Consiglio di Stato che ha preferito salvaguardare l’interesse economico di Mediolanum Parking anche le associazioni ambientaliste. ‘Siamo sconcertati dalla decisione del Consiglio di Stato che affossa tutti i precedenti pronunciamenti del Tar Lombardia’ è l’attacco di Legambiente. ‘Ci sembra paradossale e inaudito – dichiara Damiano Di Simine, presidente dell’associazione ambientalista in Lombardia – che con una sentenza venga fatto prevalere l’interesse di un singolo operatore su quello di una intera città: ora ci auguriamo che vengano trovate soluzioni per impedire che la sentenza cancelli i risultati della congestion charge, perché ciò determinerebbe un gravissimo arretramento sul fronte del governo della mobilità urbana. Di una cosa siamo certi: non vogliamo tornare ad essere ostaggi di traffico e smog’.

Il Consiglio di Stato, ravvisando un pericolo per l’interesse economico di Mediolanum Parking, ha sospeso cautelativamente il provvedimento. Ora toccherà al Tar della Lombardia fissare l’udienza di merito. Per effetto di questa decisione il Comune informa che a partire da domani il provvedimento Area C è sospeso.  L’ordinanza è stata depositata oggi.

http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDMHome

Blog at WordPress.com.