Robert Edwards, pioniere della fecondazione in vitro e Premio Nobel per la medicina, è morto all’età di 87 anni


Professor Sir Robert EdwardsRobert Edwards
, pioniere della fecondazione in vitro e Premio Nobel per la medicina, è morto all’età di 87 anni: lo ha reso noto l’Università di Cambridge, presso la quale aveva lavorato.

Le sue ricerche, insieme al collega Patrick Steptoe (scomparso nel 1988), avevano portato il 25 luglio del 1978 alla nascita del primo ‘bebé in provetta’, Louise Joy Brown.

In occasione del premio Nobel, nel 2010, la stessa Louise si era congratulata con Edwards; dalla nascita della donna oltre quattro milioni di bambini sono venuti al mondo grazie alla tecnica della fecondazione in vitro. Uno dei trionfi della medicina moderna. Come testimonia Louise Joy Brown una bionda e florida signora inglese: la sua nascita, il 25 luglio del 1978, fu un raggio di speranza per migliaia di coppie cui il destino aveva impedito di avere figli.

La tecnica, oggi diffusa ma sempre accompagnata da polemiche di natura etica, è divisa in tre fasi. In primo luogo, alla donna vengono somministrati farmaci destinati allo sviluppo di un maggior numero di cellule uovo, e quindi vengono aspirati gli ovociti giunti a maturazione. Successivamente, vengono esaminati al microscopio gli ovociti recuperati e ne viene selezionato un certo numero di quelli più adatti. Questi vengono collocati, insieme col seme maschile, in un recipiente speciale, in modo che possano essere fecondati. Quando si formano gli embrioni, ne viene selezionato un certo numero (in genere tre) che sono reintrodotti nell’utero perché almeno uno dia luogo a una gestazione normale.

Detto così, sembra semplice. In realtà si tratta di una tecnica piuttosto complessa (e costosa) che prevede una serie di pesanti interventi farmacologici e di manipolazioni con strumenti piuttosto sofisticati. Viene usata, come ultima risorsa, nei casi di infertilità maschile (sperma troppo tenue per dar luogo a gravidanze) e femminile (in genere, occlusione delle tube di Falloppio). I problemi etici sono legati essenzialmente al fatto che nella procedura va distrutto un certo numero di embrioni. Per questo, in certi paesi è proibita, mentre in altri viene limitato per legge il numero degli embrioni che possono essere fecondati.

Dopo la nascita dei primi bambini concepiti in provetta, Edwards e il suo collaboratore Patrick Steptoe furono accusati di aver violato le leggi della bioetica. La Chiesa cattolica criticò il comitato Nobel per aver assegnato il premio allo scienziato. Secondo il Vaticano, Edwards aveva ‘la responsabilità morale di tutti i successivi sviluppi della tecnologia di riproduzione assistita e di tutti gli abusi resi possibili dalla fecondazione in vitro’.

 Nel 2011 Edwards fu nominato cavaliere dalla regina Elisabetta II per ‘i suoi servizi alla biologia della riproduzione umana’. Altri scienziati lo definivano come un visionario, che ha cambiato per sempre le vite di molte persone e della comunità medica. ‘Penso che adesso la gente capisca che Edwards aveva le migliori intenzioni; ci sono pochi biologi che hanno fatto cose altrettanto pratiche e introdotto cambiamenti così significativi per il mondo intero’, ha detto il dottor Peter Braude, professore di ostetricia e ginecologia del Kings College di Londra, il quale si trovava a Cambridge quando Edwards e Steptoe lavoravano sulla fecondazione assistita. Secondo le stime della Società europea di riproduzione umana ed embriologia, circa 5 milioni di bambini sono nati finora con l’uso della tecnica. Ogni anno, riferiscono gli esperti, circa 350mila bambini nascono grazie alla fecondazione assistita. Si tratta di figli di persone con problemi di sterilità, single, gay e lesbiche.

Città del Vaticano: inizia il Conclave, un italiano fra i preferiti

VATICANO-CONCLAVE-INIZIOI cardinali della Chiesa Cattolica si riuniscono oggi in Conclave all’interno della Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa, il successore di Benedetto XVI che ha abdicato il mese scorso.

Il primo voto è atteso per oggi, ma si dovrebbe trattare di una fumata nera, dunque senza una decisione, attesa tra le 19,00 e le 20,00.

Dei 115 cardinali, voteranno in Conclave coloro che hanno meno di 80 anni ma tutti celebreranno stamattina alle 10,00 la messa in San Pietro ‘Pro eligendo Pontefice‘, dedicata alla preghiera per l’elezione del nuovo Papa, e aperta al pubblico.

Nel pomeriggio i cardinali elettori si recheranno nella Cappella Sistina e non avranno contatti con il mondo esterno fino al momento della elezione del nuovo pontefice. Gli altri cardinali lasceranno la cappella nel momento in cui il maestro di cerimonie intonerà ‘l’extra omnes’, il fuori tutti, e le grandi porte si chiuderanno alle loro spalle.

Dopo la preghiera è atteso il primo voto, se i cardinali decideranno di votare oggi, testimoniato da una ‘fumata’ prodotta dalle schede che bruciano. La fumata nera indica che non è ancora stata presa una decisione, quella bianca che il mondo cattolico ha una nuova guida.

Se stasera non sarà eletto il nuovo Papa, i cardinali riprenderanno le votazioni da domani, due alla mattina e due nel pomeriggio, fino alla decisione finale.

Se per venerdì mancherà ancora un accordo – servono 77 voti a favore per lo stesso candidato – i cardinali sospenderanno il Conclave per un giorno di preghiera e riflessione, prima di riprendere il voto.

Secondo fonti interne al Vaticano, gli uomini da battere sono l’italiano Angelo Scola e il brasiliano Odilo Scherer. Il primo, arcivescovo di Milano, riporterebbe il papato in Italia per la prima volta dopo 35 anni, mentre il brasiliano sarebbe il primo pontefice non europeo in 1.300 anni.

Tra gli altri papabili, i cardinali statunitensi Timothy Dolan e Sean O’Malley, il canadese Marc Ouellet e l’argentino Leonardo Sandri.

Scola ha gestito due grandi diocesi e per questo, sempre secondo fonti d’oltre Tevere, potrebbe essere il candidato migliore per comprendere i bizantinismi dell’amministrazione vaticana – della quale non fa parte – e nello stesso tempo introdurre qualche rapida riforma.

La fazione della Curia – costituita da cardinali che lavorano internamente alla burocrazia vaticana – sostiene invece Scherer, riferiscono le stesse fonti, che ha lavorato nella congregazione vaticana dei vescovi per sette anni prima di guidare la diocesi di San Paolo del Brasile, la più estesa nel più grande paese cattolico.

Con appena il 24% di cattolici residenti in Europa, cresce la pressione nella Chiesa affinché il prossimo Papa venga da un altro angolo del mondo, per portare una prospettiva diversa.

I cardinali dell’America Latina potrebbero avere maggiormente a cuore la povertà e l’ascesa delle chiese evangeliche rispetto a questioni come il materialismo e gli abusi sessuali, dominanti in Occidente, mentre la crescita dell’islam rappresenta una preoccupazione maggiore in Africa e Asia.

Aggiornamento

 I cardinali della Chiesa Cattolica si sono riuniti intorno alle 16,30 in Conclave all’interno della Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa, il successore di Benedetto XVI che ha abdicato il mese scorso. Intorno alle 17,30 è stato proclamato l”extra omnes‘, cioè sono stati fatti uscire i non partecipanti al Conclave e sono state chiuse le porte della Sistina.

Chiuse le porte della Cappella Sistina dopo l’extra omnes, il Conclave ha formalmente preso il via. I 115 cardinali elettori sono chiamati a scegliere il 266esimo successore di Pietro, dopo aver prestato giuramento. In serata è attesa la prima votazione e ci si aspetta una fumata nera.

E’ nera la prima fumata del Conclave per l’elezione del nuovo Papa. La fumata è apparsa alle 19:41 ed è subito nettamente scura.

Ultima udienza politica per il Papa che incontra Napolitano: ‘Pregherò per l’Italia’

BenedettoXVI NapolitanoIl Papa ha ricevuto in udienza privata il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme alla consorte. Si tratta di una ‘visita privata’, il primo incontro pubblico del Papa dopo la pausa degli esercizi spirituali che si sono conclusi questa mattina.

‘Pregherò per l’Italia’. Con queste parole il Papa si è rivolto al Presidente della Repubblica nell’incontro, di circa venti minuti, che si è tenuto oggi in Vaticano. Sia il Papa, sia il Presidente, sia sua moglie Clio sono apparsi molto commossi in quest’ultimo incontro, ormai alla vigilia della ‘rinuncia’ di Benedetto XVI, che lascerà giovedì 28 febbraio.

‘Signor Presidente, ha trovato il tempo di venire a salutarmi’, ha detto il Papa. ‘No, è lei che mi ha dato l’opportunità di rivederla’, ha risposto Napolitano. Nel corso della visita il Capo dello Stato ha accennato alla sua recente visita negli Stati Uniti e alla prossima visita in Germania. E ha regalato al Papa un’edizione rara dei Promessi Sposi. Benedetto XVI ha invece donato una stampa. Salutando il Capo dello Stato e sua moglie, il Papa ha assicurato le sue preghiere per l’Italia.

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