Bersani: ‘Anche la politica deve guarire’

Pier Luigi Bersani #cookednews

Pier Luigi Bersani sta bene. È dimagrito ma l’ho visto mangiare con appetito, rendendo il giusto onore a quegli straordinari tortelli piacentini fatti in casa. Sulla testa sono ormai pallidi i segni dell’operazione che ha bloccato la sua emorragia cerebrale: bisogna cercarli per riconoscerli. Gli sono pure ricresciuti i capelli (dove possono). Da quella drammatica mattina del 5 gennaio non ha più fumato: «Nessuno me lo ha imposto, ma visto che c’ero…». Il suo volto, le reazioni, lo sguardo sono quelli di sempre. E così la voglia di scherzare, che penso sia diventata per lui una sorta di autodisciplina, un modo per darsi un limite, per non prendersi mai troppo sul serio

I collegamenti con Roma tornano a farsi giorno dopo giorno più intensi, soprattutto attraverso il telefonino che ronza nonostante la moglie Daniela fulmini quell’oggetto con gli occhi. La passione per la politica resta per lui una carica vitale. S’arrabbia nel parlare delle cose che non gli sono piaciute in questi giorni, a partire dai modi con i quali Renzi ha scalzato Letta e imposto, con la forza, il suo governo senza aver dato una spiegazione compiuta.

Ha riletto “La morte di Ivan Il’ic” Ora è alle prese con Machiavelli. Dalla Juve un dono graditissimo: la maglietta firmata dai giocatori «I test dicono che la mia memoria è al 100%. Ma se avessi perso quel 5% che dico io, non mi sarebbe dispiaciuto» «Basta inseguire i pifferai. Il Pd deve tornare a pensare e a discutere. Non è un nastro trasportatore, né un’appendice».

Bersani non si rassegna alla politica ridotta a partita di poker: «Dobbiamo sempre pensare al film di domani. Oggi stiamo preparando il futuro. E mi preoccupa questo distacco tra la società e le istituzioni democratiche. Temo che il distacco continui a crescere e nessuno di noi può illudersi che basti un po’ di populismo e di demagogia, magari in dosi contenute, per risolvere il problema. Bisogna dire la verità al Paese, e non inseguire i pifferai sperando di batterli sul loro terreno. Dire la verità, affrontare i problemi concreti, le questioni che si stanno incancrenendo perché nessuno ha il coraggio di dire dei no quando sono scomodi. Io ho sbagliato in qualche passaggio, ho commesso errori, ma resto convinto che la politica non ritroverà se stessa nei particolari e nelle tattiche. È il senso, la direzione di marcia che le dà forza. O la ritroviamo, o ci perdiamo».

Sono andato a trovare Bersani a Piacenza con Miguel Gotor. Che gli ha portato in regalo la nuova edizione de Il Principe di Machiavelli, edito da Donzelli. Il regalo si prestava a facili ironie. Ma Bersani si è messo a ridere perché aveva sul tavolino e stava finendo di leggere proprio I corrotti e gli inetti. Conversazioni su Machiavelli di Antonio Gnoli e Gennaro Sasso. Più che il 500esimo anniversario de Il Principe, deve essere la crisi della politica a suscitare questa curiosità. O forse è il risorgente «fiorentinismo». Bersani ha ripreso a leggere da quando si è quietato il terribile mal di testa che lo ha perseguitato per tutta la prima fase della convalescenza.

Quando racconta la sua malattia, la sofferenza è legata soprattutto a quel mal di testa insopportabile, vai a capire quanto legato alla vecchia cervicale e quanto all’operazione vera e propria.

Non ho avuto il coraggio di chiedergli se ha avuto paura di morire. Lui però ha detto che quando il chirurgo gli chiese la firma per il consenso informato, prima dell’intervento, non esitò un secondo. Il medico provò a elencare i rischi: «Lei può morire, oppure…». «L’ho interrotto subito ricorda Bersani e ho detto: penso che quello che sta per dirmi sia anche peggio di morire». Certo, entrando in casa Bersani (per me era la prima volta), non ci vuol molto a capire dove trovi quella riserva di energia umana e di serenità: l’affetto, l’amore della signora Daniela e delle figlie è una protezione così attiva e robusta che vale certo più di tante terapie e tecnologie. «Se avessi potuto, ovviamente mi sarei evitato tutto questo. Ma, pur nella sventura, confesso di uscirne con un sentimento di soddisfazione.

La persona vale sempre più di ciò che fa». Nel dolore si ritrova la solidarietà. E il senso della misura. Di manifestazioni di solidarietà, di amicizia, di stima ne ha avute tantissime. E continuano.

Gli ho detto che anche noi, a l’Unità, siamo stati invasi da messaggi di simpatia e di incoraggiamento, che andavano molto oltre il consenso o il dissenso su singole scelte politiche. «Quando sono tornato a casa mi è venuta voglia di rileggere La morte di Ivan ll’ic di Tolstoj. Non me lo ricordavo così. I punti di vista sul senso della vita cambiano con l’esperienza, ma guai a perdere l’umanità più profonda. E guai a non cogliere le occasioni che la vita ti dà per scoprirle».

Un punto di vanto per Pier Luigi Bersani è senza dubbio l’ospedale di Parma, la sanità emiliana. Nel racconto qui prevale la razionalità sul sentimento.

Fu lui, da presidente della Regione, a proporre di concentrare su Parma il servizio di neurochirurgia per tutta l’area tra Reggio e Piacenza.

«La neurochirurgia è un business e giunsero diverse offerte di privati per costruire centri nelle tre province. Qualcuno può pensare che sia più comodo avere la clinica nella propria città. Ma decidemmo di puntare sul pubblico e su un unico grande centro specializzato, a Parma, in modo da attirare professionalità, tecnologie, ricerca. Non fu una scelta facile, ma ho sperimentato che è stata davvero la migliore, che abbiamo costruito un’eccellenza del Paese. Correvo da Piacenza in ambulanza ma intanto i medici di Parma, collegati in rete, leggevano la mia Tac. Sono stato curato al meglio, e sono stato trattato come ogni persona che si trovi nella medesima condizione».

In quei giorni, nel turbine della paura e della solidarietà mentre la signora Daniela negava la benché minima soddisfazione a telecamere o giornalisti perché, in fondo, considerava persino immorale che le si domandasse qualunque cosa finché sussisteva un pericolo di vita diventò un tormentone la partita Juventus-Roma, quella che il 5 gennaio Bersani chiese alla figlia di registrare prima di entrare in sala operatoria. Da romanista fatico a ripassare la materia, comunque ho saputo che il risultato (3-0) è stato comunicato a Bersani al risveglio e che la registrazione è stata la prima cosa vista alla tv di casa, al rientro. L’orgoglio di tifoso è stato poi solennemente premiato qualche giorno fa: a Piacenza è arrivato Giuseppe Marotta, direttore generale della Juventus, portando in dono a Bersani una maglia dei bianconeri, con le firme di tutti i giocatori. «È stato veramente un grande gesto di amicizia», scandisce compiaciuto. Temo per Gotor che il suo regalo resti a un gradino inferiore: ho sempre avuto la sensazione che la passione per il calcio sia molto forte in Bersani e che sia abituato a reprimerla in pubblico.

 Certo, la politica dà più preoccupazioni. Del nuovo governo, Bersani apprezza la scelta di Pier Carlo Padoan all’Economia. Tra i ministri ci sono suoi amici, ci sono giovani sui quali ha puntato. Ma ci sono anche cose che lo convincono poco. Soprattutto non lo convince la sovraesposizione di Renzi, il rischio che sfiora l’azzardo. I giovani e il record di presenze femminili sono una bella scommessa ma tutto, troppo è in capo «alla responsabilità personale di Renzi». Lui ha deciso ogni cosa: i tempi, la forzatura, gli equilibri. E a Bersani continua a non piacere la politica personale: «La modernità esalta la leadership, ma ci deve essere qualcosa di più di una squadra attorno al leader. C’è bisogno di una comunità che condivide, partecipa, collabora, costruisce». Non gli è piaciuto neppure il voto della minoranza in direzione. Quel voto a favore dopo le astensioni nelle precedenti riunioni gli è apparso come un salto logico, anch’esso non ben motivato. Se la responsabilità è di Renzi, «bisogna tenere vivo con lealtà e chiarezza il confronto nel partito. Serve a tutti, non solo al Pd». Con una precisazione: «Questo non vuol dire che ora non si debba collaborare. Si partecipa e si fa di tutto perché l’impresa riesca. Quando sento qualcuno che ipotizza di non votare la fiducia, penso che abbia perso la bussola. La fiducia si vota, altrimenti finisce il Pd. Poi bisogna tornare a pensare e a discutere, senza timore di dire la nostra, su cosa è utile che il governo Renzi faccia per l’Italia e su cosa dovranno fare i democratici da domani».

Le elezioni e la centralità del PD

La chiacchierata con Bersani intreccia passato e futuro. «Le elezioni non sono andate come volevamo, ma hanno confermato la centralità del Pd e la sua preminente responsabilità verso l’Italia. Il Pd è la struttura portante, la spina dorsale di un Paese in affanno. Da qui bisogna partire. Dalle risposte che dobbiamo ai giovani senza lavoro, alle imprese che stanno chiudendo, alla manifattura italiana, alle eccellenze che rischiano di diventare preda di acquirenti stranieri, alle famiglie che non ce la fanno». Bersani vorrebbe scuotere Renzi. Ma anche chi si è battuto contro di lui al congresso e chi si sente più vicino alla delusione di Letta, perché il Pd ha bisogno di tutti per rafforzare il legame con la società. «Il Pd non è un nastro trasportatore di domande indistinte. Non è un ufficio al quale si bussa per sentirsi dare risposte generiche o demagogiche. La centralità del Pd non deve cambiare la nostra idea del governo: guai a pensare che le istituzioni siano spazi da occupare e che per il consenso basti il messaggio. Il governo è coerenza, competenza, rischio. E siccome è anche la responsabilità più impegnativa della politica, da qui deve ripartire il confronto. E il solo modo per aiutare l’Italia e dunque anche il nuovo governo».

Poi, dopo l’avvio del governo, si aprirà il confronto sul rilancio del partito. «Che non è dice Bersani un’appendice insignificante del governo. Bisogna mantenere una capacità propositiva e un profilo di autonomia». Ma non ha vinto l’idea di Renzi della sovrapposizione dei ruoli e delle funzioni? Si può riaprire una battaglia che è stata persa?

Bersani sa bene che sono in tanti a dire che proprio lui ha perso la battaglia sul ruolo del partito. «Il tema tornerà perché è vitale per la democrazia italiana. Non si rompe la tenaglia populista di Berlusconi e Grillo senza ridare al partito una dimensione sociale, ideale, di composizione e selezione degli interessi. So di non essere riuscito a cambiare lo statuto del Pd come avrei voluto. Ma non ho mai avuto una vera maggioranza per farlo. C’era sempre qualcosa che lo impediva. Ho cercato di compensare questo limite proponendo una costituzione materiale del Pd diversa da quella formale. Ho parlato di collettivo, ho respinto l’idea di un partito personale, mi sono battuto perché la modernità democratica non contraddicesse i principi della Costituzione. Ma la battaglia continua».

Prima di tornare a Roma, Bersani dice che dovrà ancora «misurarsi con l’esterno». È già andato agli argini del Po, lontano da occhi indiscreti. Altre passeggiate sono in programma. È stato per me un grande piacere rivederlo e abbracciarlo. Confesso che temevo qualche ferita più profonda. Invece abbiamo parlato, come altre volte, cercando di andare oltre la cronaca incalzante. A proposito di cronache: «Il medico racconta ancora Bersani mi ha fatto i test della memoria e della concentrazione. Ha detto che avendo lavorato in quel punto della testa, voleva avere la certezza che tutte le potenzialità fossero state preservate. Mi ha fatto una certa impressione quando ha detto di aver “lavorato” sulla mia testa, ma poi sono stato rassicurato. Tutto è a posto al 100%. L’ho ringraziato. Dopo però ci ho ripensato: se mi avesse tolto dalla memoria quel 5% che ancora mi fa male, forse sarebbe stato perfetto».

(L’Unita’)
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Bombe alla maratona di Boston: più di 140 i feriti, 3 i morti fra cui un bambino di 8 anni

Explosions At 117th Boston MarathonLe esplosioni all’arrivo della maratona di Boston sono state causate da bombe. Così fanno sapere gli organizzatori della competizione sul profilo Facebook dedicato. Una delle vittime è un bimbo di 8 anni. Un’altra esplosione alla Kennedy Library non ha provocato vittime: secondo la polizia, non era collegata alle altre due, frutto di un attacco ‘pianificato e ben coordinato’, anche se il presidente Barack Obama, rivolgendosi alla nazione, non ha parlato esplicitamente di terrorismo.

L’orrore delle bombe alla maratona di Boston è proseguito negli ospedali dove i medici hanno dovuto operare diverse amputazioni, soprattutto agli arti inferiori. Alle 23 ora locale il bilancio dei feriti era salito a quota 144, di cui 17 in condizioni critiche. In molti casi sono stati estratti cuscinetti a sfera dai corpi dei feriti. Tre persone hanno perso la vita, compreso un bimbo di 8 anni che aspettava il padre vicino al traguardo. Fra i feriti una decina sono bambini.

In un messaggio tv alla nazione, il presidente Barack Obama ha detto che ‘la nazione ricorderà Boston nelle preghiere questa sera. Funzionari federali stanno mobilitando le risorse per gli aiuti. Ho avvertito i leader di entrambe le parti, ma sono d’accordo che in giornate come questa, non ci sono partiti politici.

Polizia, vigili del fuoco, le squadre di primo intervento, e la Guardia Nazionale hanno risposto eroicamente. Ringraziamo tutti coloro che hanno risposto in modo rapido e professionale a questa tragedia. Non sappiamo ancora chi ha fatto questo o perché, noi conosciamo tutti i fatti. Andremo a fondo: troveremo chi ha fatto questo e scopriremo perché. Eventuali individui o gruppi responsabili sentiranno tutto il peso della giustizia’.

Le esplosioni sono avvenute lungo l’ultimo miglio, dedicato nell’edizione di quest’anno alle vittime della recente strage della scuola di Newtown, nel Connecticut.

‘Ho sentito un rumore enorme, la festa si e’ trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara’, racconta Paolo Rossi, 48enne pistoiese, che ha visto il traguardo della maratona di Boston e poi la morte in faccia: fortunatamente ha mancato entrambi. ‘Ma della corsa ovviamente non m’importa, sono ore che piango’.

La polizia di Boston ha bloccato le comunicazioni dei telefoni cellulari in città per prevenire il rischio che un telefonino possa provocare esplosioni a distanza.

Nella zona delle due esplosioni sono state trovate altre due bombe inesplose, che sono state fatte brillare.

Secondo le fonti si sarebbe trattato di ‘ordigni di dimensioni ridotte’ e secondo il Boston Globe ‘almeno altre due bombe’ sono state individuate. In precedenza era stata data notizia di un terzo ordigno fatto brillare con un’esplosione controllata dagli artificieri.

La polizia di New York ha incrementato le misure di sicurezza in alberghi e altri luoghi ritenuti sensibili, in seguito alle esplosioni avvenute alla maratona di Boston. Paul Browne, portavoce del dipartimento di polizia di New York (NYPD), ha spiegato che le squadre di risposta agli eventi critici resteranno dispiegate in tutta la città finché non si saprà di più sulle esplosioni.

La polizia britannica ha annunciato una revisione dei piani di sicurezza per la maratona di Londra, che si correrà domenica, a causa delle esplosioni avvenute a Boston al termine della maratona che ogni anno si corre nella città del Massachusetts. Lo rende noto un portavoce della polizia metropolitana di Londra, spiegando che le autorità stanno lavorando con gli organizzatori della gara per analizzare i piani per la sicurezza dell’evento di domenica. Il direttore esecutivo della corsa, Nick Bitel, ha espresso il proprio sgomento e la propria tristezza per la situazione a Boston, affermando che ‘è un giorno molto triste per l’atletica e per i nostri amici che corrono la maratona’.

Le esplosioni sono avvenute alle 14,50 locali (le 20,50 in Italia) e a distanza di venti secondi l’una dall’altra, al traguardo della maratona di Boston.

Tra il pubblico scene di terrore e di panico, corpi a terra. La prima esplosione è avvenuta circa tre ore dopo che il vincitore della maratona ha tagliato il traguardo, e poco dopo c’è stata la seconda esplosione.

Una reporter di una tv locale del New England vicina al luogo dell’esplosione ha visto una delle vittime che ha perso entrambe le gambe. ‘Ero così vicina, è stato spaventoso. Ho sentito la forza dell’esplosione. La gente scappava. Ho visto vittime proiettate dappertutto’, ha detto Jackie Bruno della Necn.

Il consolato italiano a Boston, in stretto raccordo con l’Unità di Crisi della Farnesina, ha attivato immediatamente tutti i necessari contatti allo scopo di verificare l’eventuale presenza di italiani e di prestare loro eventualmente assistenza.

La Maratona di Boston è la più antica tra le maratone annuali che si svolgono al mondo. La gara parte da Hopkinton, nel Massachusetts, e si conclude a Boston, presso Copley Square, il terzo lunedì del mese di aprile, in occasione del Patriot’s Day, festa riconosciuta nel Maine e nel Massachusetts che celebra l’inizio della Guerra di indipendenza americana. Alla gara partecipano ogni anno circa 20 mila atleti. La maratona è aperta a chiunque abbia compiuto 18 anni, ma è necessario che i partecipanti abbiano raggiunto nei 18 mesi precedenti la manifestazione un tempo conseguito in una maratona ufficiale inferiore a un massimo prestabilito. Che varia in funzione del sesso e dell’età del partecipante e va da un minimo di 3h 10′ per gli uomini e 3h 40′ per le donne di età compresa tra i 18 e i 34 anni a un massimo di 5h 00′ per gli uomini e 5h 30′ per le donne di età superiore agli 80 anni.

La gara, che quest’anno celebrava la sua 117esima edizione, era stata vinta dall’etiope Lelisa Desisa tra gli uomini (2h10’22”) e dalla keniana Rita Jeptoo tra le donne (2h26’25”). L’ultimo miglio della maratona di Boston era dedicato ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown, l’episodio che ha rilanciato negli Usa il dibattito sul controllo delle armi.

Roma, presidiati obiettivi sensibili Usa. Decine di obiettivi sensibili statunitensi a Roma blindati e presidiati dagli uomini delle forze dell’ordine. E’ l’intensificazione dei controlli disposta da un’ordinanza del Questore di Roma, dopo l’attentato nella maratona di Boston. I controlli riguardano aeroporti, università statunitensi oltre agli uffici delle ambasciate americane, il consolato e la residenza dell’ambasciatore. Decine gli uomini delle forze dell’ordine impiegati nella Capitale in supporto a quelli già presenti.

Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, esprime ‘solidarietà e vicinanza al popolo statunitense e alle famiglie delle vittime e ai feriti del vile attentato di Boston‘. ‘Un episodio – sottolinea – che lascia sgomenti e ci spinge a rinnovare la più ferma condanna nei confronti di una violenza insensata capace di trasformare in orrore una giornata festosa per la città di Boston. Siamo certi che gli Stati Uniti sapranno reagire riaffermando civiltà e senso di giustizia’.

‘E’ devastante vedere quelle immagini, fa impressione: cosi’ si colpisce gente che condivide una passione’. Franca Fiacconi, vincitrice della maratona di New York nel 1998, commenta a Sky sport24 l’attentato a Boston. ‘Non ho parole – dice la 44enne maratoneta romana -. L’11 settembre è stato diverso, adesso si è colpita in pieno la gioia di vivere’. Per la Fiacconi, che svela di aver ricevuto in mattinata una mail dalla Maratona di New York in cui si rende noto che gli organizzatori stanno già lavorando per assicurare all’evento ancor più sicurezza, è giusto che domenica si corra sulle strade di Londra: ‘Dobbiamo dare un segnale di compattezza. Londra deve fare la sua maratona, pensando magari meno all’agonismo e più alla solidarietà’.

‘A quanto ci risulta al momento, non ci sono italiani coinvolti’, nelle esplosioni di Boston. Lo ha detto il capo dell’unità di Crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, parlando a Radio Anch’Io. ‘Già da ieri sera il Consolato italiano ha inviato team sul posto e nei principali ospedali e ha stabilito un contatto con le forze dell’ordine’, ha spiegato Taffuri, precisando che l’evento della maratona era così altamente frequentato che in questa fase è molto complesso avere dati e numeri precisi.

L’attentato alla maratona di Boston sembra più l’opera di terroristi interni che di Al Qaeda: ad affermarlo è Richard Barrett, ex coordinatore dell’Onu per il gruppo di monitoraggio su al Qaeda e sui talebani, citando la scelta del giorno e le dimensioni ridotte dell’ordigno. Barrett, che ha lavorato con i servizi segreti britannici e ora è al Qatar International Academy for Security Studies, ha ricordato che ‘è successo durante il Giorno dei Patrioti, che è anche l’ultimo giorno per gli americani per pagare le tasse. E Boston è una città abbastanza simbolica. Questi sono piccoli indicatori’. Proprio da Boston partì nel 1773 la protesta delle colonie americane contro le tasse imposte dall’impero britannico, che portò due anni più tardi allo scoppio della rivoluzione americana. In onore di quel movimento, nel 2006 è nato il ‘Boston Tea Party’, l’ala oltranzista delle destra repubblicana.

L’analista di sicurezza nazionale della Cnn, Peter Bergen, è convinto che alcune informazioni diventeranno più chiare una volta che la polizia avrà reso noto che tipo di esplosivo è stato usato, dal momento che Al Qaeda spesso impiega ordigni a base di perossido di idrogeno. L’utilizzo di un altro tipo di esplosivo potrebbe quindi essere un segnale di un coinvolgimento di estremisti di destra. Anche Bergen ha osservato che l’esplosione gli ha ricordato le bombe di Oklahoma City, opera del terrorista americano Timothy McVeigh che proprio il 19 aprile 1995 fece 168 morti e oltre 680 feriti. ‘Gruppi di destra hanno provato ad attaccare, per esempio, la parata in memoria di Martin Luther King nell’Oregon nel 2010. Quindi, se è un ordigno di qualche tipo, non dovremmo saltare alle conclusioni su da dove proviene’.

‘Non possiamo abbassare la guardia nell’azione volta ad assicurare la pace e la sicurezza per la comunità internazionale, come previsto dalla Carta delle Nazioni unite, nonché la sicurezza per i nostri cittadini’. Lo scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera inviata al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Il presidente della Repubblica ha espresso a Obama ‘i sensi della più profonda solidarietà e sdegno’ per l’attacco terroristico di Boston. ‘Hanno colpito dove le nostre società sono più vulnerabili, perché impegnate nella quotidiana costruzione di una serena convivenza civile. Tuttavia nessun atto di violenza ci impedirà di tenere fede ai nostri valori e alla nostra fiducia nella libertà, nella democrazia e nello stato di diritto’.

Per l’Italia, che vive una complessa transizione istituzionale, l’attacco terroristico di ieri è un potente monito sulle incertezze e le insicurezze di un mondo complesso e interdipendente’. E’ uno altro passaggio della lettera che Napolitano ha inviato al presidente degli Stati Uniti. ‘Nessun Paese può isolarsi e l’Italia è parte di uno stesso quadro europeo, atlantico e internazionale’, rileva Napolitano. ‘Siamo quindi chiamati a rispondere in modo coerente alle diverse istanze e sfide del mondo esterno se vogliamo assicurare il benessere del nostro popolo’.

‘Mentre si avvicina nei prossimi giorni la scadenza del mio mandato, sono fiducioso che l’Italia manterrà il proprio coerente impegno nella lotta contro il terrorismo e per assicurare la pace, la stabilità e la sicurezza’ conclude Napolitano la lettera rivolta al presidente Obama.

Anche  il presidente afgano Hamid Karzai ha condannato stamani gli attacchi di Boston. ‘Il presidente esprime il suo dolore per le vittime civili provocate dall’esplosione di due bombe – si legge in una nota dell’ufficio di Karzai -. Avendo sofferto per anni a causa di attacchi terroristici e avendo pianto vittime civili, il nostro popolo comprende bene il dolore e la sofferenza provocati da simili incidenti’.

Pechino ‘condanna fortemente’ l’attentato di Boston e ‘si oppone fermamente a ogni attacco contro la gente comune’. Lo ha detto oggi il ministero degli Esteri cinese. ‘Inviamo le nostre profonde condoglianze alle vittime a ai loro familiari’, ha affermato il portavoce del ministero, Hua Chunying. Nell’attacco alla maratona è rimasta ferita una studentessa cinese, ha detto Hua, aggiungendo che il consolato di New York si è attivato per prestarle assistenza.

L’Iran ha condannato ‘con forza’ il doppio attentato che ha funestato la maratona di Boston uccidendo almeno tre persone. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast.

Il principe Harry prenderà parte alla maratona di Londra domenica prossima, come previsto, nonostante quanto accaduto ieri a Boston. Lo ha confermato un portavoce di St. James Palace. ‘Per quanto ne sappiamo, non c’è motivo che suggerisca cambiamenti di programma’, ha detto un portavoce del Palazzo Reale, confermando la presenza di Harry e specificando che le questioni di sicurezza sono di competenza della Polizia.

L’atto criminale’ di Boston è ‘una sorta di riproduzione di quanto avvenuto in passato, le cui ripercussioni sui musulmani e sull’Islam non si verificheranno di nuovo’. Lo scrive su Facebook il numero due del partito dei Fratelli musulmani egiziani Essam el Eryan. ‘Anche se condividiamo il dolore degli americani, bisogna leggere bene fra le righe: chi potrebbe non essere soddisfatto delle riforme democratiche malgrado le difficoltà della transizione? Chi ha scatenato l’islamofobia attraverso i media? Chi finanzia il terrorismo?’

Procedura di ‘decontaminazione‘ su un aereo Air France in partenza da Parigi per New York, dopo il ritrovamento a bordo di un bagaglio sospetto. Secondo quanto si è appreso, i passeggeri del volo Air France 012 in partenza alle 10:35 dall’aeroporto parigino di Charles de Gaulle e diretto a New York JFK, sono stati fatti scendere dopo che è stata decisa l’applicazione della procedura di sicurezza. Il piano è scattato per il ritrovamento di una valigia, probabilmente lasciata a bordo da un passeggero di un volo precedente. Dopo una perlustrazione integrale dell’apparecchio, il volo è partito con due ore di ritardo. Air France ha precisato che la decisione è stata presa d’intesa con ‘le autorità responsabili per garantire la sicurezza dei passeggeri’. Subito dopo le esplosioni di Boston, è stata rafforzata in tutta la Francia la sicurezza e la vigilanza nei luoghi più sensibili. Il ministro dell’Interno, Manuel Valls, ha ricordato le minacce ricevute dalla Francia dopo l’intervento armato in Mali.

 La Turin Half Marathon, 21 chilometri tra Torino e Collegno,domenica prossima si correrà col pensiero alle vittime di Boston. Ad annunciarlo è stato Luigi Chiabrera, che ha presentato la gara di domenica con le immagini di Boston che scorrevano sullo sfondo. ‘Se lo scopo degli attentati era di farci restare a casa, noi non accettiamo questo ricatto’. Tanto più che tra le maratone di Torino e Boston c’è un antico gemellaggio, perché sono nate entrambe nel 1897. Il caso, inoltre, ha voluto che domenica le magliette consegnate ai partecipanti alla mezza maratona saranno nere. ‘L’avevamo deciso settimane fa – ha ammesso Chiabrera – ma è stata una casualità significativa, sarà un segno di lutto per gli amici di Boston’.

Secondo esperti citati dal Boston Globe, gli ordigni erano rudimentali e questo porterebbe a escludere una matrice esterna, l’opera cioè di un governo straniero o di una organizzazione globale come Al Qaeda. Ma le bombe potrebbero esser state azionate da estremisti islamici residenti negli Stati Uniti e influenzati da imam in Medioriente, estremisti interni di sinistra o di destra o folli maniaci senza una agenda ideologica. Gli estremisti islamici ‘sarebbero i primi sospetti, ma ci sono molte altre possibilità’, ha detto Micahel Jenkins, uno specialista di terrorismo alla Rand Corporation. Radicali islamici negli Usa sono stati responsabili di decine di atti di violenza arrivati o meno in porto, tra cui l’autobomba di Times Square tre anni fa e la sparatoria a Fort Hood nel 2009 in 13 persone sono rimaste uccise.

La polizia sta ancora lavorando per mettere in sicurezza l’area dell’attentato alla maratona di Boston e l’operazione richiederà ancora ‘almeno due giorni’. Lo ha affermato il capo della polizia Ed Davis in conferenza stampa. La scena del crimine, ha spiegato Davis, ‘è molto complessa e stiamo agendo sotto il controllo dell’Fbi e dell’antiterrorismo. C’è una zona che è controllata solamente dall’Fbi. L’area transennata è stata ridotta da 15 a 12 isolati e cercheremo di riaprire il maggior numero di strade possibile e far tornare a casa le persone evacuate’.

‘No comment’ Fbi su sospettato fermato. ‘La nostra missione è chiara è portare i responsabili di fronte alla giustizia, ma ci vorrà tempo’. E’ quanto ha detto nella conferenza stampa a cui hanno partecipato tutte le autorità del Massachussets, Rick Deslauries, l’agente speciale dell’Fbi incaricato delle indagini.

‘Normali cittadini diventati eroi’: le autorità locali, a partire dal sindaco di Boston Thomas Menino, rendono omaggio a tutte le persone che nei terribili momenti seguiti alle due esplosioni vicino al traguardo della maratona di Boston ‘hanno salvato numerose’ vite, prestando i primi soccorsi ai feriti e aiutando il personale medico: corridori, persone che sulle tribune assistevano alla maratona, fotografi. Il sindaco ha quindi lanciato un appello alla popolazione perché collabori con le autorità fornendo tutte le informazioni e le immagini possibili: ‘Dobbiamo lavorare insieme. Boston è una città forte e lo dimostrerà anche in questi momenti di terribile difficoltà’.

Il bilancio: tre morti e 176 feriti. Il bilancio definitivo dell’attentato di Boston è di tre morti e 176 feriti. I feriti gravi sono 17. Lo ha detto il capo della polizia Ed Davis.

Quella sull’attacco alla maratona di Boston è una ‘indagine globale’. Lo ha detto Fbi: ‘Andremo fino alla fine della terra per trovare i colpevoli’.

Le radiografie di uno dei feriti nelle esplosioni di ieri alla maratona di Boston hanno evidenziato nelle lesioni la probabile presenza di pallini per armi ad aria compressa. È quanto afferma il dottor Stephen Epstein del dipartimento di medicina d’urgenza al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, il quale spiega in una mail che le radiografie fatte a una gamba ferita, da lui esaminate, mostrano ‘quelli che appaiono essere piccoli oggetti rotondi sparsi nell’arto, simili a colpi per armi ad aria compressa’. L’esatta natura degli oggetti, ha però precisato, deve essere ancora accertata.

‘Nessuno è al momento è stato arrestato’. Lo ha detto il capo della polizia di Boston, Ed Davis, rispondendo alle domande dei giornalisti. L’agente dell’Fbi, Rick Deslauries, non aveva voluto rispondere alle domande riguardo ad eventuali sospetti e persone fermate.

Il capo del Pentagono Chuck Hagel ha definito l’attentato di Bostonun crudele atto di terrore‘. Hagel è stato il primo dell’amministrazione a usare ‘on the records’ la parola terrore per la strage di Boston.

La polizia federale, attraverso l’agente Rick DesLauriers, ha dichiarato di non essere stata a conoscenza di informazioni su un eventuale minaccia prima della maratona di Boston.

 Il console spagnolo a Boston, Pablo Sanchez-Teran, è stato destituito per aver chiuso il consolato due ore dopo l’attentato alla maratona. Lo riferisce il sito di El Mundo, citando fonti del ministero degli Esteri. ‘Era l’ora di chiusura’, ha detto il console quando è stato intervistato dalla rete televisiva Marca Tv. La sua risposta, assieme al fatto che Sanchez- Teran non ha fornito nessun numero telefonico per le emergenze, ha sollevato un’ondata di polemiche su Twitter. Ai commenti ironici, con la battuta ‘lavora meno del console di Boston’ diventata ormai un tormentone, si sono aggiunte le lamentele dei tanti spagnoli che si trovavano a Boston e hanno trovato il consolato chiuso. E oggi il ministro degli Esteri, Jose Manuel Gracia Margallo, ha deciso di destituire il console ‘per mancato compimento dei suoi obblighi’. Nessuno spagnolo è rimasto ferito nell’attentato, ma molti si trovavano ieri a Boston. Ben 91 spagnoli hanno partecipato alla maratona, diversi dei quali accompagnati da parenti e amici. A loro si aggiungono 3.980 spagnoli che risiedono nella città americana, fra cui studenti e docenti universitari.

Molti maratoneti sono in fila negli ospedali per donare il sangue.

 Un jet passeggeri della Us Airways è stato evacuato e circondato dalla polizia all’aeroporto Logan di Boston. L’aereo si trova all’inizio della pista e tutti i bagagli sono stati scaricati e posizionati sulla destra del velivolo. I veicoli di emergenza dello scalo si trovano a circa 50 metri di distanza dal jet. Lo hanno riferito le tv locali. Il volo dell’Us Airways 1716 è stato fermato sulla pista di decollo dell’aeroporto Logan di Boston per questioni di sicurezza.

Dopo l’attacco durante la maratona di Boston ‘ci sarà senza dubbio, e per un certo periodo di tempo, un clima di sospetto attorno a questo tipo di eventi. In particolare mi viene in mente la Maratona di Londra’, lo ha detto Joel Laine il responsabile della Maratona di Parigi, Joel Laine, secondo quanto riferiscono i media britannici. ‘Penso all’ansia che susciterà tra coloro che vi prenderanno parte e le loro famiglie’.

Un pacco sospetto è stato trovato questa mattina all’aeroporto LaGuardia di New York. La polizia, come riporta Bloomberg, per precauzione ha fatto evacuare il terminal centrale dello scalo. Gli aerei sono stati allontanati dagli edifici dell’aeroporto.

E’ cessato l’allarme per un pacco sospetto all’aeroporto La Guardia di New York e quello allo scalo Logan di Boston dove un aereo, già in fase di decollo, era stato evacuato. Lo riferiscono i media americani.

‘Un pensiero commosso ai feriti e alle vittime’ dell’attentato di Boston e l’invito a osservare un minuto di silenzio per onorarle. E’ quanto ha espresso il presidente del Senato, Pietro Grasso ad avvio di seduta dell’assemblea. Grasso ha concluso condannando ‘con fermezza questo mostruoso crimine’.

Barack Obama ha ordinato di esporre le bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca e sui principali edifici federali per onorare le vittime dell’attentato alla maratona di Boston. ‘E’ un segno di rispetto per le vittime di questo insensato atto di violenza’, ha affermato il presidente, riferisce il sito Politico.com.

Il presidente americano apparso in tv per il suo messaggio. ‘Non sappiamo chi sono i colpevoli. Sappiamo come abbiamo reagito. Sappiamo che ci sono stati ordigni esplosivi. Ma non il motivo. I primi soccorritori hanno fatto il possibile, ma abbiamo assistito a scene di solidarietà. Tutti hanno cercato di aiutare. Se volete sapere com’è l’America, come reagiamo al male, l’esempio è quello di ieri. Aiuto, solidarietà, non paura. Tutti dobbiamo continuare ad aiutare. Chiunque veda qualcosa o abbia sospetti aiuti’. l presidente Usa chiede agli americani di avere fiducia nel lavoro degli investigatori, dell’Fbi ma di evitare speculazioni sulla matrice dell’attentato.

‘Oggi, come ogni giorno, Israele è fianco a fianco con il popolo americano’ ha detto il premier Beniamyn Netanyahu che ha commentato l’accaduto durante il ricevimento per il corpo diplomatico per il 65/o anniversario della nascita di Israele (‘Yom Hazmaut’) nella residenza del presidente Peres a Gerusalemme. ‘Un giorno di festa che diventa un giorno di terrore. Invio le mie condoglianze al presidente Barack Obama, al popolo americano e ai familiari dei defunti”. Anche Shimon Peres ha espresso il suo cordoglio.

 Gli ordigni usati a Boston erano costituiti da pentole a pressione piene di schegge metalliche, chiodi e cuscinetti a sfera, collegate a detonatori. Lo riportano i media Usa citando fonti di polizia. Le pentole erano in buste di nylon nera o zaini e sono state trovate anche tracce di circuiti elettronici che farebbero pensare all’uso di timer.

 Non è chiaro se fossero state depositate in un cassonetto: una era stata forse collocata su un marciapiede, ha detto una fonte alla Cbs. Senza indurre a conclusioni sulla matrice dell’attentato, la pentola a pressione-bomba è un ordigno che gli esperti di terrorismo ritengono parte dell’addestramento nei campi del Baluchistan tra Pakistan e Afghanistan.

Per la Cnn solo una delle due bombe esplose era in una pentola a pressione nascosta in uno zaino. A riferirlo, si legge sul sito della Cnn, è stato un ufficiale delle forze di sicurezza che partecipa alle indagini sull’attentato che ha fatto 3 morti e 176 feriti.

Quando c’è stata l’esplosione, sulla linea del traguardo della maratona di Boston, nel raggio di qualche decina di metri, c’erano almeno dieci o dodici italiani, assieme ad altre decine di atleti, davanti al pubblico, ma per fortuna nessuno di loro è rimasto ferito. A raccontarlo è Fabrizio Dembech, accompagnatore del gruppo di 67 atleti italiani giunti a Boston con l’organizzazione Terramia, che a sua volta era lì ad aspettarli all’arrivo.

#Boston#Bostonmarathon

Attentato all’ambasciata Usa ad Ankara, in Turchia

turchia-ankara-invade-liraq-del-nord-L-feZhDME’ di due morti e diversi feriti il bilancio fino a questo momento dell’esplosione che questa mattina ha colpito l’ambasciata Usa ad Ankara, distruggendo il gabbiotto della sicurezza di un ingresso secondario della sede diplomatica.

Lo ha scritto il quotidiano turco Zaman. L’emittente tv Cnnturk ha affermato che le due vittime sono addetti alla sicurezza di nazionalità turca.

Un attentatore suicida si è fatto saltare in aria a uno degli ingressi laterali dell’ambasciata statunitense ad Ankara, in Turchia, uccidendo una guardia e ferendo alcune persone. L’ipotesi dell’attacco kamikaze, circolata fin dai primi minuti successivi all’esplosione, è stata confermata dal primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan che, nel corso di una diretta televisiva, ha chiesto uno sforzo globale per combattere il terrorismo.

Le immagini della tv turca hanno mostrato una porta scardinata, dei danni sui muri perimetrali dell’edificio e una colonna di fumo, ma non danni strutturali alla sede diplomatica. Un testimone oculare citato dall’agenzia di stampa Reuters ha visto una donna gravemente ferita mentre veniva caricata su uno dei mezzi di soccorso.

L’esplosione è avvenuta alle 13.15 locali su una strada lungo il compound dove si trova l’ambasciata e non ha fatto danni all’interno della missione diplomatica, riferiscono le tv turche. L’onda d’urto della deflagrazione ha invece danneggiato alcuni degli edifici circostanti, distruggendo vetrine fino a 100 metri di distanza. La polizia turca ha transennato la via dove c’è stato lo scoppio. L’ambasciata americana si trova nel quartiere di Cankaya, dove hanno sede buona parte delle sedi diplomatiche della capitale, ed è a poca distanza dalle ambasciate di Germania, Francia e Italia dove sono state rafforzate le misure di sicurezza.

La Turchia non è nuova ad attentati. Nel paese operano gruppi radicali islamici, formazioni separatiste e gruppuscoli di estrema destra e sinistra. In passato ci sono state esplosioni costate la vita a decine di persone sia in sinagoghe che contro istituzioni occidentali come il quartier generale locale del colosso bancario britannico Hsbc.

Ankara è un alleato storico degli Stati Uniti e negli ultimi mesi ha fatto ripetuti appelli alla comunità internazionale, chiedendo un intervento in Siria dove da mesi infuria una sanguinosa guerra civile. Sul territorio turco sono stazionati centinaia di militari americani, tedeschi e olandesi che, tra le altre cose, gestiscono un sistema di difesa dotato di missili Patriot che entrerà in funzione a giorni.

Medio Oriente: bombe su Gaza, si contano i morti

Si aggrava la crisi in Medio Oriente: l’offensiva ‘Pilastro di Sicurezza’, entrata nel secondo giorno, va avanti senza sosta ma i palestinesi da Gaza reagiscono con una pioggia di razzi, uno dei quali ha colpito un edificio di 4 piani nella cittadina di Kreat Mlakhi, a circa 25 km a nord di Gaza e ha fatto tre vittime civili, le prime israeliane da quando l’operazione è cominciata. Tredici le vittime palestinesi.

Le tre persone uccise si trovavano in una palazzina residenziale di quattro piani a Kiryat Malachi. Nell’attacco, riferiscono i media israeliani, sono rimaste ferite altre due persone, tra le quali un bambino.

Alle persone che vivono nel sud dello Stato ebraico è stato chiesto di rifugiarsi in zone fortificate. Le scuole sono chiuse nel raggio di 40 chilometri dal confine con Gaza, così come i centri commerciali, mentre a chi vive vicino al confine è stato ordinato di non recarsi al lavoro e restare in casa, fatta eccezione per i servizi essenziali. Pattuglie della polizia sono state dispiegate in molte localita del Paese, temendo che Hamas possa organizzare attacchi ben oltre la portata dei suoi razzi lanciati dalla Striscia, colpendo anche Tel Aviv.

Pesante anche il bilancio sul fronte palestinese: almeno 13 morti (tre dei quali oggi a Khan Younis) e quasi un centinaio di feriti. Tra le 13 vittime anche tre bambini (di 7 anni e undici mesi), una donna incinta e 8 adolescenti.

La bimba si chiamava Rinan Arafat e aveva sette anni. Il neonato era Ahmed Mashrawi, di 11 mesi. La ragazza incinta era Hiba al-Mashrawi, di 19 anni. Lo precisa l’agenzia di stampa palestinese Maan. Le ostilità hanno avuto inizio ieri con la uccisione del capo militare di Hamas Ahmed Jaabari (52) e della sua guardia del corpo, Muhammad al-Hamas. Altri miliziani colpiti a morte dal fuoco israeliano sono Issam Abul-Mizah (20), Wael al-Ghalban e Hisham al-Ghalban. Altre vittime identificate finora negli ospedali della striscia sono: Hani al-Kasih (19), Mahmud Sawawein (65), Habes Mesmeh (30).

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunitosi nella notte, ha chiesto lo ‘stop’ delle violenze, ma non ha preso alcuna decisione.

Il presidente Usa, Barack Obama, ha parlato nella notte italiana con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu e il presidente egiziano, Mohamed Morsi dell’escalation della violenza in Medio Oriente. Lo ha reso noto la Casa Bianca, secondo la quale il presidente ha riaffermato il diritto di Israele di garantire la propria autodifesa dal lancio dei razzi dalla Striscia, ma ha anche chiesto a Netanyahu di evitare vittime civili negli attacchi di rappresaglia.

‘Gli israeliani devono capire che l’aggressione contro Gaza è inaccettabile e che non potrà che portare all’instabilità nella regione’, ha affermato il presidente egiziano, Mohamerd Morsi, in una dichiarazione agli egizioni diffusa dalla tv di stato.

Nella notte -dopo l’offensiva militare lanciata da Israele, una delle piu’ importanti offensive aeree degli ultimi 4 anni, in cui ha ucciso il capo militare di Hamas nella Striscia-  si è riunito d’urgenza il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per affrontare proprio il problema della recrudescenza delle violenze: l’organismo non ha preso alcuna decisione, ma ha fatto appelli a entrambe le parti perché pongano fine agli scontri.

Un’esplosione si è udita a Tel Aviv mentre suonavano le sirene di allarme. Lo scoppio ha provocato momenti di paura nella popolazione, ma fonti della sicurezza interna israeliana hanno confermato il lancio di un razzo, precisando tuttavia che l’ordigno è comunque caduto in mare davanti a Giaffa, la città-gemella di origini arabe che si estende a sud-ovest della capitale commerciale dello Stato ebraico, senza fare danni. In città, dove resta in funzione l’illuminazione pubblica, è intanto collassata parte della rete di telefonia mobile. E il ministero della Sicurezza nazionale ha avvertito la popolazione di scendere nei rifugi laddove le sirene d’allarme tornassero a suonare. La Jihad islamica intanto ha rivendicato il lancio di un missile Fajr 5, un razzo in dotazione alle forze armate iraniane, la cui portata è di circa 75 chilometri.

L’uragano Sandy in arrivo anche su New York

L’uragano Sandy si abbatterà oggi sulle regione più popolate degli Stati Uniti, costringendo centinaia di migliaia di persone a cercare rifugio in altura, mentre sono bloccati i trasporti, le scuole e gli uffici pubblici e privati.

Circa 50 milioni di persone da metà della costa Atlantica al Canada vivono sul tragitto dell’uragano, che potrebbe essere il più vasto a colpire la terra ferma degli Usa nella sua storia. L’attesa è per alberi sradicati, edifici danneggiati e blackout elettrico per diversi giorni.

Sandy, che ha già ucciso 66 persone nei Caraibi, provocherà anche diverse inondazioni, dicono le previsioni.

New York e le altre città che saranno toccate dall’uragano vivono in stato di emergenza. I sindaci hanno ordinato evacuazioni di massa dalle zone abitate più basse, mentre scuole e metro sono chiusi.

Sandy ha costretto il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblica Mitt Romney a cancellare alcune tappe della campagna elettorale

Obama-Romney a confronto: a Denver il primo dibattito pre Election Day

In vista delle elezioni del 6 novembre, mercoledì notte ci sarà il primo dibattito fra Barack Obama e Mitt Romney. In questi giorni, il presidente degli Stati Uniti si sta allenando a ‘parlare meglio e di meno’, come gli hanno suggerito dal suo team in un resort nel deserto del Nevada, alle porte di Las Vegas. Romney è invece nel Massachusetts, per prepararsi a una missione difficile.

Questa sera Mitt Romney e Barack Obama si scontreranno all’università di Denver nel primo, dopo cinque anni, dei tre dibattiti pre elettorali che saranno trasmessi in diretta da tutte le televisioni degli Stati Uniti. In Italia su Rai News 24 in diretta dalle 2:45 della notte fra il 3 e il 4 ottobre. Un’ora e mezza di discussioni sulla politica interna. Ma il presidente in carica ci arriva con un sondaggio incoraggiante: secondo una rilevazione del Wall Street Journal, il 57% degli intervistati ritiene che l’economia Usa – tema cruciale per la vittoria nel voto del 6 novembre – sia in ripresa.

La corsa presidenziale resta incerta perché i sondaggi a livello nazionale – l’ultimo del Washington Post-Abc – danno Obama attorno al 49% delle intenzioni di voto e il rivale repubblicano attorno al 47%. Ma il presidente democratico è in testa nella maggioranza degli Stati in bilico, che saranno decisivi per il risultato finale. Dunque lo scontro di questa sera si presenta cruciale: per Romney è l’occasione di far dimenticare alcune delle sue ultime gaffes, di mostrarsi ‘presidenziale’, di convincere gli indecisi della bontà delle sue ricette economiche. Per Obama è invece il momento, se ci riuscirà, di consolidare il suo vantaggio.

Ma il presidente ha un asso nella manica: il piano salva-auto, che garantendogli la vittoria in Michigan e in Ohio potrebbe rendere le cose impossibili a Romney. Anche se a livello nazionale i sondaggi li danno in sostanziale parità, a contare sarebbe il numero di grandi elettori messi a disposizione per la vittoria da ogni Stato. E senza l’Ohio, la vittoria per Romney è quasi impossibile.

Senza l’Ohio, per conquistare i 270 punti necessari a diventare presidente, Romney dovrebbe vincere in tutti gli Stati incerti: Colorado, Florida, Virginia, North Carolina, Iowa, Nevada, New Hampshire. Benché continui a restringere le distanza con Obama, anche secondo gli analisti repubblicani sarà molto difficile che li conquisti tutti e sette. Negli Stati notoriamente di destra, invece, Mitt Romney ha consolidato un buon vantaggio su Obama, per questo risulta in pareggio a livello nazionale. Secondo il Washington Post sarà molto difficile per Romney, che era contrario al piano salva-auto di Obama (a differenza del suo vice Paul Ryan), convincere uno Stato dove un cittadino su otto lavora per l’industria automobilistica.

Per tutti i telegiornali americani e per le prime pagine di questa mattina il dibattito di Denver è la notizia del giorno. I collaboratori di Romney starebbero addestrando il candidato repubblicano a non farsi irritare dalle punzecchiature di Obama; il presidente in carica invece si prepara ad essere aggressivo, nella speranza di far saltare i nervi a Romney, ma non tanto da risultare arrogante. Sulla carta, Romney è più allenato poiché viene dalla campagna delle primarie, ma non potrà usare con Obama le stesse tecniche che ha usato con i rivali repubblicani.

A prescindere dai programmi economici e politici, un dibattito televisivo nelle campagne elettorali statunitensi è – storicamente – il momento cruciale in cui si mettono a confronto l’arte oratoria e la capacità di trasmettere autorevolezza. Secondo lo stratega repubblicano Brett O’Donnell, i primi trenta minuti di questo primo dibattito saranno decisivi. ‘Riuscirà Romney a convincere gli elettori che Obama ha la colpa delle condizioni economiche attuali? Riuscirà Obama a convincere la gente che il paese è orientato nella direzione giusta e che cambiare rotta metterebbe a rischio una ripresa ancora fragile?’.

Per il presidente poi c’è un incentivo tutto personale a festeggiare: oggi è il ventesimo anniversario delle sue nozze. E a Denver ci saranno anche la moglieMichelle Obama e la compagna del repubblicano, Ann Romney.

http://www.barackobama.com/
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iPhone 5 in arrivo, più grande, più sottile, più connesso farà concorrenza al Kindle Fire HD

Schermo più grande, profilo più sottile, connettività Lte e processore più veloce. Sono le caratteristiche che, secondo alcune indiscrezioni, avrà l’iPhone 5, la cui presentazione è attesa mercoledì prossimo, oggi quindi, a partire dalle 19, allo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco.

In attesa della presentazione, con un tempismo perfetto, Google ha realizzato una nuova applicazione YouTube per iPhone e iPad, che non sarà più automaticamente sulla schermata del telefonino, ma dovrà essere scaricata dall’App Store. L’accordo tra l’azienda di  Cupertino e la concorrente di MountainView per installare YouTube suoi dispositivi Apple è scaduto e la Mela ha deciso di non rinnovarlo più. La nuova applicazione è più veloce e offre nuove funzioni rispetto alla versione precedente. Cambieranno anche le mappe nel nuovo telefono: l’iPhone 5 non utilizzerà più il sistema Google Maps, ma ne inaugurerà uno proprio.

Una delle novità più attese sull’iPhone 5 è il rinnovamento di Siri, il sistema a comando vocale già presente nel modello precedente, che avrà nuove funzioni e, soprattutto, sarà disponibile in altre lingue europee e asiatiche oltre all’inglese, tra cui l’italiano.

Il display del nuovo smartphone, widescreen in formato 16:9, secondo il Wall Street Journal, sarà di almeno quattro pollici, per adattarsi ai modelli concorrenti. Indiscrezioni raccolte dal Washington Post suggeriscono inoltre che l’iPhone 5 sarà più alto per facilitare l’utilizzo con una mano sola e avrà l’accesso universale alle velocissime reti Lte, con una velocità teorica di scaricamento dati di 100 megabit al secondo, contro i 42 dell’Umts evoluto.

Il nuovo iPhone uscirà con il sistema operativo iOS 6, che permetterà di utilizzare lo smartphone per pagare in negozi e ristoranti grazie al portafoglio virtuale Passbook. Altre novità attese sono un connettore dock più piccolo per caricare e sincronizzare l’iPhone, nuove casse audio e nuove cuffie per ascoltare la musica.

Apple risponderà così alle novità di Amazon, che ha giocato in anticipo lanciando la settimana scorsa il Kindle Paperwhite e una nuova linea di Kindle Fire HD, il nuovo tablet da 7 pollici con uno schermo HD con risoluzione 1280×800 pixel, concepito con filtro polarizzante e tecnologia anti-riflesso per colori più ricchi e un contrasto più netto da ogni angolazione, il più veloce Wi-Fi, un esclusivo sistema audio Dolby, un processore dual core da 1.2 GHz e motore grafico Imagination PowerVR 3D entrambi potenti, una batteria della durata di 11 ore e 16 GB di memoria.

Il nuovo iPhone 5 dovrebbe fedelmente riprendere i prezzi dell’attuale iPhone 4S. Insommalistino del tutto immutato per il prossimo Melafonino con abbonamenti che negli States dovrebbero quindi partire dai 199 $ fino ai 399 $: Ecco i codici matrice per il lancio del nuovo iPhone, provenienti da una ben nota catena di elettronica statunitense: N42A-USA -$199, N42B-USA-$199, N42A-USA-$299, N42B-USA-$299, N42A-USA-$399, N42B-USA-$399. A + B significa bianco e nero.

Apprendiamo inoltre che questo nuovo iPhone N42 verrà distribuito con gli stessi prezzi dell’iPhone 4S. E con questo, stiamo supponendo che le configurazioni resteranno quelle dell’iPhone 4S: 16 GB, 32GB e 64 GB di capacità’.

Se analizziamo il passato, scopriamo che per quattro generazioni di iPhone, quelle dal 2007 al 2010 compreso, Apple ha scelto come teatro della presentazione il WWDC che si tiene nel mese di giugno: il primo iPhone fu quindi lanciato il 29 dello stesso mese, l’iPhone 3G l’11 luglio 2008, il 3GS l’8 giugno del 2009 e l’iPhone 4 il 24 giugno. Poi tutto è cambiato. Apple decide di rilasciare l’iPhone di Verizon il 10 febbraio 2011 e di non presentare alcun nuovo modello al WWDC dello stesso anno, tra la sorpresa generale: l’iPhone 4S venne infatti presentato in autunno e lanciato il 14 ottobre.

Inoltre tutti i rumors vanno in una direzione: Apple sembra proprio che presenterà l’iPhone 5 ad ottobre e lo rilascerà entro fine mese.  Stay tuned!

Aggiornamento: secondo alcuni fonti indiscrete provenienti dalla Rete, il nuovo iPhone 5 sarà presentato mercoledì 12 settembre a partire dalle 19, allo Yerba Buena Center for the Arts di San Francisco. Grande attesa quindi dall’azienda di Tim Cook.

In Twitter time#iPhone5ècosìpotente  ‘che vede la luce in fondo al tunnel di Monti e completa l’illuminazione’ twitta Cetty D. Per Mauro Rubino è così potente ‘che quando sei in ritardo ad un appuntamento lui ferma il tempo’ mentre Frandiben ‘a capito chi ha ucciso Kennedy’. Diretta Twitter anche per il settimanale Panorama .


http://www.apple.com/it/iphone/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/27/moleskine-passa-al-digitale-e-diventa-smart-notebook/

Alcune foto dal Day12 di London2012

A Londra 2012 è il Day 12. Ecco alcuni scatti

Inizia la  BMX Cycling, Luis Brethauer, Germania è alle prove sulla pista di BMX.


Darius SongailaLithuania e Andrey KirilenkoRussia vanno al secondo round. Sono i quarti di finale.

Claressa Shields of the United States vince contro Marina Volnova, Kazakhstan durante l’incontro di pesi medi – Women’s Middle (75kg) – nelle semifinali di  Boxing. #Day 12.

Sofya Ochigava (L), Russia,  celebra con un abbraccio la propria vittoria contro l’avversaria Adriana Araujo, Brazil. Sono i pesi leggeri dei femminili di Box (60kg), nelle semifinali del Day 12 di London 2012 Olympic Games all’ExCeL.

Pugni in aria per Behdad SalimikordasiabiIran, durante la finale di sollevamento pesi maschile dei 105 kg.  London 2012, Olympic Games, ExCeL

Sarah Attar of Saudi Arabia compete su gli 800m nella batteria donne, al primo round. Sempre #Day 12, London 2012, Olympic Games, questa volta siamo all’Olympic Stadium.

Ashton Eaton  gareggia nel Decathlon maschile nel lancio del peso nel #Day 12 di London 2012,  Olympic Games, all’Olympic Stadium.

Cornice spettacolare per Londra 2012 nella competizione di Mountain Bike. Un pilota dalla Polonia è visto in azione durante una sessione di allenamento in mountain bike al Hadleigh Farm. Le competizioni donne inizieranno l’11 agosto, quelle degli uomini il giorno successivo.

Il cinese Yang Yansheng compete per qualificarsi  nel men’s Pole Vault nel #Day 12 dei Giochi.

Amy Sene nel lancio del martello (the Hammer Throw). Sono le qualificazioni di women’s Hammer Throw nel #Day 12.

Roland Kokeny (R) e Rudolf Dombi, Hungary celebrano il podio dopo aver vinto l’oro nel Men’s Kayak Double (K2) 1000m Canoe Sprint- E’ la finale del #Day 12 di London 2012, Olympic Games, all’Eton Dorney.

L’inglese Daniel Awde compete nel Decathlon, nella specialità salto in lungo. Day 12, London 2012, Olympic Games.

Leung Chu Yan di Hong Kong, China, è in gara contro Timo Boll, Germania, durante il match per la medaglia di bronzo del Team Table Tennis, il tennis da tavolo. Day 12, London 2012, Olympic Games, ExCeL.

L’Ungheria vince l’oro nello sprint finale dei 500m Kayak a quattro, donne, (women’s Kayak Four (K4) 500m Sprint final). (L-R) Krisztina Fazekas, Katalin Kovacs e Danuta Kozak celebrano la medaglia d’oro durante la gara in Canoa nel Day 12 di London 2012, Olympic Games, all’Eton Dorney.

Prende il via l’evento dei 5000m maschile. Gli atleti competono all’Olympic Stadium.

Il tedesco Sebastian Brendel vince la medaglia doro nel singolo canoa degli Uomini (C1) 1000m Sprint Finale il giorno 12 del 2012 Giochi Olimpici di Londra a Eton Dorney.

Un atleta si riscalda prima dello Sprint Canoa il giorno 12 del 2012 Giochi Olimpici di Londra a Eton Dorney.

Dancers backstage about to perform before the start of the women’s Artistic Gymnastics women’s Individual All-Around final on Day 6 of the London 2012 Olympic Games at North Greenwich Arena on 2 August.

Il Red Foxes dance team in action durante la partita di turno del Basket per gli uomini di Australia e Gran Bretagna, nell’ottavo giorno delle Olimpiadi di Londra 2012 presso l’Arena Basketball, lo scorso 4 agosto.

Un performer schiaccia a metà partita, durante il men’s Basketball preliminary round match tra Francia e Nigeria. E’ il Day 10 del  London 2012 Olympic Games al the Basketball Arena e il 6 agosto. Vince la Francia 79-73.

Alexis Vastine, Francia, sembra non farcela dopo la sconfitta con Taras Shelestyuk,  Ucraina. E’ l’incontro di box uomini peso 69 kg all’ExCel.

James Kirani di Grenada è sul podio per festeggiare la vittoria. E’ la cerimonia che festeggia l’oro nei 400m maschili nell’undicesimo giorno di Olimpiade all’Olympic Stadium, durante i Giochi Olimpici di London2012.

Freddie Evans celebra la vittoria Freddie Evans di Gran Bretagna festeggia dopo la vittoria sul Custio Clayton del Canada durante Welter degli uomini (69kg) il Boxing Day 11 a ExCeL.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/24/banksy-va-alle-olimpiadi-con-due-nuovi-graffiti/
https://cookednews.wordpress.com/2012/04/28/in-vendita-i-phone-boxes-le-cabine-telefoniche-rosse-base-dasta-2-390-euro/

Cuba: per la prima volta dopo 50 anni cargo Usa attracca a l’Avana

Per la prima volta dopo 50 anni, una nave da carico proveniente dagli Stati Uniti ha attraccato al porto dell’Avana, a Cuba. La Ana Cecilia, il cargo proveniente da Miami, trasporta aiuti di carattere umanitario spediti dalla popolazione cubana residente in Florida e destinati ai parenti che vivono sull’isola caraibica.

Dal 1962, Cuba (mappa) è sottoposta a un embargo commerciale decretato dall’allora presidente americano, John Kennedy, che non è mai più stato tolto. La nave arrivata nel porto della capitale cubana, ha avuto una dispensa speciale dell’amministrazione statunitense per trasportare gli aiuti umanitari nell’isola. 

Il piccolo cargo Ana Cecilia, che ha una capacità di 16 container, è entrato nella baia della capitale cubana poco dopo le 7 locali, con 24 ore di ritardo per problemi amministrativi prima di gettare l’ancora.

Salpato mercoledì pomeriggio da Miami, il cargo trasporta materiali destinati a organizzazioni umanitarie o religiose, ma ‘anche a delle famiglie che vivono a Cuba’, secondo un portavoce dell’International Port Corp, la compagnia americana che ha organizzato il trasporto.

International Port Corp ha annunciato che il collegamento sarà ormai settimanale con una nave in partenza da Miami tutti i mercoledì. ‘Una volta là, l’equipaggio scarica tutto senza sbarcare e la nave riparte per Miami’, ha sottolineato il portavoce Leonardo Sanchez-Adega.

La società, che deve rispettare l’embargo totale decretato contro Cuba nel febbraio 1962 dal presidente americano John F. Kennedy, ha precisato di aver ottenuto un permesso speciale dalle autorità americane. Dal 1992 l’embargo Usa contro Cuba viene condannato regolarmente ogni anno dall’Assemblea generale dell’Onu a schiacciante maggioranza: nel settembre 2011, 186 Paesi lo hanno condannato, contro due voti a favore (Stati Uniti e Israele) e tre astensioni (Isole Marshall, Micronesia e Palau).

http://www.un.org/

La Nutella fa male, multata la Ferrero negli States: dovrà pagare 4 dollari per ogni confezione venduta

Multa salata per la Ferrero negli Stati Uniti. La filiale a stelle e strisce dell’azienda italiana che produce la Nutella dovrà versare 4 dollari per ogni singola confezione venduta negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2012 in seguito a una class action avviata da una madre californiana.

Secondo la donna, gli spot pubblicitari della Nutella diffusi negli States ‘non mettono in rilievo tutti gli elementi nutrizionali della crema spalmabile, in particolare i grassi’.

A febbraio scorso la mamma di un bambino di San Diego, tale Athena Hohenberg ha accusato la Ferrero di promuovere la Nutella come ‘un esempio di colazione equilibrata, gustosa e sana’. Al contrario, ha affermato la donna ‘la Nutella non è sana e nutriente come vogliono farci credere ed è simile a tanti dolci: contiene livelli pericolosi di grassi saturi’.

La Ferrero Usa, che ha raggiunto un accordo con i consumatori, si è impegnata a modificare alcuni spot pubblicitari sulla Nutella e a rendere più esplicita la tabella nutrizionale sulla confezione. Il gruppo dovrà sborsare in totale circa 3,05 milioni di dollari.

di seguito lo spot incriminato

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