Il movimento studentesco torna in piazza: Roma blindata, cortei in tutte le città

Sabato di cortei e sit-in a Roma, blindata e in massima allerta dopo gli scontri del 14 novembre scorso. In piazza studenti universitari e medi, professori, Cgil e Cobas. Nel pomeriggio è previsto invece un corteo dei militanti di CasaPound.

Il corteo non autorizzato degli studenti medi e universitari è partito da piazzale Ostiense e gli studenti hanno annunciato di voler raggiungere le vie del centro. ‘Non siamo noi ad alimentare le tensioni, noi non vogliamo fare gli scontri ma vogliamo riprenderci la libertà di manifestare vicino ai palazzi del potere’ dicono gli studenti. Secondo quanto si apprende il corteo dovrebbe attraversare Testaccio, Bocca della Verità, Teatro Marcello per raggiungere piazza Venezia. Ad aprire il corteo lo striscione ‘Contro crisi e austerità riprendiamoci la città’.

In prima fila ci sono anche gli ormai famosi book bloc, gli scudi con su scritti i titoli dei classici e altri slogan che gli studenti portano durante le manifestazioni. Tra gli altri slogan: ‘Non ci sarà zona rossa che tenga’, ‘Roma è antifascista’, ‘Voi mangiate sulla scuola, noi ignoranti e a digiuno’. Insieme agli studenti sfilano anche alcuni insegnanti: alcune professoresse del Liceo Seneca portano uno striscione con su scritto ‘Maestri laureati umiliati e offesi’.

Da piazza della Repubblica il corteo dei Cobas che terminerà a Piazza Santi Apostoli. Sempre i Cobas hanno organizzato un sit-in davanti al ministero dell’Istruzione. Previsto anche il sit-in della Cgil in piazza Farnese.

‘Torniamo in piazza subito dopo il 14 novembre – dichiara Federico del Giudice, portavoce della Rete della Conoscenza – per dimostrare come gli studenti non abbiano paura malgrado la spaventosa repressione ordinata dalla forze dell’ordine il giorno dello sciopero europeo e per rivendicare come la nostra generazione abbia la volontà di lottare contro le politiche di austerity che in Italia, come in altri paesi europei, hanno distrutto il welfare ed eliminato i diritti’.

‘Sono centinaia le scuole occupate in tutta in Italia per protestare contro l’ex Pdl Aprea e la privatizzazione della scuola pubblica – prosegue Roberto Campanelli, coordinatore dell’Unione degli studenti – oggi siamo in piazza e siamo partiti dalle nostre scuole per ribadire ancora una volta con forza, come fatto il 12 ottobre e il 14 novembre che non si può toccare la scuola pubblica. Manifestiamo al fianco di migliaia di docenti e di precari della scuola anche loro colpiti dalle misure di questo governo e contrari allo smantellamento del ruolo sociale della scuola’.

Oggi a Roma di nuovo in piazza anche gli studenti universitari. ‘Vogliamo riaprire il centro di questa città – dichiara Luca Spadon portavoce di Link coordinamento universitario – vogliamo poter manifestare sotto i palazzi del potere, come avviene in tutti i paesi europei, dove troppo spesso vengono prese delle decisioni sopra le nostre teste e pretendiamo i numeri identificavi sopra i caschi della polizia pratica anche essa in uso in tutta Europa’.

‘Oggi manifestiamo per sostenere due punti -afferma Piero Bernocchi leader dei Cobas: il continuo e progressivo immiserimento della scuola pubblica e quello generale italiano che nasce alla politica economica del governo. L’esecutivo sta provocando un vistosa recessione che produce disoccupazione: un laureato su due non trova lavoro e chi lo trova è precario”.

La tensione resterà alta nella Capitale anche nel pomeriggio: è previsto infatti il corteo dei militanti di CasaPound che partirà da Piazza Mazzini per arrivare a Ponte Milvio. Contemporaneamente si terrà un sit-in dei movimenti antifascisti in Piazza dell’Esquilino. Uno striscione con scritto ‘Roma è antifascista’, firmato Rete Comunista, è comparso stamattina all’uscita della metropolitana Colosseo ed è stato rimosso dalla polizia. Altri striscioni simili sono stati rimossi in altre zone di Roma.

Ma gli studenti oggi protestano in tutta Italia. In migliaia a Palermo sono scesi in piazza stamani paralizzando il traffico sin dalle prime ore del mattino. Dalle scuole occupate ed in agitazione sono partiti, in cortei non autorizzati sparsi per tutte la città, migliaia di ragazzi in direzione del concentramento previsto a piazza Politeama.

Flash mob, blocchi, slogan e persino una bara con su scritto ‘Cultura. Qui giace il nostro futuro’ per protestare contro ‘una vera e propria macelleria sociale nei confronti di tutti quei soggetti già vessati dalla crisi economica, studenti in primis’.

In corteo anche i sindacati della scuola. Ad accomunarli un’idea: quella che il mondo dell’istruzione sia ‘sotto attacco’. ‘E’ ormai chiaro che la spesa pubblica viene considerata come il male da evitare – spiegano l’Udu Palermo – Unione degli Universitari e la Rete degli studenti medi di Palermo -, ma anziché cercare alternative per rilanciare la crescita sociale, e non soltanto economica, del nostro Paese si preferisce tagliare tutto quello che è possibile tagliare, affinché possano essere rispettati gli interessi dei grossi privati bancari e finanziari. Il risultato di queste politiche provoca un impoverimento culturale e formativo della società e non fa altro che allontanare sempre più i giovani dai luoghi di studio e di dibattito’.

‘Per stimolare e chiedere ad alta voce una risposta concreta su questi temi – concludono – portiamo in piazza in maniera pacifica le nostre rivendicazioni e le nostre proposte al governo nazionale e a quello regionale, senza violenza ma con tanta determinazione perché siamo convinti che qualsiasi Governo debba preoccuparsi del futuro dei suoi cittadini e non dei conti in banca dei suoi creditori’.

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12 Ottobre tutti in piazza: studenti, universitari, ricercatori protestano contro i tagli

12 Ottobre tutti in piazza. La Cgil ha promosso la protesta del personale dell’istruzione. In piazza studenti, universitari e ricercatori. Le altre sigle sindacali proclameranno lo sciopero dopo il mancato accordo sugli scatti di anzianità del personale scolastico.

Nel quaderno delle lamentele anche i tagli a cui starebbe lavorando il ministro Profumo.

Nella legge di stabilità approvata dall’esecutivo Monti ci sarebbe una decurtazione di un miliardo sulla scuola, da concretizzare aumentando l’orario di lavoro dei docenti di medie e superiori per risparmiare sulle supplenze.

A Roma blitz davanti alla sede Ue: ‘Questo governo fa dell’Europa la sua bandiera. L’Europa però chiede una scuola di qualità’.

Da Roma a Milano, da Aosta a Palermo migliaia di studenti, docenti, personale Ata, dirigenti e operatori della formazione professionale sono scesi in piazza ‘contro i nuovi tagli della spending review, per il rinnovo del contratto fermo dal 2009 e la restituzione degli scatti, per modificare la legge sulle pensioni che impedisce l’ingresso di giovani docenti e Ata nella scuola, contro il nuovo concorso inutile e costoso e per un piano di stabilizzazioni che dia certezze al personale docente e Ata incluso nelle graduatorie, per chiedere finanziamenti adeguati e certi e investimenti in tecnologie e innovazioni’.

 Gli studenti in corteo a Torino hanno lanciato carote contro la sede del Miur per protestare contro la frase del ministro Francesco Profumo che nei giorni scorsi ha detto che con gli studenti serve il bastone e la carota. ”La settimana scorsa – hanno detto gli studenti ricordando gli scontri con la polizia dell’ultima manifestazione – con noi hanno usato il bastone. Oggi noi usiamo le carote”.

Hanno poi acceso anche alcuni fumogeni.

‘Siamo in 10 mila’. E’ il numero fornito dagli organizzatori del corteo romano della scuola dopo che il blocco degli studenti si è unito a quello degli insegnanti. E al corteo degli studenti di Roma spuntano le carote. ‘Sono per il ministro Profumo’, spiegano i ragazzi ‘che ha detto che gli italiani hanno bisogno un po’ del bastone e un po’ della carota. Gli diciamo tieniti bastoni e carote noi ci riprendiamo tutto, i nostri diritti il nostro futuro’.

Sono le 12:23  e il serpentone di manifestanti romano in questo momento ha imboccato via dei Fori Imperiali. Studenti in piazza in 90 città: ‘Non ci avrete mai come volete voi’. Contro la legge di stabilità, un miliardo di tagli alla scuola e 30 mila precari licenziati. Oggi anche lo sciopero generale della Flc-Cgil nella scuola

Intorno alle 14:15, dopo il lancio di carote al Miur, gli studenti bloccano viale Trastevere seduti in terra. ‘Siamo 100mila in tutta Italia’. Il corteo si sta sciogliendo dopo gli interventi degli studenti che tracciano bilancio della giornata.

Su Twitter #12ott#12ottobre#scuola#studenti

http://www.12ottobre.it/12_Ottobre_-_Mobilitazione_studentesca_nazionale.html

Blitz anti Green Hill, in manette 12 attivisti: hanno liberato alcuni beagle

Sono entrati ieri in uno degli allevamenti dediti alla vivisezione, riuscendo a liberare alcuni esemplari di Beagle destinati al mercato estero. Per dodici animalisti che da sabato scorso hanno presieduto il canile di Montichiari sono così scattate le manette. I reati contestati vanno dalla rapina impropria al furto aggravato da irruzione in proprietà privata, dalla violazione di domicilio all’occupazione di terreni ed edifici, dal danneggiamento alla resistenza e aggressione a pubblico ufficiale. Denunciato anche un minorenne. Gli attivisti tratti in arresto provengono dalla Romagna, Toscana, Torino, Treviso, Roma e Milano.

Secondo la Questura di Brescia durante la manifestazione di ieri, alla quale hanno preso parte numerosi collettivi fra cui anche Occupy Green Hill, erano in circa 1.400. Intorno alle ore 16.30, in prossimità dell’imbocco del sentiero che conduce alla collina   sede dell’azienda, uno spezzone si è staccato e alcuni animalisti hanno tentato ripetutamente di raggiungere il Green Hill attraverso i campi.

Gli attivisti sono stati fronteggiati e respinti diverse volte dai reparti delle forze dell’ordine ‘con manovre dissuasive senza che fosse operata alcuna violenza nei confronti dei manifestanti‘. Poco dopo, prosegue la versione della Questura, un gruppo di 150 manifestanti ha raggiunto le recinzioni da una zona boschiva e laterale. Anche questi sono stati bloccati, ma successivamente circa 30 persone ha fatto irruzione dalle recinzioni, utilizzando del materiale di risulta dell’azienda stessa e tronchesi.

Una decina di queste persone sono state bloccate tra la prima e la seconda recinzione e successivamente allontanate da personale della Digos.

Secondo Fermare Green Hill, l’azienda di Montichiari alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche e centri per la sperimentazione come lo Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande in Europa, ad avere rapporti commerciali con le sedi dell’azienda che si occupa dell’allevamento degli animali.

E sempre secondo Fermare Green Hill, ogni mese sono 250 i cani destinati a finire negli stabulari e sui tavoli operatori dei vivisettori.

Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano di cani beagle da laboratorio, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, l’attenzione si è spostata su Montechiari.

Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. ‘Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale’ denunciano gli animalisti. File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori’.

Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. Marshall è un nome tristemente noto in tutto il mondo in quanto è la più grande ‘fabbrica’ di cani da laboratorio che esista. Il beagle Marshall è addirittura uno standard di varietà.

Con l’acquisto di Green Hill come sede europea e la costruzione di un enorme allevamento in Cina, Marshall sta portando avanti un piano di espansione e di monopolio. Il progetto di ampliamento prevede la costruzione di altri capanni a Montichiari per arrivare ad avere 5.000 cani nell’allevamento Green Hill, che diventerebbe il più grande allevamento di cani beagle in Europa.

Si possono comprare cani di tutte le età, il prezzo varia dai 450 ai 900 euro anche per gli animali gravidi o che sia richiesto l’intervento chirurgico.

Aggiornamento

I cani tolti a Green Hill sono più di trenta, ma soltanto una decina fra questi sono stati affidati alla polizia e in parte all’Asl.

http://montichiaricontrogreenhill.blogspot.it/
http://www.occupygreenhill.it/
www.fermaregreenhill.net
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