Strage di Brindisi: il volto dell’assassino. Vantaggiato ‘Ho fatto tutto da solo’. E’ caccia ai complici

Perquisita a Porto Cesareo, vicino Copertino, l’imbarcazione di Giovanni Vantaggiato, il 68enne fermato per l’attentato di Brindisi, di fronte l’Istituto Falcone Morvillo, in cui è stata uccisa la 16enne Melissa Bassi. Il killer ha confessato di essere lui l’attentatore e di avere agito da solo, ma non è ancora chiaro il movente. Si cercano complici. Rabbia da parte dei familiari della ragazza rimasta vittima nell’esplosione. 

 ‘Chi ha ucciso mia figlia non è un padre, lui ha spezzato la mia famiglia e anche la sua’, ha detto il papà di Melissa Bassi.

Gli investigatori dello Sco e del Ros, reparti speciali della polizia, e la squadra mobile di Brindisi ce l’hanno fatta. Dopo ore e ore in cui hanno analizzato filmati e video della sorveglianza nei pressi dell’istituto, nei giorni prima e dopo l’attentato, hanno arrestato il colpevole. Hanno ricostruito un reticolo della zona, mettendo insieme e allineando le immagini di tutte le telecamere di sorveglianza e hanno selezionato alcune auto.

I sospetti sono ricaduti su una Yundai di cui è stata fotografata la targa. Gli investigatori sono così risaliti al proprietario, anche di una seconda auto, una Punto bianca. Poi la ricostruzione decisiva. La Punto usata per trasportare le bombole la notte prima dell’attentato, la Yundai per arrivare alla Morvillo Falcone, prima di premere il telecomando, innescare l’esplosione e andare via. E il cerchio si è stretto intorno a un uomo. Giovanni Vantaggiato, 68 anni, titolare di un deposito di carburanti a Copertino. Dicono sia stato lui e che abbia fatto tutto da solo. Ma si cercano altri colpevoli. Del resto il reato contestato è quello di strage aggravata dalla finalità di terrorismo in concorso.

‘Una somiglianza impressionante’ con l’uomo del chiosco di panini davanti alla scuola, che ha premuto il telecomando e alle 7:45 del 19 maggio, ha fatto esplodere le tre bombole.

Ieri pomeriggio, Giovanni Vantaggiato è stato portato in questura a Lecce. ‘Ho fatto io la bomba, ho costruito io il congegno, ho sistemato tutto e l’ho fatto esplodere’. E ha ricostruito con dettagli giudicati ‘attendibili e minuziosi’ tutti i passi con cui ha preparato la bomba. L’indagine è ancora aperta.

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