Allerta Tsunami per le Isole Salomone: dai 60 ai 70 i villaggi colpiti, 5 morti

isole_salomoneUn violento terremoto di magnitudo 8 sulla scala Richter ha colpito oggi le Isole Salomone, provocando almeno cinque morti sull’arcipelago e innescando un piccolo tsunami che ha raggiunto le coste nel Pacifico a migliaia di chilometri di distanza, tra cui quelle della Nuova Caledonia. Nessuna conseguenza invece in Giappone dove le autorità avevano chiesto alla popolazione di non avvicinarsi alle coste: sono state riscontrate solo piccole onde.

Il sisma è stato registrato alle 2.12 ora italiana, tra le Isole Salomone e le Vanuatu, a nordest dell’Australia, a una sessantina di chilometri dalle Isole di Santa Cruz colpite da una serie di forti scosse in questi ultimi giorni. Lo ha segnalato il Centro americano di geofisica (Usgs). Il sisma è stato seguito da una serie di scosse di assestamento, una delle quali di magnitudo 6,6 sulla scala Richter.

Onde inferiori al metro generate dal terremoto hanno raggiunto parte della riva delle Isole Salomone, delle Vanuatu e della Nuova Caledonia, prima che l’allerta tsunami nella regione fosse revocata, circa due ore e mezzo dopo la prima scossa. Fonti sanitarie dell’ospedale Lata a Santa Cruz hanno confermato la morte di cinque persone dopo l’arrivo sul litorale di un’onda anomala di circa 90 centimetri, secondo i dati a disposizione dello Usgs. Non è stato possibile nell’immediato attribuire queste vittime al terremoto o al successivo tsunami.

‘Una delle vittime è un bambino di sesso maschile, le altre sono tre anziane e un anziano’, ha aggiunto la fonte. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, l’onda sarebbe avanzata per 500 metri nell’entroterra, inondando Lata e villaggi limitrofi e distruggendo alcune abitazioni tradizionali. Da parte sua, il governo delle Isole Salomone ha riferito di quattro villaggi colpiti dallo tsunami.

‘Tra le 60 e le 70 case sono state danneggiate dalle onde che si sono abbattute su almeno quattro villaggi di Santa Cruz’, ha dichiarato il portavoce del primo ministro Gordon Darcy Lilo, ‘Le autorità tentano ancora di stabilire il numero esatto delle vittime e l’entità dei danni. Le comunicazioni con Santa Cruz sono difficili’, ha aggiunto.

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Giappone colpito da terremoto di magnitudo 7.3, pericolo tsunami, prima onda alta un metro

Giapponescossaditerremotodimagnitudo7320121207La prima onda di tsunami, alta un metro, ha toccato le coste giapponesi, dopo il violento terremoto di magnitudo 7.3 che ha colpito la regione nord-orientale dell’arcipelago, registrato alle 17.18 locali (9.18 in Italia) nelle acque del Pacifico, a dieci Km di profondità. L’onda è stata misurata alle 18:02 locali sulla costa della città di Ishinomaki, la più colpita dal terremoto dell’11 marzo 2011. Le autorità hanno lanciato l’allerta per tutta la costa pacifica del Giappone, cioè oltre 500 chilometri.

Lo tsunami potrebbe raggiungere fino ai due metri di altezza sulla costa della prefettura di Miyagi e 50 centimetri altrove, ha avvertito l’Agenzia meteorologica giapponese sul suo sito internet.

E torna la paura nucleare dopo Fukushima, anche se le autorità hanno fatto sapere che non è stato rilevato alcun danno. “Non abbiamo constatato nulla di anormale nei controlli dei sei reattori della centrale ‘Fukushima Daiichi‘, ha indicato l’azienda elettrica Tokyo Electric Power (Tepco). Ugualmente, anche presso l’altra centrale di Fukushima (Daini), che si trova a una decina di chilometri dalla prima, e a Onagawa, ‘non sono state registrate anomalie’, hanno indicato i media nipponici.

L’epicentro del terremoto è stato individuato nelle acque dell’Oceano Pacifico Settentrionale, a 492 chilometri da Tokyo, la capitale, dove gli edifici hanno tremato in modo evidente, secondo quanto riportato dalla televisione pubblica Nhk. Secondo l’Usgs, l’istituto sismologico americano, la profondità dell’ipocentro è di 32 chilometri. Il sisma è stato avvertito fino a Tokyo dove i palazzi hanno tremato.

Sospeso per precauzione il servizio di treni rapidi Shinkansen. Il primo ministro Noda ha subito interrotto la campagna elettorale – in Giappone si vota domenica 16 dicembre – per ritornare subito a Tokyo e  seguire la situazione.

L’urlo di Munch e la tazza da te di Lady Gaga: le vendite della settimana dagli Stati Uniti al Giappone

Dopo Seul e le contestazioni religiose alla star antireligiosa per eccellenza, Lady Gaga torna a far parlare di sè con la vendita di un oggetto fetish. Non è L’urlo di Munch, battuto durante l’ultima asta Sotheby’s a New York qualcosa come 119,9 milioni di dollari, diventando l’opera più costosa al mondo, ma è comunque una notizia.

In Giappone è stata messa in vendita la tazza da te di porcellana con l’impronta del rossetto della pop star usata durante una conferenza stampa. Per possederla i suoi fan nipponici sono disposti a sborsare 38 mila euro. Si tratta della tazza di porcellana munita di piattino, utilizzata dalla pop star americana a Tokyo tre mesi dopo la devastazione seguita al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo del 2011 e ha la scritta ‘Preghiamo per il Giappone’.

E sembra anche che qualche acquirente ci sia, disposto a spendere fino a 4 milioni di yen. E’ questo l’incredibile prezzo offerto a cinque giorni dalla chiusura della vendita online. I proventi saranno usati per consentire a giovani artisti giapponesi di studiare negli Stati Uniti. Si sono fatti avanti già 500 potenziali acquirenti.

Instancabile Lady Gaga,  a lavoro con un tour che a quanto pare continuerà a far discutere, arriva anche la notizia di un ruolo in Men in Black 3. L’artista internazionale comparirà nel film di Barry Sonnenfeld insieme a Will Smith e Tommy Lee Jones e Justin  Bieber.  Stefani Joanne Angelina Germanotta (vero nome di Miss Gaga) e Bieber saranno due alieni al fianco del regista Tim Burton, la cui presenza era già stata annunciata in precedenza.

Per assegnare L’Urlo il capolavoro del pittore norvegese sono bastati invece appena 12 minuti. Sette potenziali acquirenti si sono disputati l’opera stimata 80 milioni di dollari, rilanciando offerte che crescevano, superando i 10 milioni in un minuto. ‘Record mondiale‘ è stato invece l’urlo del banditore Tobias Meyer. L’urlo ha così superato Nudo, foglie verdi e busto di Picasso, che era stato venduto nel 2010 per 106,5 milioni di dollari.

Realizzato nel 1895, L’urlo venduto ieri era l’unica delle quattro versioni ancora nelle mani di un privato, il norvegese Petter Olsen, il cui papà era amico e sostenitore di Munch.

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