Palermo: scontri nella notte, carabiniere spara in aria

Scontri-carabinieri-Gesip-2-400x215Tensione e scontri questa notte a Palermo tra un gruppo di ex Pip e operai Gesip, che hanno rovesciato alcuni cassonetti per strada, e i carabinieri.

Davanti all’Assemblea regionale siciliana, dove c’è un presidio dei precari, una ventina di operai hanno iniziato ad inveire contro i militari e lanciare pietre. Uno dei carabinieri, per sedare gli animi, ha esploso otto colpi di pistola in aria. Un pregiudicato di 43 anni,  V. S., è stato fermato e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità. Una ventina le persone identificate. L’uomo fermato, che ha accusato un malore, è stato subito soccorso e trasportato in ambulanza all’ospedale Civico, dove i medici lo hanno dimesso con sei giorni di prognosi.

Questo il bilancio della notte di protesta a Palermo. Protagonisti lavoratoti precari che presidiavano l’Assemblea regionale impegnata in queste ore nel complesso varo della finanziaria. Nel corso della notte anche una sassaiola all’indirizzo dei carabinieri che poco prima avevano bloccato un uomo. Un militare per dissuadere i manifestati aveva anche sparato alcuni colpi di pistola in aria.

La scintilla dei tafferugli il rovesciamento di un paio di cassonetti in corso Alberto Amedeo, all’incrocio con piazza Indipendenza, con l’effetto di ostruire la carreggiata. Uno dei vandali era stato bloccato subito dai carabinieri mentre altri due erano fuggiti verso piazza del Parlamento chiedendo man forte ai lavoratori che stazionavano per la loro manifestazione. A seguire una sorta di marcia verso la caserma. I manifestati sono stati dispersi dopo l’arrivo dei rinforzi dei carabinieri.

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‘Severe le omelie del sacerdote’ e lo uccide

UCCISO PARROCO A TRAPANI, CADAVERE TROVATO IN CHIESAE’ Antonio Incandela, 33 anni, della frazione di Fulgatore (Trapani), l’uomo arrestato dai carabinieri perché accusato di essere l’assassino del parroco della frazione trapanese di Ummari, don Michele Di Stefano di 79 anni, originario di Calatafimi, ucciso con colpi di bastone nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, mentre dormiva nell’appartamento attiguo alla chiesa Gesù, Maria e Giuseppe.

Secondo quanto riferito dall’arrestato, sarebbe rimasto irritato da alcune severe omelie del sacerdote. Padre Di Stefano fu parroco della frazione di Fulgatore per 41 anni prima di essere trasferito a Ummari.

Ha ammesso l’omicidio dopo un interrogatorio durato tutta la notte e ha spiegato anche il movente: è una confessione piena quella di Antonio Incandela. L’indagato, con precedenti per incendio, ha detto ai pm coordinati dal procuratore di Trapani Marcello Viola di non sopportare le omelie del sacerdote: don Michele avrebbe abbondato in particolari sui ‘misfatti’ della piccola comunità rendendo riconoscibili le identità delle persone a cui si riferiva. L’uomo non avrebbe problemi mentali e secondo gli inquirenti, che lo seguivano da tempo, avrebbe anche una notevole abilità nello sfuggire alle indagini. Incandela era disoccupato e aveva vissuto, negli ultimi tempi, a Pantelleria.

A tradire Antonio Incandela, arrestato per l’assassinio di don Michele Di Stefano, è stato l’uso del bancomat del parroco che, secondo la sua versione fornita agli inquirenti, ha rubato per simulare una rapina. La stessa notte del delitto lo scorso 26 febbraio, il presunto omicida ha effettuato un prelevamento di 250 euro presso un istituto di credito di Fulgatore. Alle 6 del mattino ha tentato un altro prelevamento a Trapani e l’indomani a Marsala. Ma questi ultimi due tentativi sono falliti. La svolta – come hanno sottolineato in conferenza stampa il procuratore Marcello Viola ed il sostituto Massimo Palmeri – è avvenuta quando la madre di Incandela ha denunciato ai carabinieri lo smarrimento di una carta postamat con la quale il giovane ha effettuato un prelevamento di 200 euro. Confrontando le immagini riprese dalle videocamere delle banche e della posta, anche se sono di cattiva qualità, gli inquirenti hanno notato delle somiglianze. Hanno fatto quindi vedere il filmato ripreso dalla telecamera di Poste italiane alla madre, che ha riconosciuto il figlio. Fermato ed interrogato, il giovane ha ‘confessato’ fornendo particolari che solo gli investigatori e l’assassino potevano sapere, puntualizza il sostituto procuratore Palmeri.

Bimbo di 4 anni muore soffocato durante la refezione in una scuola di Napoli

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Un bambino di quattro anni è morto soffocato da un boccone di mozzarella che aveva inghiottito durante l’ora di refezione nella scuola materna Minucci di via Bernardo Cavallino, a Napoli. Il piccolo ha mostrato subito segni di soffocamento e in attesa dell’arrivo dell’ambulanza, è stato portato d’urgenza in auto da personale scolastico all’ospedale Cardarelli, dove è giunto privo di vita. Inutili i pur tempestivi soccorsi. In ospedale anche i genitori avvisati di quanto accaduto.

Prima udienza del Papa dopo le dimissioni: ‘Ho lasciato in piena libertà, pregate per me’

pope-benedict-xvi_0‘Ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato, in piena libertà per il bene della Chiesa dopo aver pregato a lungo ed esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto ma altrettanto di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con la forza che esso richiede’.

Così Papa Benedetto XVI conferma e spiega la sua decisione di dimettersi in aula Paolo VI per l’udienza generale del mercoledì, la prima dopo l’annuncio, rivolgendosi agli 8mila fedeli che gremivano l’Aula Nervi. ‘Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il quale non le farà mancare la sua guida e la sua cura. Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro papa, il Signore ci guiderà’ ha concluso il Pontefice.

La Santa Sede: conclave dopo il 15 marzo

‘L’inizio del Conclave deve essere stabilito tra i 15 e i 20 giorni dall’inizio della sede vacante. Se tutto si svolge senza problemi si può pensare che inizierà dal 15 marzo in poi’. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, spiegando che la decisione della data ‘spetta ai cardinali riuniti nelle congregazioni generali’. Nella costituzione apostolica, infatti, si dice che da quando inizia la sede vacante hanno inizio queste congregazioni in preparazione del conclave, che hanno adempimenti giuridici e una ‘funzione importante di conversazione e di scambio sui problemi e la situazione della chiesa in modo da maturare criteri in funzione dell’elezione’. In modo, ha aggiunto padre Lombardi, da “arrivare ai giorni chiave del conclave con una preparazione’.

Nei prossimi giorni si procederà con la nomina del nuovo presidente dello Ior

 Un fitto calendario di incontri pubblici e udienze private, così saranno scandite queste ultime due settimane di pontificato di Papa Benedetto XVI.

Domani Benedetto XVI incontrerà i suoi sacerdoti, quelli della diocesi di Roma, per un appuntamento tradizionale nel quale, a braccio, risponderà anche alle domande di alcuni di loro. Appuntamento che si svolgerà nell’Aula Paolo VI in Vaticano.

Venerdì 15 febbraio, invece, alle 11 il Papa riceverà in udienza il presidente della Romania e, quindi, i vescovi della Liguria.

Sabato, invece, l’agenda papale prevede gli incontri con il presidente del Guatemala, con un gruppo di vescovi della Lombardia e, nel pomeriggio, con il premier mario Monti.

Domenica, invece, nuovo appuntamento pubblico con l’Angelus in piazza San Pietro ed inizio degli esercizi spirituali, predicati dal presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, card. Gianfranco Ravasi.

Tra i principali appuntamenti dopo gli esercizi spirituali, Benedetto XVI incontrerà alle 11.30 di sabato 23 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quindi, mercoledì 27 febbraio a poche ore dal suo addio, nuovo incontro con i fedeli, questa volta in piazza S.Pietro per l’ultima udienza generale.

Infine, prima di lasciare il Palazzo Apostolico, per recarsi in elicottero nella residenza di Castelgandolfo, il Papa vedrà, per un saluto, i cardinali del Sacro Collegio.

Libia: sospesa temporaneamente l’attività del Consolato a Bengasi

de_sanctis_console_italiano_bengasiPer motivi di sicurezza il Governo italiano ha disposto la sospensione temporanea dell’attività del Consolato Generale a Bengasi. Il personale dipendente farà rientro in Italia nelle prossime ore.

Anche in relazione alla decisione assunta, il Governo italiano, dice la Farnesina, si è tenuto in queste ore in costante contatto con il Governo libico, cui è stato nuovamente confermato il sostegno italiano all’azione di consolidamento democratico e istituzionale condotta dalle Autorità di Tripoli.

Tentativi di destabilizzazione quali l’attentato terroristico compiuto sabato scorso contro il Console Generale Guido de Sanctis dimostrano la necessità che la comunità internazionale intensifichi il sostegno alle Istituzioni e al Popolo libico.

Sabato scorso il console italiano è scampato a un attentato a Bengasi, seconda città della Libia, dove a settembre furono uccisi l’ambasciatore statunitense e altri tre membri della missione americana.

Sallusti: respinta istanza di carcerazione, il giudice conferma i domiciliari

SallustiIl giudice di Milano Guido Brambilla ha respinto oggi l’istanza degli avvocati di Alessandro Sallusti che chiedevano la revoca degli arresti domiciliari e il carcere per il giornalista, che continuerà dunque a scontare la pena nell’abitazione della compagna.

E’ quanto hanno riferito oggi fonti giudiziarie.

Sabato scorso gli avvocati di Sallusti – che il giorno prima ha ottenuto i domiciliari – avevano presentato il ricorso.

Sallusti, condannato a 14 mesi di carcere per diffamazione, ha ripetuto più volte di voler scontare in carcere la sua pena, sostenendo di non avere i requisiti per i domiciliari e di non volere trattamenti di favore.

Intanto il direttore verrà processato giovedì 6 dicembre per direttissima per evasione: sabato scorso, arrestato in redazione dove aveva passato tutta la notte e portato ai domiciliari, è evaso ed è stato riarrestato. Un gesto simbolico, ha spiegato, con il quale non è riuscito però a farsi portare a San Vittore come avrebbe voluto: è stato, infatti, rimandato agli arresti domiciliari a casa della compagna Daniela Santanchè.

Sallusti può telefonare e uscire due ore al giorno, dalle 10 alle 12.

Secondo la normativa in vigore, la domanda di grazia è diretta al presidente della Repubblica e va presentata al ministro della Giustizia. E’ sottoscritta dal condannato, da un suo prossimo congiunto, dal convivente, dal tutore o curatore, oppure da un avvocato. Però né da Sallusti (il quale su un tweet annuncia che riprenderà a scrivere) né dalla sua compagna Daniela Santanchè, che pure potrebbe prendere l’iniziativa, vengono segnali di una possibile richiesta in questo senso al presidente della Repubblica.

Del resto il direttore de Il Giornale, aveva nei lunghi giorni di questa tormentata vicenda, ribadito di non avere intenzione alcuna di chiedere la grazia, anzi sottolineando a più riprese il mancato intervento diretto di Napolitano ‘per difendere la libertà di espressione’. L’art. 681 del codice di procedura penale però prevede anche che la grazia possa essere concessa di ufficio e cioè in assenza di domanda e proposta, ma sempre dopo che è stata compiuta l’istruttoria.

Il paracadutista Felix Baumgartner in caduta libera dallo Spazio

Felix-Baumgartner Ready-Set-Go

Felix-Baumgartner Ready-Set-Go (Photo credit: My Private Geek)

Un lancio da tre record e capace di infrangere il muro del suono. Il paracadutista austriaco Felix Baumgartner è salito fino ai limiti dell’atmosfera terrestre a bordo di una capsula sollevata da un pallone gonfiato a elio da 200 metri di diametro. Raggiunti i 39 mila metri da terra dopo due ore e mezzo, è saltato nel cielo del Nuovo Messico, trasformandosi in un proiettile umano in grado di superare di 1,24 volte la barriera del suono.

Baumgartner in caduta libera per 4 minuti e 20 secondi ha raggiunto la velocità di 1.341,9 chilometri orari, battendo il record di velocità in caduta libera, il record d’altezza raggiunto da un uomo sollevato da un pallone aerostatico e il record per il salto più alto mai realizzato in caduta libera.

9 minuti e 3 secondi in tutto per un lancio da 39 mila metri, cominciato con un passo nel vuoto ai limiti dallo spazio. Il momento più emozionante: quando il portellone della capsula si è aperto. ‘Lassù ti rendi conto di quanto sei piccolo’, racconta il paracadutista, che ha ammesso: ‘Ho sperato solo di uscirne vivo’.

Arrestato il direttore delle Poste del Senato per spaccio di cocaina

Il direttore dell’ufficio delle Poste del Senato è stato arrestato dai carabinieri per spaccio di cocaina. L’uomo è ritenuto il braccio destro di un boss albanese che gestiva i pusher nella parte sud dell’hinterland romano.

L’arresto è avvenuto nell’ambito di una alleanza italo-albanese per il rifornimento e lo spaccio di cocaina nel territorio della provincia a sud della Capitale. L’organizzazione è stata scoperta dai militari della Stazione Valmontone che, alle prime luci dell’alba, hanno avviato la notifica di 10 misure cautelari (6 in carcere e 4 agli arresti domiciliari) nei confronti di 3 albanesi e 7 italiani.

Con Orlando Ranaldi, di 53 anni, originario di Olevano Romano, in manette anche un vigile urbano del Comune di Valmontone, Stefano Gallo, e un autista della Cotral, Alessandro Mele, che si sarebbero prestati, anche con le loro auto di servizio, a smerciare droga per conto della banda. Sono state avviate decine di perquisizioni nei confronti di altri soggetti legati a vario titolo alle attività della banda.

Durante l’indagine, durata circa sette mesi, sono stati arrestati diversi soggetti in flagranza di reato e sono state sequestrate centinaia di dosi di cocaina.

Dal Senato fanno subito sapere che si tratta di un dipendente delle Poste e non di palazzo Madama.

Keo, la delfina che partorisce in diretta

Un parto di delfini in diretta: è successo alle Hawaii, all’Hilton Waikoloa Village, dove mamma Keo, 12 anni, ha dato alla luce la sua prima figlia, che ancora non ha un nome. Il parto è avvenuto dopo un’ora di travaglio.

‘Abbiamo incrociato le dita sperando che andasse tutto bene’, spiega Michelle Campbell, direttrice degli Animali marini del Dolphin Quest Hawaii. ‘Noi l’abbiamo solo sostenuta da dietro assicurando che stessero bene entrambe’.

La nascita di un delfino in cattività è molto rara come la ripresa subacquea di questo momento pieno di magia.

Dopo il periodo iniziale di cura di 30 giorni, i  trainers selezioneranno un nome per la nuova baby delfina. I visitatori possono vedere la nuova piscina per bambini con la mamma al Dolphin Quest Hawaii all’Hilton Waikoloa Village. La figlia di Keo è il 18° delfino e la prima di seconda generazione di mammiferi ad essere nato nel parco marino del Dolphin Quest inaugurato nel 1988 per la conservazione e l’educazione della specie.

http://www.dolphinquest.com/

Strage di Brindisi: tornano a scuole le studentesse ferite

  Tornano a scuola le studentesse coinvolte nella strage di Brindisi. Intercettato l’artefice dell’agguato in cui morì Melissa, una studentessa di 16 anni e altre 7 rimasero ferite, restano i segni sui corpi delle ragazze tornate alla quotidianità. ‘Il nostro obiettivo sarà ripristinare forme di normalità con il lavoro quotidiano’. A parlare è Rosanna Maci, la preside dell’Istituto Professionale ‘Morvillo Falcone’ il 19 maggio scorso luogo dell’attentato in cui restò uccisa la giovane vittima. 

Alle 8 hanno fatto ingresso in aula gli studenti delle prime classi, alle 8,50 è arrivato il pulmino con le 7 ragazze rimaste ferite nell’attentato. Dopo un saluto in presidenza, sono state accolte dall’applauso delle compagne che le attendevano nell’atrio. ‘Io vengo da un altro istituto – ha detto ancora la preside Maci- e mi sto mettendo adesso nelle problematiche della ‘Morvillo Falcone’ seguendo due direttive: il supporto psicologico a tutta la scuola e l’organizzazione del lavoro, perché hanno bisogno di lavorare.

Il gruppo di psicologi inviato dal Ministero che ha seguito le ragazze sinora termina il proprio lavoro il 15 settembre e non so se sarà riconfermato. Da parte mia – ha concluso la preside- ritengo che il supporto psicologico non possa essere interrotto.’

Le studentesse hanno chiesto alla preside di osservare un munito di silenzio e di poter portare dei fiori sul banco di Melissa. Durante l’estate le compagne di classe della studentessa hanno ridipinto le pareti dell’aula e chiesto alla dirigente scolastica di poter frequentare le lezioni nella stessa aula di sempre.

https://cookednews.wordpress.com/2012/05/21/attentato-brindisi-oggi-i-funerali-della-studentessa-nuovo-vertice-in-procura-con-il-ministro-degli-interni/
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