Macao resta. Gli occupanti di ex Torre Galfa in tenda sotto il grattacielo

Hanno dormito in tenda, tutti in piazza Macao. Lo spazio pubblico a ridosso del chilometrico grattacielo Ligresti, in pieno centro a Milano, è stato trasformato in Occupy Torre Galfa. A restare gli occupanti in assemblea permanente, che negli scorsi giorni hanno iniziato i lavori per trasformare in un luogo dedicato all’arte e alla cultura un edificio in disuso da quindici anni. Si continua oggi con un’assemblea pubblica, in streaming dalle 10,30 sul canale Macao del sito e a Macao centro per le arti e la cultura – via galvani angolo via fara a Milano.

Rimane in forse la proposta del sindaco Giuliano Pisapia, di occupare i locali dell’ex Ansaldo, in parte già affidati al Teatro La Scala.

Ieri pomeriggio il sindaco è arrivato sotto la Torre Galfa, offrendo  al presidio ‘alcuni spazi’ alternativi all’ex Ansaldo di via Tortona ed è rimasto ad ascoltare i manifestanti intervenuti all’assemblea. ‘Mettiamo a disposizione un edificio molto bello – ha detto – all’ex Ansaldo per tutti i soggetti che vogliono ricreare cultura a Milano. Sarà disponibile tra pochissime settimane’ ha aggiunto.

Si tratta dell’ex complesso industriale dei primi del Novecento acquistato negli anni Novanta dal Comune proprio con lo scopo di promuovere e diffondere iniziative culturali. Palazzo Marino ha concesso da tempo sette padiglioni al Teatro alla Scala, dove oggi sorgono il palcoscenico prove, i propri archivi con 80.000 costumi di scena, la falegnameria e la mensa. In un’altra parte dell’immobile sono invece quasi finiti i lavori per realizzare lo spazio museale progettato da David Chipperfield, 5mila metri quadrati in vetro e acciaio. L’area è anche un punto di riferimento consolidato durante il Salone del mobile e le settimane della moda.

Pisapia, dopo una riunione con gli assessori, ha deciso di collocare negli spazi vuoti dell’ex fabbrica dell’Ansaldo in via Tortona una ‘Officina per la creatività a Milano al servizio dell’innovazione, della cultura e della partecipazione cittadina’.

La giunta sta intanto lavorando all’istituzione di un registro dei beni immobiliari pubblici disponibili e potenzialmente al servizio delle energie creative e culturali diffuse nel territorio milanese. Altro obiettivo è quello di individuare il patrimonio privato di spazi sfitti e invenduti a Milano e istruire con le proprietà un percorso condiviso per un loro prossimo utilizzo. C’è infine il progetto di raccogliere, proprio attraverso l’Officina, anche con bandi pubblici e incontri, ‘tutti coloro che hanno idee, progetti innovativi e sperimentali che riguardano la cultura e l’innovazione a Milano’.

‘Non è una questione di spazi, è questione di democrazia’, ribadiscono i manifestanti, in centinaia sotto il grattacielo ribattezzato a Macao chiedono di firmare l’appello.

http://www.macao.mi.it/appello
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Torre Galfa sgomberata. Macao, macao! Il Nobel Dario Fo sostiene l’occupazione

Sgomberata Torre Galfa a Milano, l’edificio di Ligresti nel centro del capoluogo meneghino, occupato dai lavoratori dell’arte e dello spettacolo e ribattezzato Macao. Sul posto anche Dario Fo, protagonista della protesta su Twitter con un hashtag che richiama all’occupazione. Un’assemblea con il sindaco Pisapia deciderà le sorti della protesta. E a quanto pare, l’intenzione è di continuare.

Agenti in tenuta antisommossa sono intervenuti questa mattina, intorno alle 6, identificando una ventina di occupanti. Il proprietario dell’edificio ha inviato un container per gli effetti personali.

Torre Galfa, grattacielo in zona Garibaldi, è stato occupato una decina di giorni. Trentadue piani di proprietà del gruppo Ligresti, vuoto da anni, all’interno del quale sono entrati gli operatori della cultura per ribadire la necessità di propri spazi, proprio come il TeatroValleOccupato a Roma, il teatro Coppola a Catania, il movimento i Cantieri che vogliamo per la riapertura dei Cantieri culturali della Zisa a Palermo e il TeatroGaribaldiAperto, sempre nel capoluogo siciliano.

All’interno dell’edificio di Ligresti ci sono ancora alcuni occupanti. ‘Nessuna intenzione a creare problemi – hanno detto – la resistenza è stata sempre passiva’.

Nel frattempo alla base del grattacielo si sono radunate centinaia di persone, grazie agli appelli lanciati attraverso i social network, che hanno dato vita a una assemblea pubblica contro lo sgombero alla quale stanno partecipando il premio Nobel Dario Fo e il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo.

Il sindaco, Giuliano Pisapia, ha convocato per le 12:30 una riunione informale con gli assessori ‘che possono contribuire ad affrontare positivamente questo tema. Ho sempre pensato – ha detto il sindaco – che alla domanda di innovazione, cultura e partecipazione si risponde con il dialogo e il confronto. Gli sgomberi non danno una soluzione ma pongono ulteriori problemi. Oggi ancora di più sento il dovere di dare una risposta positiva, nel rispetto delle regole, alla domanda che nasce dalla città di spazi per la cultura, la creatività e l’aggregazione giovanile’.

Occupy Torre Galfa ovvero Macao invade Milano

Il 5 maggio la scritta ‘Si potrebbe anche pensare di volare’, viene srotolata dal 31° piano della Torre Galfa, un grattacielo nel centro direzionale della città, ma ormai in disuso da più di 15 anni. All’urlo di ‘Macao, macao!‘ artisti, musicisti, attori, danzatori, grafici e video maker occupano. Il sogno del Collettivo Macao è di farne un centro per le arti, un posto da adibire a spazio sociale, per la libera espressione della creatività, in pieno centro a Milano. Un po’ come il Leoncavallo eloggiata da Sgarbi prima che diventasse sindaco a Salemi, in Sicilia, attirando l’attenzione di Oliviero Toscani, assessore alla cultura, e di Bill Gates che ha acquistate un enorme patrimonio immobiliare nel centro storico del paese nell’entroterra siciliano, da riqualificare.

Durante i giorni di occupazione è stata avviata una petizione e raccolte migliaia di firme, per strappare Torre Galfa al grigiore e all’abbandono e trasformarla in un uno spazio libero e aperto alle molteplici forme dell’arte.  Alla notizia dello sgombero è arrivato subito Dario Fo schierato dalla parte di Macao insieme a Francesca Comencini, Lella Costa, Valerio Mastrandrea, Elio Germano e altri dello spettacolo e della cultura.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha spiegato che l’amministrazione locale non poteva in alcun modo intervenire per fermare lo sgombero. Sulla torre di proprietà Fonsai Ligresti, vuota da 15 anni, il comune non può proferire parola. E semmai è da attribuire ad altre istituzioni, come la questura e la prefettura, la volontà di far tornare vuota l’immensa struttura occupata.

Intanto i giovani dei collettivi lanciano catene di commenti e proteste su Twitter da questa mattina. L’hashtag: #Macao è uno dei più seguiti sul social network, specie per dire che per liberare Torre Galfa, può essere fatto molto di più, da parte di tutti.

‘In via Galvani a Milano, dopo il pirellone, cè un grattacielo aperto a tutti belli e brutti’


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