Media freedom call: join the global day of action for press freedoms around the world

#journalismisnotacrime #freeAJstaff #PressFreedom #Cookednews

Join the global day of action for press freedoms, when rallies will be held around the world 

Three Al Jazeera English journalists have been imprisoned in Egypt since 29th December 2013.

They have suffered harsh conditions, solitary confinement, denied medical treatment and are now on trial for charges related to terrorism, along with six other foreign journalists being tried in absentia.

Peter Greste, Mohammed Fahmy and Baher Mohamed, who were simply doing their jobs, are being tried in Cairo, charged with terrorism-related offences and “spreading false news“.

Another Al Jazeera Arabic reporter, Abdullah Al-Shami, has been in prison since August 14 and has been on hunger strike for more than 30 days.

And they are not the only press to be incarcerated by the Egyptian authorities.

Journalists are not terrorists. They risk their lives to shed light on abuse, suffering and injustice around the world. They are our eyes and ears, as well as our voices. An attack journalism is an attack on everyone who values the freedom to speak their minds and know the truth.

Please join the world’s press in a Global Day of Action on Thursday 27th February with peaceful demonstrations, silent protests and individual images that will send a message to Egypt and the world: if you silence the press, you silence us all.

The following is a list of demonstrations, open to both the public and the media, organised so far:


Tokyo, Japan –
 Solidarity stand outside the Foreign Correspondents’ Club, Yurakucho Denki North Building 20F Yurakucho 1-7-1, Chiyoda-ku,1GMT, 10am local time.

Ramallah, Palestine – Solidarity stand at the Manara Roundabout, 9 GMT, 11am local time.

Gaza, Palestine – Solidarity stand Outside the Al Jazeera bureau, Burj al-Jalaa (al-Jalaa Tower), 9GMT, 12pm local time.

Istanbul, Turkey – Solidarity stand outside Outside the Egyptian consulate, 9GMT, 11am local time.

Khartoum, Republic of Sudan – Solidarity stand outside the Al Jazeera Bureau, Al Baladiya Street, Building: Institute of Arab Development and Agricultural Investment, 9GMT, 12pm local time.

Jerusalem – Solidarity stand at Zeitoun Hill, 10GMT, 12pm local time

Amman, Jordan –  Solidarity stand outside the Al Jazeera bureau, Jabal Amman, 2nd Roundabout, 10GMT, 12pm local time.

Ankara, Turkey – Solidarity stand with our journalists outside the Al Jazeera bureau, Karom Shopping Center, Çankaya 11GMT, 1pm local time.

Beirut, Lebanon – Solidarity stand at Martyrs’ Square, 11GMT, 1pm local time

Berlin, Germany –  Brandenburg Gate, 11 GMT, 12pm local time.

London, UK –  Trafalgar Square, 12 GMT, 12pm local time.

At the same time, silent protests are called for in newsrooms, offices, shops, commuters, tourists, pedestrians – everyone, everywhere. To show support, take a selfie with your mouth taped shut and share it via social media with the #FreeAJStaff tag.

Nouakchott, Mauritania –  Solidarity stand outside Al Jazeera Bureau, Mamado Konatee Stree, City Center Tent, 12GMT, 12pm local time.

Tunis, Tunisia – 
Solidarity at Tunis Center for Press Freedom, 4 Rue de Mexique, 12GMT, 1pm local time

Toronto, Canada – Toronto’s Nathan Phillips Square, 17GMT, 12pm local time.

Montreal, Canada: Egyptian Consulate in Montreal, 1000 de la Gauchetière O., Montréal, 17GMT, 12:00pm

Rio de Janeiro, Brazil –  
Journalists and the general public are encouraged to take a photo with a “Journalism is not a Crime” sign at “Posto 7” in Arpoador Beach 2030GMT, 5:30pm local time.

Also, a plane pulling a banner reading #FreeAJstaff will fly over over Rio de Janeiro’s famous beaches of Leblon, Ipanema, Copacabana 1730GMT – 2030GMT, 2:30pm – 5:30pm local time.

Washington, DC, US- Newseum, 555 Pennsylvania Ave NW, 21GMT – 2230GMT, 4pm – 5:30pm local time.

Sydney NSW, Australia – Martin Place, 130GMT, 12:30pm local time.

San Francisco, US- Justin Herman Plaza, 4 Embarcadero Centre, 2GMT – 4GMT, 6pm – 8pm local time.

Source:
Al Jazeera

#pressfreedom #FreeAJStaff #JournalismIsNotACrime #Cookednews

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Corea del Nord si sta preparando ad effettuare un test, Corea del Sud e Stati Uniti alzano il livello di allarme

missili-musudanCorea del Sud e Stati Uniti hanno alzato il livello di allarme delle proprie forze congiunte dopo aver rilevato che la Corea del Nord si sta preparando ad effettuare un test per un missile di media gittata.

Fonti di Seul e statunitensi hanno riferito che un nuovo missile mai precedentemente sperimentato da Pyongyang, con una gittata di 3mila chilometri, è stato allestito in modalità di lancio. L’agenzia Yonhap riferisce che due missili nordcoreani del tipo Musudan sono stati spostati sulla costa orientale del Paese. Il missile Musudan, riporta la Bbc, è stato presentato in occasione di una parata militare nel 2010, ma mai predentemente impiegato.

Patriot a TaiwanL’ipotesi di lanci missilistici indiscriminati da parte della Corea del Nord ha indotto anche Taiwan a proclamare lo stato di allerta per le proprie Forze Armate, sebbene l’isola sia considerata di fatto troppo lontana per poter diventare davvero l’obiettivo di un eventuale attacco: lo ha reso noto il capo degli stati maggiori riuniti, generale Yen Ming, secondo cui sono gia’ stati attivati i sistemi di primo allarme, e schierate batterie di missili anti-missile ‘Patriot’In Corea del Nord la stampa dà ampio risalto a minacce di trasformare in un ‘campo di battaglia’ il Giappone, con attacchi alle principali città – Tokyo, Osaka o Kyoto – in caso i giapponesi facciano azioni che provochino l’inizio dello scontro armato. In un editoriale pubblicato dal quotidiano del partito unico nordcoreano, Rodong Sinmun, il regime minaccia anche di ‘distruggere’ il Giappone se agisce politicamente contro Pyongyang.

Cyberguerra. La Corea del Sud ha accusato Pyongyang di essere all’origine del ‘cyber attack’ che, il 20 marzo, paralizzò le tre principali banche del Paese ed altrettanti emittenti sudcoreane. L’inchiesta sulle tracce e i codici lasciati nel corso dell’attacco ha fatto risalite all’intelligence nordcoreana, ha detto una fonte del Kisa, l’Agenzia coreana per l’Internet e la Sicurezza. ‘E’ stato un attacco premeditato, ben pianificato’, ha spiegato un portavoce, ‘abbiamo raccolto moltissime prove’ che dimostrano la Corea del Nord avesse preparato l’attacco ‘da almeno 8 mesi’.

Algeria, libertà per 100 dei 132 stranieri in ostaggio

in AmenasLe forze algerine hanno liberato circa 100 dei 132 stranieri tenuti in ostaggio da un gruppo di islamici nel giacimento di gas nel Sahara.

Lo ha detto a Reuters una fonte della sicurezza, aggiungendo che non è chiara la sorte degli altri – se siano ancora in ostaggio o se siano stati uccisi – dato che la situazione “evolve molto rapidamente”.

In precedenza una fonte algerina aveva detto erano circa 60 gli stranieri ancora in ostaggio o dispersi spiegando che non era chiaro quanti di questi 60 stranieri fossero ancora direttamente nelle mani dei rapitori e quanti invece potessero essere nascosti nel complesso.

Intanto, mentre le potenze occidentali chiedono di essere informate sui dettagli del raid che, a loro dire, l’Algeria ha lanciato senza informarle, una fonte locale ha spiegato che il complesso è ancora circondato dalle forze speciali algerine.

Trenta ostaggi, compresi diversi occidentali, sono stati uccisi nell’assalto di ieri dell’aviazione algerina insieme ad almeno 18 dei rapitori, secondo quanto riferito da una fonte locale.

Tra gli almeno sette ostaggi stranieri uccisi ci sono, secondo la fonte algerina, due giapponesi, due britannici e un francese.

La crisi algerina costituisce per il Nord Africa una grave escalation, dopo il pesante intervento militare francese in Mali per combattere gli islamici nel nord del paese, oltre ad essere un duro colpo per la vitale industria petrolifera algerina.

In precedenza anche l’agenzia di stampa algerina ‘Aps’, citando una fonte della sicurezza, aveva detto che all’interno del giacimento c’erano sono ancora alcuni militanti che trattenevano degli ostaggi.

I sequestratori hanno invitato stamane i cittadini algerini a restare lontano dalle installazioni di società straniere, minacciando nuovi attacchi, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa mauritana ‘Ani‘, che cita un portavoce del commando.

Un ingegnere irlandese liberato ha raccontato di aver visto quattro jeep piene di ostaggi fatte saltare in aria dall’esercito algerino, i cui comandanti hanno detto di essere entrati in azione dopo 30 ore dall’inizio dell’assedio perché i sequestratori avevano chiesto di portare gli ostaggi all’esterno.

Intanto un aereo Usa è atterrato vicino all’impianto per evacuare gli americani coinvolti, ha riferito una fonte locale.

Il blitz delle forze speciali algerine ha creato reazioni di disappunto nei governi occidentali, che devono fare i conti con la morte di propri cittadini a causa di un intervento non concordato con il governo locale.

Parigi ha posto il problema della capacità dell’Algeria di difendere gli impianti energetici che sono vitali per l’economia occidentale. Il governo giapponese ha detto che l’intervento è stato disastroso, ma Tokyo si lamenta soprattutto per non essere stata adeguatamente informata.

Il commando – che ha agito in ritorsione alle operazioni francesi in Mali – secondo le fonti algerine era guidato da Mokhtar Belmokhtar, un veterano dell’Afghanistan e della guerra civile algerina degli anni 90.

Giappone colpito da terremoto di magnitudo 7.3, pericolo tsunami, prima onda alta un metro

Giapponescossaditerremotodimagnitudo7320121207La prima onda di tsunami, alta un metro, ha toccato le coste giapponesi, dopo il violento terremoto di magnitudo 7.3 che ha colpito la regione nord-orientale dell’arcipelago, registrato alle 17.18 locali (9.18 in Italia) nelle acque del Pacifico, a dieci Km di profondità. L’onda è stata misurata alle 18:02 locali sulla costa della città di Ishinomaki, la più colpita dal terremoto dell’11 marzo 2011. Le autorità hanno lanciato l’allerta per tutta la costa pacifica del Giappone, cioè oltre 500 chilometri.

Lo tsunami potrebbe raggiungere fino ai due metri di altezza sulla costa della prefettura di Miyagi e 50 centimetri altrove, ha avvertito l’Agenzia meteorologica giapponese sul suo sito internet.

E torna la paura nucleare dopo Fukushima, anche se le autorità hanno fatto sapere che non è stato rilevato alcun danno. “Non abbiamo constatato nulla di anormale nei controlli dei sei reattori della centrale ‘Fukushima Daiichi‘, ha indicato l’azienda elettrica Tokyo Electric Power (Tepco). Ugualmente, anche presso l’altra centrale di Fukushima (Daini), che si trova a una decina di chilometri dalla prima, e a Onagawa, ‘non sono state registrate anomalie’, hanno indicato i media nipponici.

L’epicentro del terremoto è stato individuato nelle acque dell’Oceano Pacifico Settentrionale, a 492 chilometri da Tokyo, la capitale, dove gli edifici hanno tremato in modo evidente, secondo quanto riportato dalla televisione pubblica Nhk. Secondo l’Usgs, l’istituto sismologico americano, la profondità dell’ipocentro è di 32 chilometri. Il sisma è stato avvertito fino a Tokyo dove i palazzi hanno tremato.

Sospeso per precauzione il servizio di treni rapidi Shinkansen. Il primo ministro Noda ha subito interrotto la campagna elettorale – in Giappone si vota domenica 16 dicembre – per ritornare subito a Tokyo e  seguire la situazione.

Lagarde: per rafforzare l’Eurozona garanzie a lungo termine. Dal Fmi i suggerimenti per il futuro

Christine Lagarde, Managing Director, Internat...

Christine Lagarde, Managing Director, International Monetary Fund (Photo credit: Wikipedia)

I leader europei devono prendere rapidamente tutte le azioni coordinate necessarie a rafforzare l’Eurozona. Ma non basta: devono anche inviare segnali più forti e più chiari per quel che riguarda i piani di lungo termine dell’unione monetaria. Solo sapendo cosa accadrà fra dieci anni gli investitori potranno tornare ad avere fiducia. E’ il messaggio che la direttrice del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, invia al Vecchio Continente in un momento in cui le preoccupazioni per un acuirsi della crisi economica tornano ad agitare i sonni di tutti.

Il prossimo 9 ottobre a Tokyo, durante il meeting annuale del Fondo, saranno rese note le nuove previsioni sulla crescita. E dalle prime indiscrezioni emerge un quadro cupo, dovuto a una situazione che negli ultimi mesi è peggiorata. Il Fmi dovrebbe indicare un 3,5% di crescita mondiale quest’anno e un 3,9% per il prossimo.

In questo contesto a preoccupare maggiormente è sempre l’Europa, che non ha ancora superato la grave crisi dei debiti sovrani. Una crisi che minaccia tutti gli altri. ‘Mai come adesso – spiega lagarde in un’intervista sul sito del Wall Street Journal – il lungo termine ha un impatto sul breve termine. Per questo – afferma – è importante ricapitalizzare le banche, rafforzare il fondo di salvataggio degli Stati in difficoltà e unificare la vigilanza sulle banche della zona euro. Ma è importante – aggiunge Lagarde – anche realizzare quelle promesse più di lungo termine di un rafforzamento dell’unione monetaria, pena vanificare tutto ciò che viene fatto nell’immediato. Perché ‘bisogna ancorare le aspettative della gente’, a partire dagli investitori ‘che devono essere convinti che l’attuale Unione sopravviverà nel tempo’.

Lagarde torna quindi a plaudire al presidente della Bce, Mario Draghi, per la decisione di intervenire sul mercato dei titoli per aiutare i Paesi in difficoltà che si impegnano sul fronte del risanamento e delle riforme. Ed ha ribadito come il Fondo sia pronto a fare la propria parte. Ma – ha ammonito – l’apporto del Fmi sarà deciso indipendentemente, e non in base alla volontà della Bce o ai desideri dei leader europei. Dunque, ha aggiunto, nessun diktat.

Infine, la direttrice del Fmi si è detta ottimista sulla situazione delle banche spagnole: un prossimo rapporto – spiega -dimostrerà come per ricapitalizzarle ci vorranno meno soldi di quanto si temeva. Circa 40 miliardi di euro come il Fondo aveva già stimato, e non i 100 miliardi messi finora sul tavolo.

Tokyo No Nuke: in quindicimila a manifestare contro il nucleare

Fukushima un anno e mezzo dopo. Più di 15.000 contestatori anti-nucleare hanno bloccato oggi le strade fuori dall’ufficio del primo ministro giapponese, con tamburi e slogan contro il riavvio dei reattori quasi 16 mesi dopo il peggior disastro nucleare mondiale degli ultimi 25 anni.

La folla ha bloccato una strada a sei corsie e  quelle adiacenti che conducono alla residenza ufficiale del primo ministro Yoshihiko Noda, nel centro di Tokyo. La polizia ha parcheggiato cinque camionette blindate antisommossa davanti l’ingresso per impedire ai contestatori di entrare nell’edificio.

Diversi elicotteri hanno sorvolato la zona al tramonto. La protesta segue settimane di manifestazioni sporadiche ed è stata la più grande a Tokyo da quando Noda, questo mese, ha detto che il riavvio dei reattori nel Giappone occidentale è necessario per evitare danni all’economia.

https://cookednews.wordpress.com/2012/04/26/giappone-no-nuke-il-paese-del-sol-levante-spegne-i-reattori-a-uso-civile-lultimo-di-54/

Inaugurata Tokyo Skytree, la torre tv più alta del mondo

Tokyo ha un nuovo simbolo alto 634 metri e visibile da ogni parte della città: la pioggia e il cielo nuvoloso non hanno scoraggiato la presenza di migliaia di persone all’inaugurazione della Tokyo Skytree, la torre tv più alta al mondo e gioiello dell’ingegneria anti-sismica.

La Skytree, ottima per il digitale terrestre, nel quartiere di Sumida accanto alla zona turistica di Asakusa, è destinata a sostituire la Tokyo Tower, 333 metri, costruita nel 1958 nel centro della capitale come esempio della rinascita del Paese dalle rovine della Seconda guerra mondiale. Con una spesa di 65 miliardi di yen (650 milioni di euro circa), un peso di 41.000 tonnellate di cemento e acciaio, tre anni e mezzo di lavori con 500, 1.200 operai ogni giorno, l’opera è stata completata il 29 febbraio scorso dopo aver superato il test del sisma dell’11 marzo 2011.

 L’auspicio è di 20.000 visitatori quotidiani, per complessivi 32 milioni nel primo anno grazie poi al vicino centro commerciale Tokyo Soramachi, con 312 ristoranti e negozi di ogni tipo, fattore molto apprezzato dai giapponesi. La prima piattaforma d’osservazione è stata costruita a 350 metri, raggiungibile in ascensore in appena 50 secondi, e la seconda è a quota 450 metri.

All’esterno l’illuminazione è assicurata da luci Led a basso consumo, mentre contro i rischi sismici è stato affinato il metodo del ‘pilastro centrale‘, tradizionalmente utilizzato nei templi e santuari a cinque colonne per attutire le vibrazioni, abbinato agli ammortizzatori idraulici montati in tutta la struttura per assorbire il movimento sismico.

Il completamento ‘manda un messaggio rassicurante al mondo sul Giappone‘, ha osservato il ministro alle Infrastrutture, Takeshi Maeda, menzionando il carattere antisismico della torre in un Paese che concentra il 20% dei terremoti che ogni anno a livello mondiale superano i 6 gradi di magnitudo.

Lo scorso novembre, la Tokyo Skytree ha strappato il Guinness dei primati come torre più alta, staccando i 600 metri della Canton Tower di Guangzhou, in Cina. Irraggiungibili, invece, i gli 828 metri del mega edificio Burj Khalifa di Dubai

L’urlo di Munch e la tazza da te di Lady Gaga: le vendite della settimana dagli Stati Uniti al Giappone

Dopo Seul e le contestazioni religiose alla star antireligiosa per eccellenza, Lady Gaga torna a far parlare di sè con la vendita di un oggetto fetish. Non è L’urlo di Munch, battuto durante l’ultima asta Sotheby’s a New York qualcosa come 119,9 milioni di dollari, diventando l’opera più costosa al mondo, ma è comunque una notizia.

In Giappone è stata messa in vendita la tazza da te di porcellana con l’impronta del rossetto della pop star usata durante una conferenza stampa. Per possederla i suoi fan nipponici sono disposti a sborsare 38 mila euro. Si tratta della tazza di porcellana munita di piattino, utilizzata dalla pop star americana a Tokyo tre mesi dopo la devastazione seguita al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo del 2011 e ha la scritta ‘Preghiamo per il Giappone’.

E sembra anche che qualche acquirente ci sia, disposto a spendere fino a 4 milioni di yen. E’ questo l’incredibile prezzo offerto a cinque giorni dalla chiusura della vendita online. I proventi saranno usati per consentire a giovani artisti giapponesi di studiare negli Stati Uniti. Si sono fatti avanti già 500 potenziali acquirenti.

Instancabile Lady Gaga,  a lavoro con un tour che a quanto pare continuerà a far discutere, arriva anche la notizia di un ruolo in Men in Black 3. L’artista internazionale comparirà nel film di Barry Sonnenfeld insieme a Will Smith e Tommy Lee Jones e Justin  Bieber.  Stefani Joanne Angelina Germanotta (vero nome di Miss Gaga) e Bieber saranno due alieni al fianco del regista Tim Burton, la cui presenza era già stata annunciata in precedenza.

Per assegnare L’Urlo il capolavoro del pittore norvegese sono bastati invece appena 12 minuti. Sette potenziali acquirenti si sono disputati l’opera stimata 80 milioni di dollari, rilanciando offerte che crescevano, superando i 10 milioni in un minuto. ‘Record mondiale‘ è stato invece l’urlo del banditore Tobias Meyer. L’urlo ha così superato Nudo, foglie verdi e busto di Picasso, che era stato venduto nel 2010 per 106,5 milioni di dollari.

Realizzato nel 1895, L’urlo venduto ieri era l’unica delle quattro versioni ancora nelle mani di un privato, il norvegese Petter Olsen, il cui papà era amico e sostenitore di Munch.

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