Sicilia, M5S in rottura con Crocetta: ‘La rivoluzione è finita prima di cominciare’

Rosario Crocetta for president‘Anche in Sicilia ormai il modello è quello dell’inciucio Pd-Pdl. Il governo Crocetta ha preso una strada di rottura col Movimento. La rivoluzione di Crocetta è finita prima di cominciare’. E’ l’analisi dei 15 deputati 5stelle dell’Assemblea regionale siciliana.

I 5stelle parlano di ‘rottura’ dopo avere elaborato ‘una serie di episodi’ avvenuti nelle ultime settimane. L’ultimo, in ordine di tempo, è accaduto ieri in Assemblea, dove la commissione Finanze, dice all’ANSA il deputato Salvatore Siragusa, ‘ha cestinato tutti i nostri emendamenti al bilancio, tra cui quelli sul reddito di dignità e il microcredito alle piccole e medie imprese’. ‘Non li hanno neppure guardati, nessun dibattito, presi e buttati’, aggiunge il parlamentare.

‘Da parte del governo c’è una chiusura totale nei nostri confronti – avverte il deputato – Avrebbe potuto cercare un compromesso, ma niente. Nessun rapporto e nessun dialogo. Stanno abbandonando il ‘modello Sicilia‘, se mai è esistito, in nome dell’inciucio col Pdl, in linea con quanto sta avvenendo a Roma‘. Il cambio di rotta del governo, sostiene Siragusa, ’emerge da tanti altri indizi: dal voto sulla preferenza di genere ai sorrisi tra Crocetta e Berlusconi a Montecitorio, fino al linguaggio dispregiativo usato dal presidente della Regione nei nostri confronti in occasione del voto per il Capo dello Stato’.

Che la luna di miele sia finita si evince anche dal blog di Beppe Grillo che pubblica sulla homepage un articolo di ‘LinkSicilia’ che fa una analisi dei rapporti tra il Movimento e Crocetta. ‘E’ come se quel resoconto l’avessimo scritto noi – incalza Siragusa – Ci siamo confrontati all’interno del gruppo e ci siamo resi conto che il governo e la maggioranza hanno preso un’altra strada‘.

‘Sono veramente dispiaciuto per le affermazioni del Movimento 5 Stelle rispetto a presunte rotture con loro. Il dialogo per me è sempre aperto, con loro e con tutti i gruppi parlamentari, un dialogo sui fatti, sui contenuti, sui valori e sull’obiettivo comune di fare rinascere la Sicilia e farla uscire dalla situazione drammatica che vive’. Così il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ribatte ai deputati regionali dell’M5S.

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Pronti i 58 ‘grandi elettori’ che sceglieranno il nuovo presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano Uno dopo l’altro, i consigli regionali hanno votato per designare i 58 ‘grandi elettori‘ che a partire dal prossimo 18 aprile parteciperanno al plenum chiamato a scegliere il nuovo capo dello Stato. La prassi vuole che nelle regioni dove governa la destra due grandi elettori spettino alla destra e uno alla sinistra mentre, specularmente, dove governa la sinistra il rapporto si inverte. Per cui, fatti due conti, e rispettate queste proporzioni, su 58 delegati regionali 31 sono di centrosinistra, 26 di centrodestra oltre all’unico rappresentante eletto in Val d’Aosta.

Fatte le somme, dunque, al Pd e a Sel, mancherebbero 9 grandi elettori per raggiungere in autonomia quota 504, che poi è il quorum richiesto dalla quarta votazione in poi. Mentre ai primi tre scrutini, per eleggere il presidente della Repubblica servono i due terzi del plenum: 671 su 1.007. A parte il dato quantitativo, l’elezione dei rappresentanti regionali chiamati ad integrare il Parlamento in seduta comune ha riservato qualche sorpresa.

Mercoledì 10 si vota a Firenze dopo una battagliaall’ultimo voto all’interno del gruppo regionale del Pd (10 voti a 8, determinanti i due filo franceschiniani che fanno capo al consigliere Giacomelli) è stata bocciata la proposta del capogruppo Marco Ruggeri (un bersaniano) di inserire tra i grandi elettori anche il sindaco Matteo Renzi. Il consiglio regionale della Toscana dovrebbe dunque votare per il governatore Enrico Rossi, il capogruppo Alberto Monaci e un vicepresidente in quota Pdl.

In Sicilia, invece, le giuste aspirazioni del M5S (primo partito nell’isola già alle regionali di ottobre 2012) sono state azzerate da un’intesa Pd, Udc, Pdl: alla fine sono stati eletti il presidente dell’assemblea regionale Giovanni Ardizzone (Udc), l’ex presidente Francesco Cascio (Pdl) e l’attuale governatore Rosario Crocetta (Il megafono alleato del Pd). Ma ci è mancato poco che Crocetta (29 voti) non dovesse cedere il biglietto per Roma al candidato del M5S, Salvatore Siracusa, che ha ottenuto 24 voti.

Nel Lazio – dove sono stati eletti anche il governatore Nicola Zingaretti e il presidente del nuovo consiglio regionale Daniele Leodori per il Pd – ha fatto un po’ di rumore la scelta del Pdl di puntare sull’ex presidente dell’assemblea regionale Mario Abbruzzese: quest’ultimo, infatti, ha gestito il partito nel Lazio ai tempi dello scandalo Fiorito detto Batman e alle ultime elezioni è stato rieletto con 15 mila preferenze.

Mercoledì dunque, voteranno gli ultimi tre consigli regionali che mancano all’appello: Marche, Toscana e Veneto. A Venezia è stata scelta la prassi di sempre per cui è scontato che verranno eletti come rappresentanti regionali il governatore Luca Zaia (lega), il presidente del consiglio regionale Clodovaldo Ruffato (Pd) e il consigliere Franco Bonfante del Pd. In Alto Adige i tre grandi elettori sono: Rosa Thaler Zelger (Svp), il presidente della giunta regionale Alberto Pacher (Pd), e il consigliere Pino Morandini (Pdl). In Molise sono passati Salvatore Ciocca (Comunisti), Francesco Totaro (Pd) e Angiolina Fusco Perrella (Pdl). Dalla Sardegna arriveranno a Roma Claudia Lombardo, Ugo Cappellacci e Giampaolo Diana. Dall’Abruzzo, Gianni Chiodi, Nazario Pagano e Camillo D’Alessandro. In totale sui 49 già eletti, le donne sono solo 5.

(fonte Corsera)

Conflitto di interessi, la proposta di Bersani

bersani su conflitto di interessiE’ pronta la proposta di Bersani per una nuova legge sul conflitto di interessi. Lo annuncia il Pd in una nota spiegando che la legge passa, tra l’altro, per l’abrogazione della Frattini; l’ampliamento delle norme sul conflitto e dei controlli a tutti i titolari di cariche di governo , nelle Regioni e negli enti locali.

I controlli saranno ampliati, si legge nella nota dei Democrat, anche nei confronti dei componenti delle Autorità indipendenti e sarà estesa l’incompatibilità anche alla sola proprietà di imprese, azioni o quote di società.

Fra le altre proposte, più poteri di intervento concreto sui conflitti di interesse all’Antitrust; il mandato irrevocabile a vendere per evitare la sanzione della decadenza; un nuovo sistema di sanzioni e di controllo applicabile anche alle cariche ricoperte attualmente; l’impossibilità per chi ha precedenti penali a sedere in Parlamento, nei consigli regionali, negli enti locali; abbassare o eliminare i limiti di pena che danno luogo a incandidabilità.

Nello specifico, la piattaforma del Pd interviene sui limiti di pena oltre cui scatta attualmente l’incandidabilità per i reati più gravi. Via il limite di due anni ora previsti per mafia, terrorismo, per reati associativi, per reati contro la pubblica amministrazione o aggravati dall’abuso della qualità di pubblico ufficiale; qualsiasi condanna deve essereI democratici chiedono poi di abbassare da tre a due anni il limite minimo di pena in caso di condanne definitive per gli altri delitti e di estendere l’incandidabilità anche a quelli colposi; di eliminare il limite di pena di sei mesi per i delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio; di prevedere l’incandidabilità, in caso di condanne superiori a due anni, anche per reati contravvenzionali come l’abuso edilizio o il disastro ambientale.


Come per gli altri punti, anche in questo caso le proposte sono pubblicate sul sito del Pd www.partitodemocratico.it perché ciascuno possa commentarle, proporne la modifica, contribuire con ulteriori ipotesi di intervento.

Il Cavaliere: prima l’economia. Altro che conflitto d’interesse e corruzione. Serve la ripresa economica e occorre aiutare le imprese: lo avrebbe detto Silvio Berlusconi, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, intervenendo alla riunione del Pdl al Senato per eleggere il nuovo capogruppo. ‘Non è la priorità del Paese e in ogni caso il conflitto d’interessi non mi riguarda, ho già dato tutto ai miei figli…’ ha detto l’ex premier.  Il leader del Pdl ha ribadito che dal suo punto di vista la legge sul conflitto d’interessi è inutile, perché ‘la vera priorità è far ripartire il Paese, l’economia e aiutare le imprese’ e che oltretutto, ‘una legge c’è già’.


Silvio Berlusconi dal San Raffaele: ‘soprassedete alla manifestazione contro i giudici’

ITALY-POLITICS-CRIME-BERLUSCONI-FILESSilvio Berlusconi, dall’ospedale in cui è ricoverato, ha chiesto ai parlamentari del Pdl di ‘soprassedere’ dalla manifestazione organizzata per lunedì a Milano che era stata convocata dal partito per protestare contro i giudici del capoluogo lombardo.

Lo spiega lo stesso leader del Pdl in nome del ‘rispetto che ho sempre portato alle istituzioni repubblicane’. E poi: ‘Sono grato al segretario del Popolo della Libertà, che ieri a nome di tutti i dirigenti del movimento ha deciso che prima della riunione dei gruppi parlamentari convocata per domani a Milano si svolgesse una manifestazione di solidarietà, di vicinanza e di affetto verso di me – dice Berlusconi. Ho visto però che i soliti giornali attribuiscono a me questa iniziativa che invece è nata spontaneamente nel dialogo tra la base e i vertici del nostro movimento’.

Intanto il Cavaliere è ‘sotto stretto monitoraggio cardiovascolare da domenica mattina’. A spiegarlo è stato Alberto Zangrillo, medico personale del Cavaliere e primario del reparto di anestesia dell’ospedale San Raffaele, dove l’ex premier è ricoverato da venerdì per uveite. ‘Nella notte e questa mattina – ha riferito il medico – si è verificata l’alterazione dell’equilibrio emodinamico, che porta a dei picchi di ipertensione arteriosa. Per questo motivo si è deciso di porlo sotto stretta osservazione cardiologica, sotto la guida del professor Alberto Margonato, e gli si stanno somministrando farmaci anti ipertensivi’.

Zangrillo aveva già dichiarato di temere che ‘la robusta terapia’ somministrata per la patologica oculistica potesse determinare alterazioni del ritmo cardiaco, cosa che ‘si è puntualmente verificata oggi’, ha detto il medico. ‘Non posso dire che il presidente uscirà domani. Quello che è certo è che non uscirà prima’ di lunedì ha concluso Zangrillo. Zangrillo ha infine assicurato che ‘seguiamo costantemente’ il paziente e le sue condizioni cliniche.

Berlusconi si trova in un appartamento di 200 metri quadrati nel settore D del San Raffaele, uno dei settori dedicati ai pazienti solventi. Secondo quanto si è appreso da alcune fonti ospedaliere, l’appartamento è dotato di ogni comfort e offre una sala riunioni con tavolo, sedie e telefono, cucina, stanza per una infermiera privata, cabina armadio e bagno dotato di doccia idromassaggio e vasca ovale in una stanza sagomata intorno alla vasca. In questi giorni sono stati più volte a trovare Berlusconi, tra gli altri, Angelino Alfano e Renato Schifani.

(fonte Corsera)

Bersani sì dalla direzione, ecco gli 8 punti del cambiamento

bersani direzioneE’ stata approvata con un voto di astensione la relazione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani alla Direzione nazionale. Il leader del Pd durante la sua replica finale alla direzione del partito ha ribadito il suo no a una possibile alleanza col Pdl. La direzione Pd ha esaminato solo una ‘ipotesi A’, dopodiché c’è il presidente della Repubblica che ha delle prerogative e il Pd ‘valuterà’ ciò che dirà il capo dello Stato, ma di sicuro non è pensabile un governo col Pdl, ha detto Bersani che oggi ha lanciato la sua sfida in otto punti. ‘Da questa riunione di ipotesi B non ne sono venute, è venuta una iniziativa A. Dopodiché, è legittimo vedere le difficoltà, non è proibito. Dico io stesso: è un sentiero molto stretto, o lo si supera e si comincia con un governo che cambi davvero le cose, o almeno questo sentiero lo si sgombrerà dalla nebbia’.

Il numero uno del Pd si è anche detto ‘assolutamente disponibile’ a rivedere il sistema di finanziamento ai partiti, purché si parli anche di ‘trasparenza’. ‘Noi dichiariamo l’assoluta disponibilità a un superamento dell’attuale sistema del finanziamento pubblico ai partiti, lo mettiamo in connessione con alcune altre norme sulla trasparenza e il funzionamento democratico dei partiti’ ha aggiunto.

Poi Bersani ha commentato anche in questa occasione l’esito elettorale, spiegando che ‘il colpo c’è nella delusione per il risultato elettorale e anche perché ci consegna una situazione di difficile governabilità, da questo senso di colpa cerchiamo di liberarci, perché se non la diamo noi certo non la danno altri questa benedetta governabilità’.

‘La discussione di oggi – ha proseguito – ha testimoniato una forte capacità di reazione, ed è stata molto centrata giustamente sul tentativo di analizzare un fenomeno radicalmente nuovo che è emerso in queste elezioni: il dato del M5S non ha precedenti, un movimento che penetra trasversalmente’ l’elettorato.

E Beppe Grillo, intanto, dal suo blog ha già replicato agli 8 punti elencati da Bersani. ‘Pdl e pdmenoelle hanno più punti programmatici in comune tra loro’ di quelli che ‘Bersani dice di avere con il M5S, lui dice 8’ si legge nella colonna del ‘commento’, firmato da Ernesto.

‘Entrambi vogliono la TAV – elenca il sito grillino – entrambi sono per il MES, entrambi per il Fiscal Compact, entrambi per il pareggio di bilancio, entrambi per le ‘missioni di pace’, entrambi per l’acquisto degli F-35, entrambi per lo smantellamento dell’art.18, entrambi per la perdita della sovranità monetaria, entrambi per il finanziamento della scuola privata, entrambi per i rimborsi elettorali’.

‘Quanti punti programmatici comuni ho trovato – osserva Ernesto – così su due piedi? DIECI. Ne hanno più loro che quello che afferma Bersani con il M5S (lui dice 8). Non per niente hanno governato per un anno e più insieme’.

La contro risposta direttamente dal network del Pd non tarda ad arrivare. ‘Blog @beppe_grillo pubblica falsità su posizioni Pd.Un modo per scappare. Ecco le nostre proposte:su queste cosa dite? http://t.co/RWY1Ji5Zt2 (follow @PdNetwork).

Ed ecco gli otto punti programmatici.

1) Fuori dalla gabbia dell’austerità.
Il Governo italiano si fa protagonista attivo di una correzione delle politiche europee di stabilità. Una correzione irrinunciabile dato che dopo 5 anni di austerità e di svalutazione del lavoro i debiti pubblici aumentano ovunque nell’Eurozona. Si tratta di conciliare la disciplina di bilancio con investimenti pubblici produttivi e di ottenere maggiore elasticità negli obiettivi di medio termine della finanza pubblica. L’avvitamento fra austerità e recessione mette a rischio la democrazia rappresentativa e le leve della governabilità. L’aggiustamento di debito e deficit sono obiettivi di medio termine. L’immediata emergenza sta nell’economia reale e nell’occupazione.

2)  Misure urgenti sul fronte sociale e del lavoro.
–  Pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese con emissione di titoli del tesoro dedicati e potenziamento a trecentosessanta gradi degli strumenti di Cassa Depositi e Prestiti per la finanza d’impresa.
–  Allentamento del Patto di stabilità degli Enti locali per rafforzare gli sportelli sociali e per un piano di piccole opere a cominciare da scuole e strutture sanitarie.

–  Programma per la banda larga e lo sviluppi dell’ICT.

–  Riduzione del costo del lavoro stabile per eliminare i vantaggi di costo del lavoro precario e superamento degli automatismi della legge Fornero.

–  Salario o compenso minimo per chi non ha copertura contrattuale.
–  Avvio della universalizzazione delle indennità di disoccupazione e introduzione di un reddito minimo d’inserimento.
–  Salvaguardia esodati.
–  Avvio della spending review con il sistema delle autonomie e definizione di piani di riorganizzazione di ogni Pubblica Amministrazione.
–  Riduzione e redistribuzione dell’IMU secondo le proposte già avanzate dal PD.
–  Misure per la tracciabilità e la fedeltà fiscale, blocco dei condoni e rivisitazione delle procedure di Equitalia.
Ciascun intervento sugli investimenti e il lavoro sarà rafforzato al Sud, anche in coordinamento con i fondi comunitari.

3) Riforma della politica e della vita pubblica.
–  Norme costituzionali per il dimezzamento dei Parlamentari e per la cancellazione in Costituzione delle Province.
–  Revisione degli emolumenti di Parlamentari e Consiglieri Regionali con riferimento al trattamento economico dei Sindaci.
–  Norme per il disboscamento di società pubbliche e miste pubblico-private.
–  Riduzione costi della burocrazia con revisione dei compensi per doppie funzioni e incarichi professionali.
–  Legge sui Partiti con riferimento alla democrazia interna, ai codici etici, all’accesso alle candidature e al finanziamento.
–  Legge elettorale con riproposizione della proposta PD sul doppio turno di collegio.

4) Voltare pagina sulla giustizia e sull’equità.
–    Legge sulla corruzione, sulla revisione della prescrizione, sul reato di autoriciclaggio.
–    Norme efficaci sul falso in bilancio, sul voto di scambio e sul voto di scambio mafioso.
–    Nuove norme sulle frodi fiscali.

5) Legge sui conflitti di interesse, sull’incandidabilità, l’ineleggibilità e sui doppi incarichi. 
Le norme sui conflitti di interesse si propongono sulla falsariga del progetto approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera nella XV Legislatura che fa largamente riferimento alla proposta Elia-Onida-Cheli-Bassanini.

6) Economia verde e sviluppo sostenibile.
–    Estensione del 55% per le ristrutturazioni edilizie a fini di efficienza energetica.
–    Programma pubblico-privato per la riqualificazione del costruito e norme a favore del recupero delle aree dismesse e degradate e contro il consumo del suolo.
–    Piano bonifiche.
–    Piano per  lo sviluppo delle smart grid.
–    Rivisitazione e ottimizzazione del ciclo rifiuti (da costo a risorsa economica). Conferenza nazionale in autunno.

7) Prime norme sui diritti.
–    Norme sull’acquisto della cittadinanza per chi nasce in Italia da genitori stranieri e per minori nati in Italia.
–    Norme sulle unioni civili di coppie omosessuali secondo i principi della legge tedesca che fa discendere effetti analoghi a quelli discendenti dal matrimonio e regola in modo specifico le responsabilità genitoriali.
– Legge contro il femminicidio.

8) Istruzione e ricerca.
–    Contrasto all’abbandono scolastico e potenziamento del diritto allo studio con risorse nazionali e comunitarie.
–    Adeguamento e messa in sicurezza delle strutture scolastiche nel programma per le piccole opere.
–    Organico funzionale stabile, piano per esaurimento graduatorie dei precari della scuola e reclutamento dei ricercatori.

‘Queste proposte, che non sono ovviamente esaustive di un programma di governo e di legislatura, ma che segnano un primo passo concreto di cambiamento – precisa il segretario del Pd – vengono sottoposte a una consultazione sia riferita alle priorità sia ai singoli contenuti. A questo fine verranno messi in rete l’elenco delle proposte e, via via per ogni singolo punto, i relativi progetti di legge o le specificazioni di dettaglio in modo da consentire una partecipazione attiva alla elaborazione e all’arricchimento dei contenuti’.

http://www.partitodemocratico.it/

Pietro Grasso si candida con il PD e si commuove mentre firma le dimissioni da magistrato

++ ELEZIONI: GRASSO CHIEDE A CSM ASPETTATIVA ++‘Non voglio usare termini come salire o scendere in politica. Ho finito la mia esperienza e ora mi sposto in politica. Non pensavo di dover prendere una decisione così rapida, prendere il treno in corsa ed entrare in politica: è stata una decisione radicale e sofferta’. Si è commosso il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso quando, in conferenza stampa con Pier Luigi Bersani, ha annunciato stamattina la sua candidatura come capolista del Pd alle prossime elezioni. ‘Prima di firmare le dimissioni da magistrato mi tremava la mano, perché è una scelta di vita’ ha detto Grasso.

‘Dopo 43 anni in magistratura ho maturato una visione delle cose – ha detto Grasso – e ho deciso di dare al Pd la mia disponibilità ampia. Il mio progetto va oltre: un progetto di rivoluzione del sistema giustizia che va affrontato in modo graduale’.

Il Pd vuole essere una infrastruttura per la riscossa civica del Paese, perché la politica da sola non arriva e ci vogliono energie civiche’ ha detto Bersani annunciando la candidatura di Grasso.

Un anno fa facemmo un governo di transizione e super partes – ha detto il segretario Pd riferendosi a voci di candidature come Profumo e Balduzzi – Non vorrei quindi ora che questo governo fosse sbranato un po’ da una parte un po’ dall’altra. Serve coerenza e io proporrò alla Direzione che non ci siano ministri candidati nelle liste del Pd’.

Piero Grasso fa richiesta di aspettativa elettorale, vuole candidarsi alle prossime elezioni

grassoIl Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha intenzione di candidarsi alle prossime elezioni politiche di febbraio tra le fila del Partito democratico e ha presentato al Csm la richiesta di aspettativa elettorale. Come è già accaduto per l’analoga richiesta dell’ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, l’organo di autogoverno dovrebbe concederla senza intoppi, trattandosi di un diritto non limitato da alcuna norma esistente.

La richiesta avanzata da Grasso come tutte le domande di aspettativa per motivi elettorali che giungeranno nel corso delle festività saranno valutate dalla quarta commissione consiliare del Csm, competente in materia, nella mattinata di lunedì 7 gennaio. Il plenum dell’organo di autogoverno, convocato in sessione straordinaria vista l’urgenza degli adempimenti elettorali connessi, le valuterà nella stessa giornata del 7 gennaio, a partire dalle ore 18.

La notizia della candidatura di Grasso arriva dopo quella di Ingroia che scioglierà la riserva entro la fine dell’anno e sembra essere destinata a ravvivare le polemiche lanciate in precedenza dalla destra di Berlusconi e alleati sul ruolo della magistratura in politica.

‘Confermiamo la richiesta al Csm di un’aspettativa per motivi elettorali, ma al momento preferiamo non rilasciare nessuna dichiarazione’, hanno dichiarato dall’ufficio romano del Procuratore antimafia.

L’attesa per la decisione di Ingroia è legata fondamentalmente alla possibilità di una sua presenza diretta nella lista Rivolta o Rivoluzione democratica promossa da lui stesso insieme a De Magistris – con l’adesione di Di Pietro, Ferrero, Diliberto, Bonelli.

Sulla collocazione politica di Grasso i dubbi sono stati fugati da una fonte del Pd, secondo cui il procuratore formalizzerà la sua candidatura domani in una conferenza stampa nella sede del partito a Roma alla presenza del segretario, Pier Luigi Bersani.

Mario Monti si è dimesso

giorgio_napolitano_anteMario Monti si è dimesso. Come aveva preannunciato l’8 dicembre il presidente del Consiglio è salito al Colle ieri sera, pochi minuti dopo l’approvazione definitiva della legge di stabilità. Oggi il Presidente della Repubblica ha aperto le consultazioni con i presidenti delle Camere e i gruppi parlamentari, dunque nel pomeriggio firmerà il decreto di scioglimento delle Camere e pronuncerà un breve discorso, probabilmente intorno alle 17. Alle 16 incontrerà il presidente del Senato, Renato Schifani, prima della consultazione con il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Il Pdl ha chiesto che Monti resti neutrale. Il Pd ha sottolineato che servono riforme: chi ha di più deve pagare di più. L’Udc ritiene che si debba continuare sulla linea tracciata dal Governo Monti. Api e Fli si augurano che il bilancio positivo del Governo non evapori in campagna elettorale. La Lega chiede che si vada rapidamente al voto. L’Italia dei valori ritiene che Monti debba spiegare alle Camere le sue dimissioni.

Già oggi potrebbe riunirsi il consiglio dei ministri per l’indizione dei comizi elettorali. Napolitano, su indicazione del ministro dell’Interno ha già individuato, nel 24 febbraio la data più idonea per aprire le urne.

Ma la ‘brusca’ accelerazione impressa dalla decisione di Monti ha frustrato l’auspicio del Capo dello Stato per ‘una costruttiva conclusione della legislatura’ che permettesse di ‘portare avanti la concreta attuazione degli indirizzi e dei provvedimenti definiti dal governo e sottoposti al Parlamento’. Difatti nello sprint finale dei lavori è stato sacrificato anche quel disegno di legge sulle pene alternative al carcere che Napolitano aveva sollecitato. Il Presidente ha manifestato tutto il suo ‘rammarico’ e la sua preoccupazione per questa ‘interruzione in extremis della legislatura’, nel discorso di auguri alle alte cariche dello Stato. Un discorso nel quale il Capo dello Stato ha anche ammonito le forze politiche a non ‘bruciare’ quel patrimonio di credibilità recuperata a livello internazionale e del quale si è sempre fatto garante in questi mesi.

Al Quirinale resterà anche l’amarezza per la mancata riforma della legge elettorale per la quale l’inquilino del Colle si è speso con grande energia e sul quale ha lanciato invano ripetuti messaggi ai partiti mettendoli in guardia dal rischio dell’antipolitica alimentata anche da meccanismi elettorali poco rappresentativi. Pur sottolineando la ‘fecondità’ dell’esperienza del governo Monti, quel governo tecnico o ‘del presidente’ che ha seguito in ogni suo passo, tanti sono rimasti i fronti sui quali, secondo il Capo dello Stato, il Parlamento ha mancato e sul quale dovrà impegnarsi nei prossimi cinque anni.

Lo scioglimento anticipato, anche se di poche settimane, ha anche rimesso in gioco Napolitano per la formazione del nuovo governo. Il suo mandato scadrà soltanto a maggio perciò spetterà a lui, a metà marzo, quando le Camere saranno formate, avviare le consultazioni e nominare il presidente del Consiglio. Il Presidente ha ribadito a questo proposito che l’esperienza del governo tecnico è superata: ‘si sta per tornare a una naturale riassunzione da parte delle forze politiche del proprio ruolo’, perciò il prossimo esecutivo sarà scelto in base al consenso elettorale che i partiti riceveranno.

Laziogate: indagato Fiorito, la Polverini ‘non ci sta’ ecco il video più cliccato della Rete

Individuato il colpevole, Franco Fiorito, l’uomo delle ostriche a 240 euro della cravatte e sciarpe di seta, delle cene da migliaia di euro, ex capogruppo del Pdl alla regione lazio indagato per peculato dalla Guardia di Finanza, la Polverini, Renata, presidente della Regione Lazio in pieno Laziogate non ci sta. E anche a volersi dimettere la procedura non lo permette e c’è chi prende le sue difensive. Angelino Alfano che la designa come parte lesa nello scandalo dei fondi  e Berlusconi in cima alla lista le mostra il proprio sostegno dicendo ‘Niente dimissioni’.

La Presidente della Regione Lazio, Polverini, non poteva non sapere dell’accordo che c’era per la ripartizione dei fondi tra i diversi gruppi del Consiglio regionale. E’ quanto ha riferito ieri l’ex capogruppo del Pdl alla Pisana, Franco Fiorito, interrogato dagli inquirenti della Procura di Roma. Fiorito ha parlato di un accordo che prevedeva la ripartizione da parte dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale dei fondi tra i diversi gruppi.

‘Non ne potevo piu’, ero ossessionato dalle richieste di denaro da parte degli altri consiglieri del mio gruppo’: cosi’ Fiorito ha raccontato del continuo ‘pressing’ subito da parte dei consiglieri nel suo gruppo che continuavano a chiedergli denaro. Secondo quanto si è appreso ha inoltre parlato di una sorta di ‘accordo’ per la ripartizione dei fondi di tutti i gruppi del Consiglio regionale. Per ogni consigliere appartenente ad un gruppo era prevista l’assegnazione di circa 100mila euro l’anno.

Ecco allora il video del consiglio di lunedì, quando la Polverini si è rivolta alla platea di politici e consiglieri in seduta regionale. ‘Non sono disposta a pagare le colpe degli altri’, ha detto la presidente.

http://www.regione.lazio.it/rl_main/

#Occupy Alcoa: protesta a 70 metri. A Portovesme due operai salgono su un silos

La protesta degli operai dell’Alcoa non si ferma. In mattinata due operai della fabbrica di Portovesme, in Sardegna a conclusione di un’assemblea, hanno deciso di salire su un silo a 70 metri di altezza. Gli operai chiedono chiarezza sul futuro dell’azienda dell’alluminio e hanno deciso diverse iniziative di lotta da domani a domenica 9 settembre, mentre a Roma, intanto, i rappresentanti sindacali dello stabilimento di Portovesme incontreranno in giornata gli alleati di centro Alfano, Bersani, Casini per chiedere un intervento dal governo.

Una riunione che da unitaria è stata convertita in incontri con le singole forze politiche. ‘Qualcuno – racconta il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli – si è defilato. Angelino Alfano si è detto amareggiato assicurandoci la sua piena disponibilità’. Anche Casini si tira fuori. ‘Non so chi abbia preferito fare diversamente’, ha detto il leader dell’Udc. Per Pier Ferdinando Casini serve un ‘piano B’ per salvare l’Alcoa e per dare una prospettiva di lavoro ad una zona come il Sulcis. ‘Speriamo – ha spiegato – che nelle prossime ore si materializzino manifestazioni di interesse per l’azienda da parte di altre forze produttive, ma il Sulcis non puo’ essere abbandonato. E se non si arriva ad un salvataggio dell’Alcoa, si deve cercare un’alternativa perché i lavoratori non vogliono gli ammortizzatori sociali, vogliono, comprensibilmente, lavoro’.

In ballo c’è la ricerca di una società disponibile a rilevare l’impianto di Portovesme dalla multinazionale americana. Dopo aver manifestato un interesse, per ora la svizzera Glencore ha preso tempo. Per questo il tavolo sull’Alcoa, previsto inizialmente per domani al Ministero dello Sviluppo economico, è stato rinviato al 10 settembre. Uno slittamento, ha spiegato il sottosegretario Claudio De Vincenti, necessario per ‘consentire la raccolta di tutti gli elementi necessari ad una proficua gestione del confronto’.

I rappresentanti sindacali indicano due strade su cui i partiti che appoggiano l’esecutivo Monti possono far sentire la voce disperata dei lavoratori: ‘rallentare lo spegnimento delle celle elettrolitiche oppure chiedere al governo di creare condizioni di maggiore competitività e rendere più appetibile l’azienda agli occhi del potenziale acquirente, la Glencore.

Dopo aver espresso pieno sostegno alla lotta degli operai dell’Alcoa, Alfano si è appellato al Governo. ‘Se davvero l’Italia vuole attrarre investitori internazionali, la questione ineludibile è quella del contenimento dei costi dell’energia, condizione essenziale per garantire competitività’. Per questo ‘occorre che il governo nazionale e le principali forze politiche creino le condizioni di contesto legislativo che consentano a nuovi investitori di farsi avanti. E la questione dei costi energetici appare decisiva, così come un impegno chiaro del governo sul futuro del settore dell’alluminio. Il Pdl è determinato ad agire in questo senso’.

Pressing sull’esecutivo anche da parte del segretario del Pd. ‘Sollecitiamo il governo a raddoppiare gli sforzi in questi giorni cruciali – ha detto Bersani, al termine dell’incontro con i rappresentanti sindacali di Alcoa. E’ il momento di spingere affinché gli interlocutori industriali diano continuità ai presidi produttivi sul territorio’. Il segretario del Pd, Pier Luigi bersani, ha anche sollecitato ‘il governo a raddoppiare gli sforzi in questi giorni cruciali. E’ il momento di spingere affinché gli interlocutori industriali diano continuità ai presidi produttivi sul territorio”.

Le iniziative degli operai, decise a conclusione dell’assemblea di questa mattina, prepareranno la manifestazione a Roma di lunedì prossimo, in occasione del nuovo vertice al ministero dello Sviluppo economico.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/27/ilva-sciopero-ad-oltranza-per-gli-operai-di-taranto-lallerta-di-confindustria/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/27/vertenza-sulcis-prima-notte-di-lotta-e-assemblea-per-gli-operai-del-carbone-dobbiamo-tenere-la-miniera-viva/

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