Obama e il fiscal cliff: ‘I ricchi devono pagare di più. Crescita e occupazione le nostre priorità’

I ricchi paghino più tasse, facciano uno sforzo per l’economia e per il paese. ‘E’ arrivato il momento di tornare al lavoro, c’è molto da fare’, ha detto il rieletto presidente alla Casa Bianca. E il mandato che ha ricevuto dagli elettori è chiaro: ‘hanno votato per l’azione, non per la solita politica’. Promette di parlare con i leader del Congresso, dà appuntamento alla Casa Bianca per la prossima settimana ai democratici e anche ai repubblicani che detengono la maggioranza alla Camera.

‘La nostra priorità deve essere la crescita e l’occupazione’. Lo afferma il presidente americano Barack Obama, parlando al popolo americano dalla East Room della Casa Bianca.

Obama si è chiamato in causa dicendo che non chiederà alle famiglie della classe media o agli studenti di pagare di più ‘mentre alle persone come me che guadagnano oltre 250.000 dollari all’anno non viene chiesto di pagare di più in tasse’. Tema, quest’ultimo, dibattuto a lungo nel corso della campagna elettorale, ha insistito Obama, e su cui ‘la maggioranza degli americani si è trovata d’accordo’ come dimostrato martedì dall’esito delle elezioni. Obama ha fatto così riferimento ai ‘democratici, agli elettori indipendenti e ai tanti repubblicani in tutto il Paese, così come agli economisti indipendenti e agli esperti di bilanci statali’.

‘Se il Congresso non trova un accordo generale sulla riduzione del deficit entro fine anno, per tutti le tasse aumenteranno automaticamente a partire dal primo gennaio, incluso il 98% degli americani che guadagnano meno di 250.000 dollari all’anno. Questo non ha alcun senso. Sarebbe una cosa negativa per l’economia e colpirebbe le famiglie che stanno già facendo fatica per arrivare alla fine del mese’. E sfoderando una penna, Obama ha detto di essere ‘pronto a firmare una legge, adesso’.

‘Il presidente americano Barack Obama eserciterà il diritto di veto sull’estensione dei tagli fiscali per i più ricchi’ ha detto poi il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, sottolineando che la Camera dovrebbe approvare lo stesso testo che ha già ricevuto il via libera del Senato per evitare il fiscal cliff.

Marchionne, Matteo Renzi e la piccola, povera Firenze

Italiano: Sergio Marchionne, amministratore de...

Italiano: Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo FIAT. (Photo credit: Wikipedia)

Con una nota arrivata nella tarda serata di ieri, l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, chiarisce le parole dette ieri a Bruxelles a proposito di Firenze in reazione a quanto affermato dal sindaco Matteo Renzi, che avevano sollevato un vespaio di polemiche.

‘Due agenzie di stampa – spiega Marchionne – hanno riportato alcuni commenti che avrei fatto a Bruxelles con un gruppo di giovani durante un pranzo privato. L’incontro era un evento organizzato tra i dirigenti del settore automobilistico e alcuni giovani al termine dei loro studi che si stanno affacciando nel mondo del lavoro. Tema era la mobilità futura e le sue implicazioni sull’industria automobilistica. Un giornalista free-lance, fingendo di essere un invitato all’evento, e’ entrato all’interno della sala mentre stavo parlando con alcuni studenti. I miei commenti su Firenze sono stati, a mia conoscenza, estratti fuori dal contesto.

La città di Firenze e la sua economia erano prese da me come riferimento per paragonarle alla complessità, al peso e alla dimensione di un Paese come gli Stati Uniti. Ho usato queste considerazioni per confrontare le responsabilità e le capacità del Presidente Obama con quelle di Matteo Renzi. La differenza mi sembra evidente.

I miei presunti commenti non devono essere interpretati come un mio giudizio sul valore di Firenze, che è una città per arte, cultura e scienze apprezzata e rispettata a livello mondiale, una valutazione che condivido pienamente. Le mie valutazioni su Matteo Renzi restano invariate e sono personali e non attribuibili alla Fiat. Penso infatti che per la sua eta’ e per l’esperienza limitata sia, almeno per il momento, non adeguato ad assumere una posizione di leader in un contesto economico e sociale complesso come è oggi quello italiano. A mio parere, una maggiore esperienza, che può solo accumularsi nel tempo, lo renderà più maturo e di conseguenza gli eviterà di esprimere opinioni senza logica contro la Fiat e la sua posizione industriale nel Paese, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica a livello europeo.

Tutto questo senza valutare minimamente l’impatto negativo, permanente e che comporterebbe gravissimi rischi, rispetto alle scelte industriali che abbiamo fatto. Ho ribadito in varie occasioni la nostra logica e le ragioni delle nostre scelte – aggiunge l’Ad della Fiat -. Ho anche avuto l’opportunità, un paio di settimane fa, di illustrare personalmente la posizione della nostra azienda al Presidente Monti e ad alcuni ministri del suo Governo. Sto cercando di ottenere la registrazione dei commenti che mi sono stati attribuiti e poi impropriamente raccolti, e sulla base del suo contenuto deciderò se rinnovare e ampliare le mie scuse alla città di Firenze e ai suoi cittadini per commenti estratti fuori dal loro contesto’. 

Il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del PD, Matteo Renzi aveva risposto alle critiche rivolte dall’ad Fiat alla città toscana definita ‘povera e piccola’, suscitando non poche polemiche.

‘Quella è una frase totalmente sbagliata, che non ha senso, che fa del male alla Fiat, perche’ se io fossi oggi un azionista della Fiat sarei arrabbiato con Marchionne’. Così il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del Pd Matteo Renzi a margine della presentazione delle nuove guide enogastronomiche dell’Espresso, rispondendo ai giornalisti su quanto detto dall’ad della Fiat, Sergio Marchionne su Firenze.

Oggi Matteo Renzi, tornando alla giornata di ieri, ha detto, intervistato in Capital All News: ‘Mi ero svegliato facendo il fioretto: oggi non litigo con nessuno, a fine giornata mi mancava di litigare solo con la Nasa e le Giubbe rosse’. Poi ha affrontato i duelli con Sergio Marchionne e Massimo D’Alema.

‘Io sto diventando antipatico? Da questo punto di vista lo sono sempre stato, con i potenti ho sempre litigato’, ha assicurato il sindaco di Firenze. ‘D’Alema da presidente del comitato dei servizi segreti dice che mi farò del male. Una frase che è brutta per lui’, ha ribadito. Quanto a Marchionne, ‘ha tradito non solo i lavoratori, ma anche chi aveva dato fiducia al progetto Fabbrica Italia’, ha sottolineato.

Su Twitter #AttaccaRenzi#SparateAllaMarchionne

http://www.matteorenzi.it/

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