Mafia, ritrovata la valigetta di Dalla Chiesa: svuotata, era nascosta nei sotterranei del Tribunale di Palermo

DallaChiesaRitrovata la valigetta del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Svuotata, era nascosta nei sotterranei del Tribunale di Palermo.

E’ stata ritrovata dopo trentuno anni la borsa di pelle marrone di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il prefetto di Palermo assassinato dalla mafia il 3 settembre 1982 con la moglie a colpi di Kalashnikov. Il ritrovamento è avvenuto nei sotterranei del Palazzo di giustizia di Palermo, ma la valigetta è vuota.

Alla scoperta, qualche giorno fa, si è giunti dopo una segnalazione anonima, probabilmente scritta da un carabiniere molto informato sui misteri siciliani, giunta nell’autunno scorso al pm Nino Di Matteo.

L’anonimo denominava il suo scritto in codice  ‘Protocollo Fantasma e invitava i pm a investigare su 22 punti, uno dei quali riguardava proprio la borsa del generale Dalla Chiesa. Così sono ricominciate le ricerche e si è arrivati al ritrovamento, ma dei documenti nessuna traccia. Adesso è caccia a chi li ha fatti sparire.

Condannati come esecutori e mandanti furono Totò Riina, Vincenzo Galatolo, Francesco Paolo Anzelmo, Calogero e Raffaele Ganci, Nino Madonia. Sui mandanti ‘altri’, per il delitto Dalla Chiesa come per gli altri, solo buio.

Elezioni: a Palermo torna Orlando. Vittoria dei grillini a Parma. Genova va a Doria sostenuto da Sel

Leoluca Orlando sarà il nuovo sindaco di Palermo. A Parma vola nelle preferenze il candidato grillino Federico Pizzarotti e Genova è andata a Doria in quota Sel sul candidato del Terzo Polo, Musso.  

Palermo riconferma Orlando già alla quarta proiezione, con il 79 per cento dei voti scrutinati: Orlando (Idv) è con  il 73% in nettissimo vantaggio sul suo avversario, Fabrizio Ferrandelli (Pd) fermo al 27%. A Genova, a 586 sezioni scrutinate su 653, appare ormai incolmabile il vantaggio del candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria. Il docente universitario, vincitore delle primarie di coalizione, ha conquistato finora il 60,2% delle preferenze contro il 39,8% del candidato del Terzo Polo, Enrico Musso.

La terza proiezione Rai (75% di copertura) conferma il forte vantaggio del candidato grillino a Parma. Federico Pizzarotti è al 60.3% mentre Vincenzo Bernazzoli del centrosinistra si attesta al 39.7%. ‘Gli elettori hanno eletto me e non Beppe Grillo, afferma chiarendo che il suo modo di governare sarà diverso da quello dei partiti tradizionali, in particolare nel rapporto con il leader di riferimento.

La Lega nord ha perso i ballottaggi in tutti i 7 comuni del Nord in cui concorreva. Secondo fonti leghiste, il Carroccio, che correva da solo, è stato sconfitto a Cantù, Palazzolo, Meda, Tradate, Senago, Thiene, San Giovanni Lupatoto. La Lega governava assieme al Pdl in sei comuni su sette.

Calo dell’affluenza alle urne per i ballottaggi. Tra domenica e lunedì, nei 100 comuni delle regioni a statuto ordinario, l’affluenza alle urne si è fermata al 51,58% degli aventi diritto, mentre al primo turno l’affluenza era stata del 65,55%. Il calo è generalizzato in tutta Italia, con punte del 20% in Campania e Lombardia.

In tutto gli elettori chiamati al voto nelle diverse regioni sono stati oltre 4 milioni. Nella prima giornata di votazione, ieri, l’affluenza alle urne si è confermata in calo, attestandosi alle 22 al 36,25%, con un meno 11,37 rispetto al primo turno. Dal Viminale oggi è prevista una sola rilevazione: quella definitiva a chiusura seggi.

Dei 118 comuni al voto, 19 sono capoluoghi di provincia: Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Genova, Parma, Piacenza, Lucca, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Isernia, Taranto, Trani, Palermo, Agrigento, Trapani. Le sfide clou sono Parma, Genova e Palermo. Nei capoluoghi, il Pdl è al ballottaggio in 8, mentre il Pd è arrivato al secondo turno in 17, partendo in vantaggio rispetto ai rivali di centrodestra in 13. Nei 100 ballottaggi previsti nelle regioni a statuto ordinario, il centrosinistra è avanti in 82 Comuni.

Fra quelli chiamati alle urne, 98 sono Comuni sopra i 15 mila abitanti in Regioni a Statuto ordinario mentre in altri 2 il ballotaggio si celebra nonostante la popolazione sia scesa sotto la soglia minima di legge. Gli altri 18 Comuni sono in Sicilia, regione a Statuto speciale che quindi non dipende dalla legge elettorale nazionale.

Lo scrutinio, al netto di contestazioni e imprevisti, si annuncia rapido: due soli i candidati sulla scheda in ogni Comune fra cui gli elettori possono scegliere il sindaco.

In Sicilia, Palermo rivuole Orlando

Leoluca Orlando per la quarta vota a capo di Palazzo delle Aquile. I palermitani lo conoscono per la riapertura del Teatro Massimo e la riqualificazione del Foro Italico. Ma anche per gli Lsu, i lavoratori socialmente utili e gli ex Pip delle cooperative nate progettando il reintegro sociale attraverso il lavoro.

La prima esperienza del vecchio nuovo sindaco Orlando alla guida del Comune risale a metà degli anni ’80, quando dal 1985 al 1990 fu a capo di una giunta di coalizione. Con l’introduzione dell’elezione diretta del sindaco, nel 1993 vinse le elezioni superando il 75% delle preferenze e vincendo su Elda Pucci. Cinque anni dopo venne riconfermato sindaco a discapito di un giovanissimo Gianfranco Miccichè, all’epoca in Forza Italia. Nel 2007, al termine della prima amministrazione Cammarata, Orlando stravince le primarie del centrosinistra e si ricandida a sindaco, ma questa volta viene sconfitto dal primo cittadino uscente con circa 20 mila voti di scarto. Un risultato che contesterà, denunciando brogli e che ancora oggi sta cercando di dimostrare attraverso le vie legali.

Come prima cosa promette la riduzione della Tarsu, fra le più alte di Italia. Dovrebbe anche provvedere a ridurre la quantità di spazzatura prodotta dai palermitani. Ci riuscirà?

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