Deleterio aka Del ft. Fabri Fibra – Zombie

 

#Deleterio a.k.a. Del #Dadaismo #Cookednews

 Storie di cessi a forma di pera e non è ‘Amore tossico’. Pisciatoi latrine firmati e stoicamente quotati, paradisi artificiali per vesciche puramente maschili. Baffi Gioconda, metronomi monoculari, Ulissi del rap di ritorno ad Itaca. Wheel di bici in sosta, aspettano una chiamata. Il ring suona ed ecco DADAISMO, il primo album di DELETERIO (Dogo Gang)

#Dadaismo  #Gioconda #DELETERIO #cookednews #dadaismo #waveofaction Deleterio a.k.a. Del CookedNews

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GAZA. Passaporti, l’Italia non è ancora pronta

boycott israel #cookednews #stayhuman

A 5 mesi dalla direttiva UE che impone la raccolta delle impronte digitali per i visti di ingresso in Europa, nella Striscia il sistema non è partito. I gazawi restano bloccati, a Ramallah i costi lievitano

di Chiara Cruciati – Il Manifesto

Gaza City, 14 marzo 2014, Nena News – Come se non bastassero assedio israeliano e restrizioni del governo egiziano, ora a bloccare Gaza ci si mettono pure i ritardi dell’Unione Europea. Lo segnalano alcuni gazawi, da mesi in attesa di risposte da parte del consolato italiano, ancora non adeguatosi alla nuova normativa europea del 14 novembre scorso.

La normativa prevede la creazione del sistema Visa Protection System per l’acquisizione dei dati biometrici di extracomunitari che chiedono un visto di ingresso nella Ue. Fotografia e impronte digitali. La procedura permetterà di verificare l’autenticità dei documenti presentati per entrare in Italia e in Europa.

Cosa succede nei Territori Occupati? Il nuovo sistema obbliga il richiedente a presentarsi personalmente negli uffici dei consolati per essere fotografato e lasciare le impronte digitali. Facile, se non si è residente a Gaza o in Cisgiordania. Tutti i consolati europei hanno sede a Gerusalemme, inaccessibile se non dietro il difficile ottenimento del permesso di ingresso da parte delle autorità israeliane. La soluzione trovata è semplice: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.

A Gaza ogni consolato ha previsto l’apertura di un ufficio dove sono state portate le attrezzature necessarie. A cinque mesi dall’emissione della normativa Ue, però, l’Italia non è ancora riuscita a far partire il nuovo sistema nella Striscia. «I consolati europei si sono adeguati – ci spiega Majed Abusalama, attivista del gruppo Intifada Youth Coalition – Quello italiano no e per ora non collabora con gli altri per utilizzare le loro attrezzature. Da novembre sono decine i gazawi impossibilitati a richiedere il visto per l’Italia, per turismo o perché invitati a eventi e conferenze. Hanno in mano i documenti necessari ma non possono fare domanda. E alcuni inviti sono scaduti».

I consolati europei sono a conoscenza della normativa da novembre, «ora siamo a marzo e non hanno ovviato al problema. Dal consolato ci rispondono che la situazione si dovrebbe risolvere entro un mese. Non vogliamo che l’Italia sia parte dell’occupazione ».

«A giorni il problema dovrebbe essere risolto – risponde la vice console italiana a Gerusalemme, Elena Clemente – Dal 14 novembre non si opera più via posta, per cui abbiamo cercato soluzioni alternative per chi non può entrare a Gerusalemme, ma i fondi a disposizione non sono molti. Abbiamo aperto un ufficio a Ramallah con la Vfs Globe, con cui apriremo l’ufficio di Gaza che ha iniziato a lavorare sperimentalmente. Il problema è logistico, di elettricità per far funzionare le apparecchiature venute dall’Italia. Gaza è un’incognita».

Un problema non solo italiano, spiega la Clemente, che si tenta di superare nei casi di emergenza: «Se si tratta di visti di massima urgenza, entriamo a Gaza con un macchinario speciale».

Due muri più in là, a Ramallah, a gestire le richieste di visto è la Vfs Globe. Raccolgono dati biometrici e documenti e consegnano tutto a Gerusalemme. Il costo sfiora i 100 euro, un terzo dello stipendio medio di un palestinese della Cisgiordania. E c’è chi parla di normalizzazione del conflitto: invece di fare pressioni su Israele perché permetta l’ingresso a Gerusalemme, l’Europa bypassa l’occupazione spostandosi a Ramallah, nei fatti trattata come capitale palestinese nonostante il diritto internazionale.

«Una scelta obbligata – spiega la vice console – Il costo è alto, ma l’alternativa è farli andare ad Amman o al Cairo. Permessi per entrare a Gerusalemme? Non dipende da noi, ma dalle autorità israeliane, sono pochissimi i palestinesi che riescono ad ottenerli».

E a Gaza si continua ad aspettare.

#stayhuman #cookednews #BOYCOTTISRAEL #BDS #BreakGazaSeige #SAVEGAZA

#www #WaveOfAction Worldwide Wave Launch Gatherings – The People REVOLT

#WaveOfAction 4-4-14 ~ 7-4-14 #Cookednews

Now that you’ve seen The People REVOLT in Tunisia, Turkey, Spain, Egypt, Brazil and the Ukraine, tell me what will happen on the streets

On April 4th, we will launch the first phase of the Worldwide Wave of Action by gathering at Zuccotti Park and former occupation sites throughout the world to honor the legacy of Dr. Martin Luther King, Jr.  At 6:05pm CT, the time of his assassination, we will host vigil ceremonies and resurrect his spirit of nonviolent direct action.

People with opinions across the political spectrum are invited to unite and find common ground against corruption. We will overcome divide and conquer propaganda by forming communities of support and compassion. Together we will fight for freedom and begin engaging in a relentless campaign of nonviolent civil disobedience. People will pledge to take part in whatever tactics they are interested in throughout a sustained three-month cycle.  Here’s a basic list of tactics…

> Mass gatherings, demonstrations;
> Marches, parades;
> Flash mobs, swarms;
> Shutdown harmful corporate and governmental operations;
> Worker Strikes;
> Hunger strikes;
> Sit-ins;
> Strategic defaults, debt strikes;
> Foreclosure prevention;
> Boycotting corrupt corporations;
> Move your money out of the big banks and the stock market;
> Use alternative currencies and economic systems;
> Cancel your cable television and support independent media;
> Use independent online tools that don’t sell your info / protect privacy;
> Online civil disobedience, Anonymous operations;
> Leak information on corruption;
> Use alternative energy;
> Build urban and hydroponic farms, or get your food from them;
> Support local businesses;
> Join local community organizations;
> Take part in food banks and help develop community support systems;
> Start or join intentional and autonomous communities;
> Experiment with new governing systems, Liquid Democracy;
> Host teach-ins;
> Organize socially conscious events;
> Make conscious media;
> Guerrilla postering, messages on money;
> Help inspiring groups and organizations spread their message;
> Random acts of kindness and compassion;
> Mass meditations, prayer sessions and spiritual actions.

You know what you can do to play a part. Do whatever you feel inspired to do. Amplify what you are already doing. Think about what you are willing to do to be the change we urgently need to see in the world, and then do it.

We look forward to seeing you in action!

Organize a Worldwide Wave launch gathering in your hometown and post the details here

#WaveOfAction #WakeUp #cookednews #www #WaveOfAction #privacy

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The prisoners of conscience of Sochi2014

Russian activist Yevgeny Vitishko

The re-arrest today of yet another environmental activist in Russia’s Krasnodar region where the Sochi Winter Olympic Games will open on 7 February, as well as his brief detention along with five colleagues last night, are more evidence of growing efforts to clamp down on civil society ahead of the Games, Amnesty International said.

 Igor Kharchenko of the Russian NGO Environmental Watch for North Caucasus (Ecologicheskaya Vakhta po Severnomu Kavkazu) is currently being held by police in Krasnodar, the regional capital, where they had arrived ahead of the Olympic torch relay. He was arrested today under the pretext that his car had been ‘involved in a crime’, shortly after three masked men had smashed in the front and back windows of the vehicle.

‘Just days away from the official opening of the Sochi Winter Olympics, the Russian authorities are using every trick in the book to muzzle freedom of expression and silence dissenting voices,’ said Sergei Nikitin, Director of Amnesty International’s Moscow Office.

Kharchenko is one of six activists from Environmental Watch who were also detained last night for several hours in Krasnodar before being released. They felt compelled to scrap plans for a Sochi launch of their report exposing environmental damage caused by the construction ahead of the Games.

Their detention came the same day that their fellow environmentalist Yevgeny Vitishko was arrested in the Krasnodar Region city of Tuapse and sentenced to 15 days of administrative detention, purportedly for swearing in public.

‘This spate of harassment of civil society activists bodes ill for the coming weeks, and raises fears that the Sochi Games will be a human rights-free zone. Even more troubling is what will happen to Russian activists after the Olympic medals are handed out and the international attention fades,’ said Sergei Nikitin.

‘Silencing civil society does nothing to increase security around the Sochi Games and instead broadcasts to the world how the Russian authorities are failing spectacularly to uphold and protect international human rights standards.

As the start of the Sochi Winter Olympics comes closer, harassment against civil society activists has intensified, Amnesty International said today after the arrest of an environmentalist for allegedly swearing in public.

Yevgeny Vitishko was arrested today in Tuapse, part of the Sochi area where the Games will take place. He has been reportedly charged with ‘petty hooliganism‘, allegedly for swearing previously at a bus stop. At a court hearing today he was sentenced to 15 days of administrative detention.

‘Vitishko’s name has now become synonymous with harassment of civil society activists in the run-up to Sochi Games. Vitishko and his friends have been trying to expose environmental violations during the preparation of the Sochi Olympics. For this they are being punished. By trying to lock him up as a ‘petty hooligan’ the authorities are trying to gag him,’ said Denis Krivosheev, Europe and Central Asia Deputy Programme Director.

‘The concern is what will happen to civil society after the closure of the Olympics after the international focus moves away.’

Yevgeny Vitishko and his fellow activists have been actively involved in protests regarding the deforestation and illegal construction and fencing in areas of protected forest around Sochi.

In 2012, he received a suspended sentence in connection with an environmental protest. Last December, a court in Tuapse ruled that he should serve three years in prison for violating a curfew associated with the suspended sentence. His appeal hearing was reportedly scheduled for 22 February 2014, but now all information regarding it has been conspicuously removed from the court’s website.

Amnesty International has already raised concern about his unfair trial which resulted in a court decision to send him to prison colony for three years. His arrest comes as he is awaiting his appeal hearing.

Vitishko’s supporters fear that he will be held in custody until the day of his appeal under administrative charges, and then be sent to a prison colony.

Rights groups have accused Russian officials of harassing activists and journalists in the Sochi area, detaining them on trumped-up charges.

The Olympics are projected to cost $51 billion, or more than every other Winter Olympics combined. The high price tag is being blamed on Sochi being extremely ill-suited to host an Olympics and rampant corruption.

On Wednesday, Pussy Riot’s Nadezhda Tolokonnikova and Maria Alekhina were set to make their first public appearance in the United States after being released from a Russian prison (23dec.). They were scheduled to speak at a Brooklyn concert organized by the human rights advocacy group and featuring stars such as Madonna.

Alekhina said she wants Americans to look beyond the grandeur of the projects and buildings of the games.

‘They are foreign objects in Russia,’ she said. ‘The only thing that connects Russia to these objects is taxpayers’ money, which has been stolen and has been used to build these Olympic objects.’

Alekhina called on President Barack Obama to increase pressure on Russia over alleged human rights abuses, and said she and Tolokonnikova are handing over a petition to Putin to help ‘end this bullshit.’

‘Aren’t you sick of it all, Putin?’ Tolokonnikova asked.

International response to prior calls to boycott the games has garnered some largely symbolic gestures. Obama included three openly gay athletes in the official U.S. delegation to the Sochi Winter Olympics in a rebuke of Putin’s anti-gay laws. And Norwegian Health Minister Bent Høie said he is taking his male spouse to the opening ceremony. But twelve peaceful protesters remain incarcerated after police arrested them at the anti-Putin demonstrations in Moscow two years ago, the pair from Pussy Riot said.

Now that the band is an icon for the struggle against human rights abuses in Putin’s Russia, the two women said it will also act for the rights of prisoners in the United States.

Tolokonnikova and Alekhina said they plan to visit prisons and meet with nonprofit organizations to learn about the issue of solitary confinement in the U.S. ‘We’re very interested in the fact of how NGOs (nongovernmental organizations) in the U.S. work and collaborate with penitentiary institutions,’ Alekhina said. ‘One of our main goals is to exchange experience.’

‘Pussy Riot inspired a new generation of activists around the world, Samir Goswami, managing director of the Amnesty International USA program Individuals and Communities at Risk said, adding that their supporters followed in the footsteps of those who helped Amnesty International obtain the release of some 44,000 prisoners since its international inception in 1961.

‘Pussy Riot were street performers,’ he said. At the subway, on the streets, they would call on people to take their rights seriously. ‘There are street performers in the U.S. whom we pass every day, but we don’t realize that they can help elevate human rights to the global conversation.’

‘They found a lot of support from folks in the U.S., especially from Russia’s diaspora community in Brooklyn, who called passionately for their release,’ Goswami said. ‘But they’re also learning about the prison conditions in the U.S. and plan on doing some research here.’

Kremlin Suspends Questioned Reform of Wildlife Reserves. Russian President Vladimir Putin ordered to amend recent environmental legislation that critics said could allow for real estate development in Russia’s protected territories. A law passed in December allows for the downgrading of any of the 102 Russian wildlife reserves to natural parks, where construction is permitted under certain conditions.

The law, which passed quickly through parliament, caused outcry from eco-activists, who said it could be exploited to build commercial real estate in wildlife reserves.

Krasnodar is a city located in the Southern Russia based on the Kuban River situated 80 kilometers away to the North East of the Black sea port. The prevailing political stability and the numerous administrative efforts taken by the regional administration has made the Krasnodar region one of the most favorable investment destinations in Russia.

More than 60 countries have investment cooperation in this region and 773 companies having foreign capital are already part of the regions economy. Majority of the FDI coming in this region is mainly concentrated on food industries, woodworking and fuel.

To finance venues and apartments in the Caucasus Mountains and along Sochi’s coast, state-owned Vnesheconombank, known as VEB, lent $7.4 billion to a who’s who of Russia’s elite. Among the biggest loan recipients are companies controlled byVladimir Potanin, chief executive of OAO GMK Norilsk Nickel, the world’s largest nickel producer. Joining him are Oleg Deripaska, chief executive of United Co. Rusal, the No. 1 aluminum company; Alexey Miller, chief of state-controlled gas provider OAO Gazprom; and German Gref, chief of state-controlled OAO Sberbank, Russia’s largest bank.


http://www.amnesty.org/

#CookedNews

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Scarlett Johansson stopped SodaStream from Palestine

intifada-palestine

Scarlett Johansson has stepped down as an Ambassador for Oxfam because of her relationship with SodaStream, a company which operates in the illegal settlement Ma’ale Adumim, in the Occupied West Bank. Scarlett Johansson and Oxfam faced immense pressure from the Boycott Divestment and Sanctions (BDS) campaign who demanded that cut her ties with SodaStream or Oxfam cut their ties with Scarlett Johansson.

Scarlett Johansson described Oxfam’s opposition to her support for a company which operates in an illegal settlement as ‘a fundamental difference of opinion’. Oxfam described Scarlett’s role for SodaStream was ‘incompatible‘ with her work for Oxfam. Settlements are illegal under international law, and an obstacle to peace – therefore settlement production relies on, and supports, an activity that is illegal.

Director of Palestine Solidarity Campaign, Sarah Colborne, said: ‘Scarlett Johansson’s decision to represent SodaStream clearly violated Oxfam’s policy of supporting human rights and justice. By choosing to represent a company that operates in an illegal settlement on stolen Palestinian land, she has already suffered major reputational damage. And by prioritising SodaStream over Oxfam, she has decided to profit from occupation, rather than challenge global poverty. We thank all our supporters who made it clear to Oxfam that they needed to break from Scarlett Johansson or risk facing a haemorrhaging of support in the UK and internationally. 

Sodastream, a carbonated beverage manufacturer is based in the Mishor Adumim settlement industrial zone. Mishor Adumim is an industrial area attached to the residential settlement of Ma’ale Adumim, East of Jerusalem in the Israeli occupied West Bank. Israeli company Soda Club, which owns the Sodastream brandname. Sodastream, a carbonated beverage manufacturer is based in the Mishor Adumim settlement industrial zone. Mishor Adumim is an industrial area attached to the residential settlement of Ma’ale Adumim, East of Jerusalem in the Israeli occupied West Bank.

On 15/02/2014, 12:00 pm – 2:00 pm, Outside John Lewis Dept Storer 300 Oxford Street, London the protest for Free Palestine against Sodastream policy.

Date
15/02/2014
12:00 pm – 2:00 pm

Location
Outside John Lewis Dept Store
300 Oxford Street
London – 

http://www.palestinecampaign.org/
https://www.facebook.com/palestinesolidarityuk

#CookedNews

One billion rising: con San Valentino arriva anche il V-Day, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne

one billion rising t-card2Dopo domani è San Valentino, ma anche il giorno scelto in tutto il mondo per manifestare contro la violenza sulle donne. L’idea è di ‘One Billion Rising‘ un movimento che si occupa di questa causa.

Nel mondo attuale, un miliardo di donne (‘one billion’, appunto) verrà picchiata o violentata almeno una volta nella sua vita. Saranno quindi, simbolicamente, un miliardo di persone a muoversi contro questa vergogna. ‘One Billion Rising’, è un movimento globale a cui il prossimo 14 febbraio parteciperanno un miliardo di donne e uomini, per rispondere alla violenza con la danza.

Per il 14 febbraio è stato quindi organizzato un flashmob in moltissime città del mondo: andando sul sito di One Billion Rising si può trovare il luogo più vicino.

La campagna, che ha ottenuto l’adesione di organizzazioni, attivisti leader e celebrità di 182 paesi del mondo e da oltre 13 mila organizzazioni mondiali, e’ stata lanciata dalla scrittrice Eve Ensler nel 15esimo anniversario del V-Day (giornata contro la violenza sulle donne da lei ideata).

I colori scelti sono il rosso e il nero, perciò bisognerà utilizzarli per l’abbigliamento. Chi partecipa può trovare sulla pagina Facebook il logo del flashmob: va stampato e applicato sulla maglietta. Il motto dell’evento è ‘Strike – Dance – Rise!’: si tratterà infatti muoversi al ritmo di una danza, ‘Break the chain’. Chi vuole può imparare la coreografia su YouTube, sapendo che è stata inventata da Debbie Allen, la maestra di danza Lydia Grant di ‘Fame’.

http://onebillionrising.org/

Battiato: ‘Nelle casse dell’assessorato al Turismo non un euro, hanno rubato tutto’

Franco Battiato

Franco Battiato (Photo credit: Wikipedia)

Non c’è un euro, non si può lavorare chiaro. Il presidente Crocetta deve trovare fondi europei. Nelle casse dell’assessorato al Turismo non c’è un euro, hanno rubato tutto”. Così l’assessore regionale al Turismo Franco Battiato in conferenza stampa a Palermo: “Io assente in assessorato? Hanno detto delle palle, è tipico della politica odierna’.

Per Franco Battiato ‘è prioritario valorizzare, unitamente allo sport d’eccellenza, anche lo sport di base visto nel suo valore comunitario e identitario , tenuto conto che attorno ad ogni singola attività confluiscono persone provenienti da diverse estrazioni sociali’.

‘In attesa che si trovino soluzioni per rimettere in circuito le risorse comunitarie, e in attesa dell’approvazione del bilancio regionale, si sta lavorando, anche attraverso la concertazione con gli operatori culturali, alla stesura di avvisi e bandi con criteri ispirati a principi di trasparenza, merito, qualità e ricaduta sul territorio – ha detto ancora Battiato – Tra gli obiettivi di questo assessorato vi è sicuramente l’avvio di un costante rapporto con le migliori risorse umane e professionali isolane, spesso portatrici di qualità ed eccellenze non sempre valorizzate adeguatamente’.

Per il cantautore ‘la progettazione culturale avrà come punto di riferimento il concetto di ‘classicità’ declinato attraverso le più interessanti e innovative forme espressive della contemporaneità’.

In ogni caso, ha precisato Battiato, pensiamo che ‘tutte le iniziative culturali debbano avere ‘ex ante’ e ‘post’ dati certi sulle ricadute turistiche, su una valorizzazione reale e non virtuale del nostro territorio’.

Giornata di mobilitazione delle imprese italiane: in migliaia contro la crisi

Giornata-di-Mobilitazione-Nazionale-Rete-Imprese-ItaliaOggi si alza in Italia la voce di centinaia di migliaia di imprese per chiedere una svolta nella politica economica del Paese. È la voce delle imprese e delle professioni del commercio, dell’artigianato, dei trasporti, del turismo e dei servizi di mercato che oggi, per la prima volta insieme, si mobilitano per chiedere alle forze politiche di puntare sulla ripresa e di investire nello sviluppo’. Così il presidente di turno di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, ha presentato la giornata di mobilitazione delle imprese italiane di oggi.

Sono oltre 30 mila gli imprenditori italiani che aderiscono alla protesta di Rete Imprese Italia (formata da Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cna e Casartigiani) e oltre 300 le associazioni territoriali collegate. ‘Chiediamo un Paese normale – ha aggiunto Sangalli – e la nostra richiesta si rivolge alla politica. È una richiesta esigente e severa. Diamo all’Italia lavoro, occupazione, stabilità economica e coesione sociale. non chiediamo privilegi ma opportunità e strumenti per tornare a crescere. Alla politica chiediamo perciò parole di verità sui tempi difficili che ancora ci attendono, impegni puntuali e coerenza e – ha sottolineato – anche se siamo ancora in periodo di saldi, su questo di sconti non ne faremo a nessuno’.

Fra le strategie prioritarie per tornare a crescere occorre una riduzione della pressione fiscale. È quanto chiede Rete Imprese Italia nel documento di presentazione della giornata di mobilitazione nazionale che si svolge oggi in oltre 80 città. Le richieste delle imprese, rileva il presidente di turno Carlo Sangalli nell’intervento di apertura, ‘sono le ragioni dell’avanzamento di una sorta di vera e propria `chirurgia ricostruttiva´ della spesa pubblica e dell’azione di contrasto e recupero di evasione ed elusione come condizioni per la progressiva riduzione della pressione fiscale. Un livello record di pressione fiscale – rileva – che fiacca, indebolisce drasticamente investimenti e consumi. E che ci fa chiedere la definitiva archiviazione di un ulteriore incremento dell’Iva. Sarebbe – sottolinea – solo un’ennesima controproducente doccia gelata per la ripresa!’.

Egitto: scontri dopo Port Said, condannate a morte di 21 persone

Egitto-scontri-dopo-Port-Said-638x425E’ salito a 27 morti e circa 300 feriti il bilancio delle vittime delle violenze scoppiate a Port Said, Egitto, dopo la sentenza di condanna a morte di 21 persone coinvolte negli scontri scoppiati l’anno scorso in uno stadio della città egiziana.

I parenti degli imputati condannati a morte per il massacro di 74 persone a febbraio 2012 hanno tentato di fare irruzione nel carcere dove sono detenuti i loro familiari. I disordini sono scoppiati pochi minuti dopo l’annuncio, da parte del tribunale egiziano, di aver rimandato le condanna a morte degli imputati al Grand Mufti, la massima autorità religiosa del Paese che deve ratificare le pene capitali.

Colpito dal fuoco incrociato un traghetto greco proveniente dal porto israeliano di Haifa e approdato questa mattina a Port Said: a bordo nessuna vittima. Secondo le autorità greche la nave non era obiettivo degli spari.

Il governatore di Bankitalia contestato all’Università di Firenze durante la sua lectio magistralis

ignazio-viscoIl governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è stato costretto a interrompere la sua lectio magistralis all’Università di Firenze. Una cinquantina di studenti dopo avere esposto lo striscione ‘Voi la chiamate crescita noi sfruttamento. Fuori Bankitalia’ hanno forzato il presidio di sicurezza delle forze dell’ordine all’esterno dell’aula e hanno fatto irruzione nella sala, costringendo il governatore a interrompere la lezione. Poi grida del tipo: ‘Ci tagliate i diritti’.

Per alcuni minuti hanno gridato slogan usando anche un megafono e poi si sono allontanati pacificamente.

Il governatore ha poi ripreso la sua lezione ma si è dovuto nuovamente interrompere. Questa volta a causare il nuovo stop è stato l’allarme anti incendio. Il segnale acustico si è attivato per un quarto d’ora a causa di una porta forzata da alcuni studenti contestatori.

La conferenza organizzata dal Polo delle Scienze sociali sulla crisi economica aveva il titolo: ‘Ruolo, responsabilità e azioni della Banca centrale nella lunga crisi’. Nell’aula assieme al rettore Alberto Tesi, i tre presidi di Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche (Francesco Giunta, Paolo Cappellini e Franca Alacevich) si sarebbero confrontati con Ignazio Visco. Il governatore che è stato fatto entrare mezz’ora prima da un ingresso secondario proprio nel tentativo di evitare le contestazioni.

Visco è comunque poi riuscito a finire il suo intervento e quando gli studenti hanno lasciato l’aula ha detto: ‘Poi spiegheremo chi sono i banchieri centrali e i regolatori’. Il dibattito è proseguito.

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