G8 Genova 2001: cinque condanne definitive e un nuovo processo

Ridotte dalla Cassazione le pene alla maggior parte dei no global imputati per le devastazioni del G8 di Genova 2001. La sentenza di condanna è ora diventata definitiva per cinque dei dieci imputati accusati di vandalismo. La Corte suprema ha annullato con rinvio ad altra sezione della Corte d’Appello di Genova, la pena inflitta a cinque no global, perché ci sia una nuova valutazione sul diniego dell’attenuante di ‘aver agito per suggestione di una folla in tumulto‘.

Carlo Arculeo, Antonino Valguarnera, Luca Finotti, Dario Ursino e Carlo Cuccomarino sono i cinque attivisti per i quali la Cassazione ha deciso il rinvio. La loro posizione dovrà dunque essere riesaminata. Annullata senza rinvio invece la condanna per Marina Cugnaschi, Vincenzo Vecchi, Luca Finotti e Francesco Puglisi per il solo reato di detenzione di molotov, con sconto di pena compreso tra un anno e nove mesi. Le uniche condanne confermate sono quelle di Ines Morasca (6 anni e 6 mesi) e Alberto Funaro (10 anni).

L’accusa di devastazione – Anche se alcune delle pene inflitte ai dieci no global saranno ridotte, la Cassazione ha confermato in sostanza l’accusa di devastazione e saccheggio formulata dalla magistratura genovese per i danneggiamenti provocati durante il vertice genovese del G8 2001.

‘Ho sempre sostenuto che le condanne comminate in appello per quei 10 ragazzi erano aberranti. Adesso voglio capire se è caduta l’accusa di associazione finalizzata alla devastazione e saccheggio’. Così Giuliano Giuliani, padre di Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso a Genova durante il G8 del 2001, ha commentato la decisione della Cassazione.

‘Hanno caricato su un manipolo di ragazzi la responsabilità totale di quello che successe allora – ha detto Giuliani – e il computo delle pene fu addirittura più alto di quelle comminate per i massacri della caserma Diaz. La cosa che mi preoccupa è l’accusa di associazione: una norma del codice Rocco recuperato in un’aula di tribunale dell’Italia democratica per giustificare una cosa assurda’.

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https://cookednews.wordpress.com/2012/07/06/diaz-11-anni-dopo-nuove-nomine-ai-vertici-manganelli-e-il-momento-delle-scuse/

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10×100 anni di carcere G8 Genova 2001 non è finita: Blob e la campagna pro cassazione Diaz

 La Procura generale della Cassazione chiede che vengano confermate le assoluzioni per 13 no global appartenenti al gruppo ‘Sud ribelle’ per una serie di attività tutte riferite al G8 di Genova e al Global forum di Napoli del 2001.

In particolare, il sostituto procuratore generale Nicola Lettieri ha sollecitato ai giudici della quinta sezione penale il rigetto del ricorso della Procura di Catanzaro contro l’assoluzione accordata ai 13 imputati tra i quali Francesco Caruso e Luca Casarini dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro il 20 luglio 2010.

La Procura di Catanzaro, in Cassazione, contesta un’anomalia processuale che si sarebbe verificata con il cambio del presidente di udienza e il conseguente trasferimento del processo ad altra sezione.

Se venissero accolte le sue censure, il processo ripartirebbe da zero ma la Procura della Cassazione ritiene che la vicenda si debba chiudere con le 13 assoluzioni nei confronti di altrettanti no global accusati pesantemente di vari reati tra i quali l’associazione sovversiva, l’attentato ad organi costituzionali e l’associazione per delinquere.

L’appello alla società civile e al mondo della cultura

La gestione dell’ordine pubblico nei giorni del G8 genovese del luglio del 2001, rappresenta una ferita ancora oggi aperta nella storia recente della repubblica italiana.

Dieci anni dopo l’omicidio di Carlo Giuliani, la ‘macelleria messicana’ avvenuta nella scuola Diaz, le torture nella caserma di Bolzaneto e dalle violenze e dai pestaggi nelle strade genovesi, non solo non sono stati individuati i responsabili, ma chi gestì l’ordine pubblico a Genova ha condotto una brillante carriera, come Gianni De Gennaro, da poco nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Mentre lo Stato assolve se stesso da quella che Amnesty International ha definito ‘la più grande sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale’,  il prossimo 13 luglio dieci persone rischiano di diventare i capri espiatori e vedersi confermare, in Cassazione, una condanna a cento anni di carcere complessivi, in nome di un reato, ‘devastazione e saccheggio’, che rappresenta uno dei tanti detriti giuridici, figli del codice penale fascista, il cosiddetto Codice Rocco.

Un reato concepito nel chiaro intento, tutto politico, di perseguire chi si opponeva al regime fascista. Oggi viene utilizzato ipotizzando una ‘compartecipazione psichica’, anche quando non sussiste associazione vera e propria tra le persone imputate. In  questo modo si lascia alla completa discrezionalità politica degli inquirenti e dei giudici il compito di decidere se applicarlo o meno.

E’ inaccettabile che, a ottant’anni di distanza, questa aberrazione giuridica rimanga nel nostro ordinamento e venga usata per condannare eventi di piazza così importanti, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone, come le mobilitazioni contro il G8 a Genova nel 2001.

Non possiamo permettere che dopo dieci anni Genova finisca così, per questo facciamo appello al mondo della cultura, dello spettacolo, ai cittadini e alla società civile a far sentire la propria voce firmando questo appello che chiede l’annullamento della condanna per devastazione e saccheggio per tutti gli imputati e le imputate.

Per una battaglia che riguarda la libertà di tutte e tutti.

In occasione della cassazione per la Diaz, blob lancia la campagna 10×100

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