#salvArte: Salviamo l’insegnamento della storia dell’arte e della Geografia

#salvArte #Cookednews

L’Italia, paese di straordinaria bellezza geografica, è scrigno della maggior parte del patrimonio culturale e artistico del mondo ed è dunque un paese con straordinarie potenzialità di crescita occupazionale nel turismo culturale e naturalistico.

Eppure la riforma Gelmini ha ridotto drasticamente le ore di insegnamento della geografia e della storia dell’arte al punto da provocarne la sostanziale abolizione.

Un vero scandalo a cui il nuovo Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini può e deve porre rimedio, nell’interesse del nostro Paese e delle future generazioni.

Da cinque anni insegno presso l’Università Bicocca per il corso di laurea magistrale ‘Turismo, territorio e sviluppo locale’ e da due anni presso l’Università di Tor Vergata per il corso di laurea in ‘Progettazione e Gestione dei sistemi turistici’. Ho incontrato tantissimi docenti, studenti, imprenditori ed operatori turistici che ribadiscono la necessità di ripristinare e potenziare l’insegnamento della Geografia e della Storia dell’Arte nelle scuole italiane, proprio perché siamo un paese di turismo culturale.

Chiedo al nuovo Ministro dell’Istruzione e al Presidente del Consiglio, che già si è pronunciato sull’importanza dell’istruzione e della scuola, di dichiarare pubblicamente la volontà di riparare ai danni causati dalla riforma Gelmini e garantire già a partire dal prossimo anno scolastico, una chiara svolta in tal senso.

Salvare la storia dell’arte e la Geografia #salvArte. Questa petizione sarà consegnata a: Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione Matteo Renzi, Presidente del Consiglio.

Lanciata da Alfonso Pecoraro Scanio Italy

#salvArte#CookedNews#CookedNews,

 

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Quattro giornalisti italiani rapiti venerdì nel nord della Siria presto liberi: Farnesina ‘massimo riserbo’

quattro giornalisti italiani rapiti in SiriaI quattro giornalisti italiani rapiti venerdì nel nord della Siria tra la regione di Idlib e quella turca di Hatay stanno bene e saranno presto liberati e accompagnati in Turchia. Lo dice all’Ansa una fonte vicina ai ribelli siriani. 

Sono stati fermati e non sequestrati. Si trovano in buone condizioni di salute e i combattenti che li hanno fermati li trattano benissimo e già domani potrebbero rientrare in Italia’, continua la fonte, contattata al telefono, sottolineando che i quattro ‘verranno riaccompagnati dagli stessi ribelli che li hanno fermati in Turchia’. La fonte precisa che i ribelli stanno ‘effettuando solo degli accertamenti per verificare che si tratti di giornalisti e non di spie come pensato in un primo momento’. Il gruppo di ribelli che li ha fermati ‘appartiene alla galassia dell’opposizione e non all‘Esercito Siriano Libero (Esl)’, conclude la fonte.

Intanto la Farnesina chiede il ‘massimo riserbo’ e fa sapere di seguire la vicenda fin dai primi momenti e di essere in contatto con i familiari. La ‘priorità è l’incolumità’ dei reporter, sottolinea il Ministero degli Esteri. La Rai, per cui i reporter stavano realizzando un reportage, ha chiesto il silenzio stampa.

‘La storia siamo noi’. I quattro fanno parte della troupe, guidata da Amedeo Ricucci del programma Rai ‘La Storia siamo noi’, composta anche dal fotografo Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la reporter freelance Susan Dabbous, impegnati in Siria da giorni su un reportage sperimentale dal titolo ‘Silenzio, si muore‘. Si tratta di un primo esperimento Rai di giornalismo partecipativo. Ricucci aveva annunciato sul suo blog, alla vigilia della partenza, che con i suoi collaboratori sarebbe stato in Siria dal primo al 15 aprile, realizzando collegamenti ogni giorno via Skype con un gruppo di studenti di San Lazzaro di Savena. I ragazzi della scuola della provincia di Bologna avrebbero dovuto interagire attivamente con i giornalisti sul campo e fornire loro – grazie anche a indicazioni della redazione de ‘La Storia siamo noi’ – spunti e suggerimenti circa notizie da seguire e storie da raccontare. Ricucci e Colavolpe erano già stati assieme nei mesi scorsi per un altro reportage ad Aleppo, sempre prodotto dal canale di approfondimento Rai. 

Da Antiochia, i giornalisti italiani sono entrati nella Siria controllata dai ribelli lo scorso 2 aprile nell’area di Guvecci facendo tappa, tra l’altro, all’ospedale da campo di Yamadiye, di fronte alla località turca di Yayladagi. Il programma era di rientrare ogni sera in territorio turco e, quindi, di mantenersi sempre vicini alla striscia frontaliera tra i due Paesi. Le loro tracce – secondo le prime ricostruzioni – si sono perse il 4 aprile, quando nel pomeriggio era previsto il collegamento con i ragazzi di San Lazzaro. I cellulari GSM e satellitare di Ricucci e degli altri componenti della troupe da quel momento sono stati irraggiungibili. Venerdì mattina fonti giornalistiche siriane e straniere presenti nella regione turca di Hatay e in contatto con gli accompagnatori di Ricucci hanno riferito che i giornalisti si trovavano nel villaggio di Yaqubiya, e nord di Idlib, in stato di fermo, probabilmente da parte di miliziani fondamentalisti. Secondo la ricostruzione offerta da queste fonti, i reporter italiani erano stati arrestati perché avevano filmato e fotografato postazioni militari sensibili. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Fsni, Franco Siddi, sottolineando di seguirla con ‘molta trepidazione’ mentre la Rai in nottata si è unita all’appello della Farnesina di ‘massimo riserbo’.

Il lavoro che hanno appena iniziato per ‘La Storia siamo noi’ (Rai2) – aveva scritto parlando dei quattro giornalisti il 3 aprile scorso sul suo blog Cristiano Tinazzi, collaboratore del Messaggero ed esperto di Siria, che ha lavorato spesso con Ricucci – è una continuazione di Siria 2.0, anche se non sarà (almeno nelle intenzioni) un reportage di guerra ma un vero e proprio esperimento di giornalismo partecipativo’.

Il post di Ricucci. 
Parlando della Siria, sul suo blog, il 23 marzo scorso Ricucci aveva scritto: ‘Una tragedia infinita che si consuma nell’indifferenza delle cancellerie occidentali e dell’opinione pubblica internazionale. Raccontarla andando sul posto non è facile, come dimostra l’alto tributo di sangue già pagato dai giornalisti e dagli operatori dell’informazione che in questi due anni hanno provato a farlo. E poi c’è il rischio dell’effetto-assuefazione, che consiglia di non esagerare con le notizie, le foto o le immagini dai fronti di guerra per non turbare troppo i sensi e le coscienze delle famigliole riunite per cena nel tinello di casa. Tutto vero’. ‘Forse, però, l’indifferenza è figlia anche della nostra incapacità – proseguiva Ricucci – di raccontare la tragedia siriana, coinvolgendo di più e meglio il nostro pubblico, rendendolo cioè partecipe di quella tragedia. Ed è una cosa che si può fare, con le tecnologie che abbiamo a disposizione. Anzi, è una cosa che si deve fare, se si crede nel dovere della testimonianza e nel diritto all’informazione. Da questa esigenza è nato il progetto ‘Silenzio, si muore‘, primo esperimento Rai (e italiano) di giornalismo partecipativo. Dal 1° al 15 aprile sarò di nuovo in Siria, a decidere questa volta il mio percorso di viaggio, le notizie da seguire e le storie da raccontare, sarà un gruppo di studenti di San Lazzaro di Savena, collegati costantemente con me via Skype‘.

(fonte il Messaggero)

http://www.amedeoricucci.it/

Il movimento studentesco torna in piazza: Roma blindata, cortei in tutte le città

Sabato di cortei e sit-in a Roma, blindata e in massima allerta dopo gli scontri del 14 novembre scorso. In piazza studenti universitari e medi, professori, Cgil e Cobas. Nel pomeriggio è previsto invece un corteo dei militanti di CasaPound.

Il corteo non autorizzato degli studenti medi e universitari è partito da piazzale Ostiense e gli studenti hanno annunciato di voler raggiungere le vie del centro. ‘Non siamo noi ad alimentare le tensioni, noi non vogliamo fare gli scontri ma vogliamo riprenderci la libertà di manifestare vicino ai palazzi del potere’ dicono gli studenti. Secondo quanto si apprende il corteo dovrebbe attraversare Testaccio, Bocca della Verità, Teatro Marcello per raggiungere piazza Venezia. Ad aprire il corteo lo striscione ‘Contro crisi e austerità riprendiamoci la città’.

In prima fila ci sono anche gli ormai famosi book bloc, gli scudi con su scritti i titoli dei classici e altri slogan che gli studenti portano durante le manifestazioni. Tra gli altri slogan: ‘Non ci sarà zona rossa che tenga’, ‘Roma è antifascista’, ‘Voi mangiate sulla scuola, noi ignoranti e a digiuno’. Insieme agli studenti sfilano anche alcuni insegnanti: alcune professoresse del Liceo Seneca portano uno striscione con su scritto ‘Maestri laureati umiliati e offesi’.

Da piazza della Repubblica il corteo dei Cobas che terminerà a Piazza Santi Apostoli. Sempre i Cobas hanno organizzato un sit-in davanti al ministero dell’Istruzione. Previsto anche il sit-in della Cgil in piazza Farnese.

‘Torniamo in piazza subito dopo il 14 novembre – dichiara Federico del Giudice, portavoce della Rete della Conoscenza – per dimostrare come gli studenti non abbiano paura malgrado la spaventosa repressione ordinata dalla forze dell’ordine il giorno dello sciopero europeo e per rivendicare come la nostra generazione abbia la volontà di lottare contro le politiche di austerity che in Italia, come in altri paesi europei, hanno distrutto il welfare ed eliminato i diritti’.

‘Sono centinaia le scuole occupate in tutta in Italia per protestare contro l’ex Pdl Aprea e la privatizzazione della scuola pubblica – prosegue Roberto Campanelli, coordinatore dell’Unione degli studenti – oggi siamo in piazza e siamo partiti dalle nostre scuole per ribadire ancora una volta con forza, come fatto il 12 ottobre e il 14 novembre che non si può toccare la scuola pubblica. Manifestiamo al fianco di migliaia di docenti e di precari della scuola anche loro colpiti dalle misure di questo governo e contrari allo smantellamento del ruolo sociale della scuola’.

Oggi a Roma di nuovo in piazza anche gli studenti universitari. ‘Vogliamo riaprire il centro di questa città – dichiara Luca Spadon portavoce di Link coordinamento universitario – vogliamo poter manifestare sotto i palazzi del potere, come avviene in tutti i paesi europei, dove troppo spesso vengono prese delle decisioni sopra le nostre teste e pretendiamo i numeri identificavi sopra i caschi della polizia pratica anche essa in uso in tutta Europa’.

‘Oggi manifestiamo per sostenere due punti -afferma Piero Bernocchi leader dei Cobas: il continuo e progressivo immiserimento della scuola pubblica e quello generale italiano che nasce alla politica economica del governo. L’esecutivo sta provocando un vistosa recessione che produce disoccupazione: un laureato su due non trova lavoro e chi lo trova è precario”.

La tensione resterà alta nella Capitale anche nel pomeriggio: è previsto infatti il corteo dei militanti di CasaPound che partirà da Piazza Mazzini per arrivare a Ponte Milvio. Contemporaneamente si terrà un sit-in dei movimenti antifascisti in Piazza dell’Esquilino. Uno striscione con scritto ‘Roma è antifascista’, firmato Rete Comunista, è comparso stamattina all’uscita della metropolitana Colosseo ed è stato rimosso dalla polizia. Altri striscioni simili sono stati rimossi in altre zone di Roma.

Ma gli studenti oggi protestano in tutta Italia. In migliaia a Palermo sono scesi in piazza stamani paralizzando il traffico sin dalle prime ore del mattino. Dalle scuole occupate ed in agitazione sono partiti, in cortei non autorizzati sparsi per tutte la città, migliaia di ragazzi in direzione del concentramento previsto a piazza Politeama.

Flash mob, blocchi, slogan e persino una bara con su scritto ‘Cultura. Qui giace il nostro futuro’ per protestare contro ‘una vera e propria macelleria sociale nei confronti di tutti quei soggetti già vessati dalla crisi economica, studenti in primis’.

In corteo anche i sindacati della scuola. Ad accomunarli un’idea: quella che il mondo dell’istruzione sia ‘sotto attacco’. ‘E’ ormai chiaro che la spesa pubblica viene considerata come il male da evitare – spiegano l’Udu Palermo – Unione degli Universitari e la Rete degli studenti medi di Palermo -, ma anziché cercare alternative per rilanciare la crescita sociale, e non soltanto economica, del nostro Paese si preferisce tagliare tutto quello che è possibile tagliare, affinché possano essere rispettati gli interessi dei grossi privati bancari e finanziari. Il risultato di queste politiche provoca un impoverimento culturale e formativo della società e non fa altro che allontanare sempre più i giovani dai luoghi di studio e di dibattito’.

‘Per stimolare e chiedere ad alta voce una risposta concreta su questi temi – concludono – portiamo in piazza in maniera pacifica le nostre rivendicazioni e le nostre proposte al governo nazionale e a quello regionale, senza violenza ma con tanta determinazione perché siamo convinti che qualsiasi Governo debba preoccuparsi del futuro dei suoi cittadini e non dei conti in banca dei suoi creditori’.

12 Ottobre tutti in piazza: studenti, universitari, ricercatori protestano contro i tagli

12 Ottobre tutti in piazza. La Cgil ha promosso la protesta del personale dell’istruzione. In piazza studenti, universitari e ricercatori. Le altre sigle sindacali proclameranno lo sciopero dopo il mancato accordo sugli scatti di anzianità del personale scolastico.

Nel quaderno delle lamentele anche i tagli a cui starebbe lavorando il ministro Profumo.

Nella legge di stabilità approvata dall’esecutivo Monti ci sarebbe una decurtazione di un miliardo sulla scuola, da concretizzare aumentando l’orario di lavoro dei docenti di medie e superiori per risparmiare sulle supplenze.

A Roma blitz davanti alla sede Ue: ‘Questo governo fa dell’Europa la sua bandiera. L’Europa però chiede una scuola di qualità’.

Da Roma a Milano, da Aosta a Palermo migliaia di studenti, docenti, personale Ata, dirigenti e operatori della formazione professionale sono scesi in piazza ‘contro i nuovi tagli della spending review, per il rinnovo del contratto fermo dal 2009 e la restituzione degli scatti, per modificare la legge sulle pensioni che impedisce l’ingresso di giovani docenti e Ata nella scuola, contro il nuovo concorso inutile e costoso e per un piano di stabilizzazioni che dia certezze al personale docente e Ata incluso nelle graduatorie, per chiedere finanziamenti adeguati e certi e investimenti in tecnologie e innovazioni’.

 Gli studenti in corteo a Torino hanno lanciato carote contro la sede del Miur per protestare contro la frase del ministro Francesco Profumo che nei giorni scorsi ha detto che con gli studenti serve il bastone e la carota. ”La settimana scorsa – hanno detto gli studenti ricordando gli scontri con la polizia dell’ultima manifestazione – con noi hanno usato il bastone. Oggi noi usiamo le carote”.

Hanno poi acceso anche alcuni fumogeni.

‘Siamo in 10 mila’. E’ il numero fornito dagli organizzatori del corteo romano della scuola dopo che il blocco degli studenti si è unito a quello degli insegnanti. E al corteo degli studenti di Roma spuntano le carote. ‘Sono per il ministro Profumo’, spiegano i ragazzi ‘che ha detto che gli italiani hanno bisogno un po’ del bastone e un po’ della carota. Gli diciamo tieniti bastoni e carote noi ci riprendiamo tutto, i nostri diritti il nostro futuro’.

Sono le 12:23  e il serpentone di manifestanti romano in questo momento ha imboccato via dei Fori Imperiali. Studenti in piazza in 90 città: ‘Non ci avrete mai come volete voi’. Contro la legge di stabilità, un miliardo di tagli alla scuola e 30 mila precari licenziati. Oggi anche lo sciopero generale della Flc-Cgil nella scuola

Intorno alle 14:15, dopo il lancio di carote al Miur, gli studenti bloccano viale Trastevere seduti in terra. ‘Siamo 100mila in tutta Italia’. Il corteo si sta sciogliendo dopo gli interventi degli studenti che tracciano bilancio della giornata.

Su Twitter #12ott#12ottobre#scuola#studenti

http://www.12ottobre.it/12_Ottobre_-_Mobilitazione_studentesca_nazionale.html

Studenti medi in corteo in tutta Italia contro i tagli e l’austerity

Gli studenti degli istituti superiori sono scesi in piazza a Roma, Milano a Palermo e in altre città italiane, per la prima manifestazione nazionale del nuovo anno scolastico. A Torino la manifestazione è degenerata in tafferugli con la polizia: dopo lanci di uova e fumogeni da parte dei manifestanti, sono partite due cariche delle forze dell’ordine.

Il corteo romano – organizzato dai collettivi StudAut e Studenti Autorg – punta al ministero dell’Istruzione, dove si tiene un sit-in. E nella zona di piazzale Ostiense, dove si sono riuniti i ragazzi, il traffico è andato in tilt. In testa alla manifestazione c’è uno striscione che recita: ‘Contro crisi e austerità riprendiamoci scuola e città”. Intorno si rivedono i ragazzi con gli scudi di gomma che richiamano le copertine dei libri. Presente anche un nutrito schieramento di forze dell’ordine.
Il traffico nella zona è in tilt: l’agenzia per la mobilità del Comune ha fatto sapere che sono state chiuse le strade di accesso a piazzale Ostiense e che è deviata l’intera rete bus delle aree Ostiense, Piramide, Marmorata e Aventino. Il tram 3 limita la corsa a piazza Albania.

A Palermo sono in 5000 gli studenti in piazza. E’ appena partito, dal concentramento di Piazza Politeama, il primo corteo studentesco che vede la partecipazione di 5000 studenti medi promosso dalla sigla ‘Studenti Medi Palermo -il coordinamento delle scuole di Palermo’ – si legge in un comunicato. Il corteo si apre con uno striscione ‘Contro crisi e austerità riprendiamoci scuole e città’. In una città tappezzata da manifesti elettorali, il corteo studentesco di questa mattina va ad inaugurare una nuova stagione di lotte, che dal basso si oppone alla casta politica locale, capace solo di imporre tagli ed austerity ma mai di rispondere ai bisogni sociali di Palermo e dell’intera Regione. ‘Ribadiamo ancora una volta il nostro no alla crisi e alle manovre finanziarie ,contro la casta politica unita sotto il governo monti,contro i tagli alla scuola pubblica,per i libri di testo a costo 0,per un piano di consolidamento e ammodernamento delle scuole,per una scuola libera ,gratuita e slegata dalle logiche di profitto.’ 

La mobilitazione di oggi era stata lanciata lo scorso giugno a Chiomonte durante il campeggio studentesco No Tav, dove si era svolta un’assemblea con realtà studentesche di varie città italiane, per dire che “la nostra opposizione a questo governo e a questo modello di sviluppo resta forte e determinata’.

A Roma un ragazzo del liceo Virgilio è stato fermato dalla polizia per l’identificazione subito dopo i tafferugli che si sono verificati durante il corteo degli studenti in zona Porta Portese. Nella Capitale gli agenti hanno effettuato alcune cariche di alleggerimento contro i ragazzi che volevano “sfondare” il cordone delle forze dell’ordine.

A Milano, invece, due diversi cortei studenteschi hanno avuto pesanti conseguenze sul traffico nel centro della città. Durante il passaggio dei manifestanti è stata temporaneamente interrotta anche la circolazione di alcune linee di superficie dei mezzi pubblici dell’Atm. I manifestanti hanno preso di mira, in particolare, alcuni sportelli bancari con scritte e lanci di uova. Di fronte alla Regione sono stati anche lanciati diversi fumogeni.

A Palermo i ragazzi hanno bruciato alcune schede elettorali.

A Napoli, esplosione di bombe carta e lancio di uova nel corso del corteo degli studenti del Collettivo autorganizzati della Campania ai quali si sono aggiunti i ragazzi delle scuole medie e delle superiori del capoluogo partenopeo e dell’intera provincia. Tanti gli slogan e gli striscioni contro il Governo e contro la riforma.

http://www.retedeglistudenti.it/

‘Se il mondo fosse’: online il rap per l’Emilia di Emis Killa, Club Dogo, J-Ax e Marracash

‘Se il mondo fosse’ di Emis Killa, Club Dogo, J-Ax e Marracash presentato sul palco degli Mtv Days di Torino, in rotazione sui canali Mtv, continua ad essere in cima alla classifica dei più scaricati.

 I fondi raccolti andranno alla ricostruzione del liceo “Galileo Galilei” di Mirandola, in provincia di Modena.

Nato da un’idea di Emis Killa, a cui hanno sono stati invitati ad aderire immediatamente gli altri rappresentanti del rap italiano  Se il mondo fosse è dedicato al popolo emiliano e in generale alle popolazioni colpite durante gli eventi sismici del 20 e 29 maggio.

Mtv Italia ha lanciato lo scorso venerdì dal palco degli Mtv Days, il grande evento dell’emittente che si è svolto il 28, 29 e 30 giugno a Torino, una raccolta di fondi per la ricostruzione dell’Istituto Superiore Galileo Galilei di Mirandola in provincia di Modena.

L’ISS Galilei è frequentato da più di mille studenti e ospita al suo interno più istituti: L’istituto Tecnico (settore tecnologico), Liceo Scientifico (con opzione per scienze applicate) e L’Istituto Professionale (settore industria e artigianato). Serviranno sei mesi di lavoro per far tornare la struttura scolastica completamente funzionante e adatta ad ospitare di nuovo le lezioni.

‘Se il mondo fosse’  è prodotto e distribuito da Carosello Records ed è stato creato proprio per aiutare le popolazioni delle zone terremotate e in particolare i ragazzi e gli studenti emiliani e delle regioni colpite dal sisma. Il live di ‘Se il mondo fosse‘  da ieri in rotazione su Mtv (canale 8 del dtt), Mtv Music (canale 567), Mtv Hits (canale 704 di sky) e su www.mtv.it, da oggi è online sul canale official Youtube di Emis Killa.

I fondi raccolti grazie al brano ”Se il mondo fosse’ saranno utilizzati in particolare per la ricostruzione dei laboratori della scuola, degli spazi di accoglienza e delle aree dedicate all’espressione artistica degli alunni disabili o che vivono situazioni di recupero.

Aggiornamento –  Da oggi, 26 luglio 2012, ‘Se il mondo fosse’ è disco d’oro digitale.

#Seilmondofosse

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‘Il Messico senza Pri’: il movimento YoSoy132 contro il neo eletto presidente Peña Nieto

 ‘Il Messico senza Pri’ contro l’elezione a Presidente di Enrique Peña Nieto. All’indomani dell’elezioni del nuovo presidente del Messico, circa 25.000 manifestanti proveniente dalle Università dello stato dell’America centrale si sono mobilitati nel nome di un unico movimento #YoSoy132, nato lo scorso maggio contro il candidato del Partito rivoluzionario istituzionale, per denunciare brogli elettorali.

Enrique Peña Nieto è considerato un volto nuovo, ma di un partito vecchio già noto al Messico. Il Pri, il partito rivoluzionario istituzionale, torna a governare dopo 12 anni.

‘Il Messico ha votato e Pena non ha vinto!’, hanno gridato nell’elegante quartiere di Polanco, nella zona occidentale della città. La manifestazione era partita da Paseo de la Reforma, la principale arteria della città, luogo abituale delle dimostrazioni di piazza, ma inaspettatamente i giovani hanno deciso di sfilare a Polanco, ‘per quello che rappresenta: è qui che l’oligarchia impone le decisioni al Paese‘.

Il portavoce del movimento studentesco, Miguel Platas, ha annunciato nuove mobilitazioni e assemblee per continuare a sottolineare che le elezioni del 1 luglio hanno offerto l’opportunità di una ‘frode orchestrata dai media e portata avanti il giorno delle elezioni con l’acquisto di voti e la manipolazione dei risultati’.

Enrique Peña Nieto

Avvocato, 45 anni, tesserato del Pri da quando aveva 18 anni, Enrique Peña Nieto è stato governatore dello Stato del Messico dal 2005 al 2011. Il 19 settembre 2011 ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali messicane del 2012, aspirando a succedere a Felipe Calderón, registrando la sua candidatura il 27 novembre 2011.

Durante la campagna elettorale è stato oggetto delle proteste del movimento giovanile Yo Soy 132, che lo ha aspramente criticato per i suoi atteggiamenti autoritari, continuando la protesta tutt’oggi. Eletto il 2 luglio 2012, con circa il 40% dei voti, entrerà in carica il 1° dicembre 2012.

Il Pri, formazione che ha governato il Messico dal 1929 al 2000, ha scommesso tutto su di lui, che da anni curava l’immagine pubblica in vista di quest’appuntamento. La sua promessa elettorale, risolvere i problemi del Messico.

La promessa del nuovo eletto è di ‘Un Messico sano e in pace. Un Messico dove ci sia più equità sociale e con una crescita economica che porti nuovi posti di lavoro e più opportunità per tutti. È questo che voglio per voi’.

Ma per molti messicani, il Pri è associato ad anni dipotere autoritario e corrotto. Per il movimento di studenti YoSoy132 (jesuis132) in particolare Peña Nieto è un puro prodotto mediatico, costruito e imposto dalla televisione Televisa.  E gli studenti non sono i soli a dipingere un Paese allo sfascio. José Reveles, giornalista: ‘Il Messico vive una tragedia umana. Viviamo un’escalation di violenza, morti, sequestri, estorsioni. Parliamo di più di 70 mila morti in un anno’.

Enrique Peña Nieto, vedovo, si è risposato nel 2010 con Angelica Rivera, attrice di telenovelas incontrata in campagna elettorale durante la registrazione di alcuni spot elettorali.

Il rapporto tra Peña Nieto e Televisa è stato il principale motivo di contestazione del movimento YoSoy132 contro il ritorno al potere del Pri.

YoSoy132, il movimento studentesco contro l’informazione manipolata

Queste manifestazioni, messe in atto dal recente movimento studentesco YoSoy132, stanno diventando una presenza costante nei telegiornali della sera messicani. In un Paese con ben pochi precedenti di pubblica espressione di malcontento nei confronti dei colossi mediatici, migliaia di giovani che protestano contro lo strapotere dei media e la manipolazione dell’informazione hanno attirato l’attenzione di molti.

Tutto è iniziato l’11 maggio, quando il candidato alla presidenza Enrique Peña Nieto ha incontrato gli studenti e i docenti dell’Università Iberoamericana a Città del Messico. Durante la visita, Peña Nieto ha subito per ore gli insulti umilianti di quello che sembrava un corteo studentesco spontaneo. Secondo i video, le foto, e i resoconti dell’evento, le urla sono iniziate dopo che uno spavaldo ragazzo coi capelli gonfi si è alzato tenendo in mano un cartello su cui c’era scritto solo ‘TE ODIO’.

Dopodiché, le urla e i cori si sono fatti più forti. Peña Nieto cercava una via di fuga, ma all’esterno c’erano altri contestatori ad attenderlo. Il candidato, look da divo e moglie attrice di soap opera, è stato inseguito tra corridoi e cortili dell’università dagli studenti che urlavano ‘assassino’ e ‘codardo’ riferendosi alla cattiva gestione dell’incidente con i campesinos, verificatosi a San Salvador Atenco nel 2006, quando era Presidente.

Le manifestazioni #YoSoy132 sono partite da Città del Messico. Decine di migliaia di persone hanno percorso le vie del centro e si sono raccolte sotto la Colonna dell’indipendenza per dimostrare la loro contrarietà al PRI. Il partito è stato alla guida del Paese per la maggior parte del Ventesimo secolo e fino al 2000, usando strategie che possono essere riassunte in “potere-a-tutti-i-costi”. Il suo nome è associato alla compravendita del voto, frodi, collusioni con i trafficanti di droga, censure, intimidazioni, elezioni truccate e, spesso, a violente repressioni dei dissidenti—dall’omicidio di esponenti di spicco del partito come Luis Donaldo Colosio nel 1994 ai massacri degli studenti nel 1968 e nel 1971. Peña Nieto sostiene che con lui il partito sia cambiato, e che la campagna elettorale non dovrebbe pagare il prezzo degli ‘errori’ del passato.

Le manifestazioni YoSoy132 si sono tenute anche a Monterrey, Guadalajara, Tijuana, Durango, Zacatecas, Tlaxcala, Aguascalientes, Veracruz e molte altre città messicane. Altre manifestazioni a sostegno del movimento sono state organizzate dalle comunità messicane a Chicago, Barcellona, Madrid, San Francisco e di fronte alla Casa Bianca. Gli studenti di più di 35 università e college sparsi per il Messico si sono uniti al movimento, ed è in atto la formazione di una coalizione orizzontale di atenei (privati e pubblici) la cui forza ha un precedente soltanto nelle proteste della fine degli anni Sessanta.

In Messico, il duopolio televisivo è gestito da TeleVisa e TeleAzteca.

 http://yosoy132.mx/
http://www.yosoy132.org/
https://www.facebook.com/yosoy132
https://twitter.com/#!/YoSoy132 

Maturità: la terza prova è il Quizzone, orali a luglio

Da questa mattina circa 500mila studenti e studentesse italiani dovranno affrontare il Quizzone multidisciplinare, la terza prova scritta, predisposto a differenza dei primi due scritti, dalle singole commissioni d’esame su cinque materie del quinto anno. Per ogni materia i 495.771 maturandi dovranno rispondere a domande a risposta multipla e aperta. Pubblicati i risultati delle prove scritte, ai primi di luglio gli esami orali.

Dopo le due prove scritte del 20 e 21 giugno e la breve pausa del fine settimana, il quizzone è una delle prove più temute dagli studenti. Secondo il sito Skuola.net, anche se per legge le materie della prova, devono essere tenute segrete dalla commissione, è anche vero che  alcuni professori aiutano gli studenti anticipando le cinque materie oggetto della prova, per sfruttare al meglio i due giorni di pausa del fine settimana e permettere loro di ripassare, focalizzando l’attenzione sulle materie con le quali si dovranno misurare.

Il sito ha anche fatto un sondaggio online tra i maturandi, al quale hanno partecipato circa un migliaio di studenti. Uno su cinque conosce le materie e anche qualche domanda. Uno su tre invece, dichiara di conoscere solamente le materie della prova. Tutti gli altri, circa il 45%, sono rimasti all’oscuro di tutto così come dovrebbe essere fino all’esame.

‘La vicinanza e la confidenza che sussiste tra gli autori delle prove, di cui la metà sono professori interni che gia conoscono la classe – a detta di Skuola.net – producono un fenomeno che tra gli studenti è ormai noto: anticipazioni su materie e domande d’esame. Anche nel corso della maturità 2011, secondo i dati in possesso di Skuola.net, solo il 40% degli intervistati dichiarò di essersi preparato a casa forte degli studi affrontati durante tutto l’anno’.

Queste disparità dunque, ‘configurano sicuramente una differente difficoltà della prova non solo di scuola in scuola, ma addirittura di commissione in commissione’. Che la soluzione sia l’Invalsi per rendere piu omogenea sul territorio nazionale la difficoltà dell’esame di maturità? Ma l’evocare l’Invalsi spaventa gli studenti delle superiori, per lo più contrari a questa prospettiva’.

http://www.invalsi.it/invalsi/index.php
http://maturita.studentville.it/
http://www.istruzione.it/web/istruzione/esame-di-stato 

La maturità corre sul web: in 12mila sulle tracce, arriva il plico telematico

Maturità digitale arriva, il plico telematico. La prova di italiano corre sul web, in dodicimila a Palermo pronti agli esami di Stato. Mancano 48 ore  e dodicimila studenti palermitani dovranno affrontare la prova di italiano. Che quest’anno, per la prima volta nella storia italiana, sarà svelata direttamente dal web. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha annunciato il cambiamento a marzo scorso, prima ancora che si parlasse di borse di studio e meritocrazia.

Mercoledì la giornata di prova comune a tutti gli indirizzi di studio: il tema di italiano. Come gli altri anni invece gli studenti potranno scegliere tra quattro diverse tipologie di scrittura: l’analisi e il commento di un testo letterario, il saggio breve o l’articolo di giornale, il tema storico o quello d’attualità. Trecento le commissioni coinvolte a Palermo e in provincia.

Si riprende giovedì con gli scritti scientifici per i licei. Al Classico la versione di greco, allo Scientifico matematica, all’Artistico la prova di figura disegnata. Sui social network è già da giorni caccia di informazioni e consigli sulla terza prova. A Palermo qualcuno si è anche inventato la pagina Facebook adatta: Professori esami Palermo, con oltre 2.500 iscritti. Studenti e docenti si scambiano informazioni utili a superare al meglio questi nuovi esami di Maturità un po’ più contemporanei e attuali perché digitali.

A dipanare nebbie e paure un provveditore fiducioso nel nuovo sistema scolastico, che bada più al percorso di studi complessivo del singolo studente che ai risultati finali in termini di voti e di numeri. ‘La paura c’è ed è ovvia – dice Rosario Leone – ma a contare più dell’esame di maturità è il percorso realizzato durante tutto l’anno. Ormai – spiega – anche la maggior parte delle borse di studio tiene conto non del voto finale ma del percorso complessivo’. Niente stress, ma studiare serenamente è il suggerimento più importante. Secondo Leone è opportuno che gli esami di stato, la maturità ‘non sia più vista come un problema. I ragazzi devono imparare a modificare improvvisamente i loro sforzi. Non serve a nulla studiare anche la notte, ma riprendere le fila di quello che si è fatto durante l’anno.

È sbagliato impegnarsi in eccessivi recuperi. Piuttosto bisogna studiare serenamente, continuare a fare una vita normale laddove è possibile’.

Poco competitivi a livello europeo gli studenti italiani. Secondo il provveditore degli Studi di Palermo ‘Il 66% dei ragazzi arriva alla maturità dopo i 19 anni, per un motivo o per un altro. È una situazione che ci pone in svantaggio rispetto all’Europa e contro la quale dobbiamo reagire migliorando l’offerta formativa‘. Borse di studio e meritocrazia a parte.

Prove scritte il 20 e 21 giugno.

http://www.istruzione.it/web/istruzione/esame-di-stato
http://www.invalsi.it/esamidistato2012/index.php?action=esempiprova
https://cookednews.wordpress.com/2012/05/16/test-invalsi-il-flop-dei-quiz-crocetta-inizia-la-protesta/ 

USA: sparatoria in un campus dell’Alabama. Un party in piscina si trasforma in tragedia, almeno 3 morti. E’ caccia al killer

Notte di follia nella residenza universitaria di Auburn in Alabama. Un party in piscina si trasforma in strage. Una sparatoria in un appartamento di un complesso residenziale abitato da studenti ha causato almeno tre morti e due feriti gravi. Secondo l’emittente televisiva ABC le tre vittime sarebbero tutte delle promesse del football americano. La polizia è sulle tracce del killer e sta cercando di capire il movente che lo ha spinto a sparare.

L’aggressore avrebbe colpito sabato notte all’interno della residenza, in un complesso della

 abitato da studenti. Ad innescare la tragedia una rissa o un diverbio fra studenti dovuto a qualche rivalità.

Il giornale del campus Auburn Plainsman ha rivelato che fra le persone uccise ci sono almeno due giocatori dei Tigers, la squadra di football americano dell’università, mentre un terzo atleta è rimasto gravemente ferito. I due sportivi che hanno perso la vita sono Ed Christian e LaDarius Phillips, mentre il giovane ferito si chiama Eric Mack. E’ probabile che anche il terzo deceduto facesse parte dei Tigers.

La piccola città di Auburn ha una popolazione di 53.000 abitanti. L’università è frequentata da 25.000 studenti e da 1200 persone fra docenti e dipendenti.

http://www.ua.edu/

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