Strage di Brindisi: tornano a scuole le studentesse ferite

  Tornano a scuola le studentesse coinvolte nella strage di Brindisi. Intercettato l’artefice dell’agguato in cui morì Melissa, una studentessa di 16 anni e altre 7 rimasero ferite, restano i segni sui corpi delle ragazze tornate alla quotidianità. ‘Il nostro obiettivo sarà ripristinare forme di normalità con il lavoro quotidiano’. A parlare è Rosanna Maci, la preside dell’Istituto Professionale ‘Morvillo Falcone’ il 19 maggio scorso luogo dell’attentato in cui restò uccisa la giovane vittima. 

Alle 8 hanno fatto ingresso in aula gli studenti delle prime classi, alle 8,50 è arrivato il pulmino con le 7 ragazze rimaste ferite nell’attentato. Dopo un saluto in presidenza, sono state accolte dall’applauso delle compagne che le attendevano nell’atrio. ‘Io vengo da un altro istituto – ha detto ancora la preside Maci- e mi sto mettendo adesso nelle problematiche della ‘Morvillo Falcone’ seguendo due direttive: il supporto psicologico a tutta la scuola e l’organizzazione del lavoro, perché hanno bisogno di lavorare.

Il gruppo di psicologi inviato dal Ministero che ha seguito le ragazze sinora termina il proprio lavoro il 15 settembre e non so se sarà riconfermato. Da parte mia – ha concluso la preside- ritengo che il supporto psicologico non possa essere interrotto.’

Le studentesse hanno chiesto alla preside di osservare un munito di silenzio e di poter portare dei fiori sul banco di Melissa. Durante l’estate le compagne di classe della studentessa hanno ridipinto le pareti dell’aula e chiesto alla dirigente scolastica di poter frequentare le lezioni nella stessa aula di sempre.

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Brindisi: ‘Strage delle ragazze’, la Procura indaga

LA Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per il reato di strage dopo l’atto dinamitardo che ieri ha colpito l’istituto di formazione professionale intitolato a Francesca Morvillo, causando la morte di una ragazza di sedici anni, Melissa Bassi e il ferimento di altre sette. Pronto un primo identikit di uno dei responsabili. Al momento non c’è nessun iscritto sul registro degli indagati. Il procuratore: ‘Non credo si ripeta’. Interrogato un ex militare con competenze di ingegneria elettronica, vicino agli ambienti dei Servizi. Sospetti su una seconda persona.

Cinque delle compagne con le quali la studentessa ogni mattina andava in autobus da Mesagne a Brindisi, sono ancora ricoverate nell’ospedale Perrino della città. Veronica Campodieci è sotto osservazione ma sta bene ed è sveglia, come la sorella Vanessa.

Nel frattempo gli investigatori hanno pronto un primo identikit di chi avrebbe posizionato le bombole di gas davanti all’istituto Morvillo Falcone di Brindisi, frequentato quasi esclusivamente da ragazze. Una figura maschile è stata ripresa da un circuito di videosorveglianza nei paraggi: dai primi rilievi sembrerebbe un uomo non giovanissimo e di origine non straniera, non ancora identificato. Il cassonetto nel quale sono state nascoste le bombole sembra che sia stato acquistato e portato sul posto per l’esplosione.

Secondo quanto emerso dalle immagini raccolte, sembrerebbe accreditarsi sempre di più l’ipotesi che l’ordigno sia stato azionato da un telecomando a distanza: un dispositivo volumetrico che esplode al passaggio, azionato a una distanza visiva con un telecomando.

Le indagini, aperte sul reato di strage, articolo 422 del codice penale, sono ancora coperte dal riserbo. Ieri è stato interrogato un ex ufficiale dell’aeronautica: un passato vicino ai Servizi, familiari che vendono bombole di gas – l’ordigno era costituito da tre bombole di gpl – e buone conoscenze di ingegneria elettronica. Insieme all’uomo – secondo quanto riferisce Brindisireport.it, il sito che per ieri ha diffuso le prime immagini dell’attentato – ci sarebbe anche una seconda persona interrogata.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/20/militare-interrogato-nella-notte-testimone-avrebbe-visto-preparativi/235353/

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