Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore

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English: Steve Jobs shows off the white iPhone 4 at the 2010 Worldwide Developers Conference Español: Presentación del iPhone 4 por Steve Jobs en la Worldwide Developers Conference del año 2010 (Photo credit: Wikipedia)

Apple condannata in Cina per violazione dei diritti di autore. Il gruppo fondato da Steve Jobs dovrà versare una compenso a otto scrittori cinesi e a due case editrici per avere venduto libri in versione elettronica senza rispettare i diritti di autore.

Secondo l’agenzia cinese Xinhua, Apple è stata condannata a pagare 125.285 euro a ciascuno dei danneggiati che hanno visto pubblicati loro libri in versione scaricabile via web lo scorso anno, non protetti dal copyright.

Il tribunale di Pechino ha stabilito che é stata violata la legge sulla comunicazione attraverso le reti di informazione con la pubblicazione di libri, non rispettando la proprietà intellettuale.

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Apple presenta iPad mini, l’ultima invenzione in tema di tablet

iPad mini

iPad mini (Photo credit: patrick-allen)

Domani la Apple presenterà liPad Mini. Cupertino ha mandato alcuni giorni fa una serie di inviti per un evento che si tiene il 23 ottobre. Nell’invito, accanto a un disegno colorato in cui si indovina il logo della casa di Cupertino, si legge: ‘Abbiamo ancora qualcosina da farvi vedere’, giocando su un ambiguo little more che prefigura, secondo la maggior parte degli analisti, la presentazione dell’iPad mini.

La release era stata annunciata in anteprima dal Wall Street Journal senza ricevere una conferma ufficiale. Gli analisti si chiedono se sarà boom per questo nuovo prodotto che si affianca al più grande iPad e che, però, non era – a quanto raccontano i bene informati – ben visto da Steve Jobs.

Il dispositivo dovrebbe avere un display da 7,85 pollici – ma non un Retina display, vero bonus dell’iPad 3 – e dovrebbe essere basato sulla stessa piattaforma dell’attuale iPad 2.

Ma l’informazione che fa più gola è però quella relativa al prezzo: le voci più insistenti riportano che il mini-tablet costerà tra i 250 e i 300 dollari. L’obiettivo è quello di posizionarsi in una fascia di mercato che in questo momento è occupata dalle tavolette low cost della concorrenza, in particolare il Nexus 7 di Google presentato a giugno a San Francisco e dai primi di settembre disponibile anche in Italia e dal Kindle Fire di Amazon, in versione anche Hd, presentato il 6 settembre a Santa Monica in California, in spedizione dal 25 ottobre.

In Italia, se si ripetono i tempi già sperimentati per l’iPhone 5, potrebbe arrivare dal 9 novembre in poi. Apple, secondo quanto si è appreso, avrebbe ordinato ben 10 milioni di iPad mini, o Ai ro mini iPad come è possibile che si chiami, da mettere in vendita entro la fine dell’anno, quasi il doppio dei Kindle Fire ordinati da Amazon, segnale che indica molta fiducia nel prodotto.

http://www.apple.com/it/

iPhone5: allo Yerba Buena Center of Arts la presentazione di Apple

Presentato a San Francisco lo smartphone di sesta generazione. Display più ampio, connettività LTE e  chip A6 quad core. Rinnovata anche la gamma iPod, display più ampi e chassis in diversi colori. Secondo quanto Tim Cook ha detto alla folta platea di ammiratori del design e della tecnologia made in Cupertino: ‘E’ il miglior prodotto che abbiamo mai fatto’.

Dopo un anno e più di indiscrezioni il velo è caduto. Dal palco dello Yerba Buena Center di San Francisco, l’ad di Apple Tim Cook ha svelato al mondo il nuovo iPhone, quello che secondo le analisi di JP Morgan Chase vale mezzo punto di Pil per gli Usa. E che è anche il primo smartphone che Cupertino presenta dopo la scomparsa di Steve Jobs, assente al lancio del precedente modello 4s anche se ancora in vita. Un prodotto fondamentale per Cupertino, che all’iPhone riconduce più il 50% del fatturato, con un altro 20% per iPad di cui Cook dal palco declama le vendite record.

Tim Cook apre il keynote con i numeri del successo di iPad e del Mac, ma l’attesa è tutta per il nuovo iPhone, che si chiama iPhone 5 e non ‘Nuovo iPhone’ come ipotizzato prima del keynote.

E il melafonino di sesta generazione arriva, con il suo nuovo display da 4 pollici da 1136×640 punti di risoluzione a 326ppi. Pesa 112 grammi, ‘Più sottile del 18% più leggero del 20%’, dice Phil Schiller sul palco per presentare le innovazioni tecniche dello smartphone, mentre lo Yerba Buena applaude.

Prenotabile in Usa dal 14 settembre, arriverà in Italia il 28.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/10/iphone-5-in-arrivo-piu-grande-piu-sottile-piu-connesso-fara-concorrenza-al-kindle-fire-hd/

I sette titani della Tech Industry che finanziano le campagne elettorali

Come tutti sanno l’out-of-the-loop più forte per fare un sacco di  soldi con la tecnologia, il modo più immediato e decisivo, è quello di inventarsi un Social Network. Anche per quanto riguarda la politica, che spinge capitali in quantità indecifrate, soprattutto se si sta donando un super PAC, la quantità di denaro destinato ai candidati di supporto è illimitata. Basta superare quota  $1,000.

Come ogni altro settore economico, anche i titani della Tech Industry si sono preparati per l’Election Day del 2012, cercando di non fare arrabbiare nessuno e tirando da entrambe le parti politiche.

Negli anni precedenti alle attuali presidenziali, ‘la ricchezza del settore Tech è sempre stata positiva soprattutto nei confronti dei Democrats – i Democratici, in parte grazie ai suoi liberali locali e ai giovani dirigenti,’  ha riferito l’agenzia di stampa Reuters in un rapporto del 2011. Grazie a una decisione della Supreme Court’s Citizens United, la Corte Suprema dei Cittadini, che ha accresciuto i limiti di denaro inviato ai gruppi indipendenti che pubblicano annunci e dichiarano politiche di sensibilizzazione, la  Silicon Valley ha ottenuto molti più dollari dai repubblicani nel 2011 e 2012.

Quale partito o celebrità politica aderisce alla tua linea di pensiero al punto da meritare una sovvenzione economia? L’Huffington Post ha selezionato una galleria di volti celebri fra i quali poter scegliere. Naturalmente il riferimento geografico è alle conventions politiche che stanno anticipando le presidenziali del 6 novembre.

Ed ecco i 7 Tech Titans Funding Political Campaigns. Al primo posto c’è l’immancabile Bill Gates (vale a dire, Bill & Melinda Gates Foundation) Fondatore di Microsoft.  Contributo $ 34.375 nel 2011-2012. Appoggia la sinistra (98 per cento va ai democratici, i repubblicani con un 2 per cento). Una delle persone più ricche del pianeta, Bill Gates assume una posizione chiave nella politica che non riflette i suoi interessi da pocketbook: sostiene tasse più alte per i ricchi e anche l’uguaglianza del matrimonio. Le sue donazioni sono effettuate tramite la no-profit Bill & Melinda Gates Foundation, che gestisce il compito erculeo di distribuire i soldi del miliardario tra cause meritevoli di tutto il mondo.

Il secondo posto va invece a Sheryl Sandberg Chief Operating Officer di Facebook. Contributo $ 60.800 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia la sinistra (96 per cento ai democratici, ai repubblicani 4 per cento). Anche se non c’è alcuna traccia del presidente di Facebook Mark Zuckerberg nelle donazioni politiche, il suo n ° 2 era una volta un peso massimo di Washington. Durante l’amministrazione Clinton, Sheryl Sandberg ha lavorato come capo di stato maggiore per l’allora Segretario al Tesoro Larry Summers. Ha donato per il presidente Barack Obama e una varietà di legislatori democratici.

Terzo podio per Laurene Powell Jobs moglie del defunto co-fondatore di Apple Steve Jobs, con un contributo, fino ad ora, di $ 59.800 nel 2011-2012.

Appoggia la sinistra (100 per cento ai democratici). Secondo Explorer, Steve Jobs non ha contribuito alle campagne politiche, il che non dovrebbe sorprenderci: al compianto CEO di Apple non piace donare a qualcuno , politico o no. Sua moglie è più generosa. In questo ciclo elettorale, Laurene Powell Jobs ha dato esclusivamente ai democratici, tra cui il presidente Obama, il senatore Kirsten Gillibrand di New York ed ex Rep. Gabrielle Giffords dell’Arizona. Nel 2010, Jobs ha iniziato a lavorare sul Consiglio per le soluzioni comunitarie di Obama alla Casa Bianca. 

 Eric Schmidt Presidente esecutivo di Google. Contributo $ 73.000 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia a sinistra con un 63 per cento ai democratici, ai repubblicani 37 per cento. Se per il primo CEO di Google le donazioni sono più equamente distribuite tra le due parti di quelle di alcuni altri titani della Tech Industry, Eric Schmidt può essere il dirigente tecnico che è  più cozza con l’amministrazione Obama.

Ha prestato servizio in qualità di consulente alla campagna durante le prime  presidenziali vinte da Obama, ed è stato invitato a serate di gala alla Casa Bianca, oltre ad essere stato nominato dal Consiglio Presidente dei Consulenti in materia di scienza e tecnologia. Nel frattempo, la Federal Trade Commission stava colpendo Google da sinistra e a destra sulle violazioni della privacy.

Al quinto posto c’è John DonahoeCEO of eBay. Il suo contributo è stato pari a  $48,300 in 2011-2012. Appoggia al 100 per cento i democratici, il suo voto va  a sinistra. A differenza del suo predecessore ad eBay, Meg Whitman, un tempo candidato a governatore repubblicano della California, John Donahoe è un donatore tutto blu a questo ciclo elettorale. Ha dato $ 5.000 ciascuno al presidente Barack Obama e al senatore di New York Kirsten Gillibrand per sostenere le campagne di rielezione. Egli attualmente è presidente del Consiglio della Casa Bianca per le soluzioni comunitarie, come Jobs Laurene. Questo pur avendo lavorato con Mitt Romney a Bain & Company e dopo avere cantato le lodi del suo  vecchio collega. ‘Penso che è eccezionale che sia stato in grado di passare alla modalità campagna come politico, perché non è certamente una transizione facile per chi proveniene dal ruolo esecutivo nel mondo degli affari’, Donahoe ha detto al Dartmouth Business Journal marzo 2012 .

Randall Stephenson Presidente e CEO di AT & T.
Contributo $ 16.332 nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (87 per cento ai repubblicani, il 13 per cento ai democratici). I sostenitori finanziari della campagna non potrebbe scrivere un esempio migliore di intenti nelle donazioni politiche. Dopo AT & T, il più grande operatore mobile statunitense, non è riuscito a ottenere l’approvazione da parte del Federal Communications Commission, controllato dai democratici, per una fusione con T-Mobile nel mese di dicembre e Randall Stephenson ha donato l’importo massimo legale al Comitato Nazionale Repubblicano. Parole amare.


Peter Thiel

Co-fondatore di PayPal e all’inizio degli investitori Facebook.
Contributo 2634700 dollari nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (93 per cento ai repubblicani, 7 per cento ai democratici). Secondo influence Explorer, questa impresa del capitalista della Silicon Valley lo rende il quarto più generoso donatore nella vita politica del paese, dando 2,6 milioni dollari alle campagne e ai terzi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tra i suoi punti di vista a volte eccentrici e libertari (lui è fiero di avere figli molto intelligenti in grado di non frequentare il college), Peter Thiel ha sostenuto l’elezione in  Texas per Ron Paul  presidente. Thiel ha dato la maggior parte delle sue donazioni al super PAC approvate Liberty , che produce spot televisivi e on-line backing Paul.

Sheryl Sandberg, Bill Gates e Eric Schmidt sono tra i dirigenti del settore tecnologico che hanno donato migliaia di dollari per questo ciclo elettorale.


https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/
http://influenceexplorer.com/

Apple contro Samsung e il prototipo Sony mai esistito

La débâcle hi tech destinata a finire sulle prime pagine di tutti i giornali, arriva intanto in tribunale con prove sconcertanti a favore di Apple e articoli pubblicati ad opera di Samsung, che ha visto venir meno i propri giurati in una fase pre dibattimentale. Di cosa stiamo parlando?

L’oggetto del contendere è un nuovo telefono, il Jony, che l’azienda di Cupertino si è vista soffiare dalla concorrente Samsung.

Il giudice Koh che sovrintende la causa ha negato a Samsung di utilizzare le deposizioni e le immagini relative al prototipo ‘JONY’ (il supposto prototipo in stile Sony) in aula: i legali della coreana non si sono fatti problemi a girare tutto ai giornalisti, foto e commenti inclusi sulla necessità che certe informazioni arrivassero al pubblico. Koh è andato su tutte le furie, imbeccato da Apple. Di sicuro a Samsung è andata bene. Rappresaglie  e strascichi legali a parte, è riuscita nell’intento di far conoscere quei design e quelle vicende al mondo intero.

Finita la diatriba procedurale, i primi testimoni chiamati a deporre sono stati due dipendenti Apple: il designer Chris Stringer e il vicepresidente addetto al marketing Phil Schiller. Il designer da primo teste ha raccontato qualcosa di più su come funziona il reparto a cui fa capo in Apple e al cui vertice siede da anni Jony Ive.

Cali Mill Plaza in Cupertino, California.

Cali Mill Plaza in Cupertino, California. (Photo credit: Wikipedia)

Gli osannati device della Mela nascono attorno a un tavolo da cucina a cui siedono i colleghi, scambiandosi idee e valutando i prototipi che hanno sviluppato.

Possono essere sviluppati fino a 50 design differenti per un singolo particolare, come un pulsante e spesso le idee non superano mai la bozza su carta. A prova di questo, Stringer ha passato in rassegna decine di prototipi che hanno anticipato il primo iPhone ( l’iPhone5 è previsto per settembre), molti dei quali nettamente diversi dal prodotto finito rilasciato nel 2007.

La testimonianza di Stringer in ogni caso ha tentato di dimostrare il diverso utilizzo dell’iPhone rispetto ai telefonini o agli smartphone. In pratica, quelli di Cupertino hanno cambiato il modo di intenderli. Nel design, negli elementi strutturali, nelle interfacce, nell’estetica e anche nelle dimensioni. Samsung e tutti gli altri produttori, avrebbero approfittato della ‘rivoluzione’ iniziata da Apple, che chiede non meno di 2,5 miliardi di dollari di risarcimento.

Il secondo testimone che è salito sul banco è stato Phil Schiller. Pochi minuti per spiegare la diversa politica aziendale che Apple  adotta e gli approcci non analoghi a quelli di alcuni suoi concorrenti, che si affidano a focus group e richieste degli utenti per sviluppare i propri prodotti. ‘Non è compito dei consumatori sapere cosa vogliono’ diceva un tempo Steve Jobs, e Schiller ha ribadito il concetto.

La realtà è che Apple nella sua storia qualche indagine di mercato l’ha fatta e Internet non dimentica. Prossima udienza venerdì.

Sarà la volta di Scott Forstall, plenipotenziario e padre putativo di iOS. Per le conclusioni occorrerà attendere diverse settimane, visto che la fase dibattimentale dovrebbe durare almeno 30 giorni. Fino ad allora si continuerà a discutere di rettangoli dal design ricercato, con fior di avvocati impegnati a spaccare il capello in quattro per meritarsi le proprie parcelle da capogiro.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/27/skype-e-fbi-sotto-controllo-le-chat-degli-utenti/

#FF, i falsi follower di Beppe Grillo e la risposta del comico a Berlusconi

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi (Photo credit: rogimmi)

E’ il primo a destra. Il comico italiano sconosciuto anche al Financial Times per un articolo/lettera in cui spiega ai colleghi esteri che ‘no che non è il Duce‘ punta il dito e smaschera l’artefice dell’accusa mossagli ieri da uno studio, di essere fondamentalmente un bugiardo. La risposta di Beppe Grillo a chi ieri lo ha accusato di falsare il numero di follower su Twitter (+ del 54%) arriva oggi sul blog del comico genovese. Alla voce #FF, che sta per false follower, risponde un numero inverosimile di falsi seguaci del comico politico italiano, che portando in piazza un intero movimento di italiani stanchi della politica vecchia e nuova quando le strutture si ripetono e sempre alla stessa maniera, è riuscito a dare cinque importanti città ad altrettanti sindaci grillini fuori dai partiti canonici e figli del Movimento 5 stelle.

‘Ecco chi è Marco Camisani Calzolari, il re di twitter – dice Grillo – che ha diffuso valutazioni false sul mio account twitter. Prima di Calzolari Vien Dal Mare solo Steve Jobs. La memoria della Rete non perdona! Ha realizzato il network ufficiale dei sostenitori di Berlusconi,www.forzasilvio.it, per il quale è anche consulente per attività di comunicazione digitale.

Definisce il libro di Berlusconi ‘L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio’ (libro che raccoglie una parte dei messaggi lasciati dagli utenti del sito Forzasilvio.it.) come ‘un bell’esempio di convergenza analogico-digitale per portare agli analogici il pensiero dei digitali’. Ha sostenuto il comitato per il premio Nobel a Berlusconi. Ha collaborato all’iniziativa http://www.rivotiamo.it fatto per ForzaItalia per contestare la vittoria di Prodi del 2006.’

Marco Camisani Calzolari, professore alla Iulm, ha respinto l’accusa di Beppe Grillo di essere consulente di Silvio Berlusconi. ‘Io non ho creato forzasilvio.it e non sono consulente delle attività digitali, del Pdl di Berlusconi’, ha assicurato sul suo blog il docente dello Iulm di Milano e amministratore delegato della società informatica Speakage. Proprio la Speakage, ha spiegato, ‘ha fornito nel 2008, come a decine di altri clienti nel mondo, la piattaforma al Pdl, che l’ha usata per creare forzasilvio.it. Speakage non ha nulla a che fare con i contenuti e non ha alcun incarico relativo alle strategie che ci sono dietro’.

‘Capisco che in un Paese in cui gli intellettualmente onesti sono pochi sia difficile da credere, ma è evidente che se fossero ricerche basate su interessi avrei nascosto il nome di un cliente così importante…’, ha proseguito Calzolari. ‘Ebbene si’, esiste una foto con Berlusconi quando mostravo al cliente il funzionamento della piattaforma che gli avrei venduto. Forzare il collegamento con Berlusconi è poco onesto da parte di chi lo fa. Sarebbe più corretto entrare nel merito del metodo della ricerca invece di sollevare inutili sospetti’.

https://twitter.com/beppe_grillo
http://www.beppegrillo.it/2012/07/calzolari_il_re_di_twitter/index.html

Apple I: all’asta il primo computer creato da Steve Jobs

Un pezzo di storia va all’asta, con accessori originali e istruzioni.  Il prossimo 15 giugno, la sede newyorkese di Sotheby’s metterà all’incanto un Apple I, creato da Steve Jobs e Steve Wozniak nel 1976. Il prezzo di vendita dovrebbe aggirarsi tra i 120.000 e i 180.000 dollari.

Il lotto comprende un’interfaccia a cassetta e alcuni manuali, di cui uno dedicato al Basic. E un documento firmato da Jobs quando lavorava all’Atari (stimato tra i 10.000 e i 15.000 dollari) e in cui ha scritto i miglioramenti da apportare al gioco World Cup Soccer.

Il computer Apple I era stato presentato al Homebrew Computer Club di Palo Alto, in California, nel 1976 e messo sul mercato lo stesso anno per 666,66 dollari. Sono 200 quelli realizzati da Jobs e Wozniak, ma ne esistono solo più 50, di cui sei ancora funzionanti.

‘L’Apple I all’asta non solo funziona ma ha anche tutti gli accessori originali. Siamo particolarmente eccitati perché ci sono anche le istruzioni‘ ha detto Selby Kiffer, della casa d’aste, precisando che ‘questo computer potrebbe benissimo superare il prezzo stimato’.

http://www.apple.com/it/
http://www.sothebys.com/it.html

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