Corea del Nord si sta preparando ad effettuare un test, Corea del Sud e Stati Uniti alzano il livello di allarme

missili-musudanCorea del Sud e Stati Uniti hanno alzato il livello di allarme delle proprie forze congiunte dopo aver rilevato che la Corea del Nord si sta preparando ad effettuare un test per un missile di media gittata.

Fonti di Seul e statunitensi hanno riferito che un nuovo missile mai precedentemente sperimentato da Pyongyang, con una gittata di 3mila chilometri, è stato allestito in modalità di lancio. L’agenzia Yonhap riferisce che due missili nordcoreani del tipo Musudan sono stati spostati sulla costa orientale del Paese. Il missile Musudan, riporta la Bbc, è stato presentato in occasione di una parata militare nel 2010, ma mai predentemente impiegato.

Patriot a TaiwanL’ipotesi di lanci missilistici indiscriminati da parte della Corea del Nord ha indotto anche Taiwan a proclamare lo stato di allerta per le proprie Forze Armate, sebbene l’isola sia considerata di fatto troppo lontana per poter diventare davvero l’obiettivo di un eventuale attacco: lo ha reso noto il capo degli stati maggiori riuniti, generale Yen Ming, secondo cui sono gia’ stati attivati i sistemi di primo allarme, e schierate batterie di missili anti-missile ‘Patriot’In Corea del Nord la stampa dà ampio risalto a minacce di trasformare in un ‘campo di battaglia’ il Giappone, con attacchi alle principali città – Tokyo, Osaka o Kyoto – in caso i giapponesi facciano azioni che provochino l’inizio dello scontro armato. In un editoriale pubblicato dal quotidiano del partito unico nordcoreano, Rodong Sinmun, il regime minaccia anche di ‘distruggere’ il Giappone se agisce politicamente contro Pyongyang.

Cyberguerra. La Corea del Sud ha accusato Pyongyang di essere all’origine del ‘cyber attack’ che, il 20 marzo, paralizzò le tre principali banche del Paese ed altrettanti emittenti sudcoreane. L’inchiesta sulle tracce e i codici lasciati nel corso dell’attacco ha fatto risalite all’intelligence nordcoreana, ha detto una fonte del Kisa, l’Agenzia coreana per l’Internet e la Sicurezza. ‘E’ stato un attacco premeditato, ben pianificato’, ha spiegato un portavoce, ‘abbiamo raccolto moltissime prove’ che dimostrano la Corea del Nord avesse preparato l’attacco ‘da almeno 8 mesi’.

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Primo viaggio all’estero per Obama al secondo mandato: il presidente Usa visita Israele

Obama a Tel Aviv

Al suo arrivo in Israele, Barack Obama ha subito voluto dare un segnale di distensione con alcune parole in ebraico. Dopo aver ricordato che per lui questa è la terza visita, il presidente degli Usa ha detto: ‘Shalom, tov lihiot shuv ba-Aretz‘, ossia: ‘Saluti, è bello essere di nuovo nella Terra’ d’Israele. Parole che hanno suscitato sorrisi di sorpresa da parte del capo dello Stato israeliano Shimon Peres e del premier Benyamin Netanyahu e che sono state accolte con un applauso da parte dei dignitari israeliani schierati ai bordi del tappeto rosso di benvenuto. Pochi minuti dopo lo stesso Obama ha salutato ‘l’alleanza eterna’ con Israele e ‘l’impegno incessante’ degli Stati Uniti per la sua sicurezza.

Israele è la prima tappa del primo viaggio all’estero’ del mio secondo mandato, ha voluto sottolineare il presidente americano, ricordando i valori di democrazia condivisi con lo stato ebraico. ‘Gli  Stati Uniti – ha aggiunto – sono a fianco d’Israele perché è nel nostro interesse nazionale’.

Obama ha aggiunto che ‘non è casuale’ che si svolga proprio in Israele la sua prima visita all’estero nel suo secondo mandato. ‘Essa rappresenta per me l’opportunità di ribadire i legami indistruttibili che ci legano’, ha proseguito, assicurando che gli Usa sono ‘fieri’ di essere i migliori alleati dello Stato ebraico e dicendosi fiducioso che tale alleanza sia destinata a conservarsi ‘eterna’, ‘per sempre’.

‘Grazie per essere a fianco di Israele in questo momento di cambiamento storico’. Così il premier Benyamin Netanyahu si è rivolto al presidente Barack Obama nel breve discorso di benvenuto all’aeroporto Ben Gurion. ‘Lei ha scelto di venire in Israele – ha sottolineato – nella sua prima visita del suo secondo mandato’.

Ultima udienza politica per il Papa che incontra Napolitano: ‘Pregherò per l’Italia’

BenedettoXVI NapolitanoIl Papa ha ricevuto in udienza privata il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano insieme alla consorte. Si tratta di una ‘visita privata’, il primo incontro pubblico del Papa dopo la pausa degli esercizi spirituali che si sono conclusi questa mattina.

‘Pregherò per l’Italia’. Con queste parole il Papa si è rivolto al Presidente della Repubblica nell’incontro, di circa venti minuti, che si è tenuto oggi in Vaticano. Sia il Papa, sia il Presidente, sia sua moglie Clio sono apparsi molto commossi in quest’ultimo incontro, ormai alla vigilia della ‘rinuncia’ di Benedetto XVI, che lascerà giovedì 28 febbraio.

‘Signor Presidente, ha trovato il tempo di venire a salutarmi’, ha detto il Papa. ‘No, è lei che mi ha dato l’opportunità di rivederla’, ha risposto Napolitano. Nel corso della visita il Capo dello Stato ha accennato alla sua recente visita negli Stati Uniti e alla prossima visita in Germania. E ha regalato al Papa un’edizione rara dei Promessi Sposi. Benedetto XVI ha invece donato una stampa. Salutando il Capo dello Stato e sua moglie, il Papa ha assicurato le sue preghiere per l’Italia.

San Francisco contro i Naked Guys: niente nudo fuori dalle manifestazioni

San Francisco ha deciso di vietare il nudismo in pubblico, nonostante le proteste che si sono levate nella città più anticonformista degli Stati Uniti. Il consiglio comunale ha infatti approvato la proposta presentata da Scott Wiener, sovrintendente di Castro District, il quartiere gay della città, dove era diventato sempre più numeroso il gruppo dei Naked Guys (ragazzi nudi) che si aggirano senza vestiti per le strade e sui mezzi pubblici.

La proposta è stata approvata con sei voti a favore e cinque contrari. ‘La libertà di espressione, in astratto, è veramente bella… fino a quando non arriva nel tuo quartiere’, ha detto Wiener all’assemblea comunale. Prima del voto, il sovrintendente di Castro ha ricordato che il nudismo rimarrà comunque lecito nelle spiagge e nelle varie manifestazioni che si tengono in città. La nuova normativa vieta a chiunque abbia più di cinque anni di esporre i propri genitali in pubblico; in caso di violazione sono previste multe 100 ai 500 dollari, ma anche un anno di carcere.

I sostenitori del diritto al nudismo avevano avviato una causa giudiziaria per cercare di bloccare la norma, in nome della difesa della libertà di espressione, e avevano protestato nudi, la scorsa settimana, davanti al municipio di San Francisco. Il loro legale, Christina Di Edoardo, aveva assicurato di voler ‘difendere il diritto dei clienti di poter esercitare il loro diritto fondamentale di espressione, tutelato dalla Costituzione degli Stati Uniti’.

Marchionne, Matteo Renzi e la piccola, povera Firenze

Italiano: Sergio Marchionne, amministratore de...

Italiano: Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo FIAT. (Photo credit: Wikipedia)

Con una nota arrivata nella tarda serata di ieri, l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, chiarisce le parole dette ieri a Bruxelles a proposito di Firenze in reazione a quanto affermato dal sindaco Matteo Renzi, che avevano sollevato un vespaio di polemiche.

‘Due agenzie di stampa – spiega Marchionne – hanno riportato alcuni commenti che avrei fatto a Bruxelles con un gruppo di giovani durante un pranzo privato. L’incontro era un evento organizzato tra i dirigenti del settore automobilistico e alcuni giovani al termine dei loro studi che si stanno affacciando nel mondo del lavoro. Tema era la mobilità futura e le sue implicazioni sull’industria automobilistica. Un giornalista free-lance, fingendo di essere un invitato all’evento, e’ entrato all’interno della sala mentre stavo parlando con alcuni studenti. I miei commenti su Firenze sono stati, a mia conoscenza, estratti fuori dal contesto.

La città di Firenze e la sua economia erano prese da me come riferimento per paragonarle alla complessità, al peso e alla dimensione di un Paese come gli Stati Uniti. Ho usato queste considerazioni per confrontare le responsabilità e le capacità del Presidente Obama con quelle di Matteo Renzi. La differenza mi sembra evidente.

I miei presunti commenti non devono essere interpretati come un mio giudizio sul valore di Firenze, che è una città per arte, cultura e scienze apprezzata e rispettata a livello mondiale, una valutazione che condivido pienamente. Le mie valutazioni su Matteo Renzi restano invariate e sono personali e non attribuibili alla Fiat. Penso infatti che per la sua eta’ e per l’esperienza limitata sia, almeno per il momento, non adeguato ad assumere una posizione di leader in un contesto economico e sociale complesso come è oggi quello italiano. A mio parere, una maggiore esperienza, che può solo accumularsi nel tempo, lo renderà più maturo e di conseguenza gli eviterà di esprimere opinioni senza logica contro la Fiat e la sua posizione industriale nel Paese, soprattutto in questo periodo di grave crisi economica a livello europeo.

Tutto questo senza valutare minimamente l’impatto negativo, permanente e che comporterebbe gravissimi rischi, rispetto alle scelte industriali che abbiamo fatto. Ho ribadito in varie occasioni la nostra logica e le ragioni delle nostre scelte – aggiunge l’Ad della Fiat -. Ho anche avuto l’opportunità, un paio di settimane fa, di illustrare personalmente la posizione della nostra azienda al Presidente Monti e ad alcuni ministri del suo Governo. Sto cercando di ottenere la registrazione dei commenti che mi sono stati attribuiti e poi impropriamente raccolti, e sulla base del suo contenuto deciderò se rinnovare e ampliare le mie scuse alla città di Firenze e ai suoi cittadini per commenti estratti fuori dal loro contesto’. 

Il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del PD, Matteo Renzi aveva risposto alle critiche rivolte dall’ad Fiat alla città toscana definita ‘povera e piccola’, suscitando non poche polemiche.

‘Quella è una frase totalmente sbagliata, che non ha senso, che fa del male alla Fiat, perche’ se io fossi oggi un azionista della Fiat sarei arrabbiato con Marchionne’. Così il sindaco di Firenze e candidato alle primarie del Pd Matteo Renzi a margine della presentazione delle nuove guide enogastronomiche dell’Espresso, rispondendo ai giornalisti su quanto detto dall’ad della Fiat, Sergio Marchionne su Firenze.

Oggi Matteo Renzi, tornando alla giornata di ieri, ha detto, intervistato in Capital All News: ‘Mi ero svegliato facendo il fioretto: oggi non litigo con nessuno, a fine giornata mi mancava di litigare solo con la Nasa e le Giubbe rosse’. Poi ha affrontato i duelli con Sergio Marchionne e Massimo D’Alema.

‘Io sto diventando antipatico? Da questo punto di vista lo sono sempre stato, con i potenti ho sempre litigato’, ha assicurato il sindaco di Firenze. ‘D’Alema da presidente del comitato dei servizi segreti dice che mi farò del male. Una frase che è brutta per lui’, ha ribadito. Quanto a Marchionne, ‘ha tradito non solo i lavoratori, ma anche chi aveva dato fiducia al progetto Fabbrica Italia’, ha sottolineato.

Su Twitter #AttaccaRenzi#SparateAllaMarchionne

http://www.matteorenzi.it/

Obama-Romney a confronto: a Denver il primo dibattito pre Election Day

In vista delle elezioni del 6 novembre, mercoledì notte ci sarà il primo dibattito fra Barack Obama e Mitt Romney. In questi giorni, il presidente degli Stati Uniti si sta allenando a ‘parlare meglio e di meno’, come gli hanno suggerito dal suo team in un resort nel deserto del Nevada, alle porte di Las Vegas. Romney è invece nel Massachusetts, per prepararsi a una missione difficile.

Questa sera Mitt Romney e Barack Obama si scontreranno all’università di Denver nel primo, dopo cinque anni, dei tre dibattiti pre elettorali che saranno trasmessi in diretta da tutte le televisioni degli Stati Uniti. In Italia su Rai News 24 in diretta dalle 2:45 della notte fra il 3 e il 4 ottobre. Un’ora e mezza di discussioni sulla politica interna. Ma il presidente in carica ci arriva con un sondaggio incoraggiante: secondo una rilevazione del Wall Street Journal, il 57% degli intervistati ritiene che l’economia Usa – tema cruciale per la vittoria nel voto del 6 novembre – sia in ripresa.

La corsa presidenziale resta incerta perché i sondaggi a livello nazionale – l’ultimo del Washington Post-Abc – danno Obama attorno al 49% delle intenzioni di voto e il rivale repubblicano attorno al 47%. Ma il presidente democratico è in testa nella maggioranza degli Stati in bilico, che saranno decisivi per il risultato finale. Dunque lo scontro di questa sera si presenta cruciale: per Romney è l’occasione di far dimenticare alcune delle sue ultime gaffes, di mostrarsi ‘presidenziale’, di convincere gli indecisi della bontà delle sue ricette economiche. Per Obama è invece il momento, se ci riuscirà, di consolidare il suo vantaggio.

Ma il presidente ha un asso nella manica: il piano salva-auto, che garantendogli la vittoria in Michigan e in Ohio potrebbe rendere le cose impossibili a Romney. Anche se a livello nazionale i sondaggi li danno in sostanziale parità, a contare sarebbe il numero di grandi elettori messi a disposizione per la vittoria da ogni Stato. E senza l’Ohio, la vittoria per Romney è quasi impossibile.

Senza l’Ohio, per conquistare i 270 punti necessari a diventare presidente, Romney dovrebbe vincere in tutti gli Stati incerti: Colorado, Florida, Virginia, North Carolina, Iowa, Nevada, New Hampshire. Benché continui a restringere le distanza con Obama, anche secondo gli analisti repubblicani sarà molto difficile che li conquisti tutti e sette. Negli Stati notoriamente di destra, invece, Mitt Romney ha consolidato un buon vantaggio su Obama, per questo risulta in pareggio a livello nazionale. Secondo il Washington Post sarà molto difficile per Romney, che era contrario al piano salva-auto di Obama (a differenza del suo vice Paul Ryan), convincere uno Stato dove un cittadino su otto lavora per l’industria automobilistica.

Per tutti i telegiornali americani e per le prime pagine di questa mattina il dibattito di Denver è la notizia del giorno. I collaboratori di Romney starebbero addestrando il candidato repubblicano a non farsi irritare dalle punzecchiature di Obama; il presidente in carica invece si prepara ad essere aggressivo, nella speranza di far saltare i nervi a Romney, ma non tanto da risultare arrogante. Sulla carta, Romney è più allenato poiché viene dalla campagna delle primarie, ma non potrà usare con Obama le stesse tecniche che ha usato con i rivali repubblicani.

A prescindere dai programmi economici e politici, un dibattito televisivo nelle campagne elettorali statunitensi è – storicamente – il momento cruciale in cui si mettono a confronto l’arte oratoria e la capacità di trasmettere autorevolezza. Secondo lo stratega repubblicano Brett O’Donnell, i primi trenta minuti di questo primo dibattito saranno decisivi. ‘Riuscirà Romney a convincere gli elettori che Obama ha la colpa delle condizioni economiche attuali? Riuscirà Obama a convincere la gente che il paese è orientato nella direzione giusta e che cambiare rotta metterebbe a rischio una ripresa ancora fragile?’.

Per il presidente poi c’è un incentivo tutto personale a festeggiare: oggi è il ventesimo anniversario delle sue nozze. E a Denver ci saranno anche la moglieMichelle Obama e la compagna del repubblicano, Ann Romney.

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The Mountain comes to Manhattan: il nuovo grattacielo più alto di New York

E’ il World Trade Center. Lo stesso tirato su negli anni ’70, in quella che drammaticamente verrà ridefinita Ground Zero, dopo l’attacco estremista comandato da Binb Laden, riproposto in chiave moderna. Qualche modifica e gli stessi pannelli a specchio a copertura della struttura più alta di tutta New York, dopo l’Empire State Builinding, il palazzo noto per l’arrampicata più epica della storia del cinema, quella di King Kong innamorato.

Non è ancora fra i 100 grattacieli più alti del mondo, ma presto lo sarà. A struttura ultimata e inaugurazione effettuata, il nuovo Wtc potrà essere annoverato fra gli edifici più maestosi e alti dell’intero pianeta.

Doo il primo pilasrto posato il 30 aprile scorso, la costruzione del Worl trade center  h previsto la realizzazione di 100 piani, con 387,4 metri, circa 6,4 metri in più dello storico Empire State Building.

Il nuovo edificio ha richiesto anni di discussioni per la definitiva approvazione dei progetti, rallentandone la messa in cantiere. I lavori sono poi proceduti speditamente, fino ad arrivare alla costruzione di un nuovo piano costruito ogni settimana. 1 WTC è affiorato tra gli altri grattacieli di Lower Manhattan, cambiando lo skyline della città. A più di due mesi dalla posa di quel fatidico primo pilastro, la collocazione dell’ultimo piano porta ad un’altezza di 417 metri. Il prossimo anno sulla sommità sarà poi installata una grande antenna che porterà a complessivi 541, 3 metri, ovvero 1776 piedi per ricordare l’anno della dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d’America.

La città di New York sta quindi per riavere un grattacielo più alto dell’Empire State Building e chiamato nello stesso modo della Torre Nord del World Trade Center, una delle due torri gemelle che furono distrutte da al Qaida circa undici anni fa. Con la costruzione del vecchio WTC, l’altezza dell’Empire fu superata il 19 ottobre del 1970 di circa 1,2 metri con la posa di una delle strutture di acciaio che costituivano lo scheletro dell’edificio. Come spiegano sul New York Times, all’epoca la costruzione del World Trade Center fu fortemente osteggiata da proprietari di immobili e costruttori, preoccupati dalla possibilità che i due grandi grattacieli potessero rompere gli equilibri del mercato immobiliare.

The Mountain comes to Manhattan‘ è il titolo della pagina pubblicitaria acquistata sul New York Times da Lawrence A. Wien, che tra gli anni Sessanta e Settanta era parte della holding dell’Empire State Building. Wien comprò il 2 maggio del 1968 una intera pagina del New York Times per mettere in guardia sui pericoli costituiti dal nuovo WTC.

L’annuncio comprendeva il disegno di un aeroplano di linea diretto verso l’ultimo piano del WTC. All’epoca, si riteneva che un palazzo così alto potesse costituire un pericolo per il traffico aereo, o almeno lo pensava Wien. L’accoglienza ai giorni nostri del nuovo 1 WTC da parte di chi controlla l’Empire State Building è stata più all’insegna della cortesia e dell’amicizia.

La società ha diffuso un breve comunicato rivendicando di essere ‘l’antenato di tutti i grattacieli’ e salutando il ‘nuovo cugino più alto nello skyline’ della città.

L’Empire State Building con i suoi 381 metri rimarrà il secondo edificio più alto di New York, seguito dalla torre della Bank of America che misura 366 metri, completata nel 2008. Al terzo posto c’è un altro storico edificio della città, il Chrysler Building con 320 metri, mentre al quarto il palazzo del New York Times, con 319 metri.

http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_grattacieli_più_alti_del_mondo
http://en.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Wien
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/27/obama-for-america-101-giorni-al-voto/

Pussy Riot condannate: le punk rock antagoniste dell’Est asiatico colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio

Sono state condannate a due anni di reclusione le Pussy Riot, le tre punk rocker riconosciute colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio religioso dal tribunale di Mosca, dopo una performance anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore lo scorso 21 febbraio. A renderlo noto il giudice Marina Syrova.

Il magistrato ha accusato le componenti della band punk russa di aver consapevolmente violato la legge nel compiere i loro atti di teppismo motivati da odio religioso. ‘Le imputate erano consapevoli della natura offensiva delle loro azioni e del loro aspetto – ha detto il magistrato – la loro intenzione era attirare l’attenzione del pubblico con il maggior eco possibile, offendendo non soltanto chi era all’interno e fuori dalla cattedrale ma anche l’intera società’. Le tre giovani donne hanno assistito in aula alla lettura della sentenza. Una di loro indossava una maglietta azzurra con un pugno chiuso e la scritta ‘No pasaran’.

A poche ore dalla condanna, le Pussy Riot si sono mostrate serene: ‘Non importa quale sarà il verdetto abbiamo già vinto. Noi russi abbiamo imparato ad arrabbiarci con le autorità e a parlare ad alta voce di politica’, ha dichiarato la 22enne Nadezhda Tolokonnikova liquidando l’eventualità di chiedere clemenza come ‘uno scherzo’, definendo ‘un’illusione’ la possibilità di ricevere un verdetto indipendente. ‘Il nostro caso non dipende dalla giustizia, ma dal timore di Vladimir Putin su quanto dovrà affrontare nell’autunno 2012 in seguito alla nostra incarcerazione’, ha aggiunto Yekaterina Samutsevich, 30 anni, la più anziana fra le Pussy Riot.

La vicenda delle punk rockers sovietiche, ha scatenato un’ondata di solidarietà internazionale con la partecipazione di varie star pop e rock. E oggi manifestazioni a favore delle tre artiste russe sono avvenute in più di una trentina di città in tutto il mondo.

A Mosca due dei più noti oppositori russi, Sergei Udaltsov e l’ex campione di scacchi Gary Kasparov, sono fra le persone arrestate oggi mentre protestavano davanti al tribunale, mentre venivano processate le tre Pussy Riot.

Di ‘sentenza sproporzionata’ parlano gli Stati Uniti che esortano le autorità russe a rivedere il caso e garantire il rispetto del diritto della libertà di espressione’. Anche la Francia con una nota del ministro degli Esteri punta il dito contro quella che definisce una sentenza ‘particolarmente sproporzionata vista la scarsa entità dei fatti che vengono imputati alle condannate’.

Una netta presa di distanza dalla sentenza arriva anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. ‘Questa sentenza sproporzionatamente severa non è conforme ai valori europei di democrazia e stato di diritto, ai quali la Russia è legata in virtù della sua appartenenza al Consiglio d’Europa’, ha dichiarato Merkel.

La protesta più spettacolare giunge da Kiev, la capitale ucraina, dove attiviste di Femen a seno nudo hanno tagliato con una sega una croce di legno alta quattro metri che ricorda le vittime della repressione sovietica.

In Bulgaria sostenitori delle Pussy Riot hanno coperto i volti dei soldati del monumento ai caduti dell’Armata Rossa a Sofia con dei cappucci colorati diventati il simbolo della solidarietà alle tre cantanti punk. Una foto della performance, firmata ‘un gruppo di esseri umani’, è stata recapitata all’ambasciata russa in Bulgaria e ai principali media. Nel loro messaggio gli attivisti esortavano ‘il regime totalitario di Putin a liberare immediatamente le tre donne. Le Pussy Riot – continuava il messaggio – sono un simbolo ispiratore nella lotta per la democrazia in Russia. L’intera comunità internazionale, comprese le autorità bulgare, deve sostenerle nella lotta per impedire al regime di tappargli la bocca’.

Ed ecco in sintesi i passaggi salienti del testo del nuovo singolo anti Putin delle Pussy Riot: ‘…non si può chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza’. E ancora: ‘Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio… Il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame’.

http://en.wikipedia.org/wiki/Pussy_Riot
http://pussy-riot.livejournal.com/
http://www.youtube.com/user/PussRiot?feature=watch

London 2012 special moments: momenti di gloria dalle Olimpiadi

Gabrielle Douglas degli Stati Uniti abbraccia il ​​suo allenatore Liang Chow, dopo l’esercizio individuale di ginnastica artistica delle donne nella finale All-Around- E’ il 6 ° giorno9878 delle Olimpiadi di Londra 2012.

Daria Dmitrieva della Russia compete durante i singoli All-Around alle finali di Ginnastica Ritmica nel Day15 dei Giochi Olimpici di Londra 2012 all’Arena di Wembley 

Per l’Italia, Roberto Cammarelle si prepara alla finale di Boxe di oggi nei pesi massimi +91kg. In finale anche il campione di pesi massimi Clemente Russo.

Sergey Kirdyapkin, Russia in azione durante la maratona dei 50km maschili.

Julie Bresset, Francia celebra la vittoria nella gara femminile di Mountain Bike nel Day15 dei Giochi Olimpici di Londra 2012, a Hadleigh Farm.

E c’è chi compete per l’oro anche fuori dai luoghi istituzionali, intanto che atleti e staff si preparano alla cerimonia di chiusura di queste Olimpiadi 2012. Per l’Italia sarà Daniele Molmenti il portabandiera della squadra azzurra alla Cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Il canoista, neo campione olimpico nel K1, è rientrato nella capitale britannica nei giorni scorsi per assistere alle ultime gare degli atleti italiani. La cerimonia di chiusura all’Olympic Stadium è in programma domani, con inizio alle ore 21.

http://www.london2012.com
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/10/italiani-alle-olimpiadi-i-risultati-del-day-14/https://cookednews.wordpress.com/2012/08/03/london2012-storica-gabby-douglas-e-la-prima-ginnasta-afro-a-vincere-loro-la-ferrari-chiude-ottava/

London2012: primo oro per l’Italia nel tiro con l’arco, podio azzurro nel fioretto al femminile

Ricapitoliamo. Opening Ceremony ieri, primo giorno di gara oggi e l’Italia porta a casa l’argento con Tesconi nel tiro a segno e il primo oro nel tiro con l’arco. L’atleta vincente è Frangilli, la freccia della vita: 218 a 209 per gli Usa. Per vincere l’oro l’Italia del tiro con l’arco deve fare solo un ultimo centro, un 10. Ma c’e’ anche il rischio di fare 8 e perdere dopo aver condotto sugli Stati Uniti tutta la finale.

Michele Frangilli, come sempre accade alle Olimpiadi, compie un capolavoro e un miracolo sportivo: tiro secco ed è 10. Italia del tiro con l’arco vince il secondo oro della sua storia (il primo a Pechino con Marco Galiazzo), il primo a Londra2012. Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, la squadra maschile di tiro con l’arco, dopo aver battuto Taipei 216-206 negli ottavi, superato la Cina nei quarti (220-216) e il Messico in semifinale (217-215), batte anche gli States (219-218) e conquista la medaglia d’oro. In finale gli azzurri hanno affrontato gli Stati Uniti, che nell’altra semifinale hanno eliminato i campioni uscenti della Corea (medaglia di bronzo). Frangilli, Galiazzo e Nespoli avevano vinto la medaglia d’argento nel tiro con l’arco a Pechino. Oggi l’oro.

Prima medaglia per gli azzurri dai Giochi di Londra, invece, Luca Tesconi che vince l’argento nel tiro a segno da 10 metri con la pistola ad aria compressa. L’azzurro, qualificato alla finale al quinto posto, ha realizzato un forte recupero, piazzandosi alle spalle del coreano Jongoh (687 punti). Tesconi ha totalizzato 685,8 punti, soffiando la seconda piazza al serbo Zlatic, fermo a 685,2 punti.

Oro e argento sicuri, invece, dal fioretto femminile: Valentina Vezzali e Arianna Errigo si sono sfidate per arrivare in finale, con cambio della guardia, la campionessa olimpica Vezzali ha perso contro la giovane concittadina (sono entrambe di Jesi) vedendo sfumare il sogno del quarto oro olimpico consecutivo, record assoluto. Nell’altra semifinale Elisa Di Francisca ha battuto l’unica non italiana, la coreana Nam Hyun Hee. Questo prima che la Vezzali vincesse il bronzo. La rimonta costa agli avversari un podio completamente azzurro.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/28/london2012-prima-medaglia-azzurra-luca-tesconi-argento-nella-pistola-10-metri/

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