Obama, commosso, piange davanti lo staff che ringrazia: ‘Sono orgoglioso’

‘Anche prima dei risultati dell’altra notte, sapevo che il lavoro fatto, nella corsa alla Casa Bianca mi avrebbe riportato al punto di partenza (pausa) perché quello che avete fatto significa che il mio lavoro è importante. E io sono orgoglioso di questo, sono veramente orgoglioso di tutti voi’. Barack Obama si è commosso e ha pianto davanti ai volontari della sua campagna elettorale, nel quartier generale di Chicago, il giorno dopo la sua rielezione alla Casa Bianca.

Così il presidente in un video particolarmente toccante diffuso da Organizing For America, durante la sua prima apparizione da eletto, dopo la festa elettorale. La clip è stata registrata la mattina dopo la nottata al McCormick Center, nel quartier generale della sua campagna elettorale di Chicago.

 Giudicato spesso ‘cool’ (freddo), Barack Obama si è lasciato andare alle lacrime davanti ai volontari della sua campagna elettorale. E’ quanto si vede nel video diffuso dal capo dello staff elettorale del presidente, Jim Messina, che lo ha messo in rete per rendere partecipi ‘tutti quelli che hanno contribuito a costruire questa campagna’ del ‘sentito grazie’ rivolto da Obama.

‘Quello che voi avete fatto significa che il lavoro che sto facendo è importante, sono veramente orgoglioso di tutti voi’, dice Obama ai volontari prima di interrompersi, per frenare le lacrime. Incoraggiato da un applauso, il presidente riprende dicendosi “assolutamente certo che tutti voi state facendo cose meravigliose nelle vostre vite’.

Quindi cita Bobby Kennedy: ‘Quando Bobby Kennedy parlava delle onde di speranza che si creano quando si getta un sasso nell’acqua, parlava di voi’.

E cresce l’attesa per il primo discorso del rieletto presidente. Sarà incentrato su economia e debito. Lo ha annunciato la Casa Bianca precisando che la dichiarazione del presidente si concentrerà “sulle azioni da intraprendere in modo che la nostra economia continui a crescere e si riduca il nostro debito”, ha detto un funzionario della presidenza americana.

Nella prima dichiarazione dopo la conferma, martedì scorso, alla guida degli Stati Uniti, Obama dovrebbe parlare del ‘fiscal cliff‘, la combinazione della fine di sgravi fiscali e di tagli automatici alla spesa pubblica, che rischia di colpire il Paese in caso di mancato accordo al Congresso.

Il presidente americano deve scontrarsi con la Camera, a maggioranza repubblicana, pronta a fare il possibile per ostacolare un’intesa. Dopo le elezioni di martedì scorso, i repubblicani hanno infatti mantenuto il controllo della Camera, mentre il Senato è rimasto ai democratici. Almeno per i prossimi due anni, fino alle elezioni di metà mandato del 2014, Obama dovrà quindi continuare a confrontarsi con un Congresso diviso.

Questa situazione obbligherà il presidente a non sottovalutare anche il problema del debito pubblico alle stelle.

Formula 1: il Bahrein dice no al Gran Premio, lancio di lacrimogeni durante le manifestazioni

Proteste e manifestazioni notturne in Bahrein, negli Emirati Arabi, dove è previsto domenica prossima il Gran Premio di Formula Uno. La polizia ha sparato pallettoni e gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti  nei villaggi sciiti alla periferia della capitale Manama.

Gli scontri di questa notte seguono gli appelli del Movimento giovanile del 14 febbraio, gruppo dell’opposizione che in rete e sul Web ha proclamato i tre giorni della collera in concomitanza con la competizione automobilistica in programma nel regno.

Centinaia di manifestanti si sono radunati agli ingressi dei villaggi sciiti intorno Manama intonando slogan anti-governativi come ‘La gente vuole la caduta del regime e ‘Abbasso Hamad’, un’allusione al regno del Bahrein. Le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti, che hanno risposto lanciando bombe molotov, è il racconto di alcuni testimoni. Gli scontri più violenti si sono verificati nel villaggio di Sanabes, vicino Manama.

Il Movimento giovanile del 14 febbraio ha censurato lo svolgimento del Gran Premio di Formula Uno in Bahrain, pubblicando sui social network slogan come ‘No al Gran Premio del sangue’. La sicurezza è stata potenziata nel regno a maggioranza sunnita prima della corsa di domenica, contestata con forza dall’opposizione sciita e criticata dai gruppi per la tutela dei diritti umani.

Domani sono in programma le prove libere del GP. E mentre gli attivisti non mostrano alcuna intenzione a voler smettere con le manifestazioni anzi, hanno annunciato un aumento durante i giorni del Gran Premio, questa mattina un team di quattro meccanici è rimasto coinvolto negli scontri. I lacrimogeni dei poliziotti hanno raggiunto e colpito – a quanto pare involontariamente – uno dello staff, che non ha riportato ferite.

 Il presidente della Formula Uno Bernie Ecclestone ha ripetuto più volte che la situazione è assolutamente sicura. Lo scorso anno, dopo violente proteste antigovernative che avevano causato 50 morti, il Gran Premio era stato annullato.

Il Bahrein è una monarchia (dal 2002, quando l’allora emiro Hamad si è dichiarato re), governata dalla fine del Settecento da esponenti della famiglia Al-Khalifa, di religione sunnita. I sunniti mantengono i posti di comando e di responsabilità nel governo e nell’esercito, e per questo la maggioranza sciita – oltre il 70 per cento della popolazione, spesso esclusa dal benessere economico – richiede da mesi riforme e un maggior rispetto dei diritti umani. La repressione delle proteste ha causato decine di morti a partire dal febbraio del 2011.

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