Napolitano congeda i 10 saggi: ‘Un testimone significativo al nuovo presidente’

Napolitano e i dieci saggi n ultima seduta‘Quel che trasmetto è, credo, un testimone concreto e significativo’ per il nuovo presidente della Repubblica. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha congedato stamane i due gruppi di esperti che ha scelto di riunire al Quirinale per offrire spunti concreti alle forze politiche per uscire dallo stallo. Un lavoro che Napolitano ha difeso nel merito e nel metodo, sottolineando che non ha ‘interferito’ in alcun modo né con l’attività del Parlamento né con le decisioni delle forze politiche. ‘Le due relazioni – ha ribadito – faranno parte delle mie consegne al nuovo presidente della Repubblica’. Sarà al suo successore che Napolitano consegnerà le due relazioni presentate dai 10 saggi e che sono ‘oggetto, in questi giorni, della mia riflessione’, ha spiegato.

ll primo dei due gruppi (entrambi nominati il 30 marzo) – quello sulle riforme istituzionali, composto da Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante – ha messo nero su bianco una serie di proposte che vanno dai diritti dei cittadini allo statuto dei partiti, dal Referendum alle leggi di iniziativa popolare, fino al ruolo della magistratura e dei mezzi di comunicazione. Le proposte spaziano dalla forma di Governo ai rapporti tra Parlamento e Governo.

La Relazione del Gruppo di lavoro in materia economico-sociale ed europea, composta da Filippo Bubbico, Giancarlo Giorgetti, Enrico Giovannini, Enzo Moavero Milanesi, Giovanni Pitruzzella e Salvatore Rossi, ha invece messo a punto proposte per ‘creare e sostenere il lavoro, rilanciare il ruolo dell’Italia negli scambi internazionali, migliorare il sistema tributario, aprire alla concorrenza, tutelare meglio i consumatori.

Legge elettorale mista con premio governabilità. Superare la legge elettorale vigente: si ‘potrebbe prevedere un sistema misto (in parte proporzionale e in parte maggioritario), con un alto sbarramento e un ragionevole premio di governabilità’. I dieci saggi nel documento conclusivo invitano anche ad abolire le circoscrizioni estere.

Togliere lo scorporo dal Mattarellum. In caso di ritorno al Mattarellum, è opportuno eliminare lo scorporo. Se il Parlamento dovesse optare per un regime semipresidenziale sarebbe preferibile propendere per una legge elettorale incentrata sul doppio turno di collegio, secondo il modello francese, al fine di rafforzare il Parlamento rispetto a un Presidente che ha la stessa fonte di legittimazione.

Stop a bicameralismo perfetto. L’attuale modello di bicameralismo paritario e simmetrico rappresenta una delle cause delle difficoltà di funzionamento del nostro sistema istituzionale. A tal fine, i saggi propongono che ci sia una sola Camera politica e una seconda Camera rappresentativa delle autonomie regionali (Senato delle regioni).

Conti pubblici, rivedere patto Stabilità interno. Rivedere il patto di stabilità interno alla luce del nuovo articolo 81 della Costituzione. E’ la proposta presentata dalla commissione di saggi nel capitolo relativo al miglioramento della legislazione e funzionamento della pubblica amministrazione.

Adeguato finanziamento partiti ineliminabile. Uniformare i soggetti deputati al controllo dei costi della politica. I controllori devono essere esterni e indipendenti. Ma, per i saggi, ‘il finanziamento pubblico delle attività politiche in forma adeguata e con verificabilità delle singole spese, costituisce un fattore ineliminabile per la correttezza della competizione democratica e per evitare che le ricchezze private possano condizionare impropriamente l’attività politica’.

Conflitto interessi, nuova legge seguendo indicazioni Antitrust. Per prevenire il problema serve una legge sulla materia costruita non sulle aspirazioni dell’una o dell’altra forza politica, ma su proposte che non possano essere identificate come mosse da spirito di parte. L’autorità antitrust ha ripetutamente formulato valutazioni e proposte di aggiornamento della normativa vigente che qui si intendono richiamate. Esse possono costituire la base per impostare la riflessione che conduce alla riforma’.

Più depenalizzazioni e pene alternative. Per contribuire al ‘contenimento di un sovraffollamento carcerario ormai insostenibile’: trasformare in pene principali comminabili dal giudice di cognizione alcune delle attuali misure alternative dell’esecuzione, come l’affidamento in prova e la detenzione domiciliare. Un ampio processo di depenalizzazione di condotte che possono essere meglio sanzionate in altra sede. L’introduzione su larga scala di pene alternative alla detenzione. Particolare attenzione al tema del lavoro dei detenuti.

Giudizi disciplinari magistrati, Corte ad hoc. Il giudizio disciplinare sui magistrati va esercitato in primo grado dal Csm, ma in secondo grado da una Corte ad hoc. La Corte sarebbe composta per un terzo da magistrati, per un terzo da componenti  eletti dal Parlamento e per un terzo da componenti nominati dal presidente della Repubblica. Ai magistrati deve essere vietato di candidarsi nei luoghi ove ha esercitato la sua funzione. Vietato anche tornare a esercitare la funzione nei luoghi dove il magistrato è stato candidato.

Giudice indipendente decida su incompatibilità. Il giudizio finale sui titoli di ammissione dei membri del Parlamento (legittimità dell’elezione, ineleggibilità e incompatibilità) spetta a ciascuna Camera con riguardo ai propri membri. Pertanto, proseguono i saggi, ‘le relative controversie non hanno un vero giudice e le camere sono chiamate a decidere in causa propria, con evidenti rischi del prevalere di logiche politiche. Si propone di modificare l’art. 66 attribuendo tale competenza a un giudice indipendente e imparziale’.

Potenziare norme anticorruzione.
 Il Parlamento ‘ha approvato recentemente un’importante legge anticorruzione’ che va tuttavia potenziata nelle attività di prevenzione da parte della Pa e nelle attività di controllo amministrativo. Soprattutto va introdotto il reato di autoriciclaggio, vanno rafforzate le norme sulla falsità in bilancio e precisata la fattispecie dello ‘scambio elettorale politico-mafioso’.

Riforme costituzionali, referendum confermativo sempre. Si propone di prevedere che le leggi di revisione costituzionale possano sempre essere sottoposte a referendum popolare confermativo’.

Valutare ipotesi reddito minimo inserimento. Valutare le diverse ipotesi relative all’eventuale introduzione di un reddito minimo di inserimento, da inserire in un quadro complessivo di revisione dell’assistenza. E’ questa la proposta formulata dalla Commissione dei saggi in materia di lavoro e condizioni sociali delle famiglie.

Fisco, presentare ddl delega ad approvazione Parlamento.
 Presentare all’approvazione del Parlamento il disegno di legge ‘delega fiscale’. E’ l’indicazione che arriva dalla relazione dei ‘saggi’ in materia economico-sociale. Vengono inoltre suggerite ‘diverse misure per migliorare il rapporto tra fisco e cittadino e per rafforzare la lotta all’evasione fiscale’.

Ridurre parlamentari: 480 deputati, 120 senatori. 
Oggi i deputati sono 630, circa uno ogni 95 mila abitanti. Il Gruppo di Lavoro ritiene che sia ragionevole seguire un criterio per il quale la Camera sia composta da ‘un deputato ogni 125 mila abitanti. I deputati verrebbero così ad essere complessivamente 480, per i senatori si propone un numero complessivo di 120, ripartiti in proporzione al numero di abitanti in ciascuna Regione’.

Rivedere retribuzioni vertici e dirigenti.
 Rivedere la struttura dei livelli retributivi delle figure apicali e dirigenziali nella pubblica amministrazione. E’ la proposta avanzata dai saggi tra le misure finalizzate al miglioramento della legislazione e funzionamento della Pa.

Rifinanziare Cig in deroga e affrontare tema esodati. Rifinanziare gli ammortizzatori sociali in deroga e affrontare ‘la grave’ questione dei cosiddetti esodati. Sono due delle principali indicazioni della relazione dei ‘saggi’ in materia economico-sociale, per quanto riguarda il capitolo lavoro.

Politica nazionale differenziata per aree.
 Disegnare ogni nuova politica nazionale (o riforma di una preesistente) in modo differenziato fra aree, per tenere conto della diversa efficacia applicativa, predisponendo incentivi e sanzioni per i singoli attori (amministrazioni, strutture, dirigenti). E’ la proposta dei ‘saggi’ per affrontare la questione meridionale e quella settentrionale.

Nuovo Governo riprenda trattative con Svizzera su capitali. 
Riprendere i negoziati bilaterali con la Svizzera per un accordo di trasparenza ai fini della tassazione dei redditi transfrontalieri di natura finanziaria, alla luce dei recenti sviluppi sul fronte della fiscalità internazionale (in particolare, degli accordi conclusi dagli Stati Uniti con vari paesi europei) sullo scambio di informazioni, nonché delle raccomandazioni del G8 e del G20 su questa materia; in parallelo, il Governo può attivarsi in sede UE affinché l’Unione stessa negozi un tale accordo, in nome di tutti gli Stati membri.

Completare pagamento e rispettare termine 30 giorni. Completare il pagamento dell’intero ammontare dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione verso le imprese e far sì che l’obbligatorio termine di 30 giorni per i pagamenti, in vigore dall’inizio dell’anno, sia effettivamente rispettato.

Cambiare costituzione con commissione parlamentari e non.
‘La revisione costituzionale si compia attraverso una commissione redigente mista costituita, su base proporzionale, da parlamentari e non parlamentari. La commissione può avviare immediatamente il proprio lavoro (che dovrebbe durare pochi mesi) sulla base di documenti parlamentari’.

Intercettazioni, mezzo di prova e limite divulgazioni
. Per ‘le intercettazioni delle conversazioni dev’essere resa cogente la loro qualità di mezzo per la ricerca della prova, e non di strumento di ricerca del reato. Occorre inoltre porre limiti alla loro divulgazione perché il diritto dei cittadini a essere informati non costituisca il pretesto per la lesione di diritti fondamentali della persona’.

Rivedere riforma Fornero su tempo determinato.
 Vi è il rischio che le imprese siano estremamente prudenti nel procedere ad assunzioni a tempo indeterminato: sarebbe utile riconsiderare le attuali regole restrittive nei confronti del lavoro a termine, almeno fino al consolidamento delle prospettive di crescita economica.

Proseguire e rafforzare spending review. 
E’ necessario proseguire e rafforzare l’opera di riduzione e riorientamento della spesa pubblica delle amministrazioni (cosiddetta spending review), utilizzando e raffinando ulteriormente le analisi già svolte allo scopo di identificare le pratiche migliori.

Mantenere impegno equilibrio bilancio. 
Mantenere l’impegno all’equilibrio di bilancio. E’ la priorità indicata dai saggi. Lo Stato, ricordano, si trova a dover collocare nel 2013 oltre 200 miliardi di euro di titoli sul mercato.

Favorire telelavoro per aumentare occupazione femminile. Ricorrere al telelavoro, con vantaggi anche per le imprese in termini di riduzione dei costi fissi e dei casi di assenteismo. 

Fisco: Ok Equitalia, ma comportamenti collaborativi non vessatori.
 Necessario modificare alcune delle procedure utilizzate da Equitalia, al fine di creare un rapporto di fiducia reciproca con il cittadino. Migliorare il rapporto tra il fisco e il cittadino con il pieno e corretto adempimento degli obblighi tributari e, dall’altra, un’amministrazione che adotti comportamenti proporzionati al singolo contribuente, non vessatori, bensì collaborativi.

Disciplinare lobby con albo per trasparenza. I gruppi di interesse particolare svolgono una legittima ma non sempre trasparente attività di pressione sulle decisioni politiche. Ma, come ha suggerito l’Ocse, è un’opera che ha bisogno di trasparenza per non diventare un mezzo per alterare la concorrenza o per condizionare indebitamente le decisioni. Per questo, il gruppo di lavoro propone ‘una disciplina che riprenda i modelli del Parlamento europeo e quello degli Stati Uniti’.

Rivedere Isee, oggi è iniquo, distorsivo, inefficiente.
 L’attuale indicatore Isee presenta una serie di inconvenienti, per questo l’Isee va rivisto partendo dalla proposta già discussa presso la conferenza Stato-Regioni. Da tale indicatore, infatti, dipende un’ampia serie di benefici e prestazioni sociali erogati sia dalle amministrazioni centrali, sia dalle Regioni e dagli enti locali.

Tasse troppo alte, approvare delega di riforma. La pressione fiscale è ormai troppo alta, i saggi raccomandano l’approvazione del ddl delega di riforma che giace in Parlamento dalla scorsa legislatura. Occorre operare un redistribuzione per garantire l’equità e tagliare il carico fiscale sui redditi da lavoro.

Vietare di aggirare referendum ripristinando norme abrogate. Rafforzare i referendum e vietare per un periodo determinato di ‘ripristinare la norma abrogata e comunque di aggirare il risultato referendario’ con cinque interventi: a) elevazione del numero delle sottoscrizioni in relazione all’aumento della popolazione. b) Collocare il giudizio di ammissibilità del quesito da parte della Corte Costituzionale non dopo la raccolta di tutte le firme, ma dopo la raccolta di un certo numero, ad esempio 100 mila, adeguate a comprovare la serietà della proposta. c) Definire più precisamente i requisiti di ammissibilità. d) Definire il quorum di validità del risultato calcolandolo nel 50% più uno della percentuale dei votanti nella più recente elezione per la Camera dei Deputati. e) Vietare, per un periodo determinato, di ripristinare la norma abrogata e comunque di aggirare il risultato referendario’. Il gruppo ‘segnala’ anche ‘l’opportunità’ di ‘elevare il numero di firme richieste’ per le leggi di iniziativa popolare.

(fonte laRepubblica)

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I 21 caporedattori dell’ufficio stampa e la spending review di Rosario Crocetta

Ventuno capiredattori, con uno stipendio da quattro mila euro al mese a testa e nessun redattore semplice da coordinare. Sembra la redazione dei sogni e invece è “soltanto” l’ufficio stampa della presidenza regionale siciliana. Un ufficio che, numeri alla mano, dovrebbe produrre la migliore comunicazione del mondo. Ma a Rosario Crocetta, neo eletto governatore della Sicilia con il Pd e l’Udc, quell’ufficio stampa fatto di soli capiredattori non va proprio a genio. E per questo ha intenzione di azzerarlo. “Quei 21 giornalisti sono decaduti dal giorno in cui mi sono insediato e se sono ancora al loro posto lo sono in modo volontario e li ringrazio, per carità gli verranno retribuite queste giornate lavorative”, ha sentenziato il neo presidente, mettendo in apprensione tutti i componenti dell’ufficio stampa più ricco d’Italia.

Assunti ai tempi in cui sullo scranno più alto di palazzo d’Orleans sedeva Salvatore Cuffaro, l’ex governatore condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, i ventuno capiredattori erano passati indenni all’arrivo di Raffaele Lombardo, che li aveva confermati in toto. Adesso però Crocetta intende iniziare la sua spending review proprio dall’ufficio stampa presidenziale. “Costano 3,2 milioni di euro all’anno, con questi soldi la Regione può pagare 200 precari. Nemmeno alla Rai o a Repubblica ci sono 21 capiredattori” ha calcolato il neo governatore che poi ha puntato il dito contro Gregorio Arena, l’addetto stampa della presidenza di stanza a Bruxelles.

“Da eurodeputato sono stato nella sede della Regione a Bruxelles una dozzina di volte e lui non c’era, dicono che era in ferie. L’ho trovato a lavoro soltanto una volta. Quell’ufficio stampa non serve a nulla e costa dodici mila euro al mese”. Le dichiarazioni dell’ex sindaco di Gela hanno ovviamente provocato una serie di reazioni dagli organi di categoria. A cominciare proprio dal cdr dell’ufficio stampa presidenziale, che ha sottolineato come “qualsiasi decisione non possa essere assunta se non attraverso il rispetto delle norme previste dal contratto di lavoro dei giornalisti, a noi applicato, e dallo Statuto dei lavoratori”. “Se i giornalisti vorranno fare vertenza, lo facciano pure – ha replicato il neo governatore – . Non hanno un rapporto a tempo indeterminato perché non hanno fatto un concorso pubblico, il loro rapporto è fiduciario. Presentino i curricula e li verificherò assieme agli altri che riceverò”.

Crocetta però prima di azzerare l’ufficio stampa dovrà fare i conti con i contratti giornalistici a tempo indeterminato che blindano di fatto la posizione dei giornalisti. E anche la posizione dell’addetto stampa a Bruxelles è blindata per almeno tre anni. In caso contrario la Regione dovrebbe pagare un anno di stipendio a tutti i giornalisti sollevati dall’incarico dal neo governatore. “Abbiamo difeso dagli attacchi arroganti, mossi dai predecessori di Crocetta, i giornalisti che scrivevano su di loro – ha scritto l’ordine dei giornalisti in una nota – e difendiamo ora i giornalisti dagli attacchi arroganti di chi vuol cambiare tutto per non cambiare niente”.

In passato anche la Corte dei Conti si era interessata alla vicenda, aprendo un’indagine che calcolava in circa cinque milioni e trecento mila euro il danno erariale provocato dall’istituzione dell’ufficio stampa. Alla fine però i magistrati contabili avevano assolto sia Lombardo che Cuffaro.

Nel frattempo va prendendo forma la nuova giunta regionale. Lunedì dovrebbe essere il giorno in cui Crocetta nominerà il nuovo assessore all’energia. Un ruolo che sarà occupato da Nicolò Marino, per anni magistrato antimafia a Catania e oggi sostituto procuratore a Caltanissetta dove ha indagato sulla strage di via d’Amelio. Il nome di Marino circola da giorni, ma solo nelle ultime ore il magistrato ha annunciato che sarà a Palermo lunedì per partecipare ad una conferenza stampa con Crocetta a Palazzo d’Orleans. “Il resto lo desumete da voi” ha glissato il magistrato catanese. Come dire che sta per appendere la toga al chiodo.

(dal Fatto Quotidiano)

12 Ottobre tutti in piazza: studenti, universitari, ricercatori protestano contro i tagli

12 Ottobre tutti in piazza. La Cgil ha promosso la protesta del personale dell’istruzione. In piazza studenti, universitari e ricercatori. Le altre sigle sindacali proclameranno lo sciopero dopo il mancato accordo sugli scatti di anzianità del personale scolastico.

Nel quaderno delle lamentele anche i tagli a cui starebbe lavorando il ministro Profumo.

Nella legge di stabilità approvata dall’esecutivo Monti ci sarebbe una decurtazione di un miliardo sulla scuola, da concretizzare aumentando l’orario di lavoro dei docenti di medie e superiori per risparmiare sulle supplenze.

A Roma blitz davanti alla sede Ue: ‘Questo governo fa dell’Europa la sua bandiera. L’Europa però chiede una scuola di qualità’.

Da Roma a Milano, da Aosta a Palermo migliaia di studenti, docenti, personale Ata, dirigenti e operatori della formazione professionale sono scesi in piazza ‘contro i nuovi tagli della spending review, per il rinnovo del contratto fermo dal 2009 e la restituzione degli scatti, per modificare la legge sulle pensioni che impedisce l’ingresso di giovani docenti e Ata nella scuola, contro il nuovo concorso inutile e costoso e per un piano di stabilizzazioni che dia certezze al personale docente e Ata incluso nelle graduatorie, per chiedere finanziamenti adeguati e certi e investimenti in tecnologie e innovazioni’.

 Gli studenti in corteo a Torino hanno lanciato carote contro la sede del Miur per protestare contro la frase del ministro Francesco Profumo che nei giorni scorsi ha detto che con gli studenti serve il bastone e la carota. ”La settimana scorsa – hanno detto gli studenti ricordando gli scontri con la polizia dell’ultima manifestazione – con noi hanno usato il bastone. Oggi noi usiamo le carote”.

Hanno poi acceso anche alcuni fumogeni.

‘Siamo in 10 mila’. E’ il numero fornito dagli organizzatori del corteo romano della scuola dopo che il blocco degli studenti si è unito a quello degli insegnanti. E al corteo degli studenti di Roma spuntano le carote. ‘Sono per il ministro Profumo’, spiegano i ragazzi ‘che ha detto che gli italiani hanno bisogno un po’ del bastone e un po’ della carota. Gli diciamo tieniti bastoni e carote noi ci riprendiamo tutto, i nostri diritti il nostro futuro’.

Sono le 12:23  e il serpentone di manifestanti romano in questo momento ha imboccato via dei Fori Imperiali. Studenti in piazza in 90 città: ‘Non ci avrete mai come volete voi’. Contro la legge di stabilità, un miliardo di tagli alla scuola e 30 mila precari licenziati. Oggi anche lo sciopero generale della Flc-Cgil nella scuola

Intorno alle 14:15, dopo il lancio di carote al Miur, gli studenti bloccano viale Trastevere seduti in terra. ‘Siamo 100mila in tutta Italia’. Il corteo si sta sciogliendo dopo gli interventi degli studenti che tracciano bilancio della giornata.

Su Twitter #12ott#12ottobre#scuola#studenti

http://www.12ottobre.it/12_Ottobre_-_Mobilitazione_studentesca_nazionale.html

Berlusconi come back: il dopo Monti nel 2013

E pensare che lo davano per morto. Almeno artisticamente parlando. Direttamente dalla categoria WORLD dell’Huffington Post che a sua volta ha pescato su AP, l’Associated Press. Cooked News nel tentativo di dare la notizia in maniera diversa, semplice e non troppo affettata, ne da una versione italiana. Anche perché sembra che sia stato detto proprio tutto.

Il premier italiano Mario Monti ha escluso la possibilità di ricandidarsi per il 2013, quando il suo mandato si concluderà, mentre il predecessore Silvio Berlusconi starebbe pensando di tornare alla carica. E mentre dalla stampa estera arrivano roboanti tamburi di un come back imminente (ottobre è vicino, il 2013 alle porte) e i cugini spagnoli, scesi in piazza contro i tagli alla tredicesima sugli stipendi di chi lavora in miniera, vengono repressi a colpi di pallottole di gomma e manganellate, il premier made in Bocconi fa le pulci all’economia italiana. Non ancora sazio dei ricchi pranzi durante le convention in Eurozone (spending review or not spending review, Celentano sì o Celentano no con il live di ottobre, 8 e 9 all’Arena di Verona e i biglietti a 1 euro. C’è crisi?).

Monti, ex professore di economia nominato a capo di un governo di tecnocrati al culmine della crisi finanziaria in Italia nel mese di novembre, dice che ha sempre escluso di rimanere dopo le elezioni la prossima primavera.

Parlando martedì, dopo una riunione dei ministri delle finanze dell’UE a Bruxelles, Monti ha detto che sarebbe rimasto attivo come senatore a vita.

Il più stretto alleato del tre volte premier Berlusconi dice che il movimento che lo sostiene sta crescendo. Angelo Alfano ha detto: ‘Credo che alla fine sarà lui a decidere’ se ricandidarsi.

Berlusconi è sotto processo con l’accusa di aver fatto sesso a pagamento con una prostituta minorenne marocchina e di aver usato il suo ufficio per cercare di coprire il fattaccio.

All’articolo dei colleghi statunitensi già sbarcati in Francia e a settembre in Italia se non dal prossimo anno, con un accordo che li vede insieme al Gruppo editoriale L’Espresso, aggiungiamo quello che ha detto l’attuale presidente del Consiglio in carica nella giornata in cui ha ceduto il testimone di ministro dell’Economia ad interim a Grilli. La parola guerra è come un fischio al galoppo per gli italiani sottoposti prima ai campionati Euro2012, al digitale terrestre a puntate, poi a Caronte e al caldo Minosse (come se non bastasse la temperatura proibitiva ci vogliono anche i nomi greci) pronti forse ai Giochi Olimpici ( London 2012, dal 27 luglio).

L’Italia ha intrapreso ‘un percorso di guerra durissimo che non è ancora finito’. Mario Monti lancia un forte richiamo a non abbassare la guardia di fronte alla crisi. Non ce l’ha con i partiti e con il Parlamento, che anzi hanno dimostrato ‘responsabilità’ in questo momento ‘drammatico’ tanto da dare ‘serenità sulle prospettive di governo’ dopo le elezioni del 2013. Anche se l’incombenza più grande, quella che mai ha lasciato gli italiani e l’Italia sembra proprio averla individuata Monti. La pulce, lo spread. Come l’Urlo di Munch sonorizzato.

Secondo Monti uno dei motivi di stress per gli italiani è lo spread che resta alto e ammette: ‘è motivo di frustrazione per tutti e soprattutto per il governo’. E per l’occasione prende le difese del suo predecessore a Palazzo Chigi intanto che, notizia di due giorni fa, Eurogruppo avanza scudo anti spread e apre alla Spagna: i primi 30 miliardi di aiuti alle banche iberiche entro fine mese.

Al G20 di Cannes, l’anno scorso, continua il professore della Bocconi di cui è anche stato rettore, ‘Berlusconi fu sottoposto a una pressione prossima all’umiliazione’ e ci fu ‘un tentativo di far cedere all’Italia parte della sua sovranità. Una situazione sgradevole’ che Monti non vuole che si ripeta. E per questo fissa i suoi paletti. ‘L’Italia – spiega – è un paese che è tra i più pronti alla condivisione di pezzi di sovranità con altri’. E mentre il ministro del Lavoro che è anche quello delle Pari opportunità, Elsa Fornero, si morde la lingua dando notizia di provvedimenti immediati dopo il ritrovamento in fin di vita di una turista australiana in prossimità della stazione Termini di Roma, Monti pensa a mantenere la calma in seno all’assemblea Abi, all’Eur. Niente paura.

Con la nomina di Grilli a ministro dell’Economia, rimarrà dietro le quinte insieme a Passera ministro per lo Sviluppo e altri ministri competenti nel ruolo di ‘comitato per il coordinamento della politica economica e finanziaria’. Una cabina di regia alle cui riunioni potrà essere invitato anche il Governatore della Banca d’Italia Visco.

https://cookednews.wordpress.com/2012/05/29/berlusconi-defunto-in-mostra-a-pochi-metri-da-palazzo-chigi-in-una-teca-e-con-le-scarpe-di-topolino/
http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/parole/delleconomia/Spending_review.html 

Spending review: gli sprechi del governo segnalati sul web

 Sprechi e suggerimenti per porre un freno alla spesa pubblica. Il governo italiano chiede aiuto ai cittadini. Basta compilare il modulo Esprimi la tua opinione. E’ questa la novità introdotta dalla spending review che ricorre al Web e al sito istituzionale del governo per rendere partecipi gli italiani. Che ‘hanno la possibilità di aiutare  i tecnici a completare il lavoro di analisi e la ricerca delle spese futili’.

Il supercommissario per la spending review, Enrico Bondi (amministratore straordinario e primo delegato del Gruppo Parmalat dopo il crack e di cui è considerato il salvatore) ha quindici giorni di tempo per presentare un cronoprogramma al consiglio dei ministri su tagli e razionalizzazioni della spesa pubblica. Lo prevede la bozza di legge sulla spending review. Il consiglio dei ministri verificherà l’attuazione del piano ‘sulla base di relazioni mensili del commissario’.

Dalle misure sulla spending review sono escluse la Presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale e il Parlamento. Sono invece incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati, gli enti locali, nonché le amministrazioni regionali sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario per le voci relative alla spesa sanitaria.

Il commissario straordinario potrà decidere ‘in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione’ e potrà avvalersi anche di un subcommissario. Potrà stare in carica non più di un anno e percepire un’indennità non superiore a quella del dirigente generale della presidenza del consiglio dei ministri.

Dopo aver raccolto le informazioni sulle diverse voci di spesa e aver segnalato al consiglio dei ministri quelle che si possono tagliare, ridurre o razionalizzare, il commissario indica le misure da prendere e ‘fissa un termine per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e alla scadenza del termine il consiglio dei ministri può autorizzare, nel rispetto dell’articolo 120 della Costituzione sui poteri sostitutivi del governo nei confronti di regioni ed enti locali, l’esercizio dei poteri sostitutivi dei vertici delle amministrazioni inadempienti’.

Spesa sanitaria al primo posto nella classifica della spesa pubblica rivedibile nel medio periodo. Secondo il governo sono considerati rivedibili 97,6 miliardi di spesa sanitaria, un terzo dei 295 miliardi di euro del totale della spesa pubblica. E’ quanto emerge dalla documentazione sulla Spendig review pubblicata sul sito del governo.

Riduzione anche per i tribunali, sedi distaccate e uffici della procura ‘per un totale di 3.600 unità di personale amministrativo da riassegnare dove vi sono carenze’. In questo modo si recupereranno 600-750 magistrati togati. Il risparmio stimato è di 45-60 milioni di euro l’anno’. Sforbiciata anche per i giudice di pace: passeranno da 848 a 174 con un risparmio di 28 milioni di euro l’anno.

Spending review per la scuola con una riduzione, a partire dal 2014, del 50% delle spese per fitti passivi e gestione degli immobili (già dal 2013 riduzione del 10%). Subiranno una riduzione anche gli organici dirigenziali e ad una riconversione dei profili.

http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html
http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/spending_review_30042012.pdf 

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