Primo maggio, Laura Boldrini in Sicilia: ‘L’emergenza lavoro rende la vittima carnefice’. Lancio di uova a Torino

MayDay‘L’emergenza lavoro’ fa sì che ‘la vittima diventi carnefice, come purtroppo è successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi‘: è quanto dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, auspicando dal governo ‘risposte tempestive all’emergenza delle emergenze’.

Boldrini ribadisce che ‘non è accettabile l’indifferenza all’emergenza nazionale, che è il lavoro. Una situazione in cui gli adulti lo perdono, i giovani perdono la speranza di trovarlo. La disperazione si diffonde e prende troppe volte la forma della violenza’. Per questo, aggiunge, ‘dal governo, che è nella pienezza dei propri poteri, si attendono risposte tempestive. Bisogna restituire dignità al lavoro. E di lavoro non si deve morire: è inaccettabile la frequenza degli incidenti sul lavoro e non solo in Italia‘, conclude, facendo riferimento al recente incidente avvenuto in Bangladesh dove hanno perso la vita tanti lavoratori ‘che producevano abbigliamento per le griffe del mondo ricco’. E allora, secondo Boldrini ‘questo primo maggio è la festa per la dignità che il lavoro deve ancora vedersi riconoscere’.

La presidente della Camera si è anche soffermata sul tema delle stragi: ‘In un Paese democratico non è accettabile che ci siano ancora troppe ombre e troppi silenzi su stragi come quelli di Portella della Ginestra‘.

Lo ha detto deponendo una corona di fiori al Sasso di Barbato, dove si consumò il primo maggio ’47 la strage di braccianti per mano della banda di Salvatore Giuliano. ‘Bisogna togliere – puntualizza – ogni velo e ogni segreto sulla lunga catena di stragi che ha insanguinato la vita della Repubblica. Senza un pieno accertamento della verità – conclude – non è possibile riconoscersi in un terreno di valori e di memoria condivisa’.

Sul tema del lavoro, interviene anche il nuovo titolare del dicastero dedicato, Enrico Giovannini. Che pensa a eventuali modifiche alla riforma Fornero: ‘E’ stata disegnata in modo molto coerente per una economia in crescita, ma può avere problemi per un’economia in recessione. Bisogna capire cosa modificare, ma il mercato del lavoro ha bisogno di stabilità delle regole. Occorre rimettere in movimento interi settori economici fiaccati dalla peggiore crisi economica della storia del nostro Paese’.

Giovannini ha aggiunto di vedere comunque ‘segnali importanti’ come la manifestazione unitaria tra i sindacati. In proposito ha informato di aver già contattato i segretari generali e le associazioni professionali per ‘mettersi subito al lavoro e dare concretezza alle misure da prendere’. Ha poi citato un passaggio del documento dei cosiddetti saggi dove si sottolineava come ‘eventuali economie realizzate, dovevano andare a sostenere le famiglie in difficoltà’. Perché c’è da non dimenticare, ha concluso, che ‘solo una crescita sostenibile può dare lavoro duraturo’.

Il neoministro del Lavoro ha poi sottolineato: ‘Il Governo appena costituito ha individuato nel lavoro l’aspetto centrale del proprio programma. Nel giorno della Festa del Lavoro desidero unire la mia voce a quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, nel suo messaggio per la ricorrenza odierna, ha sottolineato come il Primo Maggio sia non solo la festa dei lavoratori, ma anche, e più che mai, il giorno dell’impegno per il lavoro. Le grandi difficoltà che sta oggi vivendo il nostro Paese non devono scoraggiarci nella ricerca di risposte alla domanda di futuro’.

E anche il premier Letta, impegnato nel suo tour europeo, è tornato sui temi dell’occupazione. ‘Il lavoro è il cuore di tutto. Se noi riusciamo sul lavoro a dare dei segnali positivi ce la faremo. Se sul lavoro non ci riusciamo, sono sicuro che non ce la faremo’.

‘Priorità lavoro’, con questo slogan i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono a Perugia per la manifestazione nazionale del Primo maggio. ‘Tutte le risorse disponibili, a partire da quelle derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, siano dedicate alla redistribuzione del reddito da un lato e alla creazione di lavoro dall’altro’, questa la richiesta del segretario della Cgil Camusso. ‘Senza lavoro il Paese muore e questo Paese non può morire’.

Occorre un impegno’straordinario’ e da parte di tutti per difendere l’occupazione e frenare la disoccupazione, è invece l’appello del leader della Cisl Bonanni, che dalla piazza del Primo Maggio a Perugia insiste sulla priorità del lavoro e sulla urgenza di abbassare le tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che investono ed assumono. ‘Il nostro impegno – continua – è chiamare tutti i lavoratori a raccolta per affrontare con coraggio una situazione che non si affronta con scaricabarili. Chiediamo all’Italia, alla classe politica di cambiare, di non dedicarsi ai litigi ma di occuparsi dei fondamentali dell’economia, delle questioni concrete’. Anche secondo Angeletti della Uil, ‘la priorità del Paese è creare posti di lavoro, riducendo le tasse: non è l’unica soluzione, ma è quella che abbiamo a disposizione oggi’. E continua: ‘O si risolve il problema di dare lavoro o il Paese affonderà’ e affonderà ‘se non cambiamo la politica economica’.

Intanto a Torino lancio di uova cariche di vernice nera da parte di un gruppo di persone finora non identificate contro lo spezzone del Pd al corteo del Primo maggio. Il lancio sarebbe partito da alcuni giovani del centro sociale Askatasuna e si è verificato nella parte terminale del lungo serpentone che si è snodato in via Po, lontano dunque dalla zona in cui si trovano il sindaco Piero Fassino e altri esponenti politici. Le uova hanno colpito personale delle forze dell’ordine.

‘Fuori il Pd dal corteo’,’inciucio’ e ‘no alla casta’ sono alcuni degli slogan.

Fassino è stato contestato più avanti in piazza Castello da gruppi di attivisti No Tav, Cub e No Inceneritore, che hanno fischiato al passaggio del primo cittadino. Fassino, all’arrivo in piazza San Carlo, è stato avvicinato da alcuni ragazzi vestiti da clown, mentre durante il suo intervento dal palco da un piccolo gruppo di persone si sono levate grida ‘buffone’ e ‘vergogna’. Alla fine delle celebrazioni, un folto gruppo di giovani molti dei quali vestiti di nero e con il volto coperto dalla maschera bianca di Anonymous, sono saliti sul palco da cui sino a pochi minuti prima avevano parlato le autorità (e che era stato già lasciato libero) e hanno srotolato striscioni e sollevato cartelli. Nel capoluogo piemontese un gruppo di autonomi ha anche srotolato uno striscione con l’immagine di Luigi Preiti, l’uomo responsabile della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, e di una coppia di Macerata suicida per debiti. Sotto le fotografie la scritta ‘il primo maggio è per voi‘.

Milano nel corteo per la festa del Primo maggio si sono levate grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. Diversi gli striscioni e i cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione. A Bologna una trentina di persone – giovani di Rifondazione comunista e dei centri sociali – ha contestato il presidente di Unindustria Bologna Alberto Vacchi, ospite di Cgil Cisl e Uil alle celebrazioni del Primo maggio in piazza Maggiore. Appena ha iniziato a parlare in una tavola rotonda, Vacchi è stato contestato al grido di ‘vai a casa’, ‘ladro ladro’, ‘buffone buffone’.

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Luigi Preiti, l’uomo che ha sparato a Palazzo Chigi: ‘Volevo uccidere i politici’

++ SPARI P.CHIGI: FERITORE NON HA PRECEDENTI PENALI ++Lo sparatore – che secondo gli investigatori, era stato fermato dai militari mentre tentava di raggiungere l’ingresso di Palazzo Chigi,  ha aperto il fuoco con una pistola calibro 7.65 contro i carabinieri per uccidere – è stato subito immobilizzato dagli altri agenti presenti sul posto, dopo aver abbozzato un tentativo di fuga: si chiama Luigi Preiti, 49 anni è originario di Rosarno, in Calabria, ma viveva in Piemonte, in provincia di Alessandria, da molti anni. Secondo fonti investigative non avrebbe precedenti penali gravi. Avrebbe solo un vecchio precedente per falso e sicuramente non è considerato soggetto legato alla criminalità organizzata. L’uomo non è dunque legato alla ‘ndrangheta, secondo quando emerge dalle prime ricerche effettuate dagli investigatori reggini. Fonti investigative qualificate affermano che, dopo la separazione dalla moglie e la perdita del lavoro, l’uomo sarebbe però finito nel giro dei videopoker, come conferma in un’intervista  un’amica di famiglia. L’uomo ha confessato: ‘Volevo uccidere i politici‘.

Il magistrato che l’ha interrogato.
 ‘E’ un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri’. Così il pm di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver sentito Luigi Prieti. ‘Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata’. Dove ha trovato l’arma? ‘La provenienza è quella delle armi clandestine’, ha spiegato il magistrato.

Il fratello. Notizie sullo stato di depressione e di agitazione dell’uomo parzialmente confermate da Arcangelo Preiti, il fratello dello sparatore. ‘Fino a ieri mattina mio fratello era una persona lucida e  intraprendente… Ora sento queste notizie e mi crolla tutto addosso…’. ‘Lui viveva a Predosa, poco lontano da me. Ha perso il lavoro e si è separato dalla moglie, è padre… Problemi psichici? No, no… Da 49 anni a questa parte no…’, dice Arcangelo Preiti. ‘Dopo aver perso il lavoro è tornato in Calabria a vivere con i miei genitori, non lo vedo e non lo sento da agosto’. L’uomo ha anche un figlio di dieci anni. ‘I miei genitori quando li ho chiamati non sapevano ancora nulla – aggiunge Arcangelo Preiti -, sono rimasti sconvolti anche loro e non sanno come spiegarsi una cosa del genere’. ‘Non c’è affiatamento fra noi, ma siamo sempre fratelli. Ci sentivamo con mia mamma e mia mamma diceva ‘tutto a posto’. Non ho idea se puntasse ai politici, non so cosa rispondere. Non era contrario a nessuna forza politica, non so cosa gli sia successo’.

Luigi Preiti si era separato dalla seconda moglie nel 2011 e da allora aveva lasciato la provincia di Alessandria ed era tornato a vivere con genitori a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria. L’uomo è tornato in Calabria dopo una lontananza dal paese d’origine di circa vent’anni, intervallata solo dalle vacanze estive. Anche a Rosarno, Preiti ha continuato a lavorare nell’edilizia, come manovale. Si procurava lavoretti da operaio, vivendo alla giornata.

La ex moglie. ‘Sono sconvolta, non riesco ancora a credere che lo abbia fatto’: sono le poche parole con cui l’ex moglie Ivana, ha commentato l’azione dell’ex marito. Separati da tempo, la donna non ha più avuto contatti con lui da diversi mesi. L’ultima volta che Luigi Preiti era stato a Predosa e l’aveva incontrata è stato lo scorso anno per la Prima Comunione del figlio, che ha 11 anni.

Il sindaco di Rosarno. ‘So che si era trasferito in Piemonte da una ventina d’anni, qualche volta tornava in Calabria per le vacanze. Quando viveva qui faceva il muratore, non ha mai dato segnali evidenti di di disagio’, dice all’Adnkronos il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi. ‘Non so a cosa sia dovuto questo gesto ma credo che dovremmo trarre lezione e andare cauti, c’è un disagio sociale fortissimo soprattutto qui da noi’, ha concluso.

Le immagini delle telecamere di sicurezza. Passo normale, sguardo dritto davanti a sé, mani in tasca: così Luigi Preiti è arrivato davanti a palazzo Chigi, dove ha sparato a due carabinieri. La dinamica della sparatoria è stata ripresa da almeno tre telecamere di sicurezza montate all’esterno di palazzo Chigi e di Montecitorio. Chi ha potuto visionare il filmato descrive così le immagini: ‘Preiti si è avvicinato provenendo da piazza Montecitorio. Quando è arrivato vicino alla camionetta dei carabinieri, i militari gli hanno fatto segno di fermarsi, in quanto proprio in quel momento si stava chiudendo la piazza in vista dell’arrivo dei ministri dopo il giuramento al Quirinale‘. A quel punto, raccontano le fonti, ‘l’uomo ha estratto la pistola e ha fatto fuoco contro i due carabinieri’. Dalle immagini si vede Preiti che spara ad altezza uomo e uno dei due carabinieri che finisce a terra. Si vedono anche una bambina che si porta le mani alle orecchie per coprire il rumore degli spari e tre persone che si riparano dietro la garitta all’angolo di palazzo Chigi. Una di queste sarebbe la donna incinta rimasta lievemente ferita. Anche un bambino, di circa tre anni, secondo fonti di polizia si sarebbe contuso il volto, cadendo a terra nella fuga. Le ultime immagini riprendono Preiti in terra, bloccato dagli uomini della sicurezza e altre decine di  poliziotti e carabinieri che invitano la gente a lasciare la piazza. Poi l’arrivo delle ambulanze. Secondo le stesse fonti, e come dimostrano le riprese delle telecamere, Preiti non ha mai varcato le transenne di piazza Colonna, che proprio in quel momento era stata chiusa. Nonostante ciò i sei bossoli rinvenuti sulla scena, sono stati tutti trovati all’interno della piazza, qualche metro oltre le transenne. Una circostanza che gli investigatori ritengono perfettamente compatibile con la dinamica fin qui accertata, visto che i bossoli vengono espulsi dall’arma e visto il trambusto seguito all’accaduto.

Le indagini e le perquisizioni. Preiti era arrivato nella capitale ieri in treno (durante il viaggio era stato anche controllato da una pattuglia della polizia ferroviaria che non aveva riscontrato problemi, essendo lui incensurato) ed ha alloggiato in un hotel del centro. Sembra provenisse dalla Calabria dove si era trasferito dopo la separazione. L’albergo dove ha alloggiato Preiti è stato perquisito. Accertamenti sono stati attivati per capire la provenienza della pistola. Altre perquisizioni sono state eseguite nella casa della ex moglie a Novi Ligure, del fratello, a Pedrosa e dei genitori, a Rosarno. In quest’ultima perquisizione, i carabinieri hanno portato via alcune buste contenente documenti e altro materiale appartenente a Luigi Preiti.

Voleva suicidarsi. Fonti governative hanno confermato che lo sparatore non aveva il porto d’armi. ‘Per favore, allentatemi le manette, non sento il braccio’: cosi, secondo quanto riferito all’ANSA da forze dell’ordine presenti sul posto, Luigi Preiti si è rivolto agli agenti che lo hanno bloccato. ‘E’ apparso freddo e lucido’, riferisce un addetto alla sicurezza che ha partecipato all’arresto. Quando è stato bloccato dai carabinieri è finito in terra sbattendo la testa. All’uomo, che è in stato di arresto, è stato applicato un collare medico. Si è appreso che l’uomo avrebbe voluto suicidarsi subito dopo aver sparato ai carabinieri, ma che non ha potuto farlo avendo esaurito i colpi della pistola.

Paura e tensione. Panico nella piazza tra i presenti dove è immediatamente scattato lo ‘stato di massima allerta‘. Sono accorse decine di auto delle forze dell’ordine mentre a Palazzo Chigi si stava tenendo il giuramento del Governo Letta. La polizia scientifica ha ritrovato a terra almeno sei bossoli.

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Sparatoria davanti a Palazzo Chigi, feriti due carabinieri e una passante, uno è grave

SPARI P. CHIGI: UN CC FERITO AL COLLO, UNO ALLA GAMBAAlcuni colpi di pistola sono stati sparati intorno alle 11.40 davanti a Palazzo Chigi a Roma, proprio mentre il nuovo governo Letta stava giurando al Quirinale con il presidente Giorgio Napolitano. Due carabinieri sono stati feriti. Uno è grave ed è ricoverato all’Umberto I con una ferita al collo, l’altro, ferito a una gamba, era dentro la garitta di guardia.

 L’uomo che ha sparato è stato fermato dalle forze dell’ordine. Si tratta di Luigi Preiti, un calabrese di Rosarno, forse con precedenti penali, vive ad Alessandria in Piemonte e ha 49 anni. E’ arrivato in giacca e cravatta e ha cominciato a sparare, cinque o sei colpi. Anche lui poi è stato ferito nella successiva sparatoria. Ora si trova ricoverato al San Giovanni. Ma si cercano altre persone che potrebbero aver partecipato all’attentato. L’uomo è stato immobilizzato da altri carabinieri e portato in caserma.Sparatoria di fronte a Palazzo Chigi

Intorno alle 11.30 l’uomo è arrivato all’angolo tra Palazzo Chigi e il palazzo Wedekind sede del quotidiano Il Tempo, in piazza Colonna. L’uomo a freddo ha tirato fuori la pistola e ha cominciato a sparare contro il cordone di sicurezza nella piazza formato dai carabinieri. ‘Sparava come se fossero birilli‘, racconta un testimone oculare. Il primo carabiniere è stato colpito a distanza ravvicinata alla gola. Poi l’attentatore ha continuato a sparare contro gli altri militari ferendone almeno altri due. A quel punto ‘gli altri carabinieri si sono buttati tutti a terra, mentre altri ancora lo hanno inseguito saltandogli addosso fermandolo e disarmandolo. All’inizio non ci siamo resi conto di niente, pensavamo fossero petardi’. Nella zona sono arrivate diverse ambulanze per soccorrere feriti e altre persone che si sono sentite male e sono state portate nell’androne di Palazzo Chigi.

Luigi Preiti, non ha precedenti penali. Lo si apprende da fonti investigative. L’uomo ha agito da solo. A quanto apprende l’Adnkronos da fonti qualificate, dalle prime verifiche effettuate sembra che Luigi Preiti, autore della sparatoria davanti palazzo Chigi, non avesse alcuna licenza per il porto d’armi.

E’ stata ferita da una scheggia, probabilmente non da un proiettile, la donna soccorsa dal 118 a palazzo Chigi subito dopo la sparatoria. Si tratta di una donna incinta, che passava di lì con il marito e un altro figlio. Durante gli spari i tre sono caduti in terra ferendosi lievemente.

Secondo chi ha assistito alla scena l’uomo ha sparato all’improvviso senza lasciare il tempo di un qualsiasi preavviso. Non ci sono state né urla né minacce prima dei colpi, viene riferito.

I carabinieri del reparto investigazioni scientifiche stanno eseguendo i rilievi davanti a palazzo Chigi. In terra ci sono ancora sei cerchi bianchi tracciati con il gesso, attorno ad altrettanti bossoli. Nei pressi della camionetta dei carabinieri, nel punto dove uno dei due carabinieri è stato colpito, c’è invece una macchia di sangue. Tutti gli accessi a piazza colonna sono bloccati dalle forze dell’ordine.

I volti dei nuovi ministri sono passati dalla gioia, all’incredulità poi allo sgomento appena appresa la notizia della sparatoria davanti a Palazzo Chigi durante la loro cerimonia del giuramento al Quirinale.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha immediatamente fatto il punto con il ministro Alfano sulla sparatoria davanti palazzo Chigi. Il governo è stato avvertito dopo il giuramento, a cui non sono seguiti festeggiamenti. Dopo la prima presa di visione, Letta è andato palazzo Chigi per il passaggio delle consegne con Monti e per il primo Cdm.

‘A naso penso sia il gesto compiuto da uno squilibrato‘. E’ quanto risponde ai giornalisti che gli chiedono informazioni sulla sparatoria davanti palazzo Chigi, il neo ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri uscendo dal Quirinale al termine della cerimonia di giuramento. A chi le chiede: ‘Dunque nessuna regia?’ il ministro replica: ‘Credo proprio di no, spero si tratti di un fatto isolato ma dobbiamo ancora appurare le esatte dinamiche dell’evento anche se non è più un compito che spetta al mio dicastero’.

Alla domanda se avesse dato consigli al nuovo ministro dell’Interno Alfano, a capo di un dicastero ricoperto fino a ieri da lei stessa, Cancellieri ha replicato: ‘Assolutamente no, non è nella mia natura dare consigli, ma sicuramente ci vedremo presto’.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha detto che non si tratta di un atto di terrorismo: ‘È il gesto di un pazzo e di uno squilibrato ma non ci dobbiamo stupire quando si inveisce continuamente contro il ‘Palazzo’, come se fosse da abbattere’.

La Procura di Roma intende chiedere la convalida dell’arresto, al momento, per i reati di tentato omicidio, lesioni gravissime e detenzione illegale di armi. L’uomo è stato bloccato da carabinieri del sesto battaglione Toscana, di servizio nell’area. Le sue ferite sono conseguenza della colluttazione con i militari che lo hanno bloccato. I due carabinieri feriti sono un brigadiere e un appuntato e non hanno risposto al fuoco, mentre la passante, in stato di gravidanza, sarebbe stata colpita da alcune schegge, secondo quanto riferisce il 118. La donna è stata ricoverata con ferite lievi all’ospedale Santo Spirito. La donna stava passando in piazza Colonna insieme al marito e al figlio, i quali in seguito alla sparatoria sono caduti a terra riportando contusioni lievi: il bambino avrebbe preso una botta al volto. Anche loro sono stati trasferiti insieme alla donna all’ospedale.

Luigi Preitinon è uno squilibrato, non ha mai sofferto di patologia psichiatriche’: lo ha detto all’ANSA il fratello Arcangelo. ‘Siamo allibiti, non sappiamo spiegarci quel che è potuto accadere’.

‘Preiti non mi risulta sia mai stato segnalato ai servizi sociali del Comune’. Lo ha detto il sindaco di Rosarno, Elisabetta Tripodi. ‘Dalle notizie che ho potuto acquisire – ha aggiunto Tripodi – al momento Preiti non viveva a Rosarno e tornava in paese solo in estate’.

Chi sono i due carabinieri
I carabinieri feriti dall’attentatore davanti a Palazzo Chigi sono il brigadiere Giuseppe Giangrande, di 50 anni, e il carabiniere scelto Francesco Negri, di 30. Sia il brigadiere sia l’appuntato sono effettivi al Battaglione Toscana.

Quattro uomini del Ris con tute bianche, stanno lavorando davanti palazzo Chigi, all’angolo con la sede del quotidiano ‘Il Tempo’ hanno recuperato la pistola usata per sparare contro i due carabinieri.

Il pm della procura di Roma, Antonella Nespola, è arrivata all’ospedale San Giovanni dove sono ricoverati l’attentatore di palazzo Chigi e uno dei due carabinieri feriti, quello meno grave. Entrando dal pronto soccorso il magistrato non ha rilasciato dichiarazioni.

A sparare contro due carabinieri oggi di fronte a Palazzo Chigi è stato un disoccupato di 49 anni, in quello che dai primi accertamenti appare un gesto isolato.

Lo ha detto oggi il neo ministro dell’Interno Angelino Alfano in sala stampa a Palazzo Chigi al termine del primo Consiglio dei ministri presieduto dal premier Enrico Letta.

‘Il tragico gesto criminale è stato operato da un disoccupato di 49 anni, che ha manifestato subito dopo l’intenzione di volersi suicidare, ma non ha potuto farlo perché il caricatore era ormai scarico’, ha detto Alfano ai media.

‘Da un primo esame, la vicenda può essere ricondotta ad un gesto isolato, sul quale sono in corso ulteriori accertamenti’.

La sparatoria, secondo il ministro, non è sintomatica di un rischio sicurezza per l’Italia.

‘La situazione generale nel Paese non desta preoccupazioni, ma sono stati rafforzati i controlli presso gli obiettivi a rischio’.

‘L’uomo ha esploso sei colpi – ha proseguito Alfano nella sua ricostruzione -, due hanno colpito il brigadiere Giangrande, che si trova ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma: la prognosi è riservata e ci sarà un bollettino nelle prossime ore’.

Il secondo ferito, ‘il carabiniere scelto Negri, ha ferite da arma da fuoco in entrambe le gambe, ed è in condizioni migliori (del primo)’.

Il brigadiere Giuseppe Giangrande è ricoverato in prognosi riservata per una ferita al collo, mentre il carabiniere scelto Negri è ferito gravemente alla gamba e non è in pericolo di vita. Ha riportato solo una ferita alla gamba. ‘Una frattura – riferiscono fonti sanitarie dell’ospedale San Giovanni – che i medici stanno sistemando’.

Più grave la situazione del suo collega, sottoposto a intervento chirurgico. ‘Il paziente Giangrande Giuseppe è giunto in codice rosso all’Umberto I. Il foro d’entrata del proiettile è stato localizzato nella regione laterale del collo a sinistra. Il proiettile è stato estratto e c’è una lesione alla colonna vertebrale a livello cervicale importante. Sono in corso accertamenti’, hanno detto i medici. Giangrande vive a Prato, è vedovo da due mesi e ha una figlia di 23 anni. E’ di origini siciliane. Il collega Negri, è del Sesto battaglione carabinieri Toscana, dove è arrivato nel 2009. Prima era in servizio in una stazione in Lombardia. Negri ha 30 anni, è celibe ed è originario di Torre Annunziata. ‘Sto correndo a Roma da mio figlio’, ha detto la madre di Negri, dopo aver saputo dell’aggressione. In ospedale è arrivata anche la compagna di Negri.

‘E’ un ragazzo forte’, ha detto il direttore sanitario Gerardo Corea parlando con i giornalisti. ‘Quando l’hanno portato in ospedale si preoccupava delle condizioni del collega, non delle sue. Chiedeva solo notizie dell’altro militare ferito questo è un vero carabiniere’. Oggi il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha visitato con il ministro della difesa Mario Mauro i due agenti colpiti questa mattina a piazza Colonna.

Al San Giovanni si trova anche l’uomo che ha sparato, Luigi Preiti. Il battaglione dei due carabinieri è il corrispettivo del Reparto Mobile della polizia. E’ stata invece ferita da una scheggia, probabilmente non da un proiettile, la donna soccorsa dal 118 a palazzo Chigi subito dopo la sparatoria. Si tratta di una donna incinta, che passava di lì con il marito e un altro figlio. Durante gli spari i tre sono caduti in terra ferendosi lievemente.

Sparatoria in centro a Milano: ucciso un imprenditore di 43 anni e la sua compagna di 21, salva la figlia di 18 mesi

Agguato in zona Porta Romana ieri sera. Freddati un milanese Massimiliano Spelta, imprenditore di 43 anni ucciso da una serie di colpi di pistola, che lo ha raggiungo in un agguato, intorno alle 20 in via Muratori, a Milano. Insieme a lui, la compagna di  21 anni dominicana, Carolina Ortiz Paiano, raggiunta da un proiettile alla nuca mentre scappava con in braccio la figlia di due anni, rimasta illesa. La donna, rimasta ferita nell’agguato, era stata ricoverata in coma all’ospedale Policlinico, dove è deceduta.

Alla clinica De Marchi è stata invece portata la bambina di un anno e mezzo che sembra abbia riportato soltanto un trauma facciale nella caduta insieme con la madre raggiunta da un proiettile. La piccola Silvia è stata affidata alla sorella del padre Massimiliano Spelta, Cristina, 38 anni.

E’ morta in serata invece, in ospedale, anche Carolina Ortiz Paiano, la dominicana rimasta ferita nell’agguato in via Muratori a Milano. Sembra un’esecuzione in piena regola quella avvenuta ieri sera in una strada piena di locali molto vicina al centro della città. Numerosi passanti hanno assistito all’agguato e, secondo le prime testimonianze, due uomini con il volto coperto dal casco integrale sono arrivati con uno scooter poco dopo le 20 in via Muratori: uno dei due è sceso e ha prima sparato contro l’uomo almeno tre colpi, uccidendolo, poi ha inseguito e sparato verso la sua compagna, dominicana di 21 anni anche lei incensurata, che è stata ricoverata in coma al Policlinico, dove poi è morta.

La bambina è stata invece portata alla clinica pediatrica De Marchi per un controllo, ma le contusioni rimediate cadendo dalle braccia della madre sono lievi. In tutto sono sette i colpi esplosi dal killer che è poi risalito sullo scooter ed è scappato con il suo complice.

Ancora nessuna ipotesi sulle cause dell’omicidio: le indagini sono coordinate dal pm di turno Elio Ramondini e la sezione omicidi della squadra mobile di Milano sta ricostruendo la vita di Massimiliano Spelta, commerciante milanese nel ramo degli integratori alimentari, la cui attività risulta però chiusa.

L’omicidio è avvenuto in una via poco lontana da Porta Romana, in un tratto pieno di locali e ristoranti, e numerosi sono i testimoni di quella che viene definita una vera e propria esecuzione. ‘Mai successo nulla del genere, è una zona tranquilla’, dicono i molti abitanti della via scesi in strada dopo aver sentito gli spari.

Immediato l’attacco politico portato dal Pdl al sindaco Giuliano Pisapia. ‘Questa sparatoria è il risultato dell’abbassamento del livello di guardia sulla sicurezza a Milano da parte della giunta del nuovo sindaco’, ha detto Riccardo De Corato, capogruppo del Pdl in Comune, aggiungendo che ‘chiederemo che venga fissata una riunione dei capigruppo sulla sicurezza a Milano per la settimana prossima, oltre a sollevare il problema nella seduta del consiglio di giovedì’.

Denver: dal giudice James Holmes, il pazzo che ha sparato sulla folla alla prima di Batman

 James Holmes, autore della strage del cinema di Aurora, poco distante da Denver, rischia la pena di morte dopo uno dei più sanguinosi omicidi di massa nella storia degli Stati Uniti. Il 24enne, che ha ucciso 12 persone e ne ha ferite altre 58 sparando sulla folla alla prima del film ‘The Dark Knight Rises‘, ultimo capitolo della saga di Batman, è apparso oggi davanti al tribunale di Centennial, in Colorado, dove ci si attende che i procuratori chiedano per lui il massimo della pena, anche se gli esperti fanno notare che nello stato non sono state più eseguite condanne a morte dal 1976. L’udienza è durata solo pochi minuti e nei prossimi giorni verranno resi noti i capi di imputazione nei suoi confronti. Holmes è comparso in aula con i capelli arancioni e la tuta da carcerato.

Secondo la polizia non ci sono dubbi che sia Holmes l’autore della strage, che ha riportato al centro del dibattito le permissive leggi sul possesso delle armi negli Usa, visto che il giovane aveva regolarmente acquistato le armi e si era rifornito di munizioni comprandole su Internet.

In solo otto settimane aveva acquistato 3.000 pallottole per il fucile semiautomatico AR-15, altre 3.000 per le sue due Glock calibro 22 e 300 per il fucile a pompa. Ieri il presidente Barack Obama ha visitato Aurora, che si trova solo a una trentina di chilometri dal liceo di Columbine, teatro di una strage simile nel 1999 quando due studenti uccisero 13 persone prima di suicidarsi. Obama e il suo prossimo avversario per la corsa alla Casa Bianca, Mitt Romney, sono stati sollecitati dal sindaco di New York, Michael Bloomberg, a prendere degli impegni per limitare la circolazione di armi nel paese.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/20/dark-knight-rises-e-record-di-incassi-la-sparatoria-di-denver-non-delude-il-botteghino/

 

Il killer di Denver ha un nome e un volto: James Holmes, 24 anni, è un ex studente di medicina

Ventiquattro anni, ex studente di medicina, ha un nome il killer di Denver, in Colorado negli Stati Uniti. Volto mascherato da Bane, il cattivo di Batman, James Holmes ha sparato contro la folla di spettatori, uccidendone 14, accertate 12, e ferendone una cinquantina, alla premier di The Dark Knight Rises al Century 16 Movie Theaters dell’Aurora Town Center, un centro commerciale di un sobborgo di Denver.

James Holmes per molti è sempre stato un ragazzo come gli altri. ‘Una persona normale, non so cosa gli sia accaduto’ ha detto Tom Mai, uno dei vicini della famiglia di James, il ragazzo fermato come autore della strage di Denver. L’intera famiglia – riferisce Tom Mai secondo la stampa americana – frequenta la chiesa presbiteriana.

Holmes è descritto dalle autorità una persona senza una vita sociale sui network. Ha frequentato il liceo a San Diego e al College in Colorado. La madre, Arlene Holmes, vive a San Diego e la polizia le starebbe offrendo una sicurezza rafforzata.

Agli agenti, James Holmes ha riferito di avere in casa grossi quantitativi di esplosivo. Negli ultimi 60 giorni aveva acquistato  quattro pistole in un’armeria locale e, attraverso Internet, più di 6mila munizioni.

Secondo quanto riferito dalla polizia, Holmes aveva collegato allo stereo del suo appartamento un timer, programmato per far partire musica techno a tutto volume fino a tarda notte. ‘L’idea -ha spiegato una fonte – era di indurre i vicini a lamentarsi e telefonare per il fastidio notturno e, quando fossero arrivati gli agenti, gli ordigni sarebbero esplosi’. L’appartamento si trova al terzo piano di un edificio in mattoni rossi, a circa 6 chilometri dalla multisala dove è avvenuta la strage.

La polizia sta indagando anche su un profilo su un sito web per adulti, ‘Adult FriendFinder‘.

Lunedì, l’ex studente di medicina sarà davanti al giudice.

Aurora e Denver hanno salutato con una veglia le vittime del Century 16 Movie Theaters.

Batman première: in 14 muoiono a Denver, dove un pazzo spara sulla folla
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/20/dark-knight-rises-e-record-di-incassi-la-sparatoria-di-denver-non-delude-il-botteghino/

Batman première: in 14 muoiono a Denver, dove un pazzo spara sulla folla

È di almeno quindici morti, fra cui anche bambini, il bilancio di una sparatoria avvenuta a Aurora, Denver in Colorado, al termine della prima cinematografica di ‘The Dark Knight Rises’, l’ultimo film della serie dedicata a Batman, l’uomo pipistrello. A riferirlo un’emittente radiofonica locale, radio KOA, la prima ad aver divulgato la notizia.

La polizia in un primo momento aveva parlato di una ventina di feriti. Secondo quanto riferisce l’emittente Nbc un sospettato sarebbe stato fermato dalla polizia. La notizia è riportata anche da Sky News nell’edizione britannica. Altre fonti parlano di 30, 40 feriti, il cui numero sembra essere destinato a crescere.

Il fermato sarebbe una persona entrata in azione con un maschera antigas. Un altro sospettato è fuggito. C’è chi ha parlato anche di un’esplosione di una bombola. Ha aperto il fuoco durante la proiezione al Century 16 Movie Theaters dell’Aurora Town Center, un centro commerciale ad Aurora, un sobborgo di Denver, Colorado.

L’assassino indossava una maschera simile a quella che porta il personaggio ‘cattivo’ dell’ultimo Batman e avrebbe lanciato un lacrimogeno prima di aprire il fuoco.

Gli agenti hanno fermato un uomo almeno un’ora fa, ma i killer potrebbero essere più di uno. La polizia, che parla già di arresto, ha anche aggiunto che non vi sono prove di altri complici o persone che abbiano partecipato alla sparatoria.

La proiezione del film iniziava a mezzanotte ora locale (8 del mattino in Italia). Dieci persone sono morte all’istante e cinque al pronto soccorso, come ha riferito il capo della polizia Dan Oates. Il killer è stato arrestato e ha agito da solo con tre armi da fuoco. Non ci sono prove di altri complici o persone che abbiano partecipato. Ha 24 anni, come ha dichiarato ai microfoni della Cnn, Frank Fania, del Dipartimento di polizia di Aurora. Indossava giubbotto antiproiettile, casco e occhialoni scuri, maschera anti-gas simile a quella di Bane (tradotto nella versione italiana con ‘Flagello’), il  ‘cattivo’ del film, armato di due pistole e un fucile. Nella sua casa la polizia ha rinvenuto materiale esplosivo.

La radio ha anche riferito dell’evacuazione della zona da parte della polizia, controllando al tempo stesso l’eventuale presenza di ordigni esplosivi.  Sul luogo della sparatoria anche gli agenti del Fbi. Un testimone riferisce che ‘un uomo ha salito lentamente le scale sparando, scegliendo gente a caso’.

Sempre secondo radio KOA, gli ospedali della zona sono stati allertati. La polizia per il momento non ha risposto alla richiesta di notizie, ma una portavoce dello Swedish Medical Center di Denver ha detto che tre persone sono state ricoverate con ferite da arma da fuoco e sono in condizioni molto gravi.

Ancora una testimonianza da parte di uno degli spettatori presenti alla premier di Batman durante la sparatoria. ‘Abbiamo sentito degli spari e un’esplosione, pensavamo fosse il film. Quando abbiamo visto che molte persone si alzavano e scappavano ci siamo alzati anche noi’. streaming live coverage

#Denver

USA: sparatoria in un campus dell’Alabama. Un party in piscina si trasforma in tragedia, almeno 3 morti. E’ caccia al killer

Notte di follia nella residenza universitaria di Auburn in Alabama. Un party in piscina si trasforma in strage. Una sparatoria in un appartamento di un complesso residenziale abitato da studenti ha causato almeno tre morti e due feriti gravi. Secondo l’emittente televisiva ABC le tre vittime sarebbero tutte delle promesse del football americano. La polizia è sulle tracce del killer e sta cercando di capire il movente che lo ha spinto a sparare.

L’aggressore avrebbe colpito sabato notte all’interno della residenza, in un complesso della

 abitato da studenti. Ad innescare la tragedia una rissa o un diverbio fra studenti dovuto a qualche rivalità.

Il giornale del campus Auburn Plainsman ha rivelato che fra le persone uccise ci sono almeno due giocatori dei Tigers, la squadra di football americano dell’università, mentre un terzo atleta è rimasto gravemente ferito. I due sportivi che hanno perso la vita sono Ed Christian e LaDarius Phillips, mentre il giovane ferito si chiama Eric Mack. E’ probabile che anche il terzo deceduto facesse parte dei Tigers.

La piccola città di Auburn ha una popolazione di 53.000 abitanti. L’università è frequentata da 25.000 studenti e da 1200 persone fra docenti e dipendenti.

http://www.ua.edu/

Finlandia, 18enne spara dal tetto di un’abitazione uccidendo due coetanei

E’ di due morti e otto feriti il bilancio della sparatoria avvenuta nel centro di Hyvinkaa, nel sud della Finlandia, dove questa notte un 18enne ha aperto il fuoco dal tetto di un’abitazione sparando a caso contro un gruppo di persone che si trovavano fuori da un locale.

Il cecchino indossava una tuta mimetica e ha utilizzato due fucili senza disporre di un porto d’armi.

Nella sparatoria, avvenuta alle 2 del mattino locali, è morta sul colpo una ragazza di 18 anni, e altre otto persone sono rimaste ferite, una delle quali, un ragazzo sempre di 18 anni, è deceduto successivamente in ospedale.

Il ragazzo che ha aperto il fuoco, la cui identità non è stata rivelata, secondo la polizia non presenta precedenti penali ed è stato arrestato senza opporre resistenza nei pressi di Hyvinkaa, che si trova a circa cinquanta chilometri a nord della capitale Helsinki. ‘Gli spari sono avvenuti all’1.53 di sabato nel centro di Hyvinkaa’, ha precisato la polizia in un comunicato, spiegando che la sparatoria è avvenuta vicino al ristorante Amarillo.

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