L’eredità di Man Ray in vendita per 20 milioni di dollari: è nel garage di un meccanico a Long Island

L’eredità di Man Ray, avanguardista dadaista e pioniere della fotografia è nel garage di un meccanico di Long Island, negli Stati Uniti, ed è in vendita a 20 milioni di dollari. A rivelarlo il Wall Street Journal. Secondo il quotidiano economico americano, nella rimessa per auto ci sono 16 box ‘delle dimensioni di un freezer’, in cui sono conservati circa 4500 lavori. E le ragioni di un tale organi sono più che realistiche.

Quando Man Ray morì, nel 1976, nella sua casa parigina di Montparnasse, lasciò la sua eredità all’ultima moglie, Juliet, che a sua volta ha trasmesso il patrimonio ai suoi familiari, proprietari dell’officina. Titolare del garage e delle opere è il fratello di Juliet, Eric Browner, che all’età di 86 anni, spinto anche dalla famiglia, sta cercando di vendere tutto. Per appena 20 milioni di dollari.

Il Centre Pompidou di Parigi e lo Smithsonian Museum di Washington si erano interessati all’acquisto, per poi desistere di fronte alla somma richiesta. Il Wall Street Journal sostiene che anche il Getty Research Institute è in trattativa con Browner.

Man Ray, fra i grandi nomi del movimento surrealista e inventore della solarizzazione, una tecnica fotografica che lo ha reso famoso in tutto il monto, è molto quotato. Due anni fa la casa d’aste Sotheby’s ha venduto un suo dipinto del 1941, Fair Weather per la cifra record di 2 milioni di dollari, ma c’è chi sostiene che il patrimonio custodito a Long Island non valga il suo prezzo.

Timothy Baum, uno dei più affermati mercanti dell’arte surrealista, ha definito la richiesta folle per ‘un residuo di un archivio’. Altri, come la curatrice indipendente Merry Foresta, temono che la richiesta di una cifra insostenibile porti a una suddivisione del patrimonio, cosa che penalizzerebbe gli studi sull’opera di Man Ray.

http://blogs.wsj.com/photojournal/2012/05/11/the-surreal-selling-of-man-ray-the-20-million-collection-in-the-garage/?mod=google_news_blog

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L’urlo di Munch e la tazza da te di Lady Gaga: le vendite della settimana dagli Stati Uniti al Giappone

Dopo Seul e le contestazioni religiose alla star antireligiosa per eccellenza, Lady Gaga torna a far parlare di sè con la vendita di un oggetto fetish. Non è L’urlo di Munch, battuto durante l’ultima asta Sotheby’s a New York qualcosa come 119,9 milioni di dollari, diventando l’opera più costosa al mondo, ma è comunque una notizia.

In Giappone è stata messa in vendita la tazza da te di porcellana con l’impronta del rossetto della pop star usata durante una conferenza stampa. Per possederla i suoi fan nipponici sono disposti a sborsare 38 mila euro. Si tratta della tazza di porcellana munita di piattino, utilizzata dalla pop star americana a Tokyo tre mesi dopo la devastazione seguita al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo del 2011 e ha la scritta ‘Preghiamo per il Giappone’.

E sembra anche che qualche acquirente ci sia, disposto a spendere fino a 4 milioni di yen. E’ questo l’incredibile prezzo offerto a cinque giorni dalla chiusura della vendita online. I proventi saranno usati per consentire a giovani artisti giapponesi di studiare negli Stati Uniti. Si sono fatti avanti già 500 potenziali acquirenti.

Instancabile Lady Gaga,  a lavoro con un tour che a quanto pare continuerà a far discutere, arriva anche la notizia di un ruolo in Men in Black 3. L’artista internazionale comparirà nel film di Barry Sonnenfeld insieme a Will Smith e Tommy Lee Jones e Justin  Bieber.  Stefani Joanne Angelina Germanotta (vero nome di Miss Gaga) e Bieber saranno due alieni al fianco del regista Tim Burton, la cui presenza era già stata annunciata in precedenza.

Per assegnare L’Urlo il capolavoro del pittore norvegese sono bastati invece appena 12 minuti. Sette potenziali acquirenti si sono disputati l’opera stimata 80 milioni di dollari, rilanciando offerte che crescevano, superando i 10 milioni in un minuto. ‘Record mondiale‘ è stato invece l’urlo del banditore Tobias Meyer. L’urlo ha così superato Nudo, foglie verdi e busto di Picasso, che era stato venduto nel 2010 per 106,5 milioni di dollari.

Realizzato nel 1895, L’urlo venduto ieri era l’unica delle quattro versioni ancora nelle mani di un privato, il norvegese Petter Olsen, il cui papà era amico e sostenitore di Munch.

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