Mtv dice addio ai tamarri di Jersey Shore: dopo la sesta stagione finisce un’era e rimane Snooky

Lo hanno fatto pacificamente proprio come lo si fa in ogni buona famiglia. Dire addio a un proprio caro senza tirarla troppo per le lunghe. E’ la fine di un’epoca per MTV che ha deciso di staccare la spina con ‘Jersey Shore‘. La rete televisiva via cavo ha annunciato la decisione che a quanto pare, non dovrebbe sorprendere nessuno. MTV si era già accontenta dei primi due anni di notorietà, che hanno fatto dei personaggi della serie più tamarra del New Jersey delle celebrità capaci di accendere e sostenere lo show. Un metodo messo in pratica fino alla scorsa settimana con una diretta dall’ospedale dove Snooki ha dato alla luce il piccolo Lorenzo, il suo primogenito. Un gesto considerato da qualcuno una mercificazione di un momento privato, ma che ha ancora una volta toccato nel segno, riuscendo a far parlare di sé.

Lo script è andato a farsi benedire, i rating, gli ascolti sono irrimediabilmente scesi con l’andare avanti della serie più in voga d’America, dopo il successo dei Sopranos, e anche i giorni di festa, i continui party in piscina sembrano non destare più quell’attenzione dei primi giorni, con Mike “The Situation” Sorrentino che è andato a vivere con il suo personal trainer.

Nel 2011 il controverso spettacolo era stato vietato dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che vieta al cast le riprese all’interno di alcune delle più popolari attrazioni turistiche della città, tra cui la Galleria degli Uffizi e il Giardino di Boboli. Quest’anno, il sindaco Dawn Zimmer di Hoboken, New Jersey – proprio di fronte alla Hudson di Manhattan ha respinto la richiesta di filmare lo spettacolo a Hoboken. Nel maggio del 2011 sono stati vietati in Italia. Di fatti anche lo spin off di Snooki e JWoWW ha di nuovo scatenato un’ondata di pubblicazioni che il canale satellitare MTV non è sicuro di volere affrontare.

Ma una cosa è certa, con Snooki all’attacco anche durante la nascita di un bambino, non si può sbagliare.

Imbattile lei per la sua sagacia e il suo non rossore televisivo. Ma sei stagioni sono sufficiente per chiunque nel mondo dello spettacolo. In pochi mesi, i proprietari dei club hanno implorato di il dj della serie perché venisse nei loro locali. Pauly D continuerà infatti a ottenere scritture per il suo lavoro da DJ, ma nulla corrisponde al denaro che riceve in questo momento. Pauly probabilmente ha le maggiori possibilità di successo. Non hanno talento, ad eccezione di Pauly D e qualcuno sarà anche costretto a trovarsi un lavoro vero.

Guardando indietro, sono passati tre anni da quando abbiamo imparato che una persona possa farsi chiamare ‘The Situation‘ – e ora, MTV è ufficialmente chiamata, a sua volta, a dare una conclusione a ‘Jersey Shore‘, che ha raccontato le buffonate di ‘The Situation’, Snooki, Sammy e Ronny e il resto della banda.

Il reality di MTV è risultato essere il miglior show hotel nella storia della rete, in preview la sua sesta e ultima stagione il 4 ottobre.

L’addio inizierà presto, MTV lo ha annunciato. A partire dal 6 settembre (lo stesso giorno degli MTV Video Music Awards), in rete andrà in onda un’ora di retrospettiva, ‘Gym, Tan, Look Back’, alle 6 del pomeriggio. In seguito, il cast farà i primi colloqui per discutere il finale di stagione.

La scorsa stagione ‘Jersey Shore’ ha debuttato con quasi 8 milioni di spettatori a gennaio. Lo show ha raggiunto il suo punteggio più alto nella stagione 3, quando quasi 9 milioni di persone si sono sintonizzate per vedere Snooki uscire di prigione (dopo essere stata accusato di condotta disordinata sulla spiaggia).

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/13/il-sindaco-di-firenze-si-candida-per-le-primarie-del-pd-renzi-a-me-la-guida-dellitalia-e-gli-elettori-di-silvio/

Benigni su Fornero: ma quanti dannati ci sono all’Inferno?

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English: Italian actor and director Roberto Benigni won an award in Terni in the “Events Valentine” Italiano: Roberto Benigni viene premiato a Terni durante le “Manifestazioni valentiniane” (Photo credit: Wikipedia)

Il comico toscano Roberto Benigni si interroga a Ballarò sulla ministro del Lavoro Elsa Fornero e i conti degli ‘esodati’.

Nel giorno in cui si vota l’ennesimo emendamento a una riforma del Lavoro alla quale tanto si aspira e mai si arriva, trovando un happy end che renda felici tutti (senza per questo dover necessariamente accennare all’assistenzialismo di cui ha parlato Maroni, tanto tempo fa?)

La ministra è contenta. Perché sostenuta dal Wall Street Journal che la intervista, lei stessa sostiene ‘Questa riforma non è perfetta, ma è buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro’.

Per la ministra ”obiettivo della riforma è far cambiare agli italiani il loro comportamento in molti sensi’. Per prima cosa, riguardo al lavoro. Anche se sancito costituzionalmente, (Art.37, il 31 è quello che sancisce il diritto alla famiglia) secondo la nuova mentalità che va diffusa, il lavoro non è più un diritto e va guadagnato.

‘Stiamo cercando di proteggere le persone e non il loro posto di lavoro – dice la ministra degli esodati, nel bene e nel male. Il posto di lavoro non è un diritto. Si deve guadagnarlo, anche attraverso i sacrifici’.

E ritemprando le stanche membra di un popolo italiano prostrato dai campionati europei, l’eterna maratona che oggi vede scendere in campo il Portogallo di Ronaldo contro la Furia rossa spagnola (domani tocca a noi contro la nazionale di casa Merkel) facendo ancora una volta appello all’anelito estremo che noi tutti italiani, azzurri o di altro colore, abbiamo e dobbiamo continuare ad avere, prima e dopo la seconda guerra mondiale, il ventennio fascista, quello quasi berlusconiano ( più che di ventennio, perché è durato 16 anni, possiamo parlare proprio di bordello e anche alla vecchia maniera, anche se un po’ più sofisticata) vecchia e nuova Repubblica, mani sporche dalle continue ricerche di terremoti veri e sinceri o idealogici, catastrofi insomma e non solo mediatiche, con i grillini che occupano occupano le poltrone da primi cittadini di città che del Parlamento leghista ne hatto fatto beffa, e Beppe Grillo che chiede al Financial Times, tramite la penna di Beppe Servegnini, di fare chiarezza, perché sì anche lui è un comico anche se politicamente e civilmente impegnato è bene fare sapere al mondo che non è Benito Mussolini, abbiamo bisogni di simboli. E cosa c’è di meglio per gli italiani pensare al lavoro come a un simbolo, di autostima e integrità sociale, di sacrificio e prostrazione di fatica e sudore, di graffi e morsi per poter continuare a dire ‘sì ho un lavoro’  piuttosto che ‘sono in cerca’. Allora – e dato anche che Cicchitto minaccia di far saltare Monti e il suo governo se non si sbrigano ad attivare le ferie – ecco che bando alle ciance si velocizza tutto, niente polemiche  ed estenuanti dibattimenti televisivi sulla possibilità di modificare la Costituzione italiana (ricordate quel parlamentare in quota Pdl che voleva riformare la costituzione per dare più forza alle imprese?) Andiamo giù dunque con una breve intervista alla ministra coraggiosa. Anche questa su un giornale estero, straniero. Come per dire ‘toc, toc, si può?

Chi è che ha lasciato fuori dalla porta la ministra del Lavoro?  

Nella riforma del Lavoro che oggi sarà approvata definitivamente dalla Camera ‘non ci sono intoccabilità’, ha detto il ministro del Lavoro, questa mattina, ai microfoni di Radio anch’io su RadioUno. ‘La cosa importante – ha aggiunto – è far partire questa riforma che ha un insieme di elementi positivi per i giovani, gli ammortizzatori sociali e contiene le premesse perché l’apprendistato divenga una modalità di ingresso nel mondo del lavoro’.

La ministra del Lavoro e delle nuove parole (esodati al posto di pensionati, apprendistato invece di stage tirocinio), come la torcia Olimpica, riaccende le speranze. E a questo punto ci sarebbe proprio da dire che è tutta una questione psicologica, come ha detto Prandelli, ct in nazionale, prima di portare i suoi in Polonia e Ucraina.

Cosa dicono i confederati, estremi oppositori di una possibile riforma del Lavoro che ci renderebbe un po’ più europei e un po’ meno italiani da commedia wertmulliana degli anni settanta?

Bonanni non ci sta. Del resto il contratto di lavoro nazionale, qualunque esso sia va difeso e a spada tratta. Perché? Perché l’identità del popolo italiano (sovrano o Sopranos?) va difesa, anche quella, lavoro si lavoro no.

‘Solo sul tema degli ammortizzatori sociali bisognerebbe allungare i tempi per utilizzare il nuovo criterio dell’Aspi, proprio per non creare difficoltà ai lavoratori. Sul resto, meno si tocca e meglio e; d’altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare’, ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni. ‘Il rilancio – aggiunge – si realizzerà solo se pagheremo meno le tasse, meno l’energia, se avremo più infrastrutture’. Allora si che ci vuole il detto ‘Cosa dice la mamma Rocca?’

L’aula della Camera intanto ha approvato la fiducia al terzo articolo del ddl di riforma del mercato del lavoro. I si sono stati 447, i no 76 mentre 27 gli astenuti.

Meglio Benigni!


http://www.governo.it/governo/costituzione/1_titolo3.html

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