Amina Tyler, la Femen tunisina, è scomparsa

amina-Tyler-1Amina Tyler, 19 anni la tunisina divenuta famosa per aver postato su Internet una fotografia del suo corpo nudo ispirandosi alle attiviste ucraine Femen, è scomparsa da venerdì e di lei non si sa più nulla. A lanciare l’allarme è stata la madre della giovane, preoccupata per la figlia che da sei anni è sotto ‘trattamento psichiatrico’. La donna ha riferito di aver parlato con il medico che ce l’ha in cura, annunciando l’intenzione di presentare denuncia al ministero degli Interni e respingendo con forza la tesi di alcuni gruppi per i diritti delle donne secondo cui la ragazza sarebbe stata sequestrata dalla sua stessa famiglia. ‘Alcuni gruppi stanno sfruttando la storia di mia figlia a sue spese’, ha aggiunto, sottolineando che ‘non c’è mai stato nessun rapimento. Stiamo solo tentando di proteggere nostra figlia impedendole di uscire da sola, per la sua sicurezza’.

Diversa la versione che la stessa Amina ha dato a una delle leader delle Femen ucraine, Inna Shevchenko, contattata via Skype dopo essere riuscita a fuggire. Parlando da un luogo segreto, Amina ha raccontato di essere stata picchiata da suo zio e da suo cugino e di essere stata portata in un villaggio remoto dove le sono stati somministrati potenti sedativi. ‘Mi hanno forzato a leggere il Corano’ e ‘tutti i giorni mi insegnavano la morale’ e ‘mi portavano dall’imam’, ha raccontato Amina, confessando di essere stata anche sottoposta all’umiliante test della verginità, un’esperienza ‘orribile’ ‘contro la mia volontà’. Il mese scorso, le foto di Amina che rivendica la proprietà del suo corpo esponendolo hanno fatto il giro del mondo e provocato le ire degli islamisti tunisini. Rischia fino a sei mesi di carcere per oltraggio alla morale. Poco dopo, la giovane in un’intervista aveva espresso il desiderio di lasciare il Paese maghrebino per timore per la sua vita.

Amina ha anche detto che le dichiarazioni rese a Canal+ – in cui criticava le Femen perché le attiviste hanno bruciato una bandiera salafita e per aver rivelato la sua intenzione di lasciare la Tunisia – erano state ‘forzate’.
E annuncia una nuova sfida: ‘Non voglio lasciare la Tunisia prima di aver fatto una protesta in topless’, dice a Femen. ‘Voglio continuare la lotta che abbiamo iniziato in Tunisia e poi andarmene’.

In un’intervista su Repubblica ieri, la giovane attivista diceva di essersi allontanata dai suoi e di star bene ora, ma di non esserlo stata nelle scorse settimane. ‘La mia famiglia mi ha portata via da Tunisi dopo la pubblicazione delle mie foto a seno nudo: mi hanno dato delle medicine e costretto a leggere il Corano. Ora sono riuscita a scappare e non ho intenzione di fermarmi. Mi batterò ancora per le mie idee’.

Amina Tyler, questo il nome con cui si è presentata la ragazza, ha fatto scandalo in Tunisia pubblicando a metà marzo delle sue foto a seno nudo con la scritta ‘il mio corpo mi appartiene, non rappresenta l’onore di nessuno’ o ancora ‘fuck your morals’, sulla falsariga di Femen.

http://femen.org/

Advertisements

Finalmente liberi i quattro giornalisti italiani da una settimana trattenuti nel nord della Siria

Amedeo-Ricucci-inviato-di-guerraSono finalmente liberi i quattro giornalisti italiani che da oltre una settimana erano trattenuti nel nord della Siria. A dare la notizia è stato il premier e ministro degli Esteri ad interim Mario Monti. L’inviato Rai Amedeo Ricucci, il fotoreporter Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la giornalista freelance Susan Dabbous, di origini siriane, si trovano ora al sicuro in Turchia.

‘Stiamo bene, stiamo tutti bene. Ci hanno trattati bene e non ci hanno torto nemmeno un capello’, sono state le prime parole dopo la liberazione di Ricucci all’ANSA. ‘Eravamo in mano a un gruppo islamista armato che non fa parte dell’Esercito libero siriano’, ha raccontato. ‘È stato un malinteso’, ha assicurato, ribadendo che il gruppo sta bene ma che ‘ovviamente la privazione della libertà è una tortura psicologica’.

 I quattro erano arrivati in Siria, nella zona di Guvecci controllata dai ribelli, il 2 aprile scorso, per un programma della trasmissione Rai ‘La Storia siamo noi’. Ricucci aveva annunciato sul suo blog, alla vigilia della partenza, che con i suoi collaboratori sarebbe stato in Siria dal primo al 15 aprile, realizzando collegamenti ogni giorno via Skype con un gruppi di studenti di San Lazzaro di Savena. Le loro tracce si erano perse il 4 aprile, quando nel pomeriggio era previsto il collegamento con i ragazzi di San Lazzaro, ma i cellulari Gsm e satellitare di Ricucci e degli altri componenti della troupe sono risultati da allora irraggiungibili. Secondo le prime informazioni, i giornalisti sono stati trattenuti dai ribelli qaedisti della Jabat an Nusra.

 Nell’annunciare la liberazione dei quattro, Monti ha ringraziato l’unità di crisi della Farnesina e le strutture dello Stato che ‘con impegno e professionalità hanno reso possibile l’esito positivo di questa vicenda, complicata dalla particolare pericolosità del contesto’. E ha espresso la sua gratitudine anche ai media, per aver rispettato la richiesta di riserbo che era stata avanzata sin dal primo momento. ‘Sollievo e soddisfazione’ sono stati espressi dal presidente Giorgio Napolitano, mentre a Cetraro, il paese di Ricucci nel cosentino, è esplosa la gioia.

(fonte laStampa)

Quattro giornalisti italiani rapiti venerdì nel nord della Siria presto liberi: Farnesina ‘massimo riserbo’

quattro giornalisti italiani rapiti in SiriaI quattro giornalisti italiani rapiti venerdì nel nord della Siria tra la regione di Idlib e quella turca di Hatay stanno bene e saranno presto liberati e accompagnati in Turchia. Lo dice all’Ansa una fonte vicina ai ribelli siriani. 

Sono stati fermati e non sequestrati. Si trovano in buone condizioni di salute e i combattenti che li hanno fermati li trattano benissimo e già domani potrebbero rientrare in Italia’, continua la fonte, contattata al telefono, sottolineando che i quattro ‘verranno riaccompagnati dagli stessi ribelli che li hanno fermati in Turchia’. La fonte precisa che i ribelli stanno ‘effettuando solo degli accertamenti per verificare che si tratti di giornalisti e non di spie come pensato in un primo momento’. Il gruppo di ribelli che li ha fermati ‘appartiene alla galassia dell’opposizione e non all‘Esercito Siriano Libero (Esl)’, conclude la fonte.

Intanto la Farnesina chiede il ‘massimo riserbo’ e fa sapere di seguire la vicenda fin dai primi momenti e di essere in contatto con i familiari. La ‘priorità è l’incolumità’ dei reporter, sottolinea il Ministero degli Esteri. La Rai, per cui i reporter stavano realizzando un reportage, ha chiesto il silenzio stampa.

‘La storia siamo noi’. I quattro fanno parte della troupe, guidata da Amedeo Ricucci del programma Rai ‘La Storia siamo noi’, composta anche dal fotografo Elio Colavolpe, il documentarista Andrea Vignali e la reporter freelance Susan Dabbous, impegnati in Siria da giorni su un reportage sperimentale dal titolo ‘Silenzio, si muore‘. Si tratta di un primo esperimento Rai di giornalismo partecipativo. Ricucci aveva annunciato sul suo blog, alla vigilia della partenza, che con i suoi collaboratori sarebbe stato in Siria dal primo al 15 aprile, realizzando collegamenti ogni giorno via Skype con un gruppo di studenti di San Lazzaro di Savena. I ragazzi della scuola della provincia di Bologna avrebbero dovuto interagire attivamente con i giornalisti sul campo e fornire loro – grazie anche a indicazioni della redazione de ‘La Storia siamo noi’ – spunti e suggerimenti circa notizie da seguire e storie da raccontare. Ricucci e Colavolpe erano già stati assieme nei mesi scorsi per un altro reportage ad Aleppo, sempre prodotto dal canale di approfondimento Rai. 

Da Antiochia, i giornalisti italiani sono entrati nella Siria controllata dai ribelli lo scorso 2 aprile nell’area di Guvecci facendo tappa, tra l’altro, all’ospedale da campo di Yamadiye, di fronte alla località turca di Yayladagi. Il programma era di rientrare ogni sera in territorio turco e, quindi, di mantenersi sempre vicini alla striscia frontaliera tra i due Paesi. Le loro tracce – secondo le prime ricostruzioni – si sono perse il 4 aprile, quando nel pomeriggio era previsto il collegamento con i ragazzi di San Lazzaro. I cellulari GSM e satellitare di Ricucci e degli altri componenti della troupe da quel momento sono stati irraggiungibili. Venerdì mattina fonti giornalistiche siriane e straniere presenti nella regione turca di Hatay e in contatto con gli accompagnatori di Ricucci hanno riferito che i giornalisti si trovavano nel villaggio di Yaqubiya, e nord di Idlib, in stato di fermo, probabilmente da parte di miliziani fondamentalisti. Secondo la ricostruzione offerta da queste fonti, i reporter italiani erano stati arrestati perché avevano filmato e fotografato postazioni militari sensibili. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Fsni, Franco Siddi, sottolineando di seguirla con ‘molta trepidazione’ mentre la Rai in nottata si è unita all’appello della Farnesina di ‘massimo riserbo’.

Il lavoro che hanno appena iniziato per ‘La Storia siamo noi’ (Rai2) – aveva scritto parlando dei quattro giornalisti il 3 aprile scorso sul suo blog Cristiano Tinazzi, collaboratore del Messaggero ed esperto di Siria, che ha lavorato spesso con Ricucci – è una continuazione di Siria 2.0, anche se non sarà (almeno nelle intenzioni) un reportage di guerra ma un vero e proprio esperimento di giornalismo partecipativo’.

Il post di Ricucci. 
Parlando della Siria, sul suo blog, il 23 marzo scorso Ricucci aveva scritto: ‘Una tragedia infinita che si consuma nell’indifferenza delle cancellerie occidentali e dell’opinione pubblica internazionale. Raccontarla andando sul posto non è facile, come dimostra l’alto tributo di sangue già pagato dai giornalisti e dagli operatori dell’informazione che in questi due anni hanno provato a farlo. E poi c’è il rischio dell’effetto-assuefazione, che consiglia di non esagerare con le notizie, le foto o le immagini dai fronti di guerra per non turbare troppo i sensi e le coscienze delle famigliole riunite per cena nel tinello di casa. Tutto vero’. ‘Forse, però, l’indifferenza è figlia anche della nostra incapacità – proseguiva Ricucci – di raccontare la tragedia siriana, coinvolgendo di più e meglio il nostro pubblico, rendendolo cioè partecipe di quella tragedia. Ed è una cosa che si può fare, con le tecnologie che abbiamo a disposizione. Anzi, è una cosa che si deve fare, se si crede nel dovere della testimonianza e nel diritto all’informazione. Da questa esigenza è nato il progetto ‘Silenzio, si muore‘, primo esperimento Rai (e italiano) di giornalismo partecipativo. Dal 1° al 15 aprile sarò di nuovo in Siria, a decidere questa volta il mio percorso di viaggio, le notizie da seguire e le storie da raccontare, sarà un gruppo di studenti di San Lazzaro di Savena, collegati costantemente con me via Skype‘.

(fonte il Messaggero)

http://www.amedeoricucci.it/

X Factor 6, vince Chiara

chiara-galiazzo-645Chiara Galiazzo, 26enne economista padovana prestata alla musica, ieri sera ha vinto la sesta edizione di X-Factor davanti al rapper bolognese Ics e a Davide, caldaista di Bassano del Grappa idolo delle ginnasiali.

Questo il verdetto finale della seconda delle due serate (una novità introdotta quest’anno) dell’edizione numero sei, segnata da ascolti record ma soprattutto dall’effetto virale sui social network. E’ lei l’unica a sorprendersi e ad emozionarsi fino alle lacrime al momento della proclamazione.

La serata finale inizia da Eros Ramazzotti, a sorpresa sul palco mentre Alessandro Cattelan introduce la serata. Con Musica è Ramazzotti avvia il medley iniziale dei finalisti Chiara, Davide e Ics. Dopo il sacrificio di Cixi, nella serata precedente, e il boom di ascolti della prima parte della finale (921.279 spettatori pari al 3,64% di share, miglior risultato della stagione e secondo migliore da quando esiste il canale) siamo alla resa dei conti.Trasmissione X Factor - Finale

Si parte con i duetti. Davide con SkyeRome wasn’t built in a day, Chiara con Mika e Stardust, Ics e Lisa Hannigan con What I’ll do. Davide, il concorrente della squadra di Simona Ventura è il primo eliminato. Terzo posto per lui.

Per Chiara e Ics un medley con il meglio delle loro esibizioni per conquistare il titolo ‘La voce della musica di X Factor 2012’. Poi una breve riproposizione degli inediti prima di assegnare il premio Enel Best Act, che va a Cixi per l’esibizione di You’ve got the love. I best of sono: per Ics Der Kommissar/ Io odio/ Malarazza e per ChiaraSomewhere over the rainbow/ The final countdown/ You do something to. Prima della proclamazione finale, ancora l’esecuzione di un ultimo brano a cappella.

12 milioni di voti in tutto con il televoto aperto da gioved’ sera, mentre l’applausometro virtuale ha raccolto 75 milioni di applausi in circa due mesi. E’ stata senza dubbio la trasmissione più social della stagione – con la chicca finale del collegamento via Skype con le nonne di Chiara – oltre che l’edizione dei record di ascolti: Oltre un milione nella serata finale.

Ora è il momento di iTunes e della radio per gli ep e i singoli dei finalisti. Martedì 11 sarà la volta dei singoli in Cd, ai quali si aggiungerà anche quello del semifinalista Daniele, vero banco di prova per la futura pop star.

Dallo stage in una società finanziaria, la giovane cantante di Saonara si è così ritrovata vincitrice del talent show musicale più importante della televisione italiana ed ora tiene in mano un contratto da 300.000 € con la Sony Music Italia. Scelta tra oltre 60.000 partecipanti, Chiara, durante il percorso ad X Factor, ha dato prova di essere una cantante tutto tondo e di riuscire a misurarsi con prove musicali ed interpretative di altissimo livello. Da domani la sfida si sposta nelle classifiche perché gli inediti saranno in vendita e il pubblico potrà decretare per l’ennesima volta il vincitore anche fuori da un format televisivo.

‘Teardrop’ dei Massive Attack il primo brano con cui si è esibita e per il quale è stata scelta, ‘I Was Made for Lovin’ You’ dei Kiss condivisa su Facebook dalla band di Detroit, un medley di ‘Over the Rainbow’ di Harold Arlen, conosciuta nell’interpretazione di Judy Garland ne ‘Il mago di Oz’, ‘Final Countdown’ degli Europe versione tango e ‘You do Something to Me’ di Cole Porter sono soltanto alcuni dei brani eseguiti dalla cantante durante le nove puntate del talen show in onda su Skyuno. Era stata designata come vincitrice sin dalla prima puntata ma la volata verso il traguardo è avvenuta con l’assegnazione dell’inedito, Due Respiri, scritto dal grande cantautore Eros Ramazzotti, super ospite della finale.

‘Grazie a tutti. Che deficiente, mi viene da piangere’, ha detto una frastornata Chiara durante la sua premiazione. Brinda anche Sky, che per la puntata di chiusura di XF6 ha registrato 1 milione 14 mila spettatori, miglior risultato per questa edizione, con il 3,67% di share.

(fonte laRepubblica)

Microsoft ritira Windows live Messenger e preferisce Skype

Microsoft ha annunciato le sue intenzioni di ‘ritirare’ Windows Live Messenger, il suo storico software di chat, e di sostituirlo con lo strumento di messaggistica istantanea di Skype. La notizia giunge 18 mesi dopo l’acquisto, da parte del gigante di Redmond, del noto programma di comunicazioni VoIP, per il prezzo record di 8,5 miliardi di Dollari.

Questa decisione riflette l’intenzione da parte dell’azienda di concentrare tutti i suoi sforzi sulla crescita di Skype. Windows Live Messenger, spiega Microsoft, sarà disattivato a partire da marzo 2013 in tutto il mondo, con l’eccezione della Cina. Il software, allora noto con il nome di MSN Messenger, fu lanciato nell’ormai lontano 1999 e, nel corso degli anni, è stato arricchito con funzionalità come l’invio di foto, le video chiamate e i giochi. Nel 2009, ha raggiunto la ragguardevole cifra di 330 milioni di utenti attivi.

Tanti, ancora troppi per la concorrenza fratricida di Skype. Secondo gli analisti di Comscore, infatti, all’inizio di quest’anno Windows Live Messenger aveva ancora più del doppio degli utenti rispetto al servizio di messaggeria istantanea di Skype ed era secondo in popolarità solo a Yahoo Messenger. Ma la tendenza di crisi era segnata: il pubblico statunitense che utilizzava WLM è sceso a 8,3 milioni di utenti unici, registrando un -48% rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, invece, il numero di membri di Skype è cresciuto.

Quando un’azienda ha prodotti in competizione che possono portare a una cannibalizzazione, spesso è meglio concentrarsi su uno solo – conferma Brian Blau, della società Gartner – I servizi top-up di Skype offrono la possibilità di monetizzare i propri utenti. Inoltre, Microsoft sta cercando opportunità di espansione nel soggiorno: Messenger non sembra una piattaforma di comunicazione appropriata per le tv o per le console Xbox, ma Skype sì’.

Blau ha sottolineato anche che l’azienda ha scelto di integrare Skype all’interno del suo nuovo sistema operativo per smartphone Windows Phone 8, eclissando così il tentativo di integrare Windows Live Messenger nel thread messaggi della precedente versione. Per rendere più semplice la transizione, Microsoft offrirà uno strumento per migrare i contatti di Windows Live Messenger a Skype.

Ma il rischio è che questa mossa incoraggi gli utenti a passare invece a piattaforme rivali come WhatsApp Messenger, AIM o Google Talk. Un aiuto, in tal senso, potrebbe però arrivare da Facebook. Microsoft è infatti da anni presente nel capitale del social network in blu e, l’anno scorso, i legami tra i due colossi si sono ulteriormente rafforzati, con l’inserimento delle video chiamate di Skype come funzionalità extra del servizio di messaggeria istantanea del sito di Mark Zuckerberg.

Già al momento dell’acquisizione di Skype da parte di Microsoft per la cifra di 8,5 miliardi di dollari, si era capito quanto l’azienda fondata da Bill Gates puntasse sul servizio di telefonia Voip più conosciuto al mondo. Lo spostamento progressivo degli utenti verso i social network del momento come Facebook, Twitter e il neo-arrivato Google Plus potrebbe, così, aver spinto ulteriormente Microsoft a chiudere il famoso servizio di messaggistica, chiamato comunemente ‘Msn’. Disponibile dal 22 Luglio 1999, l’ultima versione di Windows Live Messenger (16.4) è stata rilasciata solo un mese fa.

Quanto a Skype, l’attesa è ora tutta per l’integrazione del servizio a bordo della console Xbox 360, di suo dotata di videocamera digitale e di un microfono incorporato nel sensore Kinect, e per vedere come Microsoft saprà valorizzarne le funzionalità sfruttando l’infrasruttura di Messenger e appoggiandosi alla piattaforma proprietaria Azure per archiviare nella cloud foto, video e altri contenuti generati con il servizio.

http://www.skype.com/intl/it/get-skype/

Skype e Fbi: sotto controllo le chat degli utenti

Skype Technologies S.A. logo

Skype Technologies S.A. logo (Photo credit: Wikipedia)

Skype ha annunciato che renderà accessibili alla polizia tutte le conversazioni delle sue chat. La telefonate audio e video resteranno anonime, ma quelle scritte saranno d’ora in poi intercettabili.

Un anno fa il software di messaggistica online, che ha circa 663 milioni di iscritti nel mondo, è stato acquistato da Microsoft. In passato Skype è stato uno dei canali più utilizzati per nascondere le proprie tracce in rete, sia dai criminali sia dai dissidenti politici nei paesi non democratici.

Oggi la smentita. La on line call service company ha subito risposto alle accuse di favorire il controllo dei propri utenti da parte degli agenti federali dell’Fbi con un post sul blog dell’azienda.

Skype, finito sotto il fuoco dei media la scorsa settimana con l’accusa di lasciare che il governo degli Stati Uniti utilizzi il proprio servizio per spiare gli utenti, risponde dicendo semplicemente che non è vero.

‘Alcuni media hanno recentemente suggerito un modo inappropriato di usare Skype,  che andrebbe contro gli interessi dei nostri stessi utenti – ha scritto Mark Gillett, Skype Chief Development e Operations nel post sul blog The Big Blog – Everything new at Skype’s HQ. ‘Niente potrebbe essere più in contrasto con la filosofia Skype’.

Skype ha 250 milioni di utenti attivi al mese e sostenuto 115 miliardi di minuti di chiamate nel corso dell’ultimo trimestre. E’ ‘specificamente accusato di facilitare l’applicazione della legge sulle intercettazioni delle conversazioni. Queste accuse mirano a puntare ai cambiamenti che sono avvenuti nel servizio da quando è stata acquistata da Microsoft nel maggio 2011, puntando soprattutto al modo in cui le chiamate possono essere intercettate.

Sul post pubblicato oggi sul The Big Blog di Skype dal titolo ‘What does skypes architecture do‘, Gillett passa punto per punto a spiegare la storia, cosa sta accadendo e cosa è accaduto dal punto di vista della società di servizi online. Ecco alcuni punti salienti sulla sicurezza degli utenti e la privacy a cui Skype sembra tenere particolarmente.

È stato suggerito soprattutto da parte di Hacker groups e privacy experts che, a seguito di recenti modifiche dell’architettura, Skype ora può monitorare e registrare le chiamate audio e video dei nostri utenti.

Falso.

Il passaggio alla in-house hosting di ‘supernodi’ non prevede il monitoraggio o la registrazione delle chiamate. ‘Supernodes’ aiuta i clienti di Skype a individuare l’altro, in modo che le chiamate Skype possano essere effettuate. In poche parole, i supernodi agiscono come directory distribuita su gli utenti Skype. Le chiamate su Skype non influiscono sul nostro centro dati e i supernodi non sono coinvolti nel trasferimento di media (audio o video) tra i client Skype.

Queste chiamate continuano ad essere stabilite direttamente tra i nodi partecipanti di Skype (client). In alcuni casi, Skype ha aggiunto dei server per contribuire alla instaurazione, gestione o la manutenzione delle chiamate: ad esempio, un server viene utilizzato per notificare a un client che una nuova chiamata è stata avviata nei suoi confronti e l’applicazione Skype al completo non è in esecuzione (ad esempio, il dispositivo è sospeso, ‘a dormire’ o richiede la notifica della chiamata in entrata) o in una videochiamata di gruppo, in cui un server aggrega gli stream multimediali (video) da più client e gli itinerari ai clienti. Ciò che non potrebbe altrimenti accadere senza una larghezza di banda sufficiente per stabilire collegamenti con tutti i partecipanti.

Noi crediamo che i server sono il modo migliore per risolvere questi problemi tecnici, e fornire la migliore esperienza possibile per la nostra comunità di utenti.

Come è sempre stato nel caso delle chiamate da SkypeOut e telefono, in entrata verso Skype su numeri di rete (PSTN) e per garantire il flusso attraverso i gateway dei nostri partner PSTN sia stato necessario per collegarli alla rete telefonica tradizionale.

E ‘stato suggerito che le modifiche che abbiamo apportato sono state fatte per facilitare l’applicazione del diritto di accesso ai messaggi istantanei su Skype.

Falso.

I miglioramenti ci sono stati, per il nostro software e le infrastrutture e per migliorare l’esperienza utente e l’affidabilità. Period.

Al fine di fornire la consegna e la sincronizzazione dei messaggi istantanei su più dispositivi, e per gestire la consegna dei messaggi tra i client posti dietro alcuni firewall che impediscono i collegamenti diretti, alcuni messaggi vengono memorizzati temporaneamente sul nostro (Skype/Microsoft) server per la consegna immediata o successiva ad un utente.

Come ho sottolineato in precedenza, se un ente di applicazione della legge segue le procedure adeguate e ci viene chiesto di accedere ai messaggi memorizzati temporaneamente sui nostri server, lo faremo. Devo ribadire lo faremo solo se richiesto dalla legge e se e quando è tecnicamente fattibile.

Alcuni commentatori hanno suggerito che Skype ha smesso di proteggere le comunicazioni dei propri utenti.

Falso.

Il software Skype applica autonomamente la crittografia a per le chiamate da Skype a Skype tra computer, smartphone e altri dispositivi mobili con la capacità di supportare una versione completa del software Skype, come ha sempre fatto. Questo non è cambiata. Solo la versione del software Skype fornito in Cina a livello local attraverso la nostra partner joint-venture tom.com contiene un filtro di chat in conformità con la legge locale .

Come ho descritto all’inizio, i nostri utenti e la loro esperienza Skype è la nostra priorità.

Abbiamo una comunità incredibilmente fedele e impegnata a livello globale di utenti e crediamo che i nostri utenti meritano i migliori prodotti che possiamo costruire.

Ogni giorno ci concentriamo su come collegare gli utenti Skype con le persone che contano per loro, se sono a Mosca, Mumbai e Miami o se sono su PC, iPhone, televisori, telefoni Windows, Mac o dispositivi Android. Siamo costantemente impegnati a progettare e proporre strategie efficaci, sicuri e affidabili software di comunicazione che è facile da usare. Speriamo che continui ad amare Skype.

Grazie per il vostro continuo supporto, l’uso e la passione sui nostri prodotti.

– Mark

Skype makes chats and user data more available to police – The Washington Post

Yahoo! Voice hacked: passwords ed email pubblici per più di 450mila utenti

Yahoo! e la porcata dell’attacco hacker in advice alla nuovo servizio di calling in rete. (Ragionamento: se non possiamo essere Skype, allora proviamo a sembrare Skype) .

‘Se sei un utente di  Yahoo! Voice fai in fretta a cambiare password‘, attaccano in americano sputato quelli Mashable. Notizia già ripresa e rimpastata dalla rete, tutta, e in ogni dove del mondo nelle rispettive lingue (Google translate no?). Tecnonico l’ha da in italiano e dice: è di alcune ore fa, 7, la notizia di uno dei più imponenti attacchi informatici degli ultimi tempi, di sicuro uno dei più pesanti nei confronti del colosso Yahoo!, arrembato durante un attacco cyber. E noi ipotizziamo, probabilmente mirato soltanto a pubblicizzare il nuovo servizio che tanto vuole somigliare a Skype. Ti pare?

A quanto pare fantasmagorici pirati informatici, stanchi di hackerare siti istituzionali di forze dell’ordine, Vaticano, partiti politici e rappresentanze diplomatiche nel resto del mondo, interessati a problematiche inerenti la politica e le decisioni economiche internazionali e interne, hanno ben pensato di accedere a dati sensibili, password ed email address per oltre 400.000 utenze iscritte al servizio Yahoo! Voice. Sarà vero?

‘Ma il particolare più grave – dice Tecnocino – sottolineato dalla società di sicurezza informatica Trusted Sec. è che queste informazioni riservate erano archiviate in un modo totalmente non adeguato, senza essere criptate e dunque facilmente rubabili in blocco per poi essere diffuse (come è successo) in chiaro. Si tratta di un attacco che segue quello subito di recente da LinkedIn.

L’annuncio del service compromesso è apparso in rete martedì scorso e fa riferimento a una lista ‘Owned and Exposed’ da cui è possibile accedere a un servizio di rilevazione degli indirizzi, con le email  in dettaglio e le passwords di più di 450 mila utenti di Yahoo! Voice.

‘Brought to you by the D33Ds Company revealing a number of details for the service including all of the email addresses and passwords for Yahoo Voice’s 450k users’ dice l’articolo originale.

Insomma, andando sul site hosting, il sito d’appoggio, è possibile verificare se fra gli utenti hackerati ci siete anche voi.

Ed ecco cosa è successo a Yahoo! secondo Reuters.

Il sito web di news technology Ars Technica ha riportato che ad aver hackerato Yahoo! è stato proprio D33DS Company. Il gruppo è entrato in un non definito sotto dominio del website Yahoo, trovando tutti gli account details non criptati, pubblicandoli.

Un portavoce di Yahoo!da Singapore ha declinato ogni commento.

Image representing Jajah as depicted in CrunchBase

Image via CrunchBase

Gli accounts interessati sono quelli degli utenti del voice-over-Internet-protocol, o VOIP service Yahoo! Voices, il servizio di calling di Yahoo appunto. Lo si trova su Yahoo instant messenger. Il servizio Voices è stato potenziato da Jajah, una VOIP platform acquisita da Telefonica Europe BV nel 2010.

Non è stato possibile accedere al sito degli hacker d33ds.co con l’originale rivendicazione dell’attacco fino a giovedì. d33ds.co è stato registrato a febbraio. Secondo il sito web CNET gli hackers hanno giustificato l’attacco dicendo che è stato più un ‘wake-up call and not as a threat’ un modo per richiamare all’attenzione e non una minaccia, rivolgendo a Yahoo l’accusa di avere un sistema di sicurezza un po’ troppo alla buona.

L’hackeraggio a Yahoo! Voice non è stato l’unico degli ultimi mesi. Il servizio di business networking LinkedIn (LNKD.N) ha ammesso lo scorso mese che qualcosa come 6.4 milioni di passwords sono andate perdute dal loro website.

@yahoonews
https://www.facebook.com/yahoonews
http://d33ds.co/
http://in.reuters.com/article/2012/07/12/yahoo-hackers-idINDEE86B09B20120712 

Blog at WordPress.com.