Fahrenheit 451: muore Ray BradBury, precursore della deriva mediatica

Lo scrittore americano Ray Bradbury è morto oggi a 91 anni. La notizia, data per prima dal blog IO9, è stata confermata dalla famiglia Bradbury a diverse agenzie di stampa. Il POST, sito italiano d’informazione affatto male di casa BANZAI (ottime foto, buona impaginazione e contenuti da Web) pubblica le quindici cover che hanno fatto da copertina al romanzo culto del grande scrittore.

A consacrare Bradbury fra gli scrittori americani più famosi del XX secolo Fahrenheit 451. Pubblicato nel 1953 e nel 1956 in Italia, è stato uno dei pilastri del cosiddetto filone distopico insieme, tra gli altri, a Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley1984 di George OrwellFahrenheit 451 racconta come un futuro in cui tutti i libri verranno bruciati dai governi per assoggettare la società e gli esseri umani. Dal libro,  nel 1966, il regista francese François Truffaut ne ha tratto un film capolavoro.

Tre anni prima di Fahrenheit 451, Bradbury aveva pubblicato un altro suo libro romanzo molto famoso – ricorda il blog – Cronache Marziane, ventotto racconti di fantascienza sulla futura esplorazione e colonizzazione del pianeta Marte in seguito a una guerra nucleare sulla Terra. Il libro riflette bene le tensioni e le paure dell’epoca, soprattutto negli Stati Uniti. Tra le sue altre opere di rilievo, principalmente racconti e romanzi, sono da ricordare Il popolo dell’autunnoIl grande mondo laggiùLe meraviglie del possibileIo canto il corpo elettrico! e Le auree mele del sole. Bradbury ha scritto anche la sceneggiatura per il film Moby Dick di John Huston(1956).

Ray Bradbury

Ray Bradbury (Photo credit: Wikipedia)

Figlio di un operaio e di una casalinga di origini svedesi, Bradbury aveva cominciato a scrivere su alcune riviste quando aveva 18 anni, nel 1938, e diventò uno scrittore a tempo pieno nel 1943. ‘Si può definire uno scrittore di fantascienza anche se le sue opere sono piene di influenze, soprattutto distopiche, che presuppongono la rappresentazione di una società fittizia, spesso ambientata in un futuro prossimo, nella quale la vita, la politica e la società hanno una deriva apocalittica, spesso a causa dell’avvento della tecnologia’.

Bradbury aveva pubblicato sul New Yorker il suo ultimo articolo solo due giorni fa, nonostante le sue precarie condizioni di salute. Nell’articolo, dal titolo – Portami a casa –, Bradbury parla del suo primo incontro con la fantascienza e la scrittura, avvenuto all’età di ‘sette, otto anni’.

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