Il primo giorno da Pontefice di Jorge Mario Bergoglio

POPE: FRANCIS PRAYS AT ROME'S SANTA MARIA MAGGIORELo aveva anticipato ieri, quando dalla Loggia esterna della Benedizione della Basilica Vaticana si è presentato ai fedeli accorsi in Piazza San Pietro, dopo la fumata bianca del Conclave. Poco dopo le otto del mattino Papa Francesco ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore. Il Santo Padre si è raccolto in una preghiera privata per dieci minuti presso l’altare della Madonna. Ai padri domenicani penitenziari della basilica (chiamati ‘i confessori del Papa’) ha detto: ‘Siate misericordiosi verso le anime, ne hanno bisogno. Pregate per me’. Dopo il silenzio della preghiera Papa Francesco – accompagnato dal prefetto della Casa pontificia George Gaenswein e il viceprefetto padre Leonardo Sapienza – e insieme a monsignor Emilio Silvestrini, canonico liberiano di Santa Maria Maggiore e ai domenicani e ai francescani della basilica, ha intonato il canto mariano ‘Salve Regina’.

Terminata la visita, durata in tutto una trentina di minuti, il Papa si è recato alla Domus Internationalis Paulus VI, in via della Scrofa a Roma, per prendere le sue cose. Bergoglio ha voluto pagare il conto. Era lì prima del trasferimento a Santa Marta dove non aveva portato tutti i bagagli. Papa Francesco non dovrebbe recarsi oggi a Castel Gandolfo per incontrare il papa emerito Joseph Ratzinger.

Quella di questa mattina è la prima uscita in assoluto del nuovo Pontefice. Bergoglio ha lasciato la Basilica. Alle 17 poi, il Papa concelebrerà con tutti i cardinali la sua prima Messa da Pontefice nella Cappella Sistina. La celebrazione sarà in latino, con letture in italiano. Sabato nell’aula Paolo VI alle 11 Papa Francesco riceverà, come fecero i precedenti papi, i media. ‘L’ingresso sarà per tutti libero, non servono biglietti particolari’, ha spiegato Padre Federico Lombardi. Domani invece alle 11 nella Sala Clementina saluterà tutti i cardinali, sia gli elettori che i non elettori. Domenica il primo Angelus, martedì 19 marzo – alle 9:30 – la messa per la solenne inaugurazione del Pontificato.

Nella sua prima giornata da capo della Chiesa cattolica, al neo Papa sono arrivate anche le felicitazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. L’elezione a Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica, sottolinea una nota del Quirinale, ‘è motivo di universale e gioiosa emozione’ e testimonianza di un ‘cattolicesimo senza confini’. ‘Il popolo italiano – si legge – ne è particolarmente partecipe, e a suo nome, interpretandone il sentimento comune e profondo, le indirizzo le mie più calorose e sincere felicitazioni’. ‘Lo straordinario patrimonio morale e culturale del Cattolicesimo – prosegue il capo dello Stato – è indissolubilmente intrecciato con la nostra storia bimillenaria e con i valori morali nei quali l’Italia si riconosce. La figura di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, al quale vostra Santità ha scelto di ispirarsi nell’assumere i nuovo Pontificato, racchiude questa condivisa ricchezza spirituale’.

Intanto vengono resi noti alcuni particolari delle ore immediatamente successive all’elezione del Pontefice. Papa Francescoargentino con genitori piemontesi, incontrando ieri sera i cardinali nella Cappella Sistina subito dopo la nomina ha mantenuto quell’atteggiamento di semplicità che lo contraddistingue. ‘Ha ricevuto l’omaggio dei cardinali stando in piedi senza sedersi nella poltrona papale’, ha raccontato padre Federico Lombardi ricordando come la nomina abbia colto ‘tutti di sorpresa. Si è trattato di una sorpresa positiva’.

‘Il nuovo Papa ci ha detto che l’evangelizzazione suppone zelo apostolico. E che bisogna uscire, andare verso chi ha bisogno, ad annunciare il Vangelo nelle periferie’. È la testimonianza del cardinale Fernando Filoni, rilasciata in un incontro nella Congregazione di Propaganda Fide, riportato da Fides.

Sulle bancarelle e in alcuni negozi di via della Conciliazione sono esposti i primi santini che raffigurano Papa Francesco. L’immagine ritratta è quella del Papa quando ieri si è affacciato dalla loggia della basilica di San Pietro per salutare le decine di migliaia di fedeli che erano accorsi per la sua nomina.

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Città del Vaticano: inizia il Conclave, un italiano fra i preferiti

VATICANO-CONCLAVE-INIZIOI cardinali della Chiesa Cattolica si riuniscono oggi in Conclave all’interno della Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa, il successore di Benedetto XVI che ha abdicato il mese scorso.

Il primo voto è atteso per oggi, ma si dovrebbe trattare di una fumata nera, dunque senza una decisione, attesa tra le 19,00 e le 20,00.

Dei 115 cardinali, voteranno in Conclave coloro che hanno meno di 80 anni ma tutti celebreranno stamattina alle 10,00 la messa in San Pietro ‘Pro eligendo Pontefice‘, dedicata alla preghiera per l’elezione del nuovo Papa, e aperta al pubblico.

Nel pomeriggio i cardinali elettori si recheranno nella Cappella Sistina e non avranno contatti con il mondo esterno fino al momento della elezione del nuovo pontefice. Gli altri cardinali lasceranno la cappella nel momento in cui il maestro di cerimonie intonerà ‘l’extra omnes’, il fuori tutti, e le grandi porte si chiuderanno alle loro spalle.

Dopo la preghiera è atteso il primo voto, se i cardinali decideranno di votare oggi, testimoniato da una ‘fumata’ prodotta dalle schede che bruciano. La fumata nera indica che non è ancora stata presa una decisione, quella bianca che il mondo cattolico ha una nuova guida.

Se stasera non sarà eletto il nuovo Papa, i cardinali riprenderanno le votazioni da domani, due alla mattina e due nel pomeriggio, fino alla decisione finale.

Se per venerdì mancherà ancora un accordo – servono 77 voti a favore per lo stesso candidato – i cardinali sospenderanno il Conclave per un giorno di preghiera e riflessione, prima di riprendere il voto.

Secondo fonti interne al Vaticano, gli uomini da battere sono l’italiano Angelo Scola e il brasiliano Odilo Scherer. Il primo, arcivescovo di Milano, riporterebbe il papato in Italia per la prima volta dopo 35 anni, mentre il brasiliano sarebbe il primo pontefice non europeo in 1.300 anni.

Tra gli altri papabili, i cardinali statunitensi Timothy Dolan e Sean O’Malley, il canadese Marc Ouellet e l’argentino Leonardo Sandri.

Scola ha gestito due grandi diocesi e per questo, sempre secondo fonti d’oltre Tevere, potrebbe essere il candidato migliore per comprendere i bizantinismi dell’amministrazione vaticana – della quale non fa parte – e nello stesso tempo introdurre qualche rapida riforma.

La fazione della Curia – costituita da cardinali che lavorano internamente alla burocrazia vaticana – sostiene invece Scherer, riferiscono le stesse fonti, che ha lavorato nella congregazione vaticana dei vescovi per sette anni prima di guidare la diocesi di San Paolo del Brasile, la più estesa nel più grande paese cattolico.

Con appena il 24% di cattolici residenti in Europa, cresce la pressione nella Chiesa affinché il prossimo Papa venga da un altro angolo del mondo, per portare una prospettiva diversa.

I cardinali dell’America Latina potrebbero avere maggiormente a cuore la povertà e l’ascesa delle chiese evangeliche rispetto a questioni come il materialismo e gli abusi sessuali, dominanti in Occidente, mentre la crescita dell’islam rappresenta una preoccupazione maggiore in Africa e Asia.

Aggiornamento

 I cardinali della Chiesa Cattolica si sono riuniti intorno alle 16,30 in Conclave all’interno della Cappella Sistina per eleggere il nuovo Papa, il successore di Benedetto XVI che ha abdicato il mese scorso. Intorno alle 17,30 è stato proclamato l”extra omnes‘, cioè sono stati fatti uscire i non partecipanti al Conclave e sono state chiuse le porte della Sistina.

Chiuse le porte della Cappella Sistina dopo l’extra omnes, il Conclave ha formalmente preso il via. I 115 cardinali elettori sono chiamati a scegliere il 266esimo successore di Pietro, dopo aver prestato giuramento. In serata è attesa la prima votazione e ci si aspetta una fumata nera.

E’ nera la prima fumata del Conclave per l’elezione del nuovo Papa. La fumata è apparsa alle 19:41 ed è subito nettamente scura.

Prima udienza del Papa dopo le dimissioni: ‘Ho lasciato in piena libertà, pregate per me’

pope-benedict-xvi_0‘Ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato, in piena libertà per il bene della Chiesa dopo aver pregato a lungo ed esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto ma altrettanto di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con la forza che esso richiede’.

Così Papa Benedetto XVI conferma e spiega la sua decisione di dimettersi in aula Paolo VI per l’udienza generale del mercoledì, la prima dopo l’annuncio, rivolgendosi agli 8mila fedeli che gremivano l’Aula Nervi. ‘Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il quale non le farà mancare la sua guida e la sua cura. Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro papa, il Signore ci guiderà’ ha concluso il Pontefice.

La Santa Sede: conclave dopo il 15 marzo

‘L’inizio del Conclave deve essere stabilito tra i 15 e i 20 giorni dall’inizio della sede vacante. Se tutto si svolge senza problemi si può pensare che inizierà dal 15 marzo in poi’. Lo ha detto padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, spiegando che la decisione della data ‘spetta ai cardinali riuniti nelle congregazioni generali’. Nella costituzione apostolica, infatti, si dice che da quando inizia la sede vacante hanno inizio queste congregazioni in preparazione del conclave, che hanno adempimenti giuridici e una ‘funzione importante di conversazione e di scambio sui problemi e la situazione della chiesa in modo da maturare criteri in funzione dell’elezione’. In modo, ha aggiunto padre Lombardi, da “arrivare ai giorni chiave del conclave con una preparazione’.

Nei prossimi giorni si procederà con la nomina del nuovo presidente dello Ior

 Un fitto calendario di incontri pubblici e udienze private, così saranno scandite queste ultime due settimane di pontificato di Papa Benedetto XVI.

Domani Benedetto XVI incontrerà i suoi sacerdoti, quelli della diocesi di Roma, per un appuntamento tradizionale nel quale, a braccio, risponderà anche alle domande di alcuni di loro. Appuntamento che si svolgerà nell’Aula Paolo VI in Vaticano.

Venerdì 15 febbraio, invece, alle 11 il Papa riceverà in udienza il presidente della Romania e, quindi, i vescovi della Liguria.

Sabato, invece, l’agenda papale prevede gli incontri con il presidente del Guatemala, con un gruppo di vescovi della Lombardia e, nel pomeriggio, con il premier mario Monti.

Domenica, invece, nuovo appuntamento pubblico con l’Angelus in piazza San Pietro ed inizio degli esercizi spirituali, predicati dal presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, card. Gianfranco Ravasi.

Tra i principali appuntamenti dopo gli esercizi spirituali, Benedetto XVI incontrerà alle 11.30 di sabato 23 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quindi, mercoledì 27 febbraio a poche ore dal suo addio, nuovo incontro con i fedeli, questa volta in piazza S.Pietro per l’ultima udienza generale.

Infine, prima di lasciare il Palazzo Apostolico, per recarsi in elicottero nella residenza di Castelgandolfo, il Papa vedrà, per un saluto, i cardinali del Sacro Collegio.

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