Facebook: Zuckerberg in Russia, dove il social è in pieno boom, o quasi

Reduce da una Ipo e performance in Borsa non certo esaltante, Mark Zuckerberg cerca fortuna in Russia. A ricevere il ragazzo prodigio, nonché miliardario e fondatore del social network Facebook, sarà il primo ministro Dmitry Medvedev, a sua volta appassionato di nuove tecnologie, iPad addicted e interessato a portare nel suo paese investitori e know how nel progetto Skolkovo, che secondo le intenzioni dello stesso Medvedev dovrebbe diventare una Silicon Valley russa.

Il momento è comunque propizio per Zuckerberg: Internet e l’uso dei social network stanno esplodendo nel Paese, anche se il suo Facebook è in notevole ritardo rispetto al rivale in lingua russa VKontakte e allo stesso Twitter.

Facebook ha conquistato enormi aree del globo, ma non è riuscito a sbaragliare la concorrenza in Russia. Perdendo in fondo un’opportunità storica: tutte le recenti manifestazioni anti-Cremlino, che hanno scosso la Russia dal dicembre scorso,  sono in gran parte state coordinate attraverso i social network e gli analisti dicono che l’aumento dell’uso di Internet costituisce una sfida per il dominio del presidente Vladimir Putin.

Ma se Facebook è un veicolo per la diffusione di certe informazioni, il blogger Aleksey Navalny e compagni comunicano soprattutto twittando.

https://www.facebook.com/

Advertisements

I sette titani della Tech Industry che finanziano le campagne elettorali

Come tutti sanno l’out-of-the-loop più forte per fare un sacco di  soldi con la tecnologia, il modo più immediato e decisivo, è quello di inventarsi un Social Network. Anche per quanto riguarda la politica, che spinge capitali in quantità indecifrate, soprattutto se si sta donando un super PAC, la quantità di denaro destinato ai candidati di supporto è illimitata. Basta superare quota  $1,000.

Come ogni altro settore economico, anche i titani della Tech Industry si sono preparati per l’Election Day del 2012, cercando di non fare arrabbiare nessuno e tirando da entrambe le parti politiche.

Negli anni precedenti alle attuali presidenziali, ‘la ricchezza del settore Tech è sempre stata positiva soprattutto nei confronti dei Democrats – i Democratici, in parte grazie ai suoi liberali locali e ai giovani dirigenti,’  ha riferito l’agenzia di stampa Reuters in un rapporto del 2011. Grazie a una decisione della Supreme Court’s Citizens United, la Corte Suprema dei Cittadini, che ha accresciuto i limiti di denaro inviato ai gruppi indipendenti che pubblicano annunci e dichiarano politiche di sensibilizzazione, la  Silicon Valley ha ottenuto molti più dollari dai repubblicani nel 2011 e 2012.

Quale partito o celebrità politica aderisce alla tua linea di pensiero al punto da meritare una sovvenzione economia? L’Huffington Post ha selezionato una galleria di volti celebri fra i quali poter scegliere. Naturalmente il riferimento geografico è alle conventions politiche che stanno anticipando le presidenziali del 6 novembre.

Ed ecco i 7 Tech Titans Funding Political Campaigns. Al primo posto c’è l’immancabile Bill Gates (vale a dire, Bill & Melinda Gates Foundation) Fondatore di Microsoft.  Contributo $ 34.375 nel 2011-2012. Appoggia la sinistra (98 per cento va ai democratici, i repubblicani con un 2 per cento). Una delle persone più ricche del pianeta, Bill Gates assume una posizione chiave nella politica che non riflette i suoi interessi da pocketbook: sostiene tasse più alte per i ricchi e anche l’uguaglianza del matrimonio. Le sue donazioni sono effettuate tramite la no-profit Bill & Melinda Gates Foundation, che gestisce il compito erculeo di distribuire i soldi del miliardario tra cause meritevoli di tutto il mondo.

Il secondo posto va invece a Sheryl Sandberg Chief Operating Officer di Facebook. Contributo $ 60.800 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia la sinistra (96 per cento ai democratici, ai repubblicani 4 per cento). Anche se non c’è alcuna traccia del presidente di Facebook Mark Zuckerberg nelle donazioni politiche, il suo n ° 2 era una volta un peso massimo di Washington. Durante l’amministrazione Clinton, Sheryl Sandberg ha lavorato come capo di stato maggiore per l’allora Segretario al Tesoro Larry Summers. Ha donato per il presidente Barack Obama e una varietà di legislatori democratici.

Terzo podio per Laurene Powell Jobs moglie del defunto co-fondatore di Apple Steve Jobs, con un contributo, fino ad ora, di $ 59.800 nel 2011-2012.

Appoggia la sinistra (100 per cento ai democratici). Secondo Explorer, Steve Jobs non ha contribuito alle campagne politiche, il che non dovrebbe sorprenderci: al compianto CEO di Apple non piace donare a qualcuno , politico o no. Sua moglie è più generosa. In questo ciclo elettorale, Laurene Powell Jobs ha dato esclusivamente ai democratici, tra cui il presidente Obama, il senatore Kirsten Gillibrand di New York ed ex Rep. Gabrielle Giffords dell’Arizona. Nel 2010, Jobs ha iniziato a lavorare sul Consiglio per le soluzioni comunitarie di Obama alla Casa Bianca. 

 Eric Schmidt Presidente esecutivo di Google. Contributo $ 73.000 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia a sinistra con un 63 per cento ai democratici, ai repubblicani 37 per cento. Se per il primo CEO di Google le donazioni sono più equamente distribuite tra le due parti di quelle di alcuni altri titani della Tech Industry, Eric Schmidt può essere il dirigente tecnico che è  più cozza con l’amministrazione Obama.

Ha prestato servizio in qualità di consulente alla campagna durante le prime  presidenziali vinte da Obama, ed è stato invitato a serate di gala alla Casa Bianca, oltre ad essere stato nominato dal Consiglio Presidente dei Consulenti in materia di scienza e tecnologia. Nel frattempo, la Federal Trade Commission stava colpendo Google da sinistra e a destra sulle violazioni della privacy.

Al quinto posto c’è John DonahoeCEO of eBay. Il suo contributo è stato pari a  $48,300 in 2011-2012. Appoggia al 100 per cento i democratici, il suo voto va  a sinistra. A differenza del suo predecessore ad eBay, Meg Whitman, un tempo candidato a governatore repubblicano della California, John Donahoe è un donatore tutto blu a questo ciclo elettorale. Ha dato $ 5.000 ciascuno al presidente Barack Obama e al senatore di New York Kirsten Gillibrand per sostenere le campagne di rielezione. Egli attualmente è presidente del Consiglio della Casa Bianca per le soluzioni comunitarie, come Jobs Laurene. Questo pur avendo lavorato con Mitt Romney a Bain & Company e dopo avere cantato le lodi del suo  vecchio collega. ‘Penso che è eccezionale che sia stato in grado di passare alla modalità campagna come politico, perché non è certamente una transizione facile per chi proveniene dal ruolo esecutivo nel mondo degli affari’, Donahoe ha detto al Dartmouth Business Journal marzo 2012 .

Randall Stephenson Presidente e CEO di AT & T.
Contributo $ 16.332 nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (87 per cento ai repubblicani, il 13 per cento ai democratici). I sostenitori finanziari della campagna non potrebbe scrivere un esempio migliore di intenti nelle donazioni politiche. Dopo AT & T, il più grande operatore mobile statunitense, non è riuscito a ottenere l’approvazione da parte del Federal Communications Commission, controllato dai democratici, per una fusione con T-Mobile nel mese di dicembre e Randall Stephenson ha donato l’importo massimo legale al Comitato Nazionale Repubblicano. Parole amare.


Peter Thiel

Co-fondatore di PayPal e all’inizio degli investitori Facebook.
Contributo 2634700 dollari nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (93 per cento ai repubblicani, 7 per cento ai democratici). Secondo influence Explorer, questa impresa del capitalista della Silicon Valley lo rende il quarto più generoso donatore nella vita politica del paese, dando 2,6 milioni dollari alle campagne e ai terzi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tra i suoi punti di vista a volte eccentrici e libertari (lui è fiero di avere figli molto intelligenti in grado di non frequentare il college), Peter Thiel ha sostenuto l’elezione in  Texas per Ron Paul  presidente. Thiel ha dato la maggior parte delle sue donazioni al super PAC approvate Liberty , che produce spot televisivi e on-line backing Paul.

Sheryl Sandberg, Bill Gates e Eric Schmidt sono tra i dirigenti del settore tecnologico che hanno donato migliaia di dollari per questo ciclo elettorale.


https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/
http://influenceexplorer.com/

Amazon, Kodak e i giochi online di Zynga

Image representing Zynga as depicted in CrunchBase

Image via CrunchBase

 La sfida tra Apple e Google continua. E’ prevista per oggi, 8 agosto, l’asta per l’acquisto dei brevetti digitali Kodak. Secondo quanto ha riportato il Wall street journal, dopo aver espulso dal nuovo sistema operativo iOS YouTube e aver lanciato Maps per staccarsi dalle mappe Google, i due giganti della Silicon Valley si stanno affrontando sui brevetti.

Google 貼牌冰箱(Google Refrigerator)

Google 貼牌冰箱(Google Refrigerator) (Photo credit: Aray Chen)

Le offerte iniziali sono basse, ma la richiesta di Kodak è di 2,6 mld. Nonostante le offerte iniziali sono state comunque decisamente inferiori alle aspettative di Kodak, attestandosi fra i 150-250 milioni di dollari, sembra ci siano ottime probabilità di raggiungere la somma di 2,6 miliardi che l’azienda chiede. In caso contrario, il non raggiungimento potrebbe causare difficoltà all’uscita dal processo della bancarotta della società, che aspira a ridimensionarsi per emergere dal Chapter 11come società per fotocopiatrici.

The logo from 1987 to 2006. "Evolution of...

The logo from 1987 to 2006. “Evolution of our brand logo”. Eastman Kodak . . Retrieved 2007-09-26 . (Photo credit: Wikipedia)

Apple e Google sarebbero quindi parte, secondo il quotidiano americano, di due diverse cordate in corsa per 1.100 brevetti Kodak: i due colossi potrebbero far decollare i prezzi.

È già avvenuto nel 2011 con la corsa per i brevetti Nortel Networks, con Apple che in consorzio con Microsoft, aveva avuto la meglio con un’offerta da 4,5 miliardi di dollari, a fronte dei 900 milioni di dollari messi sul piatto da Google. La battaglia sui brevetti Kodak è solo l’ennesima puntata di una guerra che si è scatenata con l’uscita di scena del presidente di Google, Eric Schmidt.

Amazon e social game online di Zynga. Apple e Google non sono le uniche a sfidarsi nel panorama dell’hi-tech e di Internet. Amazon ha lanciato i suoi giochi social online, sfidando Zynga, protagonista quasi assoluta sul mercato, almeno su Facebook. Ed è proprio il pargolo di Zuchemberg ad andare a caccia di nuovi ricavi, esordendo nelle scommesse online con denaro vero. In Inghilterra Facebook e Zynga  lanciano un’app per il bingo e le slot machine.

Più di 230 milionidi utenti Facebook hanno giocato sul social network negli scorsi 30 giorni. Circa il 25% del numero totale degli iscritti.

L’informazione è stata fornita da Doug Purdy, direttore dello sviluppo di Facebook, che si è anche scagliato contro l’idea diffusa che la piattaforma sia interamente dominata da un unico sviluppatore come Zynga.

‘Stiamo assistendo alla nascita di nuovi publisher come Kixeye e King.com, che stanno sviluppando giochi veramente belli, ricavandoci un sacco di soldi’, ha affermato Purdy in un video su TechCrunch.

‘Siamo molto contenti di notare questa diversità. Ci sono oltre 130 applicazioni su Facebook che hanno più di un milione di utenti al mese, un dato fenomenale. Non è un publisher a dominare e una moltitudine di figure stanno avendo successo’.

https://cookednews.wordpress.com/2012/07/25/apple-in-aggiornamento-al-debutto-mountain-lion/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/wordpress-il-plug-in-jetpack-ha-superato-i-2-milioni-di-downloads/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/18/http-the-next-version-arriva-il-2-0-e-facebook-sceglie-spdy/
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/27/skype-e-fbi-sotto-controllo-le-chat-degli-utenti/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/apple-contro-samsung-e-il-prototipo-sony-mai-esistito/
https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/

Facebook, Ipo e una donna artefice del suo successo in Borsa: Sheryl Sandberg

Sheryl Sandberg at the Moët Hennessy Financial...

Sheryl Sandberg at the Moët Hennessy Financial Times Club Dinner, San Francisco. (Per Flickr description: “Photo Credit: Drew Altizer”.) (Photo credit: Wikipedia)

Si chiama Sheryl Sandberg ed è il braccio destro di Mark Zuckerberg. Ovvero la persona che ha permesso la quotazione in borsa di Facebook. O comunque di averlo portato fino a questo punto. Dopo la laurea ad Harvard, ha lavorato al Dipartimento del Tesoro e a Google. Arrivata in Facebook nel 2008, oggi è la numero due, con l’incarico di COO Chief operating officer, e principale artefice della quotazione.

Una figura talmente importante che i documenti pubblici di Facebook dicono che se se ne andasse la società sarebbe danneggiata. Una donna con le idee chiare: nel 2011 al Barnard College sfidava le giovani a raggiungere i maggiori incarichi aziendali, come lei. ‘Siete la promessa di un mondo dove c’è uguaglianza, dove gli uomini si occupano di metà delle nostre case e le donne di metà delle nostre istituzioni: sarebbe un mondo migliore’.

Sheryl Sandberg ha cambiato Facebook e sta cambiando la Silicon Valley: parola di Clara Shih, sua amica e CEO di Hearsay Social. ‘Se si pensa a compagnie come Oracle o Apple, hanno sempre un leader, di solito un uomo con una visione unica. Lei ha cambiato questo tipo di leadership’.

Chi la conosce bene vede progetti importanti: nel suo futuro, dicono, c’è Washington. Lei, interpellata sulle ambizioni politiche, fa la modesta. ‘Aspiro a fare qualcosa che conti e ora non penso che potrei fare qualcosa di più di Facebook”. Da Palo Alto alla Casa Bianca? Proviamo a vedere intanto cosa succede nei prossimi giorni con Facebook, l’Ipo, le azioni da 38 dollari e l’entrata in Borsa in quota Nasdaq da 104 miliardi di dollari. A quanto pare un record su Internet, per un’offerta pubblica mai così ricca prima d’ora.

A Wall Street il social network venderà 421,2 milioni di titoli ordinari (180 milioni offerti da Facebook e 241,2 milioni dagli azionisti), raccogliendo così un totale di 18,4 miliardi di dollari dall’Ipo di oggi, ben oltre gli 1,67 miliardi di dollari incassati da Google nel 2004.

L’offerta sarà, secondo Business Insider, la seconda maggiore tra le quotazioni avvenute in America, tra il gigante delle carte di credito Visa (al primo posto con 19,6 miliardi) e General Motors, con 18,1 miliardi. A livello mondiale, però, il primato per l’Ipo più ricca resterà all’Agricultural Bank of China, che ha incassato 22,1 miliardi di dollari nel 2010.

Glancee, la startup italiana che fa paura a Facebook

Manca poco e Facebook entra in borsa. E che ti fa uno dei più riusciti social media al mondo poco prima della grande impresa? Acquista  una start-up cresciuta nella Silicon Valley, perfettamente compatibile al proprio sistema Web 2.0. E italiana.  Un successo per i tre giovani inventori di Glancee, due italiani e un canadese, partiti da un’idea molto semplice: trovare persone con gusti analoghi ai propri e che si trovano nei paraggi, grazie ai dati disponibili su Facebook, Twitter, Wikipedia, LinkedIn, Google+, Pinterest e gli altri del giro social. Insomma un nuovo aggregatore ma con l’eccezionalità di essere italiano. O fatto da italiani.

Ha solo un anno e mezzo di vita, nessun dipendente o finanziamenti da venture capital – come riferiscono alcune fonti su Yahoo e a fatturato zero, ma il progetto degli startupper italiani sembra proprio destinato a contribuire e implementare nuove funzionalità e servizi all’interno del social network più grande al mondo. E i suoi creatori, tra cui il Ceo Andrea Vaccari, possono già iniziare a coccolare l’idea di aggiudicarsi un mazzetto di stock option Facebook a cui avranno diritto come effetto dell’operazione di acquisto.

Andrea Vaccari, 28 enne veronese, ha venduto la sua applicazione per mettere in contatto tra loro persone con interessi simili. ‘Mark Zuckerberg mi ha portato a passeggio per il campus. Le nostre idee sul social discovering erano molto allineate e mi ha convinto che Facebook fosse il posto giusto dove svilupparle’.

Il prezzo non è stato ancora comunicato, l’intero team del progetto italo – canadese diventerà parte integrante della squadra Facebook. Andrea Vaccari, co-fondatore e CEO Glancee e Alberto Tretti, co-fondatore e COO, sono tra gli italiani che si trasferiranno nella Silicon Valley. La loro idea ha trovato in Facebook una naturale destinazione e sublima lo sviluppo di un progetto partito dal basso in un chiaro successo. Che per una volta parla italiano.

La start up made in Italy, sviluppata nella Silicon Valley, è solo una piccola realtà che basa la socialità sulla geolocalizzazione. Ma evidentemente Facebook ci ha visto grandi potenzialità. Con questa operazione Zuckerberg porta valore aggiunto al proprio social network perché sarà in grado di esplicitarne con maggior forza le dinamiche, le connessioni e le opportunità di coinvolgimento.

A cosa serve Glancee? Il video dimostra come funziona il social network italiano, o quasi, e a cosa serve Glancee: tutto ciò sarà presto integrato profondamente in Facebook, rendendo ancor più evidenti e preziose le connessioni fra 900 milioni di persone.

http://www.glancee.com/
http://apps.facebook.com/glancee/ 
https://www.facebook.com/glanceeapp 

E una breve intervista rilasciata da Andrea Vaccari a laRepubblica


Blog at WordPress.com.