Sicilia, M5S in rottura con Crocetta: ‘La rivoluzione è finita prima di cominciare’

Rosario Crocetta for president‘Anche in Sicilia ormai il modello è quello dell’inciucio Pd-Pdl. Il governo Crocetta ha preso una strada di rottura col Movimento. La rivoluzione di Crocetta è finita prima di cominciare’. E’ l’analisi dei 15 deputati 5stelle dell’Assemblea regionale siciliana.

I 5stelle parlano di ‘rottura’ dopo avere elaborato ‘una serie di episodi’ avvenuti nelle ultime settimane. L’ultimo, in ordine di tempo, è accaduto ieri in Assemblea, dove la commissione Finanze, dice all’ANSA il deputato Salvatore Siragusa, ‘ha cestinato tutti i nostri emendamenti al bilancio, tra cui quelli sul reddito di dignità e il microcredito alle piccole e medie imprese’. ‘Non li hanno neppure guardati, nessun dibattito, presi e buttati’, aggiunge il parlamentare.

‘Da parte del governo c’è una chiusura totale nei nostri confronti – avverte il deputato – Avrebbe potuto cercare un compromesso, ma niente. Nessun rapporto e nessun dialogo. Stanno abbandonando il ‘modello Sicilia‘, se mai è esistito, in nome dell’inciucio col Pdl, in linea con quanto sta avvenendo a Roma‘. Il cambio di rotta del governo, sostiene Siragusa, ’emerge da tanti altri indizi: dal voto sulla preferenza di genere ai sorrisi tra Crocetta e Berlusconi a Montecitorio, fino al linguaggio dispregiativo usato dal presidente della Regione nei nostri confronti in occasione del voto per il Capo dello Stato’.

Che la luna di miele sia finita si evince anche dal blog di Beppe Grillo che pubblica sulla homepage un articolo di ‘LinkSicilia’ che fa una analisi dei rapporti tra il Movimento e Crocetta. ‘E’ come se quel resoconto l’avessimo scritto noi – incalza Siragusa – Ci siamo confrontati all’interno del gruppo e ci siamo resi conto che il governo e la maggioranza hanno preso un’altra strada‘.

‘Sono veramente dispiaciuto per le affermazioni del Movimento 5 Stelle rispetto a presunte rotture con loro. Il dialogo per me è sempre aperto, con loro e con tutti i gruppi parlamentari, un dialogo sui fatti, sui contenuti, sui valori e sull’obiettivo comune di fare rinascere la Sicilia e farla uscire dalla situazione drammatica che vive’. Così il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta ribatte ai deputati regionali dell’M5S.

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Ingroia accetta l’incarico e va a dirigere Riscossione Sicilia

Antonio-Ingroia1Dall‘inchiesta sulla Trattativa Stato – mafia alla gestione della riscossione delle tasse in Sicilia. In mezzo la parentesi sfortunata da candidato premierDopo tre incontri e altrettanti caffè, alla fine Antonio Ingroia ha accettato l’incarico gentilmente offertogli dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta. Come raccontato dal fattoquotidiano.it, il presidente siciliano e l’ex procuratore aggiunto di Palermo si erano già incontrati diverse volte durante la scorsa settimana. ‘Niente che sia al momento di pubblico dominio’ avevano dichiarato i diretti interessati. Ma alla fine l’ultimo incontro, quello di stamattina, è stato decisivo. E l’oggetto dei continui rendez – vous tra l’ex candidato premier e Crocetta è diventato ufficiale: Ingroia ha accettato di andare a dirigere Riscossione Sicilia, l’ex Serit, l’azienda partecipata della Regione Sicilia che si occupa della riscossione dei tributi sull’isola. La società, che appartiene al 90 per cento alla Regione e al 10 per cento ad Equitalia, era finita nel mirino del governatore siciliano, che pochi giorni fa aveva denunciato “pesanti irregolarità” nella gestione della riscossione gabellare. Sprechi e buchi nei conti di Riscossione Sicilia su cui da oggi dovrà mettere il naso l’ex procuratore aggiunto dell’antimafia palermitana, già candidato premier con Rivoluzione Civile.

‘Ingroia ha preferito il caffè siciliano a quello che fanno in Val d’Aosta‘ ha scherzato Crocetta annunciando l’accordo con l’ex procuratore aggiunto. ‘Con Ingroia c’è anche un dialogo politico, dato che mi piacerebbe portare nel mio movimento, Il Megafono, quell’area di sinistra che si è riconosciuta in lui alle ultime politiche’ ha continuato il governatore, entusiasta per il nuovo ingaggio super star della sua squadra. ‘Ho ritenuto più opportuno accertare l’incarico di Crocetta, dato che come anticipato dal presidente la società versa in una situazione di opacità. E tra l’ altro la gestione delle imposte e la lotta alla corruzione si pongono in continuità con la mia battaglia politica’ ha detto invece Ingroia, rilasciando le prime dichiarazioni nell’inedita veste di manager regionale al fattoquotidiano.it

Dopo l’esperienza in politica con Rivoluzione Civile, conclusasi con un magro risultato che ha tenuto il movimento fuori dal Parlamento, Ingroia avrebbe dovuto decidere se rimanere o meno in magistratura dopo la scadenza del periodo di aspettativa per motivi elettorali. La terza commissione del Csm aveva proposto di assegnare Ingroia in Val D’Aosta, presso il tribunale di Aosta, come giudicante. La Val d’Aosta è l’unica Regione dove Ingroia non si è candidato con Rivoluzione Civile alle ultime elezioni politiche e quindi secondo la legge è l’unica sede in cui il magistrato palermitano può tornare a indossare la toga per i prossimi cinque anni. Mercoledì il plenum di Palazzo dei Marescialli avrebbe dovuto esprimersi sulla questione. Ma nonostante all’inizio Ingroia sembrava avesse accettato obtorto collo la proposta, in seguito aveva frenato. ‘Val d’Aosta? Bel posto, ma ci andrò soltanto in vacanza’ aveva dichiarato solo pochi giorni fa. Adesso il Csm dovrà valutare la richiesta di collocazione fuori ruolo del magistrato, che da presidente del cda di Riscossione Sicilia dovrebbe guadagnare circa 50 mila euro all’anno. ‘Penso che vista la mia esperienza – ha proseguito Ingroia – sia più utile il mio impegno al vertice di Riscossione Sicilia, piuttosto che un pre pensionamento d’oro da giudicante in sovra numero ad Aosta’. Di fronte all’ipotesi di un lustro tra stambecchi e capre delle Alpi, alla fine il pm ha optato per una carriera da manager delle imposte nella sua isola.

(fonte ilfattoquotidiano)

La Sicilia abolisce le province, sospese le elezioni di fine maggio

Rosario-Crocetta-Presidente-della-Regione-Sicilia-Ha-vinto-le-elezioni-del-28-ottobre-2012-586x318Abolite le Province regionali in Sicilia. L’Ars (Assemblea regionale sicilianaha approvato un maxi-emendamento della maggioranza che sospende le elezioni previste a fine maggio; manca solo il voto finale al ddl. Gli enti saranno commissariati ed entro l’anno dovranno essere sostituiti, con una nuova legge, da liberi consorzi di comuni.

‘L’abolizione delle Province è la vittoria del governo e della maggioranza; do atto anche ai 5stelle di avere votato la norma che abbiamo proposto. Si tratta della prima tappa della rivoluzione: oggi ha vinto il modello Sicilia’. Così il governatore Rosario Crocetta commenta a caldo l’approvazione in Assemblea del maxi-emendamento che cancella il voto per le Province e che saranno sostituite, con una nuova legge, con liberi consorzi tra comuni ed elezione di secondo livello.

La riforma delle Province ha avuto il via libera dal parlamento siciliano. Oggi pomeriggio (mercoledì 20 marzo) l’Aula si riunirà alle 16 per il voto finale. E così non solo esce indenne la maggioranza del governo Crocetta, ma i rapporti tra il governatore e i grillini appaiono sempre più saldi.

La legge prevede che entro il prossimo 31 dicembre sia approvata una norma che definisca il modello di Consorzi di comuni in sostituzione delle Province, con elezioni di secondo livello, ovvero non attraverso le elezioni amministrative, ma attraverso il voto dei rappresentanti dei Comuni che compongono il Consorzio. Nel frattempo, le attuali nove Province verranno commissariate. Quindi, niente più elezioni provinciali a maggio.

Gongolano i grillini: ‘A buon diritto possiamo definirla una delle vittorie politiche del movimento che ha riportato sui giusti binari una discussione che aveva preso un’altra direzione’. Per Crocetta, invece, è ‘la prima tappa di una rivoluzione importante e sulla quale la maggioranza si è ritrovata compatta più che mai con un sostegno concreto sulle riforme’. ‘I 5stelle non sono come gli indignados spagnoli, hanno scelto di partecipare, sono stati eletti e ora hanno il preciso dovere di confrontarsi con le istituzioni. Devono dare la possibilità di fare un governo”. Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta a Coffee Break, su La7. Anche l’Udc manifesta soddisfazione per l’abolizione delle Province ‘perché la loro soppressione è da sempre un tema del nostro programma’.

Altra musica suona dal’opposizione. I deputati del Gruppo Lista Musumeci all’Ars: ‘Crocetta ottiene due risultati: consegnare ai fidati commissari proconsoli il compito di gestire per un anno le Province e preparare per il prossimo anno la gestione dei liberi consorzi agli apparati dei partiti’. Rincara la dose Roberto Di Mauro, capogruppo del Partito dei siciliani-Mpa all’Ars: ‘Siamo palesemente di fronte ad una legge-manifesto, partorita in una trasmissione tv senza verificare le necessità del territorio’.

‘Questo passaggio storico e’ il frutto del lavoro del Movimento cinque stelle’, rivendica il capogruppo grillino Giancarlo Cancelleri. ‘Una svolta per la Sicilia e per il Paese‘, insiste il segretario del Pd Giuseppe Lupo.

Intanto per giovedì è stata convocata la commissione Affari istituzionali per esaminare il testo sul voto nei Comuni che prevede la doppia preferenza di genere e la doppia scheda per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Le amministrative sono fissate per fine maggio.

Crocetta, nuova maxi rotazione: il presidente trasferisce in blocco personale dal Territorio

Rosario_Crocetta2012Nuova maxi rotazione di funzionari regionali in Sicilia, dopo il trasferimento in blocco di tutto il personale dirigente e non che si occupava di Formazione professionale. Ad annunciarlo stamattina in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Sono 7 i dirigenti, sugli 11 attualmente in servizio, che saranno trasferiti al dipartimento della Funzione Pubblica dall’assessorato all’Ambiente. Sarà spostato inoltre a diversi incarichi il 30% del personale, in tutto circa 90 persone. ‘Non è possibile che un dipendente stia dentro un assessorato per 25 anni. E’ una scelta legata all’efficienza’, ha affermato Crocetta.

‘Il criterio -ha spiegato Crocetta– è quello della rotazione generalizzata richiesto dalla legge sulla trasparenza, mai applicato in questa Regione dove infatti è stata consentita la cristallizzazione negli uffici. Fin dal nostro insediamento -ha proseguito il governatore- abbiamo chiesto all’assessorato all’Ambiente di fornirci il numero delle pratiche in sospeso, ma non abbiamo mai avuto alcuna risposta. La cristallizzazione ha portato a questo, è stata un grave errore. Abbiamo circa 3.000 pratiche bloccate e non possiamo dare un buon giudizio sull’efficienza. Dobbiamo smetterla’.

Crocetta ha anche annunciato che da lunedì prossimo e fino alla fine della campagna elettorale tutte le nomine a carattere discrezionale da parte degli assessori saranno bloccate. Lo prevede una direttiva approvata dalla giunta questa notte. ‘Non vogliamo seguire le orme dei nostri predecessori’, ha detto Crocetta in conferenza stampa. Tra le prime questioni che riguardano la direttiva la nomina dei commissari Iacp scaduti i cui poteri andranno al direttore generale dell’assessorato alle infrastrutture.

La Regione inoltre si costituirà parte civile al processo a carico del boss Madonia a Caltanissetta sulle stragi di mafia. E sempre in tema di mafia, la giunta ha deciso di revocare un appalto a una ditta sospetta: ‘La società Ventura Spa di Furnari, Comune del Messinese, nonostante abbia ricevuto dalla Procura l’informativa interdittiva antimafia continua ad esercitare e a ricevere appalti dal Cas’, il Consorzio autostrade siciliane, ha detto Crocetta, che anticipa la presentazione di un esposto alla Procura sulla vicenda dell’impresa del comprensorio di Barcellona Pozzo di Gotto che avrebbe ottenuto appalti dal Cas, da tre milioni di euro per la manutenzione del verde e da nove milioni per la sicurezza per 18 mesi. “Continuiamo a lavorare con imprese mafiose in Sicilia e questo è inammissibile’, scandisce Crocetta, secondo cui ‘è assurdo che vengano affidati dal Cas appalti ad imprese mafiose, e che questi incarichi non vengano revocati’.

Infine l’annuncio che non saranno presi dalla Regione impegni finanziari in bilancio senza la necessaria copertura. I dirigenti che violeranno la norma, ha spiegato Crocetta, ‘saranno rimossi dall’incarico e non potranno ricoprire un incarico equipollente per i tre anni successivi’.

(fonte laRepubblica)

Sicilia, Crocetta revolution: decaduti 7 dirigenti e ufficio stampa

Crocetta taglia altre teste. Dopo aver rimosso 21 giornalisti dell’ufficio stampa della Regione, adesso il neogovernatore siciliano manda a casa anche sette dirigenti. Da oggi, infatti, sono decaduti gli incarichi dei capi dipartimento Biagio Bossone, Ludovico Albert, Gianluca Galati, Francesco Nicosia, Gesualdo Campo, Marco Salerno e Pietro Tolomeo. Alcuni direttori sono stati invece temporaneamente sostituiti.

‘Dobbiamo risparmiare, ed è giusto che ogni assessorato abbia un solo dirigente e non due o tre – ha detto Crocetta -. In questo modo sarà data anche maggior unità alle politiche dell’assessorato. Ho fatto questa prima manovra, il resto sarà fatto a giunta conclusa. I direttori generali dovranno passare da 30, a 13 o 14′.

Un assaggio, quindi, della politica di tagli che il neo governatore intende applicare in toto. Da oggi, intanto, l’ufficio stampa della Regione è ufficialmente decaduto e l’incarico ai 21 giornalisti è stato revocato.

‘Voglio stabilire un principio – ha spiegato Crocetta -, loro non sono dipendenti definitivi della Regione, perché la Regione assume per concorsi pubblici. Chi vorrà essere assunto dovrà fare regolare domanda. Io valuterò in base al lavoro svolto, senza pregiudizi politici, perché non ne ho’.

Anche oggi l’ufficio stampa della Regione continua regolarmente a lavorare, inviando comunicati, e il presidente della Regione ha poi aggiunto: ‘Non è vero che nessuno di loro vale. Ce ne sono alcuni che hanno svolto un buon lavoro. Penserò però ad inserire anche qualche giovane perché voglio dare la possibilità di lavorare alla Regione, non capisco perché debbano lavorare sempre i soliti’. Poi Crocetta ha avanzato l’ipotesi di avviare delle collaborazioni tra la Regione e l’Università o l’Istituto regionale di giornalismo: ‘Alcuni potrebbero fare il tirocinio da noi. Ma sempre con criteri opportuni di valutazione, senza clientelismi perché comincia una nuova stagione per la Sicilia’.

Beppe Grillo e la traversata dello Stretto

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English: Beppe Grillo in Viareggio Italiano: Beppe Grillo a Viareggio (Photo credit: Wikipedia)

Dopo una parabola sul ruolo dell’economista e i suoi poteri premonitori del presente, con un messaggio sul sul blog, Beppe Grillo invita chiunque fosse interessato a seguire la sua impresa.

‘Ps – dice -: Domani alle 9.30 attraverserò a nuoto lo Stretto di Messina partendo dalla spiaggia di Cannitello. Approderò alla spiaggia di Torre Faro, Messina, verso le 11.00. Ci vediamo lì. Scopri tutte le tappe del Tour in Sicilia!

Il comico politico, portavoce del Movimento Cinquestelle si trova già sul posto, ma per avverse condizioni meteo sta rimandando la traversata di 2, 8 chilometri dalla spiaggia calabrese di Cannitello a quella siciliana di Torre Faro. Insieme a lui lo spin doctor Roberto Casaleggio.

Secondo il quotidiano la Repubblica, alle 10:53 Beppe Grillo è partito. La traversata è lunga 2,8 chilometri. Il leader del M5S indossa muta, cuffia, occhialini da nuoto e pinne. Le condizioni del mare non sono eccellenti: ‘Se c’è la corrente verso Nord torno a Genova senza traghetto’, ha scherzato Grillo prima di tuffarsi.

Alle ore 12:07  – Grillo ha concluso la traversata. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche, pioggia battente e forte vento di maestrale, Grillo ce l’ha fatta. Aveva anche perso la giusta rotta, indicata dal gruppo di sostenitori che lo hanno accompagnato e seguito nell’impresa. Ad attenderlo sulla costa siciliana c’erano  un numero imprecisato di persone, più di 300 secondo alcuni, che lo hanno accolto con un lungo applauso. La traversata è durata un’ora e 15 minuti circa.

Prima di iniziare al traversata, Grillo ha commentato il passo indietro dell’ex premier: ‘Berlusconi? Stai parlando di una salma’ ha risposto  il leader del M5S al giornalista che gli ha posto la domanda. ‘Monti è invece un curatore fallimentare. Ha fatto il suo lavoro sporco e adesso se ne andrà. Sono tutti bocconiani che un anno fa dicevano che la crisi era alle spalle, ma da quando c’è il signor Monti tutti i parametri della nostra economia sono peggiorati’.

E ancora, all’arrivo: ‘Ore 12.10 – 10/10/2012 – Sono sbarcato in Sicilia! Ho superato lo Stretto! Questo è il terzo sbarco in Sicilia in 150 anni. Il primo fu Garibaldi che portò i Savoia, il secondo fu fatto dagli americani che portarono la mafia, il terzo sono io con il MoVimento 5 Stelle, ma né Garibaldi o Nino Bixio o Lucky Luciano sono arrivati in Sicilia a nuoto.’

E parlando di ciò che il Movimento vuole per la Sicilia: ‘Quest’isola ha bisogno del rilancio dei trasporti locali, della banda larga diffusa, di strutture turistiche, della valorizzazione dei suoi giacimenti artistici, di una nuova economia legata alle telecomunicazioni e allo sviluppo del digitale, di investimenti in start-up collegate alle università, di trattenere qui i suoi giovani, il suo futuro, ma soprattutto ha bisogno di onestà nelle istituzioni. Questo è ciò che farà il M5S in Regione Sicilia’.

Su Twitter#Grillo#traversataMessina#Stretto

http://www.beppegrillo.it/
http://www.beppegrillo.it/tour_sicilia_2012.html

Regione Sicilia conti in rosso: pignorati gli stipendi

La Regione Sicilia non finisce mai di stupire. I dipendenti dell’Assemblea regionale siciliana giovedì 27, giorno di pagamento delle retribuzioni, non percepiranno lo stipendio. I conti di Palazzo dei Normanni sono stati pignorati dai legali di un gruppo di 76 dipendenti ai quali il giudice del lavoro ha riconosciuto scatti di anzianità a partire dal 2005.

L’amministrazione dell’Assemblea ha diramato una circolare, informando i 270 dipendenti che gli stipendi saranno ‘differiti’. Nella storia del Parlamento più antico d’Europa non era mai successo. Il decreto ingiuntivo, che ha congelato i conti correnti, è stato presentato per 24,5 milioni di euro.

Da oggi dunque, niente paga per i dipendenti  dell’Assemblea regionale siciliana, che nel giorno di pagamento delle retribuzioni, non percepiranno lo stipendio. I conti di Palazzo dei Normanni sono stati pignorati. Si prospetta un giovedì nero anzi in rosso per i 270 dipendenti regionali che non hanno percepito lo stipendio.

Francesco Cascio, presidente dell’Assemblea assicura: ‘Ci sarà qualche giorno di ritardo, ma non ci dovrebbero essere problemi a garantire comunque tutte le buste paga’.

L’Ars, ad appena 29 giorni dalle elezioni, dallo spiegare le consulenze esterne al far rimanere a dir poco sbalorditi per il netto degli stipendiati, le indennità, le pensioni d’oro, le auto blu, le presunte gare truccate, lo spreco di dirigenti, il numero ‘eccessivo’ di impiegati e l’ultima inchiesta sulle spese, ha il suo gran da fare.

Intanto da una nota stampa  dell’assessorato regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo fanno sapere che è stato sbloccato il pagamento degli stipendi e degli oneri riflessi di luglio e agosto dei dipendenti del Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Il ritardato pagamento è stato causato da una interruzione del sistema informatico regionale, risolto il quale è stata sbloccata l’intera procedura.

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La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sui conti dell’Ars, l’assemblea regionale siciliana

Palazzo dei Normanni, seat of the Sicilian Reg...

Palazzo dei Normanni, seat of the Sicilian Regional Assembly. (Photo credit: Wikipedia)

Dopo la Regione Lazio, tocca alla Sicilia. La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sulle spese dell’Assemblea regionale. I magistrati, che al momento non hanno iscritto nessuno nel registro degli indagati non ipotizzando nessun reato, vogliono ricostruire i movimenti di denaro all’intero dell’Ars, per far luce su eventuali spese non giustificate. 

Tra i documenti utili alle indagini, ci sarebbero anche alcuni articoli di un sito internet locale, che nelle scorse settimane aveva sollevato dubbi sull’utilizzo e la gestione dei fondi.

L’inchiesta è stata aperta sui capitoli di spesa dei gruppi parlamentari interni all’Assemblea Regionale Siciliana per far luce su eventuali spese non giustificate.

Ad aprire il fascicolo è stato il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che ha agito seguendo il ‘modello 45′, ovvero il registro degli atti non costituenti notizie di reato e dai sostituti Sergio Demontis e Maurizio Agnello.

All’Ars c’era già stata un’indagine del genere, qualche anno fa, quando fu indagato per peculato l’ex deputato regionale Alberto Acierno, ancora oggi sotto processo, per utilizzo dei fondi del Gruppo misto e poi della Fondazione Federico II per viaggi, cene e giocate ai casinò on line. Negli ultimi giorni alcuni esponenti politici avevano chiesto che venisse reso noto come sono stati spesi i fondi riservati del presidente della Regione e del presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Secondo il Fatto Quotidiano ‘il gruppo parlamentare del Pd in Sicilia spende più di 20mila euro l’anno per spuntini e caffè, ma soltanto quindicimila euro sono i soldi utilizzati per le spese telefoniche. L’Udc in otto mesi ne ha spesi ventimila per noleggiare una fiammante Audi A6, mentre il gruppo parlamentare del Movimento per l’Autonomia, il partito di Raffaele Lombardo di Audi in leasing ne ha prese addirittura due. Grande Sud, il movimento di Gianfranco Miccichè, investe quasi duecentocinquanta mila euro all’anno in portaborse.

Servono a questo e a molto altro i contributi pubblici che ogni anno vengono garantiti ai gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale Siciliana. Nel 2012 hanno pesato sugli esangui conti della Regione per quasi 13 milioni di euro. Tra i corridoi di Palazzo d’Orleans scorrono infatti cifre a sei zeri – sostiene il quotidiano diretto da Padellaro – sottratti dai bilanci della Regione, per garantire portaborse, consulenti, automobili, feste elettorali e perfino il rimborso del caffè ai deputati dell’Ars.

Nell’ultima legislatura, quella che si è conclusa con le dimissioni del governatore imputato per mafia Raffaele Lombardo, l’attività dei gruppi parlamentari è costata ai cittadini 67 milioni di euro’.

A insospettire i magistrati le spese che l’ente ha effettuato tra il 2000 e il 2009 quando sono cresciute del 125,7%. La magistratura vuole verificare il sistema di contribuzione che vede la Sicilia al primo posto fra le regioni italiane per finanziamenti ai gruppi parlamentari della Regione.

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Elezioni Sicilia: via la parola ‘mafia’ dal vocabolario e stipendio per i parlamentari che lavorano

Per il candidato di centro sinistra alla Presidenza della Regione, Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela, presidente della commissione Antimafia ed europarlamentare dei Socialisti e Democratici, la Sicilia deve essere ‘Una terra di accoglienza, dove la parola mafia sia cacciata dal vocabolario siciliano’.

Descrive così la Sicilia che vorrebbe il candidato del Pd alle prossime elezioni regionali in Sicilia. Una regione che ha bisogno di puntare sui giovani e che può fare a meno del malaffare.’Eliminare la corruzione e creare il lavoro, fare lo sviluppo eliminando a mangiugghia.

‘Un obiettivo che – spiega Crocetta – deve essere ottenuto con il rigore nei conti pubblici, a partire dai parlamentari che, dice, devono prendere la retribuzione solo se vanno a lavorare, come tutti gli altri.

E a proposito di corruzione uno degli argomenti più caldi di questa campagna elettorale in vista delle elezioni del 28 ottobre, è la scelta di candidati fuori dalle indagini di ogni tipo, insomma di personaggi per niente noti alla polizia giudiziaria.

Nello Musumeci ha recentemente invitato i partiti della coalizione che lo sostengono a non mettere in lista personaggi rinviati a giudizio, o peggio ancora condannati, per reati contro la pubblica amministrazione o connessi con l’associazione mafiosa. E sulla stessa linea Rosario Crocetta (chiamato a rispondere anche dal gruppo Facebook ‘Enna per Claudio Fava‘) ha sempre professato di dare un taglio alla candidatura di condannati e indagati.

Claudio Fava, candidato alla presidenza di Sel, Verdi, Fds e Italia dei Valori ha accennato alle regole da seguire facendo riferimento agli altri candidati. ‘Leggo che Musumeci, Miccichè e Crocetta – dice Fava – si affannano a promettere che non avranno accusati di mafia nelle proprie liste: come mai hanno bisogno di precisarlo? Un requisito naturale non avere amici dei mafiosi tra i propri candidati, viene spacciato come straordinaria concessione. Perché non ci dicono piuttosto quanti riciclati avranno in lista tra i tanti obbedienti di Cuffaro e Lombardo?’.

E arriva la risposta di Crocetta in quota Pd, Udc, Api e Psi. ‘Quando usciranno le mie liste nel centrodestra ci sarà il panico. In una competizione equilibrata – ha dichiarato Rosario Crocetta – come quella che stiamo vivendo in Sicilia dove c’è un testa a testa fra me e Musumeci secondo gli ultimi sondaggi c’é la necessità di rivolgersi a pezzi del centrodestra. Per vincere dobbiamo anche accogliere esponenti del centrodestra, considerato anche i ragionamenti di Sel che fanno candidature di testimonianza utili però a fare solo il gioco di chi non vuole cambiare le cose in Sicilia’.

http://www.rosariocrocetta.com/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/14/i-candidati-alla-presidenza-della-regione-sicilia-chi-sono/

Elezioni Sicilia: Il candidato alla Presidenza Gianfranco Micciché presenta il programma

Ostenta sicurezza il candidato alla presidenza della Regione Sicilia Gianfranco Miccichè. ‘Io ho la certezza di diventare presidente” ha detto da Palermo il leader di Grande Sud, prima di presentare il suo programma.

‘Cambio del metodo amministrativo, cambio di mentalità. Riguardo ad eventuali alleanze in Aula, per Micciché – il riferimento è all’altro candidato di centro destra Nello Musumeci – non sarà una questione di schieramento.

‘Non abbiamo vincoli di centrodestra e centrosinistra vogliamo rimanere liberi nel nostro sicilianismo. Non è più immaginabile – ha aggiunto – che i partiti nazionali non abbiano più attenzione per la nostra Sicilia. Non c’è mai l’aiuto di ministri siciliani alla nostra causa.’

In Sicilia si vota il prossimo 28 ottobre. Al momento i candidati certi di centro sinistra Rosario Crocetta sostenuto da  Pd, l’Udc, l’Api e il Psi e Claudio Fava di Sel. Giancarlo Cancellieri è il rappresentante scelto da M5S, il Movimento cinque stelle, mentre Lucia Pinsone è la candidata donna di Movimento Voi – Volontari per l’Italia. Ieri Beppe Grillo ha annunciato la propria campagna elettorale promossa dagli attivisti del Movimento Cinque Stelle che promette: ‘Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’.

Di seguito i ‘tre pilastri’ come lui stesso li ha denominati del programma Micciché, direttamente consultabili sul blog personale dell’onorevole. ‘Qualsiasi programma è oggi fortemente condizionato da obblighi assoluti comunitari e nazionali – dice il candidato – che chiedono il pareggio di bilancio e quindi tagli e riduzione della spesa. Fattori che comporterebbero un impoverimento ulteriore di una regione già povera.

Io credo che questa sia una strada sbagliata e, comunque, l’economia siciliana deve restare in mano ai siciliani. Dobbiamo essere noi a decidere come raggiungere il pareggio di bilancio. La soluzione esiste. Il Bilancio, come è noto, è composto da due voci, uscite ed entrate. Il pareggio lo otterremo lavorando sulla seconda voce: l’aumento della ricchezza’.

1. Basta burocrazia

Il candidato alla presidenza della Regione, Gianfranco Micciché, spolvera la giacca della burocrazia e soprattutto dell’alleggerimento del sistema offrendo:’ Entro 3 mesi l’ARS dovrà approvare la legge, da me già scritta, per cambiare radicalmente il sistema burocratico regionale. Chiederò a tutti i miei alleati di sottoscriverla preliminarmente.

Rivoluzioneremo la pubblica amministrazione per renderla strumento al servizio della gente e delle imprese – dice. Passeremo dal sistema infinito delle autorizzazioni a quello certo dei controlli: la legge autorizza, la pubblica amministrazione controlla durante e dopo. Vogliamo meno burocrazia e più libertà per i nostri imprenditori (quali? Viene da chiedere) e gli investitori stranieri (anche questi, quali?). Faremo emergere le eccellenze professionali della regione già presenti nell’organico, responsabilizzandole e gratificandole su un reale progetto di cambiamento della funzione pubblica’.

2.Nuovi Rapporti con l’Unione Europea e lo Stato centrale

Al secondo punto Miccichè non perde tempo, si parla subito di soldi. Le parole chiave sono Agenda 2000 e premialità, cioè ancora soldi.

‘Uso dei Fondi Strutturali. La Sicilia deve avere la capacità di dialogare con l’Unione Europea e lo Stato italiano in maniera paritaria e autonoma rispetto alle proprie esigenze. Serve un’azione diretta a Bruxelles per trasformare i nostri bisogni ed esigenze in progettualità concreta e finanziabile. Ripercorreremo la strada virtuosa, che ha portato alla spesa di tutti i fondi di Agenda 2000, che ha consentito alla Sicilia di ricevere ulteriori 700 milioni di euro di premialità.’

3. L’azione di governo

Il terzo pilastro parte dal ricordare il compito per il quale un candidato scelta democraticamente dal popolo a rappresentarlo è chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente. E in teoria come nella pratica, dovrebbe saperlo fare. Governare

‘Il Presidente della Regione ha un dovere assoluto: governare – ricorda Miccichè. Questo significa individuare, proporre e attuare le strategie più idonee per la crescita della Sicilia, senza farsi dettare da nessuno l’agenda delle priorità. In Sicilia bisogna iniziare a fare sistema. La crescita del territorio non può essere slegata dalle proprie naturali attitudini: turismo, agricoltura e ricerca, non possono prescindere dall’indipendenza energetica e dallo sviluppo delle reti infrastrutturali. Il Governo dovrà incentivare tutti i sistemi produttivi, economici, culturali e sociali affinché si strutturino in una rete di integrazione reciproca. Non bisogna disperdere le proprie risorse e potenzialità rimanendo chiusi in una logica di isolamento di settore – conclude il candidato di centro destra alla elezioni per la presidenza della Regione Sicilia.

http://www.gianfrancomicciche.net/

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