Milena Gabanelli rinuncia alla presidenza della Repubblica

gabanelliMilena Gabanelli rinuncia, in una lettera al Corriere della Sera, alla candidatura del Movimento 5 stelle alla presidenza della repubblica.

Mi rivolgo ai tanti cittadini che hanno visto in me una professionista sopra le parti e quindi adeguata a rappresentare l’inizio di un cambiamento nel Paese. Sono giornalista da 30 anni e ho cercato sempre, in buona fede, di fare il mio mestiere al meglio; il riconoscimento che in questi giorni ho ricevuto mi commuove, e mi imbarazza.

Certamente non mi sono mai trovata in una situazione dove sottrarsi è un tradimento e dichiararsi disponibile un segno di vanità. Forse non si sta parlando di me, ma dell’urgenza di dare un volto a un’aspettativa troppo a lungo tradita.

Che io non avessi le competenze per aspirare alla Presidenza della Repubblica mi era chiaro sin da ieri, ma ho comunque ritenuto che la questione meritasse qualche ora di riflessione. E non è stata una riflessione serena.

Quello che mi ha messo più in difficoltà in questa scelta è stato il timore di sembrare una che volta le spalle, che spinge gli altri a cambiare le cose ma che poi quando tocca a lei se ne lava le mani. Il mio mestiere è quello di presentare i fatti, far riflettere i cittadini e spronarli anche ad agire in prima persona. Ma quell’agire in prima persona è tanto più efficace quanto più si realizza attraverso le cose che ognuno di noi sa fare al meglio.

Io sono una giornalista, e solo attraverso il mio lavoro – che amo profondamente – provo a cambiare le cose, ad agire in prima persona, appunto.

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‘Severe le omelie del sacerdote’ e lo uccide

UCCISO PARROCO A TRAPANI, CADAVERE TROVATO IN CHIESAE’ Antonio Incandela, 33 anni, della frazione di Fulgatore (Trapani), l’uomo arrestato dai carabinieri perché accusato di essere l’assassino del parroco della frazione trapanese di Ummari, don Michele Di Stefano di 79 anni, originario di Calatafimi, ucciso con colpi di bastone nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, mentre dormiva nell’appartamento attiguo alla chiesa Gesù, Maria e Giuseppe.

Secondo quanto riferito dall’arrestato, sarebbe rimasto irritato da alcune severe omelie del sacerdote. Padre Di Stefano fu parroco della frazione di Fulgatore per 41 anni prima di essere trasferito a Ummari.

Ha ammesso l’omicidio dopo un interrogatorio durato tutta la notte e ha spiegato anche il movente: è una confessione piena quella di Antonio Incandela. L’indagato, con precedenti per incendio, ha detto ai pm coordinati dal procuratore di Trapani Marcello Viola di non sopportare le omelie del sacerdote: don Michele avrebbe abbondato in particolari sui ‘misfatti’ della piccola comunità rendendo riconoscibili le identità delle persone a cui si riferiva. L’uomo non avrebbe problemi mentali e secondo gli inquirenti, che lo seguivano da tempo, avrebbe anche una notevole abilità nello sfuggire alle indagini. Incandela era disoccupato e aveva vissuto, negli ultimi tempi, a Pantelleria.

A tradire Antonio Incandela, arrestato per l’assassinio di don Michele Di Stefano, è stato l’uso del bancomat del parroco che, secondo la sua versione fornita agli inquirenti, ha rubato per simulare una rapina. La stessa notte del delitto lo scorso 26 febbraio, il presunto omicida ha effettuato un prelevamento di 250 euro presso un istituto di credito di Fulgatore. Alle 6 del mattino ha tentato un altro prelevamento a Trapani e l’indomani a Marsala. Ma questi ultimi due tentativi sono falliti. La svolta – come hanno sottolineato in conferenza stampa il procuratore Marcello Viola ed il sostituto Massimo Palmeri – è avvenuta quando la madre di Incandela ha denunciato ai carabinieri lo smarrimento di una carta postamat con la quale il giovane ha effettuato un prelevamento di 200 euro. Confrontando le immagini riprese dalle videocamere delle banche e della posta, anche se sono di cattiva qualità, gli inquirenti hanno notato delle somiglianze. Hanno fatto quindi vedere il filmato ripreso dalla telecamera di Poste italiane alla madre, che ha riconosciuto il figlio. Fermato ed interrogato, il giovane ha ‘confessato’ fornendo particolari che solo gli investigatori e l’assassino potevano sapere, puntualizza il sostituto procuratore Palmeri.

Antonio Ingroia trasferito ad Aosta: ‘provvedimento obiettivamente punitivo’

Antonio Ingroia

Antonio Ingroia (Photo credit: flavio.leone)

L’ex pm di Palermo Antonio Ingroia è stato trasferito alla procura di Aosta come sostituto. Lo ha deciso il plenum del Csm con 19 voti a favore e 7 astenuti. Si è quindi preferito derogare alla circolare del Csm che stabilisce che chi si candida non può tornare a fare il pm che non alla legge sul sovrannumero, visto che al tribunale di Aosta sarebbe in sovrannumero, mentre in Procura c’è un posto.

 L’ex pm aveva inviato al Csm una richiesta per essere ascoltato sulla questione del trasferimento, ma il plenum del Consiglio è passato direttamente al voto che ha decretato lo spostamento del magistrato alla procura aostana. «C’è un orientamento contrario ad un ritorno della pratica in Commissione e a un audizione in plenum», ha spiegato il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. Aosta è l’unica circoscrizione in cui Ingroia, che ha preso parte alle scorse elezioni politiche con Rivoluzione civile, non si è candidato.

‘C’è poco da commentare’, ha detto l’ex pm, che si è detto ‘amareggiato’ e ‘deluso’ per un ‘provvedimento obiettivamente punitivo‘. ‘Il Csm ha fatto le sue scelte e le sue valutazioni. Io farò le mie. Ha scartato ogni opportunità affinché venisse valorizzata la mia esperienza e professionalità e ora farò io le mie valutazioni e le mie scelte’. Anche lasciare la magistratura? ‘C’è anche questa in uno spettro molto ampio di possibilità’. ‘Era una decisione che era nell’aria – ha aggiunto – Ritengo che questo non sia il modo migliore per valorizzare la mia professionalità, acquisita in 25 anni di magistratura‘.

Ritenevo poco utile e poco funzionale rispetto alla mia esperienza, l’assegnazione ad Aosta‘, ha proseguito Ingroia. ‘Il fatto poi che sia stato assegnato nella funzione di pubblico ministero, dimostra che le regole non erano così inflessibili e che qualche eccezione si poteva fare’. Insomma, aumentano anziché diminuire le perplessità rispetto alle scelte del Csm. ‘Adesso attendo che mi venga notificato il provvedimento per prendere a mente fredda le mie decisioni’.

Contro il suo trasferimento, Ingroia può ora percorrere un’unica strada, oltre alle dimissioni dalla Magistratura: quella del ricorso alla giustizia amministrativa. Tutti gli atti del Csm, infatti, sono impugnabili davanti ai Tar e al Consiglio di Stato. Se volesse, l’ex procuratore aggiunto di Palermo potrebbe anche presentare ricorso contro il no all’autorizzazione a rivestire l’incarico di presidente di ‘Riscossione Sicilia‘, dopo che la decisione presa mercoledì dalla terza commissione del Csm sarà ratificata dal plenum.

 

 

Mostra: Davide Bramante – Compressioni

Sarà inaugurata giovedì 15 novembre, alle ore 19.00, presso la Galleria RizzutoArte (Palermo, via Monte Cuccio 30) la nuova mostra personale di Davide Bramante, Compressioni.
Dell’apprezzato artista-fotografo, saranno esposte dieci grandi opere fotografiche della serie dedicata alle città (New York, Londra, Berlino, Shanghai, Pechino, Roma) e dodici acquarelli inediti, ultima novità della sua raffinata ricerca artistica.

Il titolo della mostra – curata da Marco Meneguzzo, e con un suo saggio in catalogo – allude ovviamente ad un parallelismo concettuale tra la tecnica fotografica di Bramante e quella informatica utilizzata per ridurre le dimensioni dei files. Come documenti compressi, ogni fotografia contiene più immagini, più prospettive, più proiezioni mentali della stessa città, e si rivela così un’efficace tecnica visiva di riduzione dello spazio necessario alla memorizzazione dei dati: tuttavia, nel pensare questa operazione la mente “vede” e immagina una sorta di strano amalgama in cui si mescolano, apparentemente alla rinfusa, le immagini sovrapposte, che materialmente si comprimono sino a far penetrare ciascuno ‘schermo’, ciascun ‘paesaggio urbano’ – oggetto del singolo scatto, poi sovrapposto – nell’altro . Le opere fotografiche, infatti, rigorosamente non digitali, sono realizzate con la tecnica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti (da quattro a nove) sulla stessa porzione di pellicola, caratteristica distintiva unica che ha assicurato a Bramante un posto più che meritato nella fotografia d’arte. La simultaneità di queste visioni di città diventa così l’occasione non tanto di vedere  e di “decomprimere” le immagini per ritornare a una visione singola, quanto quella di stabilire relazioni nuove tra gli oggetti, le persone, le vedute che la compressione ha casualmente  accostato, creando così nuove città, nuovi modi di vedere il nostro orizzonte quotidiano. 

Davide Bramante, nato a Siracusa nel 1970, si è formato a Torino, alla prestigiosa  Accademia Albertina di Belle Arti. Oggi, a 42 anni, il suo curriculum artistico annovera esperienze a livello internazionale. Ha all’attivo oltre sessanta mostre tra personali e collettive in Musei, Fondazioni e Gallerie nazionali ed estere, tra cui il MoMA New York Museum, il MACI di Isernia, il Palazzo delle Papesse di Siena e il Kunsthaus Tacheles di Berlino.

Alla Galleria RizzutoArte saranno esposte le photos dedicate alle indagini sulle città, da Roma a New York, fino alle metropoli d’Oriente, emblema della società convulsa in cui viviamo e magico richiamo ad una realtà ‘altra’ che, come rivela l’autore stesso, corrisponde al suo modo di ricordare, di pensare e di sognare. 
La rassegna sarà visitabile fino al 22 dicembre, da mercoledì a sabato (ore 16.00-20.00)

Davide Bramante – Compressioni 
a cura di Marco Meneguzzo
 

15 novembre/22 dicembre 2012 
Galleria RizzutoArte
 Palermo
Via Monte Cuccio 30
Visitabile da mercoledì a sabato ore 16.00 – 20.00
Ingresso libero

http://www.davidebramante.com

Twitter alla Social Media Week e lo studio Blogmeter sui sentimenti degli utenti

I numeri i protagonisti assoluti di ‘Come si diffonde l’innovazione su Twitter: il mood dei social network’. All’incontro di ieri alla Social Media WeekVincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter, ha presentato uno studio inedito sull’utilizzo di Twitter da parte degli italiani.

Cosenza ha anticipato lo studio stilando una classifica d’uso dei Social network in Italia: saldamente in testa Facebook con 22,4 milioni d’utenti al giorno di cui 10 milioni da mobile. Citando i dati di Audiweb/Nielsen ha poi mostrato come Twitter venga visitato da 3,64 milioni di utenti, con una crescita del 111% rispetto al mese scorso, a seguire Linkedin con 2,85 milioni, Google Plus con 2,68m e gli altri social più usati in Italia tra i quali Pinterest.

I dati inediti mostrano come, da uno studio condotto da Blogmeter dal 3 aprile al 3 settembre 2012, siano ben 60 milioni i tweet lanciati in rete. Di questi il 26% contiene un link, il 19% è un retweet, ancora il 26% un hashtag e solo il 5% è geolocalizzato. Infine gli orari: si hanno dei picchi tra le 12 e le 13 e soprattutto tra le 19 e le 20. ‘I giorni in cui si twitta di più – spiega Cosenza – sono il lunedì, mercoledì e venerdì: con un classico riposo nel weekend’.

Ai dati quantizzati sono stati poi affiancati quelli relativi alla semantica e al sentimento mostrando quali siano gli argomenti più discussi e quali gli umori degli italiani che cinguettano su Twitter. Il sentimento della rabbia, ad esempio, è quello che prevale nei tweet relativi alla bomba di Brindisi lo scorso maggio. Quello della paura, invece, domina i tweet relativi al terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna.

I grafici mostrati raffigurano dei veri e propri sbalzi di umore a seconda di cosa si stia discutendo in quel determinato giorno: dalla rabbia alla paura come visto alla felicità per la vincita di una medaglia d’oro alle ultime olimpiadi.

Finita questa ampia panoramica da parte di Cosenza, all’incontro ha preso la parola Luca Sofri direttore de Il Post per provare a capire il ruolo di Twitter all’interno del panorama informativo: “Noi al post sappiamo le cose che accadono nel mondo prima da Twitter e poi dalle agenzie. E ciò non riguarda solo il tempismo, ma anche l’affidabilità”.

A conferma dei dati presentati da Vincenzo Cosenza, Luca Sofri racconta di come le visite del quotidiano che dirige siano più alte la sera, probabilmente perché si ha più tempo libero per approfondire. A smorzare però gli entusiasmi ci pensa Stefano Quintarelli, ex chief digital officer del gruppo Sole 24 Ore: ‘L’hype intorno a Twitter è eccessivo, crediamo che raggiunga più persone di quelle che realmente raggiunge. Ci sono delle bolle e solo alcune cose sono rilevanti: esistono comunità di riferimento che portano avanti temi rilevanti, molte altre meno’.

Il riferimento all’uso di Twitter come moda da parte di personaggi famosi e politici è evidente e infatti poco dopo, sentenzia: ‘Alcuni pensano sia come avere un microfono a un convegno: loro parlano e gli utenti ascoltano. Invece Twitter è interazione’. Come per Sofri, anche per Quintarelli Twitter è uno strumento primario per informarsi: ‘Per me non ha sostituito tanto le agenzie, quanto proprio i giornali’.

A Vincenzo Cosenza rivolgiamo una domanda precisa: Cosa succederà ai suoi studi quando e se Twitter chiuderà le Api che permettono di accedere ai dati?. ‘Speriamo non lo facciano: sembrerebbero non intenzionati a punire chi produce metriche e dati su Twitter’, è la risposta.

Giro finale di risposte con domanda comune agli ospiti presenti su quale funzione implementerebbero su Twitter. Tutti concordi nel richiedere una maggiore facilità nella ricerca d’archivio dei tweet passati e, conclude Quintarelli: ‘Un sistema aperto che permetta sempre la possibilità di avere dei dati accessibili’. ( da Daily Wired)

Le tendenze di oggi su Twitter: #agorarai#viaggiare#iPhone5Dreyfus#FFback#Monti#oroscopo#Ilva#smwtorino#solocosebelleSMWtorino

Lo studio è stato diffuso a Torino, durante il social media week ancora in corso in tredici città del mondo  cinque grandi temi, uno per ogni giornata: #PARTECIPARE, #INNOVARE, #PRODURRE, #CREARE, #VIAGGIARE.

SEPTEMBER 24-28, 2012 BARCELONABERLINBOGOTÁCHICAGOGLASGOWHONG.KONGLONDONLOS ANGELESSÃO PAULOSEOULSHANGHAITORINOVANCOUVER

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Fabio Capello è il nuovo ct della nazionale russa

E’ arrivato a Mosca Fabio Capello, il nuovo commisario tecnico della nazionale moscovita. L’ex ct in carica nel Regno Unito ha incontrato i rappresentanti della Federcalcio russa. Capello, friulano potrebbe diventare il nuovo allenatore della Russia.

Il tecnico italiano è andato a trattare il nuovo ingaggio per tornare ad allenare. Non è il primo italiano accostato all’incarico. Nella lista c’è anche Marcello Lippi, mentre Roberto Mancini ha declinato l’invito milionario. Saranno comunque inoltrati altri potenziali ct.

Lo ha annunciato a ‘Russia Uno’ il ministro dello Sport russo, Vitali Mutko. ‘Capello – ha detto Mutko – potrebbe essere una buona occasione per la Nazionale russa perché sa vincere, come sappiamo dalla sua storia. È al livello di Guus Hiddink‘.

L’allenatore ed ex ct della nazionale inglese non è l’unico italiano a essere stato accostato alla panchina della Russia: si era parlato anche di Marcello Lippi che allena a Shanghai e di Roberto Mancini, a cui era stata proposta una cifra da capogiro. Mancini ha preferito rinnovare con il Manchester City.

L’offerta fatta al Mancio è stata di sei anni su una base di 7,2 milioni di euro a stagione, perciò è pensabile che anche per Capello si sia considerato lo stesso budget. A colloquio avvenuto saranno resi noti i dettagli.

Insieme a Capello ci sarebbero altri possibili candidati. Lo ha reso noto lo stesso ministro Mutko. ‘L’incontro c’è stato – spiega – Ma penso che nei prossimi giorni seguiranno altri candidati’ ha detto ai giornalisti.

Tra loro potrebbero esserci gli spagnoli Pep Guardiola e Rafa Benitez.

Il New York Times scritto in cinese: online la nuova edizione del quotidiano statunitense

   

Più che domandarsi come faranno i cinesi, viene da chiedersi chi leggerà (negli Stati Uniti, per esempio) la nuova versione online del New York Times. Il quotidiano americano ha annunciato ieri il lancio di un’edizione in cinese del suo sito internet, con la speranza di penetrare ‘la grande muraglia’ informatica messa a punto da Pechino per censurare il Web.

In un comunicato, il grande quotidiano americano ha annunciato il lancio a partire da oggi del suo sito in cinese all’indirizzo http://cn.nytimes.com, e fornire ‘una copertura di qualità di eventi politici, economici e culturali mondiali‘.

A tale scopo, il quotidiano ha reclutato una trentina di traduttori e di giornalisti: il sito, i cui contenuti saranno scelti esclusivamente dal giornale senza alcun ‘accordo’ con le autorità locali, offrirà traduzione di articoli scritti in inglese e pezzi originali redatti da collaboratori cinesi a Pechino, Shanghai e Hong Kong. Il server del sito è stato posto fuori dai confini territoriali della Cina.

Il New York Times è già stato sottoposto a censura dal governo cinese insieme a BBC e altri famosissimi portali d’informazione sono  resi inaccessibili alla popolazione del Sol Levante.

Il blocco è stato scardinato soltanto durante gli ultimi Giochi olimpici, poi si è tornati alla normalità. Che in Cina vuol dire siti chiusi grazie a tecnologie sviluppate attraverso Yahoo!, Microsoft e Google. I grandi colossi della tecnologia applicata al Web hanno subito attacchi da parte del regine cinese, che ha più volte tentato di arginarne le potenzialità rivolgendosi al governo americano.

Sono almeno 54 gli utenti Internet, tra cui giornalisti e attivisti per i diritti umani, che in Cina sono attualmente in carcere soltanto per aver utilizzato la Rete.

http://wikileaks.org/
http://wikileaks.org/wiki/Wikileaks/it

Europei di nuoto a Debrecen: terzo oro per l’Italia

Terzo oro dell’Italia agli Europei di nuoto in corso a Debrecen, in Ungheria. Il primo sotto il segno di Federica Pellegrini. La fuoriclasse di Spinea ha condotto la staffetta 4×200 stile libero al gradino più alto del podio con un prodigioso recupero sull’ultima frazionista ungherese, partita largamente in vantaggio ai 600 metri. Insieme alla pluri campionessa mondiale, che ha nuotato in 1’55″33, Alice Mizzau, Alice Nesti e Diletta Carli, protagoniste del primo oro europeo azzurro nella specialità.

Con il tempo di 7’52″90 l’Italia guadagna anche la qualificazione alle Olimpiadi di Londra, ben sotto al limite di 7’57″50.

‘Sono contenta, anche perché questa cosa all’Italia non è mai capitata – afferma la Pellegrini, autrice di un cambio al limite, ai microfoni di RaiSport. Canteremo l’inno a squarciagola, perché siamo felicissime. Le gare individuali? Sta andando bene, ma non diciamo niente. Domani finalmente si comincia. Devo dire la verità, girarmi i pollici e vedere gli altri gareggiare per due giorni non è stato facile’.

Qualche giorno fa a vincere è stato Fabio Scozzoli (in foto insieme a Luca Dotto). Prima medaglia d’oro per l’Italia ai campionati europei di nuoto a Debrecen, ha vinto il titolo nei 100 rana. Nella stessa gara bronzo per Mattia Pesce. Argento per l’ucraino Dymo. Scozzoli, 22 anni, è arrivato primo con il tempo di 1’00”55, Pesce ha fermato il cronometro sull’1’00”93. Il nuotatore romagnolo nei 100 era stato bronzo agli Europei di Budapest di due anni fa e argento ai Mondiali di Shanghai del 2011. L’azzurro ha dedicato la vittoria al campione norvegese Dale Oen, scomparso recentemente: ‘Non potevo che pensare a lui, mi ha accompagnato in tutti miei successi degli ultimi anni’ ha detto Scozzoli.

Il neo campione d’Europa ha aggiunto, parlando della gara: ‘La condizione non era al top, dovevo dare il meglio di me in aggressività e in gestione per poter vincere una gara che era alla mia portata anche se molto dura’, ha spiegato ai microfoni di RaiSport.

A portare a casa il secondo oro è stato Gregorio Paltrinieri. Il 17enne di Carpi ha conquistato la medaglia d’oro nei 1500 stile libero, ottenendo con il tempo di 14’48″92 anche il pass per le Olimpiadi di Londra. L’azzurro ha condotto per tutta la gara, aumentando progressivamente il vantaggio sugli ungheresi: secondo è Gergo Kis in 14’58″15, terzo Gergely Gyurta in 15’04″38. E’ la seconda medaglia d’oro per la spedizione italiana nella rassegna continentale dopo quella di Fabio Scozzoli nei 100 rana.

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