Palermo: morto il bambino di 7 anni ferito dal padre poliziotto, suicida

Palermo spara al figlio di sette anni e si toglie la vitaÈ morto il bambino di 7 anni ferito venerdì nella casa di Misilmeri, con un colpo di pistola, dal padre poliziotto che poi si è suicidato. Il piccolo era stato operato dai medici dell’Unità operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale Civico di Palermo e nella notte tra venerdì e sabato era stata dichiarata la morte cerebrale. Il bambino, con gravi ferite alla testa, venerdì era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ma i medici avevano già precisato che ‘Se il bambino dovesse sopravvivere avrebbe conseguenze neurologiche molto pesanti’. La madre deciderà sabato pomeriggio sull’eventuale donazione di organi.

Il poliziotto si chiamava Ivan Irrera e viveva con il figlio, la moglie e una figlia di 14 anni nel paese in provincia di Palermo. Era in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione antirapine. La tragedia è avvenuta all’alba di venerdì. Secondo le prime ricostruzioni dei colleghi (che indagano sulla vicenda), Irrera intorno alle 6.30 sarebbe entrato nella stanza in cui dormiva il piccolo e impugnata la pistola d’ordinanza ha fatto fuoco. Poi con la stessa arma si è tolto la vita, sparandosi ad una tempia. La moglie è stata la prima ad accorrere svegliata dai colpi di pistola. La donna si è precipitata nella camera del bambino trovando il marito morto e il piccolo ferito nel letto. Secondo questa prima ricostruzione il poliziotto avrebbe fatto fuoco sul figlio che dormiva e poi si è ucciso. L’altra figlia della coppia non era in casa perché ospite di una parente. La coppia e i due figli sarebbero dovuti andare a Milano per partecipare a una comunione.

INDAGINI – Secondo i primi accertamenti tempo fa l’uomo aveva avuto problemi gravi problemi economici. Giocava in borsa e aveva perso circa 60 mila euro. Tanto che dieci anni fa era stato costretto a vendere il suo appartamento e a trasferirsi dai genitori. Anche se ostentava serenità, pare che non ne fosse ancora venuto fuori. La causa del gesto però, per gli amici e i familiari, è incomprensibile.

Molti parenti e colleghi di lavoro stentano a credere che l’agente possa aver deliberatamente sparato al figlio e avanzano anche l’ipotesi che possa essersi trattato di un tragico incidente. ‘Era una persona così equilibrata – continuano a ripetere – Non può averlo fatto. Il colpo sarà partito per sbaglio. Magari stava pulendo la pistola’. Chi aveva rapporti confidenziali assicura che anche i vecchi problemi economici erano stati superati.

‘È ancora prematuro fare delle considerazioni su quanto accaduto’, è il commento del Questore di Palermo, Nicola Zito. ‘Stiamo chiarendo la dinamica di quanto accaduto – aggiunge -. Si stanno conducendo gli accertamenti ed i nostri agenti sono sul posto della tragedia. Come primo provvedimento, in segno di lutto, ho annullato la conferenza stampa convocata per oggi in occasione del 161° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato‘. ‘Siamo vicini alla famiglia – conclude Zito. È un momento di lutto per la Polizia di Stato’.

(fonte Corsera)

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Vicenza: aggredita con l’acido da due incappucciati, ha ustioni a un braccio e a un gluteo

ustionata-con-acido-in-casa-terza-donna-colpita-in-un-mese-0Una donna di 31 anni è stata aggredita con il lancio di una sostanza caustica da due uomini incappucciati che avevano suonato alla sua porta di casa. La vittima aveva presentato giovedì una denuncia per minacce. Ha ustioni ad un braccio e ad un gluteo. Non è in gravi condizioni, è stata dimessa dalla rianimazione e ora nel reparto di Chirurgia.

La donna, sposata, abita in una villetta alla periferia di Vicenza. Secondo il racconto che lei stessa ha fatto agli investigatori, verso le 14.30 ha sentito suonare alla porta e convinta che fossero alcuni parenti, che abitano a fianco, ha aperto senza timore. Due persone incappucciate l’avrebbero bloccata, fatta stendere a terra e mentre uno la teneva ferma l’altro l’avrebbe costretta a versarsi addosso lei stessa l’acido con una bottiglia: la 31enne ha riportato lesioni, non gravi, al braccio sinistro e ai glutei, pare cadendo sul liquido caustico finito a terra nel momento in cui si è divincolata.

Si era presentata ieri sera, giovedì, alla polizia per segnalare di aver trovato nella propria cassetta della posta alcuni foglietti con frasi di minaccia: ‘Stai attenta, sappiamo quello che fai’. Aveva così deciso di sporgere denuncia contro ignoti per minacce. Peraltro, la donna subì nel 2002 una violenza sessuale, per la quale è stato condannato nel 2009 in primo grado un cittadino serbo, mentre si è ancora in attesa che venga definita la data dell’appello. Oggi l’inquietante episodio, sul quale la squadra mobile di Vicenza sta cercando ora di fare piena luce, soprattutto sugli elementi al momento più incongruenti. La sostanza caustica era contenuta in una bottiglia che è stata recuperata sul posto dagli investigatori. In ospedale si sono recati subito il Questore di Vicenza, Angelo Sanna, accompagnato dal capo della mobile vicentina, Michele Marchese, che hanno potuto scambiare già alcune parole con la vittima non appena questa è uscita dal reparto di rianimazione.

‘Ho sentito Vania urlare, diceva di stare male, male. Sulle prime non avevo nemmeno capito che fosse stata colpita con l’acido, l’ho vista stesa a terra e ho cercato di aiutarla». A raccontare i minuti successivi all’aggressione di questo pomeriggio a Vicenza è il suocero della donna, il primo ad intervenire e a chiamare i soccorsi. L’uomo parla stando appoggiato alla recinzione in ferro battuto della casa bifamiliare in via Breganze in cui vivono anche figlio e nuora: mura bianche e profili in mattoni rossi. ‘Non sapevo nulla delle minacce – racconta – anche se un paio di anni fa c’erano stati degli episodi strani. A distanza di pochi giorni in due occasioni vi erano state delle intrusioni, ma i ladri non erano entrati in casa’. La cagnetta di casa, riferisce ancora il suocero, è stata raggiunta da alcune gocce di acido e per questo è stata portata dal veterinario dopo essere stata lavata con l’acqua nel giardino di casa.

Molta preoccupazione, mista a sorpresa, tra i residenti di via Breganze, in un quartiere costruito alcuni anni fa, a Vicenza, dove viveva la donna. ‘Abbiamo sentito delle grida dopo l’ora di pranzo – racconta una nonna, che era a casa con il nipotino – poi ho visto arrivare l’ambulanza e le forze dell’ordine. È una cosa grave. Non era mai successo nulla di violento in questa zona; ladri certo sì, ma non ci sono telecamere di sorveglianza’. ‘Sono sconcertata come donna – dice un’altra signora – per quello che è successo’. Altri residenti hanno saputo della notizia dell’aggressione denunciata dalla donna da altri vicini al ritorno a casa e si dicono anch’essi meravigliati e auspicano che la polizia possa fare chiarezza al più presto.

Negli ultimi giorni diversi i casi di donne ferite con dell’acido: il 18 aprile a Pesaro un’avvocatessa è stata sfigurata da due uomini; un’altra, una donna incinta, invece il 6 maggio è stata colpita in provincia di Milano.

Boston, è caccia all’uomo: ucciso il ‘sospettato numero uno’, sono due fratelli ceceni

Attentatore-di-Boston-Dzhokhar-TsarnaevGigantesca caccia all’uomo a Boston dopo l’identificazione dei due attentatori della maratona di lunedì, due giovani fratelli che stando alle prime notizie sarebbero ceceni. Si tratta di Tamerlan e Dzhokhar A. Tsarnaev Il primo, il 26enne Tamerlan, il cosiddetto ‘sospettato numero uno’, è stato ucciso in una sparatoria giovedì sera al Mit, uno dei più prestigiosi atenei americani.

L’altro, il ‘sospettato numero 2’, Dzhokhar, ‘il fratello più giovane 19enne, che la polizia ritiene ‘armato e pericoloso’, è da ore in fuga. E’ uno studente della Cambridge Ringe and latin school e sul Facebook russo, Vkontakte, si dichiara musulmano e di aver studiato nella repubblica islamica del Daghestan.

Boston è blindata: ai residenti è stato intimato di rimanere chiusi nelle case e non aprire per nessuna ragione, se non ad agenti che si facciano chiaramente identificare. E’ stato chiuso lo spazio aereo a bassa quota, interrotto il trasporto pubblico e il servizio di taxi; Watertown – il sobborgo nella parte nord-occidentale dove da ore ci sono blindati della polizia, agenti federali, gli uomini delle forze speciali , gli ‘Swat’- è sotto assedio. La polizia sta rastrellando la zona casa per casa, strada per strada, ed è anche già arrivata a isolare la strada, in un altro sobborgo, Cambridige, dove c’e’ l’appartamento presumibilmente occupato dai due fratelli.

E’ stata una notte convulsa, con gli avvenimenti che si sono susseguiti, a volte difficili da decifrare. L’allerta è cominciato intorno alle 22:30, nel campus a Cambridge del Massachussets Institute of Technology, circa cinque ore dopo la diffusione delle prime foto dei due sospettati. Una guardia di sicurezza, chiamata -sembra- per tafferugli, è rimasta uccisa in uno scontro a fuoco: l’uomo è stato ferito ed è deceduto poco dopo in ospedale. I due ragazzi sono fuggiti a bordo di una vettura rubata, una Mercedes sportiva nera. Un paio d’ore più tardi polizia e agenti federali hanno intercettato e inseguito l’auto rubata a una decina di chilometri di distanza, a Watertown.

Poliziotti e agenti federali, ma anche gli uomini dello Swat, sono scesi in forze nel sobborgo alla periferia della città: i due giovani, armati di pistole ed esplosivi, hanno ingaggiato un violento scontro con gli agenti. Gli abitanti della zona hanno riferito anche di forti detonazioni. Secondo la polizia, il maggiore dei due fratelli è morto successivamente, in ospedale, per le ferite da arma da fuoco e forse per la detonazione di una bomba. L’altro è ancora in fuga.

Udine, giallo sulla morte di un 67enne, dai carabinieri due quindicenni: ‘Lo abbiamo strangolato’

UCCISO A UDINE:RAGAZZINE REAGITO A TENTATIVO STUPRODue ragazze di 15 anni si sono costituite domenica notte al Comando provinciale dei carabinieri di Pordenone in relazione alla morte di un anziano, il cui cadavere è stato trovato in un campo alla periferia di Udine. L’uomo, Mirco Sacher, 67 anni, ferroviere in pensione, era riverso a terra, con i pantaloni abbassati. Secondo i primi accertamenti, il decesso pareva invece essere stato per cause naturali. L’uomo che ha trovato il corpo aveva riferito alle forze dell’ordine di aver visto poco tempo prima tre persone nel campo, vicino a un’auto di piccola cilindrata.

Secondo il racconto delle giovani la morte dell’uomo sarebbe stata causata da una loro reazione a un tentativo di violenza sessuale. Poi le due ragazzine si sarebbero allontanate dal luogo a bordo dell’automobile dell’uomo, quindi l’avrebbero abbandonata per andare a costituirsi ai carabinieri. Le due giovani sostengono di averlo strangolato. Ma sul suo corpo, dai primi rilievi, non emergono tracce di soffocamento. Secondo il loro racconto, le due giovani avevano contattato l’uomo, un amico di famiglia, ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, per chiedergli un passaggio per andare in centro città; a un certo momento però ci sarebbe stato il tentativo di violenza e la loro reazione violenta. A quel punto le due ragazze, spaventate, si sarebbero allontanate a bordo dell’auto della vittima, una Fiat Punto bianca, avrebbero preso l’autostrada e avrebbero guidato fino a una stazione di servizio nei pressi di Padova, dove si sarebbero fatte venire a prendere da alcuni amici di Pordenone. La morte per Mirco Sacher, trovato con i pantaloni abbassati e con addosso solo la camicia, potrebbe però anche essere stata non provocata: essere avvenuta cioè per una improvvisa caduta o anche per un arresto cardiocircolatorio. Di omicidio ancora non si parla ufficialmente anche se non si esclude che l’uomo possa essere stato soffocato dalle due ragazzine come da loro affermato. Ora le due ragazzine sono comunque sottoposte a fermo.

Le due ragazzine sono state condotte quindi in questura a Udine, dove è giunto il magistrato di turno della procura presso il tribunale dei minorenni di Trieste Chiara Degrassi. Le due ragazze verranno ora trasferite a Trieste, in stato di fermo. La polizia scientifica e la squadra mobile di Udine stanno effettuando una perquisizione in casa della vittima.

Il procuratore capo di Udine, Antonio Biancardi, ha spiegato però che sulla morte di Mirco Sacher verrà aperto un fascicolo a carico di ignoti: «Bisogna valutare ancora tutti gli elementi della vicenda. Nulla esclude che vi siano coinvolgimenti di maggiorenni, quindi prima di spogliarci degli atti faremo ulteriori accertamenti».

India: crolla un palazzo a Bombay, 45 i morti estratti vivi due bambini di pochi mesi

India crollo palazzoE’ salito a 45 morti il bilancio del crollo di un palazzo in costruzione avvenuto ieri sera a Tahne, alla periferia di Bombay, la capitale economica dell’India. Lo hanno reso noto le autorità. I soccorsi hanno lavorato senza sosta l’intera notte per liberare i superstiti dalle macerie. Due bambini di pochi mesi sono stati estratti vivi sotto gli occhi increduli degli astanti.

‘Il bilancio è ormai di 45 morti e 69 feriti’, ha dichiarato Sandeep Malvi, portavoce del comune di Thane, 35 chilometri da Bombay. L’edificio di sette piani è crollato come un castello di carte ieri sera. Le vittime sono gli operai e le loro famiglie che vivevano nel cantiere.

I crolli di edifici sono frequenti in India, dove palazzi a più piani vengono costruiti senza rispettare le norme di sicurezza e talvolta anche senza l’autorizzazione. Secondo fonti del comune, anche quello crollato ieri a Thane non era autorizzato. Nel novembre 2010, 69 persone erano morte e più di 80 erano rimaste ferite a Nuova Delhi per il cedimento di uno stabile in costruzione.

Omicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari: freddato il boss emergente Giacomo Caracciolese

Giacomo CaraccioleseOmicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari. Giacomo Caracciolese, 32 anni, pregiudicato considerato il boss emergente del quartiere, è stato crivellato di colpi intorno alle 9,30 in via dei Mille, nel quartiere di San Pasquale. L’uomo è stato atteso sotto casa dai killer che gli hanno sparato decine di colpi calibro 7,65 da distanza ravvicinata. Secondo la prima ricostruzione erano due persone in sella a una moto.

La sparatoria è avvenuta nel tratto tra via Nizza e via Michele De Napoli, nel pieno caos del mercato mattutino. Sul posto sono accorsi immediatamente gli agenti della sezione Volanti e la polizia scientifica per i rilievi, oltre agli agenti della squadra Mobile e ai carabinieri del reparto operativo. Una donna, probabilmente una parente della vittima, ha avuto un malore ed è stata soccorsa da un’ambulanza. Il traffico è stato bloccato dagli agenti della polizia municipale, che hanno transennato tutto il tratto della sparatoria e hanno con difficoltà tenuto a distanza la folla dal luogo del delitto. Sul posto, insieme a testimoni e curiosi, anche diversi familiari della vittima, esponenti della criminalità locale. La madre ha tentato a più riprese di avvicinarsi al corpo del figlio, coperto da un lenzuolo, ma le forze di polizia le hanno impedito di guardare il cadavere crivellato.

‘Ne lascerò sette a terra’ ha urlato il padre sotto shock. ‘Gli avevo detto di stare attento’, ha detto un’altra donna tra le lacrime.

Chi ha sparato a Caracciolese aveva un chiaro intento di uccidere. L’uomo è stato raggiunto da una pioggia di colpi, sparati dai sicari che non si sono fatti scrupoli ad agire in pieno giorno e davanti a decine di testimoni. L’agguato è avvenuto davanti a una lavanderia, e tra la gente che in pieno giorno affollava il mercato. Gli investigatori hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti del primo atto di una nuova guerra tra clan. Caracciolese era sotto accusa per un omicidio avvenuto proprio in via Dei Mille, quello di Alessandro Marzio, 21 anni. Mentre era stato scagionato per un altro delitto avvenuto nella stessa via: quello di Orazio Porro, freddato tra le bancarelle del mercato nel 2009. Un dato che non può essere una coincidenza. Gli storici avversari dei Caracciolese in città sono i Diomede, rivali per il controllo dei traffici illeciti.  Per gli investigatori, potrebbe aver avuto un ruolo anche nell’omicidio di Cesare Diomede, il figlio del boss di Carrassi ucciso il 28 agosto del 2011 in via Borrelli.

(fonte la Repubblica)

Cipro boccia il piano di salvataggio concordato con l’Eurogruppo: ‘no a prelievo forzoso’

cyprus-eurogroup-protestIl parlamento di Cipro ha bocciato il piano di salvataggio concordato con l’Eurogruppo, che prevede a garanzia anche un prelievo forzoso sui depositi bancari. Contro il piano che prevede un prelievo forzoso straordinario sui depositi bancari per un totale di 5,8 miliardi euro hanno votato 36 deputati, mentre ad astenersi sono stati in 19. Gli astenuti sono i rappresentanti del partito Disy del presidente Nicos Anastasiades, pur favorevole al piano. I contrari sono tutti gli altri (compresi gli otto del partito Diko, alleato di governo).

Il governo e il Parlamento cipriota devono prendersi la responsabilità dei problemi di insolvenza che hanno reso necessario il salvataggio. Lo ha detto il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, parlando alla radio. ‘La responsabilità non è né del governo tedesco né di altri stati europei, è una decisione di Cipro‘, ha detto Schaeuble. ‘Il modello di business di Cipro ha indotto il paese a non essere più solvente ed è chiarissimo che questo non può essere pagato esclusivamente dai contribuenti europei. Come Cipro debba fare spetta a Cipro deciderlo, non all’Eurozona‘,ha aggiunto.

Salvare i piccoli risparmiatori. Il governo cipriota ha trovato un compromesso sulla questione del controverso prelievo forzoso imposto sui depositi bancari. Secondo una nuova bozza di proposta saranno esentati i depositi bancari fino a 20.000 euro, mentre per le somme tra 20.000 e 100.000 euro sarà applicata una tassa del 6,75% e per quelle superiori a 100.000 euro del 9,9%.

La modifica delle modalità di prelievo forzoso a cui sta lavorando il governo cipriota non consentirebbe di raccogliere i 5,8 miliardi di euro richiesti dall’Eurogruppo e quindi mette a rischio il piano di salvataggio di Cipro. E’ quanto sostiene il governatore della
banca centrale cipriota, Panicos Demetriades. ‘Se raggiungessimo 5,5 miliardi sarà considerata una violazione dell’accordo e forse non sarà accettata’, ha detto Demetriades.

Banche chiuse. Mentre le banche restano chiuse per evitare una corsa ai depositi (la riapertura si avrà solo giovedì mattina) in mattinata si sono tenute altre manifestazioni fuori dal Parlamento, e l’attenzione resta sul dibattito politico. Il presidente cipriota Nicos Anastasiades – ‘garante’ dell’accordo con i partner internazionali – potrebbe non riuscire a raccogliere la maggioranza dei voti sul pacchetto di interventi, visto che la coalizione che lo sostiene può contare solo su 28 dei 56 seggi dell’assemblea di Nicosia, e l’opposizione socialista e comunista ha gia’ annunciato un voto contrario.

La bocciatura avrà conseguenza imprevedibili sulla stabilità finanziaria dell’isola, con pesanti ricadute sull’Eurozona e sulla moneta unica, come hanno dimostrato le tensioni di ieri sui mercati internazionali. Anastasiades aveva ammonito i deputati che un voto contrario sull’accordo porterebbe al crollo del settore finanziario dell’isola con un rischio concreto di bancarotta.

Egitto: scontri dopo Port Said, condannate a morte di 21 persone

Egitto-scontri-dopo-Port-Said-638x425E’ salito a 27 morti e circa 300 feriti il bilancio delle vittime delle violenze scoppiate a Port Said, Egitto, dopo la sentenza di condanna a morte di 21 persone coinvolte negli scontri scoppiati l’anno scorso in uno stadio della città egiziana.

I parenti degli imputati condannati a morte per il massacro di 74 persone a febbraio 2012 hanno tentato di fare irruzione nel carcere dove sono detenuti i loro familiari. I disordini sono scoppiati pochi minuti dopo l’annuncio, da parte del tribunale egiziano, di aver rimandato le condanna a morte degli imputati al Grand Mufti, la massima autorità religiosa del Paese che deve ratificare le pene capitali.

Colpito dal fuoco incrociato un traghetto greco proveniente dal porto israeliano di Haifa e approdato questa mattina a Port Said: a bordo nessuna vittima. Secondo le autorità greche la nave non era obiettivo degli spari.

Fabrizio Corona si consegna alle autorità portoghesi

Fabrizio Corona

Fabrizio Corona (Photo credit: Wikipedia)

Fabrizio Corona, quattro giorni dopo l’inizio della sua latitanza, si è consegnato alla polizia portoghese. In un messaggio audio diffuso sul sito socialchannel. it, è lo stesso Corona ad annunciarlo: ‘Sono arrivato adesso in Portogallo dopo quattro giorni di viaggio, mi sto consegnando spontaneamente alle autorità portoghesi’.

Il fotografo dei vip era fuggito dall’Italia subito dopo la sentenza di condanna della Corte di Cassazione. La polizia italiana e l’Interpol erano ormai sulle sue tracce. La sua cattura era ormai questione di ore. Da qui, probabilmente la decisione di costituirsi alla polizia portoghese.

Secondo la polizia italiana, investigatori della Squadra mobile erano in Portogallo da alcuni giorni, ed erano già sulle sue tracce. ‘Più che costituito si è arreso’, è il commento dei vertici milanesi della Questura.

L’ex fotografo ha dato un appuntamento per consegnarsi agli agenti portoghesi, ai quali si sono affiancati gli investigatori italiani, e lo ha fatto nella stazione ferroviaria metropolitana di Queluz. Corona durante l’arresto è apparso in preda a un evidente sconforto: era in lacrime.

‘Non sono fuggito, me ne sono andato dall’Italia perché turbato da una sentenza ingiusta e perché temo per la mia vita nelle carceri italiane’. Secondo il legale di Corona Nadia Alecci, sono state queste le prime parole dell’agente dei paparazzi, al momento in cui si è consegnato alla polizia.

Il fotografo dei vip è atterrato oggi a Malpensa con un volo diretto da Lisbona e tradotto nel carcere di Busto Arsizio, dove dovrà scontare una pena di 7 anni.

Afghanistan: scontro a fuoco feriti quattro italiani

Un soldato afghano è stato ucciso e quattro militari italiani sono rimasti feriti oggi nel corso di uno scontro a fuoco con un gruppo di insorti nel sud-est dell’Afghanistan, riferisce lo Stato maggiore della Difesa.

In una nota, lo Stato maggiore dice che la sparatoria, in cui è stato ucciso anche un militare afghano, è avvenuta alle 13,40 (in Italia erano le 12,10) nel distretto di Bakwa, a sud di Herat, mentre era in corso un’operazione congiunta della Task Force South East dell’esercito afghano.

‘Secondo le prime ricostruzioni’, dice la nota, ‘i militari italiani coinvolti erano impegnati in una attività di pattuglia nell’abitato del villaggio di Siav – a circa 20 km a ovest della base operativa avanzata ‘Lavaredo’ di Bakwa, dove è di base la Task Force South East costituita dal 2° reggimento alpini – quando sono stati attaccati con armi da fuoco da un gruppo di insorti’.

I feriti – sulle cui condizioni al momento non si hanno informazioni – sono stati trasportati presso l’ospedale di Farah e non sarebbero in pericolo di vita.

L’Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza), inoltre, ha comunicato che un uomo, con l’uniforme della polizia locale, ha ucciso due soldati americani nella provincia dell’Uruzgan, nel centro del Paese. Si tratta dell’ennesimo attacco proveniente dall’interno, ha commentato un alto funzionario della Forza di sicurezza.

Il ministero della Difesa britannico ha annunciato che in un incidente occorso mercoledì due soldati, tra i quali una donna, e un agente della polizia afghana sono rimasti uccisi. ‘Il 24 ottobre, durante un turno di pattuglia a piedi nella provincia di Helmad (sud), nel corso di uno scontro a fuoco sono stati uccisi un Royal Marine, una donna soldato e un afghano, probabilmente un agente di polizia in borghese’, recita la nota del Foreign Office. Secondo il Times i soldati avrebbero scambiato l’agente per un ribelle.

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