Il Csm lancia un appello al ministro Cancellieri: ‘sostenga la magistratura’

cancellieri-anna-maria-italyphotopress-258 (1)Il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha approvato a maggioranza l’appello al ministro Cancellieri per un intervento del Guardasigilli nella sede dell’organo di autogoverno della magistratura. Il documento, presentato oggi con la corrente moderata dei magistrati Unicost, dopo una serie di modifiche in seguito a numerosi interventi dei consiglieri, è stato ‘faticosamente approvato’, come sottolinea il vicepresidente del Csm Michele Vietti, con 19 voti a favore, 3 contrari e 2 astenuti.

L’appello alla Guardasigilli
Il ministro della Giustizia faccia sentire il proprio sostegno alla magistratura intera senza incertezza alcuna’: è quanto chiedono i consiglieri di Unicost al Csm di fronte alla ‘ennesima puntata del ‘rituale’ conflitto tra giustizia e politica’. È ‘indispensabile che tra tutte le istituzioni vi sia il massimo rispetto’, dice il documento. Il documento dei consiglieri di Unicost è stato presentato stamattina al plenum del Csm con la richiesta di procedere ad una discussione in via d’urgenza. Al ministro il gruppo chiede anche di affrontare ‘subito i temi reali e le difficoltà che affliggono il sistema giudiziario italiano’, e di avviare ‘al più presto’ un dialogo con il Csm per ‘tracciare un’agenda di lavoro sulle priorità essenziali’. Unicost chiede infine al vicepresidente del Csm, Michele Vietti, di concordare con il ministro Cancellieri un incontro, che dovrà avvenire con tutta l’assemblea di Palazzo dei Marescialli.

Marina Berlusconi: processo Ruby ‘farsa che non doveva nemmeno cominciare’
A fare discutere, sul fronte della giustizia, anche le parole utilizzate in una intervista che uscirà sul numero di Panorama di domani dalla presidente di Fininvest e Mondadori, Marina Berlusconi, che ha definito il processo Ruby ‘una farsa che non doveva neppure cominciare. Le presunte vittime negano, o addirittura accusano l’accusa. I testimoni dei presunti misfatti non ne sanno nulla. Di prove neppure l’ombra’. Per la figlia dell’ex premier, i magistrati ‘Hanno lavorato per anni, hanno accumulato lo sproposito di 150 mila intercettazioni, hanno raccolto quintali di verbali, hanno vivisezionato in modo morboso e vergognoso la vita di mio padre e tutto per realizzare non un processo, ma una fiction agghiacciante ad uso e consumo di media molto compiacenti’.

(fonte il Sole24ore)

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Processo Ruby: 6 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex premier Berlusconi

ilda_boccassini-jpg-crop_displayIl pm Ilda Boccassini, al termine della requisitoria, ha chiesto 6 anni di reclusione per l’ex premier Silvio Berlusconi, imputato di concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby. Il pm ha inoltre chiesto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex premier.

Ruby nipote di Mubarak? ‘Fu una balla colossale’. Questo un passaggio della requisitoria dl pm Ilda Boccassini. ‘Silvio Berlusconi temeva che Ruby, rimanendo in Questura, potesse disvelare di avere fatto sesso con il Presidente del Consiglio ad Arcore. Perché sapeva che era minorenne: lo sapeva Emilio Fede, lo sapeva la Minetti, la De Coinceicao, la Pasquino, lo sapeva Mora’.

Poco prima delle conclusioni, il pm del processo Ilda Boccassini, aveva tirato i suoi colpi finali. È un contesto ‘prostitutivo’, di interessi economici, di arrembaggio per una particina in tivù, di mancanza di valori culturali, quello in cui arriva la minorenne Ruby Rubacuori il giorno in cui mette piede ad Arcore per la prima volta: 14 febbraio 2010. Così accusa Ilda Boccassini nel giorno della sua requisitoria finale in un’aula stracolma di giornalisti. Ricorda, il magistrato, che l’inasprimento delle leggi sulla prostituzione minorile furono volute proprio dal governo Berlusconi, il pm Ilda Boccassini, nell’introduzione della sua attesissima requisitoria.

Una premessa necessaria per spiegare anche perché di questa vicenda si è occupata lei stessa, responsabile della Procura distrettuale antimafia, proprio grazie alle competenze attribuite da queste nuove leggi. Quindi, il pm è passata ad illustrare la storia del processo e di Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori. ‘Il collega Sangermano vi ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, che presso l’abitazione di Arcore del presidente del consiglio, le ragazze invitate facevano parte di un sistema prostitutivo organizzato per compiacere il piacere di Silvio Berlusconi’.

Un ‘piacere’ che, nonostante l’assenza di inchieste, era noto già a tutti in quell’epoca, maggio 2010, quando Ruby venne fermata e portata in Questura. ‘Anche i funzionari della questura erano consapevoli del pericolo che poteva rappresentare l’emergere delle frequentazioni di una minorenne con l’allora premier, che temeva lo scandalo’.

Ruby, spiega il pm, non ha una casa, vive di espedienti e si prostituisce: ‘E in questo contesto che arriva ad Arcore, ovvero in quel sistema prostitutivo organizzato per compiacere Silvio Berlusconi e organizzato da Fede, Minetti e Mora. È quando Ruby il 14 febbraio 2010 arriva ad Arcore, queste tre persone ci sono. E quando viene portata alla villa da Emilio Fede, il direttore del Tg4 è consapevole della sua minore età, avendo partecipato come presidente di giuria al concorso di bellezza svoltosi appena qualche mese prima a Taormina‘.

‘Possiamo veramente immaginare che in quel contesto una persona che ha quel rapporto di amicizia e fedeltà assoluta con il premier non abbia avvertito il presidente che stava introducendo nella serata di Arcore anche una minorenne?’. Il pm è poi passata ad illustrare il reato di concussione, relativo alla ‘liberazione’di Ruby dalla questura la sera del 28 maggio 2010. Dopo aver ripercorso le conversazioni della funzionaria in servizio Giorgia Iafrate con il pm dei minori Fiorillo e ricostruito minuziosamente le telefonate di Silvio Berlusconi al capo di Gabinetto della Questura Pietro Ostuni da mezzanotte in avanti (le chiamate, attraverso il cellulare del capo scorta furono almeno 7), ha definito una ‘scusa grossolana’ aver definito Ruby ‘nipote di Mubarak’, meglio, ‘una balla colossale’.

‘Ora mi sembra evidente di aver potuto dimostrare ogni oltre ragionevole dubbio che quella notte i vertici della Questura di Milano, a seguito dell’interferenza del presidente del Consiglio rilasciarono la minore e la consegnarono a una prostituta tramite la Minetti’. Tutti sapevano, ha detto Boccassini, che Karima era una minorenne, ‘lo dimostra il semplice fatto che subito ne venne chiesto l’affido e l’affido si può chiedere solo per i minori’.

La sentenza è attesa per il prossimo 24 giugno.

Su Twitter#Boccassini#Ruby#laguerradeiventanniMubarakArcore

Processo Mediaset: Silvio Berlusconi condannato per frode fiscale. Assolto Confalonieri

Italy's former prime minister Silvio Berlusconi attends a session at the Senate in RomeLa Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale nel processo sui diritti Mediaset. Se la sentenza verrà confermata anche in Cassazione, Berlusconi dovrà scontare quattro anni di reclusione (tre dei quali condonati dall’indulto) e decadrà dalla carica di senatore a causa dell‘interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. L’ex premier è stato interdetto per tre anni dal dirigere società e contrattare con la pubblica amministrazione ed è stato condannato al pagamento di 10 milioni di euro di acconto sul risarcimento danni all’Agenzia delle Entrate.

La corte ha confermato anche tutte le altre condanne e le assoluzioni. Oltre a Berlusconi, sono stati condannati gli ex manager di Mediaset Daniele Lorenzano (tre anni e otto mesi), Gabriella Galetto (un anno e due mesi), il produttore Frank Agrama (tre anni). Assolti Fedele Confalonieri, il banchiere Paolo Del Bue, Marco Colombo e Giorgio Dal Negro.

‘È una sentenza scontata – ha commentato l’avvocato Niccolò Ghedini -. Non hanno tenuto conto della Corte Costituzionale, della Cassazione né di niente’. Termina cosi un processo che nelle sue diverse udienze è stato un campo di battaglia tra richieste di legittimi impedimenti accolti e negati, richieste di sospensione respinte (l’ultima proprio ieri), ricusazioni anch’esse rigettate. La difesa di Berlusconi le ha tentate tutte ma alla fine ha dovuto arrendersi e incassare un verdetto pesante che segna, forse, uno spartiacque nella lunga storia processuale del leader del Pdl.

Ma non è finita qui, perché lunedì si riprende con il processo Ruby, nel quale Berlusconi è accusato di concussione e di prostituzione minorile. Salvo legittimi impedimenti o altri colpi di scena, lunedì dovrebbe concludersi la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini. Poi nelle prossime udienze toccherà alla difesa, con le arringhe di Niccolò Ghedini e Piero Longo. E infine il verdetto.

Ruby davanti il Palazzo di Giustizia di Milano: ‘Non sono una prostituta, mi dispiace avere mentito’

Ruby passaportoKarima El Maroug, ‘Ruby rubacuori‘, dà vita a un fuori programma davanti al tribunale di Milano per raccontare la sua verità sul processo contro Silvio Berlusconi. Davanti a una folla di cronisti legge un documento per difendere la propria reputazione e affermare che i pm milanesi volevano che accusasse ingiustamente l’ex premier imputato di concussione e prostituzione minorile. “La colpa della mia sofferenza – dice – è anche di quei magistrati che mi hanno attribuito la qualifica di prostituta nonostante abbia sempre negato di aver avuto rapporti sessuali a pagamento e soprattutto di averne avuti con Berlusconi”.

Ruby si è presentata sulla scalinata davanti all’ingresso del tribunale di Milano e ha letto un testo ai giornalisti, senza però rispondere a domande. La giovane marocchina ha esordito dicendo di essersi sentita ‘strumentalizzata da parte della stampa e dalla magistratura’ e di aver deciso ‘dopo due anni di rompere il silenzio’, lo ha fatto con questa protesta ‘per mia figlia Sofia – ha aggiunto – e per la mia famiglia’. La marocchina ha raccontato inoltre che ‘c’è ancora tanta gente che mi guarda dall’alto in basso e trovo sconcertante che nessuno abbia voluto ascoltare la mia verità, l’unica verità possibile’.

Ruby fa riferimento più volte al compagno Luca Risso e alla figlia Sofia: ‘Voglio che sia fiera di sua madre’ e racconta di essere stata vittima a Pasqua di un episodio di intolleranza. ‘Una donna sconosciuta guardando mia figlia si è permessa di dire con disprezzo: ‘speriamo non diventi come sua madre’. Da parte dei magistrati invece denuncia “una vera e propria tortura psicologica’ e parla di ‘atteggiamento apparentemente amichevole che è mutato quando è stato chiaro che non avrei accusato Silvio’, ed è stato ‘più facile dire sì e raccontare storie inverosimili’, come quelle di ‘aver incontrato persone che conoscevo solo grazie ai rotocalchi, come Cristiano Ronaldo o Brad Pitt, e dentro di me mi domandavo come fosse possibile che non si accorgessero che erano frottole’.

‘Mi spiace aver raccontato queste bugie anche a Berlusconi’ e, ha concluso, ‘a 17 anni non sapevo nemmeno chi fossero i pubblici ministeri, non leggevo i giornali, a malapena sapevo chi fosse Berlusconi. Oggi ho capito che è in corso una guerra nei suoi confronti’.

La Procura di Milano non ha voluto commentare l’iniziativa della ragazza. Analogo atteggiamento anche da parte degli avvocati di Berlusconi.

Ruby: si a legittimo impedimento per Silvio Berlusconi, processo rinviato al 25 marzo

Ilda BoccassiniI giudici del tribunale di Milano hanno accolto il legittimo impedimento avanzato da Silvio Berlusconi, imputato al processo sul caso Ruby e hanno invece respinto quello avanzato dai difensori, la cui assenza è stata ritenuta ingiustificata. Il processo è stato aggiornato al prossimo 25 marzo,cancellate udienze 20-21 marzo.

La richiesta di rinviare il processo sul caso Ruby da parte di Silvio Berlusconi e della sua difesa e quindi bloccare ancora una volta la requisitoria ‘in un altro Paese sarebbe un oltraggio e un disprezzo per la corte e lo è anche qui’. L’aveva detto Ilda Boccassini chiedendo di respingere le istanze di legittimo impedimento.

In apertura dell’udienza, il sostituto processuale di Longo e Ghedini, l’avvocato Alessandra Merenda, si è richiamata all’istanza di legittimo impedimento presentata dalla difesa dell’ex premier nella cancelleria del Tribunale già sabato scorso nella quale si fa riferimento al fatto che Longo, Ghedini e lo stesso Berlusconi sono impegnati a Roma nelle riunioni parlamentari per l’elezione dei capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato.

Per Berlusconi, secondo Boccassini, questo ‘potrebbe essere un legittimo impedimento ma non è assoluto’, mentre per quanto riguarda l’assenza degli avvocati Longo e Ghedini e dei loro sostituti processuali, gli avvocati Giorgio Perroni e Filippo Dinacci che hanno seguito molte udienze del processo, ‘pur essendoci un calendario fissato da mesi, si consente solo in questo processo, con imputato Silvio Berlusconi, che si possa dire che Perroni e Dinacci sono altrimenti impegnati’, senza circostanziare meglio la loro assenza. I giudici si sono riuniti in Camera di Consiglio per decidere se accogliere i legittimi impedimenti oppure, come chiesto dalla Boccassini, di consentire alla Procura di concludere la requisitoria con la richiesta di pena per Silvio Berlusconi già saltata per tre volte a causa dell’uveite e delle complicazioni di Berlusconi.

Pdl nelle mani di Napolitano: ‘è emergenza democratica’. Processo Ruby rinviato a mercoledì

Angelino-Alfano (1)‘Abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo e a cui ci affidiamo che è il Presidente della Repubblica che è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura’.

Scandisce le parole, il segretario del Pdl Angelino Alfano, una volta raggiunto il Palazzo di Giustizia di Milano dove nel primo pomeriggio sono arrivati gli eletti del partito a sostegno del loro leader Silvio Berlusconi.

Intanto i giudici del tribunale di Milano hanno accolto la richiesta di legittimo impedimento per motivi di salute per Silvio Berlusconi e hanno rinviato il processo a mercoledì prossimo.

La visita fiscale all’ospedale San Raffaele a Silvio Berlusconi da parte dei medici nominati dal tribunale di Milano ha accertato un ‘scompenso pressorio’ e quindi un impedimento assoluto a essere presente in aula. Per questa ragione il processo Ruby è stato è stato rinviato dai giudici a dopodomani, mercoledì.

‘Silvio Berlusconi non è in grado di ricevere visite, ho mandato via 150 parlamentari’. Lo ha detto il medico personale di Berlusconi, Alberto Zangrillo che ha precisato: ‘Rimarrà ricoverato fino a domani mattina’.

‘Perché mi abbiano dato due milioni in nero me lo sono chiesto anch’io. L’ho confessato, ho commesso un reato’. Lo ha detto il senatore Sergio De Gregorio, al termine della sua audizione con i pm romani, parlando del suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Napoli culminata con la richiesta di giudizio immediato.

 “Se me li avessero dati in maniera trasparente – ha aggiunto il senatore – li avrei dichiarati come ho dichiarato un milione di euro alla Camera e sarei stato nella legge. Ho accettato un pagamento in nero, ho sbagliato e l’ho confessato al magistrato”.

Rispondendo alla domanda su cosa abbia dato in cambio dei due milioni in nero ricevuti da Walter Lavitola per la sua fondazione, De Gregorio ha risposto: ‘nulla’.

 La Procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta compravendita di senatori. Analoga richiesta è stata formulata per il sen. Sergio De Gregorio e l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola. Il reato ipotizzato è di corruzione.

Nei confronti di De Gregorio resta ancora aperta l’indagine relativa a presunti rapporti con la camorra. Gli atti sono stati trasmessi all’ufficio del giudice per le indagini preliminari che dovrà procedere all’assegnazione del fascicolo.

L’inchiesta è coordinata dai procuratori aggiunti Federico Cafiero de Raho e Francesco Greco e svolta dai pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock, i sostituti della Dda, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio e il sostituto della Dna, Francesco Curcio.

‘Abbiamo grande rispetto per il presidente della Repubblica Napolitano -. ha spiegato il segretario del Pdl , parlando ai cronisti davanti al tribunale di Milano – e siamo dispiaciuti perché non volevamo esser qui, poi la situazione si è aggravata viste le notizie di stamani”.

Alfano ha fatto riferimento a tre fatti ‘scandalosi’, ossia il mancato riconoscimento del legittimo impedimento per Ghedini e Longo impegnati nella riunione dei gruppi parlamentari, la visita fiscale per Berlusconi e la richiesta di giudizio immediato da parte della procura di Napoli per l’ex premier. ‘A Napolitano affideremo la nostra preoccupazione per l’emergenza democratica’, ha ribadito Alfano, che domani vedrà il capo dello Stato.

A fine mattinata, Angelino Alfano, parlando ai parlamentari riuniti a Milano, aveva ripercorso per punti i vari capi di imputazione nei confronti di Silvio Berlusconi, chiarendo, secondo quanto riferito, innanzitutto che il governo Prodi non è caduto per De Gregorio, ma a seguito dell’arresto della moglie di Mastella; questione abnorme quella che ha portato poi a una condanna a quattro anni a seguito di una motivazione paradossale – ha spiegato Alfano riferendosi alla condanna di primo grado nel processo Mediaset – colui che paga centinaia di milioni di euro in tasse, avrebbe evaso per tre milioni di euro che, nel mondo berlusconiano, rappresentano ben poca cosa.

Questione paradossale inoltre quella che ha portato a una condanna a un anno senza condizionale per concorso in violazione del segreto istruttorio – ha aggiunto Alfano questa volta riferendosi al processo Unipol – proprio a Berlusconi che è stato ed è la più grande vittima di fughe di notizie e di rivelazioni di fatti personali. Tutto questo fino ad arrivare al processo di oggi – ovvero il processo Ruby – in cui ci sarebbe una concussione senza concusso e una induzione alla prostituzione senza prostituzione. Ormai si è superato non solo il buon senso o le regole democratiche, ma si sono oltrepassati i confini della tollerabilità, avrebbe concluso il segretario del Pdl.

‘I Gruppi parlamentari di Camera e Senato del Popolo della Libertà sono stati costretti ad interrompere la riunione operativa in corso a Milano sugli adempimenti di inizio legislatura – si legge in una nota dell’ufficio stampa Pdl – poiché il tribunale del capoluogo lombardo, negando il legittimo impedimento, ha stabilito la non valenza istituzionale e politica di tale riunione. Questo gravissimo comportamento rappresenta un vulnus democratico e un volgare svilimento delle istituzioni e dell’attività di deputati e senatori’.

(fonte RaiNews24)

Processo Ruby: ancora una visita fiscale per Berlusconi

Silvio-Berlusconi-reutersSarà visitato da un cardiologo, un oculista e un medico legale. Per Silvio Berlusconi, ancora una visita fiscale, la seconda da venerdì, da quando cioè si trova ricoverato nel reparto oculistico all’ospedale San Raffaele di Milano per una uveite, una infiammazione agli occhi. Il primo controllo legale è stato richiesto contestualmente al processo per i diritti tv Mediaset.

A chiedere la visita fiscale ai giudici il pm Antonio Sangermano, che insieme al procuratore aggiunto Ilda Boccassini rappresenta la pubblica accusa nel processo Ruby. I difensori del Cavaliere hanno chiesto il legittimo impedimento per l’imputato, in base a tre certificati medici provenienti dal San Raffaele. Uno di questi è stato redatto da un cardiologo e gli avvocati non hanno voluto leggerlo in aula ‘per ragioni di privacy’, consegnandone una copia ai giudici e alla procura.

I giudici si sono ritirati in camera di consiglio per decidere. Gli avvocati Niccolo’ Ghedini e Piero Longo hanno presentato anche un legittimo impedimento per loro perché sono impegnati in una riunione che si svolge stamani a Milano, alla Confcommercio in corso Venezia con inizio alle 11, nella quale alla presenza del segretario del Pdl Angelino Alfano si dovranno discutere, tra l’altro, il voto alle recenti elezioni, la nomina dei capigruppo alla Camera e al Senato e le commissioni parlamentari.

Arrivato alla riunione del Pdl, Ghedini ha reso noto che il Cavaliere è ‘sereno e combattivo come sempre. Riteniamo la sua presenza indispensabile, lo ritiene anche lui come suo diritto costituzionale’ e che ‘vuole presenziare per ascoltare la requisitoria del pm, fare dichiarazioni spontanee, poter partecipare alle arringhe dei suoi avvocati e alle fasi finali del processo’. E ha aggiunto: ‘Chiediamo soltanto – sottolinea – di poter finire questo processo in tempi normali, rispettando il diritto del cittadino e della persona malata che vuole presenziare alle udienze. Il certificato medico legale della Corte d’appello dice che non c’è impedimento assoluto ma che la situazione psicofisica non è idonea alla partecipazione al processo. È per questo che sostanzialmente ce ne siamo andati sabato’. ‘Oggi – aggiunge il legale – c’è un altro certificato medico che dà conto di un’altra problematica di patologia. Riteniamo ci debba essere un rinvio. Con la sospensione della prescrizione e un rinvio di una settimana non vediamo dove sia il problema’. Per Ghedini, ‘la domanda che bisognerebbe fare al Tribunale e alla Corte è: ‘Perché tanta fretta?’.

Il pm Antonio Sangermano ha affermato che quest’ultimo incontro ‘non ha natura politico-parlamentare in senso stretto’ e non costituisce quindi un legittimo impedimento, mentre per quanto riguarda l’impedimento medico di Berlusconi ha spiegato che ‘la documentazione medica deve essere prudentemente analizzata’ e per questo ‘chiedo una visita fiscale per valutare l’assolutezza dell’impedimento e la prognosi e, in subordine, la nomina di un consulente da parte del tribunale che analizzi la documentazione medica per chiarire in modo sereno la problematica dell’imputato’.

Nessuna traccia di sostenitori e manifestanti del Pdl fuori dal Tribunale. I militanti del partito hanno accolto l’invito del Cavaliere di permettere il tranquillo svolgimento dell’udienza. E così, il corridoio su cui si affaccia l’aula in cui si celebra l’udienza, al primo piano del Tribunale, è stato transennato. Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini non si è presentata in aula. Ma a sorpresa davanti al tribunale si è formato un gruppetto di ‘supporter’ per lei: ‘Grazie pm Ilda Boccassini’, ‘Silvio la tua malattia è una farsa’, ‘Boccassini sei un mito, vai!’. ‘Anche io ho avuto l’uveite ma non ho chiesto il legittimo impedimento’ assicura una manifestante con tanto di cartello, altri slogan lodano l’operato dei giudici, proprio sugli scaloni dell’entrata principale di corso di Porta Vittoria. Tra i passanti c’è stato anche chi ha difeso l’ex premier perché ‘sulle malattie non si scherza’

Silvio Berlusconi in day hospital al San Raffaele di Milano per ‘patologia infiammatoria agli occhi’

Berlusconi uveiteSilvio Berlusconi è stato ricoverato questa mattina all’ospedale San Raffaele perché affetto da congiuntivite, grave disturbo della vista. ‘Ho sentito il presidente questa mattina e mi ha comunicato di aver passato una notte travagliata. Per le cautele del caso lo abbiamo portato al San Raffaele dove si è verificato un perdurare del fatto flogistico al livello degli occhi. Non è nulla di drammatico, ma è una situazione delicata che merita di esser affrontata con attenzione. Gli oftalmologi hanno consigliato al presidente un ricovero in day hospital ed è quello che sta avvenendo’, ha spiegato, in diretta a Tgcom24, il medico curante di Silvio Berlusconi, Alberto Zangrillo.

Niente ‘Porta a porta’ giovedì sera quindi, niente presenza in aula venerdì per il processo Ruby, niente incontro con Monti e infine la prescrizione, fatta dai medici, di restare a casa per almeno sette giorni ‘senza esporsi alla luce’. Prima del peggioramento. La congiuntivite che ha colpito Silvio Berlusconi nelle ultime settimane, è la stessa che a fine campagna elettorale gli impedì di partecipare al comizio conclusivo del Pdl previsto a Napoli.

‘Berlusconi soffre di uveite – ha spiegato all’Adnkronos Alberto Zangrillo, medico personale dell’ex premier -, una sindrome infiammatoria dell’occhio che si trascina da tempo e non accenna a regredire. Il presidente necessita quindi di almeno 7 giorni di riposo assoluto senza esporsi alla luce. Il presidente dovrà stare ‘segregato’ in casa per una settimana’. In nottata il peggioramento e la scelta del ricovero in day hospital.

I giudici hanno sospeso il processo Ruby in attesa del fax dall’ospedale San Raffaele che certifichi il ricovero dell’imputato. L’avvocato Ghedini ha spiegato di aver parlato con gli addetti alla sicurezza di Berlusconi il quale si trova al San Raffaele in regime di day hospital e viene sottoposto a terapia per curare la uveite bilaterale. Nell’attesa che i giudici decidano se rinviare o meno il processo Ruby, il pm Ilda Boccassini ha chiesto che il Tribunale organizzi una turnazione di cancellieri fino a sera, al fine di garantire lo svolgimento dell’udienza.

Il pm Ilda Boccassini si è opposta al rinvio dell’udienza nel caso Ruby in base a una certificazione medica che attesta ‘uveite’, grave disturbo della vista. Secondo il magistrato l’istanza è contraddittoria perché in un primo momento si faceva riferimento a un impegno politico, riunione del Pdl, e poi alle condizioni di salute. ‘Ma solo nell’ultimo certificato in data di ieri – osserva il magistrato – il medico fa riferimento al peggioramento delle condizioni in caso di mancata adesione alle precauzioni indicate’. Secondo il pm ‘un medico serio avrebbe indicato questi rischi già nel primo certificato’. I difensori di Berlusconi, Ghedini e Longo, hanno ribadito la richiesta del rinvio accusando il pm di essere animata ‘da logica del sospetto’.

 A causa di questo problema di salute, spiegano uno dei suoi avvocati, Piero Longo, sono stati cancellati anche l’incontro con Mario Monti e l’ufficio di presidenza del Pdl previsti per venerdì. Nel certificato si dice che l’ex premier soffre di ‘uveite bilaterale’, che deve sottoporsi a terapie e che è sconsigliata l’esposizione ‘a luci intense’. Ilda Boccassini aveva chiesto ai giudici del processo Ruby di respingere l’istanza di rinvio dell’udienza avanzata da Silvio Berlusconi ritenendo che i problemi di salute addotti ‘non sono un legittimo impedimento assoluto’.

Intanto è in corso a Genova un altro processo legato a Karima El Marohug, meglio nota come Ruby Rubacuori. Il pm Luca Scorza Azzarà ha chiesto la pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione per Luca Risso, il fidanzato di Ruby, accusato di avere fatto esibire la ragazza ancora diciassettenne nel locale di cui era titolare, il ‘Fellini’ di via XII Ottobre, in uno spettacolo hard. A Risso viene contestato di avere detenuto il video e le fotografie dello spettacolo in un suo computer sequestrato nel corso dell’indagine ‘Bunga Bunga’ della procura di Milano. Il fascicolo a carico di Risso era stato stralciato e inviato dai pm milanesi ai colleghi di Genova. Risso, difeso dall’avvocato Sandro Vaccaro, sostiene che Ruby quella sera dell’ottobre 2010 fece tutto da sola.

Unipol: Berlusconi condannato a un anno, due anni e tre mesi per il fratello Paolo

berlusconi (2)Il tribunale di Milano ha condannato oggi l’ex premier Silvio Berlusconi a un anno di reclusione nel processo per l’intercettazione telefonica pubblicata dal quotidiano ‘Il Giornale‘ sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.

I giudici inoltre hanno condannato il fratello dell’ex premier, Paolo, editore del quotidiano, a due anni e tre mesi.

A dicembre il pm aveva chiesto la condanna a un anno di reclusione per concorso in rivelazione di segreto ufficio per l’ex premier e a tre anni e tre mesi per Paolo, per le accuse di ricettazione e concorso in rivelazione di segreto d’ufficio, chiedendone invece l’assoluzione dall’accusa di millantato credito.

I fratelli Berlusconi sono imputati per la pubblicazione della telefonata, non depositata agli atti, tra l’ex segretario dei Ds Piero Fassino e l’allora presidente di Unipol Giovanni Consorte, in cui il politico pronunciava la famosa frase ‘abbiamo una banca’.

Secondo l’accusa, la vigilia di Natale del 2005 l’allora premier avrebbe ascoltato la registrazione della telefonata Fassino-Consorte, ancora coperta da segreto istruttoria e contenuta in una pen drive, in un incontro ad Arcore alla presenza del fratello Paolo e degli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli. Era stato quest’ultimo, che lavorava per la Research Control System (società che forniva le apparecchiature per le intercettazioni alla Procura), a trafugare, secondo le indagini, il nastro e, assieme a Favata e al fratello Paolo, ad offrirlo, secondo l’accusa, come ‘regalo’ a Berlusconi in vista delle elezioni politiche del 2006. Pochi giorni dopo, il contenuto di quella telefonata era stato pubblicato e si era scatenata una bufera di reazioni politiche.

Archiviata definitivamente con un proscioglimento la vicenda Mediatrade, Silvio Berlusconi attende entro fine mese altre due sentenze a Milano: il prossimo 18 marzo è attesa la sentenza sul caso Ruby e il 23 marzo il verdetto d’appello su Mediaset e i diritti tv. I legali di Silvio Berlusconi hanno però depositato un legittimo impedimento che rischia di far slittare le richieste di condanna che venerdì il sostituto procuratore Ilda Boccassini è pronta a pronunciare per il processo Ruby. Venerdì l’ex premier è impegnato nella prima riunione dell’ufficio di presidenza del Pdl dopo il voto, ed è stato convocato da Mario Monti per discutere della linea politica in vista del prossimo vertice europeo. Saranno i giudici della quarta sezione penale a ritenere, nell’udienza di domani, se ritenere legittimo l’impedimento. Nel processo Ruby, Berlusconi è imputato per concussione e prostituzione minorile.

Bagarre al processo Mediaset: no della Corte d’appello al legittimo impedimento

longo-ghedini-bigI legali di Silvio Berlusconi, Nicolo’ Ghedini e Piero Longo, hanno abbandonato l’aula per protesta contro la decisione del tribunale di bocciare il legittimo impedimento. Gli avvocati di tutti gli altri imputati hanno seguito il loro esempio. Longo e Ghedini hanno annunciato che revocheranno il mandato se il collegio non revocherà la sua decisione. Anche il pg, Laura Bertolesi Viale, ha chiesto la revoca dell’ordinanza ‘per la serenità del processo’.

Gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno chiesto per la terza volta consecutiva la sospensione del processo d’appello per la compravendita di diritti tv per le reti Mediaset, che vede Silvio Berlusconi, condannato in primo grado per frode fiscale.

La Corte d’appello di Milano nel rigettare l’istanza di rinvio avanzata dalla difesa di Silvio Berlusconi ha motivato spiegando che gli impegni indicati oggi dall’ex premier non possono essere considerati ‘impedimenti assoluti e concreti’.

Il leader del Pdl nel fare istanza di legittimo impedimento aveva indicato come impegni per questa mattina una riunione con gli europarlamentari e nel pomeriggio la presentazione dei candidati alle politiche della circoscrizione Lazio.

Istanza che gli stessi legali hanno presentato anche per l’udienza in programma per lunedì prossimo del pr0cesso Ruby che vede Berlusconi imputato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.

Il procuratore generale Laura Bertole’ Viale, rappresentante della pubblica accusa al processo d’appello sul caso Mediaset, si è opposta alla richiesta della difesa di Silvio Berlusconi di rinviare, sulla base del legittimo impedimento il processo ma, nel caso in cui dovesse essere concesso il rinvio, ha chiesto di aggiornare il dibattimento a dopo il voto per non ‘spezzettare la discussione’ e quindi per concentrare le udienze in modo da ‘non mettere troppo tempo tra la requisitoria e le arringhe’.

E’ questo l’invito fatto dal Pg alla seconda corte d’appello, presieduta da Alessandra Galli, proprio per riuscire, dopo le elezioni, a celebrare il processo senza piu’ dover fermare il dibattimento con continui stop and go e senza che intercorra troppo tempo tra il suo intervento e quello dei legali degli imputati.

Da parte dalla Corte d’appello di Milano c’è una ‘pesante intromissione nella campagna elettorale” ha affermato l’avvocato Niccolo’ Ghedini in aula davanti ai giudici che hanno respinto la richiesta di rinviare l’udienza di oggi per legittimo impedimento.

‘Riteniamo l’esito di questo processo scontato e la nostra presenza inutile’, ha detto polemicamente Ghedini, sostenendo che la Corte con la sua ordinanza ha ‘decretato la nostra inutilità’ di avvocati a partecipare al procedimento.

‘A Milano ci sono processi assurdi contro di me, e vengono spesi tanti soldi per cose risibili’. Lo ha detto Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa nella sede del Pdl.

Alla fine il presidente del processo d’appello Mediaset, per ristabilire quel ‘clima di serenità’ invocato dalla pubblica accusa, ha deciso di rinviare l’udienza al prossimo 8 febbraio

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