Pd: inizia l’assemblea nazionale, oggi si elegge il segretario

480159 PD: VERSO ASSEMBLEA, SI CERCA SEGRETARIO DI PACIFICAZIONE-FOTO ARCHIVIOGuglielmo Epifani arriva e per prima cosa incontra i giovani di Occupy Pd, che gli consegnano volantino e maglietta. Toni distesi, sorrisi, poi Epifani affronta la ressa dei fotografi. Si sente già segretario? ‘Vediamo stasera. È presto per parlarne’. Ma si ricandiderà? ‘Per ora sono solo un semplice iscritto. Sono qui per spirito di servizio’, aggiunge il segretario in pectore. ‘Ho dato la mia disponibilità per spirito di servizio. Se ci sono, i problemi sono solo con la base. Bisogna tornare in mezzo alle persone’, ha sottolineato l’ex leader della Cgil.

Poi con l’inno di Mameli inizia alla Nuova Fiera di Roma l’assemblea nazionale del Partito Democratico che dovrebbe eleggere Epifani, nuovo segretario ‘traghettatore’ del partito fino al congresso di ottobre. All’ingresso i delegati sono stati accolti dai giovani di Occupy Pd che hanno volantinato e manifestato al grido di ‘Siamo più di 101’. Si tratta di una cinquantina di militanti del Partito Democratico che da settimane non condividono la linea del partito, a partire dall’alleanza con il Pdl nel governo Letta, e chiedono di sapere i nomi dei ‘101 traditori‘ che hanno affossato il nome del candidato Romano Prodi per la presidenza della Repubblica. I manifestanti vorrebbero entrare all’assemblea per spiegare le loro ragioni, ma per ora l’ingresso è off limits. Entrando il deputato Pd Giuseppe Civati ha promesso loro che farà di tutto per farli partecipare all’assemblea.

‘Oggi assolutamente, se ne comprendiamo la delicatezza estrema, dobbiamo dimostrare al Paese che guardiamo avanti’. In apertura dell’assemblea c’è l’appello di Pier Luigi Bersani, segretario dimissionario. ‘Il Pd è un partito senza padroni. Tenerlo insieme non può essere responsabilità di uno, ma di tutti e di ciascuno’. E poi amaro: ‘La legge della politica è anche che si vince insieme e si perde da soli e bisogna dirlo ai giovani che c’è sempre un dispiacere su questa strada qua’.

Durante i lavori dell’assemblea giunge Matteo Renzi, dopo che aveva già parlato Pierluigi Bersani e mentre Roberto Speranza stava concludendo la relazione iniziale. Il sindaco di Firenze sale sul palco per mandare un abbraccio a Guglielmo Epifani e augurargli buon lavoro: ‘Ma il traghettatore ci aiuterà se la barca sarà in condizione di reggere’. Quindi, ironico, precisa: ‘Barca naturalmente è la barca. Non mi riferivo a Fabrizio’. Poi parla dell’esecutivo: ‘Il governo è guidato da uno di noi, è un governo che ci tocca; ma o lo subiamo o lo sosteniamo con le nostre idee. Se lo subiamo regaliamo un altro calcio di rigore a Berlusconi‘. E poi conclude: ‘Se il Pd riscopre l’autenticità e la passione, io, non da candidato alla segretaria o da candidato all’Anci ma da militante, da iscritto darò una mano’. Tutto questo mentre si profila un accordo tra le diverse aree del Pd non solo sull’appoggio alla candidatura di Guglielmo Epifani, ma anche sulla futura squadra. I ‘renziani’ entrerebbero nell’esecutivo assumendo il ruolo del responsabile dell’organizzazione, che verrebbe affidata a Luca Lotti.

(fonte Corsera)

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Expo 2015: Letta firma il decreto per la manifestazione

expo-2015-letta-sala-maroni-pisapia-ansa-258‘Il successo di Expo 2015 rappresenta una priorità del Governo. E’ una scelta che il Paese sostiene’. Lo ha detto il premier Enrico Letta, firmando a Milano il decreto per la manifestazione.

 ‘La fortuna – ha aggiunto Letta – è che c’è una scadenza. Per noi italiani è sempre meglio quando c’è una scadenza rispetto a quando non c’è’.

‘Sul tema dei controlli nessuno possa pensare di fare il furbo’ e l’impegno del governo ‘contro le attività illecite e illegali sarà totale’, ha detto il premier.

‘Il rapporto con la Cina sarà una delle chiavi del successo dell’Expo di Milano’, ha sottolineato Enrico Letta.

‘I sogni ci vogliono. Se pensiamo di essere qui a fare delle cose senza follia visionaria … I sogni servono anche alla politica arida dei numeri’, ha detto il Presidente del Consiglio Enrico Letta, rispondendo a quanti sulla stampa internazionale definiscono oggi ‘un libro dei sogni’ i suoi progetti di riforme economiche. ‘Si può fare crescita senza indebitarsi’, ha spiegato Letta, ‘fare debiti non vuol dire fare crescita. Certo, non ho mai detto che sia facile’.

Prodi? Ovviamente sì. Coinvolgerò tutti gli ex presidenti del Consiglio e tutti coloro che hanno avuto un ruolo in questi anni’: così il premier Enrico Letta, durante la conferenza stampa per l’Expo, replica a chi gli chiede se Prodi sarà coinvolto nei prossimi mesi.

Giuseppe Sala commissario unico
L’amministratore delegato di Expo Spa, Giuseppe Sala, è stato nominato commissario unico di Expo 2015 dal Presidente del Consiglio Enrico Letta. E’ quanto ha annunciato lo stesso premier al termine di un incontro avvenuto a Milano con tre ministri e i rappresentanti delle istituzioni lombarde che gestiscono l’esposizione universale.

Franco Marini: ‘Io vittima del mio partito allo sbando’, l’ex presidente del Senato ospite a In mezz’ora

Franco MariniUn partito dove si sono rafforzati più i potentati che non un’idea larga di partito, dove c’è un dilagare di opportunismo e di ambizioni, a partire da Renzi che dovrebbe ‘moderarsi’. La diagnosi dello stato di salute del Partito Democratico è di Franco Marini, il primo candidato proposto dal centrosinistra per il Quirinale e il primo a essere bruciato per non aver raggiunto i due terzi dell’assemblea del Parlamento in sede congiunta. Rosy Bindi ha definito quanto accaduto sulla sua pelle come inaccettabile. Lui, intervistato da Lucia AnnunziataIn mezz’ora, rafforza queste parole: è ‘più che inaccettabile’, dice, è stato ‘volgare e ingiusto’. ‘La mia candidatura – spiega – l’ha costruita il partito che ha capito come fosse necessario aprire un dialogo con una parte importante del Paese in un momento di crisi così grave. Sono esperto di queste cose, probabilmente gli emissari dei due partiti si saranno visti tante volte’. Dall‘altro lato ‘la cosa non l’ha indicata Berlusconi’. Che il suo nome fosse stato scelto dal Cavaliere, ha aggiunto, ‘è un’altra cosa inaccettabile che viene fuori da un chiacchiericcio di partito di chi voleva sabotare questa cosa’.

‘Io sono stato vittima del mio partito allo sbando’ insiste. Durante il programma l’ex presidente del Senato ha lanciato dure accuse contro il partito e il gruppo dirigente. A una domanda della Annunziata sulle varie ‘rottamazioni’ che ci sono state nel partito, da D’Alema a Veltroni, Marini ha replicato puntualizzando che i due, invece, ‘sono dentro e sono anche attivi e hanno preso parte al lavoro di questi giorni’.

Ma secondo l’ex presidente del Senato ‘il dramma non è nato quando Marini ha avuto 521 voti, ma quando Bersani, per questo non governo del partito, ha deciso di cambiare strategia e ha chiamato Prodi dall’Africa e lui è stato bruciato’. La mia candidatura ‘era legata a una strategia che torna ora’, visto che ‘Napolitano ora non ha spazi per dire cose diverse dal fare intese anche con il Pdl, non le chiamiamo larghe intese, chiamiamole medie intese…’.

Quanto al partito ‘il Pd deve recuperare credibilità, l’ha persa tutta e non so come ci si possa sedere accanto a interlocutori e leggergli negli occhi’ la domanda se si possono fidare. A Lucia Annunziata che gli chiedeva se fosse ancora del partito ha risposto di sì: ‘Io – ha aggiunto – sono uno di quelli che dal ’95 ha fatto la scelta del centrosinistra’. Il partito ‘ora forse è al passaggio più difficile’, deve recuperare credibilità. ‘Se si lasciano accumulare le varie differenze – prosegue – poi questo viene a galla in momenti come la votazione su di me o Prodi. Nel partito è rottura, non c’è solidarietà. La debolezza strutturale tocca anche gli ex comunisti che non sono più quelli che ho conosciuto io. Oggi di questi non tiene più nessuno. Chi ha votato contro Prodi non lo so. Ma Bersani è meno colpevole di altri. Lui non gestisce le cose da solo. Bisogna contarsi quando si prendono decisioni politiche’.

Da qui l’analisi del ‘dilagare di opportunismo che ha toccato il nostro partito’. Un opportunismo che ‘tocca larghissimamente il gruppo dirigente’. E’ un ‘partito dove si sono rafforzati più i potentati che una idea larga di partito’. E Renzi? ‘E’ uno che ha un livello di ambizione sfrenata, a volte parla e non si sa quello che dice, cerca solo i titoli sui giornali. Se non modera questa ambizione finisce fuori strada’.

(fonte ilFattoQuotidiano)

È il primo bis nella storia della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano di nuovo presidente

Napolitano rielettoÈ il primo bis nella storia della Repubblica Italiana: Giorgio Napolitano è stato rieletto presidente della repubblica con 738 voti alla sesta votazione, 217 le preferenze per Stefano Rodotà. È la prima volta che un Capo dello Stato viene rieletto per il secondo settennato. Il Capo dello Stato ha accettato la ricandidatura al Quirinale dopo un forte pressing da parte di Pd, Pdl e Scelta civica. Passa dunque per l’attuale inquilino del Colle, 88 anni a giugno, la carta tirata fuori nelle ultime ore da Pd e Pdl, il giorno dopo lo sgambetto a Romano Prodi da parte di un centinaio di franchi tiratori del centrosinistra e l’annuncio da parte di Pier Luigi Bersani di dimettersi dopo il voto per il Capo dello Stato. Napolitano nella mattinata aveva ricevuto Bersani, Berlusconi, il premier Mario Monti e una delegazione di presidenti delle Regioni. Gli è stato rivolto, spiega una nota del Quirinale, ‘un caldo appello a riconsiderare le ragioni da lui più volte indicate di indisponibilità a una ricandidatura’.

L’aula alla Camera nella mattinata aveva decretato una nuova fumata nera al termine dello spoglio della quinta votazione: Stefano Rodotà aveva ottenuto 210 voti, Giorgio Napolitano 20, Rosario Monteleone 15, Emma Bonino 9, Anna Maria Cancellieri 3, Massimo D’Alema 2, Franco Marini 2. I voti dispersi sono stati 14, le schede bianche 445, le schede nulle 17. Ieri, nel quarto tentativo il professore ha ottenuto appena 395 preferenze, contro le 213 di Stefano Rodotà e le 78 del ministro Annamaria Cancellieri. Dopo che il suo nome è stato bruciato, Prodi si è detto non più a disposizione. Renzi su Facebook: spero che siano finiti i giochi disgustosi, inevitabili e sagge le dimissioni di Bersani. Ecco la cronaca della giornata.

Ore 18,15. Napolitano riconfermato presidente 
È stato raggiunto il quorum per la rielezione del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Applauso lungo e spontaneo in aula alla Camera.

Ore 17,54. Dopo le prime cento schede Napolitano ha il 79% dei voti 
Dopo le prime cento schede scrutinate Giorgio Napolitano ha 79 voti. La percentuale è dunque del 79 per cento. Per essere eletto deve raggiungere il quorum della metà più uno dei grandi elettori, pari a 504 voti.

Ore 17, 48. Fassina: Grillo smentisca e si scusi per le sue parole incendiarie
‘Grillo parla di golpe smentisca e si scusi perché le sue sono parole incendiarie’, ha detto Stefano Fassina, dirigente del Pd, intervistato nel corso dello speciale del TgLa7. ‘Le parole di Grillo non vanno prese alla leggera perché Grillo è capo di un partito e noi stiamo eleggendo un presidente che non gli piace ma lo stiamo eleggendo democraticamente’.

Giorgio Napolitano, 87 anni, è il primo capo dello Stato a ricevere la richiesta di rielezione essendo ancora in carica. Oltre a essere stato il primo presidente proveniente dal Pci, potrebbe quindi anche diventare il primo presidente eletto per la seconda volta.
La sua disponibilità viene accolta con favore in Europa. ‘Ringrazio il presidente Napolitano per la sua assunzione di responsabilità e la sua generosità, nell’accettare la ricandidatura a presidente in un momento così difficile’ scrive in una nota il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Soddisfatti anche la Conferenza episcopale italiana (Cei) e l’Osservatore Romano. Scrive il quotidiano della Santa Sede: ‘È ancora una volta Giorgio Napolitano la vera risorsa della Repubblica’.

‘Intanto faccio i miei migliori auguri a Napolitano. Non ho nessun’altra riflessione da fare, encefalogramma piatto. Anche se sono preoccupato per il paese da molto tempo’. Nipotini, figlio e nuora ad attenderlo, ma anche una notevole folla di giornalisti. E’ atterrato all’aeroporto Marconi di Bologna, Romano Prodi, di ritorno dalla missione in Mali come da programma. Anche se rimette piede sul suolo italiano masticando amaro per quella candidatura al Quirinale bruciata alla quarta votazione.

‘Grazie dell’accoglienza, mi ricorda i vecchi tempi, ma non ho nulla da dichiarare’, afferma l’ex premier nella sala arrivi del Marconi. Qualche caramella scambiata con uno dei nipotini, qualche timido applauso tra i viaggiatori che lo riconoscono.

‘Sulle frasi di Grillo non commento’, ha proseguito. E a chi gli ha chiesto se è deluso da quello che è successo, con la rielezione di Napolitano al Quirinale dopo la sua bocciatura, la risposta amara dell’ex presidente del consiglio è stata lapidaria: ‘Per nulla. Solo molto sereno, non mi sento tradito’.

Pochi minuti dopo Prodi ha raggiunto casa sua in via Gerusalemme: ‘Perché tutta questa gente non sono mica il presidente della Repubblica?’.

Beppe Grillo è diretto a Roma, vi aspettiamo in piazza Montecitorio per riprenderci il maltolto! Alle 19.30′. Lo annuncia su Twitter il Movimento 5 Stelle di Roma.

‘Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E’ necessaria una mobilitazione popolare. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese’. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

‘Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E’ in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale’, scrive Grillo sul blog.

‘Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti’, scrive il leader dl M5S.

‘Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c’è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile – aggiunge – Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti’, aggiunge.

Ed è proprio Rodotà a dirsi contrario a qualsiasi marcia su Roma. ‘Io sono contrario a qualsiasi marcia su Roma’. Lo ha dichiarato a Bari Stefano Rodotà.

‘Per quanto riguarda le ultime vicende sono sempre stato convinto che le decisioni parlamentari possano e debbano essere discusse e criticate anche duramente ma partendo dal presupposto che si muovano nell’ambito della legalità costituzionale’. Lo ha detto a Bari Stefano Rodotà dopo le parole pronunciate da Beppe Grillo. ‘Ringrazio tutti quelli che pensano a me e sono contento che il mio nome parli alla sinistra italiana‘, ha ripetuto ancora una volta Rodotà.

‘Io non devo dire né sì né no, questo è il punto. Avrei dovuto dire qualcosa se fossi stato lì dentro’. Lo ha detto Stefano Rodotà, oggi a Bari per un dibattito alla ‘Repubblica delle idee’ del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, parlando delle votazioni a Montecitorio che lo hanno visto candidato al Quirinale contrapposto alla rielezione di Giorgio Napolitano.

‘Non so nulla oggi’, ha argomentato Rodotà. Quanto al suo alto gradimento fra i militanti M5S alle ‘quirinarie’, ‘i voti della Rete sono una cosa complicata da decifrare. Intanto c’è stata una grandissima attenzione, crescente, abbastanza impressionante’.

‘Dai democratici un silenzio inspiegabile. Sono stato scelto dal web e non da Beppe’. Lo dice Stefano Rodotà, giurista, candidato del M5S al Quirinale in una intervista. ‘Mi conoscono da una vita – afferma – e neanche una telefonata. Sono molto irritato. Ho lavorato tanti anni con quelle persone. Quando faceva comodo mi cercavano parecchio. La mia candidatura – aggiunge – girava in rete da mesi con sottoscrizioni, firme e appelli. Non è l’invenzione dei 5 Stelle’.

‘Ho letto dichiarazioni ipocrite da parte del Pd. Non hanno mai parlato con me della mia candidatura. Eppure, il mio numero ce l’hanno – spiega il giurista – Se c’è stato qualcosa cui i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno tenuto molto in questi giorni, è proprio dire che la mia non era una scelta interna, che non apparteneva alla loro parte politica. È aperta a tutti. Lo hanno spiegato più volte e molto bene. Per questo non l’ho sottolineato’.

‘Sono un signore che loro conoscono bene da alcuni anni – aggiunge Rodotà – Esistono molti strumenti oggi per tenersi in contatto: telefono, sms, e-mail. Se volevano un chiarimento perché non li hanno usati’? Rodotà ha detto di essere ‘rispettoso di chi ha fatto su di me un investimento politico significativo’. E ribadisce: ‘la mia candidatura girava in rete da mesi. Non è stata certo un’invenzione dei grillini. Girava, era stata molto appoggiata e questo ha determinato poi la reazione della rete’.

Rodotà afferma di aver ‘fatto due chiacchiere’ con Laura Puppato: ‘Così, perché lei mi aveva votato. Non siamo entrati nel merito della mia candidatura. Su quella c’è un silenzio totale. Nessuno si è preso la briga di parlarne con me’.

Renzi: ora il Pd può cambiare senza paura. Lo scrive il sindaco di Firenze in un tweet nel quale si rallegra per l’elezione di Napolitano, definito ‘il presidente di tutti’. ‘Napolitano è il presidente di tutti Parlare di golpe è ridicolo’.

Monti: per l’Italia enorme fortuna avere ancora Napolitano. Nel momento in cui il nome di Napolitano ha superato i 504 voti richiesti, Mario Monti gli ha telefonato dall’Aula di Montecitorio per rallegrarsi ed esprimere profonda gratitudine per aver accettato la candidatura. Lo rende noto un comunicato. ‘Monti – aggiunge il comunicato – ha espresso a Napolitano, anche a nome di Scelta Civica, profonda gratitudine per aver accettato, con grande spirito di sacrificio, di proseguire nel suo alto magistero istituzionale e morale, in questa difficile fase della vita nazionale’.

Pd, si dimette intera segreteria. Enrico Letta: ‘Andremo a congresso’. Bersani: ‘Risultato eccellente, grazie Napolitano’.

Sesta votazione i dati ufficiali . Giorgio Napolitano ha ottenuto 738 voti. Stefano Rodotà è rimasto fermo a 217, pur guadagnando una decina di voti rispetto a quelli delle forze politiche che lo sostenevano, Sel e Movimento Cinque Stelle. Hanno ottenuto voti anche Sergio De Caprio, il comandante ‘ultimo’, otto, Romano Prodi, 2, Massimo D’alema, 2, 1 voto Slvio Berlusconi, Renato Schifani e Francesco Guccini.

Già 21 anni fa Giorgio Napolitano e Stefano Rodotà si contesero uno scranno, quello della presidenza della Camera. Maggio 1992, l’XI legislatura era da poco iniziata e l’allora Pds si divise su chi scegliere per la terza carica dello Stato. Un mese prima, ad aprile, Napolitano aveva sfidato per la presidenza della Camera Oscar Luigi Scalfaro ed era stato battuto. Poi Scalfaro fu eletto al Quirinale e la poltrona più alta di Montecitorio si liberò. Per il Pds si pose il problema del nuovo candidato e la rosa si restrinse a tre: lo stesso Napolitano, Rodotà, vicepresidente della Camera e presidente del partito, e Nilde Iotti. Alla fine la Quercia non senza lacerazioni puntò su Napolitano, che fu eletto, e Rodotà si dimise da presidente del Pds.

Napolitano il quarto presidente più votato. Con 738 voti su 997 votanti, pari al 74%, Giorgio Napolitano risulta il quarto Presidente della Repubblica più votato. Meglio di lui hanno fatto Sandro Pertini, 832 voti su 995, pari all’84,4%; Giovanni Gronchi, 658 su 833, pari al 78%; Francesco Cossiga, 752 su 977, pari al 74,3%. Subito dopo Napolitano, Carlo Azeglio Ciampi, 707 voti su 990 votanti, pari al 71%. Nel 2006, il Capo dello Stato rieletto oggi ottenne 543 preferenze su 990 votanti, pari al 54,3%.

Van Rompuy: ‘Congratulazioni a Napolitano per senso di dovere’.’Congratulazioni a Giorgio Napolitano per la sua rielezione a presidente della Repubblica italiana e per il senso del dovere espresso’. E’ quanto scrive in un tweet il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy.

Papa Francesco loda ‘la grande disponibilità e lo spirito di sacrificio’ con il quale Giorgio Napolitano ‘ha accettato nuovamente la suprema magistratura dello Stato Italiano quale presidente della Repubblica’. ‘Desidero rivolgerle – gli scrive in un messaggio personale – le più sincere e cordiali espressioni augurali, e mentre auspico che Ella possa continuare la sua azione illuminata e saggia sostenuto dalla responsabile cooperazione di tutti invoco sulla sua persona e sul suo alto servizio al Paese la costante assistenza divina e di cuore invio a Lei ed alla diletta Nazione Italiana la benedizione apostolica quale incoraggiamento a costruire un futuro di concordia, di solidarietà e di speranza’.

‘In questo campo di rovine che è diventata la politica italiana’ Giorgio Napolitano ‘è l’unico ad essere restato più o meno affidabile, rassicurante, professionale’. Così scrive ‘Le Monde‘ in un commento alla rielezione di Napolitano al Quirinale in cui spiega che proprio per questo ‘si sono rivolti a lui per uscire dall’impasse politica che minacciava di diventare un abisso in cui sarebbero stati risucchiati’.

‘Ammiro la sua decisione di servire di nuovo il popolo italiano come presidente’: lo afferma il presidente americano, Barack Obama in una nota sulla rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale.

Napolitano giura lunedì. Il giuramento di Giorgio Napolitano, si terrà lunedì prossimo alle ore 17. La cerimonia avverrà a Montecitorio alla presenza dei grandi elettori. Secondo alcune fonti, da martedì dovrebbero riprendere le consultazioni per la formazione di un nuovo governo.

Napolitano: ‘Su di me fiducia espressa liberamente’. ‘Auspico fortemente che tutti sappiano onorare i loro doveri concorrendo nel rafforzamento delle istituzioni repubblicane’. Lo ha detto Giorgio Napolitano dopo aver ricevuto la notifica ufficiale della avvenuta rielezione. ‘Tutti – ha continuato – ‘guardino come ho fatto io alla situazione difficile del Paese, ai suoi problemi, alla sua immagine e al suo ruolo nel mondo’. ‘Lunedì avrò modo di dire i termini entro i quali ho accolto in assoluta limpidezza l’appello rivoltomi’ per un secondo mandato presidenziale. Lo ha detto Giorgio Napolitano ricevendo dai presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, la notifica ufficiale della avvenuta rielezione. Lunedì, ha aggiunto, ‘preciserò anche come intendo attenermi all’esercizio delle mie funzioni istituzionali’.

Grillo rinuncia a Montecitorio. Impossibile arrivare a piazza Montecitorio. Grillo si sposta a piazza del Popolo. Oltre un migliaio in piazza per Grillo. Sono oltre un migliaio i manifestanti raccolti attorno a piazza Montecitorio, con una folla gremita anche lungo via del Corso, in attesa dell’arrivo di Beppe Grillo. M5S su Twitter: ‘Isolare i violenti. Una raccomandazione: nessun tipo di violenza, ma solo protesta civile. Isolate gli eventuali violenti’. Così il Movimento 5 Stelle su Twitter. E sceglie sempre Twitter Beppe Grillo per comunicare le novità a proposito di manifestazione. ‘Arriverò a Roma durante la notte e non potrò essere presente in piazza. Domattina organizzeremo un incontro con la stampa e i simpatizzanti’, fa sapere con un tweet.

 Ad ora non è confermata la manifestazione di domani del Movimento 5 Stelle con Beppe Grillo a Roma. Lo si apprende da fonti del Movimento 5 Stelle romano e laziale che precisano che'”fino a questo momento non è stato chiesto il permesso per alcuna piazza della Capitale e se si decidesse domani mattina di organizzare qualcosa sarà fatto con la voglia di ritrovarsi così come si faceva i primi tempi a Parma e lo si farà nei parchi’. ‘Non faremo nessuna marcia su Roma – aggiungono – quello che avevamo da dire lo abbiamo detto da subito fuori da Montecitorio e abbiamo continuato fino a poco fa fino a piazza Colonna. Adesso non siamo più in strada, noi del movimento siamo tornati a casa dalle nostre famiglie. A protestare ora sono centri sociali, gente del Pd delusa dal proprio partito, noi per oggi abbiamo finito’. I cinque stelle dicono, almeno per questa sera, di aver ‘convinto il leader Beppe Grillo, a non organizzare nulla per domani’.

Su Twitter #napolitanobis , #tuttiaroma#marciasuroma#presidentedituttiParlamentoPaeseStato#ReGiorgioColle

Bersani si dimette: ‘Fra di noi uno su quattro ha tradito’

Bersani PD‘Per me è troppo. Consegno all’assemblea le mie dimissioni. Operative da un minuto dopo l’elezione del Presidente della Repubblica‘. Lo ha detto Pier Luigi Bersani all’Assemblea del Pd.

‘Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidarietà, una giornata drammaticamente peggiore di quella di ieri’.

‘Domani mattina (oggi) ci asteniamo e faremo un’ assemblea, mi auguro che si trovi una proposta con le altre forze politiche. Noi da soli il presidente della Repubblica non lo facciamo’.

Allo scrutinio di questa mattina per l’elezione del presidente della Repubblica il Pd voterà dunque scheda bianca.

‘Nella situazione che si è creata bisogna riprendere contatti con altre forze politiche per impostare la soluzione’ per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo ha detto Bersani all’assemblea dei gruppi parlamentari del Pd.

Il partito è andato in pezzi sulla bocciatura di Romano Prodi al quarto voto per il Colle. Il Professore si è ritirato subito dalla corsa scrivendo una lettera a Roma dal Mali, dove è inviato per l’Onu in una missione di pace : ‘Chi mi ha portato fin qui si assuma le proprie responsabilità’.

‘Abbiamo preso una persona, Romano Prodi, fondatore dell’Ulivo, ex presidente del consiglio, inviato in Mali e l’abbiamo messo in queste condizioni. Io non posso accettarlo. Io non posso accettare che il mio partito stia impedendo la soluzione. Questo è troppo’. Così Bersani motivando all’assemblea del Pd le sue future dimissioni.

Fra di noi uno su quattro ha tradito‘ ha detto Bersani riferendosi all’ultimo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. ‘Ci sono pulsioni – ha aggiunto Bersani – a distruggere il Pd’.

‘Non riesco proprio ad accettare la bocciatura di Romano Prodi’. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, all’assemblea dei parlamentari del Pd, riferendosi all’ultimo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. ‘Spero che la mia decisione serva ad arrivare ad un’assunzione di responsabilità’, ha concluso Bersani prima di lasciare l’assemblea.

L’addio di Bersani che i presenti descrivono come ‘furioso’ si consuma tra gli applausi polemici le accuse incrociate tra le varie correnti, alimentando l’idea che nel Pd è stato raggiunto un punto di rottura di non ritorno.

Prodi ha fatto le spese della resa dei conti nel Pd. Ma se possibile, la sua giornata è stata resa ancor più nera dalla notizia della morte del caro amico e collaboratore storico, Angelo Rovati.

‘Li stiamo mandando a casa. Inizia la resa dei resa conti e noi li ricordiamo i conti in sospeso’. Ha commentato Beppe Grillo intervenendo da Udine. ‘Ora pensano ad Amato o a D’Alema. Se nominano questi qui, sono finiti. Saranno costretti a votare Rodotà e sarà una svolta epocale’.

‘Voglio darvi una notizia che vi farà tornare l’appetito: Bersani si è dimesso’. Un’ovazione ha accolto le parole del leader del Pdl Silvio Berlusconi alla cena elettorale per Gianni Alemanno sindaco. ‘Se domani ci sarà un candidato idoneo per un governo condiviso – ha aggiunto il Cavaliere – daremo il nostro voto, altrimenti faremo come oggi e non parteciperemo alla votazione’.

Berlusconi ha poi afferrato il microfono per cantare, pare, in francese: ‘Dedico queste canzoni alla signora Rosy Bindi – avrebbe detto tra i risolini dei presenti – che si è dimessa dalla presidenza del Pd’. Alcuni anni fa, era il 2009, Berlusconi si era reso protagonista di un attacco di una volgarità inaudita all’esponente Pd definendola ‘più bella che intelligente’ nel corso di un intervento a Porta a Porta. Bindi aveva reagito con un espressione divenuta rapidamente celebre: ‘Non sono una donna a sua disposizione’.

E’ morto Angelo Rovati, ex consigliere economico di Prodi

Rovati_ProdiAngelo Rovati, ex consigliere economico di Romano Prodi durante il suo governo, è morto stasera a Milano a 67 anni. Era malato da tempo. L’annuncio viene da Gianfranco Rotondi, suo amico.

Nato a Monza, è stato un giocatore di pallacanestro negli anni 60 e 70, prima con l’Oransoda Cantù poi con la Fortitudo Bologna, quindi con la Reyer Venezia, per poi diventare dirigente sportivo e presidente della Lega Società di Pallacanestro di Serie A per due anni. Era sposato in seconde nozze con la stilista Chiara Boni. È stato presidente della Lega Società di Pallacanestro di Serie A dal 1996 al 1998. Alla fine della sua carriera sportiva, Rovati si è occupato, in veste di imprenditore, di montaggi industriali e catering, ma ha mantenuto alcuni ruoli dirigenziali nel mondo del basket, come presidente della Virtus Roma tra il 1992 e il 1994. Nel 1996 inizia la sua collaborazione pubblica con Romano Prodi, sostenendolo durante la campagna elettorale. Nel 2006 diventa consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri, incarico che lascia dopo le polemiche legate al suo presunto progetto di riassetto di Telecom Italia, consegnato in modo privato a Marco Tronchetti Provera.

Dopo aver partecipato alla ricostituzione della rinata Dc che faceva capo a Giuseppe Pizza, ne uscì quando il partito confluì nel Pdl per poi diventare, nel 2007, uno dei 45 membri del comitato nazionale di promozione del Partito Democratico.

‘In un giorno caotico – vorrei salutare Angelo Rovati noto come l’amico di Prodi a me carissimo in quanto immenso, onesto, coerente democratico cristiano’, scrive Rotondi in una nota. ‘La sua scomparsa mi addolora profondamente e non è luogo comune dire che  mi mancherà e tanto’.

Romano Prodi non ce la fa e ritira la sua candidatura. Bindi si dimette, caos nel Pd

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Romano Prodi non ce la fa e ritira la sua candidatura. Al quarto scrutinio per l’elezione del capo dello Stato, il candidato del Pd non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta di 504 voti e si è fermato a 395 preferenze, contro le 496 su cui poteva contare sulla carta. Pdl e Lega non hanno partecipato al voto. Bindi si dimette.

Il quarto scrutinio. Stefano rodotà, candidato di Beppe Grillo, ha ottenuto 213 voti, mentre Annamaria Cancellieri, sostenuta da Scelta civica 78, e Massimo D’Alema 15. Franco Marini 3, Giorgio Napolitano 2. I voti dispersi sono 7, le schede bianche 15, le schede nulle 4.

A Prodi mancano un centinaio di voti. ‘Tutti i nostri voti sono andati a Romano Prodi ed erano ‘segnati’, sono andati tutti a Romano Prodi’. Lo spiega il capogruppo di Sel alla Camera Gennaro Migliore. A chi gli chiede se le loro schede fossero quelle su cui era scritto ‘R. Prodi‘, Migliore ha replicato di sì.

Scene di euforia tra i deputati del Pdl che ha accolto il mancato raggiungimento del quorum e il risultato decisamente sotto le previsioni di Prodi, con grandi abbracci. Molto soddisfatta Jole Santelli che ha abbracciato due colleghe di gruppo, mentre il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri si è precipitato nel cortile dicendo «ora Prodi se ne deve andare», accompagnando la sua affermazione lo con un eloquente gesto della mano.

Pd sotto shock. Gabinetto di guerra nell’ufficio di Bersani alla Camera dopo l’esito del votosu Prodi che ha provocato uno shock. Chi festeggia è il M5s che ora punta tutto sul nome di Rodotà. Il Pdl dal canto suo, torna su D’Alema e Amato, ma ora pensa anche a Severino e Cancellieri. Su quest’ultima torna in pressing anche il premier Mario Monti.

Rodotà.
 ‘Sorpreso’ ma assolutamente ‘tranquillo. Così Stefano Rodotà ha commentato a Rainews24 l’esito del quarto scrutinio. «Sono disteso altrimenti non sarei stato capace di parlare bene, non ho una preoccupazione che mi opprime», ha spiegato Rodotà dopo un convegno. ‘Vivo questa cosa con assoluta con tranquillità’, ha aggiunto.

Ieri il candidato condiviso da Pd e Pdl, Franco Marininon era riuscito a raggiungere la maggioranza richiesta dei due terzi dei voti. Stamani il Pd si era ricompattato su Romano Prodi, ma anche l’ex presidente della commission europea non è riuscito a raggiungere il quorum richiesto, che dal quarto scrutinio scende a quota 504.

La candidatura Prodi. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, aveva proposto stamani all’assemblea dei grandi elettori del Pd il nome di Prodi. La proposta è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei grandi elettori del centrosinistra. ‘Prodi qualifica la nostra coalizione e parla al nostro paese’, ha detto Bersani.

Il terzo scrutinio.
 Stefano Rodotà, appoggiato dal M5S, è stato ancora una volta il candidato più votato con 250 preferenze su 949 votanti (1007 i grandi elettori). Le schede bianche sono state 465, 34 le preferenze di Massimo D’Alema, 22 Romano Prodi, 12 Giorgio Napolitano, 9 Anna Maria Cancellieri. Si sono registrate poi 47 schede nulle e 44 voti dispersi.

Dopo la doppia fumata nera per Franco Marini, che oggi alza bandiera bianca ritirandosi dalla corsa, anche Prodi dunque non ce la fa. Sull’ex premier c’era la netta contrarietà del Pdl, mentre Monti, ha calato sul tavolo la carta Anna Maria Cancellieri. Anche Beppe Grillo ha insistito sul suo candidato, Rodotà, sottolineando: ‘Nessuno in M5S si è mai sognato di votare Prodi e non se lo sognerà nemmeno in futuro’.

Che Prodi fosse a rischio l’aveva dimostrato il tentativo di Ricardo Levi (ex portavoce di Prodi) e Dario Franceschini di convincere Scelta Civica a convergere sull’ex presidente della Commissione europea. Ma il professore, intercettato dai due esponenti del Pd nel bel mezzo del cortile di Montecitorio, non ha ceduto e confermato che per il Quirinale serve una figura gradita anche dal centrodestra.

La quinta votazione per eleggere il Presidente della Repubblica comincerà domani alle 10. Intanto, è  caos Pd che pero’ precisa che il segretario Pier Luigi Bersani non si dimette. E’ Rosy Bindi a lasciare la carica di presidente. ‘Il 10 aprile ho consegnato a Pierluigi Bersani una lettera di dimissioni da presidente dell’Assemblea nazionale del Pd’, ha reso noto in un comunicato. ‘Avevo lasciato a lui la valutazione sui tempi e i modi in cui rendere pubblica una decisione maturata da tempo. Ma non intendo attendere oltre. Non sono stata direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né consultata sulla gestione della fase post elettorale e non intendo perciò portare la responsabilità della cattiva prova offerta dal Pd in questi giorni, in un momento decisivo per la vita delle Istituzioni e del Paese‘.

Il deludente risultato su Romano Prodi nello scrutinio di questo pomeriggio sta provocando un nuovo terremoto nel Pd. I dirigenti del partito sono riuniti nella stanza di Pier Luigi Bersani alla Camera. Con il segretario ci sono Enrico Letta, Dario Franceschini, Anna Finocchiaro e i capigruppo Roberto Speranza e Luigi Zanda. Facce scure tra tutti i dirigenti del Pd. Nessuno parla, ma la delusione e’ evidente. L’unica a farsi sfuggire un eloquente ‘sconforto’ è stata Finocchiaro, a fotografare lo stato d’animo dei vertici del partito. Ora il segretario dovrà decidere quale strategia adottare, se restare fermi anche domani sul nome di Prodi o cambiare di nuovo candidato.

Intanto nel Pdl è ‘rivolta’ contro la candidatura di Romano Prodi. Silvio Berlusconi si definisce ‘sconcertato’. ‘E’ stato sacrificato – dice ai gruppi del Pdl – il valore superiore della rappresentanza di tutti gli italiani nell’esclusivo interesse del Pd’. Il Cavaliere ha invitato i parlamentari a non partecipare alla quarta votazione per le elezioni del Capo dello Stato. Ora sarà – dice – lotta dura, il Pd ha sbagliato tutte le scelte.

‘Ritorna Marini’: parola di Umberto Bossi. Intervistato dal Tg3, Bossi ha criticato Romano Prodi: ‘In passato ha venduto i beni pubblici ai grandi imprenditori privati, rovinando il paese’. Ed oggi ‘Il passato impedisce lo sviluppo positivo del presente’.
‘L’errore è stato quello di far votare Marini troppo presto’, ha aggiunto, ‘bisognava farlo votare quando il quorum calava’. Ed ora, ‘quando si abbasserà il quorum il nome tornerà ancora’. Quanto alla sinistra, ‘ci mandi gente credibile a trattare. Prima ci hanno detto Marini e poi sono stati loro a fucilarlo’.

Non arriveranno sponde al Pd, se vogliono votare Prodi lo faranno con il Movimento 5 Stelle se ci riescono. E’ la linea che Mario Monti ha dettato ai gruppi di Scelta Civica in una riunione tenutasi alla Camera. Il premier uscente insiste ancora sul voto condiviso e – ha ragionato con i suoi – ‘se il Pd eleggerà Prodi dovrà fare il Governo con il Movimento 5 Stelle e non con noi’.
Scelta Civica punta, spiegano fonti parlamentari del partito, ad essere decisiva della scelta di una candidatura che trovi largo consenso tra le forze politiche. ‘All’unanimità hanno deliberato di sostenere con il proprio voto, nell’odierna votazione per l’elezione del Capo dello Stato, Anna Maria Cancellieri’ si legge in una nota di Scelta Civica.

‘Il diavolo veste Prodi’: passerella della Mussolini a Montecitorio

Roma - Camera dei Deputati: Elezione Presidente della RepubblicaIl diavolo veste Prodi’: questa la scritta sulla maglietta bianca con cui Alessandra Mussolini ha fatto il suo ingresso nell’Aula di Montecitorio con tanto di passerella fino allo scranno della presidenza. Fischi dal Pd, che chiede che la Mussolini venga fatta uscire dall’emiciclo.

‘Dalle ore 15 tutti a piazza Montecitorio per dire NO PRODI al Quirinale. Vi aspetto!’ scrive su Twitter il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Gli attivisti di Fratelli d’Italia offrono panini con la mortadella alla manifestazione davanti a Montecitorio contro la candidatura di Prodi al Quirinale. Su di un banchetto è posata una forma di mortadella dalla quale vengono tagliate fette per confezionare panini offerti poi ai presenti.

Al termine della riunione dei gruppi congiunti del Pdl si è appena conclusa e come annunciato tutti i parlamentari sono in piazza davanti Montecitorio per protestare alla scelta del Pd di candidare Romani Prodi al

All’arrivo di un drappello di militanti di Casa Pound davanti a Montecitorio, i manifestanti ‘pro-Rodotà’ hanno intonato ‘Bella ciao‘.  Per il Quirinale ‘meglio Schettino di questi nomi che girano’ ha detto Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound e candidato sindaco a Roma. ‘Prodi è al soldo dei poteri internazionali – ha aggiunto Di Stefano -. E’ l’uomo che ha svenduto l’Italia. Per questo siamo contro”. Una cinquantina di giovani di CasaPound con le bandiere gridano slogan contro Prodi. Il più frequente è ‘Prodi, Prodi, vattene affanculo’.

Sin da ieri un gruppetto di cittadini grillini e del popolo viola scandiscono slogan a favore di Stefano Rodotà; a questi si sono uniti nel pomeriggio manifestanti del Pdl chiamati a protestare contro l’ipotesi che Romano Prodi possa salire al Quirinale. Quindi, a sorpresa, sono rumorosamente comparsi una trentina di militanti di Casa Pound, anche loro schierati contro Prodi. Nessun problema di ordine pubblico. La polizia schierata osserva tranquilla mentre i cameraman e fotografi riprendono la scena.

 Oltre a Alessandra Mussolini a indossare la maglietta bianca anti Prodi anche la senatrice del Pdl Simona Vicari. Le due parlamentari dopo aver causato le vivaci proteste da parte del centrosinistra ed essere state richiamate dalla presidenza della Camera sono state fatte allontanare.

Attesa per la quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Prodi è il nuovo candidato del Pd

English: Romano Prodi during the commemoration...

English: Romano Prodi during the commemoration ceremony of the fall of the border Italy – Slovenia on 2004 Italiano: Romano Prodi durante la rievocazione della cerimonia della caduta del confine Italia – Slovenia del 2004 (Photo credit: Wikipedia)

Attesa per la quarta votazione per eleggere il presidente della Repubblica. Il quorum scende a 504 voti, quattro in più di quelli su cui può contare sulla carta Romano Prodi. Nella terza, andata a vuoto, 465 schede bianche, 250 preferenze a Rodotà, 22 a Prodi. Pdl e Lega annunciano che non parteciperanno al quarto scrutinio. Alfano: ‘Trattano questo voto come il congresso del Pci…’. M5S incalza il Pd: ‘Votate Rodotà e a noi andrà bene qualunque nome lui farà per formare il governo’. Scelta Civica voterà Cancellieri. Prodi in arrivo a Roma. Elezione sul filo, incognite sul sostegno unanime del Pd. Grillo attacca: ‘Parlamento bloccato, siamo al colpo di Stato’. Ma l’ex Garante della Privacy dice che non ostacolerà il Movimento se dovesse scegliere altre soluzioni.

15,57 Dentro l’Aula di Montecitorio la senatrice Pdl Alessandra Mussolini indossa una maglietta con scritto: ‘Il diavolo veste Prodi‘. Il presidente della Camera Laura Boldrini invita alla calma e all’ordine richiamando l’attenzione dei capigruppo.

15,04
Berlusconi: Pd ha violato la parola data
‘La candidatura di Marini è stata accantonata violando la parola data’. Lo afferma Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi del Pdl in corso alla Camera. ‘Secondo l’articolo 87 della Costituzione il Capo dello Stato rappresenta l’unità nazionale. Per questo ci eravamo resi disponibili ad una candidatura condivisa, anche se non espressione del nostro partito. In una rosa di cinque nomi proposta dal Pd avevamo individuato il nome di Marini e lo abbiamo lealmente sostenuto alla prima votazione’. Il Cavaliere ha aggiunto: ‘Noi siamo qui per ostacolare la sinistra, difenderemo la nostra Costituzione, la nostra libertà, la nostra democrazia’. ‘Siamo in campo – afferma Berlusconi – e non preoccupatevi dei miei processi perché non ho nulla di cui vergognarmi’.

14.45
Pdl e Lega non parteciperanno al quarto scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. E’ quanto emerso dal vertice con Berlusconi a palazzo Grazioli

14.35
Scelta civica voterà per Anna Maria Cancellieri al quarto scrutinio per l’elezione del capo dello Stato, lo hanno i gruppi parlamentari nella riunione cui era presente anche Mario Monti. La probabile concomitante assenza dall’Aula del Pdl consentirà anche ai parlamentari montiani di contarsi e sgombrare le voci sul possibile voto a Romano Prodi da parte di 10-20 di loro.

14.00
Se il Pd voterà Rodotà per il Colle ‘si apriranno praterie’ per il Governo. Questa la linea di M5s portata da Crimi e Lombardi all’assemblea dei parlamentari. ‘E’ il presidente dei cittadini e non dei partiti’. Per cui qualunque nome indicherà Rodotà per formare un nuovo esecutivo, una volta presidente, ‘a noi andrà bene’.

13.54
Questi i risultati del terzo scrutino alla Camera per l’elezione del Presidente della Repubblica, annunciati all’Aula dalla presidente della Camera,
Laura Boldrini:
250 voti a Rodotà,
34 a Massimo D’Alema,
22 a Prodi,
12 a Napolitano,
9 a Cancellieri,
8 a Sabelli Fioretti,
7 a De Caprio,
6 a Marini,
5 a Mussolini,
5 a Palmieri,
4 a Bonino, Chiamparino, Merlo Ricardo,
3 a Borletti Buitoni, Casaleggio, Cicchitto, Colombo Gherardo, Leo
Ermanno,
2 Castagnetti, Di Giovanpaolo, Martino.
44 i voti dispersi, 465 le schede bianche, nulle 47. 

13.00
‘Torno a ringraziare i grandi elettori, in particolare quelli del Movimento 5 Stelle e di Sel, e i moltissimi cittadini che in questi giorni mi hanno espresso una grande e per me inattesa fiducia. Ringrazio il Movimento 5 Stelle che ha confermato l’intenzione di continuare a sostenere la mia candidatura’. Lo afferma in una nota Stefano Rodotà. ‘Per parte mia, non intendo creare ostacoli a scelte del Movimento che vogliano prendere in considerazione altre soluzioni’.
12.49
‘L’unica strada è andare alle elezioni’. Così Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl, uscendo dalla Camera in piazza Montecitorio. ‘La Cancellieri? Il punto – ha detto – non è la persona ma il metodo’. Non è escluso, tuttavia, che si possa convergere sul nome del ministro dell’Interno.
12.42
Servono voti, altrimenti anche la candidatura di Romano Prodi al Quirinale, avanzata questa mattina dopo l’assemblea dei ‘grandi elettori’ del Pd, rischia di non passare.
Al momento i voti certi, dando per reale la ritrovata compattezza in seno al centrosinsitra, sono solo 450: 330 tra senatori e deputati del Pd, 37 di Sel e 23 dei delegati delle regioni. Numero lontano dal quorum di 504 previsto a partire dalla quarta votazione (che si aprirà oggi pomeriggio alle 15.30).
Mancano i voti fondamentali di Scelta civica, che questa mattina ha confermato che nella quarta votazione scrivera il nome di Anna Maria Cancellieri, che conta 69 grandi elettori montiani, 9 di Fratelli d’Italia e piace molto sia alla Lega Nord che al Pdl.

12.40
Grillo: ‘Io ho parlato con Rodotà che è nostro candidato, ed è anche infastidito del fatto che lui potrebbe abdicare Prodi. Nessuno nel M5S si è sognato di votare Prodi e non lo farà neanche in futuro’. Da Manzato in Friuli, Grillo smentisce ogni ipotesi di convergenza nel voto dei Cinque Stelle sulla candidatura di Romano Prodi al Quirinale.

12.20
Renzi: Prodi al Quirinale? ‘Aspettiamo e vediamo’.

12.15
Romano Prodi, ha le caratteristiche giuste per fare il presidente della Repubblica. Questo il commento del presidente del gruppo Tod’s, Diego Della Valle, alla scelta del Pd di candidarlo al Qurinale. ‘Tra le persone che sento candidate – ha detto Della Valle al termine dell’assemblea degli azionisti – Prodi ha le qualità per fare il presidente della Repubblica. Ha tutto quello che serve in questo momento: conosce i problemi delle famiglie, dell’economia e ha la reputazione e il rispetto della comunità internazionale’.

12.11
Stefano Rodotà ‘non ha fatto assolutamente un passo indietro’, assicura il capogruppo dei senatori M5S che, insieme alla presidente dei deputati, Roberta Lombardi, ha incontrato il giurista, candidato al Colle dal Movimento, nella sua abitazione romana. ‘Rodotà non farà nessun passo indietro, nemmeno dopo la terza votazione’, assicura Lombardi. 

12.06
Lupi a Rainews24: ‘L’esigenza dell’Italia è trovare figure che uniscano, non che dividano. Prodi lo è. Cancellieri non ci dispiace, valuteremo la candidatura posta da Scelta Civica’.

12.00
Monti a Rainews24: ‘Pessimo metodo di selezionare la candidatura si appunta, nel caso di Prodi, su un’ottima persona e una figura autorevole. La visione di Prodi è di un bipolarismo muscolare, su questo non sempre eravamo d’accordo. E credo che l’esperienza abbia dato ragione a me e non a lui. Se mi pento di essermi schierato con Scelta civica e di non essere ora fra i candidati al Quirinale? No, penso che la candidatura Cancellieri sia più forte di quanto avrebbe potuto essere la mia’.

11.56
Monti a Rainews24: ‘Cancellieri è espressione di un metodo, una candidatura nazionale che è arrivata prima di quella di Prodi da parte del Pd. E’ diverso il metodo: unione di parti contrapposte, non divisione. E poi Cancellieri è una donna, indipendente dai partiti politici, che ha ottenuto importanti risultati nella lotta alla criminalità organizzata. L’ha proposta al Quirinale anche Saviano. (…) Non è una candidatura motivata dal fatto che tengo al PdL. Tengo alla collaborazione fra forze politiche per risolvere i problemi dell’Italia’.

11.54
Paolo Romani, PdL: ‘C’è stato un distacco repentino da una scelta condivisa. Prodi è una candidatura di parte del Pd. Interessante, invece, la proposta Cancellieri avanzata da Scelta Civica, la valuteremo’.

11.48
Dopo essersi ricompattato sulla candidatura di Romano Prodi, il Pd è al lavoro per cercare di fargli ottenere alla quarta votazione i 504 voti necessari all’elezione a Presidente della Repubblica. Sono dunque al lavoro le diplomazie e – raccontano fonti del Pd – sono partiti i contatti anche tra singoli deputati, in particolare di Scelta Civica e ‘grillini’, per cercare una convergenza.

11.45
‘Noi parteciperemo dalla quarta votazione e decideremo il da farsi dopo la riunione delle 14.30 convocata da Maroni dove prenderemo una decisione che sarà comune, compatta e monolitica’. Così Luca Zaia della Lega Nord. 

11.27
Ancora troppo pochi per ottenere la maggioranza semplice, ma ad un soffio dal traguardo: sono 495 i voti che dovrebbero convergere sul nome di Romano Prodi. Si tratta della somma delle delegazioni di Pd e Sel, che insieme arrivano ad appena -9 dal numero magico di 504, necessario per giungere alla maggioranza semplice richiesta dal quarto scrutinio in poi.

11.11
Esponenti 5 Stelle si spostano verso casa Rodotà. Lombardi e Crimi: ‘Gli proporremo la candidatura di D’Alema…’

11.05
Stefano Rodotà potrebbe fare un passo indietro. E’ questo il rumor che circola con insistenza da qualche minuto in Transatlantico. La decisione del professore viene data per possibile nelle prossime ore da ambienti parlamentari.

11.00
‘Ieri sera dopo aver consultato i vertici di Scelta civica, ho proposto alle forze politiche di sostenere per l’elezione al Capo dello Stato il nome di Annamaria Cancellieri‘. E’ questo il nome proposto da Mario Monti e da Scelta civica per la candidatura al Colle. Prodi ‘ha tutto per essere un buon presidente’, ma, ha detto Monti, ‘il Pd sembra aver dato priorità in questo momento al disperato tentativo di salvaguardare l’unità del partito pensando più a quello che all’unità del Paese’.

10.50
‘Per noi Prodi non è votabile: ha svenduto l’Italia quando ha presieduto l’Iri’. Dalla Lega Nord arriva un fermo ‘no’ al candidato del Pd per il Quirinale, lo dice Massimo Bitonci a Rainews24. I parlamentari del Carroccio non voteranno nel corso della terza votazione e si riuniranno alle 14:30 per decidere cosa fare alla quarta.

10.42
‘E’ saltata la strategia di un dialogo con il centrodestra finalizzata all’obiettivo di dare all’Italia un governo, dinanzi alla durissima situazione del Paese. Strategia da me pienamente condivisa. Anche perché ritengo una follia il ritorno immediato alle urne con questa legge elettorale’, dice Franco Marini. ‘Ovviamente con il cambio di strategia viene meno anche la mia candidatura’, ha aggiunto l’ex presidente del Senato.

9.55
Gelmini a Rainews24: ‘Questa non è una scelta né corretta né lungimirante, il Pd intraprende una strada sbagliata. Siamo di fronte alla ‘grillinizzazione del Pd, questo non ci rassicura. Dal Pd comportamento intollerabile, Prodi è un nome di rottura, PdL avrà reazione forte in Parlamento e nelle piazze’.

9.53
Maurizio Gasparri a Rainews24: ‘Pd si appropria di Camera, Senato e Presidenza della Repubblica, Prodi è una scelta che divide. Elezioni più vicine? Credo proprio di sì’.

9.48
‘Questa mattina il Pd, il grande partito innovatore, ha scelto Prodi all’unanimità. Sel voterà compatta Prodi. Noi voteremo Stefano Rodotà promotore e difensore reale dei beni comuni. La battaglia per un Italia diversa è solo all’inizio’, dice su Facebook il parlamentare M5S Roberto Fico, commentando l’ok unanime dei grandi elettori Pd a Prodi.

9.45
L’alleanza di centrosinistra alla quarta votazione si presenterà compatta a sostegno della candidatura di Romano Prodi. Anche Sel, infatti, ha deciso di convergere sul nome dell’ex premier, stando a quanto detto da Nicola Fratoianni.

9.40
‘Prodi presidente della Repubblica? I comunisti non cambiano mai. Prima gli interessi di un partito sfasciato e allo sbando e poi quello degli italiani. Grazie all’inciucio con i grillini avremo Prodi presidente della Repubblica. Il nuovo che avanza!!! Povera Italia’, afferma Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera.

8.00
E’ stato unanime, per alzata di mano, il via libera dell’assemblea dei grandi elettori del Pd alla candidatura di Romano Prodi a nuovo presidente della Repubblica.
L’ex premier sarà candidato oggi pomeriggio nella quarta votazione. Stamane, nell’ultima votazione in cui è richiesto il quorum della maggioranza dei due terzi, il Pd voterà ancora scheda bianca.

‘Prodi qualifica la nostra coalizione e parla al nostro paese’
Lo ha detto Pier Luigi Bersani, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, proponendo la candidatura di Prodi per il Quirinale.

Damiano: ‘Un nome per il bene del Paese’
‘C’è stata una convergenza unanime su Prodi, un nome che ricompatta il partito – dice Cesare Damiano ai microfoni di Rainews24 – Su Marini non c’era avversione per la persona ma per il timore che a quella proposta potesse derivarne un’ipotesi di governo definita. Noi siamo contrari al governissimo‘.

Bindi: un nome ‘papabile’ anche per i 5 Stelle

‘Ci auguriamo che questa unanimità si trasferisca nelle urne alla 4a votazione e che raccolga i voti anche del centrosinistra che si è diviso nelle precedenti votazioni. Non solo, riteniamo che il nome di Prodi possa dire qualcosa anche al Movimento 5 Stelle, che lo aveva incluso nelle quirinarie. Prodi è il mio candidato da sempre, spero ce la faccia già stasera. Certo, in questi giorni siamo stati incomprensibili per molti, dovrà esserci una riflessione profonda’.

(fonte Rainews24)

Su Twitter #rodotarenzi#quirinalepresidente della repubblica#cancellieri#Prodi

Elezioni presidente della Repubblica: i risultati del primo e secondo scrutinio

grafico elezioni presidente repubblicaFumata nera al secondo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. Stefano Rodotà ha ottenuto 230 voti, Sergio Chiamparino 90, Massimo D’Alema 38, Franco Marini 15, Alessandra Mussolini 15, Romano Prodi 13, Emma Bonino 10, Sergio De Caprio 9, Sibilia 7, Bindi 6, Severino 5, Berlusconi 4, Bersani 4, Finocchiaro 4, Napolitano 4, Merlo Ricardo 3, Castagnetti 2 , Cucuzza 2, Forlani 2, Grasso 2, Maniscalco 2, Palmieri 2, Sabelli Fioretti 2, Santanchè 2, Versace 2. I voti dispersi sono stati 41, le schede bianche 418 e le nulle 14.

PRIMO SCRUTINIO – Questi i risultati della seconda votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, annunciati dalla presidente della Camera Laura Boldrini, in Aula a Montecitorio. Nessun candidato ha ottenuto la maggioranza qualificata di 672 voti (due terzi del totale) necessaria per l’elezione. La seduta è stata sospesa e la terza votazione si terrà venerdì alle 10. Fumata nera anche nel primo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica. Franco Marini ha ottenuto 521 voti . Seguono Rodotà con 240 voti, Chiamparino 41, Prodi 14, Bonino 13, D’Alema 12, Napolitano 10, Finocchiaro 7, Cancellieri 2, Monti 2. I voti dispersi sono stati 18, le schede bianche 104, le nulle 15.

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