Terremoto: scosse nella notte tra Belluno e Pordenone

 Ancora scosse di terremoto dopo quelle che hanno colpito Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Questa volta il sisma è stato avvertito alle 4.04 con una magnitudo 4.5 dalla popolazione delle province di Belluno e Pordenone. A riferirlo il Dipartimento della Protezione civile.

L’epicentro è stato localizzato nei pressi di Chies d’Alpago. Nessun danno rilevato, ma soltanto tanta paura per chi nel Nord Est Italia  ha di nuovo avvertito tremare la terra. Qualche comignolo è venuto giù in Veneto, avvertono dalla Protezione civile regionale, e nulla più. 

Nuovi dati satellitari dal radar Cosmo-SkyMed dell’Agenzia spaziale italiana stanno, invece, mostrando gli effetti permanenti dei movimenti del suolo relativi al terremoto del 29 maggio che ha colpito la Romagna, permettendo ai ricercatori di Irea-Cnr e Ingv  di rilevare un sollevamento fino a 12 centimetri.

Lo studio è stato condotto da un team congiunto di ricercatori dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Irea-Cnr) di Napoli e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) mediante una tecnica denominata interferometria differenziale, che permette di misurare spostamenti del terreno anche dell’ordine di pochi centimetri su grandi aree.

Terremoto Pianura Padana Emiliana: aggiornamento ore 11.00 del 9 giugno

Nelle ultime 24 ore sono stati 32 gli eventi registrati. L’evento maggiore si è verificato il 9 giugno alle ore 07.47 di magnitudo 3.0.

nella foto a destra – Meccanismo focale del terremoto di questa notte nelle province di Belluno e Pordenone. Il simbolo rosso e bianco indica il tipo di geometria e movimento della faglia responsabile del terremoto. La stella rossa è l’epicentro del terremoto e i triangoli rossi sono le stazioni sismiche usate nel calcolo.

http://www.ingv.it/
http://www.asi.it/
http://www.cnr.it/sitocnr/home.html

Online il nuovo video della Dogo Gang ‘Noi siamo il Club’ feat. Marracash

E’ online da oggi il singolo dei Club DogoNoi Siamo il Club‘ feat Marracash, regia di Calu Montesano.

Pubblicato su DogoTVOfficial, il canale sharing della crew hip hop della Barona, Milano, è l’official del nuovo, omonimo album ‘Noi siamo il club’.

Previsto per il 29 maggio, dopo il posticipo deciso in rispetto delle vittime del terremoto che ha colpito il Nord Italia,  il brano è la title-track del disco della Dogo Gang degli Mc Gue Pequeno, Jake la Furia e del beatmaker Don Joe, in uscita martedì 5 giugno.

Il pezzo ha una featuring di tutto rispetto, Marracash. Il conduttore e speaker di MTV Spit, il ‘King del Rap‘ appare nel video in un elegantissimo smoking, alla guida di un’auto di lusso. Incluso di strofe.

I Club Dogo saranno performer degli MTV Days 2012 a Torino il 29 e 30 giugno.

http://www.clubdogo.org/
http://www.guepequeno.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Club_Dogo 

Terremoto Romagna: a Cavezzo estratta viva una donna dopo 12 ore, 17 i morti, centinaia i feriti

E’ stato trovato il corpo senza vita del dipendente disperso sotto le macerie della Haemotronic, l’azienda di Medolla crollata a causa del terremoto di ieri.  A darne notizia la Protezione civile. Il bilancio dei morti sale a 17, gli sfollati sono a migliaia, i feriti superano i 300. La terra trema ancora in Romagna. Una scossa di magnitudo 3.8 è stata avvertita dalla popolazione alle 8:00 nelle province di Modena e Mantova dopo più di 40 eventi sismici sono stati avvertiti durante la notte scorsa. Secondo la Protezione civile ‘allo stato attuale non è consentito stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare le zone vicine all’epicentro, lasciando in questo modo intendere che le previsioni di ulteriori scosse sono’ prive di fondamento’.

I danni più rilevanti sono dovuti al sisma di ieri alle 9:00, quando una scossa di magnitudo 5.8 ha raso al suolo i centri storici di paesi come Mirandola, San Felice, Cavezzo, Rovereto, Medolla e Concordia. Nel distretto del Biomedicale, dove si lavorava per cercare di tornare alla normalità dopo il terremoto di domenica 20 maggio, il numero più alto di vittime.

I capannoni delle zone industriali dove erano a lavoro operai e tecnici per i controlli di stabilità, sono stati accartocciati dalle forti scosse sismiche. Tre operai della BBG di Mirandola Enea Grilli, Eddy Borghi e Vincenzo Iacono sono stati travolti dalle macerie.

All’interno della Ditta Aries è deceduto il fondatore e amministratore Mauro Mantovani. Poco distante, sempre a Mirandola, sotto le macerie della propria abitazione è rimasto intrappolato Zhou Hong Li, cinese morto sul colpo. Altri tre operai sono deceduti nel crollo del capannone dell’azienda Meta di San Felice: l’ingegnere Gianni Bignardi impegnato in un sopralluogo, l’indiano di 27 anni Kumar Pawan e Mohamad Azarg, marocchino di 40 anni che viveva a San Felice con moglie e due figli. Cavezzo l’altro comune colpito per numero di vittime. Iva Vanna Contini e Daniela Salvioli sono state travolte da un capannone, Enzo Borghi è invece deceduto nella sua abitazione. Il parroco di Rovereto di Novi, Ivan Martini, è morto nella sua chiesa, mentre con un vigile del fuoco cercava di recuperare la statua della Madonna: una pietra caduta dall’alto lo ha ucciso.

A Medolla ieri, in serata, si contavano altri tre morti nel crollo dell’azienda Haemotronic: dopo Paolo Siclari, sono stati individuati i cadaveri di due colleghi, mentre un terzo è stato ritrovato questa mattina.

Sergio Cobellini è stato ucciso dopo essere stato colpito da un masso mentre camminava in strada, mentre qualcuno sembra essersi salvato per miracolo. Il sindaco di Finale Emilia è riuscito a fuggire dall’asilo comunale pochi secondi prima del crollo e una donna di 65 anni è stata trovata dopo 12 ore viva sotto le macerie a Cavezzo.

Intanto per aiutare la macchina dei soccorsi, il prezzo della benzina è stato aumentato di 2 centesimi. Rinviate le tasse. Salgono a 14 mila gli sfollati. Aperta un’inchiesta per accertare le responsabilità dei decessi alla Haemotronic di Medolla.

Terremoto: scossa di magnitudo 6 Richter, sette le vittime e decine i feriti. Epicentro nel Ferrarese

Tre scosse di terremoto questa notte anche colpito la parte Nord di Bologna, coinvolgendo buona parte del territorio del Ferrarese, fino a raggiungere Milano e il Veneto. Con 7 vittime e decine di feriti, un numero ancora da verificare, rimane la Romagna la regione più colpita dalla scossa più forte,  magnitudo 6 intorno alle 4 di notte. Le vittime sono quattro operai schiacciati nel crollo di un tetto,  lavoravano in due diverse aziende del Ferrarese, nella zona di Bondeno e due donne decedute per lo spavento. Ma il bilancio sembra destinato a crescere man mano che i soccorsi raggiungono casolari isolati o piccoli paesi intorno all’epicentro del terremoto. Una donna di 37 anni, Gabi Ehsemann, è morta a San Pietro in Casale, nel Bolognese, forse per un malore legato allo spavento. E’ una donna di 83 anni del ferrarese, Anna Abeti, già colpita da Ictus una decina di giorni fa, la settima persona deceduta in seguito al terremoto: secondo i carabinieri di Ferrara, la donna avrebbe accusato un malore – che ne ha causato poi la morte – arrivando all’ospedale di Sant’Anna solo in tarda mattinata, mentre la forte scossa di terremoto avvertita nel ferrarese in un buona parte della regione risale alle prime ore del mattino. A Sant’Agostino è deceduta, colpita da un calcinaccio, Nerina Balboni di 103 anni. In Toscana e Lombardia sono stati sfollati numerosi centri abitati col maltempo in arrivo. Altre scosse nella notte fra domenica e lunedì.

Per alcune ore il sisma ha interessato la zona fra Modena, Mantova e Rovigo con una scossa di magnitudo di 4.1. I morti sono operai rimasti sotto le macerie di due capannoni. A Sant’Agostino, sempre nel Ferrarese è caduto anche un campanile. Le verifiche sono ancora in corso, ma si sa già che una delle vittime è un operaio marocchino di 29 anni, Tarik Nauch, è rimasto schiacciato dal tetto dell’azienda che è crollato assieme ad un silos all’esterno della struttura. Era a lavoro presso un’azienda di polistirolo espanso di Bondeno, che lavora a ciclo continuo e il cui capannone, in località Ponte Rodoni, è crollato dopo la scossa più forte. Il suo turno di notte alla Ursa sarebbe terminato alle 5. Con lui c’erano altri colleghi che non hanno riportato ferite.

Al momento risulterebbero dei crolli di capannoni e campanili anche a Cento (Ferrara) e a Finale Emilia, in provincia di Modena, dove sarebbe venuta giù una casa apparentemente disabitata. Anche le altre due vittime sono due operai, dipendenti di una fabbrica di ceramica crollata a Sant’Agostino di Ferrara. Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni avrebbero terminato il loro turno di lavoro alle 6 al reparto monocottura della Sant’Agostino Ceramiche. Un altro operaio, Gerardo Cesaro di 59 anni,  ha perso la vita mentre lavorava in turno alla Tecopress, fonderia a ciclo continuo di Dosso, frazione di Sant’Agostino, dato in un primo momento per disperso nel crollo del tetto della fabbrica.

La Protezione civile della Romagna, a circa mezz’ora di distanza dalla scossa di magnitudo 5.9, ha cominciato a ricevere le prime segnalazioni di danni nella regione. E’ stata attivata la sala operativa a Bologna e sono in corso controlli a tappeto. Una chiesa a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, è andata distrutta.

Da New York, una telefonata ha avvertito il centralino del 113 di Roma che una bimba di cinque, Vittoria Vultaggio, ha rischiato di rimanere sotto le macerie di un palazzo. Da Roma è stata chiamata Modena e la bimba è stata salvata. A chiamare è stato il figlio di una famiglia vicina di casa della bambina che abita a New York e che aveva telefonato ai genitori per sapere come stavano. I genitori gli hanno detto che non riuscivano a chiamare i soccorsi per problema di linea e hanno sollecitato il figlio che lavora alla Columbia University a chiedere aiuto.

Le scosse, la più forte di magnitudo 6 (secondo lUsgs – U.S. Geological Survey – che ha aggiornato i dati in mattinata rispetto al 5.9 della scala Richter) e con un epicentro a 5,1 chilometri di profondità sono state avvertite anche in  in Toscana, Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Squadre dei pompieri sono a lavoro per verificare la staticità di numerose strutture. Nessuna conseguenza per le popolazioni.

Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’epicentro del terremoto è stato nella zona di Finale Emilia, nel modenese e l’area più prossima comprende le province di Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Tra i piu’ vicini all’epicentro figurano i comuni mantovani di Borgofranco sul Po, Carbonara di Po, Felonica, Magnacavallo, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide e Villa Poma, quelli rovigotti di Vergantino, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Ceneselli e Melara, quelli modenesi di Camposanto, Medolla, Mirandola, San felice sul Panaro, quelli bolognesi di Crevalcore, Pieve di Cento, e quelli ferraresi di Bondeno, Cento e Sant’Agostino.

Il terremoto è stato forte quasi quanto quello, di magnitudo 6.2, che il 6 aprile 2009 distrusse L’Aquila. Degli altri recenti grandi terremoti in Italia, quello del 1976 in Friuli è stato di magnitudo 6.2, quello dell’Irpinia (1980) di magnitudo 6.8, quello di Umbria e Marche (1997) di magnitudo 5.6.

Alle 7,45 sono stati ripristinati tutti i collegamenti ferroviari nelle zone colpite dal sisma. Aperte anche le linee ad Alta Velocità Bologna-Milano e Bologna-Firenze. Restano da riattivare solo la tratta Bologna- Rovigo e Bologna-Poggio Rusco dove – spiegano le Fs – ‘le ricognizioni tecniche previste dai protocolli di sicurezza per verificare l’integrità delle infrastrutture, avviate ovunque nel corso della notte, sono in corso di ultimazione’.

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