Benigni boom: oltre 12,6 milioni di telespettatori per ‘La più bella del mondo’

BenigniRoberto Benigni boom. Il comico toscano registra oltre 12,6 milioni di telespettatori sintonizzati su Raiuno per il suo show ‘La più bella del mondo’, la serata evento che si è giocata tra la satira politica e l’esegesi della Costituzione. Il programma ha raccolto in media il 43,94% di share.

Grandissima soddisfazione viene manifestata negli ambienti Rai per un risultato ancora una volta strepitoso ottenuto grazie a Benigni, risultato andato forse anche oltre le previsioni della vigilia considerando anche la particolarita’ del tema trattato e inoltre il particolare momento del Paese. Benigni è un fiume in piena. E’ partito da Silvio Berlusconi e dal suo ritorno in politica. ‘Berlusconi si è ripresentato per la sesta volta. Ha detto che la settima si riposa’, ha detto Benigni. Poi l’invocazione, con gli occhi al cielo ‘Signore, pietà’. E’ come ‘un film dell’orrore: Lo squalo 6’. E ancora: ‘Due notizie gravi per l’Italia in questo dicembre: la fine del mondo, dicono, e il ritorno di Silvio’.

‘Ma lui lo fa perché mi vuole bene. Ha saputo che andavo in televisione e si è chiesto cosa poteva fare per me… e si è presentato’. Poi, a proposito dell’alternanza di propositi di Berlusconi sulla prossima tornata elettorale, un riferimento ad Angelino Alfano: ‘Quel povero Alfano l’ha mandato al manicomio’. Quindi l’affondo mistico: ‘Silvio soffre della Sacra Sindrome… una cosa gravissima’. Il comico e attore toscano parla quindi della sindrome di Stendhal, ironizzando quindi su Sandro Bondi, a proposito dei crolli all’epoca del suo ruolo di ministro dei beni culturali, ed anche su Claudio Scajola, riferendosi in questo caso alla vicenda della casa a ridosso del Colosseo di cui lo stesso Scajola ha sempre sostenuto di non sapere nulla.

Lasciata da parte la satira politica, Alfano, Renzi e l’ex premier, Benigni ha iniziato a dedicarsi all’Italia e ai dodici principi fondamentali della Costituzione, e si è emozionato mentre ha raccontato il lavoro dei padri Costituenti. Ha parlato di lavoro, ‘dell’Italia una e indivisibile’, della cultura, patrimonio e gloria del nostro Paese, dell’ambiente e dell’articolo che preferisce: ‘Il dodicesimo, quello sulla bandiera – ha detto – descritta nei suoi tre colori come nel tema di un bambino’. Per il premio Oscar standing ovation del pubblico.

Benigni su Fornero: ma quanti dannati ci sono all’Inferno?

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English: Italian actor and director Roberto Benigni won an award in Terni in the “Events Valentine” Italiano: Roberto Benigni viene premiato a Terni durante le “Manifestazioni valentiniane” (Photo credit: Wikipedia)

Il comico toscano Roberto Benigni si interroga a Ballarò sulla ministro del Lavoro Elsa Fornero e i conti degli ‘esodati’.

Nel giorno in cui si vota l’ennesimo emendamento a una riforma del Lavoro alla quale tanto si aspira e mai si arriva, trovando un happy end che renda felici tutti (senza per questo dover necessariamente accennare all’assistenzialismo di cui ha parlato Maroni, tanto tempo fa?)

La ministra è contenta. Perché sostenuta dal Wall Street Journal che la intervista, lei stessa sostiene ‘Questa riforma non è perfetta, ma è buona, soprattutto per quelli che entrano nel mercato del lavoro’.

Per la ministra ”obiettivo della riforma è far cambiare agli italiani il loro comportamento in molti sensi’. Per prima cosa, riguardo al lavoro. Anche se sancito costituzionalmente, (Art.37, il 31 è quello che sancisce il diritto alla famiglia) secondo la nuova mentalità che va diffusa, il lavoro non è più un diritto e va guadagnato.

‘Stiamo cercando di proteggere le persone e non il loro posto di lavoro – dice la ministra degli esodati, nel bene e nel male. Il posto di lavoro non è un diritto. Si deve guadagnarlo, anche attraverso i sacrifici’.

E ritemprando le stanche membra di un popolo italiano prostrato dai campionati europei, l’eterna maratona che oggi vede scendere in campo il Portogallo di Ronaldo contro la Furia rossa spagnola (domani tocca a noi contro la nazionale di casa Merkel) facendo ancora una volta appello all’anelito estremo che noi tutti italiani, azzurri o di altro colore, abbiamo e dobbiamo continuare ad avere, prima e dopo la seconda guerra mondiale, il ventennio fascista, quello quasi berlusconiano ( più che di ventennio, perché è durato 16 anni, possiamo parlare proprio di bordello e anche alla vecchia maniera, anche se un po’ più sofisticata) vecchia e nuova Repubblica, mani sporche dalle continue ricerche di terremoti veri e sinceri o idealogici, catastrofi insomma e non solo mediatiche, con i grillini che occupano occupano le poltrone da primi cittadini di città che del Parlamento leghista ne hatto fatto beffa, e Beppe Grillo che chiede al Financial Times, tramite la penna di Beppe Servegnini, di fare chiarezza, perché sì anche lui è un comico anche se politicamente e civilmente impegnato è bene fare sapere al mondo che non è Benito Mussolini, abbiamo bisogni di simboli. E cosa c’è di meglio per gli italiani pensare al lavoro come a un simbolo, di autostima e integrità sociale, di sacrificio e prostrazione di fatica e sudore, di graffi e morsi per poter continuare a dire ‘sì ho un lavoro’  piuttosto che ‘sono in cerca’. Allora – e dato anche che Cicchitto minaccia di far saltare Monti e il suo governo se non si sbrigano ad attivare le ferie – ecco che bando alle ciance si velocizza tutto, niente polemiche  ed estenuanti dibattimenti televisivi sulla possibilità di modificare la Costituzione italiana (ricordate quel parlamentare in quota Pdl che voleva riformare la costituzione per dare più forza alle imprese?) Andiamo giù dunque con una breve intervista alla ministra coraggiosa. Anche questa su un giornale estero, straniero. Come per dire ‘toc, toc, si può?

Chi è che ha lasciato fuori dalla porta la ministra del Lavoro?  

Nella riforma del Lavoro che oggi sarà approvata definitivamente dalla Camera ‘non ci sono intoccabilità’, ha detto il ministro del Lavoro, questa mattina, ai microfoni di Radio anch’io su RadioUno. ‘La cosa importante – ha aggiunto – è far partire questa riforma che ha un insieme di elementi positivi per i giovani, gli ammortizzatori sociali e contiene le premesse perché l’apprendistato divenga una modalità di ingresso nel mondo del lavoro’.

La ministra del Lavoro e delle nuove parole (esodati al posto di pensionati, apprendistato invece di stage tirocinio), come la torcia Olimpica, riaccende le speranze. E a questo punto ci sarebbe proprio da dire che è tutta una questione psicologica, come ha detto Prandelli, ct in nazionale, prima di portare i suoi in Polonia e Ucraina.

Cosa dicono i confederati, estremi oppositori di una possibile riforma del Lavoro che ci renderebbe un po’ più europei e un po’ meno italiani da commedia wertmulliana degli anni settanta?

Bonanni non ci sta. Del resto il contratto di lavoro nazionale, qualunque esso sia va difeso e a spada tratta. Perché? Perché l’identità del popolo italiano (sovrano o Sopranos?) va difesa, anche quella, lavoro si lavoro no.

‘Solo sul tema degli ammortizzatori sociali bisognerebbe allungare i tempi per utilizzare il nuovo criterio dell’Aspi, proprio per non creare difficoltà ai lavoratori. Sul resto, meno si tocca e meglio e; d’altronde il ministro Fornero vuol toccare solo per peggiorare’, ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni. ‘Il rilancio – aggiunge – si realizzerà solo se pagheremo meno le tasse, meno l’energia, se avremo più infrastrutture’. Allora si che ci vuole il detto ‘Cosa dice la mamma Rocca?’

L’aula della Camera intanto ha approvato la fiducia al terzo articolo del ddl di riforma del mercato del lavoro. I si sono stati 447, i no 76 mentre 27 gli astenuti.

Meglio Benigni!


http://www.governo.it/governo/costituzione/1_titolo3.html

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