Monti non lascia: ‘il mio non è un abbandono ma la continuazione del mio interesse alla vita del Paese’

Mario Monti , forse il prossimo PremierAnnuncia che non abbandonerà la politica. E accusa imprese e sindacati di avere contribuito alla scarsa crescita dell’economia italiana. Questo, in sintesi, l’intervento di Mario MontiChe tempo che fa. ‘Il mio non è un abbandono ma la continuazione di quello che è il mio modo di interessarmi della vita del Paese‘, ha risposto il premier a una domanda sul suo ruolo in Scelta civica. Dopo le voci sulla sua rinuncia a incarichi operativi nel partito e sulla cancellazione del suo nome dal simbolo.

‘Ora Scelta civica – spiega Monti – si sta dotando di uno statuto. Io non sono mai stato il presidente e ho incoraggiato gli altri a pensare anche a ricercare qualcuno che occupi quel posto. Io non sarò presidente né segretario’. La sua attività – continua il premier – sarà ‘a sostegno di iniziative per le riforme, per l’Europa, contro il bipolarismo conflittuale‘. Orientamento che per ora segue solo Scelta civica, sostiene.

‘Per quanto riguarda l’economia reale siamo ancora in emergenza – continua -. Al prossimo governo occorrerà una velocità di decisione e un consenso simili a quelli che hanno caratterizzato i primi sei mesi del governo che ho presieduto’. ‘Se l’Italia non cresce ciò o è dovuto a lacune della politica, ma moltissimo anche a sindacati e imprese’, che devono cambiare: ‘Il mondo del capitalismo non ha saputo ammodernarsi e il mondo dei sindacati ha responsabilità storiche nell’arretratezza’. Per questo Monti vede con favore che ‘sindacati e Confindustria prendano posizioni comuni. Ho dedicato buona parte del 2012 a ottenere questo’.

Birmania: no censura ai giornalisti, abolita la pratica del silenzio


L’annuncio del ministero dell’Informazione. I giornalisti non dovranno più sottoporre il proprio lavoro, prima della pubblicazione, al vaglio delle autorità. I rigidi controlli sulla stampa furono introdotti nell’agosto del 1964.  La decisione del governo di Myanmar arriva in piena estate con l’abolizione della censura sui media. Lo annuncia il ministero dell’Informazione, secondo quanto riferito dalla Bbc. In base alle nuove disposizioni emanate dal Dipartimento per il controllo e la registrazione dei mezzi di informazione, i giornalisti potranno pubblicare liberamente, senza previo controllo da parte delle autorità e sulla base della propria esperienza professionale.

Lo scorso anno la censura era stata revocata per le pubblicazioni ideologicamente meno sensibili, per esempio i testi delle canzoni o delle fiabe. Era però rimasta in piedi per la maggior parte dei libri e per giornali, televisioni e radio, specie se di forte connotazione politica o religiosa.

Prosegue così il percorso di riforme del nuovo governo birmano, formalmente civile sebbene guidato da un generale a riposo, Thein Sein. Aperture che hanno raggiunto il culmine con la scarcerazione di centinaia di prigionieri politici a partire dalla leader dell’opposizione non violenta, Aung San Suu Kyi, insignita nel 1991 del premio Nobel per la Pace.

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