Su La7 torna Santoro con ‘Servizio Pubblico’

 Michele Santoro e il suo ‘Servizio Pubblico‘ tornano in tv stasera 25 ottobre (alle 21.10) su La7. L’attesa per il ritorno del conduttore e della trasmissione lanciata lo scorso anno è terminata. La prima puntata ha il titolo di ‘Ladri di Stato’, tra gli ospiti ci sono Matteo Renzi, Gianfranco Fini e Diego Della Valle.

L’argomento della prima puntata sono gli scandali di questi ultimi mesi: dal caso Lombardia, con l’arresto dell’assessore regionale Domenico Zambetti accusato di aver dato soldi alla ‘ndrangheta in cambio di voti, alla vicenda Fiorito nel Lazio, passando per lo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria per mafia.

Tra le novità di quest’anno ‘la ricerca del leader che non c’è’: ogni settimana le prime 8 personalità nel sondaggio sulle preferenze degli italiani sui potenziali premier si sfideranno tra loro.

Nel corso della settimana verrà formata una classifica generale, grazie al voto su internet, che deciderà quindi gli ultimi due classificati che andranno in sfida durante la puntata: sarà il televoto, via sms, a decidere chi eliminare. Il vincitore finale sfiderà Mario Monti (il premier in carica) nell’ultima puntata.

E Giulia Innocenzi sottoporrà ai potenziali leader le proposte che emergeranno dal ‘Partito Liquido’, la piattaforma Liquid Feedback di Servizio Pubblico.

Mafia, il governo scioglie il consiglio comunale di Reggio Calabria

Il governo ha deciso lo scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria per collusione con la malavita organizzata.

Lo si legge nella nota diffusa al termine del consiglio dei ministri a tarda notte.

‘Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo scioglimento, ai sensi della normativa antimafia, del Consiglio comunale di Reggio Calabria e ha disposto il commissariamento dell’Ente affidandone la gestione a una commissione straordinaria per la durata di 18 mesi’, dice il comunicato.

Ad annunciarlo il ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri.

Nel corso di un’operazione anticosche della Questura del capoluogo calabro è stato arrestato questa notte il direttore operativo della Leonia, una società partecipata dal comune che si occupa della raccolta dei rifiuti a Reggio Calabria.

http://www.governo.it/

Ilva Taranto: iniziata la due giorni di stop indetta dai sindacati, prosegue la protesta degli operai

Iniziata la due giorni di stop indetta da Fim, Cils e Uilm contro il blocco degli impianti disposto ieri dalla magistratura che ha bocciato il piano di risanamento dell’azienda e ribadito la sua chiusura senza possibilità di produzione. Prosegue anche la protesta di gruppi di operai issati sulla torre di smistamento dell’altoforno 5 e sulla passerella del camino E312 dell’area Agglomerato.

Circa un migliaio di lavoratori hanno bloccato la statale Appia, nei pressi della Direzione dello stabilimento, e la 106 Jonica che collega Taranto a Reggio Calabria. Alcuni momenti di accesa discussione e di tensione si sono verificati vicino alla portineria A dello stabilimento dove il ‘Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti’, come preannunciato ieri, ha cercato di convincere gli operai a non occupare le strade e a non aderire a una manifestazione strumentalizzabile dall’azienda.

Anche la Fiom non ha partecipato allo sciopero. ”Siamo riusciti a convincere tantissimi lavoratori – dice Cataldo Ranieri, portavoce del Comitato – fino a 700-800. Altri non hanno aderito e sono rimasti in fabbrica. Il volantino dei sindacati non ha senso. Non c’è nessuna controparte. La nostra controparte è Riva non è la magistratura che sta facendo gli interessi nostri e delle nostre famiglie e ha dato allo Stato e alla famiglia Riva una via d’uscita per mettere a posto gli impianti come si fa in tutti i posti d’Europa. Noi non abbiamo bisogno di perizie e della magistratura – continua – per conoscere i veleni sprigionati all’interno dell’azienda. Siamo disposti a portare questo ‘casino’ pacifico a Roma. Il ministro Clini continua a volerci far scegliere tra vita e lavoro. Ma noi a questa scelta non ci stiamo’, conclude.

Prosegue intanto la clamorosa protesta dei gruppi di operai issati sulla torre di smistamento dell’altoforno 5 e sulla passerella del camino E312 dell’area Agglomerato. I manifestanti si alternano sulla sommità delle due strutture per richiamare l’attenzione sulla vertenza e l’adozione di provvedimenti in difesa del lavoro. Per i lavoratori dell’Afo5 si tratta della seconda notte passata a 60 metri di altezza, mentre gli operai che ieri sono saliti sul camino E312 si sono incatenati e stanno attuando anche lo sciopero della fame e della sete. Un’altra decina di dipendenti sono presenti da ieri sul Pci, un impianto di macinazione del carbon fossile.

Questa mattina ci sono state anche due ore di assemblea degli operai di due aziende edili dell’indotto, la Semat (450 dipendenti) e la Edilsider (40) entrambi del gruppo Trombini, che effettuano lavori di manutenzione e che hanno sede all’interno del siderurgico. Ieri le delegazioni della di Filca Cisl e Fillea Cgil hanno partecipato all’incontro a Confindustria con il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante ma essendo esterni la loro situazione è ancora più appesa a un filo e precaria rispetto ai metalmeccanici. Nei giorni scorsi è stato comunicato agli operai che le due aziende potrebbero metterli in ferie forzate e potrebbero ricorrere alla cassa integrazione proprio per la situazione creatasi all’Ilva. La loro mobilitazione va avanti da alcuni giorni.

Restano agli arresti domiciliari Emilio e Nicola Riva, ex presidenti dell’ILVA e Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento siderurgico fino a giugno scorso. Il gip di Taranto Patrizia Todisco ha infatti respinto la richiesta di libertà avanzata dai legali. (fonte Adnkronos)

http://www.ilvataranto.com/

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NBA 3X, Milano tappa finale

Continua il tour che ha toccato sei città in tutta Italia e stavolta è il turno di Piazza del Duomo a Milano. Il 6 e 7 ottobre gli appassionati

English: Los Angeles Lakers Magic Johnson and ...

English: Los Angeles Lakers Magic Johnson and Boston Celtics Larry Bird in Game two of the 1985 NBA Finals at Boston Garden (Photo credit: Wikipedia)

di NBA potranno tornare a sfidarsi sui campi di NBA 3X Tour: il torneo si svolgerà nel contesto più ampio di NBA Fan Zone, durante cui saranno presenti alcuni giocatori ed il Dance Team dei Boston Celtics, oltre a due grandi leggende NBA!

Nei due giorni a Milano, l’NBA Fan Zone offre agli appassionati tantissime attività tra cui 1 central court dove si svolgeranno le gare di tiri da 3 punti, di schiacciate, blind game e tanto altro.

MILANO: TAPPA FINALE DELL’NBA 3X – La National Basketball Association (NBA) ha portato per la prima volta in Italia NBA 3X, il tour estivo in 6 tappe dedicato ai fan di NBA e alle famiglie. Milano è l’ultima occasione per poter sfidare i tuoi amici nell’emozionante torneo 3×3. Piu´di 100 squadre (2400 giocatori e giocatrici in totale) impegnate in una sfida competitiva per decretare chi sarà il più forte.

Il torneo è aperto sia a ragazzi che ragazze, divisi secondo le seguenti categorie:

11-12 – Men’s and Women’s Divisions

13-14 – Men’s and Women’s Divisions

15-16 – Men’s and Women’s Divisions

17+ Open Division (mixed gender)

Dopo l’enorme successo riscosso durante le tappe di Torino e Lignano Sabbiadoro, con 100 squadre iscritteNapoli, con 300 squadre partecipanti ed il record europeo battuto, e con oltre 100 mila appassionati presentiTrapaniOstia e Reggio Calabrial’appuntamento per la finale di NBA 3X è a Milano, il 6 e 7 ottobre – Piazza Duomo

http://www.gazzetta.it/Nba/
https://www.facebook.com/NBAItalia

Lavoro: 2mila euro per la morte di Matteo Armellini, l’operaio deceduto sotto il palco della Pausini

Duemila euro e neppure. E’ la cifra, il compenso, il rimborso ricevuto in questi giorni dalla mamma di Matteo Armellini, il ragazzo operaio deceduto sul lavoro mentre da rigger stava montando il palco sul quale la sera stessa si sarebbe esibita Laura Pausini. Una morte sul lavoro. Che all’Inail, l’Istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro, costa per l’esattezza 1936,80 euro.

La qualifica di Matteo era quella di rigger. Che in inglese vuol dire montatore. Attrezzava le strutture impalcate dagli scaff, ancora una figura professionale a quanto pare non riconosciuta per il lavoro di quota insieme ai tecnici del suono e delle luci, fino ai facchini, i trasportisti, quelli che fanno il lavoro pesante. Semmai ci fosse differenza. Quando si muore, intendiamo.

Matteo Armellini è deceduto il 5 marzo scorso a Reggio Calabria. Oggi i soldi, che arrivano con la ‘pratica di infortunio o malattia professionale’ il rimborso per la madre di Matteo, che non lascia moglie o figli, inviato direttamente dall’Inail.  Una cifra che a quanto pare non basta neppure a pagare il trasporto della salma. Per il resto, a parte il burocratese indispensabile, non si fa cenno al decesso, né alle motivazioni per la somma riconosciuta.

‘I soldi non mi interessano – dice la mamma di Matteo. Per le mie idee gli oboli non esistono o mi è dovuto qualcosa o no. L’Inail riconosce un indennità solo a moglie o figli e Matteo non ne aveva. Se questa è la legge mi va bene. Qualora questi soldi fossero un’offerta, è bene sapere che non pago neanche il trasporto della salma da Reggio a Roma. Se non possono permettersi di pagare il funerale a mio figlio abbiano almeno il coraggio di ammetterlo’. Parole amare e crude di chi vuole conoscere e sapere, capire come è andata.

‘Perché quel giorno, prima ancora di iniziare il turno, la struttura è finita addosso a Matteo’ si chiede Paola. E ancora interrogativi su che tipo di tutela o garanzia avesse il figlio sul lavoro. La donna sta cercando tutto quello che può aiutarla a capire. A cominciare dalle buste paga di Matteo, che fanno luce su un lavoro tutt’altro che ben retribuito, il suo e quello di mille altri operai in tutta Italia. Non un contratto collettivo nazionale che ne riconosca le professionalità, gli orari, i turni, le retribuzioni fino ai contributi, quelli per la pensione. A detta della madre di Matteo, era il figlio a doversi preoccupare dell’assicurazione, da pagare, e dell’imbracatura e di ogni altra attrezzatura necessaria a svolgere il proprio lavoro. Come i corsi per la certificazione del lavoro in quota e l’abbigliamento antinfortunistico.

Il mestiere del rigger, termine anglosassone che vuol dire allestire, era uno di quei tanti lavori in nero venuti alla ribalta della cronaca al primo incidente sul lavoro del dicembre scorso, quello che ha preceduto di qualche mese la morte di Matteo Armellini. Sotto il crollo del palco questa volta di Lorenzo Jovanotti, prossimo ad esibirsi a Trieste è morto Francesco Pinna, studente operaio.

Ne è nato anche un collettivo di lavoratori autonomi che dal nero cercano di emergere, studiando la legislatura e le norme che regolamentano il lavoro di altezza. Sono i ragazzi del collettivo auto organizzato degli operai dello spettacolo di Roma. Che hanno individuato due tipologie di lavoro o per meglio dire, ‘escamotage contrattuali’.

Le cooperative di facchinaggio e quelle di specializzati. Le prime lavorano avendo come unico referente il proprietario, che procaccia il lavoro e paga gli operai. La gestione è quella del caporalato. I tecnici costano di più. Sono freelance e specializzati, ingaggiarli ha il suo prezzo. Si procurano il lavoro da soli e le produzioni che li chiamano non li assumono perché costerebbe troppo, ma pretendono  una ricevuta. Il lavoro stagionale qui è a chiamata, si inizia a parlare di partita Iva e di commercialista. Si lavora per passaparola. Vengono fuori soci lavoratori con contratti di lavoro intermittente che trovano commesse grazie alla loro professionalità. Una credibilità acquisita nel tempo e a proprie spese, spesso con grande fatica.

Quando il lavoro arriva, la storia cambia. Si passa a subordinati e per poter continuare, si affrontano anche doppi turni. Non sono contemplati i festivi, gli straordinari e i notturni. ‘Non sappiamo a che ora cominciamo e quando stacchiamo. Veniamo chiamati all’ultimo momento quando gli eventi sono calendarizzati mesi prima. Vorremmo essere in rapporto diretto con il committente che invece non sappiamo neanche chi sia’.

Appaltato l’artista, lo si deve accontentare. Lui e tutta la sua organizzazione. Questo vuol dire montare e smontare il palco, ogni sera per tutto il tour, di tappa in tappa, garantendo tempo e orari e un’ottima riuscita dello show. E se rifiuti, ‘chiamano un altro’ racconta Paola e chiede: ‘Come si è potuto arrivare a una simile giungla, con sindacati e forze sociali praticamente assenti?’

Ancora silenzio dietro un artista che magari canta di lavoro nero e operai sacrificati.

‘Matteo – dice ancora Paola – ormai è solo un fascicolo che si sposta da un archivio all’altro. La mia volontà è che quello che gli è accaduto non succeda più’. Intanto che lo spettacolo continua.

Di seguito il link all’articolo dell’Unità, il quotidiano al quale Paola Armellini ha rilasciato le dichiarazioni da noi riportate insieme ad altri utili link

http://mercenarishowbizroma.noblogs.org/
http://www.unita.it/italia/mori-per-montare-palco-pausini-br-la-sua-vita-vale-solo-2mila-euro-1.432317https://cookednews.wordpress.com/2012/06/27/benigni-su-fornero-ma-quanti-dannati-ci-sono-allinferno/

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