I 21 caporedattori dell’ufficio stampa e la spending review di Rosario Crocetta

Ventuno capiredattori, con uno stipendio da quattro mila euro al mese a testa e nessun redattore semplice da coordinare. Sembra la redazione dei sogni e invece è “soltanto” l’ufficio stampa della presidenza regionale siciliana. Un ufficio che, numeri alla mano, dovrebbe produrre la migliore comunicazione del mondo. Ma a Rosario Crocetta, neo eletto governatore della Sicilia con il Pd e l’Udc, quell’ufficio stampa fatto di soli capiredattori non va proprio a genio. E per questo ha intenzione di azzerarlo. “Quei 21 giornalisti sono decaduti dal giorno in cui mi sono insediato e se sono ancora al loro posto lo sono in modo volontario e li ringrazio, per carità gli verranno retribuite queste giornate lavorative”, ha sentenziato il neo presidente, mettendo in apprensione tutti i componenti dell’ufficio stampa più ricco d’Italia.

Assunti ai tempi in cui sullo scranno più alto di palazzo d’Orleans sedeva Salvatore Cuffaro, l’ex governatore condannato per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra, i ventuno capiredattori erano passati indenni all’arrivo di Raffaele Lombardo, che li aveva confermati in toto. Adesso però Crocetta intende iniziare la sua spending review proprio dall’ufficio stampa presidenziale. “Costano 3,2 milioni di euro all’anno, con questi soldi la Regione può pagare 200 precari. Nemmeno alla Rai o a Repubblica ci sono 21 capiredattori” ha calcolato il neo governatore che poi ha puntato il dito contro Gregorio Arena, l’addetto stampa della presidenza di stanza a Bruxelles.

“Da eurodeputato sono stato nella sede della Regione a Bruxelles una dozzina di volte e lui non c’era, dicono che era in ferie. L’ho trovato a lavoro soltanto una volta. Quell’ufficio stampa non serve a nulla e costa dodici mila euro al mese”. Le dichiarazioni dell’ex sindaco di Gela hanno ovviamente provocato una serie di reazioni dagli organi di categoria. A cominciare proprio dal cdr dell’ufficio stampa presidenziale, che ha sottolineato come “qualsiasi decisione non possa essere assunta se non attraverso il rispetto delle norme previste dal contratto di lavoro dei giornalisti, a noi applicato, e dallo Statuto dei lavoratori”. “Se i giornalisti vorranno fare vertenza, lo facciano pure – ha replicato il neo governatore – . Non hanno un rapporto a tempo indeterminato perché non hanno fatto un concorso pubblico, il loro rapporto è fiduciario. Presentino i curricula e li verificherò assieme agli altri che riceverò”.

Crocetta però prima di azzerare l’ufficio stampa dovrà fare i conti con i contratti giornalistici a tempo indeterminato che blindano di fatto la posizione dei giornalisti. E anche la posizione dell’addetto stampa a Bruxelles è blindata per almeno tre anni. In caso contrario la Regione dovrebbe pagare un anno di stipendio a tutti i giornalisti sollevati dall’incarico dal neo governatore. “Abbiamo difeso dagli attacchi arroganti, mossi dai predecessori di Crocetta, i giornalisti che scrivevano su di loro – ha scritto l’ordine dei giornalisti in una nota – e difendiamo ora i giornalisti dagli attacchi arroganti di chi vuol cambiare tutto per non cambiare niente”.

In passato anche la Corte dei Conti si era interessata alla vicenda, aprendo un’indagine che calcolava in circa cinque milioni e trecento mila euro il danno erariale provocato dall’istituzione dell’ufficio stampa. Alla fine però i magistrati contabili avevano assolto sia Lombardo che Cuffaro.

Nel frattempo va prendendo forma la nuova giunta regionale. Lunedì dovrebbe essere il giorno in cui Crocetta nominerà il nuovo assessore all’energia. Un ruolo che sarà occupato da Nicolò Marino, per anni magistrato antimafia a Catania e oggi sostituto procuratore a Caltanissetta dove ha indagato sulla strage di via d’Amelio. Il nome di Marino circola da giorni, ma solo nelle ultime ore il magistrato ha annunciato che sarà a Palermo lunedì per partecipare ad una conferenza stampa con Crocetta a Palazzo d’Orleans. “Il resto lo desumete da voi” ha glissato il magistrato catanese. Come dire che sta per appendere la toga al chiodo.

(dal Fatto Quotidiano)

Rosario Crocetta proclamato presidente

 Il neo governatore della Sicilia Rosario Crocetta, eletto lo scorso 28 ottobre con il 30,5% dei consensi, è stato ‘proclamato’ stamane dalla Corte d’Appello nel corso di un’udienza al palazzo di giustizia di Palermo.

Il presidente non era presente, in quanto impegnato a Gela alla commemorazione di Gaetano Giordano, commerciante antiracket ucciso dalla mafia.

Con la proclamazione, e il successivo insediamento previsto nel pomeriggio, l’ex sindaco antimafia di Gela, 61 anni, sostenuto da Pd, Udc, Api e Psi, assume formalmente tutti i poteri della sua carica. Per il passaggio di consegne è prevista la presenza dell’ex capo dell’esecutivo Raffaele Lombardo.

Il nuovo presidente ha già annunciato i primi provvedimenti di tagli alla spesa. Dalla liquidazione di alcune società partecipate, al taglio delle auto blu rimanenti alla Regione. Domani la festa a Palermo: per lui canterà in piazza Politeama a Palermo l’assessore in pectore Franco Battiato. Proprio per il cantautore catanese si studia già una modifica della legge sugli assessorati, per affidargli soltanto le deleghe agli spettacoli e alla cultura.

L’ex sindaco di Gela è già al lavoro sulla giunta. Ieri ha avuto un via libera informale dal procuratore antimafia Nicolò Marino, che però vuole vedere ancora di che livello sarà la squadra di governo prima di fare dichiarazioni ufficiali. Intanto sul fronte dei partiti, si punta ad indicare nomi graditi al presidente: in casa Pd, tra le donne i nomi in pole sono quelli della deputata catanese Concetta Raia e della segretaria della Cgil Mariella Maggio.

Per il resto, dal Pd arrivano le indicazioni di Luigi Cocilovo e Franco Rinaldi, rispettivamente per le aree Lupo D’Antoni e ‘Innovazioni’ di Francantonio Genovese. In forse ancora le posizioni del senatore Beppe Lumia e dell’ex capogruppo Antonello Cracolici.

Sul fronte Udc, invece, i nomi sul piatto sono quelli di Giovanni Ardizzone, Lino Leanza e Calogero Firetto, anche se uno dei tre potrebbe andare anche alla presidenza dell’Ars, visto che questa al momento spetterebbe al partito di Pier Ferdinando Casini. Per quanto riguarda i tecnici, in particolare per la poltrona delicatissima dell’Economia, in calo le quotazioni di Leandra D’Antone, la docente universitaria che ha lavorato con il ministro Fabrizio Barca.

Questo pomeriggio potrebbe profilarsi la prima protesta a cui il governatore dovrà dare risposta. Sono infatti previsti in piazza Indipendenza cortei di lavoratori Gesip insieme ai quali potrebbero arrivare anche i forestali.

 Crocetta ha già annunciato la liquidazione immediata di alcune società partecipate. Nel mirino Lavoro Sicilia e Sicilia e Ricerca. Probabile anche l’annuncio di ulteriori riduzioni nel parco auto blu, con l’avvio di un sistema a noleggio. ‘Ci saranno delle sorprese’, assicura il governatore, che ancora non ha deciso se andare a vivere o meno a Palazzo d’Orleans. La scorta gli ha consigliato di rimanere però nel Palazzo.

http://www.crocettapresidente.it/

La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sui conti dell’Ars, l’assemblea regionale siciliana

Palazzo dei Normanni, seat of the Sicilian Reg...

Palazzo dei Normanni, seat of the Sicilian Regional Assembly. (Photo credit: Wikipedia)

Dopo la Regione Lazio, tocca alla Sicilia. La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta sulle spese dell’Assemblea regionale. I magistrati, che al momento non hanno iscritto nessuno nel registro degli indagati non ipotizzando nessun reato, vogliono ricostruire i movimenti di denaro all’intero dell’Ars, per far luce su eventuali spese non giustificate. 

Tra i documenti utili alle indagini, ci sarebbero anche alcuni articoli di un sito internet locale, che nelle scorse settimane aveva sollevato dubbi sull’utilizzo e la gestione dei fondi.

L’inchiesta è stata aperta sui capitoli di spesa dei gruppi parlamentari interni all’Assemblea Regionale Siciliana per far luce su eventuali spese non giustificate.

Ad aprire il fascicolo è stato il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, che ha agito seguendo il ‘modello 45′, ovvero il registro degli atti non costituenti notizie di reato e dai sostituti Sergio Demontis e Maurizio Agnello.

All’Ars c’era già stata un’indagine del genere, qualche anno fa, quando fu indagato per peculato l’ex deputato regionale Alberto Acierno, ancora oggi sotto processo, per utilizzo dei fondi del Gruppo misto e poi della Fondazione Federico II per viaggi, cene e giocate ai casinò on line. Negli ultimi giorni alcuni esponenti politici avevano chiesto che venisse reso noto come sono stati spesi i fondi riservati del presidente della Regione e del presidente dell’Assemblea regionale siciliana.

Secondo il Fatto Quotidiano ‘il gruppo parlamentare del Pd in Sicilia spende più di 20mila euro l’anno per spuntini e caffè, ma soltanto quindicimila euro sono i soldi utilizzati per le spese telefoniche. L’Udc in otto mesi ne ha spesi ventimila per noleggiare una fiammante Audi A6, mentre il gruppo parlamentare del Movimento per l’Autonomia, il partito di Raffaele Lombardo di Audi in leasing ne ha prese addirittura due. Grande Sud, il movimento di Gianfranco Miccichè, investe quasi duecentocinquanta mila euro all’anno in portaborse.

Servono a questo e a molto altro i contributi pubblici che ogni anno vengono garantiti ai gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale Siciliana. Nel 2012 hanno pesato sugli esangui conti della Regione per quasi 13 milioni di euro. Tra i corridoi di Palazzo d’Orleans scorrono infatti cifre a sei zeri – sostiene il quotidiano diretto da Padellaro – sottratti dai bilanci della Regione, per garantire portaborse, consulenti, automobili, feste elettorali e perfino il rimborso del caffè ai deputati dell’Ars.

Nell’ultima legislatura, quella che si è conclusa con le dimissioni del governatore imputato per mafia Raffaele Lombardo, l’attività dei gruppi parlamentari è costata ai cittadini 67 milioni di euro’.

A insospettire i magistrati le spese che l’ente ha effettuato tra il 2000 e il 2009 quando sono cresciute del 125,7%. La magistratura vuole verificare il sistema di contribuzione che vede la Sicilia al primo posto fra le regioni italiane per finanziamenti ai gruppi parlamentari della Regione.

http://www.ars.sicilia.it

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I candidati alla presidenza della Regione Sicilia: chi sono

Nonostante le dimissioni, il presidente della Regione Sicilia è ancora lui, Raffaele Lombardo. A darne comunicazione, anche se telematica, è il sito internet della presidenza che non accenna ad alcun aggiornamento. Noi di Cooked News stiamo invece tentando di aggiornarci su quelle che sono le candidature per delle elezioni sempre più vicine. Chiusura liste prevista per il 27 settembre.

Sarà infatti il prossimo 28 ottobre, il mese in cui tutta la popolazione siciliana è chiamata ad esprimere il proprio parere alle urne. Ed ecco i candidati a presidente della Regione. Gaetano Armao, Francesco Cascio, Rosario Crocetta che i sondaggi al momento danno come preferito, Giampiero D’Alia, Claudio Fava, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, Roberto Lagalla rettore al Polo universitario di Agrigento prima di passare a rettore dell’Ateneo di Palermo, Innocenzo Leontini, Ivan Lo Bello, Beppe Lumia, Gianfranco Miccichè, Nello Musumeci, Massimo Russo, Altri, Gaspare Sturzo, Fabio Granata già assessore e parlamentare, Giancarlo Cancelleri, Mariano Ferro.

Ed ecco qualche preferenza. In base ai sondaggi diffusi in Rete, CookedNews ha scelto i due contendenti di centro sinistra, due del centro destra e l’unica donna al momento candidata.

Rosario Crocetta. Ex sindaco di Gela, nel nisseno, poi candidato al Parlamento Europeo, dove ha portato il suo messaggio contro le mafie una volta eletto deputato, Rosario Crocetta, fuori dalle preferenze sessuali, avanza la sua carica a Presidente della Regione. La bandiera, pardon, partito di riferimento è quello della sinistra in Sicilia, che è un po’ centro sinistra come nel resto d’Italia. Sotto il motto di ‘La rivoluzione è già iniziata’ con una girandola colorato a stemma, Crocetta racconta la sua campagna elettorale su un sito fatto di pizzini. Satira e critica si uniscono con il chiaro intento a sorridere a una eredità siciliana forse troppo pesante, che è quella della mentalità mafiosa. E ad alcuni della concorrenza ha anche detto ‘alcun patto con l’Mpa’, il movimento per l’autonomia rappresentato dal presidente uscente, Raffaele Lombardo. Rosario Crocetta è un politico italiano, impegnato nella lotta alla mafia. È stato il primo sindaco dichiaratamente omosessuale nella storia d’Italia (prima di Vendola presidente della Regione in Puglia). Il 18 aprile 2012 diviene vicepresidente della Commissione speciale antimafia (Crim) dell’Unione europea. Nell’agosto 2012 viene ufficializzata la sua candidatura a presidente della Regione Siciliana per le elezioni che si svolgeranno in autunno. I partiti che sostengono Crocetta sono il Pd, l’Udc, l’Api e il Psi. Negli anni in cui è stato sindaco ha subito diversi attentati, poi falliti.

Claudio Fava politico, giornalista, sceneggiatore e scrittore italiano si è candidato il 5 settembre con una conferenza stampa radiofonica, riportata anche sul sito di Libera Sicilia 2012 dai solari colori rosso e arancio. All’urlo di Claudio Fava presidente, risponde il candidato: ‘Un vento di riscatto civile e politico sta scuotendo la Sicilia. Lo stesso vento che animò speranze e intenzioni nella primavera del ’93, che conobbe straordinarie vittorie elettorali contro i partiti del malaffare, che espugnò città ritenute ormai perdute. Da quei giorni sono passati quasi vent’anni, ma lo spirito di quel tempo in molti di noi s’è mantenuto intatto: e non è un caso per molti di noi ritrovarci di nuovo insieme in una sfida che vuole restituire ai siciliani una politica finalmente libera da convenienze, compromessi, clientele e menzogne. Una politica disobbediente, con la schiena dritta, che non chiederà permesso ai comitati d’affari né ai capimafia, che non punterà a comprarsi il consenso dei cittadini ma a prendersi cura della loro vita e dei loro diritti. Una politica che archivierà senza rimpianti Lombardo e Cuffaro, i loro partiti e i loro alleati’. Il partito di Claudio Fava è Sel, Sinistra Ecologia e Libertà. È stato il Coordinatore Nazionale del movimento Sinistra Democratica ed è il Coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà dal 2010. Nell’estate del 2012 annuncia la propria candidatura alla presidenza della Regione Siciliana ottenendo l’appoggio di Sinistra e Libertà, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra.

Nello Musumeci. Per lui è valido ancora il prefisso di on. Che non vuol dire accesso ma è l’abbreviazione di onorevole. L’onorevole Musumeci appunto, è candidato anche lui a Presidente della Regione Sicilia. Per lui è importante che ‘I partiti presentito liste pulite. Da Presidente della Regione non governerei cambiando maggioranza.’ Lo ha detto Nello Musumeci, incontrando i giornalisti all’inaugurazione del comitato elettorale di via Libertà 13, a Palermo. “Se vincerò con la maggioranza di centrodestra – ha proseguito Musumeci – dovrò governare con chi mi ha sostenuto”. Parole chiare e decise del candidato alla presidenza della Regione siciliana. Nello Musumeci è sostenuto da  Pdl, Pid-Cantiere Popolare e La Destra.

Miccichè Gianfranco. Non sarà solo un voto per la Regione siciliana, quello del 28 Ottobre, perché si decideranno anche i destini di molti partiti nazionali in vista delle politiche del 2013.La Sicilia diventa il banco di prova per future alleanze nazionali. In particolare, la coalizione che sostiene la candidatura di Miccichè, che mette insieme Grande Sud, Partito dei siciliani, Mps e Fli, banco di prova per Gianfranco Fini, presidente della Camera venuto fin qui in Sicilia a consultare l’amico Lombardo per superare lo sbarramento del 5%. Oltre alle liste del Partito dei siciliani e di Grande Sud, ce ne sarà una terza che sarà composta, prevalentemente, da candidati dell’area dell’ex-Mpa e di Fli, mentre gli uomini dell’Mps dovrebbero confluire in Grande Sud, ma in alcune province lo schema potrebbe mutare.

Lucia Pinsone proviene dal mondo del volontariato ed è l’unica donna al momento ad essersi candidata per il ruolo di Presidente della Regione. Che la Sicilia ne avesse bisogno, non  ne avevamo dubbi. ‘Non mi sento candidata ma in missione’, dice la Pisone del Movimento Voi. E’ insegnante e nella vita si occupa di disabili. La candidatura è stata presentata a Palazzo dei Normanni, sede della presidenza della Regione, dal fondatore del Movimento Voi-Volontari per l’ItaliaGerardo Salsano. ‘Sono pronta a sacrificarmi ma non possiamo lasciare la Sicilia in mano ai soliti noti. ‘Sono stata contattata da tutti i movimenti – ha detto ancora l’insegnante di matematica e Presidente di un’associazione per disabili – ma andiamo avanti per la nostra strada. Io non mi assoggetto al potere. Siamo aperti a tutti quelli che amano la Sicilia’.

Aggiornamento

‘Le elezioni regionali in Sicilia si terranno il prossimo 28 ottobre. Il Movimento 5 Stelle si sta preparando. Io arriverò dal ‘continente’, a nuoto da Reggio Calabria a Messina. Mi sto allenando ogni giorno a Nervi. Il mio viaggio, sempre in camper, sempre senza scorta, inizierà 10 giorni prima delle elezioni. Per tenermi in forma correrò davanti al camper per qualche chilometro tutti i giorni, come Forrest Gump. Chi vuole potrà correre con me (l’itinerario dettagliato sarà pubblicato sul blog), e, vi assicuro che non mi sentirò un po’ stanchino’. Lo scrive sul suo blog Beppe Grillo parlando della sua personale ‘spedizione’ in Sicilia in occasione del voto.

Grillo ricorda che ‘la Sicilia è sempre stata l’ago della bilancia della politica italiana da Garibaldi in poi. Nell’immaginario nazionale l’Italia nasce con la spedizione dei Mille e con la frase ‘qui si fa l’italia o si muore’ rivolta a Nino Bixio da Garibaldi. Nel dopoguerra la corrente siciliana della Democrazia cristiana, in particolare quella andreottiana con Salvo Lima e quella di Forza Italia (61 seggi su 61 nelle elezioni politiche del 2001) hanno determinato le sorti della politica italiana’.

‘Il portavoce del movimento 5 stelle in Sicilia è Giancarlo Cancellieri eletto dagli attivisti sul territorio. Il M5S rinuncia a qualsiasi rimborso per le elezioni regionali e gli eventuali eletti avranno uno stipendio non superiore a 5.000 Euro lordi mensili contro gli attuali 20.000. La differenza sarà restituita alla regione Sicilia. Invito i partiti a fare altrettanto, il M5S non vuole vantaggi competitivi senza dare la possibilità agli altri di imitarlo’, conclude Grillo.

#Sicilia , #Elezioni Sicilia, Elezioni regionali

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Pippo Baudo governatore della Sicilia? ‘No, grazie non saprei governare’, lo showman siciliano rifiuta la proposta del PD

‘Amo la mia terra, ma devo rifiutare’. No secco di Pippo Baudo, lo showman siciliano alla proposta di diventare il nuovo governatore dell’isola a Statuto speciale che da qualche giorno ha perso il suo ultimo presidente. Dopo le dimissioni di Raffaele Lombardo, il Pd offre lo scranno di nuovo vicerè al presentatore di tutti i tempi. Il rifiuto istantaneo ha i suoi buoni motivi. A spiegarli ai microfoni di Radio24, lo stesso Baudo durante la trasmissione la Zanzara.

‘Il Pd mi ha proposto la candidatura per il dopo Lombardo, ma gli ho detto di no’. Ha rivelato super Pippo nazionale in un’intervista alla ‘Zanzara‘ di Radio 24. Pippo Baudo ha spiegato: ‘Mi ha chiamato un mio amico che milita nel Pd, ai massimi livelli. Per la prima volta, dichiaro la mia incompetenza specifica: non saprei governare, e soprattutto non vorrei essere governato da altri, con tutti quei compromessi che ci vogliono in politica.

Inoltre – aggiunge Baudo – non è vero che vincerei a mani basse. Comunque ho sempre votato a sinistra, e adesso voto per il Pd’. Baudo dice ancora ‘La Sicilia ha bisogno di una rivoluzione culturale. Ha professionisti di altissimo livello, docenti, medici e architetti ma non si sporcano le mani facendo politica, che l’hanno delegata a questi politici di professione’.

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