La scaraventa fuori dall’auto e le spara alla schiena

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Una donna cubana di 41 anni è stata ferita stamani con alcuni colpi di pistola nel quartiere di Marassi a Genova da un uomo che prima l’ha buttata fuori dall’auto, poi le ha sparato alla schiena ed è fuggito. L’uomo, un italiano di 58 anni, è già stato fermato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio. Lei è gravissima.

La donna è stata portata d’urgenza all’ospedale San Martino e sarebbe stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Dalle prime informazioni raccolte, pare non riesca più a muovere le gambe. Il fatto è accaduto in via Balbi, a Marassi. L’uomo è poi stato bloccato dai carabinieri in piazza Corvetto, in collaborazione con la polizia municipale.

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È morto Ermanno Masini, la terza vittima di Kabobo

kabobo2È morto alle 7,30 di martedì Ermanno Masini, 64 anni, il pensionato originario di Lama Mocogno, provincia di Modena, preso a picconate sabato dalla furia di un immigrato ghanese irregolare 31enne per le strade di Milano. Masini era ricoverato al Policlinico di Milano in stato di coma a causa delle lesioni riportate nell’aggressione avvenuta all’alba nella periferia nord del capoluogo lombardo. L’uomo, ricoverato nel reparto di neurorianimazione, era stato operato due giorni fa. Inizialmente sembrava che le sue condizioni fossero in via di miglioramento; poi è sopraggiunta un’infezione e il quadro è nuovamente peggiorato: le ferite alla testa erano troppo gravi e l’uomo non ce l’ha fatta. In ospedale Masini, che era vedovo, era assistito dal figlio.

 Kabobo era sceso per strada sabato mattina con un piccone, nel quartiere Niguarda, seminando il terrore per un’ora, tra le 5.40 e le 6.35, rincorrendo i passanti e colpendo cinque persone. Il ferimento di Masini era avvenuto poco dopo le 6,20 quando Kabobo aveva già aggredito due persone e tentato di aggredirne un’altra. L’aggressione di Masini è stata la prima delle tre più violente che hanno portato alla morte immediata di Alessandro Carolè, 40 anni, disoccupato, aggredito davanti a un bar-gelateria. Ieri non ce l’ha fatta neanche Daniele Carella, 21 anni, colpito alle spalle mentre scaricava giornali assieme a suo papà. I genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi ‘in favore della vita che continua’. Gli atri due feriti sono Francesco Niro, un operaio di 50 anni ferito alla testa, che è stato dimesso dall’ospedale domenica, e Andrea Canfora, di 24 anni, dipendente di un supermercato, che ha riportato una frattura a un braccio. L’aggressore è stato arrestato. Il gip ha convalidato il fermo. Mada Kabobo ha detto di ‘sentire voci cattive’.

Il signor Masini, originario della provincia di Modena, da pensionato provvedeva, come un volontario amministratore di condominio, alla quotidianità del suo palazzo, al civico 11 di via Monte Grivola. Perché credeva fosse uno spreco buttar via il tempo al bar o a bighellonare nel quartiere. Sicché il signor Masini, puntuale, ordinato, diligente, ritirava la corrispondenza, affiggeva annunci vari, curava che i rifiuti fossero messi al posto giusto, infine controllava eventuali sospetti e pericoli. Ma di Kabobo non s’era accorto.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia ha indetto lutto cittadino nel giorno dei funerali delle vittime.

Su Twitter: Kabobo

(fonte Corsera)

Picconate in strada a Milano: muore il ragazzo di 21 anni, è la seconda vittima

Adam Kabobo cerchio_combo1Nonostante due interventi chirurgici durante i quali i medici hanno cercato di ridurre i danni, gravissimi, dell’aggressione subita a colpi di piccone alla testa, Daniele Carella, 20 anni, per il quale è stata dichiarata la morte cerebrale dai medici del Niguarda. Carella non è l’unico ad essere caduto sotto i colpi del piccone di Mada Kabobo, ghanese 31enne, senza fissa dimora. Le altre due vittime sono: Alessandro Carolè, 40 anni, morto sul colpo e Ermanno Masini, 64 anni, gravissimo al Policlinico.

Per due giorni la madre, il padre, il fratello e gli amici hanno sperato invano che le gravissime ferite inferte con un piccone da Mada Kabobo potessero essere in qualche modo curate.  Al momento in cui il Ghanese lo ha colpito, Daniele si trovava proprio assieme al padre Savino. Erano assieme in via Monterotondo e stavano consegnando giornali nelle portinerie dei palazzi.

Quella del giovane è stata l’ultima delle folli aggressioni messe in atto da Kabobo. Quando Daniele è stato colpito a picconate erano le 6.30, e un passante aveva da due minuti avvisato i carabinieri, che sono arrivati dopo pochi minuti, quando però il giovane era già stato colpito. Il sindaco Giuliano Pisapia aveva fatto visita a Carella e ai suoi famigliari, dopo aver incontrato la gente del quartiere sotto shock.

Intanto è stato convalidato dal gip del Tribunale di Milano Andrea Ghinetti l’arresto del 31enne ghanese Mada Kabobo, l’uomo che sabato mattina ha ucciso due persone e ne ha ferite altre tre a picconate nel quartiere di Niguarda. L’immigrato ha risposto alle domande degli inquirenti per circa un’ora e mezza assistito dal suo legale Matteo Parravicini.

Kabobo è stato interrogato nel carcere di San Vittore dove è rinchiuso da sabato mattina. Dopo il lungo silenzio davanti ai carabinieri il giorno dell’arresto, Kabobo ha invece chiarito alcuni punti ancora incerti nella dinamica di quanto accaduto davanti agli inquirenti. Durante l’interrogatorio era calmo e lucido.

Mada Kabobo, originario del Ghana, era a Milano almeno dal 20 aprile 2013 quando viene controllato in viale Monza dai carabinieri. Sbarcato in Italia Kabobo aveva presentato richiesta di asilo politico nel 2001, status che gli era stato negato in prima battuta. Ma l’immigrato aveva presentato ricorso, sul quale i giudici non si sono ancora pronunciati e per questo, a causa del procedimento pendente, pur essendo irregolare non poteva essere espulso. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i suoi ultimi giorni a Milano. Sembra che Kabobo abbia trascorso la notte prima del delitto, avvenuto all’alba di sabato scorso, dormendo nei ruderi di villa Trotti, un edificio abbandonato proprio al centro del quartiere Niguarda dove si sono verificate le sei aggressioni a colpi di spranga e piccone.

Il 31enne ha recuperato prima una spranga dai dissuasori di parcheggio di un vicino supermercato con la quale ha colpito le prime vittime. Andrea Carfora, 24 anni, dipendente di un supermercato, che stava tornando a casa dopo il lavoro intorno alle 5 di sabato mattina (per lui solo una contusione). Dieci minuti dopo in via Passerini ha colpito alla testa Francesco Niro, operaio di 50 anni, proprio di fronte a una scuola elementare. Poi, nel cantiere della villa abbandonata, Kabobo ha trovato un piccone e l’ha usato per minacciare un imbianchino di 56 anni in via Monte Grivola. L’uomo è riuscito a fuggire incolume. Alle 6.15 il ghanese ha aggredito nei giardini di via Adriatico il 64enne Ermanno Masini. Lo ha massacrato a picconate e l’uomo è ricoverato al Policlinico in condizioni disperate. Poi alle 6,25 è sceso verso piazza Belloveso dove ai tavolini del bar Delrosso ha colpito e ucciso il 40enne Alessandro Carolé. Solo in quel momento è stato dato l’allarme ai carabinieri. Infine, cinque minuti dopo, l’ultima aggressione in via Monterotondo dove Kabobo si è accanito su Daniele Carella, 21 anni, che stava consegnando i giornali insieme al padre. Il giovane dopo due giorni di lotta per sopravvivere nel reparto di Neurorianimazione del Niguarda è stato dichiarato clinicamente morto lunedì mattina intorno alle 10.40. L’immigrato è stato bloccato e arrestato da due pattuglie dei carabinieri alle 6.37 in via Racconigi, a circa 200 metri dall’luogo dell’ultima aggressione.

Milano: armato di piccone colpisce cinque persone e ne uccide una

TRE PASSANTI AGGREDITI A PICCONATE A MILANO, UNO E' MORTOÈ sceso in strada con un piccone e ha cominciato a brandirlo rincorrendo i passanti. Cinque persone sono state colpite. Un uomo di 40 anni è morto per le ferite riportate. È successo a Milano, nel quartiere Niguarda, tra le 5.45 e le 6.35 di sabato mattina. I feriti sono stati soccorsi e ricoverati tra il Niguarda e l’istituto clinico Città studi, dove una delle vittime è spirata nonostante le cure immediate. Ad alcune delle vittime l’aggressore avrebbe preso portafogli e telefoni cellulari.

Quando è stato fermato dai carabinieri Mada Kabobo, 31 anni, aveva ancora in mano il piccone insanguinato: l’aggressore è un giovane ghanese irregolare e con precedenti. Era stato foto-segnalato nel 2011, in Puglia, e intimato all’espulsione. Secondo indiscrezioni, successivamente sarebbe stato identificato durante un normale controllo circa un mese fa anche a Milano. I precedenti penali a suo carico sono per rapina, furto, resistenza. Appena portato in caserma era molto agitato e si rifiutava di farsi prendere le impronte. Ai carabinieri che lo interrogavano ha detto solo di avere fame prima di chiudersi di nuovo nel silenzio.

Le aggressioni iniziano alle 5.45 in via Monte Grivola. Viene colpito al braccio A.C., un giovane di 24 anni dipendente in un supermercato, appena sceso da un autobus. Il ragazzo è stato ferito leggermente ed è stato dimesso. Dopo un quarto d’ora, in via Passerini, viene ferito alla testa F.N., un operaio di 50 anni. L’uomo è ricoverato all’ospedale Niguarda in condizioni piuttosto gravi.

 L’aggressore si sposta quindi in via Adriatico dove affronta un pensionato di 64 anni che era a spasso con il cane. Lo colpisce in mezzo a un vialetto di un parco giochi per bambini con violenza alla testa. Sul posto sono ancora ben visibili molte macchie di sangue.

Una nuova aggressione poco lontano, in piazza Belloveso, vicino all’ingresso di un bar gelateria che a quell’ora aveva appena aperto. L’immigrato si è scagliato tra i tavolini e ha colpito un uomo di 40 anni, abitante nel quartiere e che era sceso al bar perché non riusciva a dormire. I proprietari del locale, presi dal panico, hanno abbassato la saracinesca e si sono asserragliati all’interno. Quando hanno riaperto hanno trovato il corpo a terra del loro cliente colpito più volte alla testa.

 Nel frattempo l’uomo giunge in via Monte Rotondo dove ha colpito con estrema violenza alla testa un ragazzo di 21 anni che stava rientrando a casa dopo aver accompagnato il padre. Erano impiegati entrambi nella consegna dei giornali. Altri passanti hanno chiamato i carabinieri che sono intervenuti e l’hanno arrestato quando aveva in mano ancora il piccone. Il giovane è in fin di vita.

(fonte Corsera)

Omicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari: freddato il boss emergente Giacomo Caracciolese

Giacomo CaraccioleseOmicidio in pieno giorno tra la folla del mercato di Bari. Giacomo Caracciolese, 32 anni, pregiudicato considerato il boss emergente del quartiere, è stato crivellato di colpi intorno alle 9,30 in via dei Mille, nel quartiere di San Pasquale. L’uomo è stato atteso sotto casa dai killer che gli hanno sparato decine di colpi calibro 7,65 da distanza ravvicinata. Secondo la prima ricostruzione erano due persone in sella a una moto.

La sparatoria è avvenuta nel tratto tra via Nizza e via Michele De Napoli, nel pieno caos del mercato mattutino. Sul posto sono accorsi immediatamente gli agenti della sezione Volanti e la polizia scientifica per i rilievi, oltre agli agenti della squadra Mobile e ai carabinieri del reparto operativo. Una donna, probabilmente una parente della vittima, ha avuto un malore ed è stata soccorsa da un’ambulanza. Il traffico è stato bloccato dagli agenti della polizia municipale, che hanno transennato tutto il tratto della sparatoria e hanno con difficoltà tenuto a distanza la folla dal luogo del delitto. Sul posto, insieme a testimoni e curiosi, anche diversi familiari della vittima, esponenti della criminalità locale. La madre ha tentato a più riprese di avvicinarsi al corpo del figlio, coperto da un lenzuolo, ma le forze di polizia le hanno impedito di guardare il cadavere crivellato.

‘Ne lascerò sette a terra’ ha urlato il padre sotto shock. ‘Gli avevo detto di stare attento’, ha detto un’altra donna tra le lacrime.

Chi ha sparato a Caracciolese aveva un chiaro intento di uccidere. L’uomo è stato raggiunto da una pioggia di colpi, sparati dai sicari che non si sono fatti scrupoli ad agire in pieno giorno e davanti a decine di testimoni. L’agguato è avvenuto davanti a una lavanderia, e tra la gente che in pieno giorno affollava il mercato. Gli investigatori hanno pochi dubbi sul fatto che si tratti del primo atto di una nuova guerra tra clan. Caracciolese era sotto accusa per un omicidio avvenuto proprio in via Dei Mille, quello di Alessandro Marzio, 21 anni. Mentre era stato scagionato per un altro delitto avvenuto nella stessa via: quello di Orazio Porro, freddato tra le bancarelle del mercato nel 2009. Un dato che non può essere una coincidenza. Gli storici avversari dei Caracciolese in città sono i Diomede, rivali per il controllo dei traffici illeciti.  Per gli investigatori, potrebbe aver avuto un ruolo anche nell’omicidio di Cesare Diomede, il figlio del boss di Carrassi ucciso il 28 agosto del 2011 in via Borrelli.

(fonte la Repubblica)

San Francisco contro i Naked Guys: niente nudo fuori dalle manifestazioni

San Francisco ha deciso di vietare il nudismo in pubblico, nonostante le proteste che si sono levate nella città più anticonformista degli Stati Uniti. Il consiglio comunale ha infatti approvato la proposta presentata da Scott Wiener, sovrintendente di Castro District, il quartiere gay della città, dove era diventato sempre più numeroso il gruppo dei Naked Guys (ragazzi nudi) che si aggirano senza vestiti per le strade e sui mezzi pubblici.

La proposta è stata approvata con sei voti a favore e cinque contrari. ‘La libertà di espressione, in astratto, è veramente bella… fino a quando non arriva nel tuo quartiere’, ha detto Wiener all’assemblea comunale. Prima del voto, il sovrintendente di Castro ha ricordato che il nudismo rimarrà comunque lecito nelle spiagge e nelle varie manifestazioni che si tengono in città. La nuova normativa vieta a chiunque abbia più di cinque anni di esporre i propri genitali in pubblico; in caso di violazione sono previste multe 100 ai 500 dollari, ma anche un anno di carcere.

I sostenitori del diritto al nudismo avevano avviato una causa giudiziaria per cercare di bloccare la norma, in nome della difesa della libertà di espressione, e avevano protestato nudi, la scorsa settimana, davanti al municipio di San Francisco. Il loro legale, Christina Di Edoardo, aveva assicurato di voler ‘difendere il diritto dei clienti di poter esercitare il loro diritto fondamentale di espressione, tutelato dalla Costituzione degli Stati Uniti’.

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