Pussy Riot: una delle componenti del gruppo finisce in ospedale

pussy-riotUna delle Pussy Riot, Nadezhda Tolokonnikova, è in ospedale per un esame e sarà dimessa tra una settimana. Questa la versione ufficiale del capo del servizio stampa del penitenziario federale russo in Mordovia Marina Khanieva. ‘Si trova nell’ospedale centrale per detenuti, per delle visite, su richiesta del suo avvocato’ ha detto. Alla domanda sullo scopo delle visite, la Khanieva ha osservato che ‘si tratta di informazioni riservate’. Il presidente della Commissione di Vigilanza in Mordovia Gennady Morozov da parte sua ha detto Tolokonnikova resterà in ospedale ‘per una settimana’.

Nel frattempo, l’avvocato Irina Khrunova ha detto che la sua assistita è stata trasferita nell’ospedale del centro di detenzione speciale per un check up in seguito a persistente mal di testa. ‘Nella primavera del 2012 in carcere Nadezhda ha ripetutamente lamentato mal di testa’ secondo l’Associazione per i diritti umani Agora.

Nel dicembre 2012, è stata condotta una indagine forense: il medico legale ha concluso che la Tolokonnikova doveva superare un esame completo: neurologo, oculista, cardiologo, esami di laboratorio clinici e biochimici, così come lo studio strumentale. Ossia risonanza, radiografie, tomografia computerizzata o magnetica, Doppler, elettroencefalografia, se necessario, e angiografia del cervello. Sulla base di questa conclusione, al termine del mese di dicembre la Khrunova ha presentato al Capo della colonia numero 14 in Mordovia domanda per condurre appropriati esami medici.

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Pussy Riot, confermata in appello la pena a due anni

Confermata in un processo d’appello lampo la pena a due anni di galera per le tre musiciste della punk band Pussy Riot accusate di una dissacrante preghiera anti Putin nella cattedrale di Mosca. Ma a sorpresa, e in modo controverso, la corte ha concesso la condizionale e liberato in aula Yekaterina Samutsevich, 30 anni, la più  anziana del gruppo.

Nessuna dissociazione, né riconoscimento di colpa di fronte ad accuse che vanno dal teppismo all’istigazione dell’odio religioso: i giudici hanno semplicemente accolto la tesi del suo nuovo difensore, Irina Khrunova, la quale ha sottolineato come Katia non abbia partecipato alla performance perché era stata fermata dalle guardie prima che prendesse in mano la chitarra. Ma in tal caso non si vedono attenuanti e semmai sarebbe stata più plausibile un’assoluzione per non aver commesso il fatto. I giudici invece, secondo alcuni osservatori, sembrano aver voluto dividere il gruppo o dare l’impressione di una frattura nel trio.

Venne fermata prima di raggiungere l’altare e partecipare all’esibizione con le altre Pussy Riot nella cattedrale di Mosca. Per questo Yekaterina Samutsevich può lasciare il tribunale e riabbracciare il padre, critico nei confronti di una sentenza che definisce ingiusta. ‘Per me questa è una vittoria perché questa lunga separazione da mia figlia ha avuto un terribile impatto su di me. Sarà libera ma sconterà comunque questa condanna di due anni, che anche se sospesa è assolutamente sproporzionata rispetto a ciò che ha fatto’.

Sconteranno, invece, la loro pena a due anni di reclusione per ‘teppismo motivato da odio religioso’ le altre due ragazze, Maria Aliokhina, 24 anni, e Nadia Tolokonnikova, 22 anni, destinate a una colonia penale fuori Mosca.

Secondo il sondaggio di un istituto indipendente il 43% dei russi giudica questa pena insufficiente e secondo la maggioranza degli intervistati lo scopo delle Pussy Riot era insultare i credenti. La ‘Giustizia russa divide le Pussy Riot’, hanno titolato agenzie e giornali e, secondo alcuni avvocati della difesa, come Mark Feigin, era proprio questo l’obiettivo delle autorità russe.

‘Nessuna divisione tra le ragazze e tra noi avvocati, Katia non riconosce la colpa’, ha tagliato corto a fine processo l’avvocato di Yekaterina Samutsevich. ‘Devo rispondere di quello che ho fatto personalmente’, aveva insistito in aula anche la Pussy Riot, trovando un’inattesa sponda in un avvocato di parte civile, che aveva invitato i giudici ad esaminare la responsabilità individuale delle tre giovani. Katia, come la chiamano gli amici, ha esultato alla lettura della sentenza, alzando il pugno.

Nadezhda Tolokonnikova, 22 anni, considerata la leader del trio, e Maria Aliokhina (24), si sono felicitate con lei nella gabbia di vetro e l’hanno abbracciata ma hanno tradito una malcelata stizza quando si sono sentite confermare la pena. I loro avvocati hanno già preannunciato ricorso, dicendosi pronti a rivolgersi anche alla corte europea dei diritti dell’uomo.

Pussy Riot condannate: le punk rock antagoniste dell’Est asiatico colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio

Sono state condannate a due anni di reclusione le Pussy Riot, le tre punk rocker riconosciute colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio religioso dal tribunale di Mosca, dopo una performance anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore lo scorso 21 febbraio. A renderlo noto il giudice Marina Syrova.

Il magistrato ha accusato le componenti della band punk russa di aver consapevolmente violato la legge nel compiere i loro atti di teppismo motivati da odio religioso. ‘Le imputate erano consapevoli della natura offensiva delle loro azioni e del loro aspetto – ha detto il magistrato – la loro intenzione era attirare l’attenzione del pubblico con il maggior eco possibile, offendendo non soltanto chi era all’interno e fuori dalla cattedrale ma anche l’intera società’. Le tre giovani donne hanno assistito in aula alla lettura della sentenza. Una di loro indossava una maglietta azzurra con un pugno chiuso e la scritta ‘No pasaran’.

A poche ore dalla condanna, le Pussy Riot si sono mostrate serene: ‘Non importa quale sarà il verdetto abbiamo già vinto. Noi russi abbiamo imparato ad arrabbiarci con le autorità e a parlare ad alta voce di politica’, ha dichiarato la 22enne Nadezhda Tolokonnikova liquidando l’eventualità di chiedere clemenza come ‘uno scherzo’, definendo ‘un’illusione’ la possibilità di ricevere un verdetto indipendente. ‘Il nostro caso non dipende dalla giustizia, ma dal timore di Vladimir Putin su quanto dovrà affrontare nell’autunno 2012 in seguito alla nostra incarcerazione’, ha aggiunto Yekaterina Samutsevich, 30 anni, la più anziana fra le Pussy Riot.

La vicenda delle punk rockers sovietiche, ha scatenato un’ondata di solidarietà internazionale con la partecipazione di varie star pop e rock. E oggi manifestazioni a favore delle tre artiste russe sono avvenute in più di una trentina di città in tutto il mondo.

A Mosca due dei più noti oppositori russi, Sergei Udaltsov e l’ex campione di scacchi Gary Kasparov, sono fra le persone arrestate oggi mentre protestavano davanti al tribunale, mentre venivano processate le tre Pussy Riot.

Di ‘sentenza sproporzionata’ parlano gli Stati Uniti che esortano le autorità russe a rivedere il caso e garantire il rispetto del diritto della libertà di espressione’. Anche la Francia con una nota del ministro degli Esteri punta il dito contro quella che definisce una sentenza ‘particolarmente sproporzionata vista la scarsa entità dei fatti che vengono imputati alle condannate’.

Una netta presa di distanza dalla sentenza arriva anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. ‘Questa sentenza sproporzionatamente severa non è conforme ai valori europei di democrazia e stato di diritto, ai quali la Russia è legata in virtù della sua appartenenza al Consiglio d’Europa’, ha dichiarato Merkel.

La protesta più spettacolare giunge da Kiev, la capitale ucraina, dove attiviste di Femen a seno nudo hanno tagliato con una sega una croce di legno alta quattro metri che ricorda le vittime della repressione sovietica.

In Bulgaria sostenitori delle Pussy Riot hanno coperto i volti dei soldati del monumento ai caduti dell’Armata Rossa a Sofia con dei cappucci colorati diventati il simbolo della solidarietà alle tre cantanti punk. Una foto della performance, firmata ‘un gruppo di esseri umani’, è stata recapitata all’ambasciata russa in Bulgaria e ai principali media. Nel loro messaggio gli attivisti esortavano ‘il regime totalitario di Putin a liberare immediatamente le tre donne. Le Pussy Riot – continuava il messaggio – sono un simbolo ispiratore nella lotta per la democrazia in Russia. L’intera comunità internazionale, comprese le autorità bulgare, deve sostenerle nella lotta per impedire al regime di tappargli la bocca’.

Ed ecco in sintesi i passaggi salienti del testo del nuovo singolo anti Putin delle Pussy Riot: ‘…non si può chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza’. E ancora: ‘Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio… Il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame’.

http://en.wikipedia.org/wiki/Pussy_Riot
http://pussy-riot.livejournal.com/
http://www.youtube.com/user/PussRiot?feature=watch

Musica: Derozer in arrivo con ‘Fedeli alla Tribù’

Chi se li ricorda? O chi li ha dimenticati? Intanto che andiamo con un insider interview un po’ datata, ma pur sempre contemporanea guardiamoci questo bellissimo shot trailer della vera storia dei punk assassins Derozer.

Un po’ più italiani e un po’ meno rocker dei Ramones, i mitici vicentini Derozer di ‘Ti amo quando sono sbronzo’, tornano quindi alla carica con il cuore in fiamme e un po’ di sana e cosciente musica urlata: il buon vecchio, grezzo e decorticante punk. Affilato come una lama e tagliente (come un grissino?) come l’hardcore, che più che tagliare spacca, prodotto da Indiebox e Tremendez ecco i Derozer, dal ’93 ai giorni nostri (ah non dal ’89?), come ‘non li abbiamo mai visti’.

Trailer Ufficiale del DVD Fedeli Alla Tribù, la storia dei Derozer porta con sé un release date da giugno 2012 su TreMendez e Indiebox. Finito il tour appena iniziato con l’uscita di una raccolta di 25 pezzi, un inedito e il documentario sulla loro storia, ci ritroveremo in balia di questi simpatici gentiluomini con un nuovo disco di inediti, probabilmente ad inizio 2013.

http://www.derozer.it/
http://www.myspace.com/derozer
http://it.wikipedia.org/wiki/Punk_rock 

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