Contro il traffico di New York, Apple sceglie Martin Scorsese per iPhone

Dopo Samuel L. Jackson, John Malkovich e Zooey Deschanel, Apple decide di rivolgersi al filmmaker Martin Scorsese per il nuovo spot a New York. Questa volta, per dimostrare alcune caratteristiche e capacità di Siri, l’azienda di Cupertino ha deciso di inscenare lo spot sulla East Coast.

Nella sequenza di appena 32 secondi, Scorsese viene visto a bordo di un taxi sulle strade di New York mentre fa appello alla voce elettronica di Apple per portare a termine alcuni compiti, così da mostrare al pubblico le potenzialità dell’assistente vocale presente sull’iPhone 4S. Tratto distintivo di questo spot è il modo in cui Scorsese al telefono con Siri, le rivolge domande in rapida successione, chiedendo informazioni sugli appuntamenti, sul traffico e sul dove trovare i propri amici.

E’ il quarto spot di Apple che ha per  protagonista una celebrità del mondo del cinema. Pubblicato anche su YouTube.

http://www.apple.com/iphone/videos/#tv-ads-busyday
https://cookednews.wordpress.com/2012/07/25/apple-in-aggiornamento-al-debutto-mountain-lion/

Kitsch – Oggi il kitsch. Gillo Dorfles alla Triennale

Gillo Dorfles. Kitsch 
oggi il kitsch

13 Giugno. 26 Agosto 2012.

Triennale di Milano

‘Cattivo gusto portato all’estremo,  involontariamente o volutamente, in forme d’arte, specie in opere letterarie e artistiche della cultura di massa’. Lo dice il Sabatini Coletti, dizionario della lingua italiana e lo ribadisce Gillo Dorfles con la sua prossima mostra in Triennale a Milano.  

Per il critico d’arte e filosofo, che al genere ha dedicato un saggio Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto, edito da Mazzotta  (1968) il kitsch miete vittime anche tra i migliori soggetti.

Dal 13 giugno fino al 26 agosto, la Triennale di Milano presenterà la mostra Gillo Dorfles. Kitsch – oggi il kitsch curata da Gillo Dorfles insieme con Aldo Colonetti, Franco Origoni, Luigi Sansone e Anna Steiner. Una selezione di artisti che, da Salvador Dalì a Luigi Ontani fino a un folto gruppo di anonimi, utilizzano il cattivo gusto più o meno massificato come chiave d’espressione fondamentale.

Perché, come spiega Gillo Dorfles ‘sono l’intenzione e la consapevolezza, sia rispetto all’utilizzo delle tecniche sia nei riguardi dei contenuti, che trasformano un oggetto, una forma, ma anche un comportamento, in un’opera, in un linguaggio che sentiamo veri e autentici. Se non esiste la dimensione culturale, ogni forma d’arte è destinata a cadere nella trappola di un kitsch più o meno consapevole. La vera arte non è mai maliziosa. Il kitsch lo è, e questa è la sua essenza. È necessario conoscerlo, anche frequentarlo e, perché no, qualche volta utilizzarlo, senza farsi mai prendere la mano. Perché il cattivo gusto è sempre in agguato’.

Il testo di Dorfles è una vera pietra miliare per la comprensione e l’evoluzione del ‘cattivo gusto’ dell’arte moderna. Afferma che alcuni capolavori della storia dell’arte come il Mosé di Michelangelo, la Gioconda di Leonardo sono ‘divenuti emblemi kitsch perché ormai riprodotti trivialmente e conosciuti, non per i loro autentici valori ma per il surrogato sentimentale o tecnico dei loro valori’.

‘L’industrializzazione culturale – afferma Dorfles – estesa al mondo delle immagini artistiche ha condotto con sé un’esasperazione delle tradizionali distinzioni tra i diversi strati socio-culturali. La cultura di massa è venuta ad acquistare dei caratteri assai diversi (almeno apparentemente) dalla cultura d’élite, e ha reso assai più ubiquitario e trionfante il kitsch dell’arte stessa.’

Nel libro di Dorfles vengono esaminati da alcuni studiosi vari aspetti del kitsch, dalle riproduzioni dozzinali di opere d’arte alla musica di consumo, dal cinema alla pubblicità, dal design all’architettura.

Alcuni artisti, soprattutto delle avanguardie, hanno riproposto immagini di capolavori della storia dell’arte, universalmente riconosciuti, per creare consapevolmente ‘ricercate opere’ kitsch, ironiche, provocatorie o scandalose: è il caso di L.H.O.O.Q., 1919,un ready made ritoccato da Marcel Duchamp, versione con aggiunta di barba e baffi della Gioconda di Leonardo, dal titolo dissacrante (pronunciando il nome delle lettere in francese si ottiene la frase ‘elle a chaud au cul’).

La prima parte della mostra presenta… ‘ autori, i quali volutamente usano citazioni kitsch’ (Gillo Dorfles).

Tra gli artisti Adriana Bisi Fabbri con Salomè di fronte (passo di danza), 1911, e Salomè a tergo (Mossa di danza), 1911, che rappresenta il personaggio biblico con rotondità paradossalmente eccessive; Alberto Savinio che con Penelope, 1933, rivive con ironia il mito classico; Gianfilippo Usellini che con Donna con la coda, 1970, riporta con ironico paradosso a una primitiva condizione animale; e ancora Enrico Baj che con Madame Garonne, 2003, assembla materiali diversi per denunciare la corruzione del gusto causata dalla cultura del prodotto industriale. Infine tre opere di Salvador Dalì fanno parte di questo gruppo di artisti che sono in mostra in qualità di ironici ispiratori del fenomeno.

Il percorso dell’esposizione continua con una serie di autori deliberatamente kitsch.

http://www.triennale.it/it/mostre/future/1118-gillo-dorfles-kitsch-oggi-il-kitsch

La Nutella fa male, multata la Ferrero negli States: dovrà pagare 4 dollari per ogni confezione venduta

Multa salata per la Ferrero negli Stati Uniti. La filiale a stelle e strisce dell’azienda italiana che produce la Nutella dovrà versare 4 dollari per ogni singola confezione venduta negli Stati Uniti tra il 2008 e il 2012 in seguito a una class action avviata da una madre californiana.

Secondo la donna, gli spot pubblicitari della Nutella diffusi negli States ‘non mettono in rilievo tutti gli elementi nutrizionali della crema spalmabile, in particolare i grassi’.

A febbraio scorso la mamma di un bambino di San Diego, tale Athena Hohenberg ha accusato la Ferrero di promuovere la Nutella come ‘un esempio di colazione equilibrata, gustosa e sana’. Al contrario, ha affermato la donna ‘la Nutella non è sana e nutriente come vogliono farci credere ed è simile a tanti dolci: contiene livelli pericolosi di grassi saturi’.

La Ferrero Usa, che ha raggiunto un accordo con i consumatori, si è impegnata a modificare alcuni spot pubblicitari sulla Nutella e a rendere più esplicita la tabella nutrizionale sulla confezione. Il gruppo dovrà sborsare in totale circa 3,05 milioni di dollari.

di seguito lo spot incriminato

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