Venezia 69 Mostra Internazionale del Cinema: al debutto Ciprì di Ciprì e Maresco con ‘E’ stato il figlio’

Debutta sul grande schermo di Venezia per la 69 esima Mostra Internazionale del Cinema ‘E stato il figlio’ tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Alajmo e cinematograficamente di Daniele Ciprì, orfano d’arte del vivissimo Franco Maresco, con il quale hanno firmato l’amaro stil nuovo siciliano e soprattutto palermitano.

Scegliendo la Puglia, piuttosto che la Sicilia (dove a quanto pare c’erano delle difficoltà a finanziare il film), per similitudine paesaggistiche e comodità di ripresa, unica eccezione di una Palermo surreale, Montepellegrino per devozione alla Santuzza ‘che sennò si arrabbia’ (Ciprì dixit) il primo lungometraggio del fotografo della coppia cinematografica più contestata degli ultimi tempi, vuoi il cinismo di Cinico Tv vuoi la cruda realtà di ‘Totò che visse due volte’, attracca a Venezia con una nave carica carica di umorismo che porta applausi e bis.

Non mancheranno né i primi e neppure i secondi. E non dimenticando il Gran Reality di Garrone a Cannes, i personaggi di questo canovaccio surreale con un Tony Servillo protagonista che la definisce ‘una storia di sangue che chiama denaro e viceversa’, mattatore insieme al resto della famiglia Ciraulo, maschere del teatro popolare panormita, con la città stampata addosso. E allora c’è la maddonuzza addolorata Giselda Volodi, il compare Giacomo Civiletti, il prete Gino Carista, Benedetto Raneli il nonno, e la nonna Rory Quattrocchi. E non mancano neppure quei segni che contraddistinguono in maniera elitaria anche la più bassa delle società popolane con lo spicciafaccende che diventa cuntastorie, il venditore ambulante di sfincione con il suo grido imbonitore, la panza del Civiletti, e l’abbuffata sotto l’ombrellone, la canzone di Rosa Balistreri e l’accenno di musical, e la scena più surreale del film: Servillo in volo con la Mercedes in un cielo di cannoli e fichidindia.

CINEMA

29 agosto > 8 settembre 2012

69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

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69 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: sigla di opening sequence by Simone Massi

Simone Massi firma la nuova sigla del Festival di Venezia: 30 secondi ottenuti da 300 disegni realizzati a mano che citano Fellini, Angelopoulos, Wenders, Olmi, Tarkovskij e Dovzenko

E’ l’animatore, regista e illustratore italiano Simone Massi (premiato col David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio) l’autore della nuova sigla della 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto – 8 settembre 2012), diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.La nuova sigla (30 secondi, ottenuti da 300 disegni realizzati a mano che citano Fellini, Angelopoulos, Wenders, Olmi, Tarkovskij, Dovženko) presentata giovedì 26 luglio, a Roma in occasione della conferenza stampa della 69. Mostra di Venezia.

Simone Massi (Pergola, 1970), fra gli ultimi pionieri dell’animazione “a passo uno”, ha all’attivo oltre 200 premi vinti nei principali festival nazionali e stranieri, ed è oggi ritenuto uno dei più importanti autori di cortometraggi di animazione a livello internazionale.Animatore indipendente, ha studiato Cinema di animazione alla Scuola d’arte di Urbino. In 15 anni ha ideato e realizzato (da solo e interamente a mano) 15 film di animazione che sono stati mostrati in 54 Paesi e che saranno riproposti alla 69. Mostra di Venezia, insieme a un inedito, Animo resistente. Per i suoi lavori Massi non si serve dell’uso del computer, ma realizza tutto a mano su carta, attraverso l’uso di matite, carboncini, gessetti, pastelli, grafite e china. La tecnica dei ‘graffi’ adottata nelle ultimissime opere – che gli consente di completare 6-7 disegni al massimo in una giornata, lavorando senza sosta dalla mattina alla sera – fa sì che per un film di 8 minuti siano necessari anche due anni e mezzo di lavoro.Nel mese di novembre 2011 ha realizzato il cortometraggio Dell‘ammazzare il maiale, che ha ottenuto la menzione speciale della giuria al 29. Torino Film Festival, ed è stato presentato al 41. Festival di Rotterdam. Nell’aprile 2012 Dell’ammazzare il maiale ha vinto il David di Donatello per il miglior cortometraggio.

Nel giugno 2012, per la sezione celebrativa Un minuto al termine del ventesimo (e ultimo) festival romano di cortometraggi Arcipelago, Massi ha realizzato il corto Lieve, dilaga assieme ai registi Pappi Corsicato, Edoardo Winspeare, Davide Marengo e Gianluca Arcopinto. Nel 2009, il corto Nuvole, mani è stato presentato alla 66. Mostra di Venezia nella sezione Corto Cortissimo, e ha in seguito ricevuto una nomination ai David di Donatello 2012 e una menzione speciale ai Nastri d’argento 2010. Tra i suoi lavori precedenti più conosciuti, Tengo la posizione (2001, ispirato a Pavese e alle Lettere dei condannati a morte della Resistenza), Piccola mare (2003, con la voce narrante di Marco Paolini) e La memoria dei cani (2006), premiato dalla critica in numerosi festival internazionali.

Massi ha ideato la sigla con il contributo di Fabrizio Tassi. La musica è stata scritta ed eseguita da Francesca Badalini, mentre il sound-design è di Stefano Sasso. Julia Gromskaya ha realizzato le riprese e Lola Capote-Ortiz si è occupata della post-produzione.

La 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si terrà al Lido dal 29 agosto all’8 settembre 2012.

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