Topless reale per la principessa Kate e scatta la denuncia

Un magazine francese ha deciso di pubblicare le fotografie di Kate, duchessa di Cambridge, a seno nudo. Secondo la pubblicazione, Closer, le immagini sono state scattate durante la permanenza, la settimana scorsa, di Kate e William nel castello francese del nipote della regina, Lord Linley. La coppia sarebbe infuriata – si legge sul sito della Bbc – per quella che considera una violazione della sua privacy durante un pausa privata.

Le immagini non chiare e scattate con un teleobiettivo, rendono comunque i soggetti riconoscibili e degni da prima pagina. Quattro  sono quelle dedicate alla coppia reale William e Kate, dal magazine francese, diverse delle quali ritraggono Kate in topless.

Wedding of Prince William, Duke of Cambridge, ...

Wedding of Prince William, Duke of Cambridge, and Catherine Middleton – Buckingham Palace. (Photo credit: Wikipedia)

Dal palazzo la regina annuncia subito battaglia legale. Anche perché, secondo una fonte vicina  a Buckingham Palace, le foto sono autentiche, sottolineando come la duchessa di Cambridge e il marito William siano ‘in collera e sconvolti’ per la pubblicazione. ‘È stata superata una linea rossa’ – dice la fonte – annunciando che la Casa reale intende ‘consultare dei legali francesi per vedere le strade da percorrere, dal momento che non abbiamo famigliarità con la legge francese’.

Il Duca e la Duchessa si trovavano a  Kuala Lumpur, durante una colazione sulla terrazza di una guest house nel Luberon, quando hanno appreso della pubblicazione. Un giro di nove giorni compiuto durante le celebrazioni per il Diamond Jubilee della regina e reso più animato dalla notizia del topless reale.

Le fotografie hot di Kate in barca sono state seguite da polemiche sull’uscita di immagini che ritraggono il principe Harry nudo, fotografie scattate il mese scorso in una stanza di albergo di Las Vegas e da quelle di una cugina di Kate dedita alla streep in quel di New York. In realtà Katrina Darling è cugina alla lontana di Kate Middleton e crea scandalo portando il suo nuovo spettacolo di burlesque nella grande mela, ‘God Save The Queen‘ in cui si esibisce mezzanuda. Lo scorso aprile la sua parentela con la famiglia reale ha cominciato a farne discutere. Fino all’inizio di quest’anno Katrina Darling ha lavorato in banca. E’ anche finita sulla copertina di settembre di Playboy, avrebbe ricevuto una somma a sei cifre per mostrarsi senza veli sul magazine.

I duchi di Cambridge, dopo essersi consultati con gli avvocati, hanno deciso di querelare il settimanale edito dalla Mondadori (divisione Francia). La casa reale britannica è d’altra parte furente: ‘La loro privacy è stata violata in modo grottesco e del tutto ingiustificabile’. Via i guanti, insomma.

‘Le loro Altezze Reali – si dice in un comunicato diffuso dal palazzo di St James, quello che segue le PR di Carlo d’Inghilterra e dei suoi figli – si trovavano in un luogo remoto. È impensabile che qualcuno scatti delle foto del genere, figuriamoci pubblicarle’. Immediata la replica di Closer Uk: ‘Noi non avremmo mai pubblicato, l’edizione francese dipende da una società diversa dalla nostra’. Inutile dire che a Parigi la pensano diversamente. La direttrice di Closer, Laurence Pieau, si dice stupita per il caos sollevato.

Closer: ‘niente di insultante, solo foto gioiose e dignitose’. ‘La stampa inglese mi copre di ingiurie e minacce: è come se avessimo ucciso una seconda volta la principessa Diana’. Poi ribatte. ‘Tutto questo è aberrante e smisurato. Si dimentica che sono stati gli anglosassoni a inventare i tabloid’. Infine una nota tecnica: ‘Le fotografie non hanno niente di insultante per Kate. Sono gioiose. E abbiamo scelto le più dignitose’. Come dire, c’era altro e siamo stati pure misericordiosi. Pieau non ha però fatto i conti con William. Secondo Nicholas Witchell, Royal Correspondent della Bbc, l’erede al trono è ‘furioso’. ‘È assolutamente determinato a difendere la privacy di sua moglie e d’altra parte è sempre stato molto protettivo nei suoi confronti.

A chi andranno le foto? Un’edizione speciale che mostra Kate Middleton in topless durante la vacanza in Provenza in compagnia del consorte William. Lunedì il settimanale ‘Chi’, diretto da Alfonso Signorini, uscirà in edizione straordinaria con un servizio di 26 pagine con immagini inedite in esclusiva per l’Italia.

‘Si tratta di un servizio meritevole di un’edizione straordinaria, in quanto mostra nella sua totale naturalezza la vita quotidiana di una giovane famosissima coppia, moderna e innamorata’, spiega Signorini. ‘Il fatto che si tratti poi – prosegue Signorini – dei futuri regnanti d’Inghilterra lo rende certamente più interessante e attuale, e in linea con una concezione moderna della monarchia. In sintesi: è una bella immagine comune di una coppia -conclude il direttore di ‘Chi’- nient’affatto comune’.

WikiLeaks, caso Assange: dopo l’esilio in Ecuador, Londra minaccia di violare la sede diplomatica

Julian Assange 60 giorni dopo. A Olimpiadi concluse con tanto di sfida all’organizzazione rimandata alle prossime di Rio2016, è il caso WikiLeaks e del suo fondatore accusato dal governo svedese di stupro su due donne a tenere accesa l’estate.

Dopo la reclusione all’interno della minuscola sede diplomatica dell’Ecuador di Londra, il destino di Assange è deciso. Il governo di Quito concede l’asilo politico al fondatore di WikiLeaks convinto da sempre che l’estradizione in Svezia sia solo il preludio a quella negli Stati Uniti, dove verrebbe incriminato e condannato a pene severissime per la pubblicazione di documenti segreti esplosivi.

La notizia ha fatto scalpitare l’Inghilterra, che minacciato di violare la sede diplomatica dell’Ecuador a Londra, pur di riuscire a mettere le mani su Assange e di consegnarlo alla Svezia. Il governo di Quito ha protestato pubblicamente contro la mossa del governo londinese, invocando l’inviolabilità delle sedi diplomatiche.

Twitter è esploso con un serie di messaggi, foto e video di quello che stava accadendo di fronte all’ambasciata: la polizia inglese che arrivava a bordo di auto e furgoncini rossi, pronta a presidiare tutte le uscite. Arrestate anche alcune persone.

Poco prima delle 23.00 tutto lo stato maggiore di WikiLeaks era mobilitato in un febbrile scambio di messaggi sul canale criptato dell’organizzazione, che è andato avanti per tutta la notte, nella convinzione che, se ci fosse stato un vero e proprio blitz della polizia inglese, sarebbe avvenuto nelle prime ore dell’alba.

Prima di concedere asilo politico ad Assange, il governo di Quito ha chiesto alla Svezia di interrogare il fondatore di WikiLeaks nella sua ambasciata di Londra, senza per questo estradarlo. Nessuna spiegazione al rifiuto della Svezia, come aveva già fatto ripetutamente in passato, quando Assange attraverso i suoi legali, aveva offerto di essere interrogato a Londra all’ambasciata svedese o presso Scotland Yard. Un compromesso che avrebbe rassicurato Assange in merito alle intenzioni del governo svedese, che pretende l’estradizione dell’attivista australiano non perché deve scontare una pena, visto che non è nemmeno incriminato ma semplicemente perché vuole interrogarlo.

Il Center for Constitutional Rights di New York, dedicato alla protezione dei diritti costituzionali e che sta assistendo WikiLeaks e la sua presunta fonte Bradley Manning nell’inchiesta del Grand Jury sulla fuga di documenti segreti dichiara a mezzo Twitter: ‘Il governo inglese minaccia un raid contro l’ambasciata dell’Ecuador, se solo fossero così tempestivi nel perseguire i criminali di guerra esposti da WikiLeaks…’. ‘ Ecuador is imperfect – Sweden is imperfect – the US and the UK are imperfect. Who took steps today to improve things? Ecuador.#Wikileaks dice Jacob Appelbaum, ritwittato 757 volte.

Julian Assange si è rifugiato dal 19 giugno nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Quito gli ha concesso il 16 agosto l’asilo diplomatico, ritenendo che la sua vita sarebbe in pericolo se venisse estradato in Svezia, dove è ricercato per stupro.

L’Organizzazione degli Stati Americani (Oas),  si è riunita lo stesso giorno convocando una riunione d’emergenza dei ministri degli Esteri sullo scontro diplomatico fra Ecuador e Gran Bretagna, che si terrà a Washington il prossimo venerdì 24 agosto. Il vertice, richiesto da Quito, è stato approvato con 23 voti a favore, tre contrari (Stati Uniti, Canada, Trinidad e Tobago) e cinque astensioni. 

Il governo di Quito vorrebbe che i ministri degli Esteri dei paesi dell’Oas, che raggruppa una trentina di nazioni, esaminassero ‘le minacce esplicite del governo britannico’ contro Assange, ha precisato l’ambasciatrice ecuadoregna Maria Isabel Salvador.

La Gran Bretagna da parte sua insiste perché Assange le sia consegnato per estradarlo a Stoccolma. Il fondatore di WikiLeaks teme che dalla Svezia verrebbe poi trasferito in un secondo tempo negli Stati Uniti, per rispondere del reato di spionaggio dopo la divulgazione attraverso il suo sito di 250.000 documenti diplomatici americani.

E’ attesa intanto per domani pomeriggio, alle 15, una dichiarazione pubblica di Julian Assange. ‘L’Ecuador è certo che sia reale la minaccia che venga estradato in un Paese terzo, senza alcuna garanzia. Sarebbe vittime di un trattamento crudele’, ha spiegato il ministro degli Esteri ecuadoriano, Ricardo Patino.

Ieri, il portavoce di WikiLeaks, Kristinn Hrafnsson, parlando a Euronews si è augurato che ‘le autorità britanniche cambino posizione e gli concedano un salvacondotto, perché possa lasciare l’ambasciata e andare in Ecuador. Spero che si rendano conto che è la cosa giusta da fare’.

‘Ma se manterranno ancora la loro posizione’, ha aggiunto, ‘Il capo del team legale di Assange, Baltazar Garzon, ha detto che porterà il caso davanti alla Corte internazionale di giustizia, perché la Corte faccia rispettare alla Gran Bretagna la decisione dell’Ecuador, sulla base del fatto che Julian ha lo status di rifugiato‘.

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