Milena Gabanelli rinuncia alla presidenza della Repubblica

gabanelliMilena Gabanelli rinuncia, in una lettera al Corriere della Sera, alla candidatura del Movimento 5 stelle alla presidenza della repubblica.

Mi rivolgo ai tanti cittadini che hanno visto in me una professionista sopra le parti e quindi adeguata a rappresentare l’inizio di un cambiamento nel Paese. Sono giornalista da 30 anni e ho cercato sempre, in buona fede, di fare il mio mestiere al meglio; il riconoscimento che in questi giorni ho ricevuto mi commuove, e mi imbarazza.

Certamente non mi sono mai trovata in una situazione dove sottrarsi è un tradimento e dichiararsi disponibile un segno di vanità. Forse non si sta parlando di me, ma dell’urgenza di dare un volto a un’aspettativa troppo a lungo tradita.

Che io non avessi le competenze per aspirare alla Presidenza della Repubblica mi era chiaro sin da ieri, ma ho comunque ritenuto che la questione meritasse qualche ora di riflessione. E non è stata una riflessione serena.

Quello che mi ha messo più in difficoltà in questa scelta è stato il timore di sembrare una che volta le spalle, che spinge gli altri a cambiare le cose ma che poi quando tocca a lei se ne lava le mani. Il mio mestiere è quello di presentare i fatti, far riflettere i cittadini e spronarli anche ad agire in prima persona. Ma quell’agire in prima persona è tanto più efficace quanto più si realizza attraverso le cose che ognuno di noi sa fare al meglio.

Io sono una giornalista, e solo attraverso il mio lavoro – che amo profondamente – provo a cambiare le cose, ad agire in prima persona, appunto.

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Consultazioni, Boldrini e Grasso al Quirinale: ‘Bisogna dare un governo al Paese, si percorreranno tutte le strade’

Bersani a Bologna

Bersani a Bologna (Photo credit: framino)

‘Col presidente siamo concordi nella determinazione della necessità assoluta di dare un governo al Paese‘. Lo ha detto il presidente del Senato Piero Grasso, al termine del colloquio con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha aperto in mattinata le consultazioni al Quirinale. “Quindi si percorreranno tutte le strade – ha aggiunto – per raggiungere questo obiettivo’.

Nessuna conferma, intanto, alle voci che indicano proprio in Grasso la carta vincente di Pier Luigi Bersani per guadagnare il voto di fiducia al governo da parte dei senatori M5S.

Bersani crede in Palazzo ChigiPier Luigi Bersani, tuttavia, sembra orientato a chiedere un incarico pieno al Quirinale, nonostante alcune voci circolate nelle ultime ore a proposito di un possibile bis del ‘metodo Grasso’, voci che nelle ultime ore hanno riportato in auge anche Emma Bonino quale possibile premier incaricato. Lo staff del segretario nega con forza l’ipotesi che il leader Pd vada al Quirinale a proporre un nome diverso dal proprio e, a questo punto, sembra probabile che già giovedì in serata Bersani possa ricevere l’incarico dal presidente della Repubblica.

Incarico, però, non vuol dire nomina, come ripete il costituzionalista ed ex senatore Pd Stefano Ceccanti, la vulgata di Montecitorio assicura che il Colle non intende fare salti nel buio e chiederà a Bersani di presentare numeri certi prima della nomina vera e propria a presidente del Consiglio. Numeri che apparentemente al momento non si vedono, poiché M5S continua a dire no e Lega e Pdl si muovono in coppia. Per questo, qualcuno nel Pd comincia sul serio a pensare di poter applicare il ‘metodo Grasso’, ovvero proporre per la premiership un nome non di partito, in modo da cercare di attrarre i grillini come accaduto per il presidente del Senato.

Bersani, in realtà, è determinato a provarci. Il segretario si farà forte dei numeri alla Camera e metterà sul tavolo i suoi ‘otto punti’ di ‘cambiamento’, oltre a una squadra di governo scelta ‘con quel metodo’, ovvero quello dei presidenti delle Camere, come ha già detto. Si tratta di vedere se tutto questo basterà: M5S dice che ‘Bersani non lo votiamo nemmeno se dovesse camminare sui ceci’ per ora dal centrodestra non arrivano segnali incoraggianti.

Il leader Pd è certamente disposto a scegliere un nome per il Quirinale che sia gradito anche al Pdl e alla Lega, magari Giuliano Amato o lo stesso Pietro Grasso, ma di sicuro non voterà un esponente di centrodestra. Per questo c’è chi sta pensando a cosa fare se i famosi numeri non dovessero esserci: la linea del segretario, finora, è stata netta, l’obiettivo è andare comunque in Aula a verificare se la fiducia c’è o no. Una mossa che permetterebbe a Bersani di tornare a elezioni anticipate da premier, sia pure senza fiducia.

Questo scenario, però, incontra la contrarietà di Napolitano che, secondo quanto sostengono diverse fonti parlamentari, vuole che Bersani gli porti garanzie sui voti, prima di nominarlo ufficialmente e mandarlo in Aula a chiedere la fiducia. Una situazione che rischia di produrre un braccio di ferro tra il Quirinale e il leader Pd, a meno che non venga preso in considerazione un ‘piano B’.

E’ lo schema a cui pensano non solo tutti gli ex Margherita del Pd e anche Walter Veltroni, ma persino frange bersaniane o comunque della sinistra del partito. Lo stesso Nichi Vendola, secondo alcune voci di Sel, starebbe suggerendo a Bersani di prendere in considerazione il ‘metodo Grasso’, se si dovesse constatare che i numeri non ci sono, perché l’idea di tornare al voto non piacerebbe nemmeno al governatore della Puglia. E Pippo Civati fa un nome che molti tengono in caldo per il Quirinale, forti del sì anche di Monti: Emma Bonino. Ma per Palazzo Chigi.

Al via le consultazioni da parte del Capo dello Stato Giorgio Napolitano dunque, con due giorni di colloqui serrati per dare un governo al Paese. Tre le ipotesi: incarico esplorativo affidato a un’alta carica dello Stato, preincarico o incarico pieno a Pier Luigi Bersani. Dopo i primi colloqui della giornata con il presidente del Senato Pietro Grasso (che ha parlato di ‘necessità assoluta di dare un Governo al Paese’), e della presidente della Camera Laura Boldrini (‘c’è bisogno di un Governo il prima possibile‘) e con i gruppi parlamentari misti di Senato e Camera, chiudono l’agenda degli incontri previsti per la mattinata le rappresentanze della Südtiroler Volkspartei e della minoranza linguistica della Valle d’Aosta.

Nel pomeriggio a cominciare dalle 16,30, sarà la volta del gruppo parlamentare del Senato Per le autonomie-Psi, di quello della Camera Sinistra ecologia libertà e, alle 18, dei gruppi parlamentari di Scelta Civica per l’Italia. Domani si replica: Napolitano incontrerà la delegazione di M5s con Grillo, Pdl e Lega Nord, il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Chiuderà la due giorni di consultazioni la delegazione del Pd, con Bersani che chiederà l’incarico.

‘Abbiamo ribadito la nostra non disponibilità a dare la fiducia a un governo che mette insieme tutto e il contrario di tutto’, ha detto Guido Crosetto, di Fratelli d’Italia, uscendo dal Quirinale dopo le consultazioni con il presidente Napolitano. Per Crosetto, ‘serve un governo con un programma chiaro e non come il governo Monti. Nessun inciucio, quindi, ma abbiamo comunque la disponibilità a portare in Parlamento le cose che abbiamo portato avanti in campagna elettorale: fra le altre, pagamento dei debiti pa, riforma costituzionale alla francese, limite alla tassazione in costituzione’.

C’é la ‘necessità di fare un governo e siamo molto preoccupati dell’immagine dell’italia all’estero. C’è un partito che vuole fare il controllore degli altri senza prendersi responsabilità’, ha dichiarato Riccardo Antonio Merlo, eletto in Argentina, e rappresentante del Maie, il Movimento italiani all’estero, componente della delegazione del gruppo misto di Montecitorio dopo l’incontro con il presidente Napolitano nell’ambito delle consultazioni. Merlo si è anche scagliato contro quella che chiama ‘la casta della Ue’.

Il presidente Napolitano è ‘molto consapevole’ della situazione e dimostra ‘il consueto rigore costituzionale che in questo momento assume valore assoluto’, ha dichiarato Pino Pisicchio, del gruppo Misto alla Camera ed esponente dell’Api, dopo il colloquio al Colle per le consultazioni.

Silvio Berlusconi rilancia la sua offerta al Partito democratico per un governo di larghe intese che sia in grado di gestire i problemi dell’Italia. ‘Soltanto un governo stabile di concordia nazionale tra Pd e Pdl può realizzare gli interventi necessari nell’interesse del Paese’. Berlusconi ha detto che è questo quanto riferirà domani al Capo dello Stato Giorgio Napolitano che oggi ha avviato le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Spending review: gli sprechi del governo segnalati sul web

 Sprechi e suggerimenti per porre un freno alla spesa pubblica. Il governo italiano chiede aiuto ai cittadini. Basta compilare il modulo Esprimi la tua opinione. E’ questa la novità introdotta dalla spending review che ricorre al Web e al sito istituzionale del governo per rendere partecipi gli italiani. Che ‘hanno la possibilità di aiutare  i tecnici a completare il lavoro di analisi e la ricerca delle spese futili’.

Il supercommissario per la spending review, Enrico Bondi (amministratore straordinario e primo delegato del Gruppo Parmalat dopo il crack e di cui è considerato il salvatore) ha quindici giorni di tempo per presentare un cronoprogramma al consiglio dei ministri su tagli e razionalizzazioni della spesa pubblica. Lo prevede la bozza di legge sulla spending review. Il consiglio dei ministri verificherà l’attuazione del piano ‘sulla base di relazioni mensili del commissario’.

Dalle misure sulla spending review sono escluse la Presidenza della Repubblica, la Corte costituzionale e il Parlamento. Sono invece incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati, gli enti locali, nonché le amministrazioni regionali sottoposte a piani di rientro dal disavanzo sanitario per le voci relative alla spesa sanitaria.

Il commissario straordinario potrà decidere ‘in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione’ e potrà avvalersi anche di un subcommissario. Potrà stare in carica non più di un anno e percepire un’indennità non superiore a quella del dirigente generale della presidenza del consiglio dei ministri.

Dopo aver raccolto le informazioni sulle diverse voci di spesa e aver segnalato al consiglio dei ministri quelle che si possono tagliare, ridurre o razionalizzare, il commissario indica le misure da prendere e ‘fissa un termine per il raggiungimento degli obiettivi prefissati e alla scadenza del termine il consiglio dei ministri può autorizzare, nel rispetto dell’articolo 120 della Costituzione sui poteri sostitutivi del governo nei confronti di regioni ed enti locali, l’esercizio dei poteri sostitutivi dei vertici delle amministrazioni inadempienti’.

Spesa sanitaria al primo posto nella classifica della spesa pubblica rivedibile nel medio periodo. Secondo il governo sono considerati rivedibili 97,6 miliardi di spesa sanitaria, un terzo dei 295 miliardi di euro del totale della spesa pubblica. E’ quanto emerge dalla documentazione sulla Spendig review pubblicata sul sito del governo.

Riduzione anche per i tribunali, sedi distaccate e uffici della procura ‘per un totale di 3.600 unità di personale amministrativo da riassegnare dove vi sono carenze’. In questo modo si recupereranno 600-750 magistrati togati. Il risparmio stimato è di 45-60 milioni di euro l’anno’. Sforbiciata anche per i giudice di pace: passeranno da 848 a 174 con un risparmio di 28 milioni di euro l’anno.

Spending review per la scuola con una riduzione, a partire dal 2014, del 50% delle spese per fitti passivi e gestione degli immobili (già dal 2013 riduzione del 10%). Subiranno una riduzione anche gli organici dirigenziali e ad una riconversione dei profili.

http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/index.html
http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/spending_review_30042012.pdf 

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