An Ukrainian alpine skier and her staff boycott Sochi 2014

Ukrainian alpine skier Bogdana Matsotska and her father said they will not represent their national team in the Sochi Winter Games any longer because of the deaths on EuroMaidan #Cookednews

Ukrainian Olympic alpine skier Bohdana Matsotska and her father posted a message on Facebook stating that they no longer will represent their nation’s team in the Sochi Winter Games over the bloody events on EuroMaidan and blamed President Viktor Yanukovych for bloodshed.

Oleg Matsotskyy of Kosiv, Ivano-Frankivsk Oblast, Bogdana Matsotska’s father and trainer, said the two are ‘extremely angry at President Viktor Yanukovych’s latest actions who instead of resolving the conflict through negotiations (which we had hoped he would when we left for Sochi), has drenched the last hopes of the nation in blood.

‘In solidarity with the fighters on the barricades of the Maidan, and as a protest against the criminal actions made towards the protesters, the irresponsibility of the president and his lackey government, we refuse further performance at the Olympic Games in Sochi 2014.’

Earlier, Ukraine Olympic Committee head Serhiy Bubka told Channel 5 in Sochi that he was ‘shocked’ to hear of the Feb. 18 deaths after protesters clashed with police.

He conveyed his condolences to the bereaved families and called on both sides ‘to return to the discussion table to preserve our wonderful country and nation, as well as peace on our land. The events (on EuroMaidan) troubles and concerns us all.’ (Kyiv Post editor Mark Rachkevych can be reached atrachkevych@kyivpost.com)

EU foreign ministers called an emergency meeting on Ukraine for Thursday (today, 20 February, in Brussels) and European Commission President Jose Manuel Barroso said the 28-nation bloc was set to impose sanctions against those blamed for the bloodshed.

In this video, an activist fallen down during a protest and he was beaten by a consistent number of polices.

At the moment, 30 people was killed during the battle between protestors and militaries at #Euromaidan|(PR News #Kyiv #Ukraine)

#Ucraina#Kiev#Kyiv #Ukraine #euromaidan#CookedNews

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Boston: si chiude la caccia all’uomo, in manette il secondo attentatore

dzhokar-tsarnaev-attentato Boston MarathonCon la cattura del secondo, sospetto attentatore della maratona di Boston, si chiude una caccia all’uomo che ha sconvolto la vita di Watertown e dei dintorni di Boston.

Ricoverato in gravi condizioni, Dhokhar Tsarnaev era nascosto in una barca, in un giardino privato. Un vicino ha notato tracce di sangue e ha allertato immediatamente le forze dell’ordine.

Il giovane ceceno, 19 anni, è stato ferito durante la sparatoria in cui è morto Tamerlan, 26 anni, suo fratello maggiore, il sospettato numero uno, quello con il cappellino nero ripreso dalle telecamere di sicurezza prima delle esplosioni a Boston.

Lo stesso che l’Fbi interrogò nel 2011, su segnalazione di un governo straniero, senza riscontrare però segnali di attività terroristica. Una notizia giudicata altamente inquietante dai repubblicani immediatamente insorti.

Molte le questioni ancora aperte, ha detto il presidente Barack Obama che ha promesso risposte e intanto mette in guardia contro il rischio di stigmatizzare un’intera comunità: ‘In questa epoca di comunicazione istantanea, di tweets e di blog, forte è la tentazione di reagire a ogni informazione, saltando subito alle conclusioni. Ecco perché è necessario attenersi ai fatti, è per questo che abbiamo i tribunali, è per questo che bisogna fare attenzione a non dare giudizi affrettati sulle motivazioni di questi individui e non certo di interi gruppi di persone’.

E mentre l’Fbi assicura che farà piena luce sulla vicenda, i residenti, chiusi in casa a lungo per questioni di sicurezza, si sono riversati per le strade a festeggiare e ringraziare le forze dell’ordine che hanno messo fine al loro incubo.

Nell’attentato alla Boston Marathon ci sono stati 3 morti, fra cui un bambino di 8 atti e 176 feriti di cui 13 gravi.

Obama e il fiscal cliff: ‘I ricchi devono pagare di più. Crescita e occupazione le nostre priorità’

I ricchi paghino più tasse, facciano uno sforzo per l’economia e per il paese. ‘E’ arrivato il momento di tornare al lavoro, c’è molto da fare’, ha detto il rieletto presidente alla Casa Bianca. E il mandato che ha ricevuto dagli elettori è chiaro: ‘hanno votato per l’azione, non per la solita politica’. Promette di parlare con i leader del Congresso, dà appuntamento alla Casa Bianca per la prossima settimana ai democratici e anche ai repubblicani che detengono la maggioranza alla Camera.

‘La nostra priorità deve essere la crescita e l’occupazione’. Lo afferma il presidente americano Barack Obama, parlando al popolo americano dalla East Room della Casa Bianca.

Obama si è chiamato in causa dicendo che non chiederà alle famiglie della classe media o agli studenti di pagare di più ‘mentre alle persone come me che guadagnano oltre 250.000 dollari all’anno non viene chiesto di pagare di più in tasse’. Tema, quest’ultimo, dibattuto a lungo nel corso della campagna elettorale, ha insistito Obama, e su cui ‘la maggioranza degli americani si è trovata d’accordo’ come dimostrato martedì dall’esito delle elezioni. Obama ha fatto così riferimento ai ‘democratici, agli elettori indipendenti e ai tanti repubblicani in tutto il Paese, così come agli economisti indipendenti e agli esperti di bilanci statali’.

‘Se il Congresso non trova un accordo generale sulla riduzione del deficit entro fine anno, per tutti le tasse aumenteranno automaticamente a partire dal primo gennaio, incluso il 98% degli americani che guadagnano meno di 250.000 dollari all’anno. Questo non ha alcun senso. Sarebbe una cosa negativa per l’economia e colpirebbe le famiglie che stanno già facendo fatica per arrivare alla fine del mese’. E sfoderando una penna, Obama ha detto di essere ‘pronto a firmare una legge, adesso’.

‘Il presidente americano Barack Obama eserciterà il diritto di veto sull’estensione dei tagli fiscali per i più ricchi’ ha detto poi il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, sottolineando che la Camera dovrebbe approvare lo stesso testo che ha già ricevuto il via libera del Senato per evitare il fiscal cliff.

Elezioni Usa: Obama vince anche nel ‘voto popolare’

Official photographic portrait of US President...

Official photographic portrait of US President Barack Obama (born 4 August 1961; assumed office 20 January 2009) (Photo credit: Wikipedia)

E’ stato il ‘voto popolare’ a proiettare Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti per il suo secondo mandato. Il presidente democratico infatti ha ricevuto quasi due milioni di voti in più rispetto allo sfidante repubblicano Mitt Romney, secondo i dati, ancora non definitivi, raccolti dalla rete televisiva americana Cnn.

Stando al computo della Cnn, a livello nazionale Obama si attesta appena sopra il 50% con 58.932.757 voti, mentre Romney è al 48% con 56.583.680 voti. Lo spoglio in Florida, che non ha ancora fornito dati definitivi, è stato sospeso per la notte.

Negli Usa, a causa del complicato sistema elettorale, è possibile vincere la Casa Bianca e perdere il voto popolare: per essere eletti Presidente bisogna ottenere 270 voti dei ‘grandi elettori’ e ogni Stato attribuisce un tot di questi ‘voti elettorali’ a seconda della sua popolazione. L’essenziale è quindi vincere in una combinazione di Stati che porti almeno alla quota fatidica di 270 grandi elettori su un totale di 538.

Barack Obama rieletto presidente: ‘Il meglio deve ancora venire’ il discorso integrale

(Il presidente Usa Barack Obama festeggia la rielezione alla Casa Bianca con la moglie Michelle e le figlie Malia (davanti in gonna blu) e Sasha (dietro in gonna verde) sul palco del suo quartier generale a Chicago davanti ai suoi sostenitori)

Barack Obama è stato rieletto per un secondo storico mandato alla Casa Bianca. Con i 9 grandi elettori del Colorado e i 13 della Virginia, il presidente si sarebbe aggiudicato almeno 285 grandi elettori, contro i 203 dello sfidante repubblicano Mitt Romney: ne servivano 270 per la vittoria.

Secondo le proiezioni tv, il presidente ha vinto con stretto margine in Ohio, Wisconsin, Iowa, Pennsylvania e New Hampshire, mentre l’unico stato indeciso conquistato da Romney è stato il North Carolina.

Mitt Romney ha riconosciuto la vittoria di Obama con una telefonata: ‘Questo è tempo di grandi sfide per l’America e prego che il presidente abbia successo nella guida del Paese‘ ha detto ai suoi sostenitori riuniti al quartier generale di Boston. ‘Ora repubblicani e democratici lavorino insieme’ ha proseguito. ‘Auguro al presidente, alla first lady e alle loro figlie ogni bene, questi sono tempi molto difficili per la nostra grande Nazione.

Il presidente ha invece subito ringraziato su Twitter i suoi sostenitori: ‘Voi lo avete reso possibile. Grazie’, ha scritto rilanciando quello che era stato uno degli slogan della campagna elettorale ‘Altri 4 anni’, e `postando´ una foto in cui abbraccia la first lady Michelle. Poi, in abito blu e cravatta blu elettrico, il presidente è salito sul palco, accompagnato da Michelle e le figlie Malia e Sasha. ‘Ringrazio gli americani uno per uno. Io e Romney abbiamo a cuore l’America’ ha detto. ‘Per l’America il meglio deve ancora venire e grazie a voi la sua storia va avanti’.

Poi, in un lungo discorso, si è rivolto all’America. ‘Torno alla Casa Bianca più determinato. La nostra economia si sta riprendendo’.

Immediata è esplosa la gioia a Chicago, al quartier generale dei democratici, mentre lo sconforto si è impadronito della sede di Romney a Boston. Una folla di cinque, seimila persone, si è riunita davanti alla Casa Bianca cantando ‘altri quattro anni’ e ‘Usa, Usa’.

Il flusso di americani in festa non si ferma nel cuore di Washington. I caroselli di auto con il clacson pigiato si fanno sentire da un isolato di distanza. Urla di gioia esplodono dai gruppi di ragazzi arrampicati sugli alberi proprio davanti ai cancelli della Casa Bianca e si alternano alle grida dei fan.

Sono tantissimi gli studenti che accorrono letteralmente senza fiato dalla vicina George Washington University, ma ci sono anche i lobbysti, gli attivisti, e la gente comune. E ci sono gli stranieri.

Al Congresso Usa intanto si conferma la stessa situazione di prima del voto di oggi: i democratici mantengono il controllo del Senato e i repubblicani quello della Camera.

Oggi si votava in alcuni Stati anche per numerosi referendum: via libera alle nozze gay in Maine, alla legalizzazione della marijuana in Colorado e nello Stato di Washington, mentre la Florida mantiene il finanziamento pubblico per l’aborto. E in California è stata riconfermata la pena di morte con una votazione superiore al 54% e che ha bocciato la proposta di abolizione. Il presidente rieletto dovrà avere a che fare anche con questo.

Romney ha ritardato la sua ammissione di sconfitta perché i Repubblicani avevano inizialmente messo in dubbio la vittoria di Obama in Ohio, malgrado tutti gli esperti e le reti tv lo avessero già dichiarato presidente.

Obama dovrà affrontare la difficile sfida di gestire i mille miliardi di dollari di deficit annuale, la riduzione del debito nazionale da 16mila miliardi di dollari, revisionare i costosi programmi sociali e gestire un Congresso in stallo.

Su Twitter: #congratulationsObama#RomneyCasa BiancaCNNBarack ObamaMr PresidentOhio#USA2012#vaiObama

L’uragano Sandy in arrivo anche su New York

L’uragano Sandy si abbatterà oggi sulle regione più popolate degli Stati Uniti, costringendo centinaia di migliaia di persone a cercare rifugio in altura, mentre sono bloccati i trasporti, le scuole e gli uffici pubblici e privati.

Circa 50 milioni di persone da metà della costa Atlantica al Canada vivono sul tragitto dell’uragano, che potrebbe essere il più vasto a colpire la terra ferma degli Usa nella sua storia. L’attesa è per alberi sradicati, edifici danneggiati e blackout elettrico per diversi giorni.

Sandy, che ha già ucciso 66 persone nei Caraibi, provocherà anche diverse inondazioni, dicono le previsioni.

New York e le altre città che saranno toccate dall’uragano vivono in stato di emergenza. I sindaci hanno ordinato evacuazioni di massa dalle zone abitate più basse, mentre scuole e metro sono chiusi.

Sandy ha costretto il presidente Barack Obama e lo sfidante repubblica Mitt Romney a cancellare alcune tappe della campagna elettorale

Sparo durante la preparazione al dibattito Obama-Romney, nessun ferito

Reuters – Un colpo di pistola è stato esploso in città, a Denver, sede, venerdì scorso, del debate  per la rielezione del presidente Barack Obama mentre i lavoratori della campagna erano all’interno del quartier generale del presidente in carica, ma nessuno è stato colpito, ha detto la polizia.

Il detective della polizia di Denver, Raquel Lopez, ha detto che un lavoratore all’interno della sede ha chiamato la polizia a metà pomeriggio per segnalare che un proiettile aveva frantumato un vetro di una finestra.

‘In questo momento, nessuno è in stato di detenzione e gli investigatori sono alla ricerca del video di sorveglianza per vedere se può essere identificato un veicolo ‘, ha detto Lopez.

Nessuno è stato fisicamente ferito.

Gli investigatori non sono a conoscenza di eventuali minacce alla campagna elettorale, ma stanno esplorando tutte le possibilità, ha detto Lopez.

USA: Obama bacchetta Romney ‘Il presidente rappresenta l’intera nazione’

Barack Obama (Photo credit: jamesomalley)

Dopo le ingiustificate affermazioni di Mitt Romney, il candidato repubblicano alle presidenziali del 6 novembre, a proposito di certo ‘parassitismo sociale’ arriva la replica a tarda serata, ma con un vasto pubblico televisivo dell’attuale presidente degli States, nonché  candidato per i democratici. Barack Obama sceglie lo show di David Letterman per replicare all’infelice uscita del rivale repubblicano Mitt Romney sugli americani che non votano per lui.

Io non so a cosa si riferisse esattamente – ha detto Obama – ma posso dire questo: quando nel 2008 ho vinto le elezioni, il 47% degli americani aveva votato per John McCain e non per me. La notte delle elezioni io ho detto:  ‘Anche se non avete votato per me io ascolto la vostra voce, e lavorerò duro per essere il vostro presidente’. E una delle cose che ho imparato da presidente è che tu rappresenti l’intera nazione. Io credo – ha concluso Obama – che se vuoi fare il presidente, devi lavorare per tutti, non solo per alcuni’.

Dal canto suo, però, Mitt Romney non sembra intenzionato a cambiare linea, nonostante molti analisti ritengano che la gaffe possa costargli addirittura la campagna. ‘Obama crede nella redistribuzione della ricchezza – ha detto – noi crediamo nella libertà individuale e nel libero mercato’.

https://cookednews.wordpress.com/2012/09/18/romney-contro-gaffe-del-candidato-repubblicano-alla-presidenziali-il-47-degli-americani-vota-obama-perche-dipende-dal-governo/

Romney contro: gaffe del candidato repubblicano alla presidenziali ‘Il 47% degli americani vota Obama perché dipende dal governo’

‘Il 47% degli americani vota Obama perché dipende dal governo, non paga le tasse e si sente una vittima. Il mio compito non può essere quello di preoccuparmi di loro’.  Gaffe del candidato repubblicano alle Presidenziali del 6 novembre durante un ricevimento privato organizzato da alcuni sostenitori, riferendosi agli elettori quasi fossero parassiti. Poi chiarisce: ‘ E’ necessario scegliere se crediamo in una società statalista o fondata su libero mercato’.

Riconosce di aver parlato ‘in modo non elegante’, ma difende la sostanza delle sue affermazioni. Così Mitt Romney, travolto dall’ennesima bufera per le sue dichiarazioni a dir poco avventate, ha difeso la frase, pronunciata durante un discorso in un evento che sarebbe dovuto essere a porte chiuse, in cui afferma che ‘c’è un 47% di americani che votano Barack Obama che dipendono totalmente dal governo per sopravvivere0.

Come a dire elettori parassiti che ‘pensano di essere vittime, di avere il diritto all’assistenza sanitaria, alla casa e al cibo’ senza impegnarsi. ‘Sono persone che non pagano le tasse sulle entrate. Il mio compito non può essere quello di preoccuparmi di loro, non li convincerò mai ad assumersi le loro responsabilità personali e prendersi cura di loro stessi’, ha detto in un video ‘rubato’ e postato sul sito progressista di giornalismo investigativo Mother Jones.

‘Sono sicuro che avrei potuto parlare in modo più chiaro ed efficace di quanto ho fatto’ ha dichiarato il repubblicano in una conferenza stampa convocata non appena tutti i media americani hanno cominciato a rilanciare la frase rubata durante una raccolta di fondi da 50mila dollari al coperto.

Ma Romney ha in pratica difeso il messaggio di fondo di quel discorso: ‘la mia campagna è centrata sulla necessità che le persone prendano maggiore responsabilità – ha detto – perché è in gioco la direzione che prende il paese, noi crediamo in una società incentrata sul governo che concede sempre più benefit? O noi crediamo invece in una società fondata sul libero mercato in cui le persone possono inseguire il proprio sogno?’

A meno di cinquanta giorni dallElection Day, i liberali hanno rapidamente condannato le osservazioni poco politiche e molto personali del candidato Mitt Romney, considerandolo come insensibile, e la campagna di Obama lo ha accusato di aver ‘sdegnosamente cancellato metà della nazione.’

http://www.usa.gov/
http://www.motherjones.com/

I sette titani della Tech Industry che finanziano le campagne elettorali

Come tutti sanno l’out-of-the-loop più forte per fare un sacco di  soldi con la tecnologia, il modo più immediato e decisivo, è quello di inventarsi un Social Network. Anche per quanto riguarda la politica, che spinge capitali in quantità indecifrate, soprattutto se si sta donando un super PAC, la quantità di denaro destinato ai candidati di supporto è illimitata. Basta superare quota  $1,000.

Come ogni altro settore economico, anche i titani della Tech Industry si sono preparati per l’Election Day del 2012, cercando di non fare arrabbiare nessuno e tirando da entrambe le parti politiche.

Negli anni precedenti alle attuali presidenziali, ‘la ricchezza del settore Tech è sempre stata positiva soprattutto nei confronti dei Democrats – i Democratici, in parte grazie ai suoi liberali locali e ai giovani dirigenti,’  ha riferito l’agenzia di stampa Reuters in un rapporto del 2011. Grazie a una decisione della Supreme Court’s Citizens United, la Corte Suprema dei Cittadini, che ha accresciuto i limiti di denaro inviato ai gruppi indipendenti che pubblicano annunci e dichiarano politiche di sensibilizzazione, la  Silicon Valley ha ottenuto molti più dollari dai repubblicani nel 2011 e 2012.

Quale partito o celebrità politica aderisce alla tua linea di pensiero al punto da meritare una sovvenzione economia? L’Huffington Post ha selezionato una galleria di volti celebri fra i quali poter scegliere. Naturalmente il riferimento geografico è alle conventions politiche che stanno anticipando le presidenziali del 6 novembre.

Ed ecco i 7 Tech Titans Funding Political Campaigns. Al primo posto c’è l’immancabile Bill Gates (vale a dire, Bill & Melinda Gates Foundation) Fondatore di Microsoft.  Contributo $ 34.375 nel 2011-2012. Appoggia la sinistra (98 per cento va ai democratici, i repubblicani con un 2 per cento). Una delle persone più ricche del pianeta, Bill Gates assume una posizione chiave nella politica che non riflette i suoi interessi da pocketbook: sostiene tasse più alte per i ricchi e anche l’uguaglianza del matrimonio. Le sue donazioni sono effettuate tramite la no-profit Bill & Melinda Gates Foundation, che gestisce il compito erculeo di distribuire i soldi del miliardario tra cause meritevoli di tutto il mondo.

Il secondo posto va invece a Sheryl Sandberg Chief Operating Officer di Facebook. Contributo $ 60.800 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia la sinistra (96 per cento ai democratici, ai repubblicani 4 per cento). Anche se non c’è alcuna traccia del presidente di Facebook Mark Zuckerberg nelle donazioni politiche, il suo n ° 2 era una volta un peso massimo di Washington. Durante l’amministrazione Clinton, Sheryl Sandberg ha lavorato come capo di stato maggiore per l’allora Segretario al Tesoro Larry Summers. Ha donato per il presidente Barack Obama e una varietà di legislatori democratici.

Terzo podio per Laurene Powell Jobs moglie del defunto co-fondatore di Apple Steve Jobs, con un contributo, fino ad ora, di $ 59.800 nel 2011-2012.

Appoggia la sinistra (100 per cento ai democratici). Secondo Explorer, Steve Jobs non ha contribuito alle campagne politiche, il che non dovrebbe sorprenderci: al compianto CEO di Apple non piace donare a qualcuno , politico o no. Sua moglie è più generosa. In questo ciclo elettorale, Laurene Powell Jobs ha dato esclusivamente ai democratici, tra cui il presidente Obama, il senatore Kirsten Gillibrand di New York ed ex Rep. Gabrielle Giffords dell’Arizona. Nel 2010, Jobs ha iniziato a lavorare sul Consiglio per le soluzioni comunitarie di Obama alla Casa Bianca. 

 Eric Schmidt Presidente esecutivo di Google. Contributo $ 73.000 nel 2011-2012 fino ad ora. Appoggia a sinistra con un 63 per cento ai democratici, ai repubblicani 37 per cento. Se per il primo CEO di Google le donazioni sono più equamente distribuite tra le due parti di quelle di alcuni altri titani della Tech Industry, Eric Schmidt può essere il dirigente tecnico che è  più cozza con l’amministrazione Obama.

Ha prestato servizio in qualità di consulente alla campagna durante le prime  presidenziali vinte da Obama, ed è stato invitato a serate di gala alla Casa Bianca, oltre ad essere stato nominato dal Consiglio Presidente dei Consulenti in materia di scienza e tecnologia. Nel frattempo, la Federal Trade Commission stava colpendo Google da sinistra e a destra sulle violazioni della privacy.

Al quinto posto c’è John DonahoeCEO of eBay. Il suo contributo è stato pari a  $48,300 in 2011-2012. Appoggia al 100 per cento i democratici, il suo voto va  a sinistra. A differenza del suo predecessore ad eBay, Meg Whitman, un tempo candidato a governatore repubblicano della California, John Donahoe è un donatore tutto blu a questo ciclo elettorale. Ha dato $ 5.000 ciascuno al presidente Barack Obama e al senatore di New York Kirsten Gillibrand per sostenere le campagne di rielezione. Egli attualmente è presidente del Consiglio della Casa Bianca per le soluzioni comunitarie, come Jobs Laurene. Questo pur avendo lavorato con Mitt Romney a Bain & Company e dopo avere cantato le lodi del suo  vecchio collega. ‘Penso che è eccezionale che sia stato in grado di passare alla modalità campagna come politico, perché non è certamente una transizione facile per chi proveniene dal ruolo esecutivo nel mondo degli affari’, Donahoe ha detto al Dartmouth Business Journal marzo 2012 .

Randall Stephenson Presidente e CEO di AT & T.
Contributo $ 16.332 nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (87 per cento ai repubblicani, il 13 per cento ai democratici). I sostenitori finanziari della campagna non potrebbe scrivere un esempio migliore di intenti nelle donazioni politiche. Dopo AT & T, il più grande operatore mobile statunitense, non è riuscito a ottenere l’approvazione da parte del Federal Communications Commission, controllato dai democratici, per una fusione con T-Mobile nel mese di dicembre e Randall Stephenson ha donato l’importo massimo legale al Comitato Nazionale Repubblicano. Parole amare.


Peter Thiel

Co-fondatore di PayPal e all’inizio degli investitori Facebook.
Contributo 2634700 dollari nel 2011-2012 fino ad ora.
Appoggia a destra (93 per cento ai repubblicani, 7 per cento ai democratici). Secondo influence Explorer, questa impresa del capitalista della Silicon Valley lo rende il quarto più generoso donatore nella vita politica del paese, dando 2,6 milioni dollari alle campagne e ai terzi nel corso dell’ultimo anno e mezzo. Tra i suoi punti di vista a volte eccentrici e libertari (lui è fiero di avere figli molto intelligenti in grado di non frequentare il college), Peter Thiel ha sostenuto l’elezione in  Texas per Ron Paul  presidente. Thiel ha dato la maggior parte delle sue donazioni al super PAC approvate Liberty , che produce spot televisivi e on-line backing Paul.

Sheryl Sandberg, Bill Gates e Eric Schmidt sono tra i dirigenti del settore tecnologico che hanno donato migliaia di dollari per questo ciclo elettorale.


https://cookednews.wordpress.com/2012/08/02/twindex-a-chi-preferisce-obama-a-romney-su-twitter-il-nuovo-sistema-di-elaborazione-dati-sullelection-day/
http://influenceexplorer.com/

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