Abuso d’ufficio e falso: condannato a 3 anni l’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata

cammarata skipperL’ex sindaco di Palermo Diego Cammarata è stato condannato a 3 anni di reclusione dai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo, in relazione alle accuse di abuso d’ufficio e falso per avere utilizzato un dipendente della società comunale Gesip come proprio skipper personale. Il pm Laura Vaccaro aveva chiesto 4 anni. Tre anni (sei mesi in meno rispetto alla richiesta) anche per Franco Alioto, il giardiniere della Gesip che non sarebbe andato a lavorare nella sua sede ordinaria, nel Parco della Favorita, ma sarebbe stato frequentemente al porticciolo dell’Acquasanta, nella barca dei figli di Cammarata. Stabilito un risarcimento di 50.000 euro a favore del Comune.

La corte ha inflitto anche una multa di 1.200 euro. Cammarata e Alioto sono stati interdetti per cinque anni dai pubblici uffici. Riconosciuto il risarcimento anche alla Gesip, la società di servizi del Comune presso cui prestava servizio il lavoratore: 20mila come provvisionale, con danno ancora da quantificare in sede civile. Per il Comune definitivamente liquidati 50 mila euro. Per la stessa vicenda, il 24 maggio 2011, era stato condannato, col rito abbreviato, a due anni, l’ex direttore della società mista Giacomo Palazzolo.

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La Sicilia abolisce le province, sospese le elezioni di fine maggio

Rosario-Crocetta-Presidente-della-Regione-Sicilia-Ha-vinto-le-elezioni-del-28-ottobre-2012-586x318Abolite le Province regionali in Sicilia. L’Ars (Assemblea regionale sicilianaha approvato un maxi-emendamento della maggioranza che sospende le elezioni previste a fine maggio; manca solo il voto finale al ddl. Gli enti saranno commissariati ed entro l’anno dovranno essere sostituiti, con una nuova legge, da liberi consorzi di comuni.

‘L’abolizione delle Province è la vittoria del governo e della maggioranza; do atto anche ai 5stelle di avere votato la norma che abbiamo proposto. Si tratta della prima tappa della rivoluzione: oggi ha vinto il modello Sicilia’. Così il governatore Rosario Crocetta commenta a caldo l’approvazione in Assemblea del maxi-emendamento che cancella il voto per le Province e che saranno sostituite, con una nuova legge, con liberi consorzi tra comuni ed elezione di secondo livello.

La riforma delle Province ha avuto il via libera dal parlamento siciliano. Oggi pomeriggio (mercoledì 20 marzo) l’Aula si riunirà alle 16 per il voto finale. E così non solo esce indenne la maggioranza del governo Crocetta, ma i rapporti tra il governatore e i grillini appaiono sempre più saldi.

La legge prevede che entro il prossimo 31 dicembre sia approvata una norma che definisca il modello di Consorzi di comuni in sostituzione delle Province, con elezioni di secondo livello, ovvero non attraverso le elezioni amministrative, ma attraverso il voto dei rappresentanti dei Comuni che compongono il Consorzio. Nel frattempo, le attuali nove Province verranno commissariate. Quindi, niente più elezioni provinciali a maggio.

Gongolano i grillini: ‘A buon diritto possiamo definirla una delle vittorie politiche del movimento che ha riportato sui giusti binari una discussione che aveva preso un’altra direzione’. Per Crocetta, invece, è ‘la prima tappa di una rivoluzione importante e sulla quale la maggioranza si è ritrovata compatta più che mai con un sostegno concreto sulle riforme’. ‘I 5stelle non sono come gli indignados spagnoli, hanno scelto di partecipare, sono stati eletti e ora hanno il preciso dovere di confrontarsi con le istituzioni. Devono dare la possibilità di fare un governo”. Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta a Coffee Break, su La7. Anche l’Udc manifesta soddisfazione per l’abolizione delle Province ‘perché la loro soppressione è da sempre un tema del nostro programma’.

Altra musica suona dal’opposizione. I deputati del Gruppo Lista Musumeci all’Ars: ‘Crocetta ottiene due risultati: consegnare ai fidati commissari proconsoli il compito di gestire per un anno le Province e preparare per il prossimo anno la gestione dei liberi consorzi agli apparati dei partiti’. Rincara la dose Roberto Di Mauro, capogruppo del Partito dei siciliani-Mpa all’Ars: ‘Siamo palesemente di fronte ad una legge-manifesto, partorita in una trasmissione tv senza verificare le necessità del territorio’.

‘Questo passaggio storico e’ il frutto del lavoro del Movimento cinque stelle’, rivendica il capogruppo grillino Giancarlo Cancelleri. ‘Una svolta per la Sicilia e per il Paese‘, insiste il segretario del Pd Giuseppe Lupo.

Intanto per giovedì è stata convocata la commissione Affari istituzionali per esaminare il testo sul voto nei Comuni che prevede la doppia preferenza di genere e la doppia scheda per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Le amministrative sono fissate per fine maggio.

Conflitto di interessi, la proposta di Bersani

bersani su conflitto di interessiE’ pronta la proposta di Bersani per una nuova legge sul conflitto di interessi. Lo annuncia il Pd in una nota spiegando che la legge passa, tra l’altro, per l’abrogazione della Frattini; l’ampliamento delle norme sul conflitto e dei controlli a tutti i titolari di cariche di governo , nelle Regioni e negli enti locali.

I controlli saranno ampliati, si legge nella nota dei Democrat, anche nei confronti dei componenti delle Autorità indipendenti e sarà estesa l’incompatibilità anche alla sola proprietà di imprese, azioni o quote di società.

Fra le altre proposte, più poteri di intervento concreto sui conflitti di interesse all’Antitrust; il mandato irrevocabile a vendere per evitare la sanzione della decadenza; un nuovo sistema di sanzioni e di controllo applicabile anche alle cariche ricoperte attualmente; l’impossibilità per chi ha precedenti penali a sedere in Parlamento, nei consigli regionali, negli enti locali; abbassare o eliminare i limiti di pena che danno luogo a incandidabilità.

Nello specifico, la piattaforma del Pd interviene sui limiti di pena oltre cui scatta attualmente l’incandidabilità per i reati più gravi. Via il limite di due anni ora previsti per mafia, terrorismo, per reati associativi, per reati contro la pubblica amministrazione o aggravati dall’abuso della qualità di pubblico ufficiale; qualsiasi condanna deve essereI democratici chiedono poi di abbassare da tre a due anni il limite minimo di pena in caso di condanne definitive per gli altri delitti e di estendere l’incandidabilità anche a quelli colposi; di eliminare il limite di pena di sei mesi per i delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio; di prevedere l’incandidabilità, in caso di condanne superiori a due anni, anche per reati contravvenzionali come l’abuso edilizio o il disastro ambientale.


Come per gli altri punti, anche in questo caso le proposte sono pubblicate sul sito del Pd www.partitodemocratico.it perché ciascuno possa commentarle, proporne la modifica, contribuire con ulteriori ipotesi di intervento.

Il Cavaliere: prima l’economia. Altro che conflitto d’interesse e corruzione. Serve la ripresa economica e occorre aiutare le imprese: lo avrebbe detto Silvio Berlusconi, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, intervenendo alla riunione del Pdl al Senato per eleggere il nuovo capogruppo. ‘Non è la priorità del Paese e in ogni caso il conflitto d’interessi non mi riguarda, ho già dato tutto ai miei figli…’ ha detto l’ex premier.  Il leader del Pdl ha ribadito che dal suo punto di vista la legge sul conflitto d’interessi è inutile, perché ‘la vera priorità è far ripartire il Paese, l’economia e aiutare le imprese’ e che oltretutto, ‘una legge c’è già’.


La regina Elisabetta apre ai gay e alle donne in vista di nuovi diritti di successione

REGINA_ELISABETTALa regina Elisabetta apre ai gay. Per la prima volta in 61 anni di Regno sua maestà parla dei diritti degli omosessuali e promuove il ruolo delle donne per l’evoluzione de diritti umani. Un vero spartiacque nella storia del Regno, come lo definiscono gli addetti ai lavori.

Nella sua prima apparizione pubblica dopo la malattia, la regina firmerà la Carta del Commonwealth, un impegno storico per promuovere i diritti dei gay e la parità di genere.

In  diretta durante una trasmissione televisiva, firmerà la nuova carta pensata per eliminare la discriminazione nei confronti delle persone omosessuali e promuovere il ‘potere’ delle donne, un atto fondamentale per incrementare l’unità dei diritti umani e gli standard di vita in tutto il Commonwealth.

Nella carta si legge: ‘Siamo implacabilmente contro ogni forma di discriminazione, sia radicata in genere, razza, colore, religione, credo politico o in altri motivi’.

Con ‘altri motivi’ si fa riferimento alla sessualità, e in maniera meno esplicita a gay e lesbiche per rispetto ai paesi del Commonwealth con rigide leggi anti-gay.

Una fonte diplomatica ha spiegato: ‘l’impatto di questa dichiarazione su gay e diritti delle donne non deve essere sottovalutato, è un documento molto forte. Anche la scelta di parlare di parità di genere ed emancipazione femminile – usando il linguaggio fino a poco tempo considerato appannaggio di attivisti di sinistra – è altrettanto significativa.

Per molti osservatori la scelta dei tempi non è casuale. Con Kate incinta di cinque mesi, l’insistenza sulla parità di genere non sarebbe indifferente. Allo stato attuale, se, come si dice, la duchessa e il principe William avessero una figlia non sarebbe destinata al trono, ma è nell’aria un cambio della legge.

La Regina non ha espresso un parere sulla modifica di legge. Tuttavia, molte fonti hanno confermato che la sua approvazione dei diritti alle donne nella Carta rispecchia il suo sostegno per la parità dei diritti di successione.

Quarant’anni di storia politica italiana: nasce online il primo archivio degli spot politici

Image of former PM of Italy, Bettino Craxi

Image of former PM of Italy, Bettino Craxi (Photo credit: Wikipedia)

Ci sono gli spot socialisti con Bettino Craxi, quelli contro la violenza sulle donne del Partito comunista, le prime clip di Forza Italia nel 1994, gli esordi di Antonio Di Pietro e tanto altro. Il primo archivio degli spot politici italiani, che comprende già più di 450 video dal 1974 a oggi, è online dal 4 dicembre: quasi quarant’anni di storia politica italiana raccontati attraverso immagini,  finalmente consultabili da chiunque attraverso un unico sito internet, anche attraverso dodici percorsi tematici. ‘Archivi spot politici‘, la più importante opera di recupero della pubblicità elettorale del nostro Paese, nasce da un progetto di ricerca di interesse nazionale (Prin 2008), finanziato dal ministero dell’Istruzione e della Ricerca e realizzato dall’università di Roma Tre, sul tema della popolarizzazione della politica.

I primi spot politici – ‘E’ un lavoro che ci ha impegnato per due anni – racconta Edoardo Novelli, giornalista, docente di Comunicazione politica e coordinatore della ricerca – e che ha consentito di salvare e rendere pubblici materiali che altrimenti sarebbero andati prima o poi distrutti. I primi documenti raccolti risalgono infatti al 1974: sono quattro spot realizzati dal Comitato per il no al referendum sul divorzio e destinati alle sale cinematografiche’.

Le tele-elezioni – Solo alla fine degli anni Settanta, con la nascita delle televisioni private, nascono i primi spot politici per il piccolo schermo. ‘Un tipo di pubblicità’, racconta Novelli, ‘di cui tutti i partiti si serviranno con le elezioni politiche dell’83, le prime tele-elezioni italiane’. Sono gli anni in cui la Dc realizza dei veri e propri spot sul modello di quelli commerciali insieme alle agenzie pubblicitarie – ‘memorabile ‘lo slogan ‘Decidi Dc‘  -, il Partito comunista commissiona ai registi di area delle vere e proprie mini fiction, mentre il Partito socialista punta tutto sulla figura di Bettino Craxi. ‘Una tendenza, questa a incentrare lo spot sul leader di partito, che esploderà con la nascita di Forza Italia e la discesa in campo di Silvio Berlusconi‘.

Gli anni Novanta e la par condicio – ‘In questi anni gli spot diventano quasi sensoriali’, spiega Edoardo Novelli. ‘Il predominio non è più della parola ma dell’immagine e il politico protagonista sembra quasi un attore. Bellissimo il primo video elettorale di Forza Italia  oppure quello, molto paternalistico, degli auguri di Natale inviati da Silvio Berlusconi al Paese nel 1999. Elementi ricorrenti degli spot di questi anni: il volto del Cavaliere e la sua scrivania’. Solo dopo il ’99, in occasione di una campagna di tesseramento per Forza Italia, a parlare sono i cittadini comuni che dichiarano il motivo per cui si sono iscritti al partito. Negli anni Novanta, però, gli spot politici si riducono e perdono potenzialità: con il decreto legge Gambino e un provvedimento del Garante per l’Editoria, durante la campagna elettorale viene di fatto vietata la trasmissione dei video politici.

The logo of Forza Italia used in the 2006 elec...

The logo of Forza Italia used in the 2006 electoral campaign (Photo credit: Wikipedia)

La rinascita grazie a Internet – ‘Dagli anni Duemila, invece, si assiste a una grande rinascita del genere. Merito della rete, in grado di influenzare la comunicazione politica e le forme della campagna elettorale’. Sempre più partiti e candidati decidono di realizzare video a basso costo, in molti casi ironici e originali, da pubblicare sui propri siti internet, come quello del 2011 di Pierluigi Bersani mentre si rimbocca le maniche. ‘Con lo sviluppo dei social network, poi, si cimentano nel genere non solo i partiti ma anche soggetti esterni, militanti, creativi, semplici cittadini’, racconta Novelli. ‘Sora Cesira o Il Terzo segreto di Satira, per esempio, soprattutto in occasione delle elezioni, realizzano materiali satirici che, grazie ai social network, si diffondono sul web in maniera virale e finiscono per essere visti da milioni di utenti. Oggi, insomma, è la rete ad essere diventata la nuova piazza della comunicazione politica’.

Il sito www.archivispotpolitici.it contiene gli oltre 450 spot raccolti, analizzati e schedati, sino ad ora e rappresenta il primo archivio italiano dedicato a questo particolare documento audiovisivo.

(fonte Sky24)

www.archivispotpolitici.it

Pussy Riot condannate: le punk rock antagoniste dell’Est asiatico colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio

Sono state condannate a due anni di reclusione le Pussy Riot, le tre punk rocker riconosciute colpevoli di vandalismo e istigazione all’odio religioso dal tribunale di Mosca, dopo una performance anti Putin nella cattedrale di Cristo Salvatore lo scorso 21 febbraio. A renderlo noto il giudice Marina Syrova.

Il magistrato ha accusato le componenti della band punk russa di aver consapevolmente violato la legge nel compiere i loro atti di teppismo motivati da odio religioso. ‘Le imputate erano consapevoli della natura offensiva delle loro azioni e del loro aspetto – ha detto il magistrato – la loro intenzione era attirare l’attenzione del pubblico con il maggior eco possibile, offendendo non soltanto chi era all’interno e fuori dalla cattedrale ma anche l’intera società’. Le tre giovani donne hanno assistito in aula alla lettura della sentenza. Una di loro indossava una maglietta azzurra con un pugno chiuso e la scritta ‘No pasaran’.

A poche ore dalla condanna, le Pussy Riot si sono mostrate serene: ‘Non importa quale sarà il verdetto abbiamo già vinto. Noi russi abbiamo imparato ad arrabbiarci con le autorità e a parlare ad alta voce di politica’, ha dichiarato la 22enne Nadezhda Tolokonnikova liquidando l’eventualità di chiedere clemenza come ‘uno scherzo’, definendo ‘un’illusione’ la possibilità di ricevere un verdetto indipendente. ‘Il nostro caso non dipende dalla giustizia, ma dal timore di Vladimir Putin su quanto dovrà affrontare nell’autunno 2012 in seguito alla nostra incarcerazione’, ha aggiunto Yekaterina Samutsevich, 30 anni, la più anziana fra le Pussy Riot.

La vicenda delle punk rockers sovietiche, ha scatenato un’ondata di solidarietà internazionale con la partecipazione di varie star pop e rock. E oggi manifestazioni a favore delle tre artiste russe sono avvenute in più di una trentina di città in tutto il mondo.

A Mosca due dei più noti oppositori russi, Sergei Udaltsov e l’ex campione di scacchi Gary Kasparov, sono fra le persone arrestate oggi mentre protestavano davanti al tribunale, mentre venivano processate le tre Pussy Riot.

Di ‘sentenza sproporzionata’ parlano gli Stati Uniti che esortano le autorità russe a rivedere il caso e garantire il rispetto del diritto della libertà di espressione’. Anche la Francia con una nota del ministro degli Esteri punta il dito contro quella che definisce una sentenza ‘particolarmente sproporzionata vista la scarsa entità dei fatti che vengono imputati alle condannate’.

Una netta presa di distanza dalla sentenza arriva anche dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. ‘Questa sentenza sproporzionatamente severa non è conforme ai valori europei di democrazia e stato di diritto, ai quali la Russia è legata in virtù della sua appartenenza al Consiglio d’Europa’, ha dichiarato Merkel.

La protesta più spettacolare giunge da Kiev, la capitale ucraina, dove attiviste di Femen a seno nudo hanno tagliato con una sega una croce di legno alta quattro metri che ricorda le vittime della repressione sovietica.

In Bulgaria sostenitori delle Pussy Riot hanno coperto i volti dei soldati del monumento ai caduti dell’Armata Rossa a Sofia con dei cappucci colorati diventati il simbolo della solidarietà alle tre cantanti punk. Una foto della performance, firmata ‘un gruppo di esseri umani’, è stata recapitata all’ambasciata russa in Bulgaria e ai principali media. Nel loro messaggio gli attivisti esortavano ‘il regime totalitario di Putin a liberare immediatamente le tre donne. Le Pussy Riot – continuava il messaggio – sono un simbolo ispiratore nella lotta per la democrazia in Russia. L’intera comunità internazionale, comprese le autorità bulgare, deve sostenerle nella lotta per impedire al regime di tappargli la bocca’.

Ed ecco in sintesi i passaggi salienti del testo del nuovo singolo anti Putin delle Pussy Riot: ‘…non si può chiuderci in una cassa. Abbatti i cekisti (gli agenti della sicurezza) in modo sempre più efficace e con sempre maggior frequenza’. E ancora: ‘Putin accende i fuochi della rivoluzione; lui si annoia e ha paura di stare con la gente nel silenzio… Il paese è pronto ad abbandonare il regime; il paese va avanti, è un covo di femministe. Anche Putin va, va a dire addio al bestiame’.

http://en.wikipedia.org/wiki/Pussy_Riot
http://pussy-riot.livejournal.com/
http://www.youtube.com/user/PussRiot?feature=watch

Il baritono Nitikin ha una svastica sul petto, via da Bayreuth

Il baritono russo Evgeny Nikitin – atteso come protagonista della nuova produzione del ‘Vascello fantasma’ al Festival di Bayreuth (Bayreuther Festspiele), in Baviera (Germania)dedicato esclusivamente alla rappresentazione dei drammi del compositore tedesco Richard Wagner,  – ha annullato la sua partecipazione dopo la rivelazione, da parte della tv tedesca Zdf, di avere un tatuaggio nazista sul corpo.

Ieri il programma culturale Aspekte ha mostrato il tatuaggio: sul petto del cantante, una svastica alla quale è stato aggiunto anche un ulteriore motivo. ‘Mi sono tatuato da ragazzo. E’ stato un grande errore’, ha detto Nitikin.

http://www.bayreuther-festspiele.de/

Green Hill: sottosequestro l’allevamento di Montichiari con 2.500 beagles

Un’ordine di sequestro preventivo campeggia da questa mattina sui cancelli dell’allevamento Green Hill di Montichiari, più volte contestato da partecipati cortei di animalisti, alcuni dei quali sono anche stati arrestati durante un blitz per la liberazione dei cani beagles. 2.500 quelli allevati a Montichiari, dove Green Hill è stata costretta a chiudere per ‘sequestro probatorio’, destinati alla sperimentazione.

Gli agenti del Corpo forestale dello stato e della Digos della Questura di Brescia hanno posto i sigilli su ordine del pm Ambrogio Cassiani: il reato ipotizzato è di maltrattamento di animali nei confronti di tre persone ai vertici di Green Hill.

Due i problemi che hanno fatto scattare il sequestro. La procura ipotizza che i beagle siano utilizzati non solo a fini scientifici, ma anche per ricerche connesse alla cosmesi e questo non risulta essere in linea con la legislazione italiana. Un’accusa che Green hill respinge con forza, definendola ‘infondata’. Sotto i riflettori della magistratura anche le condizioni in cui sono custoditi i cani. Il beagle è un segugio e necessita di vivere all’aria aperta, non in gabbie come nella struttura di Montechiari. Per capire la destinazione degli animali e le condizioni in cui vivevano sono al lavoro gli agenti della Digos, che hanno già sentito i dipendenti di Green Hill.

Sull’effettivo numero dei cani che si trovano all’interno dell’allevamento ancora qualche dubbio. I beagle restano nell’allevamento e non potranno essere portati fuori, gli stessi rappresentanti della Green Hill sono stati nominati custodi giudiziari insieme al sindaco della cittadina lombarda e all’Asl. D’obbligo la cura e l’alimentazione degli animali.

Il sequestro dell’azienda che fa capo alla danese ‘Great Divide Aps’ è stato accolto con gioia dalle associazioni animaliste, che da mesi seguono la vicenda, battendosi con forza per la chiusura definitiva.

Il 28 aprile davanti i laboratori di Montichiari posti di blocco, tafferugli e resistenza contro le forze dell’ordine da parte dei manifestanti dopo l’ennesimo annuncio di un trasporto di animali all’interno della struttura, portarono all’arresto di alcuni attivisti. Finirono in carcere per un paio di giorni tredici ambientalisti colpevoli di aver fatto irruzione nella Green Hill e liberato alcuni cuccioli.

L’8 maggio scorso nuove proteste in una settantina di città, molte delle quali estere.

Entusiasta anche Brigitte Bardot, convinta animalista: ‘E’ la prima buona notizia dell’anno e sono contenta che arrivi dall’Italia, il mio Paese del cuore. Questo allevamento vergognoso deve chiudere definitivamente i battenti, perché non abbiamo il diritto di abbandonare migliaia di cani all’inferno, povere cavie sacrificate per una scienza senza coscienza’.

Alla soddisfazione degli animalisti che chiedono l’approvazione della legge comunitaria per una ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile, risponde l’azienda: ‘Siamo sconcertati dal clima di persecuzione a cui stiamo assistendo, arrivato al punto di bloccare un’attività che dà lavoro a decine di dipendenti per cercare di dimostrare la validità di accuse pretestuose respinte nei fatti da innumerevoli ispezioni’.

https://cookednews.wordpress.com/2012/04/29/blitz-anti-green-hill-in-manette-12-attivisti-hanno-liberato-alcuni-beagle/

‘Se il mondo fosse’: online il rap per l’Emilia di Emis Killa, Club Dogo, J-Ax e Marracash

‘Se il mondo fosse’ di Emis Killa, Club Dogo, J-Ax e Marracash presentato sul palco degli Mtv Days di Torino, in rotazione sui canali Mtv, continua ad essere in cima alla classifica dei più scaricati.

 I fondi raccolti andranno alla ricostruzione del liceo “Galileo Galilei” di Mirandola, in provincia di Modena.

Nato da un’idea di Emis Killa, a cui hanno sono stati invitati ad aderire immediatamente gli altri rappresentanti del rap italiano  Se il mondo fosse è dedicato al popolo emiliano e in generale alle popolazioni colpite durante gli eventi sismici del 20 e 29 maggio.

Mtv Italia ha lanciato lo scorso venerdì dal palco degli Mtv Days, il grande evento dell’emittente che si è svolto il 28, 29 e 30 giugno a Torino, una raccolta di fondi per la ricostruzione dell’Istituto Superiore Galileo Galilei di Mirandola in provincia di Modena.

L’ISS Galilei è frequentato da più di mille studenti e ospita al suo interno più istituti: L’istituto Tecnico (settore tecnologico), Liceo Scientifico (con opzione per scienze applicate) e L’Istituto Professionale (settore industria e artigianato). Serviranno sei mesi di lavoro per far tornare la struttura scolastica completamente funzionante e adatta ad ospitare di nuovo le lezioni.

‘Se il mondo fosse’  è prodotto e distribuito da Carosello Records ed è stato creato proprio per aiutare le popolazioni delle zone terremotate e in particolare i ragazzi e gli studenti emiliani e delle regioni colpite dal sisma. Il live di ‘Se il mondo fosse‘  da ieri in rotazione su Mtv (canale 8 del dtt), Mtv Music (canale 567), Mtv Hits (canale 704 di sky) e su www.mtv.it, da oggi è online sul canale official Youtube di Emis Killa.

I fondi raccolti grazie al brano ”Se il mondo fosse’ saranno utilizzati in particolare per la ricostruzione dei laboratori della scuola, degli spazi di accoglienza e delle aree dedicate all’espressione artistica degli alunni disabili o che vivono situazioni di recupero.

Aggiornamento –  Da oggi, 26 luglio 2012, ‘Se il mondo fosse’ è disco d’oro digitale.

#Seilmondofosse

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