Processo Ruby: Silvio Berlusconi condannato a sette anni per concussione e prostituzione minorile

Italiano: L'On. Silvio Berlusconi per la rappr...

Italiano: L’On. Silvio Berlusconi per la rappresentanza parlamentare Forza Italia (Photo credit: Wikipedia)

Al processo Ruby Silvio Berlusconi è stato condannato a sette anni per entrambi i reati contestati: concussione e prostituzione minorile. Con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. È questa la sentenza dei giudici della quarta sezione del tribunale di Milano, presieduti da Giulia Turri. Un piccolo gruppo, composto da una decina di manifestanti ha accolto con applausi e grida di esultanza la notizia della condanna di Silvio Berlusconi. Alcuni di loro hanno intonato l’inno d’Italia. L’avvocato Niccolò Ghedini, uno dei legali dell’ex premier ha dichiarato: ‘La questione non è se si tratta di una sentenza politica o non politica. È una sentenza al di fuori della realtà e al di fuori degli atti processuali’. ‘Era una sentenza larghissimamente attesa’ ha concluso il legale.

Il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani ha detto: ‘Una sentenza abnorme e surreale, con un colpevole e nessuna vittima’. Durissimo il senatore Pdl Malan: ‘Una condanna senza prove e senza reato contro il maggiore protagonista della politica italiana degli ultimi 20 anni è un vero attentato alla democrazia e allo stato di diritto che pone l’Italia tra i paesi con la democrazia a rischio’. Sullo stesso tenore l’ex ministro Rotondi, ora deputato Pdl: ‘È una sentenza politica che avrà una risposta politica: nessun agguato al governo, sostegno a Letta e Alfano nell’interesse dell’Italia, ma la risposta politica verrà e sarà fortissima. Forse né il Pd, né Forza Italia sono lo strumento giusto per opporsi al colpo di Stato’.

I magistrati si erano riuniti alle 9.45 in camera di consiglio per decidere il verdetto. In aula Berlusconi non era presente, mentre c’erano entrambi i suoi avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. Poco prima della sentenza era arrivata al palazzo di giustizia l’esponente del Pdl Daniela Santanché che aveva dichiarato: ‘Se Berlusconi viene assolto finalmente si fa un po’ di giustizia’.

L’accusa è rappresentata dal pm Antonio Sangermano e dal procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Assente il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, che da tempo aveva programmato un periodo di ferie. Il procuratore capo, che nella prima udienza del 6 aprile 2011 era venuto in aula per esprimere la condivisione dell’ufficio con il lavoro dei due pm, aveva già previsto di essere presente il giorno del verdetto. Mancando Ilda Boccassini, anziché presentarsi in abiti civili come al solito ha messo la toga. Lo scorso 13 maggio il pm Ilda Boccassini nella sua requisitoria ha chiesto per l’ex presidente del Consiglio e leader del Pdl una condanna a 6 anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Come previsto decine di giornalisti, fotografi e troupe televisive si sono radunati, dalle prime ore della mattinata, davanti a Palazzo di Giustizia. Tra loro diversi corrispondenti e inviati di testate e televisioni straniere, come Al Jazeera e Cnn, ma anche tv danesi, tedesche e giapponesi, oltre a prestigiosi quotidiani inglesi come Guardian Daily Mail. In corso di Porta Vittoria, dove si trova l’ingresso principale del Tribunale, sono schierati i furgoni per le dirette televisive, davanti agli sguardi incuriositi dei passanti.

E’ apparso anche un gruppetto di dimostranti pro-Boccassini, con cartelli ‘Giustizia, legalità e dignità’ e ‘Ilda non te ne andare’ (riferiti alla possibilità di un trasferimento a Firenze). Due sostenitrici di Silvio Berlusconi si sono presentate per manifestare il loro sostegno all’ex premier: una di loro si è avvolta in una bandiera di Forza Italia. ‘Si tratta di un processo fasullo – ha spiegato – ed è giusto che Berlusconi non sia perseguitato dalla giustizia’. Una manifestante in bicicletta ha esposto un cartello con la scritta: ‘Berlusconi è ineleggibile, insostenibile, impresentabile, innominabile e infrequentabile’. Luigi Dossena, autore satirico di Roma, ha esposto un suo lavoro intitolato ‘La Bibbia di Arcore‘, con ritagli di foto di Berlusconi e di Nicole Minetti vestita da suora.

All’inizio dell’udienza, durata pochi minuti, il presidente del collegio Giulia Turri ha consegnato al pm e alla difesa di Berlusconi un esposto presentato ai carabinieri di Montagnana, in provincia di Padova. A quanto si è appreso, nella missiva un cittadino del paese dice di aver conosciuto Ruby nella primavera del 2010 e che la ragazza gli disse, in quell’occasione, che il 14 febbraio dello stesso anno aveva incontrato Silvio Berlusconi. Subito dopo l’avvocato Niccolò Ghedini ha preso la parola, e ha depositato un breve documento per commentare ‘la poderosa memoria’ depositata dai pm, un commento di poche pagine sulla deposizione del 17 maggio scorso di Karima El Mahorug al processo parallelo a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, di cui sono stati acquisiti i verbali. La ragazza marocchina aveva sostenuto di non essere mai stata una prostituta e aveva definito ‘cavolate’ i suoi precedenti racconti sui milioni che avrebbe dovuto ricevere da Berlusconi. ‘Visto che il tribunale ha deciso – ha spiegato Ghedini – di annettere i verbali resi da Karima, abbiamo deciso per una breve memoria di commento alle sue dichiarazioni.

Ghedini ha consegnato anche la ‘documentazione che riguarda la sentenza di Trani e la giurisprudenza di cui abbiamo parlato la scorsa volta’. Tutti questi documenti erano già stati fatti pervenire al procuratore Edmondo Bruti Liberati, che oggi in aula sostituisce il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, e al sostituto Antonio Sangermano. Il pm Sangermano, per l’accusa, ha rinunciato alle repliche e i giudici hanno dichiarato chiuso il dibattimento. Il collegio presieduto da Giulia Turri si è quindi ritirato in camera di consiglio per emettere la sentenza.

(fonte Corsera)

Processo Ruby: ancora una visita fiscale per Berlusconi

Silvio-Berlusconi-reutersSarà visitato da un cardiologo, un oculista e un medico legale. Per Silvio Berlusconi, ancora una visita fiscale, la seconda da venerdì, da quando cioè si trova ricoverato nel reparto oculistico all’ospedale San Raffaele di Milano per una uveite, una infiammazione agli occhi. Il primo controllo legale è stato richiesto contestualmente al processo per i diritti tv Mediaset.

A chiedere la visita fiscale ai giudici il pm Antonio Sangermano, che insieme al procuratore aggiunto Ilda Boccassini rappresenta la pubblica accusa nel processo Ruby. I difensori del Cavaliere hanno chiesto il legittimo impedimento per l’imputato, in base a tre certificati medici provenienti dal San Raffaele. Uno di questi è stato redatto da un cardiologo e gli avvocati non hanno voluto leggerlo in aula ‘per ragioni di privacy’, consegnandone una copia ai giudici e alla procura.

I giudici si sono ritirati in camera di consiglio per decidere. Gli avvocati Niccolo’ Ghedini e Piero Longo hanno presentato anche un legittimo impedimento per loro perché sono impegnati in una riunione che si svolge stamani a Milano, alla Confcommercio in corso Venezia con inizio alle 11, nella quale alla presenza del segretario del Pdl Angelino Alfano si dovranno discutere, tra l’altro, il voto alle recenti elezioni, la nomina dei capigruppo alla Camera e al Senato e le commissioni parlamentari.

Arrivato alla riunione del Pdl, Ghedini ha reso noto che il Cavaliere è ‘sereno e combattivo come sempre. Riteniamo la sua presenza indispensabile, lo ritiene anche lui come suo diritto costituzionale’ e che ‘vuole presenziare per ascoltare la requisitoria del pm, fare dichiarazioni spontanee, poter partecipare alle arringhe dei suoi avvocati e alle fasi finali del processo’. E ha aggiunto: ‘Chiediamo soltanto – sottolinea – di poter finire questo processo in tempi normali, rispettando il diritto del cittadino e della persona malata che vuole presenziare alle udienze. Il certificato medico legale della Corte d’appello dice che non c’è impedimento assoluto ma che la situazione psicofisica non è idonea alla partecipazione al processo. È per questo che sostanzialmente ce ne siamo andati sabato’. ‘Oggi – aggiunge il legale – c’è un altro certificato medico che dà conto di un’altra problematica di patologia. Riteniamo ci debba essere un rinvio. Con la sospensione della prescrizione e un rinvio di una settimana non vediamo dove sia il problema’. Per Ghedini, ‘la domanda che bisognerebbe fare al Tribunale e alla Corte è: ‘Perché tanta fretta?’.

Il pm Antonio Sangermano ha affermato che quest’ultimo incontro ‘non ha natura politico-parlamentare in senso stretto’ e non costituisce quindi un legittimo impedimento, mentre per quanto riguarda l’impedimento medico di Berlusconi ha spiegato che ‘la documentazione medica deve essere prudentemente analizzata’ e per questo ‘chiedo una visita fiscale per valutare l’assolutezza dell’impedimento e la prognosi e, in subordine, la nomina di un consulente da parte del tribunale che analizzi la documentazione medica per chiarire in modo sereno la problematica dell’imputato’.

Nessuna traccia di sostenitori e manifestanti del Pdl fuori dal Tribunale. I militanti del partito hanno accolto l’invito del Cavaliere di permettere il tranquillo svolgimento dell’udienza. E così, il corridoio su cui si affaccia l’aula in cui si celebra l’udienza, al primo piano del Tribunale, è stato transennato. Il procuratore aggiunto Ilda Boccassini non si è presentata in aula. Ma a sorpresa davanti al tribunale si è formato un gruppetto di ‘supporter’ per lei: ‘Grazie pm Ilda Boccassini’, ‘Silvio la tua malattia è una farsa’, ‘Boccassini sei un mito, vai!’. ‘Anche io ho avuto l’uveite ma non ho chiesto il legittimo impedimento’ assicura una manifestante con tanto di cartello, altri slogan lodano l’operato dei giudici, proprio sugli scaloni dell’entrata principale di corso di Porta Vittoria. Tra i passanti c’è stato anche chi ha difeso l’ex premier perché ‘sulle malattie non si scherza’

Create a free website or blog at WordPress.com.