L’urlo di Munch e la tazza da te di Lady Gaga: le vendite della settimana dagli Stati Uniti al Giappone

Dopo Seul e le contestazioni religiose alla star antireligiosa per eccellenza, Lady Gaga torna a far parlare di sè con la vendita di un oggetto fetish. Non è L’urlo di Munch, battuto durante l’ultima asta Sotheby’s a New York qualcosa come 119,9 milioni di dollari, diventando l’opera più costosa al mondo, ma è comunque una notizia.

In Giappone è stata messa in vendita la tazza da te di porcellana con l’impronta del rossetto della pop star usata durante una conferenza stampa. Per possederla i suoi fan nipponici sono disposti a sborsare 38 mila euro. Si tratta della tazza di porcellana munita di piattino, utilizzata dalla pop star americana a Tokyo tre mesi dopo la devastazione seguita al terremoto e allo tsunami dell’11 marzo del 2011 e ha la scritta ‘Preghiamo per il Giappone’.

E sembra anche che qualche acquirente ci sia, disposto a spendere fino a 4 milioni di yen. E’ questo l’incredibile prezzo offerto a cinque giorni dalla chiusura della vendita online. I proventi saranno usati per consentire a giovani artisti giapponesi di studiare negli Stati Uniti. Si sono fatti avanti già 500 potenziali acquirenti.

Instancabile Lady Gaga,  a lavoro con un tour che a quanto pare continuerà a far discutere, arriva anche la notizia di un ruolo in Men in Black 3. L’artista internazionale comparirà nel film di Barry Sonnenfeld insieme a Will Smith e Tommy Lee Jones e Justin  Bieber.  Stefani Joanne Angelina Germanotta (vero nome di Miss Gaga) e Bieber saranno due alieni al fianco del regista Tim Burton, la cui presenza era già stata annunciata in precedenza.

Per assegnare L’Urlo il capolavoro del pittore norvegese sono bastati invece appena 12 minuti. Sette potenziali acquirenti si sono disputati l’opera stimata 80 milioni di dollari, rilanciando offerte che crescevano, superando i 10 milioni in un minuto. ‘Record mondiale‘ è stato invece l’urlo del banditore Tobias Meyer. L’urlo ha così superato Nudo, foglie verdi e busto di Picasso, che era stato venduto nel 2010 per 106,5 milioni di dollari.

Realizzato nel 1895, L’urlo venduto ieri era l’unica delle quattro versioni ancora nelle mani di un privato, il norvegese Petter Olsen, il cui papà era amico e sostenitore di Munch.

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