Palermo: morto il bambino di 7 anni ferito dal padre poliziotto, suicida

Palermo spara al figlio di sette anni e si toglie la vitaÈ morto il bambino di 7 anni ferito venerdì nella casa di Misilmeri, con un colpo di pistola, dal padre poliziotto che poi si è suicidato. Il piccolo era stato operato dai medici dell’Unità operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale Civico di Palermo e nella notte tra venerdì e sabato era stata dichiarata la morte cerebrale. Il bambino, con gravi ferite alla testa, venerdì era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico ma i medici avevano già precisato che ‘Se il bambino dovesse sopravvivere avrebbe conseguenze neurologiche molto pesanti’. La madre deciderà sabato pomeriggio sull’eventuale donazione di organi.

Il poliziotto si chiamava Ivan Irrera e viveva con il figlio, la moglie e una figlia di 14 anni nel paese in provincia di Palermo. Era in servizio alla Squadra mobile di Palermo nella sezione antirapine. La tragedia è avvenuta all’alba di venerdì. Secondo le prime ricostruzioni dei colleghi (che indagano sulla vicenda), Irrera intorno alle 6.30 sarebbe entrato nella stanza in cui dormiva il piccolo e impugnata la pistola d’ordinanza ha fatto fuoco. Poi con la stessa arma si è tolto la vita, sparandosi ad una tempia. La moglie è stata la prima ad accorrere svegliata dai colpi di pistola. La donna si è precipitata nella camera del bambino trovando il marito morto e il piccolo ferito nel letto. Secondo questa prima ricostruzione il poliziotto avrebbe fatto fuoco sul figlio che dormiva e poi si è ucciso. L’altra figlia della coppia non era in casa perché ospite di una parente. La coppia e i due figli sarebbero dovuti andare a Milano per partecipare a una comunione.

INDAGINI – Secondo i primi accertamenti tempo fa l’uomo aveva avuto problemi gravi problemi economici. Giocava in borsa e aveva perso circa 60 mila euro. Tanto che dieci anni fa era stato costretto a vendere il suo appartamento e a trasferirsi dai genitori. Anche se ostentava serenità, pare che non ne fosse ancora venuto fuori. La causa del gesto però, per gli amici e i familiari, è incomprensibile.

Molti parenti e colleghi di lavoro stentano a credere che l’agente possa aver deliberatamente sparato al figlio e avanzano anche l’ipotesi che possa essersi trattato di un tragico incidente. ‘Era una persona così equilibrata – continuano a ripetere – Non può averlo fatto. Il colpo sarà partito per sbaglio. Magari stava pulendo la pistola’. Chi aveva rapporti confidenziali assicura che anche i vecchi problemi economici erano stati superati.

‘È ancora prematuro fare delle considerazioni su quanto accaduto’, è il commento del Questore di Palermo, Nicola Zito. ‘Stiamo chiarendo la dinamica di quanto accaduto – aggiunge -. Si stanno conducendo gli accertamenti ed i nostri agenti sono sul posto della tragedia. Come primo provvedimento, in segno di lutto, ho annullato la conferenza stampa convocata per oggi in occasione del 161° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato‘. ‘Siamo vicini alla famiglia – conclude Zito. È un momento di lutto per la Polizia di Stato’.

(fonte Corsera)

A Bologna cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi

Federico AldrovandiIl ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri sarà presente il 22 aprile a Bologna alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo ucciso nel 2005 a Ferrara durante un controllo effettuato da 4 agenti di Polizia, condannati in via definitiva per la morte del giovane, allora 18enne. La cerimonia si terrà alle 16, durante il consiglio comunale convocato in seduta solenne per l’occasione. A conferire la cittadinanza a mamma Aldrovandi, come deciso a maggioranza dall’assemblea di Palazzo D’Accursio, sarà il sindaco Virginio Merola.

E’ morto il capo della Polizia Antonio Manganelli

Antonio-ManganelliE’ morto il capo della polizia Antonio Manganelli. Manganelli era malato di tumore da tempo ed era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Roma dallo scorso 24 febbraio, dopo essere stato colpito da una emorragia cerebrale. Le sue condizioni ieri si erano aggravate.

Manganelli era nato ad Avellino l’8 dicembre 1950 e ha percorso le tappe più importanti della sua carriera nella polizia di Stato fianco a fianco all’ex capo del corpo Gianni De Gennaro, di cui è diventato vicario dal 3 dicembre 2001 e del quale ha preso poi il posto al vertice della Polizia il 25 giugno 2007.

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Napoli, si è specializzato in Criminologia clinica nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena. Dagli anni ’70 del ha operato nel campo delle investigazioni, acquisendo particolare esperienza e preparazione tecnica nel settore dei sequestri di persona a scopo di estorsione prima ed in quello antimafia poi.

Ha lavorato al fianco dei più valorosi magistrati e di organi giudiziari investigativi europei ed extraeuropei, dei quali è diventato negli anni un punto di riferimento, legando il suo nome anche alla cattura di alcuni dei latitanti di maggior spicco delle organizzazioni mafiose.

E’ ancora giovane quando insieme a Gianni De Gennaro diventa uno degli investigatori più fidati di Giovanni Falcone in Sicilia. Sono gli anni della cattura del boss Tommaso Buscetta in Brasile e delle grandi inchieste di mafia che porteranno poi al maxi processo contro i boss di Cosa Nostra.

E’ stato docente di ‘Tecnica di Polizia Giudiziaria’ all’Istituto Superiore di Polizia ed è autore di pubblicazioni scientifiche in materia di sequestri di persona e di tecnica di polizia giudiziaria, tra cui il manuale pratico delle tecniche di indagine ‘Investigare’ scritto con il prefetto Franco Gabrielli, all’epoca direttore del Sisde ora capo della Protezione civile.

Manganelli ha diretto il Servizio centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia, poi lo Sco (il Servizio centrale operativo) ed è stato questore di Palermo (dal 1997) e di Napoli (dal 1999). Nel 2000 viene nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di Prima classe, con l’incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza. Dal 3 dicembre 2001 Manganelli è stato vice direttore generale della Pubblica sicurezza con funzioni vicarie.

Il Consiglio dei Ministri (governo Prodi, Amato ministro dell’Interno) lo ha nominato capo della Polizia il 25 giugno 2007. Durante il suo periodo al vertice della Polizia sono stati catturati alcuni del latitanti ‘di massima pericolosità’, come i boss di Cosa nostra Giovanni Arena, Sandro e Salvatore Lo Piccolo, i boss camorristi dei Casalesi Michele Zagaria e Giuseppe Setola, quelli della ‘ndrangheta Giovanni Strangio e Domenico Condello.

Antonio Manganelli ‘è stato prima un valente investigatore, poi un lungimirante, appassionato, generoso ed efficiente capo della Polizia. Queste sue doti hanno fatto di lui un leader ed è per questo che oggi dai suoi più stretti collaboratori fino all’ultimo agente tutti lo piangano con immenso dolore. Era un numero uno’. E’ quanto sottolinea il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. ‘Addio carissimo – scrive il ministro nel suo messaggio di cordoglio – che la terra ti sia lieve’.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appena appresa la triste notizia della scomparsa del Capo della Polizia Antonio Manganelli, si è messo in contatto con il Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, chiedendole di rappresentare prontamente alla famiglia del Prefetto i suoi sentimenti di solidarietà e all’intera amministrazione della Pubblica Sicurezza il suo partecipe cordoglio.

La camera ardente sarà allestita alla scuola superiore di polizia mentre i funerali dovrebbero tenersi venerdì o sabato. A dirigere la polizia è attualmente il vicario di Manganelli, Alessandro Marangoni.

Fabrizio Corona si consegna alle autorità portoghesi

Fabrizio Corona

Fabrizio Corona (Photo credit: Wikipedia)

Fabrizio Corona, quattro giorni dopo l’inizio della sua latitanza, si è consegnato alla polizia portoghese. In un messaggio audio diffuso sul sito socialchannel. it, è lo stesso Corona ad annunciarlo: ‘Sono arrivato adesso in Portogallo dopo quattro giorni di viaggio, mi sto consegnando spontaneamente alle autorità portoghesi’.

Il fotografo dei vip era fuggito dall’Italia subito dopo la sentenza di condanna della Corte di Cassazione. La polizia italiana e l’Interpol erano ormai sulle sue tracce. La sua cattura era ormai questione di ore. Da qui, probabilmente la decisione di costituirsi alla polizia portoghese.

Secondo la polizia italiana, investigatori della Squadra mobile erano in Portogallo da alcuni giorni, ed erano già sulle sue tracce. ‘Più che costituito si è arreso’, è il commento dei vertici milanesi della Questura.

L’ex fotografo ha dato un appuntamento per consegnarsi agli agenti portoghesi, ai quali si sono affiancati gli investigatori italiani, e lo ha fatto nella stazione ferroviaria metropolitana di Queluz. Corona durante l’arresto è apparso in preda a un evidente sconforto: era in lacrime.

‘Non sono fuggito, me ne sono andato dall’Italia perché turbato da una sentenza ingiusta e perché temo per la mia vita nelle carceri italiane’. Secondo il legale di Corona Nadia Alecci, sono state queste le prime parole dell’agente dei paparazzi, al momento in cui si è consegnato alla polizia.

Il fotografo dei vip è atterrato oggi a Malpensa con un volo diretto da Lisbona e tradotto nel carcere di Busto Arsizio, dove dovrà scontare una pena di 7 anni.

Terremoto dell’Aquila: Giovanna Iurato, il prefetto dalle finte lacrime

aquila-prefetto-130118210740_big.jpg.pagespeed.ic.p4UACweZ3tPoco dopo il suo insediamento nella carica di Prefetto dell’Aquila, città sconvolta dal terremoto, Giovanna Iurato ‘scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani’. E’ quanto stigmatizzano i pm di Napoli commentando una telefonata del prefetto intercettata.

Ed è il tono, più che le parole, a suscitare la reazione indignata dei pm di Napoli che intercettano quella telefonata: ‘Una risata non giustificabile’, che non si addice soprattutto a chi ricopre un ruolo istituzionale. L’indice viene puntato nei confronti dell’ex prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, coinvolta nell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza a Napoli, destinataria di un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici emesso dal gip.

La vicenda è ripercorsa in un capitolo della richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli. I magistrati ricordano che poco dopo la tragedia che mise in ginocchio il capoluogo abruzzese Iurato ‘scoppiava a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani’. Un atteggiamento che viene fortemente stigmatizzano. I magistrati napoletani fanno riferimento alla telefonata fra la stessa Iurato e il prefetto Francesco Gratteri, intercettata il 28 maggio 2010.

‘Commentando la sua prima giornata ufficiale – scrivono i pm – nella città martoriata dal terremoto (definita sarcasticamente da Iurato ‘una città inesistente, che non c’e’), scoppiava a ridere, ricordando come si era (falsamente) commossa davanti alle macerie e ai bambini rimasti orfani. Una risata non giustificabile dalle circostanze e dagli eventi tragici di quelle ore, che avrebbero imposto al rappresentante del Governo di assumere comportamenti ben diversi e non certo (a proposito di cinismo) legati alla predisposizioni di condotte e strumenti atti a prevenire e/o scongiurare indagini in corso’.

Una lettura del tutto diversa viene fornita dai legali della Iurato, che respingono le accuse di insensibilità rivolte alla funzionaria: ‘Nei due anni di presenza a L’Aquila il prefetto Giovanna Iurato ha dato ampia prova di attenzione, rispetto e grande senso di abnegazione nei confronti dei cittadini così duramente colpiti dalla tragedia del terremoto’, affermano gli avvocati Claudio Botti e Renato Borzone. ‘Appena metti piede in città, subito con una corona, vai a rendere omaggio ai ragazzi della casa dello studente’. E’ il consiglio che Iurato, appena nominata prefetto, ricevette dal padre. E’ uno dei passaggi della conversazione tra la donna e il prefetto Francesco Gratteri.

La vicenda è riportata nella richiesta di misure cautelari firmata dal procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dai pm della Dda Vincenzo D’Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli.

Il gip di Napoli Claudia Picciotti ha firmato un’ordinanza di interdizione dai pubblici uffici nei confronti dei prefetti Nicola Izzo, ex vicecapo della Polizia, e Giovanna Iurato, ex prefetto dell’Aquila, indagati nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per la sicurezza.

Sparatoria a Gela: un disoccupato spara dal balcone di casa, ucciso dagli agenti dopo averne ferito uno

licata_gela--400x300Cinque ore di terrore. Sono quelle vissute la notte scorsa nel quartiere Scavone di Gela (Caltanissetta), dove la Polizia ha ucciso un disoccupato, Giuseppe Licata, di 42 anni, che aveva iniziato a sparare all’impazzata dal balcone di casa. A denunciare alla Polizia quanto stava accadendo in via Arica è stato il fratello di Licata. Ha raccontato agli agenti che l’uomo si era barricato in casa e armato di fucile aveva iniziato a sparare. L’anziana madre è subito scappata via, mentre il padre, invalido costretto sulla sedia a rotelle, è rimasto in casa sotto la minaccia dell’arma.

Poco dopo le 21, come ricostruito dalla Polizia, una volante è arrivata nell’abitazione dei Licata dove ha trovato la porta d’ingresso crivellata di colpi. All’una circa, dopo ore di ‘trattativa’, è arrivato anche il personale della Squadra mobile di Caltanissetta. Sono continuati i tentativi di persuasione del disoccupato ma sono stati inutili. Nel frattempo è tornata sul posto la madre in compagnia di uno psichiatra dell’Asp 7 di Gela, ma i tentativi sono andati a vuoto.

Intorno alle tre i poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento dell’uomo, trovando il padre disabile a letto. Ma Giuseppe Licata ha ricominciato a sparare, stavolta contro i poliziotti. Un agente è rimasto gravemente ferito a un occhio. Altri poliziotti sono rimasti feriti nella colluttazione con il disoccupato sempre più agitato.

Dopo l’ennesimo tentativo, i poliziotti hanno ucciso l’uomo, colpendolo alla testa. Licata è morto imbracciando ancora il fucile. Le tasche erano piene di cartucce calibro 12. Il fucile, marca Beretta, calibro 12 è risultato regolarmente denunciato.

L’agente ferito è stato trasportato all’ospedale Garibaldi di Catania dove è stato sottoposto a un intervento all’occhio. Per lui la prognosi è riservata.

La Procura di Gela ha aperto un’inchiesta.

Europa in piazza, sciopero e scontri: a Roma è guerriglia

Tensione e scontri in tutta Italia per i cortei e le manifestazioni organizzati in occasione della giornata di mobilitazione europea per il lavoro e la solidarietà e contro l’austerità. Incidenti tra forze di sicurezza e manifestanti si sono verificati a Torino, Padova, Milano e Roma, con diversi contusi tra studenti e agenti. Ma è nella capitale che sembra registrarsi il caos maggiore, con bombe carta lanciate all’altezza di ponte Sisto, sul Lungotevere, dove le forze dell’ordine hanno caricato e messo in azione i blindati, secondo quanto denunciato dall’Usb.

Il bilancio finora è di 16 agenti feriti e 144 persone identificate. Di queste, 18 sono state accompagnate negli uffici di questura e carabinieri mentre sono anche stati sequestrati caschi e scudi. Durante le cariche è stato arrestato un manifestante, un operaio di 39 anni, per resistenza a pubblico ufficiale. A Torino un poliziotto è stato aggredito e colpito con una mazza da baseball; in questo caso sono 8 i fermati dalla questura per gli scontri. Tafferugli anche a Madrid, dove la polizia spagnola ha fatto ricorso ai manganelli e ai proiettili di gomma sparati in aria per disperdere un gruppo di manifestanti.

Nell’atrio della stazione di Porta Genova a Milano momenti di tensione quando un gruppo di studenti al termine della manifestazione ha attraversato il centro cittadino e ha cercato di dirigersi ad occupare i binari. Sono intervenuti i carabinieri in assetto antisommossa che hanno cercato di bloccare i giovani, i quali gli hanno lanciato contro sassi, bottiglie, fumogeni e petardi. All’interno della stazione ci sono stati attimi di panico tra le persone in attesa dei treni. Altri scontri a corso Magenta dove cinque agenti di polizia sono rimasti contusi. Sono state danneggiate anche la filiale della Deutsche Bank di Piazzale Cantore, dove sono state imbrattate le vetrine con scritte e volantini e riversato davanti all’ingresso del letame.

A Padova, davanti alla stazione ferroviaria, alcuni manifestanti si sono diretti verso la ferrovia per bloccare i treni, ma la polizia gli ha sbarrato l’accesso. Ci sono stati dei tafferugli nei quali due agenti e altrettanti manifestanti sono rimasti feriti.

Gli agenti hanno caricato anche il corteo degli studenti a Brescia, dove poche ore prima hanno arrestato tre studenti. Occupata la stazione.

Momenti di tensione in mattinata a Roma durante un corteo non autorizzato del Blocco studentesco, la formazione giovanile di CasaPound. In piazza c’erano alcune centinaia di studenti a via di Ripetta che hanno cercato di ‘sfondare’ verso via del Corso e Palazzo Chigi, ma le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno fatto muro. Intanto gli studenti che dicono di essere in 50mila hanno come obiettivo il Parlamento. Nel primo pomeriggio gli scontri si sono intensificati sul Lungotevere dove sono entrati in azione i blindati della polizia.

A Torino, invece, gli studenti universitari hanno dato l’assalto al cantiere del grattacielo in costruzione della nuova sede di Intesa Sanpaolo. La polizia ha caricato e tra fumogeni e lanci di oggetti c’è stato un momento di tensione tra studenti e forze dell’ordine.

A Pisa manifestanti sono saliti sulla torre. Tutti al grido: ‘Toma la huelga‘, prendi lo sciopero. Lo slogan spagnolo creato per la mobilitazione che ha visto in piazza 23 Paesi.

A Palermo la presenza dei lavoratori in piazza è ‘dinamica’. All’iniziativa hanno partecipato varie associazioni, tra cui Libera, sigle studentesche, dall’Udu alla Rete regionale degli studenti medi, rappresentanze di immigrati, il coordinamento anti tratta e il coordinamento donne. In testa al corteo partito da piazza Pretoria, dove da due settimane continua il presidio permanente degli operi della Gesip uno striscione con scritto ‘Nisciti i Picciulì (Tirate fuori i soldi)’. Il lungo serpentone ha sfilato in corso Vittorio Emanuele, in pieno centro diretto a piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione siciliana, mentre un altro, promosso dai Cobas, si è diretto verso la prefettura di via Cavour.  In piazza sono scesi i lavoratori aderenti alla Cgil e i Cobas.

Scontri in piazza a Madrid, dove sono state arrestate una sessantina di persone. Tensioni in tutta Europa. Stazioni vuote e treni fermi a Bruxelles, dove proprio il settore ferroviario è quello che ha aderito con maggior decisione allo sciopero europeo contro le misure di austerità. ‘Lo sciopero è un avvertimento da prendere sul serio – secondo la segretaria generale del sindacato belga Fgtb, Anne Demelenne – L’austerità decisa nei paesi del Sud è controproducente e influenza tutta l’Europa’.
Una manifestazione a mezzogiorno davanti alla sede della Commissione europea, considerata corresponsabile delle misure di austerity decise dai governi. Consegnato simbolicamente il premio Nobel dell’austerità al Presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. I lavoratori di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia hanno incrociato le braccia. Iniziative di protesta in tutte le città europee.

http://www.cgil.it/

Viminale gate: ministro Cancellieri respinge dimissioni di Izzo

Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, ha annunciato che respingerà le dimissioni del vicecapo della Polizia vicario, prefetto Nicola Izzo. ‘Ritengo – ha detto Cancellieri – che una persona non possa essere giudicata sulla base di un esposto anonimo’.

Il titolare del Viminale ha poi ribadito che sul contenuto del dossier anonimo nel quale si denunciano presunte irregolarità sugli appalti del ministero dell’Interno c’è un’indagine interna del Viminale. ‘La parola chiave – ha sottolineato il ministro – è che siamo determinati a non avere alcuna ombra sul Viminale. Il cambio del capo della polizia non è mai stato all’ordine del giorno.

Il nome di Izzo era emerso in un dossier anonimo su presunte irregolarità nell’assegnazione degli appalti del Viminale. Apprendendo del presunto coinvolgimento del suo vice nella storia degli appalti al ministero, Manganelli aveva commentato: ‘Ho sempre detto che noi della polizia dobbiamo smarcarci da questioni che abbiano a che fare con i soldi. Non ci dobbiamo proprio mettere in mezzo anche solo per evitare che la nostra immagine possa essere danneggiata da possibili commenti negativi’.

Sparo durante la preparazione al dibattito Obama-Romney, nessun ferito

Reuters – Un colpo di pistola è stato esploso in città, a Denver, sede, venerdì scorso, del debate  per la rielezione del presidente Barack Obama mentre i lavoratori della campagna erano all’interno del quartier generale del presidente in carica, ma nessuno è stato colpito, ha detto la polizia.

Il detective della polizia di Denver, Raquel Lopez, ha detto che un lavoratore all’interno della sede ha chiamato la polizia a metà pomeriggio per segnalare che un proiettile aveva frantumato un vetro di una finestra.

‘In questo momento, nessuno è in stato di detenzione e gli investigatori sono alla ricerca del video di sorveglianza per vedere se può essere identificato un veicolo ‘, ha detto Lopez.

Nessuno è stato fisicamente ferito.

Gli investigatori non sono a conoscenza di eventuali minacce alla campagna elettorale, ma stanno esplorando tutte le possibilità, ha detto Lopez.

Laziogate: arrestato Fiorito

 L’ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio, Franco Fiorito, è stato arrestato per peculato dal nucleo di polizia Valutaria della Guardia di Finanza. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip su richiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del pm Alberto Pioletti. I pm contestano a Fiorito l’appropriazione di una somma che si aggira intorno al milione e 300mila euro, come emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Stefano Aprile. L’ordinanza di arresto dell’ex capogruppo Pdl alla Pisana è stata disposta dal gip del tribunale di Roma che ha ritenuto necessaria la misura per il pericolo di fuga e il rischio di inquinamento delle prove. Secondo quanto si è appreso i militari del nucleo di polizia valutaria hanno arrestato Fiorito a Roma ed è stato trasferito in carcere. Decine le perquisizioni e gli accertamenti in corso presso uffici e abitazioni riconducibili all’ex capogruppo del Pdl.

Intanto si allarga l’inchiesta della procura di Viterbo in merito alla pubblicazione sulla stampa di una serie di fatture false per screditare l’esponente del Pdl del Lazio, Francesco Battistoni.

Le indagini riguardano ora anche alcuni componenti del coordinamento regionale del Pdl anche se sul loro nome c’è il più stretto riserbo da parte dei magistrati. Ieri mattina il pubblico ministero, Massimiliano Siddi, ha ascoltato per cinque ore l’ex capogruppo Pdl alla Pisana, Fiorito, che insieme al giornalista Paolo Gianlorenzo è indagato per la falsificazione delle fatture riconducibili a Battistoni.

Era stato lo stesso Fiorito a riferire nel precedente interrogatorio, il 24 settembre, che i documenti con le fatture prima di essere consegnate alla procura di Roma erano stato fotocopiati nell’ufficio alla Camera del coordinatore del Pdl del Lazio. Secondo Fiorito i documenti sarebbero quindi stati consegnati alla procura di Roma senza alcuna falsificazione e, quindi, i responsabili sarebbero da cercare nel tragitto che i documenti hanno fatto da casa sua fino al tribunale.

http://www.gdf.gov.it/GdF/it/Home/
https://cookednews.wordpress.com/2012/09/21/laziogate-indagato-fiorito-la-polverini-non-ci-sta-ecco-il-video-piu-cliccato-della-rete/

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