Greenpeace: sei attivisti occupano la piattaforma Gazprom nel Mar Artico

 

Nuova campagna di Greenpeace contro le estrazioni di petrolio da parte della multinazional Gazprom, nel mar Artico, proprio a nord dell’Ex Unione Sovietica. A lanciare l’allarme con sottoscrizione da parte di chiunque risulti sensibile al tema è il movimento ambientalista contro ogni sfruttamento dell’ecosistema e a favore delle energia rinnovabili. No alle trivellazioni in mare, si quindi al solare, all’eolico, alla forza del mare, alla geotermia e a ogni altro tipo di risorsa naturale ed energia alternativa e rinnovabile.

Il messaggio è il seguente:  ‘Si può essere consapevoli che in questo momento, nelle acque remote del Mar Pechora nel nord della Russia, una piattaforma petrolifera gigante sta per iniziare a distruggere l’Artico grazie a una gru a benna avido per l’ultima goccia di petrolio artico. L’appello è rivolto a tutti coloro che vogliono fermare questa devastazione e far parte del nostro movimento per salvare l’Artico.
Questa tragedia moderna rappresenta l’industrializzazione permanente dell’Artico – uno degli ultimi ambienti incontaminati del Pianeta Terra, che porta con sé una serie di rischi ambientali, sociali ed economici. E’ una tragedia perché sappiamo e abbiamo visto quali valide alternative di energia rinnovabile esistono in questo momento, che si tratti di onde, energia solare, geotermica o eolica.

Oggi stiamo prendendo posizione. Insieme con 5 altri attivisti, stiamo affrontando il processo di distruzione incontro al quale sta andando la piattaforma petrolifera di Gazprom Prirazlomnaya nel Mar Pechora. Stiamo cercando un modo non violento e mostrando un impegno pacifico con lo skipper della piattaforma, così da da poter mettere in evidenza le nostre preoccupazioni. Vogliamo mostrare al mondo cosa succede sulla piattaforma.

Sto prendendo questa posizione – dice  Kumi Naidoo Executive Director, Greenpeace International – con il sostegno di oltre 1,4 milioni di persone provenienti da tutto il mondo, che hanno firmato la nostra petizione. Staimo insieme per dire basta.

Vorrei invitarvi a unirvi a noi anche per dichiarare l’Artico bene dell’Umanità, e fare un passo verso un futuro più verde, pulito e all’insegna delle energie rinnovabili. Io stesso – continua l’executive director di Greenpeace International – sono un grande sostenitore del potere della gente per cambiare il corso della storia: è stato fatto innumerevoli volte in passato e so che possiamo farlo di nuovo insieme,  ora.

Al motto di ‘Sì! Chiediamo un santuario globale nell’Artico, Sostienici ora nella domanda di salvaguardia 

Su Twitter: r #SavetheArctic #stopgazprom #savethearctic

http://www.savethearctic.org/
http://www.greenpeace.org/international/en/getinvolved/

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Economia, trivellazioni Sicilia: meglio l’oro blu di quello nero. Greenpeace si rivolge a Santa Rosalia

Lo ha fatto approfittando di una fra le celebrazioni più attese dai siciliani, soprattutto quelli di Palermo. Nel giorno in cui la città festeggia la liberazione dalla peste e ringrazia di questo la Santuzza, Santa RosaliaGreenpeace dirama l’appello contro le trivellazioni in mare per la ricerca dell’oro nero. ‘Meglio quello blu – l’acqua, bene di tutti – che quello nero – dicono gli attivisti del gruppo ambientalista attivo in tutto il mondo. Continua così la sua azione di sensibilizzazione contro le trivelle nei mari della Sicilia Greenpeace. Questa volta con un blitz di apertura durante il Festino di Santa Rosalia, una delle manifestazioni storiche e tradizionali più importanti dell’isola: il movimento in lotta per la difesa del Pianeta ha esposto al passaggio del carro trionfale sul quale la Santuzza saluta ogni anno tutta la cittadinanza, uno striscione con su scritto ‘Santa Rosalia proteggi il mare dalle trivelle’.

L’iniziativa di Greenpeace rientra nel più generale tour ‘U mari nun si spirtusa’, interamente dedicato alla lotta contro le trivellazioni nei mari siciliani alla ricerca di petrolio. Gli attivisti saranno per settimane in viaggio toccando con la loro imbarcazione a vela vari porti della Sicilia, al fine di sensibilizzare i cittadini sull’importanza del proprio patrimonio ambientale e sul pericolo che le concessioni petrolifere possono rappresentare.

 ‘Da 388 anni, in questo giorno, la città di Palermo celebra la liberazione dalla peste del 1624. Dopo quasi quattro secoli, la peste che oggi minaccia la Sicilia e il suo mare è la febbre dell’oro nero, ovvero le perforazioni petrolifere nel Canale di Sicilia che, come abbiamo dimostrato nel rapporto ‘Meglio l’oro blu dell’oro nero’, potrebbero trasformare la nostra bellissima isola, ricca di biodiversità in un nuovo Golfo del Messico.’ A lanciare l’allarme, più volte riportato dalle prime pagine dei giornali nazionali nel 2010 e nel 2011, anche per le mobilitazioni di associazioni locali e attivisti direttamente interessati dalle trivellazioni è questa volta Greenpeace Italia, che torna a rivolgere, facendolo suo, un appello a tutti i sindaci siciliani.

L’appello alla mobilitazione già accolto da numerosi sindaci dei comuni dell’isola a tre punte  e che  Greenpeace ha intenzione di estendere a tutta l’isola con veleggiate quotidiane nelle acque antistanti la costa siciliana, è che ‘Sono già 17 i comuni ad aver aderito al nostro appello e torniamo a chiedere a tutti gli altri sindaci siciliani di fare altrettanto. Palermo è la prima tappa del tour – dice – se oggi ci rivolgiamo alla Santa più amata dell’isola è perché vogliamo ricordare alle persone che i miracoli, anche nelle situazioni più difficili, sono possibili per chi ci crede veramente. Trapani, Agrigento, San Vito e Sciacca alcuni degli altri comuni interessati.


http://www.greenpeace.org/italy/notrivelletour/
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/08/articolo/3178/
http://www.dirittiglobali.it/index.php?view=article&catid=12:ambiente-territorio-e-beni-comuni&id=12952:loro-nero-di-sicilia&format=pdf&ml=2&mlt=yoo_explorer&tmpl=component

Earth Day: oggi è la giornata della Terra. Sosteniamola al grido di ‘Mobilitiamo il pianeta’

Il Giorno della Terra, che in inglese è Earth Day, è il nome usato per indicare due diverse festività: una che si tiene annualmente ogni primavera nell’emisfero nord del pianeta, e un’altra in autunno nell’emisfero sud, dedicate entrambe all’ambiente e alla salvaguardia del pianeta.

Le Nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno nell’equinozio di primavera, ma è un’osservanza ufficializzarla il 22 aprile di ciascun anno. La festività è riconosciuta da 192 Paesi e viene celebrata in tutto il mondo da più di un da miliardo di persone. L’Earth Day nacque nel 1970 quando 20 milioni di cittadini americani risposero a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson partecipando a una storica manifestazione  per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra.

Inizialmente movimento universitario, nel tempo, l’Earth Day è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. Gli ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili.

Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo, soluzioni che includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.

  Quella di oggi e alla quale in oltre un miliardo stanno partecipando è la 42esima edizione dell’Earth Day, la giornata della Terra. L’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sui temi dell’ecologia e della sostenibilità ambientale al grido di ‘Mobilitiamo il Pianeta’.

Anche in Italia si svolgeranno diverse manifestazioni. Al Palapartenope di Napoli andrà in scena un concerto a impatto zero, trasmesso in diretta sul web a partire dalle 21.00, presentato da Serena Dandini che vedrà tra gli ospiti anche la cantante Angunn, ambasciatrice del FAO, insieme agli artisti di Rezophonic, un progetto musicale nato diversi anni fa con lo scopo di realizzare dischi e concerti per devolvere i ricavati all’Amref (African Medical and Research Foundation) .

Gli artisti presenti saranno: Enrico Ruggeri, Sud Sound System, Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), Roy Paci, Elena Di Cioccio (Le Iene), Olly (Shandon – The Fire), Marco Cocci, Pier Ferrantini (Velvet), Piotta, Ringo (Virgin Radio), Andy (Fluon), Stef Burns, Pino Scotto, Livio Magnini (Bluvertigo), Eva (Prozac +), Emiliano (Linea 77), Kg Man (Quartiere coffee), Marco ‘Garrincha’ Castellani (Le Vibrazioni – Octopus), Max Zanotti (Deasonika), Sasha Torrisi, Alteria (Rock tv – NoMoreSpeech), Ketty Passa, Gianluca Battaglion (Movida), Filippo Dallinferno (The Fire).

Earth Day aderisce al progetto Impatto Zero® di LifeGate. Le emissioni di CO2 prodotte dal concerto sono compensate mediante nuove piantumazioni e Lifegate certificherà il concerto che è già a bassissimo impatto perché a Km Zero.

 Secondo la Coldiretti negli ultimi venti anni le superfici boschive della penisola sono aumentate del 20 per cento.

Oggi, a tutte le latitudini, dall’Islanda al Pakistan, si susseguiranno gli eventi volti a incentivare lo sviluppo sostenibile a favore di una Terra che sembra essere sempre più soggetta allo sfruttamento delle risorse. Anche Google festeggia con un doodle in movimento.

You can make the difference!
http://www.earthday.org/
www.earthdayitalia.com  

 

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